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brossura È un viaggio che inizia dal risvolto di un foglio di carta. Più precisamente dal retro di un compito d'esame da correggere. J.R.R. Tolkien (3 gennaio 1892, Bloemfontein, Sudafrica - 2 settembre 1973, Bournemouth, Regno Unito), in un pomeriggio estivo a Oxford, tra uno sbadiglio e l'altro, trova una pagina bianca e, quasi distrattamente scrive: "In una caverna nel sottosuolo viveva un Hobbit". È l'incipit forse più famoso della letteratura per ragazzi, il primo assaggio di un mondo immaginario che inizia nel modo più banale e con un personaggio assolutamente improbabile.
br. È l'alba di una calda giornata di quasi estate. Un treno corre verso sud, ultima tappa di un lungo viaggio che ha portato un giovane giornalista attraverso l'Italia, i suoi volti, le storie di donne e uomini noti e meno noti: un'amicizia che affonda le radici in uno dei capitoli più atroci della Storia; un ragazzino in lotta contro il cambiamento climatico in un piccolo paese del Meridione; un papà che affronta due volte il Coronavirus, da medico e da paziente; la calciatrice della Nazionale alle prese con un segreto troppo a lungo negato. Insieme a queste, altre vite di ordinaria umanità e straordinaria bellezza salgono e scendono idealmente e fisicamente dal treno, raccontandosi stazione dopo stazione. Per arrivare laggiù, in quella terra di frontiera dove, vent'anni fa, uno sconosciuto sindaco calabrese ha immaginato un luogo in cui si incrociano popoli, nazioni, diritti, solidarietà. Da Liliana Segre a Mimmo Lucano, unendo i punti di ognuna di queste vicende apparentemente lontane, Lorenzo Tosa, giornalista e scrittore, ricompone la mappa ideale di un'Italia che resiste al degrado civile e culturale in cui è inciampata e ci restituisce, contro ogni evidenza, il senso più profondo dell'essere umani.
br. Il volume coniuga peculiarità e costanti del romanzo modernista, nelle sue varie forme e al tempo stesso nelle sue specifiche tradizioni nazionali. I dodici saggi qui raccolti infatti ripercorrono le più rilevanti strategie narrative, mostrando al contempo come queste conducano sempre al medesimo traguardo: quel «mondo nuovo» che sfugge a ogni definizione che abbia la pretesa di essere ultima e definitiva. Inoltre ognuno di questi percorsi è associato all'autrice o all'autore che l'ha maggiormente seguito, ottenendo in questo modo non certo un canone, ma una primordiale mappatura, imperniata su alcuni delle scrittrici e degli scrittori più rilevanti del periodo. E ancor più dei nomi contano le aree culturali e geografiche: il fenomeno modernista infatti abbraccia, spesso con temporalità diverse, contesti molti distanti, che viaggiano dal Portogallo di Pessoa e Almada Negreiros alla Russia di Pasternak, attraversando tutta l'Europa centrale e meridionale di Mann e Musil, Svevo e Kafka, Unamuno e Proust, e ovviamente il mondo anglofono di Joyce e Woolf.
19689611Leipzig, VEB Breitkopf & Härtel 1968. Ganzleinen, 8°, 196 S., 33.-53. Tausend, mit Illustrationen von Hans Mau, biographische Erzählungen um Georg Philipp Telemann, Carl Maria von Weber und Felix Mendelssohn Bertholdy.
br. Una volta lo scrittore fiorentino Papini disse che un aforisma è una verità detta in poche parole, pronunciata in modo tale da creare più stupore di quanto faccia una menzogna. Lo stupore sarà il sentimento, infatti, che colpirà i lettori di "Una parte di noi", perché nella brevità nascono molte più riflessioni che nell'ampiezza di un pensiero vuoto.
197617417BBZürich, Diogenes (= Reihe: 'detebe - diogenes taschenbuch', Band 126), 1976. 8°, 152 S., illustr. original Kartonage (Paperback), deutsche Erstausgabe Rücken ein wenig aufgehellt, sonst ein sehr gutes, sauberes Exemplar.
