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brossura Questo libro che, a prima vista, potrebbe essere considerato un'opera di assemblaggio, raccolta di semplici note, è in realtà un'opera avveduta, c'è un filo conduttore, la consapevolezza dell'autore che attraverso semplici articoli di giornale divulga le proprie concezioni politiche ed estetiche: come i veri filosofi!
ill., br. Sono gli anni che conducono alla Seconda guerra mondiale e Annemarie Schwarzenbach, conclusa la tormentata relazione con Erika Mann, tra il 1933 e il 1942 inizia una serie di viaggi in tutto il mondo, abbracciando Est e Ovest: Russia, Persia, Stati Uniti, Marocco, Congo belga, Afghanistan. "Dalla parte dell'ombra" raccoglie reportage, articoli e fotografie scattate durante questi anni. Sfogliando le sue pagine si comprende immediatamente la portata innovativa dell'opera della Schwarzenbach, si sente l'impatto con un'intelligenza eclettica e fuori dal comune con un forte impegno sociale. La sua sensibilità ce la rende sorprendentemente vicina al nostro tempo e la fa sentire affine a chi è sempre alla ricerca di qualcosa.
Kl.8°. 130 S. Original Karton mit Rückentitel und 2-farbig illustriertem Deckeltitel. Leichte Gebrauchsspuren, guter Zustand.
br. Autore di capolavori come Austerlitz, Gli anelli di Saturno e Vertigini, W.G. Sebald non ha mai indietreggiato dalla responsabilità di sentirsi parte di un popolo - quello tedesco - che egli riteneva avesse l'obbligo di farsi carico della memoria delle atrocità compiute. In questo testo Sebald racconta a chi sono ispirati i personaggi dei suoi libri, e ricorda l'infanzia trascorsa in Germania e la scelta di emigrare in Inghilterra. Attraverso una delicata raccolta di interviste e saggi, Lynne Sharon Schwartz ci propone uno sguardo attento e insieme affettuoso sulla profondità di uno dei maggiori scrittori della seconda metà del Novecento. Prefazione di Filippo Tuena.
(21,6 x 18 cm). 1095 S. Original-Pappband mit Rücken- und Deckeltitel. Original-Schutzumschlag mit Rücken- und Deckeltitel. (= Sammlung Urs Engeler Editor: Band 80). Umschlag mit leichten Gebrauchsspuren, sonst wohlerhalten. Insgesamt guter bis sehr guter Zustand. Mit einer datierten Signatur des Autors auf dem Titelblatt. - - - ACHTUNG! Dieses Buch kann wegen seines Gewichts oder seiner Größe nur als PAKET verschickt werden. Innerhalb Deutschlands 5,80 Euro. (Portokosten ins Ausland bitte erfragen.) ATTENTION! Due to its weight or size this book can only be sent as a PARCEL. Within Germany 5,80 Euro (For shipment abroad please ask.)
Edizione postuma a cura di Gino Doria e Cecilia Ricottini - Biblioteca bibliografica italica, fondata da Marino Parenti e diretta da Luigi Firpo 1 25,5x18 cm., in brossura con sovraccoperta, pagg.775 (3), intonse, 77 illustrazioni, ritratto dell'Artista in antiporta, Indice delle poesie, Indice delle prose, Indice dei nomi, prima edizione, postuma, a tiratura limitata, copia n. 230/666, come nuova, leggeri e piccoli strappi alla sovraccoperta.
br. Negli anni in cui era a Torino, alla corte di Emanuele di Savoia, il Marino ingaggiò un'aspra disputa letteraria con Gasparo Murtola, il poeta genovese segretario del duca. Non corse solo inchiostro: il Marino subì un attentato ad opera del rivale e ne seguirono processi e carcere. Ma da quella tenzone senza esclusione di colpi nacque la "Murtoleide", la pungente operetta satirica che contiene, tra l'altro, il celebre "manifesto" della poetica mariniana (Fisch. XXXIII: "È del poeta il fin la meraviglia... chi non sa far stupir vada a la striglia"). Sonia Schilardi affresca con rigore e vivacità il fondale culturale di quella disputa lontana, illustrando in modo convincente il percorso sotterraneo che fece approdare le Fischiate manoscritte alle edizioni stampate freneticamente alla macchia subito dopo la scomparsa del Marino.
