26 119 résultats
br. Per i Weston è arrivato il momento di guardare in faccia il passato e le verità che, taciute o ignorate da troppo tempo, ne avvelenano il presente. È un caldo agosto in Oklahoma quando Beverly, poeta alcolizzato e capofamiglia, scompare lasciando sola nella grande casa la moglie Violet, malata di cancro. Per le tre figlie, Barbara, Karen e Ivy, è il momento di ritrovarsi con la madre e con il resto dei parenti. Ma se certe famiglie sono un baluardo di sicurezza, quella dei Weston è una bomba a orologeria: destinata a esplodere e a seminare distruzione. Un testo tagliente, nero, grottesco e ferocemente ironico, dotato di un ritmo trascinante: in bilico tra farsa e tragedia, Tracy Letts dipinge il ritratto di una famiglia a pezzi, nel cuore di un'America malata da tempo.
brossura Un luogo di villeggiatura sul golfo di Napoli, un gruppo di turisti ansioso di divertimenti, una pensioncina senza pretese, amori e amorazzi sullo sfondo. A turbare questa tranquilla routine vacanziera irrompe l'Estrella che, in arrivo dalle Americhe, cola a picco proprio nel golfo. È uno sbadato capitano inglese, Whititterly, ad aver combinato il pasticcio ed è sempre lui a complicare ulteriormente la situazione fornendo a passeggeri ed equipaggio, invece di cinture di salvataggio, delle cinture di castità, di cui perde pure le chiavi. Basta questo perché si scateni un'irresistibile sequela di avventure, sempre più incresciose e irriverenti, fino al casuale scioglimento conclusivo. Un'intricata vicenda di donne bellissime, dongiovanni impenitenti, palombari, con tutti i trucchi dei più biechi romanzacci sentimentali. Ma grazie alla sua satira al vetriolo, Campanile smantella banalità e ipocriti travestimenti della piccola borghesia fascista, facendone lo zimbello tutto da ridere di questo grottesco antiromanzo.
198 S. Original Karton mit Deckeltitel. (=Arbeiten / Neue Folge / Band 1). Hinterer Deckel und letzte Seiten etwas fleckig, Deckeltitel mit leichten Verfärbungen, sonst in gutem Zustand. Mit einem Vorwort von A. Mitscherlich.
br. Agua Ploma è uscita dalla palude e non ricorda nulla. Ma conosce le ferite che porta nel corpo: i fori di proiettile e le cicatrici sulle braccia. Conosce i suoi occhi color del piombo. Aveva un altro nome un tempo, in una vita dimenticata? Forse può ritrovare la memoria perduta e capire perché nella città chiamata Inferno le donne vengono assassinate. È ancora possibile scoprire la verità. Basato sulla vicenda dei cimiteri di croci rosa nella città di Ciudad Juárez, in Messico, questo romanzo vi condurrà in un viaggio sospeso tra la vita e la morte, oltre la menzogna e verso la verità, perché le donne di Ciudad Juárez non siano dimenticate. Questo romanzo ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International Italia. Il ricavato dalla vendita del romanzo sarà devoluto ad Amnesty International, per il suo impegno a difesa dei diritti umani.
brossura
brossura Nella tranquilla cittadina di Bordeaux, in Francia, la prestigiosa famiglia Bergson si trova a dover fare i conti con qualcosa di oscuro. Una minaccia incombe su di loro e sul primogenito Ranier Bergson vittima di una terribile possessione demoniaca. Tutto sembrerà perduto, ma due sacerdoti riconoscendo il vero male che affligge l'anima del ragazzo cercheranno in tutti i modi di salvarlo. Un romanzo che offre il tema della possessione demoniaca vista come scontro tra scienza e fede, tra superstizione e credenze, una lotta all' ultimo minuto per salvare l'anima del giovane Ranier dalle spire del male.
br. "Ai confini del sogno" è una raccolta di storie fantastiche, scritte tra il 1989 e il 1995, da Giorgio Muscarà, morto a soli venti anni. Fin dai primi racconti l'autore rivela una fantasia e una capacità espressiva fuori dal comune per la sua età. Questi racconti, questi "guizzi" e pensieri faranno fantasticare e sognare i lettori in un' intrecciarsi di immaginazione e realtà. Il tema dominante è la fantasia: mondi immaginari abitati da draghi, maghi, elfi e cavalieri in un intreccio di avventure. L'autore cerca il segreto della vita che è la via del bene, dell'amore, dell'amicizia e dell'onestà. Quello di Giorgio Muscarà è un libro da gustare pagina dopo pagina, da leggere e rileggere, lasciandosi stupire, perché ogni volta i suoi racconti lasceranno nel cuore del lettore una traccia diversa ed emozioni sempre nuove, invitandolo a sognare.
