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br. "Confessioni" (1879-1882) ripercorre l'esperienza di una lunga erranza e di una crescente disperazione fin sull'orlo del suicidio. Ma la lunga, sofferta ricerca non resta senza risposta. Non quella dell'illuminazione mistica, né dell'incondizionata adesione a una dottrina religiosa; la risposta venne piuttosto dalla "coscienza della vita", cioè dalla scoperta della conoscenza non razionale del senso della vita, che da sempre sostiene la vita degli uomini comuni, l'unica in grado di attribuire all'esistenza finita il senso dell'infinito. Fu così che la fede dei semplici diventò la fede di Tolstoj, e non solo la fede, ma la loro stessa vita, che egli volle condividere rompendo con il proprio ambiente e con la stessa famiglia.
br. L'invito a non mangiare gli animali è un filo millenario, che va dai pitagorici agli gnostici, dai catari ai guru del veganismo contemporaneo, passando per Rousseau, Tolstoj e Gandhi: rifiuto della caccia, nonviolenza, rispetto per tutte le creature viventi, divieto di mangiar carne e derivati animali. In questo testo intenso e di alto valore letterario, uno dei colossi della letteratura di tutti i tempi, Lev Nikolaevi? Tolstoj , espone le ragioni di una scelta che prima di tutto è etica. Prefazione di Massimo Filippi.
br. In questo saggio del 1906 - ritrovato per questa edizione italiana - Tolstoj delinea il suo programma d'azione politico e denuncia la tirannia degli stati e la cecità morale della società. Egli si fa profeta di una nuova era e con grande lucidità invita alla insubordinazione verso ogni forma di governo. Lo spunto è offerto dalla convulsa dinamica della Rivoluzione russa del 1905, emersa sulla scorta della sconfitta della Russia nel conflitto con il Giappone. È tra l'ottobre e il novembre del 1905 difatti che Tolstoj scrive quest'opera, che non riuscì poi a vedere la luce in patria per la feroce censura zarista. Tolstoj indica qui la strada verso una "vera concezione della vita". Per liberarsi da tutti i mali di cui soffrono gli uomini c'è un unico mezzo: il lavoro interiore che ognuno deve fare per essere l'architetto del proprio miglioramento morale. Nel delegare il loro potere gli individui realizzano invece una sorta di schiavitù volontaria. Il testo, sofferta orazione che riflette sugli assetti politici del primo Novecento, fu poi pubblicato non senza difficoltà a Parigi nel 1906. Il volume diventerà presto introvabile anche in Francia, fino a questa edizione italiana.
br. Dopo essere stato a lungo a contatto con i contadini poverissimi e oppressi della campagna russa, sulla soglia dei sessant'anni Tolstoj scopre la terribile miseria metropolitana degli operai e dei senzatetto della città in cui vive d'inverno, Mosca, agli inizi del suo processo di industrializzazione. Ogni giorno, verso il tramonto, esce dalla sua bellissima villa in mezzo a un parco non lontano dal Cremlino e vaga per le strade per indagare come si vive nei quartieri popolari. Di fronte a un'umanità disperata e derelitta che si difende come può dalla fame e dal freddo, Tolstoj sente la sua ricchezza come una colpa. Non solo ha ereditato un enorme patrimonio, ma ora, dopo il successo di "Guerra e pace" e "Anna Karenina", ogni anno guadagna un'ingente somma con i suoi libri che vengono venduti al prezzo medio-alto di diciassette rubli, denaro che proviene dalle tasche di piccolo-borghesi e studenti squattrinati. Gli capita addirittura di portare a casa qualche ragazzino indigente raccattato per strada, provocando l'ira della moglie e dei suoi figli maschi (le figlie gli sono più vicine e comprendono meglio il suo travaglio interiore). E mentre riflette su «Che fare?» si impegna in una raccolta di fondi presso i suoi amici facoltosi e si dedica allo studio dell'Economia politica, leggendo attentamente "La ricchezza delle nazioni" di Adam Smith. La scintilla di intelligenza divina che Tolstoj è, anche applicata all'economia, produce risultati meravigliosi. "Che fare, dunque?" è ancora oggi un libro di grandissima attualità, sia quando parla di problemi morali o analizza le enormi diseguaglianze sociali, sia quando si occupa della vera natura della moneta e dei meccanismi dell'economia di mercato, ma soprattutto quando insiste sulla necessità imprescindibile di una rinascita spirituale dell'Occidente e dell'Oriente.