br. «Non urto contro i lampioni né contro i passanti, soltanto cammino e puzzo di birra e di sporcizia, ma sorrido, perché in borsa porto libri dai quali mi aspetto che a sera da loro apprenderò su me stesso qualcosa che ancora non so». La maniera giusta per leggerne gli scritti l'aveva indicata lui stesso. Mettetevi comodi, ordinate da bere, che inizio a parlare. Pardon, a scrivere. Anzi, pardon, a trascrivere. Si perché Bohumil Hrabal si è sempre dichiarato un trascrittore, ponendo in chiaro quale fosse il suo atteggiamento rispetto al mestiere dello scrivere. La sua posizione nel mondo. Trascrittore di ciò che lo circondava, della storia del suo popolo colto e infelice, scriba sudato e coinvolto, mai distante, di narrazioni orali, di urla, risate sguaiate, di cialtronerie, irregolari vicende della vita normale, di sorrisi davanti alla tragedia. Di tragici silenzi. Poeta del particolare che diventa, grazie alle sue mani, divino. Un tramite, volendo addirittura svilire l'intenzione. Una brocca che si riempie e riversa. Toccato dal dono e perciò in grado di far comunicare attraverso se stesso l'eterno e il quotidiano. Rielaborare tutto, riciclare. Come quelle comunità ormai confinate nell'aneddotica e nel racconto buffo, in cui gli abitanti vivono reinventando gli oggetti che la società normale getta via. In Hrabal tutto è superfluo ma ogni parola è messa proprio lì dove dovrebbe stare.
ill., br. Comincia a Milano in un grande armadio a muro, nell'appartamento di via Plinio 6, il pellegrinaggio di Alberto Scerbanenko nei faldoni della corrispondenza, nelle pile di dattiloscritti e nei mucchi di copie di romanzi pubblicati e qualche volta inediti del padre. Una ricerca labirintica delle ragioni delle parole con cui, su un pezzo di carta scritto tra il 1937 e il 1938, Giorgio Scerbanenco profetizzò la propria morte. Quello di suo figlio è un viaggio struggente e avventuroso attraverso la memoria, la storia e le trame uniche inventate da un padre di cui scopriamo non una, ma cinque vite. Vite ambientate a Kiev, a Roma, a Milano e poi in esilio in Svizzera dal 1943 sino alla fine della guerra. Per guadagnarsi da vivere, Giorgio Scerbanenco ha fatto molti mestieri, è entrato nel mondo dell'editoria, ha collaborato con importanti quotidiani e ha diretto i periodici femminili "Bella" e "Novella". I suoi romanzi l'hanno rivelato come uno dei più grandi narratori di genere, con le sue storie di traffici oscuri e di morti ammazzati, di vicende umane dure e disperate che hanno ispirato il miglior cinema italiano, da "Milano calibro 9" a "I ragazzi del massacro". In questo libro Alberto ritrova l'uomo, l'esule o forse la spia. Il padre. Prefazione di Piero Colaprico.
brossura Questa pubblicazione nasce dagli atti di un convegno, ma è solo la prima di una serie che, nelle nostre intenzioni, non conoscerà fine e si rivolgerà ai tolkieniani di ogni estrazione, interesse ed esperienza, sia di vita che di studi: essa è solamente il primo grande tassello di un mosaico molto più grande dove studiosi e accademici di ogni provenienza dialogano ed hanno cura delle persone con una preparazione diversa dalla loro, ma sono comunque desiderosi di apprendere e di condividere il sapere, e soprattutto di arricchire gli studi con il cuore. I libri, infatti, non debbono essere aridi come deserti, e la ricerca filologica, teologica, filosofica, linguistica o di qualunque altro tipo non deve essere mai astratta, distaccata e lontana dalla vita, ma sempre coinvolta nel bene e nel bello per non distaccarsi mai dal vero. Con interventi di Maurizio Migliori; Anton Giulio Mancino; Francesca Chiusaroli; Gianluca Comastri; Andrea Ghidoni; Diego Poli; Davide Gorga; Paglieri; Martina de Nicola; Luca Manini; Chiara Bertoglio; Costanza Bonelli; Chiara Nejrotti; Greta Bertani.