br. "Ai giochi addio" è una favola d'amore moderna. I protagonisti di questo romanzo sono Mattia e Lisa, due giovani romani. Per un caso si conoscono una sera in discoteca, si innamorano ma il destino, spietato, cerca subito di dividerli. I due ragazzi e i loro sentimenti, infatti, vengono messi a dura prova da molti ostacoli: la lontananza fisica, gli impegni, le gelosie, i fraintendimenti.
br. Attore protagonista di "The Grange", serie tv amatissima dal pubblico femminile, Henry è stanco del piccolo schermo, l'ambizione lo spinge a desiderare ruoli migliori. Che sia solo, chiuso nel suo appartamento a mangiare monacali piatti di riso e verdure al vapore, o nelle feste affollate a sniffare cocaina, la consapevolezza che ha di sé, della sua immagine, del suo posto nel mondo è fortissima e incessante: Henry esige di essere preso più seriamente. La promessa di un passo avanti arriva con il provino per un film diretto da un rispettatissimo regista spagnolo: Henry sente di essere sul punto di raggiungere una credibilità intellettuale e, finalmente, la tanto perseguita celebrità tra chi conta davvero. Ma Henry è anche ? del tutto involontariamente ? una parte importante della vita di Kristin, fresca di divorzio. Sola nella sua casa vuota di Filadelfia, cade anche lei vittima di un'ossessione, non per la fama ma per il bell'attore inglese, e si convince che il loro destino sia di stare insieme: non dovrà che prendere un volo per Londra perché la loro «relazione» diventi realtà. "Ai margini del sogno" è una meditazione sulla celebrità nel nostro momento storico, quando i confini tra la vita interiore ed esteriore, tra l'essere preda o inseguitore, vengono sfumati da infiniti schermi luminosi, grandi o piccoli che siano.
br. Il piano ribaltabile dei banchi di scuola era nero. Neri erano anche i grembiulini indossati da noi scolari, guarniti da un colletto bianco chiuso da un bel fiocco azzurro. C'è un particolare, però, che mi lascia ancora oggi perplesso: con l'inizio delle scuole medie il grembiule veniva dismesso, ma solo dai maschi. Per le femmine rimaneva anche negli istituti superiori. Ricordo le mie compagne di liceo, tutte rigorosamente uniformate in nero. Eravamo nella prima metà degli anni Sessanta, quando nel mondo stava entrando prepotentemente la moda della minigonna. Che fosse proprio questa la causa dell'obbligo del grembiule in una Italia in bilico tra un passato un po' bacchettone e un presente troppo disinibito?
brossura Palì è una bambina di sette anni. Vive in Liguria, in una casa a picco sul mare, ma trascorre le estati della sua infanzia in un piccolo paese nascosto nell'Appenino Tosco emiliano, a contatto con la natura e con una società che lentamente assorbe le trasformazioni e i mutamenti degli anni settanta e li fa propri. Anno dopo anno, estate dopo estate, Palì diventa un'adolescente inquieta, divisa tra l'amore per il paese in montagna e il suo mare, fonte d'ispirazione e di quel senso di libertà da sempre sognato. È molto legata alla famiglia, in particolare al nonno che durante le vacanze estive le racconta pezzi di vita vissuta durante la seconda guerra mondiale. Le difficoltà e la miseria, la paura e la forza di resistere narrati nei suoi racconti si trasformano in una favola affascinante che crea tra loro un legame fortissimo. Zoppo dall'età di quattro anni, a seguito di un banale incidente, le rivela anche il ruolo determinante che incredibilmente la sua gamba malata ha avuto nella sua vita, fino a quando, ormai vecchio e stanco, si trova costretto a subire l'amputazione dell'arto. L'episodio gli lascerà un segno profondo nell'anima e lo trascinerà alla fine della sua esistenza.
