210 résultats
Mm 120x220 Brossura originale, 120 pagine profusamente illustrate a colori. Copia in perfette condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
con numerose ill. a col. ed in b/n nel testo. Brossura originale illustrata. Coll. "Classiques du XXe siècle". Catalogo della mostra tenutasi a Parigi, Centre Georges Pompidou, dal 24 novembre 1994 al 23 febbraio 1995, ed in altre sedi e date. Ottimo esemplare, come nuovo.
Lienart, 2012. In-8 carré relié cartonnage éditeur de 139 pages illustrées de reproductions en noir et en couleurs. Très bon état
Les éditions de Paris 1931. In-8 agrafé non paginé. Collection les images de Paris n° 4. Edition originale de ces textes de Pierre de Massot sur une série de photos de femmes nues ou très légerement vétues. Héliogravures en 2 tons de Arip, Manassé, Sobol, Marcello, Mandel, Utudjian, Feldscharek. Un feuillet détaché, néamnoins très bon état. Peu courant
Mm 275x275 "Ouvrage publié à l'occasion de l'exposition présentée au Centre Pompidou, Gallerie 1, du 3 mars au 28 juin 2004". Brossura originale, 418 pagine profusamente illustrate in nero e a colori nel testo redatto in lingua francese - french text. Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 4ø (cm. 28,5 x 20); pagg. (32); con 16 tavole fotografiche n.t.; leggera carton. origin. con sovracop. figur. VG. ** Testi di Duilio Morosini, Antonio Del Guercio e altri. "Questa Š la prima volta che li maggiore protagonista del dadaismo sociale tedesco viene presentato in Italia e in Europa occidentale con una antologia della sua opera che copre decenni di lavoro creativo e combattivo." "Rendetevi conto dei profondi impulsi umani con i quali Hartfield, sostenuto dall'arte interamente nuova del fotomontaggio, costringe a prendere posizione contro la barbarie, l'ingiustizia e l'inganno a danno delle masse".
ill., br. Nel 1946 Salvador Dalì e Walt Disney si incontrano per lavorare alla realizzazione di un cortometraggio ispirato alla ballata del compositore Armando Dominguez dal titolo "Destino". Due personaggi in apparenza così lontani fra loro sono in realtà legati da un intento che segna la loro vita: rendere concreti i sogni. Questa è la storia di due uomini e di un incontro che ha dato inizio a un progetto destinato a essere concluso, e conosciuto, solo dopo molti anni dalla sua ideazione.
br. Un'antologia dei testi più significativi e attuali del più geniale uomo di teatro del '900. Venuto dal surrealismo, teorico del "teatro della crudeltà", senza la conoscenza di questi testi non sarebbe esistito il grande teatro delle avanguardie dello scorso secolo - da Beckett a Grotowski, da Julian Beck a Carmelo Bene, fino ai più arditi rappresentanti della scena contemporanea. Prefazione di Rodolfo Sacchettini.
Mm 220x280 Nuova edizione riveduta e corretta. Volume rilegato in tela con titolo impresso al piatto e al dorso, sovraccoperta originale, 428 pagine con numerose figure in nero e a colori nel testo. Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ill., br. Robert Lebel (1901-1986) è stato al contempo poeta e romanziere d'eccezione, fine critico d'arte, esperto di pittura antica e collezionista eccentrico. Oggi è ricordato principalmente per la celebre monografia su Marcel Duchamp apparsa nel 1959 dopo dieci anni di intensi scambi con l'artista da una sponda all'altra dell'Atlantico. Definirlo un esegeta di Duchamp, tuttavia, rischia di oscurare le molteplici sfaccettature di un importante testimone della cultura del suo tempo. Questa prima raccolta di scritti sul Surrealismo, composti da Lebel fra il 1943 e il 1984, intende compensare una visione parziale del suo percorso e rendere conto della complessità e dello spessore dei suoi legami con il movimento fondato da André Breton. Una selezione di testi teorici, saggi monografici e note critiche accompagnate da fotografie perlopiù inedite ricompone il profilo proteiforme di un intellettuale che indossa, di volta in volta, le vesti di adepto riluttante, spettatore ostinato e commentatore imparziale delle avventure surrealiste, di cui restituisce le fasi alterne e le relazioni controverse dei suoi protagonisti a partire dagli anni dell'esilio americano. Lebel appare come un cane sciolto capace - per mezzo dell'umorismo e della dissacrazione - di mantenere un'indipendenza di vedute imposta da una viscerale avversione verso ogni forma di militanza o di azione collettiva. Tale distacco non gli impedisce però di condurre il proprio occhio "iperlucido" a scavare in un universo artistico gremito di anime genuinamente sovversive - da Roberto Matta a Isabelle Waldberg, da Yves Tanguy a Jean-Pierre Duprey - attestando le sue passioni in una scrittura sontuosamente classica e libera. Nel rivelarci gli aspetti splendidi e insieme terrificanti di un movimento capitale del XX secolo, Lebel è animato dalla volontà non solo di mostrare il lato meno noto delle opere di artisti quali per esempio Lam, de Chirico o Ernst, ma anche di rispondere, in ogni fase della propria esistenza, a una domanda che un giorno gli è stata rivolta e che oggi ritorniamo a porci: a che punto siamo con il Surrealismo?
