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65495Paris, Editions d’Art Les Heures Claires 1968, 255x210mm, reliure plein chagrin rose. Ornementations dorées et noir entourant les deux plats. Auteur, titre, tomaisons et ornementations dorés et noir sur le dos à faux nerfs. Tranche supérieure dorée. Page de garde en papier soie. Sous emboitâge de l’éditeur avec papier marbré. Exemplaire limité sur vélin chiffon de Rives numéroté n.° 2316 / 2750. Trés belle reliure. Exemplaire à l'état de neuf.
68539Paris, Mercure de France 1920, 190x140mm, 217 + 263 + 205pages, reliure demi-basane. Plats papier marbré. Auteur, titre et tomaison dorés au dos à faux-nerfs. Tranche supérieure dorée. Tranches inférieure et horizontale non rognées. Belle reliure. Volume I: exemplaire sur papier vergé pur fil des papeteries Lafuma numéroté 1’113/1’625, volume II numéroté 1’187/1’650, volume III numéroté 1’390/1’625. Couvertures supérieure et inférieure et dos conservés. Nom du possesseur sur la page de garde supérieure et couleur du dos passé, autrement bel exemplaire.
15751,A Paris, Typographie François Bernouard 1928, non paginé pp., 1 vol. in 8 br. Textes de Henri de REGNIER, Maurice MAETERLINCK, Comtesse de NOAILLES, André SUARES, Françis VIELE GRIFFIN, Julien BENDA, Jules ROMAINS, Georges DUHAMEL, Jules RENARD, Marcel SCHWOB. Edition originale collective, tirage limité numéroté à 1095 exemplaires, celui ci n° 319 sur vergé de Rives. Très bon état.
15750,A Paris, Typographie François Bernouard 1928, non paginé pp., 1 vol. in 8 br. couverture partiellement décollée du dos, manques de papier au dos et en angle du premier plat, quelques petites déchirures sans manque en bordures, petites décharges anciennes d'adhésif sur première et dernière page. Textes de Henri de REGNIER, Maurice MAETERLINCK, Comtesse de NOAILLES, André SUARES, Françis VIELE GRIFFIN, Julien BENDA, Jules ROMAINS, Georges DUHAMEL, Jules RENARD, Marcel SCHWOB. Edition originale collective, tirage limité numéroté à 1095 exemplaires, celui ci n° 85 sur papier Hollande. (la suite en bleu annoncée n'est pas présente).
15180Paris, Typographie François Bernouard, 1928. In-8 broché,,un des 1000ex./Vergé d’Arches,non rogné:textes en Edition originale de MAX JACOB-Metaphysique,DELARUE-MARDRUS L.,J.H.ROSNY Aine,etc,bois grave ht de LABOUREUR,
1905467181905 PARIS, F. Bernouard - Recueil trimestriel de littérature - T. II, 1905 - In-8 - Surimili-hollande - 220 pages -petit acroc au 1 er plat, Sinon très frais.
1962533671962 Editions Gallimard / NRF, collection "Bibliothèque de la Pléiade" - 1962 - In-12, reliure pleine peau de l'éditeur vert émeraude, dos lisse orné de titres et filets horizontaux dorés, tranche de tête leue, signet vert, jaquette illustrée, sous jaquette rhodoïd - 1491 pages sur papier Bible
In 8? (cm 20), Brossura, pagg.297-(6) buon es. Collana "Superbur", S132
2006Q-8889032979Contrasto 2006-04-01. Hardcover. New. New. In shrink wrap. Looks like an interesting title! Contrasto hardcover
19833519München: Wilhelm Heyne Verlag, 1983. 159 Seiten , 18 cm, kart.,
Mm 115x220 Prima edizione - Brossura editoriale con bandelle, copertina illustrata policroma, 82 pagine. Introduzione di Renzo Paris, prefazione di Francesco Italiani, nota di Tinto Brass. Una lievissima traccia di umidità alla copertina, peraltro opera in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Un viaggio selettivo tra le opere in prosa di Alessandro Manzoni, al di là dei Promessi sposi. La fiducia nella Provvidenza e nel lieto fine, la mano di Dio e il destino degli uomini, la storia e la grazia, il suo cattolicesimo liberale e il suo vivo senso morale, il suo amor di patria e l'indipendenza nazionale, la nascita della lingua italiana moderna e l'importanza del romanzo storico per la formazione della coscienza civile, il giudizio sulla Rivoluzione francese, su Robespierre e sul Romanticismo. Un'antologia di saggi (più un rapido ritratto di don Lisander dal vivo) che fanno di Manzoni l'anti-Baudelaire: dal poeta maledetto allo scrittore benedetto. Da qui l'idea d'intitolare, in contrasto con l'autore dei Fleurs du mal, il suo florilegio "I fiori del bene".