brossura "Tutta la nostra vita, la nostra storia si è fondata su un principio indiscutibile, quello dell'evoluzione dal peggio al meglio, un principio non dimostrato e perciò di fatto un dogma, con l'ulteriore aggravante che mentre quelli religiosi possono trovare riscontro nella dimensione spirituale dell'uomo, quello del progresso è del tutto immaginario. Il mito del progresso trascina con sé quello dell'istruzione "secondo le esigenze dei tempi", "all'altezza dei tempi". Espressioni che istintivamente non ci sogneremmo mai di porre in discussione, a tal punto siamo influenzati dagli slogan che hanno permeato la nostra coscienza e la nostra mentalità. Eppure basterebbe farsi qualche domanda per minare alla fondamenta l'edificio..." (dall'introduzione di Giuseppe Iannello).
br. "Perché sono vegetariano" propone una selezione originale di saggi brevi, lettere, diari e articoli di Lev Tolstoj. Poco nota all'interno della biografia di Tolstoj è infatti la sua "conversione" al vegetarismo, che lo scrittore russo espliciterà ne "Il primo gradino", un saggio breve che Piano B ripropone dopo molti anni di assenza dalle librerie italiane. Incisivo e attualissimo, può essere ritenuto oggi uno dei testi fondamentali del moderno movimento vegetariano. Oltre a "Il primo gradino", sono qui riproposte una serie di scritti brevi su temi affini e intimamente legati a quelli del vegetarismo: rifiuto della caccia, nonviolenza, rispetto per tutte le creature viventi. Lo stesso Gandhi fu fortemente influenzato da Tolstoj. Il volume è arricchito da alcune "lettere vegetariane" inedite in Italia e che Tolstoj inviava ad amici, giornalisti e parenti e in cui discuteva della sua scelta. In appendice al volume sono presenti anche il racconto breve "Il sangue", di Michail Arcybasev, mai tradotto in Italia e che Tolstoj consigliava di far leggere a tutti coloro che rifiutavano il regime vegetariano, e un breve articolo del segretario di Tolstoj, Valentin Bulgakov, intitolato "Tolstoj e il vegetarianesimo", in cui compare un ritratto inedito dello scrittore russo.
br. Scritto alla soglia dei sessant'anni, quando era già noto e seguito per le sue posizioni religiose eretiche, ma non era ancora diventato un oppositore del potere zarista, "Sulla vita" espone le idee di Tolstoj sul significato della vita e della morte, intesa come il passaggio a una dimensione eterna nel tempo e infinita nello spazio. L'autore si interroga sullo scopo ultimo dell'essere umano in una forma filosofica e insieme pedagogica, destinata a coloro che, in numero sempre crescente, aderivano al suo insegnamento. Censurato in patria, il libro conobbe un immediato successo nel resto dell'Europa e negli Stati Uniti, per poi passare in secondo piano rispetto alla produzione narrativa. Solo negli ultimissimi anni l'interesse per il Tolstoj filosofico sembra essersi rinnovato, ed è emersa un'idea più chiara della continuità con il Tolstoj narratore. Pubblicato qui in una nuova traduzione che restituisce tutte le sfumature linguistiche e concettuali di un testo denso di immagini e significati, "Sulla vita" illumina di una luce nuova l'opera letteraria del grande scrittore russo.