1997pp6898Editions du Rocher Dos carré collé 1997 In-8 (20,4 x 24,9 cm), dos carré collé, non paginé ; quelques légères marques de frottements sur les plats, par ailleurs très bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
br. Nella vita di Emily Brontë accadono pochi fatti reali: tutto accade nella forza della sua immaginazione e nei silenzi invalicabili dietro i quali lei osserva l'esterno. E cosí estorce racconto dal vento e dall'erica, dall'amato paesaggio di brughiera che non vorrà mai lasciare: il «mio mondo interiore» o il «dio dentro il mio petto» delle grandi liriche generano anche quel romanzo unico e sconvolgente che è Wuthering Heights. Di là dal mito letterario creato dopo la sua morte, l'intreccio tra vicenda biografica e concezione dell'opera, l'equilibrio tra realtà e passione, l'attualità di una giovane donna che lotta per essere «se stessa» e «libera», emotivamente e spiritualmente, ci restituiscono una straordinaria voce lirica. La sua vita breve, difficile ed estatica tocca il lettore moderno con un senso di perdita e insieme d'immensità e potenza, perché Emily sussurra al nostro orecchio l'aspirazione alla felicità e il fuoco delle paure: «Con le dita sporche / d'inchiostro, sorregge mondi illimitati», ha scritto Rosie Garland. E quei «mondi illimitati» Emily Brontë ha saputo - questa biografia lo racconta - annodarli alla terra mortale e farcene dono.
ill., ril. Romanzo-saggio potente e suggestivo, PHI regala alla teoria sulla coscienza di Giulio Tononi un'inaspettata veste narrativa. Protagonista di questo libro, in più punti ispirato alla "Divina Commedia", è Galileo Galilei. L'astronomo pisano viene guidato in questo viaggio onirico prima da Francis Crick, poi da Alan Turing e infine da Charles Darwin, alla scoperta di cos'è la coscienza e di com'è generata dal cervello. Ma l'approdo finale di questa esplorazione è ancora più sorprendente delle sue premesse. Nel corso della narrazione Galileo, e con lui il lettore, scoprirà che la coscienza, da sempre considerata un mistero insondabile, appannaggio esclusivo della filosofia o mera illusione - laddove ciò che conta per la scienza è solo il brusio incessante delle cellule nervose - è in realtà la cosa più reale, più grande e più irriducibile che esista, ma non per questo non misurabile. Le sue forme sono geometriche, la sua misura un numero: PHI.
brossura Il testo si raccomanda all'appassionato di Tolkien che vuole ritornare alla bellezza e potenza del dramma cristologico che sostanzia la narrazione. Ma si raccomanda anche al teologo che vuole continuare ad imparare come dire e raccontare universalmente la singolarità cristologica anche nel nostro tempo, ma ancor più a quello che vuole continuare a esporsi alla sconvolgente lezione dei Vangeli.
br. La Collana propone a quanti si accostano alla letteratura contemporanea un «invito» alla lettura critica dei testi, fornendo gli strumenti necessari per penetrare nel mondo espressivo degli scrittori e coglierne i rapporti con la cultura italiana. Ogni volume, dedicato a un singolo artista, è così articolato: le cronologie parallele, che danno risalto alle corrispondenze significative tra la biografia dello scrittore e i fatti della storia politica e culturale; il profilo della vita dello scrittore e della sua personalità artistica e intellettuale; le opere, analizzate singolarmente in un panorama completo e inquadrate criticamente, con un'essenziale esposizione degli argomenti; i temi più significativi ricorrenti nella produzione dello scrittore; gli orientamenti della critica; la bibliografia, essenziale e ragionata; l'indice dei nomi; l'indice delle opere.
brossura Questo libro nasce dalla scommessa di tornare a leggere il romanzo italiano dall'Ottocento a oggi da un'angolazione inedita: quella del trattamento della punteggiatura nella sua accezione più estesa, comprensiva, oltre che dei segni d'interpunzione veri e propri, anche della mise en page, cioè di quelle forme di valorizzazione dello spazio della pagina che hanno la loro manifestazione più vistosa nei bianchi interlineari che scandiscono la narrazione in paragrafi. Coniugando l'approccio linguistico con quello stilistico-letterario, il volume di Elisa Tonani indaga questi aspetti solitamente trascurati della testualità letteraria per mettere in luce il rapporto esistente tra parola e silenzio, tra detto e non detto, tra discorsività e allusività, tra esplicito e implicito.