br. Quattro storie e quattro protagonisti: Elisabetta, Jasmine, Gabriella, Fabio, fra di loro non si conoscono né si conosceranno mai, anche se un filo conduttore li unisce. Non sono nati imprenditori, lo sono diventati trasformando le difficoltà in opportunità. Quattro piccole aziende, che diventano "grandi" non per la celebrazione di un marchio a livello mediatico, ma per i percorsi difficili che i loro fondatori hanno affrontato con grande determinazione e amore per la vita. L'autrice ha sparso i loro segreti "Ai quattro venti" scegliendo la struttura del racconto come la più idonea a comunicare l'essenziale. Poche divagazioni storiche o letterarie, i personaggi vengono seguiti passo dopo passo senza tregua, come se avessero fretta di uscire da vecchie pagine racchiuse in una carpetta impolverata per diffondere un messaggio positivo a chi vede solo il buio "oltre la siepe".
brossura Grazie alla preziosa documentazione lasciata dal padre, Ivanna Rosi ricostruisce una vicenda familiare che è di fatto una microstoria toscana, e in particolare senese, tra gli anni Venti e Cinquanta. Ambienti, passioni, pregiudizi, sofferenze, ambizioni, nelle loro interferenze e conflitti talvolta drammatici con il potere fascista e con le difficoltà del dopoguerra. Al centro la bella storia d'amore di Aida e Umberto, nel piccolo mondo di Vescovado di Murlo, sotto l'occhio inquisitore dei gerarchi locali, alla vigilia della guerra. Quel lontano passato della famiglia e i successivi ricordi dell'infanzia e adolescenza legati alle due coppie dei genitori e degli zii sono filtrati da uno sguardo retrospettivo benevolo e affettuoso. Lungi dal gravare di postume riprovazioni gli errori e anche le colpe, pur non taciute, nei limiti dello spirito piccolo borghese degli anni Cinquanta, il racconto riscopre il tesoro dimenticato o equivocato e screditato, dell'amore ricevuto, la giovinezza e la bellezza di Aida, la complessità malinconica di Umberto, la vivacità capricciosa e appassionata di Silvia, la placida serenità di Palmiero. "La mia anima - scrive Alphonse de Lamartine nelle Confidences - è come i setacci con cui i cercatori d'oro del Messico raccolgono le pagliuzze del puro metallo dai torrenti delle Cordigliere. La sabbia se ne va, l'oro rimane. Perché opprimere la memoria con ciò che non serve a nutrire, a incantare, a consolare il cuore?"
(ca. 21 x 15 cm). 6 S. zum Aufklappen. Original-Programmzettel mit Abbildung und typografisch gestaltetem Titel auf dem Deckel. Einband etwas berieben, sonst gut erhalten. Zettel wurde gelocht. Insgesamt guter Zustand. Musikalische Leitung: Hans Lenzer, Chöre: Ernst Senff, Bühnenbild: Peter Siabkyn. Mitwirkende: Hans Hofmann, Wilhelm Hiller, Johanna Blatter und andere. Programm enthält genaue Besetzungsliste und einen Text zur Oper. Die Städtische Oper war im Nationalsozialismus als "Deutsches Opernhaus" bezeichnet worden, nach 1945 wurde sie wieder in "Städtische Oper" umbenannt. Erst 1961, nach Bau der Mauer und in Relation zur "Deutschen Staatsoper" in Ost-Berlin (Unter den Linden), wurde ihr der bis heute gültige Name "Deutsche Oper Berlin" verliehen. Da das bisherige Opernhaus auf der Bismarckstraße im Krieg zerstört wurde und das neue Gebäude an selbiger Adresse erst ab 1961 bereit stand, führte die Städtische Oper Berlin in den Jahren nach 1945 ihre Inszenierungen im "Theater des Westens" in der Kantstrasse auf. Zettel enthält auch zeitgenössische Werbung von Berliner Firmen aus den umliegenden Stadtvierteln des Berliner Westens. Seltenes Programm aus der Nachkriegszeit und Teil der Berliner Musiktheatergeschichte! - Der Programmzettel enthält die 2 Original-Eintrittskarten vom 11.03.1949.
