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Ugo Foscolo Prose e poesie. Prefazione e commento critico di Luigi Russo. Firenze, G.C. Sansoni 1944, Copertina cartonata, brunita con segni del tempo. Tagli e pagine bruniti. Esemplare n.444. Collana:"Biblioteca scolastica di classici italiani già diretta da Giosuè Carducci". Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 290<br>
32096 Ugo Foscolo Ugo Foscolo. Prose varie. Società Editrice Italiana di M. Guinoni. 1857. Torino, Società Editrice Italiana 1857 italiano, in sedicesimo pp. 248 32096 Ugo Foscolo. Prose varie. Società Editrice Italiana di M. Guinoni. 1857. In-16. Brossura. pp. 248 Volume in ottime condizioni.
<p>19 cm, brossura editoriale illustrata a colori, p. 269. Nastro adesivo al verso della cop, per il resto esemplare molto buono.</p>
br. "Comportati bene e resterai solo. Un manuale cinico sulla dannata razza umana" raccoglie oltre trenta scritti tra saggi brevi, j'accuse, articoli e discorsi, molti dei quali inediti in Italia, per tentare di dare vita a un vademecum cinico e beffardo sulla dannata razza umana, come Mark Twain era solito definire i suoi simili. Meno noto al grande pubblico italiano è infatti tutto il lavoro che Twain svolse durante la sua vita come giornalista, polemista, saggista e autore di esilaranti parodie e satire sulla vita politica, sociale e la natura umana in generale. "Comportati bene e resterai solo" scava in questa parte meno nota della sua opera, che impegnò buona parte dei suoi ultimi venti anni di vita e che lo vide impegnato nel compito di descrivere, spiegare e tentare di capire gli uomini. Gli scritti selezionati vanno così a creare una specie di mosaico filosofico inedito e sorprendente, quasi un trattato antropologico, oltre che un resoconto cinico, umoristico e a tratti amaro, sempre irriverente, capace di passare in rassegna vizi, virtù, fobie e paradossi della razza umana, con lo stile ironico e a tratti schiettamente comico che ha reso celebre in tutto il mondo l'opera e il genio di Mark Twain.
br. "A tutti i cani della zona piaceva vedermi mentre mi esercitavo, e venivano tutti a osservarmi, perché all'epoca non è che accadessero molte cose nelle vicinanze che potessero intrattenere i cani. E mi occorse molto tempo per imparare a evitare i cani, ma alla fine riuscii a fare anche questo. (...) Acquistate una bicicletta. Non ve ne pentirete, se riuscirete a sopravvivere." (M. T.)
br. «In letteratura è come in teologia: valgono le sole domande. O meglio: è l'intelligenza delle domande che costringe a elaborare risposte alla loro altezza. Se chi si appresta a leggere questo libro spera di trovare enunciati regole e precetti più o meno ovvii su come scrivere cosa, allora forse è meglio che abbandoni il libro e l'idea di diventare scrittore. Il talento, l'istinto sono necessari. Vanno educati, certo, ma sono necessari. Uno scrittore autentico i fondamentali li avverte ben prima ancora di elaborarli in concetti. Chi, non pago di affidarsi al tacito insegnamento dei Maestri, sente il bisogno di un prontuario cui attenersi, è meglio che lasci perdere: la letteratura non è un compitino. Men che meno un suo compitino. Per vari aspetti, il processo di creazione letteraria è come il tempo per sant'Agostino: "Se nessuno mi chiede cos'è, lo so; se devo spiegarlo a chi lo chiede, non lo so più"». Così esordisce Tuzzi, in questa conversazione che - articolata in dieci capitoli: Prima di scrivere; Stile, struttura, scrittura; Come agganciare il lettore; Dire, non dire, da chi farlo dire; Come caratterizzare i personaggi; Finali chiusi, finali aperti; Buona e cattiva letteratura; Tutti i colori del genere: giallo nero rosa; Due o tre cose sul giallo perfetto? e Due o tre cose sul perfetto lettore di gialli - propone a un più vasto pubblico di lettori il ciclo di lezioni tenuto per Radio Popolare. Non banali ricette di tecnica espressiva o di forma narrativa, non fabula, intreccio, narratore interno esterno o ambiguo, ma più fertili considerazioni su limiti e potenzialità della parola, sulla potente irrealtà della letteratura.
Presentazione - Alle Madri dei Cinquecentomila 1 24x17 cm., opuscolo cucito, con piatti su cartoncino robusto, pp. 10 (2), non refilate, in italiano, buone condizioni.
Presentazione - 17 capitoli 1 21x15,5 cm., in brossura, pp. 59 (4), 11 illustrazioni in nero, di locandine, figure ecc. prima edizione in italiano, leggermente allentato interno dorso, buon esemplare.