[ Cm. 21 x 13,5 ], pp. 114-(2), bross. edit., cop. (dorso legg. brunito), ill. a col. al p. post., lievissime bruniture ai margg. delle carte, ottimo stato (F), (Interventi, 8).<BR><BR>Gli articoli di questo volume sono stati pubblicati con alcune variazioni e sotto differenti titoli nelle seguenti riviste: Il Mondo, Metro, Tempo Presente, Comunità. L'intervista con Claes Oldenburg è inedita. (Da p. 4)<BR><BR>Dall'indice: Francis Bacon. Graham Sutherland. Friedereich Hundertwasser. Le Torri di Rodia. La "Merzbau" di Schwitters. Marcel Duchamp. Peggy e Pollock. Gli Happenings. Robert Rauschenberg. Il sogno americano. "Op e Pop". "La Biennale pop". Claes Oldenburg. Roy Liechtenstein. "Camp" al cinema. William Burroughs. Baron Corvo. Freya Stark. Indice dei nomi. 1429
[ Cm. 21 x 13,5 ], pp. 114-(2), bross. edit., cop. (lievissime tracce di polvere e d'uso, alcune bruniture), ill. a col. al p. post., leggerissime bruniture ai margini delle carte, timbro sull'ultima carta, ottimo stato (F), (Interventi, 8).<BR><BR>Gli articoli di questo volume sono stati pubblicati con alcune variazioni e sotto differenti titoli nelle seguenti riviste: Il Mondo, Metro, Tempo Presente, Comunità. L'intervista con Claes Oldenburg è inedita. (Da p. 4)<BR><BR>Dall'indice: Francis Bacon. Graham Sutherland. Friedereich Hundertwasser. Le Torri di Rodia. La "Merzbau" di Schwitters. Marcel Duchamp. Peggy e Pollock. Gli Happenings. Robert Rauschenberg. Il sogno americano. "Op e Pop". "La Biennale pop". Claes Oldenburg. Roy Liechtenstein. "Camp" al cinema. William Burroughs. Baron Corvo. Freya Stark. Indice dei nomi. 635 A51 FA
31 cm, rilegatura editoriale bicolore, titolo in oro al dorso e in nero al piato, sovracoperta illustrata; pp. 100, 60 tavole a colori e alcune illustrazioni in nero nel testo
In-8 (cm 27,7x20,2), pp. 127, brossura edit. ill., ill. a colori e b.n. nel testo. Contributi di M. Calvesi, P. Puppa, G. Rapisarda, F. Rella, L. Villari, R. Vlad. "L'arte nella società". Lievi scoloriture in brossura, Molto Buono. WORLDWIDE DELIVERY
Edizione originale. CON DEDICA L’esemplare di Nello Quilici, pregiato da bell’invio autografo «A Nello Quilici con amicizia fraterna Aberto Savinio»; dorso restaurato in carta analoga, muta; qualche gora perimetrale alla copertina, bruniture diffuse come usuale; per il resto in più che buone condizioni. Tirato in trecento esemplari non numerati, è oggi raro. Romanzo proto–surrealista, con dedicatoria a stampa al fratello artista Giorgio De Chirico. Alcuni capitoli erano in anteprima su «La Voce» nel 1916.
Edizione originale. Più che buon esemplare (distacco fermato con filmoplast alla cerniera anteriore, mancanze marginali non deturpanti al piatto anteriore e alle prime carte; dorso brunito; usuale brunitura marginale alle carte, qui molto leggera). Timbro «Printed in Italy» al piatto posteriore Tirato in trecento esemplari non numerati, è oggi raro. Romanzo proto–surrealista, con dedicatoria a stampa al fratello artista Giorgio De Chirico. Alcuni capitoli erano in anteprima su «La Voce» nel 1916.