br. Il conte Ilya Tolstoj, terzogenito del grande scrittore russo, racconta suo padre nella vita familiare come in quella tormentata di romanziere, perennemente insoddisfatto degli innumerevoli fogli imbrattati dalle sue continue riscritture. Una visione sorprendentemente franca della personalità di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. Lo stile di vita decadente, l'insaziabile voluttà per il cibo, il gioco d'azzardo, le cavalcate in campagna, la caccia, l'ambizione e lo sconfinato talento letterario, il complicato rapporto con Turgenev che portò alla rottura tra i due, le scarse manifestazioni di affetto verso i figli, la crisi spirituale, l'analisi degli eventi che lo portarono a fuggire da casa dieci giorni prima di morire in una sperduta stazione ferroviaria a duecentocinquanta miglia a sud-est di Mosca: questo libro di memorie familiari, aspro e sincero, scritto dal terzo dei suoi figli, rivela Lev Tolstoj per quello che era nella vita privata e in quella di scrittore. Postfazione di Marta Ottaviani.
19726500Berlin, Rütten & Loening 1972. Leinen mit Schutzumschlag, 8 , 637 S., 2. Auflage, Band 11 der Gesammelten Werke in zwanzig Bänden. Schutzumschlag bestoßen und eingerissen. Schutzumschlag Hardcover
200113126BBMünchen, Hörverlag GmbH (sowie Gema, WDR, HR), 2001. 12°, 3 original Langspiel-Cassetten, Stereo, Laufzeit 268 Minuten, in der original Box mitsamt original Inlet, sehr guter Zustand.
1951X3810Leipzig, Insel-Verlag 1951. Pappband, 8°, 79 S., 21.-30. Tausend, übertragen von H. Röhl, Insel-Bücherei Nr. 273
19466407Berlin, SWA Verlag 1946. Broschiert, 8 , 438 Seiten. Einband Gebrauchsspuren, berieben und angeknickt, etwas schiefgelesen.
200214305BBMünchern, der hörverlag (= Reihe: 'Fantasy'), 2002. 12°, 9 original Langspiel-Cassetten, in den 5 original Hüllen mitsamt den original Inlets, ungekürzte Ausgabe, Produktion von SRW und WDR Kassettenhüllen weisen zum Teil wenige, kurze, zarte Kratzspuren auf, sonst und insgesamt sehr guter Zustand.
br. In queste lettere emergono vividi tutti gli aspetti della vita di Tolkien: professore attento, filologo meticoloso, scrittore disponibile con i lettori e sprezzante con i critici, geniale inventore di lingue, padre presente e preoccupato, marito devoto, nipote affettuoso. Creatore di una mitologia e di storie che appassionano lettori di tutto il mondo, ma anche uomo del suo tempo, che viveva, conosceva e frequentemente commentava la realtà che lo circondava. Dall'ascesa del nazismo in Germania alla Seconda guerra mondiale, dagli accordi di Yalta alla bomba atomica, i suoi giudizi, spesso velati da riferimenti alle sue storie, sono sempre acuti e interessanti.
13271BBFrankfurt am Main, Henrich Editionen, 2019. 8°, 318 S., original Pappband (Hardcover), sehr schönegold-schwarz-weisse Musterpapiervorsätze im OP-Art-Stil, Erstausgabe sehr gutes, sauberes Exemplar, von Toker auf Titels. handschriftlich datiert und voll signiert.
200949271ABFrankfurt am Main, Schöffling, 2009. 21 cm, 456 Seiten, brauner Pappband, Lesebändchen, Original-Schutzumschlag. 1. Auflage originalverpackt, neuwertig.
2005500159668Marabout 2005 13x1 6x17 2cm. 2005. Broché.
br. Partendo dalla classificazione proposta da Northrop Frye in Anatomia della critica, Todorov adotta la categoria del fantastico come strumento di indagine di un genere letterario fiorente nell'Ottocento, la cui funzione sociale è stata assunta nel Novecento dalla psicoanalisi. Il fantastico, dice Todorov, si colloca in quella esitazione in cui il lettore deve decidere fra la spiegazione naturale e quella sovrannaturale di un fatto insolito. Prendendo in esame i testi esemplari del fantastico, Todorov propone una vasta gamma di sottoclassificazioni, recuperando in modo dialettico i luoghi emblematici affrontati dalla narrativa fantastica. Il mondo del doppio, della metamorfosi, della follia, ciò che un secolo positivista come l'Ottocento ha rimosso, si sono tradotti per noi nell'inquietante scoperta freudiana della sessualità, della nevrosi, della psicosi e della morte.
