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In-8° pp. 320 con 9 cartine a col. f.t. Bross. edit. ill.
1 Vol. In-8 p t.edit.,tit.oro al dorso, sovracpt pag. 233 PROG 16533 CATT_ATT 27
br. C'erano una volta le Petromonarchie del Golfo, Stati che galleggiavano sul petrolio e seguivano fedelmente le indicazioni in politica estera degli Stati Uniti. Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Oman: sabbia e oro nero, facoltosi sceicchi e lusso fiabesco; scarsa popolazione, democrazia interna molto limitata, forte immigrazione dall'Africa e dal Sudest asiatico e lavoratori in condizioni di semischiavitù. Questa rappresentazione del Golfo Persico - semmai in passato sia stata veritiera - oggi non è più attendibile. Se è vero che le agiatezze di emiri e sultani non sono terminate, gli europei non possono invece prendersi il lusso di ignorare come i Paesi del Golfo influenzino con sempre più forza la politica mondiale: non solo rendita petrolifera ma anche energie rinnovabili, ricerca scientifica, eventi sportivi, alta moda, passione per il made in Italy, architettura all'avanguardia, turismo ed ecologia. E poi armi, politica estera aggressiva, conquista di interi settori di mercato, lenta e difficile emancipazione delle donne, repressione della dissidenza politica, furti archeologici e - strano a dirsi fino a poco tempo fa - autonomia politica proprio dagli Stati Uniti. Il presente lavoro colma un imbarazzante vuoto nella saggistica italiana, quello sull'irrimediabile centralità dell'Arabia Saudita e degli altri Stati del Golfo nella politica globale. Con stile asciutto e approccio analitico gli autori scavano in profondità e spiegano perché, d'ora in avanti, sarà impossibile ignorare questa parte di mondo.
<p>18 cm, rilegatura coeva in mezza tela, piatti marmorizzati, contiene 20 fascicoli a numerazione continua, per un totale di 320 pagine, dal n. 81 al n. 100 dello stesso anno. Conserva 2 copertine orginali delle brossure editoriali (n. 81 e n. 100). Numerosissime illustrazioni in nero anche a piena pagina. </p>
br. Un ordine mondiale veramente globale, cioè un assetto delle relazioni internazionali riconosciuto e condiviso da tutti gli Stati, non è mai esistito nella storia, perché le diverse civiltà hanno sempre considerato la propria cultura e le proprie leggi le uniche universalmente valide. Così ogni epoca è stata caratterizzata dalla supremazia di una o più potenze egemoni che hanno cercato di imporre, nelle rispettive zone d'influenza, il proprio modello di organizzazione politica e statuale, con esiti più o meno duraturi, ma comunque sempre transitori. Lo dimostra l'attuale sistema unipolare a guida statunitense, affermatosi ormai da un quarto di secolo, che dopo aver tentato di esportare su scala planetaria i principi della democrazia e del libero mercato, sembra avviato verso un inarrestabile declino. Ad affermarlo non è un politologo estremista e antioccidentale, bensì Henry Kissinger, che del potere americano e della "vittoria" sull'Unione Sovietica nella guerra fredda è stato uno dei maggiori artefici, nelle vesti di consigliere per la Sicurezza nazionale e di segretario di Stato. Per giungere a questa conclusione e per scrutare nuovi possibili scenari, Kissinger rivisita momenti cruciali della storia mondiale del secondo dopoguerra, riflette sul futuro dei rapporti tra Stati Uniti e Cina, esamina le conseguenze dei conflitti in Iraq e Afghanistan, analizza i negoziati nucleari con l'Iran, le reazioni dell'Occidente alla Primavera araba e le tensioni con la Russia.