br. Primo volume collettaneo interamente dedicato a Kadare, questa raccolta di ricerche e interpretazioni, presentate al convegno di Venezia del 2006 e arricchite da contributi e aggiornamenti, illumina l'autore e l'opera da diverse angolazioni metodologiche ricostruendo il prisma di una ricezione mediata dalla pratica della traduzione e dall'efficacia della trasposizione cinematografica. Tra i massimi scrittori viventi, Ismail Kadare esprime una tradizione antica sviluppatasi sulle coste adriatiche e nell'entroterra balcanico a duro confronto con l'impatto di culture eterogenee e a volte ostili, a cominciare dall'Italia, che con l'identità albanese vanta rapporti longevi, talora contraddittori e difficili. Fatta di romanzi, di taglio storico, politico e fantastico, ma anche di grande poesia e di saggistica ad altissimo livello polemico, l'opera di Kadare non è stata finora oggetto di vera attenzione da parte della critica italiana, con l'eccezione nell'ultimo decennio di studi notevoli, indirizzati però a un selezionato uditorio di specialisti. Kadare incarna al contrario il destino di un autore capace di consolidare quasi in solitudine la propria fortuna grazie al consenso crescente da parte del pubblico.
In 8? (cm 20), Leg. edit. tutta tela, pagg.XIV-357 titoli in oro al dorso e al piatto, traduzione di Augusto Frassinetti, nota introduttiva di Luigi De Nardis, segni del tempo alla cop., ma buon es. di questo capolavoro dello Scarron (Parigi 1610-1660), considerato una delle opere pi? pittoresche tra i romanzi realistici del Seicento. Il De Nardis (Roma, 1928-1999), critico e filologo, professore di lingua e letteratura francese all'Universit? di Milano e alla Sapienza di Roma, ? stato considerato uno dei maggiori esperti di Baudelaire e Mallarm? in Italia. Augusto Frassineti (Faenza, 1911 ? Roma, 31 marzo 1985) ? stato uno scrittore e traduttore italiano. Augusto Frassinetti (Faenza 1911 - Roma, 1985), traduttore e scrittore, ? considerato autire di una produzione letteraria tra le pi? complesse e raffinate della letteratura italiana postmoderna.
br. Fenomeno tutto italiano ma diventato presto mondiale, l'opera di Elena Ferrante - autrice "invisibile" eppure sempre più presente nel dibattito culturale e letterario - rivela un universo complesso che mescola tradizione ed ipermodernità, realismo e immaginazione. Lavorando sulle relazioni e sulle sfumature, sul dicibile e l'indicibile delle vite dei suoi personaggi - soprattutto quelli femminili - sulla lingua e le architetture concrete e simboliche dei suoi romanzi, Ferrante ha trascinato la produzione letteraria italiana a firma femminile fuori da un cono d'ombra mettendola al centro della scena. Questa monografia - un lavoro critico utile per studiosi e appassionati, ma anche per semplici lettori e lettrici - segue i temi, le trame e il linguaggio dei romanzi, dall'Amore molesto alla quadrilogia dell'"Amica geniale" - anche in versione serial TV - e ancora fino al recentissimo "La vita bugiarda degli adulti". Basato su un ricchissimo apparato bibliografico italiano e internazionale, e senza trascurare anche interviste e testi non narrativi di Ferrante, il volume ha il respiro e lo spessore sia di una accurata messa a punto del dibattito critico su un'autrice e i suoi testi, sia delle ragioni di un successo senza precedenti.