Mm 130x220 Terza edizione ampliata - Volume in copertina rigida, 767 pagine con tavole in nero e a colori fuori testo. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ril. Per tutta la sua vita Salvador Dalí non ha fatto altro che specchiarsi. Un'intera opera e l'intera vita di un genio dell'arte al servizio del narcisismo più patetico? Saremmo in errore. Dalí ha saputo specchiarsi come nessuno nella storia dell'arte e della cultura; nessuno più di lui ha saputo costruire degli specchi segreti sui quali noi, oggi, possiamo vedere interi mondi. Scopriamo o ri-scopriamo un Dalí sorprendente, poiché dietro ad ogni specchio si nasconde un Dalí più intimo, fonte del suo genio artistico ed umano. Ben oltre il surrealismo, oltre la ripresa del figurativo, oltre le boutades e le trovate mondane, Dalí consacrò se stesso a qualcosa che inglobava tutti questi aspetti; egli ricercò l'immagine immortale di Se in molteplici specchi ed in ognuno pensò d'averne trovato un prezioso riflesso. La sua produzione artistica rappresenta una confessione umana straordinaria, una vera e propria confessione mistica.
Con 11 immagini fuori testo, ritratti, opere e documenti. Sc. G.
In 8, br. ed. con band., pp. 183 con ill. in n. f.t.Leggerissime pieghe e tracce di sporco alla cop., lieve brunitura al dorso, lievi segni del tempo alle carte, leggera ingiallitura al margine delle ill., buonissime condizioni.Luogo di pubblicazione MilanoEditore Libri Scheiwiller Anno pubblicazione 1981 Collana Centro documentazione e ricerche sulle avanguardie storiche Primo Conti nuova serie quaderno 1Materia/Argomento Futurismo, Dadaismo, Arte, Pittura
grand in-8°,, 64 pp., 256 numeros decrits, illustrations en noir, broche, couverture illustree. Tres bon etat - Very fine Copy. [NV-17]
Legatura editoriale in cartoncino rigido telato, con titolo in oro al dorso e fregio dorato al piatto, protetto da sovraccoperta illustrata in entrambi i piatti, con bandelle. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, velate da tonalità avorio, come i tagli, ricche di illustrazioni, a colori e in bianco e nero, nel testo. Numero pagine 207. USATO
ill., br. Duchamp ci ha "educati" al nonsense nell'arte visiva. Ogni sua opera è al tempo stesso rappresentazione della fine dell'arte come l'abbiamo conosciuta per secoli e uno "scherzo". Pensiamo a un orinatoio trasformato in opera d'arte o al graffio sul volto della Gioconda dove la "didascalia" di cinque lettere rimanda a una segreta e impensabile frenesia erotica della donna più sfuggente che la pittura ci abbia dato. Duchamp è l'emblema precoce di quello slittamento dell'arte dal confine strettamente estetico verso quello antropologico. Ma oggi vediamo che questa svolta rappresenta il maggiore problema dell'arte attuale, che ha perduto il suo pubblico tradizionale e le sue regole auree (diventando comunicazione). Quanto ha pesato Duchamp in questa evoluzione? Molto. E a renderlo ancora più presente oggi c'è la sua strategia fondata sulla reticenza e l'ambiguità. Che cosa si può fare quando si ha di fronte "qualcuno" o "qualcosa" cui non si riesce a cavare di bocca una parola, che si chiude orgogliosamente nel proprio solipsismo? Che fa di tutto per deviare verso strade senza uscita l'intelligenza di chi vuole capire che cosa ha da dirci? O si abbandona la partita oppure si cerca di far parlare i pochi indizi, anche mistificatori, che l'ermetico artefice dissemina per rendere ancor più impenetrabile la propria opera. Questo saggio accetta la sfida e adotta come metodo l'eccentricità del punto di vista che osserva il proprio oggetto di studio da punti periferici, ovvero da una certa distanza come se non volesse interferire troppo col mito che manipola sapientemente ogni risposta venga data all'enigmatica forma delle sue opere. Mettere "fuori servizio" Duchamp equivale all'epochè fenomenologica: è una temporalità sospesa che, oltre a essere tema della strategia di Duchamp, isola provvisoriamente l'oggetto per poterlo valutare con maggiore chiarezza nel contesto storico-culturale. Mettere "fuori servizio" Duchamp è come assecondare la sua volontà di asceta che tenta la fuga perché del mondo in cui vive prova disgusto: il contemptus mundi di chi aspira all'eternità è un tema che in Duchamp si manifesta con una freddezza (o secchezza, come avrebbe detto lui) che compensa nell'arte la soggezione agli appetiti sensuali cui Duchamp come uomo non si nega, ma poi sublima con "tecniche dell'inganno" che ne dissimulano la natura ibrida che cerca nel mito dell'androgino primordiale la via di fuga dalla carnalità. Come un antico gnostico o un santo del deserto.