Autori: Cesare Battisti. Curatori: M. Albertazzi.
br. Oliver Stone, il regista premio Oscar che ha raccontato il potere in tutte le sue forme, realizza un'intervista eccezionale a Vladimir Putin per un documentario trasmesso e discusso in tutto il mondo. Questo libro propone i dialoghi attraverso cui si snoda il confronto tra i due, compresi molti materiali esclusi dal film in fase di montaggio. In un affresco che va dal dopoguerra a Trump, dalla crisi dell'URSS fino alle guerre in Ucraina e Siria degli ultimi anni, Stone firma un documento controverso e fuori dagli schemi, indispensabile per comprendere un protagonista assoluto del nostro tempo e scoprire, dalla sua viva voce, come Vladimir Putin guarda a sé, alla Russia e al mondo intero.
br. Secondo studi recenti la Russia ha la quota più alta al mondo di dark money, soldi opachi detenuti all'estero: un trilione di dollari. Si stima che un quarto di questi sia collegato a Vladimir Putin e a suoi stretti associati, e il Cremlino sembra sempre più capace di pilotare operazioni aggressive. L'Italia è uno dei pezzi di questo grande gioco: gli oligarchi russi in Italia investono e comprano grandi proprietà. Agiscono portando avanti attività che sono a volte al confine con lo spionaggio. Il libro ricostruisce la loro rete di rapporti in Italia: troveremo i rapporti dei servizi segreti italiani sugli investimenti fatti per sostenere operazioni di influenza politica, i passaggi in Italia degli avvelenatori di Skripal, la ricostruzione puntuale dei giganteschi flussi di denaro dalla Russia verso il nostro paese. Così come le relazioni e le onorificenze della Repubblica a personaggi sanzionati da Usa e Ue e le timidezze dei due governi Conte. Vicende che sembrano uscite da un romanzo di John le Carré, ma che sono drammaticamente reali e ci riguardano da vicino.
Conflitti bellici attribuiti a tradizionali rivalità religiose, il dramma dei migranti dal Continente Africano, la sostenibilità energetica e la rivoluzione rinnovabile. Non ultima l’indifferenza della nostra pubblica opinione verso la politica estera. Sono queste le principali motivazioni politico-culturali alla base del secondo Volume ERGAM (European Research Group on Automotive Medicine) che il Lettore può utilizzare come chiave di lettura, alla ricerca dei meccanismi che governano il mondo e, in specie, il mercato globalizzato dell’energia. Come nel film Finché c’è guerra c’è speranza, fino all’ultima goccia di petrolio, la conversione alle rinnovabili sarà costellata da insormontabili resistenze. Sicché la politica energetica appare come un Giano bifronte che da un lato invoca la rivoluzione, mentre dall’altro tesse accordi per mantenere lo status quo. Non si stupisca il Lettore se nel Volume focalizziamo, neanche velatamente, la dicotomia tra la speranza di avere un mondo privo di fossili inquinanti e in antitesi l’ipocrita e continua annunciazione di un mondo sostenibile e la presunzione di dare per scontata o prossima la migrazione dal fossile al rinnovabile. Curatori: Aldo Ferrara, Albina Colella, Pino Nicotri. Prefazione: Elly Schlein, Leonardo Servadio, Jacopo Tondelli.
ill., br. Conflitti bellici attribuiti a tradizionali rivalità religiose, il dramma dei migranti dal Continente Africano, la sostenibilità energetica e la rivoluzione rinnovabile. Non ultima l'indifferenza della nostra pubblica opinione verso la politica estera. Sono queste le principali motivazioni politico-culturali alla base del secondo Volume ERGAM (European Research Group on Automotive Medicine) che il Lettore può utilizzare come chiave di lettura, alla ricerca dei meccanismi che governano il mondo e, in specie, il mercato globalizzato dell'energia. Come nel film Finché c'è guerra c'è speranza, fino all'ultima goccia di petrolio, la conversione alle rinnovabili sarà costellata da insormontabili resistenze. Sicché la politica energetica appare come un Giano bifronte che da un lato invoca la rivoluzione, mentre dall'altro tesse accordi per mantenere lo status quo. Non si stupisca il Lettore se nel Volume focalizziamo, neanche velatamente, la dicotomia tra la speranza di avere un mondo privo di fossili inquinanti e in antitesi l'ipocrita e continua annunciazione di un mondo sostenibile e la presunzione di dare per scontata o prossima la migrazione dal fossile al rinnovabile.
