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181711506BBParis, Le Prieur, 1817. kl. 8°. 256 Seiten, 1 mehrfach gefaltete Karte (Carte de L'Amerique Meridionale) und 6 Kupfertafeln mit 12 Abbildungen. Halblederband der Zeit mit Rückenvergoldung. Kanten etwas bestoßen, Einband etwas berieben.
Mm 145x210 Atti del convegno tenuto a Perugia, 15-17 settembre 2016 - Volume nella sua brossura originale con bandelle, 348 pagine. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Le Forze armate hanno attraversato le fasi più complesse della storia recente conquistando la fiducia degli italiani e la stima degli alleati. Oggi i nostri militari sono impegnati in decine di missioni fuori area e rappresentano una risorsa fondamentale in caso di emergenze nazionali. Nonostante ciò, bilanci sempre più esigui e decisioni estemporanee in politica estera impediscono all'Italia di recitare nel Mediterraneo il ruolo che le compete. Dal 1945 ad oggi, l'evoluzione, gli impegni internazionali, le caratteristiche e le criticità di un settore strategico penalizzato dalla mancanza di una chiara visione geopolitica da parte della classe dirigente del Paese.
br. Il 2019 è stato l'anno delle rivolte in piazza, esplose - a ritmo ravvicinato - in quindici Paesi di quattro Continenti. L'America Latina è stato quello con maggior "concentrazione" di rivolte. Non a caso, a fare da apripista all'anno di turbolenze è stato il Venezuela di Nicolás Maduro, anche se proprio quel governo è stato tra i più impermeabili all'urto. Perché questa specifica turbolenza latina? Lo racconta la giornalista di "Avvenire" Lucia Capuzzi, che in questi anni ha realizzato diversi reportage e interviste nella terra latina: dal terremoto di Haiti nel 2010, dove tutto è cominciato, alle rivoluzioni in Venezuela, Honduras e Nicaragua; dalla terra dei narcos tra Messico e Colombia, dove ramificazioni globali approfi ttano della debolezza locale delle istituzioni, al Brasile e all'Argentina, dove la protesta si è incanalata nelle urne anziché in piazza. Non manca uno sguardo su Cuba, che sta scontando l'impatto delle restrizioni di Trump sulla sua precaria economia. La sfida geopolitica del XXI secolo, quella della lotta alle diseguaglienze da cui nascono le rivolte, trova in America Latina la sua manifestazione più clamorosa, in un intreccio inestricabile tra interessi finanziari ed emergenza ambientale. Dalle rivolte di piazza potrà nascere una più giusta società civile? È questa la speranza.
brossura in ottimo stato di conservazione. ib8
in-8° gr., pp. 296 con alcuni grafici e tabelle n.t. e una mappa a colori ripiegata f.t. Bross. edit. Macchia d'inchiostro sul front.
In-8°, pp. 320 con alcune illustrazioni e mappe intercalate n.t. e una cartina geografica ripiegata più volte staccata f.t. Bross. edit.
In-8°, pp. 287 con una carta più volte ripiegata f.t. Bross. edit.
In-8°, pp. 284 con una grossa carta ripiegata e 8 a piena pag. f.t. Bross. edit.
In-8°, pp. 304 con 4 cartine più una più volte ripiegata f.t. Bross. edit.
In-8°, pp. 304 con una grossa carta ripiegata e 4 a piena pag. f.t. Bross. edit.
In-8°, pp. 320 con 8 cartine a col. f.t. Bross. edit.
Ouvrage de Roger CARATINI (1924-2009) en 3 parties: le fait minoritaire vécu par les diverses communautés à travers le monde; analyse du concept de minorité; présentation géopolitique; cartes; index; filmographie; bibliographie. Français
Mm 290x210 Brossura editoriale di pagine 60 con numerose cartine a colori. Con la collaborazione di Lino Cappuccio. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-8, brossura editoriale, pp. 410(6); illustrazioni in bianco e nero nel testo. Tracce d’uso alle copertine e al dorso. Bruniture. Esemplare intonso.
