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192829786Paris Typographie François Bernouard 1928 In-8 ont collaboré à ce numéro Henri de Régnier, , Maurice Maeterlinck, la comtesse de Noailles, andré suarès , Francis Viélé-Griffin , Julien Benda, Jules Romains, Georges Duhamel, , Jules Renard, Marcel Scwob, non paginé , 80 ff , exemplaire numéroté sur papier de Rives, bel état intérieur
br. Negli anni che precedono e seguono la rivoluzione iraniana, il crescendo di atti di restrizione libertaria motiva tentativi di fuga e volontà di autodeterminazione. Le ondate diasporiche, perlopiù verso Europa e Stati Uniti, lentamente tramutano le estraneità vissute in patria in un posizionamento instabile, contrassegnato da "stati del tra" e definizioni confuse. Questa narrazione a più voci vorrebbe abbattere almeno una parete delle mura invisibili sollevate attorno alle opere letterarie di autrici irano-americane di differenti retaggi e generazioni. Poesie, racconti, romanzi e memoir sono la mappa di un'indagine che raccoglie tracce di straniamento e le esamina come prove di riscrittura del sé. Oscillazioni e spaesamenti sembrano predisporre ogni scrittura a essere strumento di revisione di una condizione identitaria incerta, trame e composizioni sono rilette come drammatizzazioni visibili di un transito.
br. Negli anni che precedono e seguono la rivoluzione iraniana, il crescendo di atti di restrizione libertaria motiva tentativi di fuga e volontà di autodeterminazione. Le ondate diasporiche, perlopiù verso Europa e Stati Uniti, lentamente tramutano le estraneità vissute in patria in un posizionamento instabile, contrassegnato da "stati del tra" e definizioni confuse. Questa narrazione a più voci vorrebbe abbattere almeno una parete delle mura invisibili sollevate attorno alle opere letterarie di autrici irano-americane di differenti retaggi e generazioni. Poesie, racconti, romanzi e memoir sono la mappa di un'indagine che raccoglie tracce di straniamento e le esamina come prove di riscrittura del sé. Oscillazioni e spaesamenti sembrano predisporre ogni scrittura a essere strumento di revisione di una condizione identitaria incerta, trame e composizioni sono rilette come drammatizzazioni visibili di un transito.
In 16? (cm 17,5), Brossura, pagg.236-(4) cop. ill., segni del tempo alla cop., ma buon es. Collana "Urania", 1308 a cura di Giovanni Lippi. Nicoletta Vallorani (Offida, 1959), insegna Letteratura inglese all'Universit? degli Studi di Milano, autrice di saggi, scrive dal 1990 romanzi e racconti di fantascienza e noir.
br. Questo volume parte dal viaggio di Marlow dal Tamigi al Congo e arriva a un itinerario opposto, che si dipana qui e ora, nel Mediterraneo, dall'Africa e in direzione dell'Europa. L'analisi segue una strada accidentata, fatta di intoppi e ricorrenze, ed è costruita sulla convinzione che il Kurtz conradiano continui a tornare, in vesti diverse ma con la consueta ambiguità, in molte narrazioni contemporanee: tutte hanno al centro la necessità e l'impossibilità di raccontare l'altro e di trovare le parole e le immagini per farlo. È una storia ancora non conclusa, che dimostra a che cosa serve la narrazione. Attraverso le opere di Orson Welles, F.F. Coppola, Will Self, Chris Cleave, Maylis De Kerangal, Giuseppe Catozzella, Margaret Mazzantini, Jenny Erpenbeck, Lina Prosa, Anders Lustgarten, Crystal Pite, Stephen Frears, Alan Maglio e Medhin Paolos, Domenico Iannacone e Luca Cambi, Mario Badagliacca, Kevin McElvaney, Mario De Carolis, una stessa vicenda viene riscritta in contesti nazionali e artistici diversi. Sempre in cerca delle parole giuste per dirlo.
