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1 Vol. In-8 pag. 308 PROG 13684 CATT_ATT 23
1 Vol. In-8 pag. 167 PROG 754 CATT_ATT 25
1 Vol. In-8 pag. 218 PROG 7175 CATT_ATT 25
ril. Bella e ammaliante e allo stesso tempo misteriosa e indecifrabile. Ammirata e invidiata, ma anche derisa e duramente criticata. Che tipo di donna e first lady è Melania Trump? Molti osservatori e commentatori si chiedono: è felice? Perché non sorride quasi mai? Cosa si cela dietro quella sua algida freddezza? Secondo Kate Bennett, volto della CNN e giornalista con accesso a lei e alla sua famiglia, Melania è un grande enigma. Il libro racconta il dietro le quinte della first lady più insolita della storia degli Stati Uniti e ripercorre le tappe fondamentali della sua vita e della sua relazione con Donald Trump. Dall'infanzia comunista in Slovenia, al mestiere di modella, prima a Milano e Parigi poi a New York, fino all'incontro galeotto con l'attuale presidente americano. E poi gli anni alla Casa Bianca e i suoi rapporti con Ivanka, figlia prediletta di Trump, e con lo staff presidenziale. Per scoprire che forse la first lady non è così ininfluente, come molti credono, sulle scelte del celebre marito. Un racconto popolare che mescola scandali e retroscena, ambizioni e fragilità del personaggio («Non compatitemi. Posso affrontare qualsiasi cosa»), scelte di vestiario oramai iconiche e discorsi divenuti celebri (nel bene e nel male). Prefazione di Marianna Aprile.
ill., br. Il progetto Clean Everest nasce nel 2016 per iniziativa di Marion Chaygneaud-Dupuy ed è stato creato, afferma l'autrice, "con i tibetani per i tibetani". Lavorando insieme a un team locale di cinquanta guide, in tre anni è stato possibile rimuovere oltre otto tonnellate di rifiuti dalla montagna più alta della Terra. I campi in quota sono stati ripuliti dall'immondizia accumulata da decenni di spedizioni alpinistiche e dal campo base i sacchi di rifiuti sono stati trasportati a valle a dorso di yak. La logistica del progetto si è perfezionata grazie al supporto delle autorità locali che ben presto sono subentrate nella gestione, attivandosi anche per il recupero dei rifiuti riciclabili. Un altro passo importante nella tutela dell'ecosistema montano è stato la redazione della "Carta ambientale per gli himalaisti" che detta le regole e educa tutti gli attori dell'industria della montagna in Tibet. Il progetto Clean Everest è presto diventato un modello per altre vette, nonché patrimonio collettivo della popolazione locale, la cui cultura porta con sé una spiccata coscienza ecologica.
brossura Tentativo di una soluzione moderna del problema ebraico. Questa edizione è una copia anastatica della prima edizione Carabba del 1918. Alla traduzione e introduzione del testo originale di G. Servadio è stato aggiunto un breve saggio di Michael Segre che storicizza il testo.
1 Vol. In-8 t. editoriale pag. 382 PROG 27683 CATT_ATT 39
ill., br. Catalogo dell'omonima mostra allestita dal 5 novembre al 31 dicembre 2014 nelle sale monumentali della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il volume è dedicato alla figura di Giorgio La Pira e al suo messaggio europeo come fondamento delle istituzioni comunitarie, nel contesto attuale di globalizzazione dei processi economici, sociali e culturali. I testi e le immagini ripercorrono la vita dello statista e i momenti cruciali della sua missione, orientata alla pace e al dialogo tra i popoli, che egli portò avanti instancabilmente incontrando i grandi della terra. I manoscritti antichi, assieme alle foto e agli articoli di giornale, testimoniano inoltre le basi del suo pensiero e le fonti di ispirazione del suo agire politico. "La Pira", scrive Maria Letizia Sebastiani, "fu grande sostenitore della pace e dell'unità dei popoli a tutti i livelli, e, in particolare, fu ispiratore dell'idea che il Mediterraneo non dovesse essere un mare che divide i popoli ma il 'lago del dialogo' tra le tre grandi religioni monoteistiche, allo scopo di far dialogare tra loro cristiani, ebrei e musulmani, cioè i popoli, le nazioni e le città che nei vari millenni hanno sviluppato la loro storia
br. Il 30 gennaio 1933, mentre Hitler veniva nominato cancelliere, alcuni "nazionalisti socialrivoluzionari" distribuivano nelle strade di Berlino un libretto intitolato "Il manifesto nazionalbolscevico". Sulla copertina, sotto il titolo in caratteri gotici, c'era uno strano simbolo composto da una falce e un martello che incrociavano una spada. Quel simbolo rappresenta il cuore del progetto politico del nazionalbolscevismo, un movimento che si sviluppò durante la Repubblica di Weimar e giunse a contare qualche migliaio di militanti e un pugno di giornali, circoli e case editrici. Il suo obiettivo era la rigenerazione politica, economica e spirituale della Germania, che avrebbe dovuto recuperare la sovranità persa con il trattato di Versailles attraverso l'alleanza con la Russia bolscevica e con il Partito comunista tedesco. Questo libro prende in esame le sue vicende politiche e ideologiche, rimaste finora tra le pieghe della storia. Prefazione di Marco Cuzzi.
