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1923307583ABBerlin, Propyläen-Verl., 1923. gr.8°. 505 S. 8". Original-Halbleder. (Einband berieben u. bestoßen, Name a. Vors., sonst gut). = Werke der Weltliteratur.
1932S578Berlin, Verlag der Zeit-Romane, 1932. Ganzleinen, 8°, 283 S., 1.-10. Tausend
ill., cart. Pier Paolo Pasolini avrebbe compiuto cento anni il 5 marzo 2022. Un traguardo negato da una morte violenta il 2 novembre 1975, quando il suo cadavere venne rinvenuto sulla spiaggia dell'Idroscalo di Ostia. L'autrice, prima giornalista testimone del massacro, riflette a quasi 50 anni dal delitto sul complesso rapporto che legava Pasolini a Ostia e alla morte. In appendice i documenti per comprendere perché l'assassinio di Pier Paolo Pasolini è l'ultimo mistero italiano senza soluzione.
81243N° 40 - octobre-décembre 1957 - revue illustrée - Broché
brossura Il volume comprende la traduzione e il commento dell'Aetna, opera didascalica in esametri attribuita dalla tradizione a Virgilio, ma verosimilmente frutto di un anonimo autore del I secolo d.C. Il componimento mira a descrivere gli aspetti fisici delle eruzioni del grande vulcano siciliano e a spiegarne le cause. L'accuratezza scientifica dell'apparato critico è coniugata con l'intento divulgativo, così da offrire un'edizione che possa coinvolgere anche chi non è un 'addetto ai lavori' ma sente forte il fascino inestinguibile delle vette. Ed è proprio in quest'ottica che si è scelto, in sede esegetica, di soffermarsi sui problemi mitologici sollevati dal testo latino. Per quasi un sesto dell'intero poema, infatti, l'autore riferisce i miti che i poeti hanno diffuso sul vulcano e le sue eruzioni di fuoco.
In 24°(11x6,5); (7), 54, (9), pp. Brossura editoriale illustrata in carta pergamena, con cornice e titoli in rosso e nero, fregi con putti e stemma dell'editore al piatto anteriore e al dorso. Ritratto di Carlo Delcroix in antiporta in bianco e nero. Testatine incise in rosso. Firma e data coeva in antiporta. Alcune sottolineature a matita nera. Capilettera incisi. Esemplare in barbe. Volume elzeviriano appartenente alla collana: Medaglie, stampato su carta filigranata: AMOR ET LABOR VITAST. SECOLO XX (prima metà). Esemplare in buone ottime condizioni di conservazione.
1812zy110Savy Relié 1812 Quatre volumes in-12 (9 x 13,7 cm), reliure demi-peau, dos lisses ornés de dorures, d'une pièce de titre et de tomaison, xlvj-298, 279, 319 et 329 pages ; quelques épidermures sur les plats, coupes frottées, papier reliure usé aux plats, important manque de papier reliure au quatrième plat du tome 2, coins cornés au premier plat du tome 3, par ailleurs assez bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
br. La letteratura rosa, così bistrattata e considerata di serie B, è un'incredibile fucina di best seller. Con i romanzi d'amore sempre in vetta alle classifiche è nata una vera e propria industria del rosa, imperi editoriali internazionali hanno capitalizzato sulle storie d'amore. La Breve storia della letteratura rosa ripercorre cambiamenti e trasformazioni di questo genere letterario, dagli albori nel diciottesimo secolo fino ai giorni odierni, tra serie televisive, app e tecnologie. Con l'obiettivo di comprendere e approfondire i dettagli dello storytelling sentimentale: dai romanzi di appendice di Carolina Invernizio per arrivare all'erotismo delle Cinquanta sfumature e alla fan fiction di Anna Todd.