1971160116Berlin : Verlag Volk u. Welt, 1971. 161 S. : 1 Illustration; ; 22 cm OKarton, SU, transpaenter SU
br. Nell'aprile del 1916, Ramon del Valle-Inclàn approda in Francia per visitare il tragico paesaggio delle trincee. Lo scrittore che sarebbe passato alla storia come il dandy della letteratura spagnola si trovò così ad assistere alla più grande carneficina cui l'Europa moderna avesse mai assistito. Il profondo impatto che ebbe quell'esperienza lo indusse a sperimentare forme espressive adatte a raccontare l'ecatombe in corso e portò l'autore a creare nuovi stilemi che lo avrebbero traghettato da una estetica decadente a uno speciale gusto per la deformazione vicino all'espressionismo. Con "La mezzanotte", opera riscoperta recentemente, nasceva quindi la famosa poetica del grottesco (Vesperpento) di Valle-Inclàn. Come spiega Enrico Lodi nel saggio introduttivo, emerge dal testo dello scrittore spagnolo la tensione tra la volontà di rappresentare tutto il fronte di guerra e l'impossibilità di farlo appieno a causa di una radicale oscurità che avvolge tutte le scene descritte. Il passaggio dalla notte al giorno confermerà i cupi sintomi associati a quel buio: la foschia dell'alba si assottiglia sulle rovine, si lacera sulle croci, sovrasta sterile l'enorme solco che va dai monti alsaziani ai paesaggi marittimi delle Fiandre. E in questo cupo passaggio dalla notte al giorno cominciano a delinearsi le silhouettes dei morti.
br. Nell'opera letteraria e pubblicistica di Dostoevskij, l'immagine di Pietroburgo non scaturisce dalla arbitrarietà creativa, ma indica il destino dell'imperialismo tragico, quale luogo di transizione dell'identità russa. Pietroburgo vive un'esistenza misteriosa dettata dalla tragedia della doppia identità della Russia. Il doppio non e una categoria psicologica, ma istoriosofica, perché derivante dallo spleen che svela i retroscena dell'esperienza storica. Lo spleen di Pietroburgo, quale capitale del pensiero russo, è la prima ipostasi della riflessione istoriosofica e politica di Dostoevskij che è orientata sia a disvelare gli sdoppiamenti del periodo pietroburghese della storia russa, sia a stabilire un confronto con le altre capitali del XIX secolo, Londra e Parigi. Mentre Pietroburgo è una capitale astratta e premeditata, Londra e Parigi appaiono come una profezia dell'apocalisse e il Palazzo di Cristallo è l'emblema della negatività stagnante del mondo post-storico.
in-16, pp. XI, 209, leg. m. pelle, titolo e filetti in oro al dorso, ritratto in litogr. in antiporta, iniziali, testatine e finalini ornati. Buon esemplare, assai fresco (ma arrossature ai primi fogli).. .
br. Riccardo Valla (1942-2013) è stato il principale studioso di letteratura fantastica e di fantascienza del Novecento italiano. Curatore di collane, saggista, autore di colti divertissement letterari, collaboratore di riviste e giornali, traduttore tra i più apprezzati, la sua lettura del fantastico era la stessa di Dada e dei surrealisti, dell'espressionismo tedesco e delle successive avanguardie pop. Viaggi nel tempo, scienziati pazzi, illustrazioni delle Mille e una notte, universi paralleli, guerre stellari, copertine di Amanzing Stories e di Weird Tales, fantasmi e chimere, alieni, astronavi superluce, wormhole, mutanti e scenari postatomici non erano, ai suoi occhi, ingenui balocchi da nerd, come la kryptonite nei fumetti di Superman e la lotta di classe nei feuilleton marxisti. Erano invece altrettante password per accedere al cuore del sistema operativo della condizione umana nell'età della relatività einsteiniana, delle Demoiselles d'Avignon di Picasso, dei totalitarismi e del Gatto di Schrödinger, della Recherche proustiana e dell'Ulysses di Joyce. Non c'è che la fantascienza, del resto, per spiegare o almeno mettere a fuoco un mondo in cui Alan Turing, tra i massimi matematici e filosofi del XX secolo, padre dell'intelligenza artificiale, si suicida con una mela avvelenata, come Biancaneve nella fiaba illustrata da Walt Disney, perché braccato dai servizi segreti, come in un Segretissimo da quattro soldi. Di questa contaminazione tra cultura popolare, metafisica estrema, scienza avanzata e delirio sociale rendono conto, con penna brillante e vasta erudizione, le prefazioni ai titoli delle collane di fantasy, horror e fantascienza editi dalle Edizioni Nord negli anni settanta, quando a curarle era Riccardo Valla. Pubblicati insieme, uno dopo l'altro, questi saggi perdono il loro carattere occasionale per diventare una vera e propria storia della fantascienza.
br. Susan Hill è una scrittrice inglese di discreta fama che si è fatta apprezzare dalla critica per le sue opere, in particolare per i romanzi, conosciuti in Inghilterra e all'estero. La sua produzione, che spazia per tempo di pubblicazione, genere e pubblico, include romanzi, racconti radiofonici, libri per bambini, critiche letterarie, autobiografie, cronache. Ma sono i romanzi, particolarmente quelli scritti fra la fine degli anni '60 e gli inizi degli anni '70, che le hanno portato maggiori riconoscimenti e attenzioni di pubblico e critica.