br. Il presente volume rappresenta una originale mappa per orientarsi nel pensiero e nell'opera di Albert Camus, uno strumento di lettura e di indagine non consueto nel nostro panorama editoriale. In queste pagine sono esposti con esemplare chiarezza i principali concetti della riflessione di Camus (dall'assurdo alla rivolta) e sono ricostruite nel dettaglio le polemiche con l'ortodossia comunista e con gli ambienti politico-intellettuali di ispirazione sartreana. Ne emerge la figura di un pensatore eccentrico, libertario, ostile a ogni forma compromissoria e a ogni ideologia autoritaria, fiero assertore della libertà individuale e appassionato difensore della dignità umana in quanto radicata in quell'esistenza che, pur nella sua assurdità, è l'unica che all'uomo possa toccare in sorte.
br. Il genere biografico può essere squisitamente narrativo: dipende da come certe storie vengono raccontate, ma anche da come i protagonisti hanno vissuto le loro vite. Nel caso di Franz Reichelt, Spike Jones, Félix Fénéon, Vera, Peg Entwistle, Sir Walter Arnold, William Salice, Fortunato Arrighi, Vincenzo Pelliccione, Paul Wittgenstein, Thomas Midgley, Prince Randian, Gioachino Veneziani, Diego Maradona do Nascimento da Silva ed Eugeniu Iordachescu, si tratta di vite sghembe, non propriamente ordinarie, e neanche eroiche: ma qui prendono luce in tutto il loro splendore letterario.
ril. Al tavolo dove si gioca la nostra sorte, siedono Eros, signore dei desideri; Narciso, simbolo dell'amore che ciascuno ha per se stesso; il Destino, la fatalità contro cui niente possiamo; Edipo, la trasgressione. E infine la Morte, al nostro fianco da sempre, anche se non sappiamo quando e come verrà. Concludendo un percorso cominciato nel 1994 con "Incontro con Io" e proseguito fino a "L'uomo che non credeva in Dio", "Per l'alto mare aperto" e "Scuote l'anima mia Eros", Eugenio Scalfari mette ora al centro della sua riflessione la partita della vita, e le regole complesse con cui si alternano al gioco gli istinti, i sentimenti, la coscienza ragionante, la nostra identità. I momenti autobiografici, le narrazioni, gli incontri, i ricordi, sono sempre sorretti da un'inesauribile tensione intellettuale e filosofica ma capaci di aprirsi, ora piú che mai, anche alle passioni e agli slanci, persino alla malinconia. "L'amore, la sfida, il destino" è un viaggio dentro e fuori di noi, alla scoperta del sé e dell'altro, guidati da un Io che è l'unico possibile testimone diretto dell'esperienza.
br. Al tavolo dove si gioca la nostra sorte, siedono Eros, signore dei desideri; Narciso, simbolo dell'amore che ciascuno ha per se stesso; il Destino, la fatalità contro cui niente possiamo; Edipo, la trasgressione. E infine la Morte, al nostro fianco da sempre, anche se non sappiamo quando e come verrà. Concludendo un percorso cominciato nel 1994 con "Incontro con Io" e proseguito fino a "L'uomo che non credeva in Dio", "Per l'alto mare aperto" e "Scuote l'anima mia Eros", Eugenio Scalfari mette ora al centro della sua riflessione la partita della vita, e le regole complesse con cui si alternano al gioco gli istinti, i sentimenti, la coscienza ragionante, la nostra identità. I momenti autobiografici, le narrazioni, gli incontri, i ricordi, sono sempre sorretti da un'inesauribile tensione intellettuale e filosofica ma capaci di aprirsi, ora piú che mai, anche alle passioni e agli slanci, persino alla malinconia. "L'amore, la sfida, il destino" è un viaggio dentro e fuori di noi, alla scoperta del sé e dell'altro, guidati da un Io che è l'unico possibile testimone diretto dell'esperienza.