Paris, Guillaumin 1848. In-8 broché de XVIII + 748 pages non coupées. Portrait en frontispice, Précédées d'une notice sur la vie et les travaux de l'auteur avec des notes par Ch COMTE, Eug DAIRE et Horace SAY. Couverture légèrement salie, sinon bon état. Peu courant.
In-8° pp. 303-V con una carta ripieg. a col. f.t. Bross. edit. ill.
Mm 140x215 Volume nella sua brossura originale, 298 pagine. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ill., br. Lo status plurisecolare dell'Occidente come centro della ricchezza e del potere globale sta volgendo al termine. Di fronte all'ascesa di nuove potenze come la Cina e l'India nell'ordine gerarchico mondiale, in che modo dovrebbero reagire i Paesi occidentali? Kishore Mahbubani sostiene in maniera appassionata e provocatoria che l'Occidente non può più imporre il proprio potere e i propri ideali al Resto del Mondo; è solo prendendo coscienza del proprio declino che i Paesi occidentali possono prepararsi per un successo strategico a lungo termine. Mahbubani esamina i miti e le auto-illusioni del potere occidentale con l'occhio critico di un osservatore esterno: la sconvolgente freschezza della sua analisi geopolitica offre a tutti gli occidentali e ai pensatori politici materia su cui riflettere. Introduzione di Enrico Letta.
In 8°; pp. 214; brossura editoriale illustrata; cucito.<BR>CONDIZIONI OTTIME, come nuovo.
“To secure peace is to prepare for war” Metallica (Don’t Tread on Me, 1991) Siamo veramente in tempo di pace? O abbiamo soltanto cambiato modo di farci la guerra? Ultimamente si è tornati a parlare di “guerra economica”, percepita ingenuamente come l’ultima evoluzione dei conflitti internazionali. Eppure la guerra economica esiste da sempre: fin da quando l’uomo ha iniziato a possedere la terra ha sempre cercato di espandere i propri spazi e le proprie libertà. L’ampliamento del proprio benessere è il suo fine ultimo, anche a scapito di quello degli altri individui. In verità, la guerra economica coinvolge e determina le organizzazioni umane di tutti i tempi senza soluzione di continuità. Autori: Mirko Mussetti.
(Milano), F. Vallardi, (1964), in-8, tela edit., sovraccoperta (questa con lievi difetti), pp. XIV, 401, (3). Con illustrazioni fuori testo e bibliografia.
N.186 della collana, copertina editoriale flessibile, lucida, illustrata e con lievissimi ed inevitabili segni di usura, pagine in buonissimo stato di conservazione, appena ingialliti i bordi, con IV cartine in nero fuori testo, qualche ombratura e minuta fioritura ai tagli. Numero pagine 234 USATO
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. VOLUME RILEGATO IN PELLE, CONTENENTE I VOLUMI 14 E 15 DELLA RIVISTA (22 FASCICOLI, ANNATE COMPLETE). Informazioni bibliografiche Pubblicazione mensile Redattore Capo: Jean de Madre Vice-redattori: Anne Sington, Richard Sunder Disegantori: A.L. Morange, M. Morand Rivista pubblicata sotto l'egida del Segretario Generale dell'Organizzazione del Trattato Nord-Atlantico Edizione italiana redatta a cura del Comitato Italiano Atlantico: Roma Anno: ANNATE COMPLETE 1966, 1967 (22 FASCICOLI: GENNAIO 1966, FEBBRAIO 1966, MARZO 1966, APRILE 1966, MAGGIO 1966, GIUGNO 1966, LUGLIO/AGOSTO 1966, SETTEMBRE 1966, OTTOBRE 1966, NOVEMBRE 1966, DICEMBRE 1966, GENNAIO 1967, FEBBRAIO 1967, MARZO 1967, APRILE 1967, MAGGIO 1967, GIUGNO 1967, LUGLIO/AGOSTO 1967, SETTEMBRE 1967, OTTOBRE 11967, NOVEMBRE 1967, DICEMBRE 1967). VOLUMI 14-15, ANNI 1966, 1967 Soggetti: Comando atlantico, NATO, Guerra Fredda, Stati Uniti, USA, URSS, Unione sovietica, Storia, Fotografie, Documenti, Reportage, Vietnam, Forza armate, Interventi, Crisi, Difesa, Mercato Comune, Esercito, Equilibri internazionali, Politica estera, Geopolitica, Riviste, Rassegne, Periodici, Anni sessanta, '60, Alleanza, Americani, Piano Marshall, Mediterraneo, Sicurezza aerea, Basi Militari NATO, Napoli, Comandi, Strategie, Strategia politica, Analisi, North Atlantic Treaty Organization, Geopolitica, Comunismo, Armamenti, Nucleare, Difesa, Patto di Varsavia, Relazioni internazionali