br. Susan Hill è una scrittrice inglese di discreta fama che si è fatta apprezzare dalla critica per le sue opere, in particolare per i romanzi, conosciuti in Inghilterra e all'estero. La sua produzione, che spazia per tempo di pubblicazione, genere e pubblico, include romanzi, racconti radiofonici, libri per bambini, critiche letterarie, autobiografie, cronache. Ma sono i romanzi, particolarmente quelli scritti fra la fine degli anni '60 e gli inizi degli anni '70, che le hanno portato maggiori riconoscimenti e attenzioni di pubblico e critica.
Brossura pocket, copertina con bandelle, segnata da piccole imperfezioni da uso, ai piatti e dorso velature di polvere e impronte di umido, all'occhietto e risguardia lievi fioriture, presunta dedica e firma dell'Autore al frontespizio, pagine integre ben tenute, minimo pulviscolo e ruggine ai tagli. N. pag. 174. USATO
1971W458Berlin und Weimar, Aufbau-Verlag, 1971. Pappband mit Schutzumschlag, 8°, 144 S., 1. Auflage, aus der Reihe »Edition Neue Texte«
199435585Frankfurt am Main ; Wien : Büchergilde Gutenberg, 1994. 140 S. ; 19 cm Pp.
75222München ; Zürich : Piper. Sonderausg. 20 cm Pappe 0
1963111824Stuttgart ; Hamburg : Deutscher Bücherbund, 1963. 429 S. mit 28 Abbildungen ; 8°; gebunden, Orig.-Leinen; Kopffarbschnitt;
1989234793München ; Zürich : Piper, 1989. 143 S., 19 cm. kart., Broschiert.
ril. "Scrivere di Cioran non può che essere una confessione. Una confessione che Nicola non teme, come solo coloro che portano Cioran con sé ovunque, dentro di sé, sanno dichiarare. Che Cioran è per lui 'bussola' nel mare aperto delle parole, incantatrici come sirene, nella paura di cadere con tutte le parole. E non a caso sono i luoghi dove Cioran si concentra sulle parole quelli che - non più sirene, ma muse, finalmente - parlano a Nicola. E il paradosso - forse il fulcro di tutti i paradossi cioraniani perché è il suo manifestarsi in parole contro le parole - riguarda appunto la lingua: nessuna anatomia del verbo, che pure si fece carne - perché la Genesi si ode anche qui, dove apparentemente è più lontana (per lui il paradiso è il luogo in cui non si parla, l'universo prima del peccato, prima del commento) -, perché le parole di tale verbo sono il peccato, perché 'tutto ciò che non è diretto è nullo'." (Dalla prefazione di Mattia Luigi Pozzi)
Volume rilegato in cartoncino rigido plastificato, dalla copertina illustrata, leggermente annerita. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia, come i tagli. A cura di Paolo Dilonardo e Anne Jump. Introduzione di David Rieff. Numero pagine 243. USATO
1861800998Stuttgart, u.a: Cotta. 1861. ca. 2400 Seiten. 15x11cm. Zustand: Gut min. bis gering gebräunt, leicht wellig, selten etwas fleckig (Innen); Einband Außen hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Gewebe (Blauer Leinen)
189018276Bln: Grewe um 1890. 12 Bl. + 10 lith. Taf. Quer Gr 8° HLn.d.Zt.
121518aafBerlin, Gg. Reimer, 1831, kl. in-8vo, (16.5 x 11 cm), 1 Bl. (lithogr. Porträt nach H. Meyer von J. Brodtmann) + XCVIII + 288 SS + 1 Bl. / 1 Bl. + IV + 414 SS + 1 Bl. (Druckfehler) / IV + 424 SS + 1 Bl. (Druckfehler), 1 lithographierten Zwischentitel mit kolorierten Wappen und 8 kolorierten Wappen in Holzschnitt im Texte. Text stockfleckig. Dunkelblaue Lederbände der Zeit mit reicher Rückenvergoldung und ornamentalen Eckenverzierungen in Goldprägung auf den Deckeln. Marmorirter Schnitt. An den Kanten leicht berieben.
1866Q2204Zürich, Verlag von Friedrich Schultheß, 1866. Halbleinen, 8°, 294, 299 und275 S., der 2. Auflage zweiter Abdruck, herausgegeben von David Heß
1931S410Hamburg, Alster-Verlag, 1931. Ganzleinen, 8°, 256 S.,