Turoldo David Maria Il dramma e Dio : il divino, la fede, la poesia. Milano, Rizzoli 1992 italian, 157 BTT160G Copertina rigida, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda 157 pagine circaCopertina come da foto
In 8? (cm 20), Cart. edit., pagg. con titoli al dorso, sovracop. ill. a colori, pagg. 220-(4), traduzione di Rinaldo Kufferle; introduzione, appendice e note di Giovanni Buttafva, firma d'appartenenza e data al frontespizio, segni del tempo alla covracop., buon es.
8° (ca. 22 x 14 cm). 78 Seiten. Original Ganzleinen und Original Schutzumschlag mit Rücken- und Deckeltitel. Schutzumschlag teilweise gegilbt mit Randläsuren. Widmung des Autors auf dem Schmutztitel. Insgesamt guter Zustand. Erstausgabe. WG 2.36. Mit einer datierten Widmung von Franz Tumler (1912-1998) für den renommierten Berliner Architekten Hermann Fehling (1909-1996).
Mm 135x210 Collana "Il Labirinto". Brossura editoriale, 262 pagine. Minime fioriture ai tagli, peraltro ottima copia. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 16? (cm 20), Brossura originale, pagg.126-(2) cop. illlustrata a colori da C. Caesar, testo su due colonne con qualche ill. b.n. n.t., traduzione di Beata Della Frattina, segni del tempo alla cop., ma buon es. Collana "I romanzi di Urania", 138 a cura di Giorgio Monicelli. Wilson Tucker (Deer Creek, 1914 ? St. Petersburg, 2006), autore statunitense di romanzi d'azione, avventura e fantascienza, pubblic? il suo primo romanzo "La citt? in fondo al mare" nel 1951. Curt Caesar, pseudonimo di Kurt Kaiser (Montigny-l?s-Metz, 1906 ? Bracciano, 1974) fu autore di Romano il Legionario e di Willa Sparrow, considerato il primo eroe "negativo" del fumetto italiano; dal 1952 realizz? le copertine della collana Urania, iniziando una storica collaborazione con Monicelli che si interruppe nel 1959.
br. Quali forme assume il discorso politico? Come parla un leader ai cittadini? È possibile dire tutta la verità, parlare con franchezza, quando si tratta di questioni controverse e divise, quando il clima politico è teso fino alla lacerazione, o occorre invece nascondere la verità e giocare sulla presa delle emozioni? Queste e altre domande sulla comunicazione politica lampeggiano, con inquietante lucidità e spietata analisi, nei discorsi che Tucidide fa pronunciare ai protagonisti del suo racconto storico nei contesti del dibattito assembleare dell'Atene del Quinto secolo. Dall'elogio della democrazia, pronunciato da Pericle, ai discorsi che riguardano la guerra e la prosperità della polis, dai sacrifici richiesti ai cittadini alle scelte inerenti la conservazione dell'impero e i rapporti con gli alleati: i discorsi, uno dopo l'altro, dipingono un quadro che sollecita, nel confronto, l'orizzonte contemporaneo in una sconcertante attualità. Il volume contiene i tre discorsi di Pericle alla città (l'epitaffio ai caduti in guerra, che è al contempo un elogio della città democratica; i due discorsi che riguardano la decisione di entrare in guerra e la necessità di conservare l'impero), il dibattito tra Cleone e Diodoto sul trattamento da riservare alla ribelle Mitilene (sterminare gli alleati infedeli o ricorrere a misure più moderate) e l'orazione di Alci- biade che incita Atene alla spedizione in Sicilia (il sogno di un'interminabile espansione dell'impero)...
brossura
br. Le "Storie" di Tucidide di Atene rappresentano il vero e proprio inizio della storiografia occidentale. Composte lungo un periodo di oltre vent'anni, dal 431 a.C. fino agli ultimi anni del secolo, furono scritte da Tucidide nel tempo in cui si svolgevano gli eventi che vi sono narrati. Riallacciandosi alla conclusione dell'opera erodotea, lo storico riprende la narrazione dell'ascesa e del declino dell'Atene democratica, colmando innanzitutto la lacuna dei cinquant'anni intercorsi fra la fine delle Guerre Persiane e il momento in cui, allo scoppio delle ostilità fra Atene e Sparta, si manifestarono i "primi sintomi" della Guerra del Peloponneso. Con occhio moderno, prospettiva critica e razionale, Tucidide elimina dai fatti che racconta i tratti mitici e favolosi tipici del lavoro di molti altri autori antichi, affinché la sua narrazione risulti utile a comprendere la natura umana, e sia composta come un'opera destinata a durare per sempre, non come un lavoro d'occasione "da ascoltare sul momento".