ril. "Vivetela bene la vostra piccola vita perché è la sola e quindi immensa ricchezza di cui disponete. Non dilapidatela, non difendetela con avarizia, non gettatela via oltre l'ostacolo. Vivetela con intensa passione, con speranza e allegria". "Scuote l'anima mia Eros" nasce cosi, dalla passione, sotto il segno di una mercurialità creativa che rincorre l'intensità folgorante e variabile dei pensieri. Eugenio Scalfari ha sempre cercato di farsi attraversare dalla luce della razionalità, senza tuttavia nascondersi che la conoscenza e il sapere hanno il loro fondo oscuro nella malinconia ("Io sono stato un mercuriale che sognava d'essere un saturnino"). Oggi sente di aver raggiunto quello spazio immobile, quel tempo sospeso che gli permette di accogliere dentro di sé le cose del mondo "invece di invaderle e possederle". Sa di potersi abbandonare liberamente alla propria vita emotiva senza rischiare di cedere alla tristezza e alla solitudine: la malinconia sarà pure un bagno di luce crepuscolare che accompagna ogni percezione, ma è anche una consolazione dell'esistenza che può permettersi solo chi ha vissuto e vive ogni momento "con intensa passione, con speranza e allegria".
br. Nella Francia dell'Ottocento il romanzo, genere fino ad allora minore e dallo statuto incerto, si rivela improvvisamente come il più adatto a illustrare la complessità di un mondo trasformato dalla Rivoluzione. Il manuale illustra la rapida ascesa e il successo dilagante che consacrano il romanzo a genere di massa, forma di rappresentazione che si rivolge a un pubblico ampio e aspira a una visione più realistica del mondo. Dal romanzo napoleonico a quello della Terza Repubblica, questo libro ripercorre la parabola del genere attraverso una periodizzazione attenta ai contesti socio-economici e ai rapporti tra la politica e gli intellettuali. Accanto alla valorizzazione degli autori maggiori, viene dedicato spazio anche a quegli scrittori popolari che decretarono il successo dei sottogeneri, dal racconto d'avventura al romanzo sentimental-mondano, al poliziesco, al fantascientico.
br. Un libro sulla poesia, sul teatro e sulla lingua. Un viaggio che dal mitico Pavano Antico arriva alla Casarsa di Pasolini, passando per l'epica Roncisvalle e per una stazione, quella di Bologna, macchiata di sangue nel 1980. Percorrendo il volume, il lettore coglierà la stratificazione di esperienze, incontri e progetti che fanno di Scabia una voce unica, e per questo tanto più necessaria, nel panorama culturale italiano. Strato dopo strato, affioreranno dalle pagine le tante stagioni che l'autore ha attraversato: dalla neoavanguardia, alla sperimentazione linguistica con Luigi Nono, al teatro politico fino al mondo suggestivo delle marginalità (urbane e contadine) e dei boschi dove sono ambientate alcun delle sue narrazioni più ammalianti.
In 8', br. ed., pp. 443, ill. in n. n.t., segni d'uso alla cop., interno in buono stato, dedica autografa dell'A. in prima bianca.Luogo di pubblicazione NapoliEditore Salvatore IodiceAnno pubblicazione s.d.Materia/Argomento Letteratura, Poesia, Prosa, GreciaAutografato si
In-16 gr., bross. orig., pp. 285,(3). Prima edizione Mondadori “che comprende 65 prose (68 in origine) tratte da raccolte precedenti, 27 apparse in periodici o in volumi collettivi tra il 1919 e il 1946, e 5 inedite. Ediz. progettata dall’A. dalla fine degli anni ‘30”, cosi’ Gambetti-Vezzosi (2007), p. 827. Timbro di appartenenza al frontespizio, altrimenti ben conservato. Euro 50.
br. Questo glossario non è la classica raccolta alfabetica di vocaboli ma un piccolo patrimonio lessicale di suoni e cadenze che diventa racconto a sé. Voci e ricordi di un'epoca ormai perduta riprendono forma in un testimone che si fa narratore. Opera autonoma che, come in una foto d'epoca, risveglia la memoria di chi c'era, e ai più giovani apre la finestra su un mondo che oggi appare fiabesco.
In 16? (cm 18,5), Brossura, pagg.265-(4) cop. ill., testo in tedesco, traduzione tedesca di Otto Bayer, prefazione di Walther Killy, lieve menda al dorso, segni del tempo alla cop., ma buon es.