In-8, brossura editoriale, pp. 297(7). Esemplare in buone condizioni.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, COPERTINA LEGGERMENTE SCOLORITA. Gran parte del miliardo di musulmani del pianeta vive e soffre sotto regimi autocratici che negano i diritti fondamentali dell'uomo e fomentano l'odio contro l'Occidente e contro Israele. Regimi dittatoriali che sono nati sulle rovine dell'impero ottomano, si sono alleati prima con i nazisti, poi con i sovietici, e hanno generato una grave minaccia dei nostri tempi: il fondamentalismo islamico. In queste pagine Panella, passando in rassegna quasi un secolo di storia, analizza un fenomeno importante del XX e XXI secolo: l'asservimento e l'accecamento di una larga parte dell'umanità a un folle programma totalitario. Intende poi mostrare una via per sconfiggere il terrorismo: alimentare il filone democratico della tradizione politica araba. Informazioni bibliografiche Titolo: Il libro nero dei regimi islamici. 1914-2006 oppressione, fondamentalismo, terrore Autore: Carlo Panella Editore: Milano: Rizzoli Collana: Saggi italiani Data di Pubblicazione: Maggio 2006 ISBN: 8817011576, ISBN-13: 9788817011570 Pagine: 455; 23 cm Reparto: Storia Formato: brossura Soggetti: Religioni, Islam, musulmani, Stati islamici, Politica, Teocrazia, Geopolitica, Radicalismo, Terrorismo, Guerre di religione, Fondamentalismo, Imam, 11 Settembre, Medio Oriente, Dittature, Osama bin Laden, jihad, Allah, Conflitti, Stati Uniti, fatwa, Occidente, Infedeli, Occidente, Democrazia, Sunniti, Sciiti, Conflitto arabo-israeliano, Israele, Palestina, Occupazione, Intifada, Gerusalemme, Arafat, Libia, Iran, Iraq, Afghanistan, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Pakistan, Siria, Egitto Parole e frasi comuni Abdulaziz ibn Saud Abdullah Abu Mazen Algeria algerini all’interno Allah americana americano armate ayatollah Baath Baghdad britannico Cairo califfato combattere complotto conflitto controllo Costituzione crisi dell’Impero dell’Iraq dell’Islam dell’Olp dell’Onu dirigenti diritto dollari ebraico ebrei economico Egitto erano europei Fatah feddayn Feisal fondamentale forze Fratelli Musulmani Gaza Gerusalemme Giordania golpe governo Gran Muftì guerra civile Hamas Hashemi Hassan ibn Saud ideologica ikhwan infatti inglesi iniziò internazionale iracheno Iran iraniana Iraq islamico Israele israeliani Jihad Khomeini kurdo Kuwait l’altro l’Arabia l’Egitto l’esercito l’Iraq l’Islam l’unico l’Urss leader leadership massacro Mecca Medio Oriente mediorientale milioni militare militari ministro Mohammed mondiale mondo arabo movimento musulmano Nasser nazionalismo arabo nazista Nuri al Said organizzazioni ottomano Paesi arabi Pakistan Palestina palestinese panarabismo petrolifera petrolio politica popolo presidente regime religioso rivolta Sadat Saddam Hussein sciiti sharia sheikh sionista Siria sociale società strategia sunnita Teheran territorio terrorismo Transgiordania Turchia umma wahhabiti Yasser Arafat Yemen
brossura Da quando Cristoforo Colombo approdò sull'isoletta di Guanahani, fra Eurasia e America si è instaurato un processo di reciproca osmosi: mentre il Vecchio Mondo proiettava sul Nuovo i propri miti e le proprie utopie, quest'ultimo si poneva quale segno di contraddizione rispetto alle civiltà tradizionali ancora basate su feudalesimo e intolleranza. Il saggio analizza le cause materiali, culturali e teologiche alla base dell'emergere degli Stati Uniti d'America quale superpotenza globale, esamina le radici dell'odio diffuso di cui sono vittima e traccia un quadro della missione alla quale essi sono chiamati: abbattere le vetuste sovranità etno-nazionali per costruire uno Stato mondiale fondato sui princìpi dell'economia di mercato e della democrazia liberale, unica forma di coesistenza in grado di tutelare l'uguale dignità di ogni individuo umano e di soddisfare la sete d'infinito che alberga nella sua natura.