brossura Se la guerra del Peloponneso è per Tucidide la più grande mai vista, l'invio di un ingente corpo di spedizione ateniese in Sicilia nel 415 ne è "l'evento più grande". Folgorato dalle proporzioni dell'impresa, acremente appassionato ai suoi retroscena politici, sgomento di fronte alla rovina della poderosa armata, Tucidide ne affronta il racconto, memore di un epico precedente: l'attacco di Serse alla Grecia e la grandiosa nerrazione erodotea. La spedizione in Sicilia è l'Iliade alla rovescia: la sconfitta della Grecia in Occidente si contrappone idealmente all'antica, mitica vittoria della Grecia in Oriente. Ancora una volta, a distanza di secoli, una immensa spedizione per mare, una guerra di conquista lontano dalla patria, un terribile assedio.
br. Nella "Guerra del Peloponneso", Tucidide racconta della lotta tra Sparta, modello di oligarchia, e Atene, nuovo paradigma democratico. Ma quanto contraddittoria fosse la natura del governo ateniese, lo apprendiamo proprio dalle testimonianze di alcuni protagonisti di quel lunghissimo scontro: attraverso le voci di Pericle, di Cleone, di Alcibiade. Soprattutto, attraverso la voce dello stesso Tucidide. E se nel primo testo di questa raccolta, il celeberrimo epitafio per i caduti, Atene gloriosamente si erge a baluardo della democrazia, negli altri discorsi la città svela il proprio vero volto, ben diverso da quello demagogicamente propagandato al cospetto dei cittadini : il volto di una potenza aggressiva e imperialista, non estranea ai soprusi e alle prevaricazioni, capace di terribili atti di violenza nei confronti di chi si ribella alla sua supremazia.
brossura Nel 431 a.C. scoppiò tra Atene e Sparta la guerra del Peloponneso: una guerra che insanguinò la Grecia per quasi trent'anni e segnò la cupa fine del periodo d'oro della civiltà ellenica. Tucidide, consapevole di vivere un evento di portata eccezionale, lo assunse come momento esemplare di un'analisi che mirava a cogliere, al di là dei nudi fatti, le forze profonde sottese ai processi della Storia. Un'analisi lucida e disillusa che spinge il lettore a interrogarsi sui problemi che si ripresentano sempre uguali alla coscienza storica: i meccanismi e la moralità del potere, gli arbitrii e i diritti dei vincitori e dei vinti, la giustizia dei potenti e la giustizia dei deboli.
br. "La guerra del Peloponneso" di Tucidide costituisce una delle più importanti opere dell'antichità, non solo perché il metodo esposto nel primo degli otto libri ha pesantemente influenzato tutta la storiografia occidentale, ma anche per la straordinaria lucidità con cui si pone l'accento sul diritto del più forte e sulla spietata logica del potere. Tucidide voleva, analizzando con precisione gli avvenimenti a lui contemporanei, insegnare ai politici del futuro ed evitare che commettessero errori simili a quelli compiuti allora.
br. La guerra del Peloponneso di Tucidide costituisce una delle più importanti opere dell'antichità, non solo perché il metodo esposto nel primo degli otto libri ha pesantemente influenzato tutta la storiografia occidentale, ma anche per la straordinaria lucidità con cui si pone l'accento sul diritto del più forte e sulla spietata logica del potere. Tucidide voleva, analizzando con precisione gli avvenimenti a lui contemporanei, insegnare ai politici del futuro ed evitare che commettessero errori simili a quelli compiuti allora: ideale, illusione, utopia?
ill., br. Uscita nel 1929, "Deutschland, Deutschland über alles" è probabilmente l'opera satirica più provocatoria di Kurt Tucholsky. In questo testamento politico accompagnato dalle fotografie dell'artista dada John Heartfield, Tucholsky punta il dito contro la Repubblica di Weimar, denunciando senza mezzi termini la corruzione della giustizia e della società. Le parole dell'autore berlinese scatenarono polemiche talmente accese da indurre lo scrittore a fuggire definitivamente in Svezia. Un corrosivo affresco dell'epoca che ancora oggi continua a graffiare le coscienze.
67(2)S. Original Englische Broschur mit illustriertem Rücken- und Deckeltitel. Einband leicht berieben, sonst in gutem Zustand. Erstausgabe. Mit einer handschriftlichen Widmung des Autors auf dem Vortitel. Der Autor gehörte zum Kreis der Gruppe 47.
In 8? (cm 20), Brossura, pagg.95-(2) testo in francese, buon es. Henri Troyat, pseudonimo di Lev Aslanovic Tarasov (Mosca,1911 ? Parigi, 2007), pubblic? romanzi, racconti, resoconti storici e soprattutto biografie.
in-8° piccolo ( cm 19 x 12); 1 vol.(di 2); pp. 544; leg. in mezza pergamena e carta marmorizzata ai piatti, dorso liscio; opera incompleta (solo parte seconda); lievi tracce d'uso; opera incompleta ma in buone condizioni generali.