br. "Punteggiatura d'autore" prosegue un percorso nella punteggiatura letteraria italiana avviato con "Il romanzo in bianco e nero" (Firenze, Cesati, 2010), spostando l'attenzione su un tipo di testi in cui segni d'interpunzione, bianchi tipografici e relativa mise en page sono fortemente esposti e concorrono all'espressività stilistica, alla carica formale esibita e a volte fortemente deviata rispetto allo standard linguistico-grammaticale. La prima parte è infatti dedicata ad alcuni casi di prosa narrativa novecentesca (Tozzi, Landolfi, Delfini, Gadda, Manganelli, Bufalino) caratterizzati da una forma complessa e marcata, quando non propriamente espressionista, alla quale corrispondono l'impiego inedito, l'attribuzione di funzioni diverse (es. valori desueti) a segni interpuntivi della tradizione, l'innovazione di procedure destinate poi a diventare comuni. La seconda parte pone al centro la poesia dagli inizi del Novecento a oggi (da Ungaretti agli autori del XXI secolo, passando per Montale, Sereni, Caproni, Luzi, Zanzotto, Giudici, Sanguineti), nella quale un'accanita lavorazione della scrittura coinvolge tutti i dispositivi grafico-visivi: dallo sfruttamento della mise en page, del bianco e dei segni d'interpunzione - intesi sinergicamente ad assecondare oppure a contrastare la sintassi, le strutture metriche, le ricorsività foniche, la rete semantica del testo - a una valorizzazione della lineetta senza precedenti nella tradizione scrittoria italiana.
Vol. in -16 (12 x 17,5 cm.), legatura d'epoca m.pelle pergamena, piatti marmorizzati rossi e neri, pp. 411, (1), Leggere fioriture su pochi fogli, nel complesso in buone condizioni.
Mm 155x235 Collana "Classici italiani" Utet, diretta da M. Fubini. Opera in due volumi, legatura in tela, sovraccoperta trasparente, titolo e fregi in oro al dorso, curatori P. P. Trompeo e P. Ciureanu; 683 + 653 pagine con tavole e nero fuori testo in entrambi i tomi. Opera in ottimee condizioni.
brossura Il presente lavoro si propone di archiviare il testo vulgato di "Fede e bellezza", la principale opera narrativa del romanticismo italiano insieme ai "Promessi sposi", che da oltre un secolo si fonda senza ragioni adeguate di filologia testuale sulla prima edizione del 1840 anziché su quella definitiva, e di ricostruire un nuovo testo del romanzo, puntualmente giustificato nell'introduzione e nel commento ecdotico, sulla base delle due stampe del 1852, ma anche (laddove queste divergano) con il ricorso alle due edizioni precedenti del 1840-1841. La storia del testo di "Fede e bellezza" e il tentativo di comprendere i fondamenti teorici delle edizioni precedenti hanno condotto ad anticipare l'interpretazione di alcuni aspetti del romanzo, preparatoria della futura edizione commentata.
In 16? (cm 18,5), Leg. edit. tutta tela, pagg. con socracop. ill. a colori, pagg. 279-(10), traduzione di Maria Eugenia Morin, segni del tempo alla sovracop. ma buon es. Collana "Il cammeo", 111
19867369Berlin, Verlag Volk und Welt 1986. Broschiert, 8 , 120 S., 1. Auflage, Reihe "Spektrum" Nr. 215, "Hinter dem komisch-schrulligen Monolog des Marquis verbirgtsich eine Parabel auf den schwierigen Aufbruch Spaniens aus der kulturellen und politischen Isolation nach Francos Tod." Guter Zustand.