Firenze, 1954, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 359/368 con 16 tavole fotografiche. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
br. L'attuale invasione russa dell'Ucraina è davvero il risultato di una decisione irrazionale e imprevedibile di Putin? O è l'effetto di un'eredità autoritaria che non ha mai smesso di influire sulla storia degli Stati post-sovietici? A queste domande oggi inaggirabili Sergej Lebedew cerca di dare una risposta analitica e storicamente consapevole. Contrariamente da quanto ritiene l'Europa, la Russia rivive una «seconda nascita postmoderna della sfera del simbolico» che vede la santificazione del passato militarista e la criminalizzazione del dissenso. Tutto questo è il segno di una nostalgia che, unita allo spettro di un futuro liberale ispirato ai diritti civili, il regime autoritario di Putin si accinge a usare come arma per ricostruire i fasti di un'Unione mai realmente crollata.
Paris, Plon 1922. In-12 broché de 142 pages. Couverture insolée avec léger manque en bord. Collection Les prblèmes d'aujourd'hui. Peu courant.
AA.VV. Nomos and Khaos. Rapporto Nomisma (2009-2010) sulle prospettive economico-strategiche. Roma, A.G.R.A. 2010, Studi and ricerche cm 24 cm. 424 p. (0000000031806)
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Cipro non è un paese. È un farmaco che combatte l'antrace. E la sua vicenda significa il crollo di uno dei capisaldi su cui è stata costruita la globalizzazione. Con Cipro il diritto al brevetto è stato violato, è stato creato il precedente, una grande multinazionale è stata piegata in pochi giorni, il prezzo del farmaco dimezzato. In nome del rischio contaminazione. La lettura del mondo di giornalisti, esperti e volontari prodotta, direttamente o indirettamente, dagli ambienti vicini alla solidarietà è disincantata e lucida, non preconfezionata, molto diversa da quella che quotidianamente ci propongono i mezzi d'informazione tradizionali. Un libro che ci serve per capire la regia degli avvenimenti e per tentare di migliorare il nostro rapporto con il mondo: la grandezza di una civiltà si misura anche dalla capacità di condivisione delle proprie risorse con chi ne ha bisogno. Descrizione bibliografica Titolo: No global: gli inganni della globalizzazione sulla povertà, sull'ambiente e sul debito Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatori: Davide Demichelis, Angelo Ferrari, Raffaele Masto, Luciano Scalettari Prefazione di: Alex Zanotelli, Alessandro Baricco Editore: Zelig, Marzo 2002 Formato: Rilegato (Copertina rigida, hardcover) Edizione: Terza Lunghezza: 447 pagine; 23 cm ISBN: 8887291675, 9788887291674 Collana: Volume 55 di Futura Soggetti: Economia, Politica internazionale, Industria farmaceutica, Geopolitica, Scienze politiche, Studi culturali e sociali, Globalizzazione, Mercato, Debito pubblico e privato, Sfruttamento, Risorse energetiche, Terzo Mondo, Povertà, Ambiente, Clima, Tutela, Teorie economiche, Mondializzazione, Multinazionali, Farmaci, Farmacologia, Brevetti, Monopolio, Malattie, Epidemie, Vaccini, Vaccinazioni, Libri fuori catalogo, Saggi, Bibliografia, Dipendenza, Società, Problemi, Processi