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196810674Berlin Gebr. Mann Verlag, 1968. 120 S. 8° Oktav (Quer) Kart.
1974C2626München, Rudolf Schneider Verlag, 1974. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 119 S., mit zwanzig Zeichnungen von Ernst von Dombrowski, »Gespräch über die Möglichkeit, einem Mensschen, der das Augenlicht nicht kennt, das Wesen der Farbe zu deuten.«
19802663Berlin, Buchverlag der Morgen 1980. Leinen mit SU, 8 , 183 S., "Dieser Band stellt 64 geschriebene und 13 gemalte Miniaturen vor, die geschriebenen von solch bekannten Autoren wie Anna Seghers, Erwin Strittmater und vielen anderen, die gemalten von der poetisch-phantastischen Malerin Waltraud Fischer". guter Zustand. Hardcover
13271BBFrankfurt am Main, Henrich Editionen, 2019. 8°, 318 S., original Pappband (Hardcover), sehr schönegold-schwarz-weisse Musterpapiervorsätze im OP-Art-Stil, Erstausgabe sehr gutes, sauberes Exemplar, von Toker auf Titels. handschriftlich datiert und voll signiert.
1946006868Münster, Aschendorff, 1946. Orig.-Broschur, 144 Seiten, Gr.-8°. Zweite bis vierte Auflage (1946). Papierbedingt gebräunt. Ansonsten handelt es sich um ein sehr gut erhaltenes Exemplar.
192415300Nürnberg, J. L. Schrag 1924. Pappband mit montiertem Titelbild, kleines 8°10x13,5 cm, 116 S., mit einer Kupfertiefdruck-Nachbildung Friedrich II., Nürnberger Liebhaber-Ausgaben drittes Bändchen.
0364021586.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
1992X5434Ostheim, Verlag Peter Engstler 1992. Kartoniert, 8°, unpag., ca 20 S., 1. Auflage
br. Virginia Woolf non fu solo la grande romanziera che tutti conosciamo, ma anche una raffinata saggista, una critica acutissima, un'instancabile pubblicista. Lettrice onnivora e anarchica, cercò nei libri "una forma per il caos", vi trovò universi abitati da creature umane, con cui intrecciare ininterrotte conversazioni. Fin dalle prime recensioni lavorò senza pregiudizi: che si trattasse di epistolari, memorie o biografie, saggi critici o romanzi, autori celebri o emeriti sconosciuti, lo studio preparatorio era accurato, il giudizio schietto. La curiosità la guidava senza alcun preconcetto, alimentava i suoi piaceri più intensi, leggere e scrivere, due atti annodati fra loro, due oscure potenze che, fino alla fine, si definirono e si alimentarono reciprocamente. Le qualità della sua penna erano forza, grazia e trasparenza. La sua lingua, ironica e originale, ha attraversato il tempo e lo spazio con una immediatezza folgorante. Femminista, nel senso proprio della consapevolezza di essere una donna, dalla sua scrittura non traspare mai una lagna, nessuna recriminazione, con lei vediamo al lavoro un occhio lucido e spietato, che non perdona, ma spesso sorride e fa ridere. "Pensare le cose come sono" e "dire la verità" le bussole di sempre. In una parola, integrità: "Seguire il proprio istinto, usare il proprio cervello, trarre le conclusioni da soli".
1822320544Erlangen: Palm. 1822. 566, 458, 364 S. 20x13 cm. Erster Band in 1.A., zweiter Band in 2.A., Dritter Band in 1.A. Zustand: Gut gering gebräunt, mind leicht wellig (Innen); Innenbandbereich, die ersten und letzten Seiten, gering braunfleckig; Einband Außen hat leichte Gebrauchsspuren; Ist etwas bestoßen-berieben; Rot-Komplettschnitt; HLdr der Zeit mit rotem Leder-Rückenschild und goldgeprägter Bandzahl, Rotschnitt
12513Berlin Ernst Rowohlt Verlag, o. J. 500 S. 12° Duodez Ln.
1925311745Berlin: Harz. 1925. Mit Zeichungen von Wilhelm Stumpf, 214 S. 19x15 cm. (II : letzte Lage lose, gutes Exemplar) - ZUSTAND : Betrifft nur die Bücher mit der Nummer 300000 bis 330000 (II) gut erhaltenes Exemplar, auffällige kleine Mängel, die den peniblen Sammler stören könnten, sind angegeben. 1.A. OLwd
Paris, Seuil, 1974; in-8, 141 pp., broché. Très bon état.