br. Il 2020 ha sancito il cinquantenario della ricostruzione dei rapporti diplomatici tra Italia e Cina ed avrebbe dovuto essere anche l'anno della cultura e del turismo tra i due Paesi. Tuttavia l'annus horribilis dell'emergenza sanitaria globale ha costretto il mondo a rivedere i propri progetti e ripensare nuove scadenze, così che anche il gemellaggio sino-italiano e la celebrazione del cinquantenario sono stati rimandati al 2022. Intanto però i rapporti tra il colosso asiatico e l'Occidente si sono fatti tesi e complessi; la propulsione atlantista e anticinese consolidata dall' ascesa di Biden si sta manifestando in modo sempre più proattivo; non è peregrino immaginare che possa, in futuro, riflettersi anche sui rapporti bilaterali Italia-Cina da sempre pacifici e di proficua amicizia. Ed è proprio in virtù di questo contesto così teso che è invece necessario promuovere i valori del multilateralismo e ritrovare nella cultura lo strumento per eccellenza di reciprocità, dialogo e diplomazia. Nel 2007, il presidente Hu Jintao aveva sottolineato quanto e come essa fosse fonte crescente di coesione sociale e creatività, nonché un fattore di estrema importanza nel rafforzamento del potere nazionale a livello globale. Così, la necessità di promuovere all' esterno un'immagine di identità nazionale forte e unita ha spinto molto sulla implementazione di discipline quali l'archeologia ed il restauro, nonché sulla apertura continua di musei che nel gennaio del 2020 erano circa 5.788, con un numero annuo di visite che è passato a 1,2 miliardi rispetto ai 700 milioni del 2016 disseminati in tutto il paese. L' inclusione strategica della promozione culturale quale pilastro delle relazioni internazionali e della crescita del Paese è evidentemente prioritaria ormai da diversi anni: la stessa "Via della Seta" tenderebbe a costruire un hub culturale dialogante, nel quale la Cina possa stagliarsi con tutta la sua forte identità.
317. () . (Memorie documenti biografie).<BR> 8°, pp.316 (4) con 5 cartine n.t. Br. edit. con sovrac. ill.
In-8° pp. 314, bross. edit. con sovrac. ill.
Volume in cui Cavallari cerca di riassumere il disordine geopolitico creatosi in Europa nel triennio 1989-1991, con tutti i cambiamenti dovuti al crollo dell'Unione Sovietica. Libro discretamente conservato, copertina leggermente segnata.
br. Oggi la comprensione della politica internazionale dei player globali è una sfida intellettuale che può andare veramente oltre le nostre capacità, tanti sono i fattori che la determinano. Eppure le dinamiche dello scacchiere internazionale rispondono a logiche che non sono governate dal caso. Questo testo, agile e di facile lettura, aiuta a comprendere questo scenario attraverso la lente della geopolitica, del realismo analitico, delle tradizioni dei popoli, dei loro alleati e avversari naturali. Approcciare le dinamiche del globo senza entrare nelle ragioni della politica di potenza e della distribuzione geografica, significa accettare una visione approssimativa del mondo basata sulla semplice dialettica di bene-male, democrazia-dispotismo, categorie che il mondo occidentale ha fatto molto spesso proprie. In questo senso gli autori di questo libro, tutti esperti di relazioni internazionali, ritengono che la Guerra fredda non sia mai finita perché, nella sostanza, si ripropone nelle politiche e nelle azioni delle superpotenze. Una lettura che ci porterà a vedere il mondo con occhi diversi. Introduzione di Giulio Sapelli.
br. Dalla rivoluzione industriale in poi, l'energia ha costituito sempre più il motore "fisico" dello sviluppo. Gli Stati Uniti, che di energia sono stati importatori per lunghi anni, sono diventati una potenza esportatrice che sarà presto alla pari dell'Arabia Saudita e della Russia. Si sono così generate nuove questioni, come un'utile boccata d'ossigeno per la (lenta) ripresa dell'Europa, ma anche ulteriori incognite nella tenuta economica e politica di nazioni fondate sulla esportazione di gas e petrolio, dalla Russia all'Iran e al Venezuela. Il volume, che contiene gli atti del seminario promosso nel 2014 dalla Fondazione Spadolini, si concentra su queste tematiche approfondendo in modo particolare tre aspetti: la sovrapposizione di una componente religiosa ai problemi energetici, il loro impatto sulla questione climatica, il ruolo dell'Italia e dell'Europa.
br. Il Kurdistan è un'entità inafferrabile, divisa e frammentata che insegue la propria indipendenza. Le difficoltà per la formazione di un'unità nazionale permanente sono dovute al concorso di diversi fattori. Combinando le diverse prospettive della stratificazione storica, politica e culturale, gli autori ricostruiscono le vicende, lo scenario geopolitico etnico-religioso, l'organizzazione amministrativa, il malgoverno, i travagliati rapporti internazionali, la variabilità degli attentati, i rebus irrisolti, il movimento femminile, le affiliazioni e le scissioni del Paese dei Curdi, dedicando all'identità incompiuta del popolo scomposto il primo volume della collana di geopolitica Doctis Ardua, diretta da Daniele Cellamare. Contributi critici di Eva Christina Müller Praefcke, Claudia Candelmo, Federica De Paola, Angela Chiara Festa, Roberta La Fortezza, Marilea Laviola, Gregory Marinucci, Vlora Mucha, Valeria Ruggiu.