br. Divertire e divertirsi era il talento di Beppe Viola. Con questo libro, fatto di testi dimenticati o dispersi ("fogli, foglietti, appunti... più un tot di pezzi strepitosi, distribuiti a chi capiva la stoffa e a chi no", racconta Giorgio Terruzzi), veniamo catapultati nel laboratorio Viola in tutta la sua più irriverente sardonicità, lì dove è concentrato il suo istinto creativo, fatto di sorpresa, stupore, spiazzamento. Naturalmente, si parla di calcio: Milan, Inter, doping, arbitri, moviola, presidenti, tifosi, ma anche di rugby, amicizia, cavalli, donne; poi ci sono interviste mai realizzate, una serie di «quelli che» tagliati dalla canzone, progetti per altre canzoni, spot pubblicitari e trasmissioni radiofoniche. Sono pezzi che possono essere letti anche come una biografia in filigrana dell'ultimo Viola, segnata dalla creazione dell'agenzia giornalistica Magazine, altrimenti detta Marchettificio: «La scelta dei collaboratori - scrive Viola a Franco Carraro, presidente del Coni - viene fatta soltanto ed esclusivamente sulla base della mia simpatia personale. In tanti anni di marciapiede sappiamo perfettamente quali sono i giornalisti bravi, quelli modesti, chi becca la stecca e chi lavora seriamente e con competenza». Quella Milano e quell'Italia vengono spietatamente scansionate dal suo occhio vigile e malinconico, e filtrate da un «lessico famigliare» che è ormai diventato patrimonio nazionale. Con scritti di Marco Pastonesi, Giorgio Terruzzi e Marina Viola.
1390616657.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
198532206Verlag Philipp Reclam jun. Leipzig. 1985. 102 Seiten. Klein-Oktav. mit Abbildungen. Band 621. 3. Auflage. Broschiert. Reclams Universal Bibliothek.
br. C'è una fiaba in questo libro, e la fiaba racconta di una bambina e di una creatura misteriosa. La Creatura d'acqua scura che striscia nella soffitta è forse il fantasma di un uomo ucciso durante la Resistenza e il cui corpo è stato occultato nello stagno. La Creatura d'acqua scura somiglia - dal buio nel quale la bambina la incontra - al lupo che attende Cappuccetto Rosso, al ginepro che conserva vita e morte nei suoi rami, al fuso di Rosaspina bella addormentata nel bosco, alla mela avvelenata di Biancaneve. La Creatura d'acqua scura torna, come in una favola nera, ad avvertire, raccontare, raccordare la vita adulta e l'infanzia, le colpe e le assoluzioni, i morti propri e quelli degli altri, gli amici perduti e i luoghi ritrovati. Simona Vinci, raccoglitrice di erbe per l'arrosto, fichi per le conserve e storie per queste pagine, continua a dire della sua paura e della nostra, svelando perché abbiamo tutti vissuto nelle fiabe dei fratelli Grimm e come, qualche volta, torniamo a viverci. Un viaggio dentro e fuori "il gusto della paura" di una scrittrice italiana che, per sua stessa ammissione, talvolta vede ancora l'invisibile.
Volume parzialmente intonso in brossura di cartoncino semirigido decorato e copertina che si presenta usurata ai margini e velata da brunitura e patina di sporco. Risguardi decorati. Presente immagine dell' Autore all' interno. Introduzione, commento e appendice a cura di Antonio Pompeati. Lo stato di conservazione appare buono con pagine brunite e tagli, non rifilati, nella stessa tonalità. Numero pagine 285. USATO
Vol. in -16 (11 x 17,5 cm.), brossura editoriale verde chiara con titoli in nero sul piatto e al dorso, pp. 350, (2). Modeste fioriture sulla copertina per il resto in buono stato di conservazione. Collana: BIBLIOTECA CLASSICA ECONOMICA (N. 96).
Vol. in -12 (12,5 x 19 cm.), brossura editoriale con alette col. avorio con piccolo disegno e titoli in nero e marrone sul piatto ant., velina trasparente di protezione, pp. 191, (5). Leggere fioriture sulla copertina e su qualche foglio, nel complesso in abb. buone condizioni. 1. EDIZIONE della collana LO SPECCHIO (i prosatori del nostro tempo): ottobre 1947.