sociali, Prezzi, Dinamiche, Stato, Imperialismo, Macroeconomia, Economia monetaria, OGM, ONG, Organismi geneticamente modificati, Organizzazioni non governative, Controllo, Potere, Bayer, Stati Uniti, Bush, Lobby, Antibiotici, Antrace, Terrorismo, Guerra giusta, Sudafrica, Ebola, AIDS, Rischio, Contaminazione, Africa, Interviste, Cuba, Bambini, Fame, Lavoro, Precarizzazione, Sud, Petrolio, Emissioni, Industria, Ozono, Paesi poveri, Cina, Asia, India, Brasile, Amazzonia, Rifiuti tossici, Tecnologia, Cocaina, Narcotraffico, Droga, Riciclo, Inquinamento, Genetica, Prestito, FMI, Banca Mondiale, Guatemala, Seattle, Dalai Lama, Kenya, Congo, Somalia, Governance, Ande, Indigeni, Indios, Venezuela, Perù, Chixoy, Muhammad Yunus, Credito, Chomsky, Naomi Klein, Amartya Kumar Sen, Alberto Negri, Fulvio Scaglione, Francesco Martone, Colette Braeckman, Giorgio Cancelliere, Inganno globale, Angelo Ferrari, Storie vere, Testimonianze, Alberto Chiara, Gianfranco Bettin, Andrea Di Stefano, Walter Veltroni, Emma Cucchi, Zambia, Roche Santerio, Microchip, Monsanto, Alimentazione, Carestie, Cibo, Volontariato, Impegno sociale, Sinistra, 11 Settembre, Solidarietà, Afghanistan, Iraq, Palestina, Attualità, Economy, Foreign Policy, Pharmaceutical industry, Geopolitics, Political Science, Social Sciences, Globalization, market, public debt and private, Exploitation, Energy Resources, Third World Poverty, Environment, Climate, Environment, Economic theories, Globalization, Multinationals, drugs, Pharmacology, Patent, Monopoly, Diseases, Epidemics, Vaccines, Vaccinations, Books out of print, Essays, Literature, Addiction, Partnership, Problems, Social Processes, Prices, dynamics, State, Imperialism, Macroeconomics, Monetary economics, Non-governmental organizations, Control, Power, United States, Antibiotics, Anthrax, Terrorism, Just War, South Africa, Risk, Contamination, Interviews, Children, Hunger, work, casualization, South, Oil, Issues, Industry, Ozone, Poor countries, China, Brazil, The Amazon, Virus, Toxic waste, Technology, Cocaine, Drug trafficking, Drugs, Recycling, Pollution, Genetics, Loan, World Bank, Andes, Indigenous people, Peru, Credit, I global deception, True stories, Testimonies, Nutrition, Famines, Food, Volunteering, Social commitment, Left, 11 September, Solidarity, Palestine, News, Genetically modified organisms,
br. Perché i russi hanno dirottato le elezioni americane e stanno hackerando le istituzioni dei principali paesi occidentali? La responsabilità, secondo Putin, è dei vincitori della Guerra fredda che non hanno voluto ricostruire un sistema condiviso di relazioni internazionali, ma si sono affidati all'unilateralismo e all'espansionismo, umiliando la Russia, una grande potenza nucleare. Giulio Sapelli, in un saggio non convenzionale, mostra che le ragioni del putinismo affondano le radici nella storia della Russia, un continente di enormi dimensioni con una indicibile diversità di culture, lingue, religioni e identità. Un aspetto sottoconsiderato nell'attività diplomatica e politica internazionale. Tre esperti di cyberwar geostrategica affermano che Putin non avrebbe fatto altro che trasferire nel ciberspazio le tattiche e i metodi di azione del kgb con risultati molto più efficaci di quelli ottenuti dalla antica rete di agenti, informatori e quinte colonne dell'URSS. Riuscirà Putin nel suo intento destabilizzante? Riusciranno gli occidentali a capire finalmente la questione russa e la sua eccezionalità? C'è da essere pessimisti. Ormai la storia non insegna più niente. Con un saggio "Le radici di Putin" di Giulio Sapelli.