(ca. 21 x 15 cm). 6 S. zum Aufklappen. Original-Programmzettel mit Abbildung und typografisch gestaltetem Titel auf dem Deckel. Einband etwas berieben, sonst gut erhalten. Zettel wurde gelocht. Notiz über Besuch (1949) auf Deckel oben. Insgesamt guter Zustand. Musikalische Leitung: Hans Lenzer, Chöre: Ernst Senff, Bühnenbild: Peter Siabkyn. Mitwirkende: Hans Hofmann, Wilhelm Hiller, Johanna Blatter und andere. Programm enthält genaue Besetzungsliste und einen Text zur Oper. Die Städtische Oper war im Nationalsozialismus als "Deutsches Opernhaus" bezeichnet worden, nach 1945 wurde sie wieder in "Städtische Oper" umbenannt. Erst 1961, nach Bau der Mauer und in Relation zur "Deutschen Staatsoper" in Ost-Berlin (Unter den Linden), wurde ihr der bis heute gültige Name "Deutsche Oper Berlin" verliehen. Da das bisherige Opernhaus auf der Bismarckstraße im Krieg zerstört wurde und das neue Gebäude an selbiger Adresse erst ab 1961 bereit stand, führte die Städtische Oper Berlin in den Jahren nach 1945 ihre Inszenierungen im "Theater des Westens" in der Kantstrasse auf. Zettel enthält auch zeitgenössische Werbung von Berliner Firmen aus den umliegenden Stadtvierteln des Berliner Westens. Sehr seltenes Programm aus der Nachkriegszeit und ein bedeutender Teil der Berliner Musiktheatergeschichte!
(Codice AV/1004) In 4° (30 cm) 7+293 pp. Traduzione italiana di Mario Torelli: opera mai pubblicata in Italia. Testo dattiloscritto, con qualche rara correzione e segno a matita. Brossura originale azzurra. Ottimo e raro esemplare. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. Traduzione in inglese del romanzo "Aisuluu. Bella come la luna". Il tema centrale del romanzo è quello legato alla terribile condizione delle cosiddette "spose bambine". La prefazione è di Roza Otunbayeva, ex presidente del Kirghizistan. Un romanzo che tocca temi di grande attualità, quali l'inclusione, la violenza sulle donne e la parità di diritti. Aisuluu è una ragazza italiana che vive nella capitale ma è originaria del Kirghizistan, Asia centrale. Per il suo sedicesimo compleanno i genitori le regalano un viaggio per la sua terra di origine. Dinanzi a sconfinati ed incantevoli luoghi, prenderà coscienza, giorno dopo giorno, di se stessa, scoprendo l'essenza della morte, della paura, della famiglia e dell'amore. Aisuluu percorrerà un viaggio lungo migliaia di chilometri che la condurrà al centro della sua anima, attraverso un conflitto interiore, quasi pirandelliano, tra Luna e Aisuluu. L'autore è Capo del settore di protezione dei bambini presso UNICEF. Il libro è stato tradotto anche in kirghiso e in russo.
brossura La vicenda di Giulietta e Romeo non è un vanto, ma solo un dono, fra i tanti, che la stupenda Verona ha saputo cogliere ed offrire ai suoi visitatori. Queste brevi storie, nel ripercorrere anche vie meno note della città antica, tra case vecchie di secoli, vicoli densi di aromi delle vite di tutti fanno riemergere ciò che di bello e vivo rimane nascosto in tracce, ieri come oggi, nell'animo di ciascuno.
ill., ril.
br. Sulla scorta della corrispondenza originale scambiata tra il padre (il linguista Bruno Migliorini, che a quell'epoca insegnava all'Università di Firenze), e i suoi nonni paterni residenti a Roma, l'autore ricostruisce una specie di diario ex post della vita quotidiana degli anni di guerra, che la sua famiglia trascorse in gran parte al "Belvedere", una casa di campagna in Casentino, nel comune di Poppi (Arezzo). Con questo "diario" l'autore ha inteso lasciare ai suoi quattro nipoti (nati fra il 1999 e il 2006) una descrizione di ciò che accadde quando la bufera della seconda guerra mondiale si abbatté anche in quell'angolo appartato della Toscana. Nelle intenzioni dell'autore questo "diario" dovrebbe anche essere utile per inquadrare quegli eventi nel vasto e ingarbugliato scenario della sciagurata avventura nella quale l'Italia fu coinvolta negli anni 1940-45. L'epistolario si svolge inquadrando lettere e cartoline postali sullo sfondo degli avvenimenti che si susseguirono sui vari fronti di guerra, e in particolare sul fronte italiano dopo la caduta di Mussolini e la fine della dittatura, allorquando la ritirata delle truppe tedesche si attestò sul fronte casentinese della Linea Gotica, a pochi chilometri dal Belvedere.