30610Paris, Seuil, coll. Poétique, 1971 - in-8 broché, 253 pages, 1ere édition, bandeau d'origine - bon état, dos défraichi, intérieur très propre
ril. Anatole France è stato raffigurato come un letterato in pantofole inetto all'agire, poco o punto sensibile al travaglio del vivere sociale. Siffatto equivoco, nel quale è caduto un pullulìo di vecchi studiosi, continua a pesare, come una costante interpretativa, sulla critica franciana, in un intrecciarsi di consensi e dissensi. Eppure France dà voce ad un egualitarismo di tipo babouvista in tutti i decisivi "débats et combats" della sua epoca tra le più inquiete della storia di Francia: il boulangismo, Panama, l'affare Dreyfus, l'anarchismo, il nazionalismo, l'antisemitismo, la separazione della Chiesa e dello Stato. Nelle pagine di France si colgono alcuni costanti motivi diatribici: l'avversione ad ogni potere tiranno, il disdegno per la trascendenza, la condanna del militarismo, la ribellione contro la nefasta amministrazione della giustizia.
1999354859Paris: Gallimard. 1999. 1188 S. 19 cm. Zustand: Gut gering gebräunt, etwas wellig (Innen);Einband (Außen) hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Buchrücken ist etwas lesespurig; Schnitt ist nur stellenweise gering angestaubt oder braunfleckig; Broschiert
ill., br. Si può parlare di cucina senza illustrarne le ricette? E si può parlare di opere d'arte esprimendone solo l'anima? È possibile una comune narrazione senza rintanarsi nello specialismo o nel pedante tedio dell'erudizione? È quello che ho provato a mettere in scena seguendo unicamente il filo d'Arianna della memoria. Paesaggi, arte, dolci e cibi rivissuti, senza alcun pretesa sistematica o saggistica, seguendo il filo dei pensieri e dei ricordi, rivivendone l'emozione e la presenza nel teatro dei sentimenti. Un ineguagliabile profumo di sapori, di bellezza, di tradizioni di questa isola-continente. Sarà un viaggio nei sapori della memoria.
19439428Berlin, Wolfgang Krüger Verlag, 1943 1943. Illustriertes Hardcover, 8 , 243 S., das Titelbild und die 12 Bildtafeln im Text wurden nach altjapanischen Vorlagen aus den Staatlichen Museen zu Berlin gedruckt. Einband leichte Gebrauchsspuren, Rücken vorn oben ca 1 cm eingerissen, Widmung auf dem Vorsatzblatt. Hardcover
pp. vii, (9)-253, 96. Error in paging, page 263 numbered 253. Dampstain. Age stain. Early manuscript margin notations. 8vo. 205 mm. Original full leather binding. Original leather spine label, loss at one corner. Title continues: 'Book First, Containing An Extraordinary Variety Of Questions In Prose, On Moral, Philosophical And Other Subjects, Together With A Great Number Of Enigmas, Paradoxes, Rebuses, Charades, etc. Also A Number Of Curious Mathematical Questions. Book Second, Containing Answers And Solutions, In Prose And Verse.' Hardbound. Good. S&S/AI 11448. PAIMP 24
Volume di prosa della collana a cura di Giancarlo Majorino, impreziosito da VIII ( 8 ) disegni di Vanni Rossi, applicati a mano sui fogli. Brossura sottile con copertina opaca, in cartoncino semirigido con bandelle, toni diffusamente schiariti, marcatamente al dorso, impronte da manipolazione e scuriture da polvere. Pagine ben conservate, avoriate, rara fioritura ai tagli. Dedica con probabile firma autografa all'occhietto. N. pag. 23. USATO