br. Nel 1984, all'indomani del successo di "Cattedrale", Raymond Carver volle riunire in questa raccolta saggi, poesie e racconti perlopiù inediti. Proprio la sua varietà fa di questo libro (che prende il nome da una lunga poesia dedicata a Charles Bukowski) un grandangolo sull'intera produzione carveriana, attraversata da fittissime corrispondenze e da un'esemplare coerenza di toni, idee, intenti. «Carver è lo scrittore che più di ogni altro ha influenzato la letteratura di lingua inglese degli ultimi vent'anni. Le sue cadenze si ritrovano ovunque,e così le sue ambientazioni, i suoi personaggi», scrive Rick Moody. «Ma l'aspetto più sorprendente e rivoluzionario di questo libro è sicuramente l'eredità che ci lascia in termini di compassione: dopo aver letto Carver diventa pressoché impossibile, per uno scrittore, sottrarsi alla responsabilità della compassione nei confronti dei propri personaggi. È una rivoluzione per la quale dovremmo tutti essergli grati. Così come gli siamo grati per il puro piacere che ci viene dalla lettura di queste pagine».
68397Frontfroide, Bibliothèque Artistique & Littéraire 1992, 225x140mm, 83pages, broché. Couverture à rabats. Un des 680 exemplaires sur papier vergé. Bon état.
1916307608ABWeimar, Kiepenheuer, 1916. Oktav. 263 S. mit 4 Holzschnitten von Max Thalmann. Marmor. Original-Halbleder 1. - 5. Tsd. (Einband berieben u. bestoßen, schönes Exlibris a. Vors.). = Liebhaberbibliothek, 35.
br. Chi siamo? Come ci rapportiamo al mondo e agli altri? Che ruolo hanno il sonno e i sogni? Nei trentadue saggi che compongono questa raccolta, Siri Hustvedt prende per mano il lettore e lo guida in un viaggio alla scoperta dei misteri dell'identità umana, muovendosi sicura tra i classici del pensiero, le ultime scoperte delle neuroscienze e le opere di artisti del passato e del presente. Molti testi partono da esperienze personali - un giocattolo introvabile alla vigilia di Natale, i ripetuti e violenti attacchi di emicrania, il rapporto di amore taciuto con il padre - e giungono a conclusioni di valore universale. Ma a fare da bussola lungo il percorso ci sono anni di letture e osservazioni sul campo. Hustvedt esplora memoria e percezione, si addentra nei meccanismi del linguaggio e della letteratura, girovaga tra dipinti e fotografie. Il paesaggio cambia, ma a ben vedere presenta una costante: l'emozione, ora flessa in una delle sue forme e integrata nello sfondo, ora nitida nella sua natura di strumento indispensabile alla sopravvivenza. E qua e là, tra Freud, Damasio e Goya, spuntano ciuffi di colore - un omino e un bue rosa, dei fiori rossi in un vaso, una bottiglietta di vetro verde - ma anche gli abiti delle dive dei vecchi film in bianco e nero. Che denunci i trucchi della retorica politica post 11 settembre o rifletta sull'umanità dello sguardo di una Madonna col bambino trecentesca, Siri Hustvedt ha il dono di una rara appassionata lucidità.
br. Le necessità dell'uomo possono essere ricondotte a quattro sole esigenze: cibo, riparo, abbigliamento e combustibile. Rinunciando a ciò che è superfluo, e abbracciando così un'esistenza all'insegna della semplicità e dell'autonomia, saremo in grado di guardarci intorno con occhi nuovi: ci accorgeremo di conoscere in verità «solo pochi uomini, ma una gran quantità di soprabiti e calzoni»; di non saper godere dell'aria aperta, mentre le nostre esistenze sono diventate domestiche più di quanto potevamo immaginare; scopriremo che, in fondo, «il viaggiatore più veloce è quello che va a piedi». Vicinissimo alla sensibilità dei nostri tempi, questo volume - tratto dal capolavoro Walden - è un vademecum per imparare a vivere secondo natura e prenderci cura del mondo che ci circonda.
br. «C'è chi scrive ancora a mano e chi è stregato dal computer, chi programma ogni pagina dall'inizio alla fine e chi avanza di getto senza sapere dove lo porterà la trama, chi frequenta i corsi di scrittura creativa e chi esce dalla scuola della vita, chi si fa ispirare dalla realtà e chi la deforma, chi lavora esclusivamente di fantasia e chi studia, imita o perlomeno usa come modello i grandi autori del passato. Per scoprire che cos'è e come si scrive un romanzo, non c'è niente di meglio che interrogare uno scrittore. E di scrittori, grazie al mio lavoro di giornalista da oltre trent'anni in giro per il mondo, ho avuto la fortuna di incontrarne tanti. In queste pagine, quaranta di loro parlano dei libri che scrivono e di quelli che amano, di come nasce una storia e del proprio metodo narrativo, dei propri maestri, delle proprie vite.»