1759ALDR0505Augspurg (Augsburg), zu finden bey Johann Andreas Steißlinger 1759. Kl.4°. Gest. Taf., Titelbl., 104 S., mit 48 gez., gest. Taf. (2-49) (eine gest. Taf. (50) u. Ss. 105/106 fehlen), mit e. Zierleiste am Titelblatt, Kopfleisten, Schlussvignetten und Zierleisten. Halblederband aus jüngerer Zeit, Einbanddeckel und Schnitt marmoriert, Vorsatz erneuert. Titelblatt angeschmutzt, fleckig, Randausrisse fachgerecht hinterklebt, Seiten schwach gebräunt, teilw. fingerfleckig, vorw. Tafeln etwas stockfleckig, mit blassem Tintenfleck an der Aussenkante d. Schlussblätter. Mit e. Besitzvermerk von alter Hand am Titelblatt und zwei auf der ersten Kupfertafel, davon eine durchgestrichen, sowie e. kurzen Notiz (Nummer) am Frontispiz verso. Titelblatt, Bildunterschriften und der in drei Spalten aufgeteilte Text sind dreisprachig. Brüggemann 1570-1750,1882. Vgl. VD18 10854568 (Ausg. 1707). NBG 46,144 - bereits 1695 erschien eine französisch-italienische Fabelausgabe von G. Veneroni. Die dreisprachige Ausgabe, mit der deutschen Übersetzung durch Balthasar Nickisch und mit den von Johanna Sybilla Kraus (1650-1717) gestochenen Tafeln wurde erstmals 1707 von Johann Ulrich Kraus herausgegeben. Der französische Linguist u. Grammatiker G. Veneroni (eigtl. Jean Vigneron; 1642-1708) war zu seiner Zeit hochgeschätzt als Sprachmeister für die italienische Sprache, sein Wörterbuch und seine Grammatik wurden viel fach aufgelegt und dienten noch lange als Grundlage für spätere Neubearbeitungen. Vorl. eine sehr seltene spätere, vom Augsburger Kupferstecher J. A. Steißlinger (1712-1789) verlegte, Ausgabe seiner, in der ersten Hälfte des 18. Jh. als Jugendbuch geschätzten, mehrfach herausgegebenen Fabelsammlung. [3 Warenabbildungen]
br. Attraverso lettere, romanzi, racconti, articoli di critica letteraria e inediti materiali d'archivio della loggia massonica russa La Stella del Nord, viene qui presentato uno dei pi. originali, brillanti e complessi autori del Novecento: lo scrittore Gajto Gazdanov (Pietroburgo 1903?1971 Monaco). Di origine osseta, emigrato a Parigi nel 1923, Gazdanov venne consacrato, gi. negli anni '30, come il pi. valente scrittore della prima emigrazione russa, insieme al coetaneo Sirin-Nabokov, grazie al successo del primo romanzo Una serata da Claire (1930). Il ricco materiale qui esaminato restituisce all'intellettuale russo la sua figura di artista ribelle, anticonformista, ironico e intrigante, dalla produzione letteraria estremamente attuale.
1956C373Berlin, Verlag Neues Leben 1956. Halbleinen, 8°, 112 S., 1. Auflage, Einband und Illustrationen von Karl Fischer
brossura Vegezio fu un alto funzionario imperiale della corte di Costantinopoli durante il IV secolo dopo Cristo, ai tempi di Teodosio il Grande. Convertitosi al cristianesimo, scrisse questa opera articolata in quattro libri - utilizzando e collegando le fonti più diverse latine e greche - dedicata all'antica arte della guerra e alla potenza militare romana in un periodo in cui gli eserciti imperiali passavano di sconfitta in sconfitta sotto l'urto delle popolazioni barbariche. Rimpianto di una gloria passata, desiderio di sicurezza, tentativo utopico - lo imiterà, ad esempio, Niccolò Machiavelli - di rifondare una tradizione che ormai era diventata null'altro che un topos letterario.