LEGATURA IN MEZZA PELLE MARRONE CON TITOLI IN ORO, TAVOLA CON RITRATTO DELL'AUTORE numero pagine: (XXXX) 300 + 150 formato: 16.3X9 stato conservazione: FORO DI TARLO ESTINTO ACCANTO AL MARGINE INTERNO, PAGINE BRUNITE edizione: QUARTA ACCRESCIUTA
194813721Imprimerie S.A.D.I.A.C 1948 281 pages in8. 1948. broché. 281 pages. Recueil de poésie et prose de Vincent Peretti publié en 1948 par l'imprimerie Sadiac à Nîmes. L'ouvrage est présenté comme étant en très bon état non coupé
198290609Heidelberg, Verlag Lambert & Schneider, 1982. 307 S. 8° Oktav, Leinen
1902X4729Wiesbaden, Verlag des Volksbildungsvereins 1902. Heft, 8°, 46 S., 1.-15. Tausend, Wiesbadener Volksbücher Nr. 25
1981Y433Lipzig und Weimar, Gustav Kiepenheuer Verlag, 1981. Pappband, 8°, 191 S., 1. Auflage, mit elf Zeichnungen von Jiri Salamoun
br. "Che fra i cronisti francesi del Medioevo Villehardouin sia da considerarsi il politico, il realista per eccellenza, è idea manualisticamente diffusa e avallata dalla nettezza del suo racconto - che non indulge mai alla descrizione, al pittoresco - e dalla sobrietà del suo dettato, spoglio di ogni artificio [...]. Detto questo, è già detto anche che non siamo in presenza di un testo anodino, di un racconto puro e semplice, scritto per il solo piacere del narrare, bensì di un'esposizione fatta a ragion veduta e con uno scopo ben preciso: una sorta di risposta ad un processo che si immagina intentato contro i crociati del 1202, che mancarono completamente il loro scopo, o meglio quello che si considera per definizione lo scopo di una crociata. [...] Questa quarta crociata è infatti tipica della risoluzione del fatto ideologico-mistico in un fatto di conquista e colonizzazione. Occorreva in qualche modo giustificare l'allentamento dell'idea-forza, della tensione alla liberazione del Santo Sepolcro, legittimare questa nuova fisionomia della crociata latina [...]. Questo è dunque l'impegno che Villehardouin assume: dimostrare che questo contegno era il solo possibile, farsi avvocato difensore dei crociati e fornire loro una giustificazione politica. [...] Concetto d'onore, reciproca fedeltà d'armi e sentimento cristiano sono i princìpi che governano la sua narrazione e sorreggono il suo giudizio: in base ad essi, ci dice Villehardouin, lo svolgimento della crociata non poteva essere che quello che fu. Il racconto che ne esce è teso, essenziale: da questo suo angolo visuale di avvocato difensore, Villehardouin ha una visione prospettica degli avvenimenti di cui, tralasciando l'occasionale, coglie le coordinate lineari: il suo assunto costituisce il punto di fuga unico in fondo al suo quadro." (dallo scritto di Fausta Garavini)
br. L'isola senza memoria di cui si parla nel libro è l'isola di Goli Otok in Croazia, divenuta tristemente nota per la presenza di un gulag jugoslavo destinato a ospitare gli oppositori al regime di Tito. Qui, dopo la rottura tra Stalin e Tito del 1948, vennero infatti deportati molti dei comunisti vicini alle posizioni staliniste. Il totale dei detenuti politici fu di circa 30.000 (circa 300 gli italiani), 4.000 circa i morti per torture o pestaggi. Solo nel 1956 l'isola cessò di essere un campo di 'rieducazione politica'. Ma per molti anni questa realtà non ebbe alcuna pubblica denuncia, non c'è stato un solo testimone che abbia consegnato quei fatti alla memoria. La conoscenza di Ligio Zanini, un poeta che fu prigioniero nel campo, pone all'autore una domanda ineludibile: come era stato possibile non sapere cosa era accaduto in un luogo così vicino alla sua casa? Assistiamo così, pagina dopo pagina, al nascere di una coscienza che si forma, per caso e per ostinazione, circoscrivendo il tema della responsabilità individuale di fronte agli eventi della storia.
br. Una Barcellona letteraria e insieme concreta, raccontata con ironia e intensità in un libro composito che spazia dalla cronaca giornalistica al saggio breve. Un affresco ricco di suggestioni inedite dove Enrique Vila-Matas svela tra l'altro le ragioni della propria vocazione di scrittore, curiosamente legata a un personaggio emblematico della cultura italiana, Marcello Mastroianni. Un libro denso, in cui ogni nuovo capitolo è l'incantevole scorcio di una metropoli intima e corporea.
19279353München, Georg Müller Verlag, 1927 1927. Halbleinen, 8 , 211 S., Deutsche Übertragung von Paul Hansmann, Inhalt: Hauptmann Renauds Leben und Tod - Die Abendunterhaltung in Vincennes. Einband leichte Gebrauchsspuren, Kanten leicht bestoßen. Hardcover