brossura Il libro "Al caldo del tuo respiro" scaturisce dalla necessità di non perdere la memoria di tante storie familiari altrimenti destinate all'oblio. Dal dialogo-confronto tra madre e figlia, su uno sfondo di eventi storici anche drammatici, che travolgono i vari personaggi, emergono profili e personalità tenuti affettuosamente nella mente di chi ne ha ricevuto la testimonianza, ma sono anche degni di essere affidati alla conoscenza di chi non ha conosciuto nessuno dei protagonisti. Tutte le vicende sono autentiche, non romanzate, ma naturalmente filtrate dalle brume del tempo e dalla sensibilità di chi le ricorda. Ne scaturisce una narrazione a tratti struggente ma anche ironica, intrisa di nostalgia e rimpianto per cosa è stato e per cosa poteva essere.
ril. Damiano Bacciardi vive con Nonna Adele, il nonno chiuso in un antico silenzio e Zio Vince, detto il Gorilla, a Villa la Croce, che nel borgo poco distante è stata ribattezzata "Villa dei Matti", lungo uno stradone che si muove nel cuore delle colline marchigiane. Il miele dei Bacciardi, "la manna", è celebre perché fa ingravidare le donne, così come è leggenda la quercia a cui si è impiccato il padre di Damiano e che è tornata a far foglie dopo dieci anni. Damiano è un ragazzo scosso da accessi violenti di malessere e segnato da una vitale ansietà: sente la natura, sente il volo delle rondini, il brusio delle api, il rotolio delle stagioni, e sa riconoscere la presenza del Demonio e il male degli uomini. Zio Vince trama per vendere la proprietà a gente che viene da lontano e Damiano se li immagina tutti con la faccia demonica di Trump che ha visto in televisione. Damiano sa di dover difendere Villa la Croce, di dover difendere la memoria della sua sgangherata famiglia e la bellezza talora limpida, talora mostruosa e selvatica, della natura in cui è cresciuto accompagnato da incubi, deliri e ventate di struggente dolcezza. Nonna Adele muore e la prospettiva di vendere si fa sempre più concreta: a quel punto Damiano obbedisce a un impulso sempre più convinto e quando, ultimi, arrivano "gli olandesi" e provano a farla da padroni, un disegno di riscatto si incide come la ramaglia di un albero, potente e severo, nella sua coscienza.
br. Quando due amiche si rivedono dopo diverso tempo, viene naturale ricordare le esperienze passate e condivise. A tale rito non possono sottrarsi Elena e Marilù che, alternativamente, rievocano i primi, drammatici mesi della loro fresca ma già profonda amicizia. Prende vita, così, un intreccio sempre più stretto, composto dall'oscurità del male, dalla luce dell'amore, dall'oro dell'amicizia e dalle varie tonalità del grigio dell'insicurezza e del dubbio, finché, tessera dopo tessera, l'intero mosaico si ricompone. Nella vita, ciascuno ha la propria dose di lacrime da versare, di difficoltà da superare, di lotte da affrontare. È ineluttabile, ed Elena Mattei non può certo sottrarsi al destino quando, verso la fine dell'ultimo semestre di Liceo, sullo sfondo degli anni di piombo, rimane coinvolta, suo malgrado, in sanguinosi atti criminali e complicate vicende sentimentali che le sconvolgono totalmente l'esistenza. Il male, oscuro e terribile, irrompe nel suo mondo di ragazza diciannovenne con problematici rapporti familiari e amorosi. Tutto ha inizio proprio il 16 marzo 1978, il giorno del rapimento di Aldo Moro e della strage di via Fani.
brossura Charlotte è una ragazza che è dovuta crescere troppo in fretta. Strappata dalle braccia dei suoi genitori e delle persone che amava, viene condotta in un campo di prigionia. Qui subirà umiliazioni e i suoi occhi saranno costretti a vedere la morte di tante persone care. Ma, nello stesso posto, conoscerà anche l'amore: riuscirà infatti a fare breccia nel cuore di George, una guardia del campo che si innamorerà della sua generosità, della sua bontà d'animo e soprattutto della capacità di Charlotte di mettere sempre gli altri al primo posto. Una storia di morte, quindi, ma anche una storia d'amore.