1991X2573Ohne Ort, Rotbuch Verlag 1991. Hardcover mit Schutzumschlag, 8°, 274 S., 1. Auflage, aus dem Französischen von Marie Luise Knott
in-16, pp. 104, (10) di notizie letterarie sulla collana, broch. edit. (dorso riparato). Edizione originale impressa in 200 esemplari (ns. 167) di queste memorie sulla Prima Guerra Mondiale. Buon esemplare intonso, con dedica autografa di Vaudier sull'occhietto.. .
br. Sette racconti, sette vite, sette poeti: Vassalli ripercorre le storie di poeti fondamentali, da Omero a Rudel, da Virgilio a Qohélet, da François Villon a Giacomo Leopardi a Arthur Rimbaud. Per capire il mistero della parola e della poesia nelle esistenze di uomini ingenui, falsi, avidi, nevrotici, in una parola, normali. Che però, almeno per un breve momento della loro esistenza, hanno pronunciato con la loro voce parole di grande valore per tutti, in ogni tempo: "La poesia è vita che rimane impigliata in una trama di parole. Vita che vive al di fuori di un corpo, e quindi anche al di fuori del tempo. Vita che si paga con la vita: le storie dei poeti che ho raccontato stanno a dimostrarlo". Un libro vivo che ci mostra finalmente, e per davvero, questi uomini di lettere e le loro esistenze, e che alza per un attimo il velo sul significato della poesia, come in un'illuminazione, o un amore lontano, che rimane misterioso e potente in eterno.
br. La presente edizione delle Vite, prevista in cinque volumi, ripropone al pubblico il testo della «Giuntina» del 1568 accompagnandolo con un nuovo commento. Questo secondo volume riproduce le vite degli artisti che Vasari comprese sotto la periodizzazione di seconda parte o età, gli artisti che intorno al XV secolo risolsero i maggiori problemi di rappresentazione dando delle regole classicistiche alle arti. Dopo l'importante Proemio, sono presentate le biografie degli artisti da Iacopo della Quercia a Luca Signorelli; all'interno di questo percorso più vasto, Vasari traccia altre linee di sviluppo: se scarse sono le notizie che riesce ad avere delle scuole veneta e ferrarese del Quattrocento, risulta chiara la sua volontà di individuare in Brunelleschi, Donatello e Masaccio i fondatori di quella scuola toscana del disegno che avrà il suo culmine in Michelangelo. Di fronte a questa linea risulta minoritaria e perdente quella che guarda all'eredità del gotico internazionale (da Gentile da Fabriano a Pisanello) e che trova in Toscana.
br. 'La presente edizione delle Vite ripropone al pubblico il testo della «Giuntina» del 1568 accompagnandolo con un nuovo commento. Quest'ultimo volume riproduce le vite della terza età da Francesco Salviati fino alla descrizione delle opere di Giorgio Vasari stesso, una sorta di autobiografia non definitiva, come per tutti gli altri artisti viventi compresi nell'ultima parte delle Vite. Oltre ai due artisti toscani citati, il volume comprende le biografie di Daniele da Volterra e Taddeo Zuccari, la smisurata biografia di Michelangelo Buonarroti, la descrizione delle opere di artisti ancora viventi come Francesco Primaticcio, Tiziano Vecellio, Iacopo Sansovino, Leone Leoni, Giulio Clovio. A questi Vasari fa seguire le notizie di altri artisti italiani e degli (...)'.
br. La presente edizione delle "Vite", prevista in cinque volumi, ripropone al pubblico il testo della «Giuntina» del 1568 accompagnandolo con un nuovo commento. Questo terzo volume riproduce le vite che aprono la terza età, nella quale Vasari vede realizzarsi la perfezione dell'arte, dopo la rinascita iniziata a fine Duecento. Qui, dopo il fondamentale proemio, che espone le novità dell'arte del Cinquecento ma anche la concezione della storia di Vasari, si susseguono le vite degli artisti da Leonardo da Vinci a Perin del Vaga. All'interno di questo percorso, Vasari inserisce le presentazioni di figure di artisti che da allora saranno delle icone dell'arte rinascimentale (Giorgione, Correggio, Parmigianino, ecc.), affronta e controbatte le critiche al suo giudizio limitativo su Raffaello, celebra il suo maestro Andrea del Sarto (perfetto nella tecnica ma limitato nel carattere), sostiene una teoria dell'architettura basata non sulle proporzioni matematiche ma sull'effetto visivo. Ma nel percorso delle "Vite" c'è anche spazio per la polemica contro altre scuole di pittura, in particolare quelle bolognese e ferrarese.
ill. La prima delle due edizioni delle "Vite" - quella che qui si presenta - era comparsa a Firenze nel 1550: una stesura del libro più tesa e intensa rispetto alla successiva nella quale Vasari sicuramente integra e aggiunge, ma al tempo stesso spegne molto di quanto brucia. Come scrive Previtali nella presentazione, Vasari, "lungi dal trincerarsi dietro una neutrale obiettività, rivendica il diritto di giudicare dal proprio punto di vista". Un punto di vista certo poi rimesso in discussione ma che di fatto rappresenta una testimonianza fondamentale dello sguardo del Rinascimento su se stesso.