In-8° (20,3 x 13,4 cm), pp. LIV, 328, (2), legatura editoriale con sovraccoperta. Qualche piccolo, leggero segno d'umido al taglio di testa e a quello davanti. Normale patina del tempo alle pagine, per il resto, molto ben conservato. Prima edizione, gennaio 1990. Sommario: Introduzione, di Gioacchino Lanza Tomasi. Parte prima. Le origini Chaucer Gli elisabettiani I primi poeti. Scrittori di storia, religione e morale. L'invasione normanna. Le Ballate e Chaucer. Lana e oro. L'età elisabettiana. Il teatro elisabettiano. Shakespeare. Il teatro sino al 1642. Scrittori di teatro anteriori a Shakespeare. Gli apocrifi shakespeariani. Autori di teatro contemporanei e posteriori a Shakespeare. I «grandi» minori. Un po' d'ordine. La lirica elisabettiana. Spenser. Thomas Campion. Altri poeti lirici. I Song Books. John Donne. La prosa elisabettiana. La Bibbia. I prosatori originali. Sintesi superflua per una necessaria conclusione. Parte seconda. L'età puritana La Restaurazione L'età polemica L'età puritana La Restaurazione. La «Rivoluzione» inglese. I Puritani. Milton. Gli altri due Puritani: Marvel e Bunyan. I poeti sacri. Altri poeti lirici e popolari. La letteratura che non è arte. Il teatro. La prosa. Izaak Walton. L'età di Dryden. Dryden. Butler. Il teatro della Restaurazione. Il dramma della Restaurazione. I poeti di corte. La prosa. Difficoltà e miserie di una Restaurazione. Il giornalismo sino al 1750. Daniel Defoe. Steele e Addison. Swift. Alexander Pope. Poeti minori. Altri scrittori. L'età di Johnson. Il teatro Augusteo. I romanzieri. Samuel Richardson. Henry Fielding. Tobias Smollett. Laurence Sterne. Oliver Goldsmith. Romanzieri minori. Samuel Johnson. La poesia. Gibbon. Appendice L'Ossianesimo e Macpherson.
Mm 170x240 Collana "Polinnia". Brossura editoriale di 161 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Che cosa accomuna la contestazione giovanile a The Pickwick Papers di Dickens? Perché alcuni romanzi di Conrad furono sceneggiati proprio durante gli "anni di piombo"? Vanity Fair di Thackeray è un libro che anticipa le istanze del femminismo? Come riesce Dr. Jekyll and Mr. Hyde a parlare a un pubblico sempre diverso nel corso degli anni? E infine, Riusciranno i nostri eroi può essere interpretato come una riflessione sull'impresa coloniale italiana e, al tempo stesso, come una versione filmica di Heart of Darkness? A questa e ad altre domande risponde il presente studio sugli adattamenti di alcuni classici vittoriani in Italia, utilizzando approcci d'indagine diversi (ma complementari) quali l'analisi testuale, la riflessione culturologica e gli adaptation studies. Nel libro la storia degli ultimi decenni è riletta attraverso il filtro offerto dalle traduzioni audiovisive di importanti romanzi inglesi del XIX secolo, mostrando come la grande letteratura del passato riesca sempre a dialogare con il (nostro) presente.
1925Q2737Köln am Rhein, Hermann Schaffstein, 0.J., ca 1925. Kartoniert, 8°, 70 S., 21.-25. Tausend, mit Zeichnungen von Hans Koberstein, Band 46 der »Blauen Bändchen« (Blau 46)
1924X3834Berlin, Akademischer Verlag Sebastian Loewenbuck 1924. Ganzleinen, 8°, 270 S., neue deutsche Übertragung von Werner Bergengruen, mit Illustrationen von E. Lanceray (vor der ersten Seite drei montierte Porträts)
194813089Berlin, SWA-Verlag, o.J 1948. Illustrierter Pappband, 8°, 150 S.,
br. "Sulla vita" fu finito di stampare nel gennaio del 1888. Dalla tipografia il libro passò, come d'uso, al Comitato della censura: e non ne uscì più. La censura laica lo silurò subito, mentre la censura religiosa - due mesi dopo - condannò alla confisca tutte le copie del libro. Nel frattempo, come avveniva da qualche anno per tutte le opere di Tolstoj vietate, anche "Sulla vita" conosceva in Russia un'ampia diffusione tramite edizioni illegali, per lo più artigianali. "Sulla vita", insomma, fu un trionfo: uno dei primi grandi successi internazionali di quella carriera di polemista social-religioso che Tolstoj aveva inaugurato una decina d'anni addietro, con "La confessione". Il fulcro delle sue riflessioni era inteso a ribadire le ragioni di un cristianesimo rigorosamente evangelico, contro le Chiese istituzionali e il loro "pseudo-cristianesimo" impartito alle greggi, ma anche contro quell'ordine costituito che in tutti gli stati "cristiani" aveva appunto nelle Chiese i suoi migliori alleati. Sia secondo i seguaci, sia secondo i critici di Tolstoj, "Sulla vita" è importante in quanto originalissima, illuminante reinterpretazione del concetto evangelico di "vera vita", con stimolanti implicazioni filosofiche, contrapposta a un cristianesimo trasformatosi in "religione della morte". Un testo decisivo per comprendere l'evoluzione del pensiero di Tolstoj.