br. Il presente volume raccoglie gli Atti del Convegno Internazionale di Studi "Vittorio Bodini fra Sud ed Europa", tenutosi a dicembre 2014 fra Lecce e Bari, in occasione del centenario della nascita del più importante scrittore pugliese del Novecento. Dalla produzione poetica a quella narrativa, dalla prosa di viaggio agli scritti critici e saggistici, dalla fondazione della rivista «L'esperienza poetica» all'attività di ispanista, il convegno - cui hanno partecipato intellettuali e studiosi provenienti da varie università italiane e straniere - ha inteso fare il punto sui multiformi aspetti dell'opera bodiniana nel suo complesso, con l'obiettivo di reinserire l'autore in quel canone letterario del Novecento da cui è stato inopinatamente estromesso. Lontano dai cliché del localismo, il Sud raccontato da Vittorio Bodini intreccia mito e bellezza, passione civile e amore per una terra maledetta e benedetta allo stesso tempo, osservata in una visione mediterranea in cui s'incontrano i tanti Sud del mondo.
ril. Relegato tra i "minori" da una vecchia tradizione critica, Vittorio Betteloni si rivela quale poeta vero in molte sue pagine liriche, narrative e anche saggistiche, secondo una lettura rinnovata della sua opera.
br. Un volume utile per lo studio e il ripasso dell'opera di Elio Vittorini, Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, adatto per prepararsi a interrogazioni o verifiche scritte e per realizzare ricerche e tesine. Mediante l'analisi delle principali opere di queste figure fondamentali della cultura italiana - che furono, oltre che scrittori, traduttori, giornalisti ed editor - l'autore ricostruisce uno spaccato della letteratura italiana dagli anni Quaranta agli anni Sessanta. L'approccio storico-letterario, arricchito da una serie di analisi testuali e di apparati critici, offre al lettore una esposizione completa e chiara di tre grandi intellettuali della prima metà del Novecento italiano.
ill., br. Quasi due secoli fa - nel cuore antico di Brescia - dove affioravano i resti di una provincia imperiale ricca di ferro, sull'onda di una nuova attenzione per le antichità, veniva alla luce la Vittoria Alata: era la sera del 20 luglio 1826. Da allora la statua divenne meta di generazioni di viaggiatori colti o curiosi turisti, mentre continuavano a sovrapporsi ipotesi e interpretazioni sulla sua datazione, la provenienza, il significato, le differenze con le "sorelle", alate e non. Questo libro racconta lo stupore di quanti hanno recato il loro omaggio alla Nike bresciana, prodigio di potenza e di grazia; riflettendo al contempo sull'evoluzione di una città e di un Paese che della Vittoria Alata si sono appropriati in più modi: mito caro alle istanze risorgimentali, elemento fondante dell'identità nazionale, emblema patriottico nel periodo bellico, sino alle distorsioni nella retorica del Ventennio. Il ruolo simbolico di una statua che persiste nel tempo: la dea tornata a vivere dal buio, poi a vincere e volare. «Qualcosa di sorprendente, ma non impossibile. Qualcosa d'insolito, che premiava un'attesa fiduciosa. Qualcosa accaduto in una serata estiva, che avrebbe offerto ad una città un emblema singolare, una rappresentazione di vittoria e bellezza, forza e solennità».
ill., br. «Questo sarà un manuale di volo. Però senza aerei, mongolfiere o elicotteri. Questo sarà il resoconto di un'arte che ha segnato un bel pezzo della storia del mondo. Questa sarà la cronaca autentica delle avventure straordinarie di un gruppo di eroi un po' trasognati che, senza accorgersene o volerlo, fecero ciò che a noi riesce impossibile: decollarono. Storie di uomini volanti. Circa duecento, solo quelli attestati. Duecento, fra principi, villani, dottori di chiesa o miscredenti, che solcarono i cieli di un'Europa bambina. Se oggi si fa fatica a crederci, è solo perché questo fenomeno pare che non esista più. O forse bisogna capovolgere tutto. Bisogna pensare che gli incanti ci furono solo finché la gente credette, cioè fino al Millesettecento». "Vite straordinarie di uomini volanti" è il sorprendente resoconto di quanto la capacità di volare fosse regolarmente presente dentro la realtà fantastica, ma è anche un «manuale sul volo umano» scritto abbracciando la trasognata visionarietà di quei levitanti personaggi. Tra questi Frate Giuseppe da Copertino, un sempliciotto, un «idiota», ma che, come giurano documenti e testimonianze, sapeva volare quando un'emozione o una gioia lo prendeva. Questo libro racconta l'intero arco delle cronache di persone volanti, mettendo insieme fonti storiche, pensieri sul volo e pagine letterarie; fino al trionfo, con la scienza e la tecnica, della «forza di gravità sulla levità», e anche dopo: il sarto volante che nel 1912 volò dalla Tour Eiffel.