ill., br. Mai come oggi avvertiamo la necessità di creare un habitat sostenibile e nuove forme di relazioni fra uomo e natura. Perché questa urgenza diventi realtà, è necessaria una educazione al pensiero ecologico che tocchi anche, e soprattutto, bambini e ragazzi. Ciò che serve è un nuovo paradigma educativo che coinvolga scuole e famiglie, basato sulla combinazione fra principi etici e sviluppo cognitivo. Il saggio di Rosa Tiziana Bruno, sociologa e autrice per ragazzi, propone il percorso sperimentato nella scuola dell'infanzia per sviluppare la cosiddetta ecosaggezza, ovvero l'intima consapevolezza della connessione che ci lega a tutti i viventi. Il terzo volume della collana "I topi saggi" è rivolto a insegnanti, educatori ma anche genitori, studenti, librai, bibliotecari, psicologi e terapeuti.
br. L'evento della crisi ecologica che sta mettendo seriamente a rischio la vita sull'intero pianeta, ha fornito lo spunto per una riflessione filosofica attorno alla frattura fra l'"umano" e l'"animale" che circoscrive il campo della biopolitica contemporanea, laddove essa si converte in biocidio generalizzato. Che relazione c'è fra il potere e la vita (umana e non-umana) nella modernità? Murray Bookchin, una delle voci più note della controcultura americana odierna, ha dedicato la sua intera opera all'esplorazione di questi ambiti, in un percorso che inteseca il pensiero di Adorno e quello di Foucault. Questo saggio si propone di ripercorrere in una lettura critica, i testi di Bookchin e di fornire un'archeologia dei concetti fondamentali dell'ecologia che sia utile al dibattito animalista, ambientalista o ecologista, che quotidianamente ne fa la propria attrezzatura pratica.
ill., br. Il presente volume ricostruisce, per la prima volta, l'attività di spettacolo svolta da Guglielmo Giannini (1891-1960), figura poliedrica di giornalista, commediografo, cineasta e uomo politico italiano. A partire da una mole di documenti inediti conservati presso la famiglia, che hanno dato luogo a un archivio digitale («Guglielmo Giannini: A digital archive of theatre, film, entertainment and political activism»), gli interventi mettono a fuoco sia la figura del politico, la cui azione si colloca all'origine dei movimenti 'qualunquisti', sia, soprattutto, quella dell'uomo di spettacolo. I contributi fanno luce non solo sulla produzione nell'ambito del teatro "giallo", ma anche sulla sua "officina" drammaturgica, tanto nel periodo tra le due guerre quanto in quello successivo, nonché sull'attività critica. Parallelamente, viene ricostruita la sua attività nell'ambito cinematografico come riduttore e adattatore di pellicole americane, ma anche sceneggiatore e regista di film, nel quadro della crescita del cinema nazionale durante il periodo fascista. Tanto come cineasta che come critico, egli esprime l'idea di un cinema medio per un pubblico ampio e popolare. La conoscenza dei meccanismi dello spettacolo e l'indubbia capacità di raggiungere il pubblico rappresentano una palestra per la successiva attività politica di Giannini e, forse, ne spiegano il successo.
br. Il volume pubblica gli atti di AmbientaMente, il meeting internazionale di Isernia che, negli anni 2016 e 2017, ha messo a tema le correlazioni tra tecnica e possibili sofferenze dell'ambiente. Con un approccio olistico, tutte le molteplici discipline coinvolte nell'ottica bioetica (dalla filosofia e teologia al diritto, dalla biologia all'ingegneria, dall'ecologia alla zoologia, alla botanica...) esaminano scientificamente le realtà che definiamo biosistemi, cioè sub-sistemi d'interconnessione tra vivente e non vivente, ciascuno interagente nel complesso cosmico. Il meeting è promosso da FNOMCeO, UEMS, Istituto Italiano di Bioetica-Campania, Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica (C.I.R.B.), a cui aderiscono tutte le università campane. Il C.I.R.B. è un organismo di ricerca nel quale è possibile delineare le trame di una serena e ponderata riflessione comune su tematiche che coinvolgono l'identità stessa della persona umana e il destino delle generazioni future.
br. Davvero pochi pensatori politici spagnoli sono stati ammirati e detestati in tutta Europa e America come Juan Donoso Cortés. Riscoprire il principio religioso, denunciare la strada senza uscita del progressismo, proclamare che dietro ogni grande questione politica vi è una grande questione teologica, professare che una società che rinuncia alla propria religione presto o tardi perde la propria cultura, enunciare che la storia non ha altro senso se non quello della salvezza, affermare che all'origine dei disordini vi è la dimenticanza del cattolicesimo: da ciò scaturiscono le ragioni profonde, sebbene non confessate, della sua ammirazione o esecrazione. Il nostro mondo postmoderno sembra accettare il declino ineluttabile delle profezie secolarizzate che fino a ieri annunciavano il raggiante futuro dell'uomo moderno. Giudicata arcaica, la critica donosiana dell'individualismo, del collettivismo, dell'economicismo, del materialismo e della grande mescolanza mondialista, oggi è più attuale che mai.
BUONO Con 8 pagine di illustrazioni fuori testo.Interno ottimo sovracopertina usurata
Mm 170x240 "Collana Politeia" - Volume nella sua brossura originale, 428 pagine con un indice dei nomi in chiusura. Copia in ottime condizioni (mai letta), spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura Quale potrebbe essere l'esito del tormentato processo di transizione che stiamo vivendo? Quale blocco sociale si dovrebbe o potrebbe costruire per marciare verso una civiltà postcapitalista? Quali forme dovrebbe o potrebbe assumere il socialismo del XXI secolo? Dopo il tramonto dell'egemonia americana ci aspettano la rivoluzione o il caos sistemico? Quali idee per una nuova alleanza tra ambientalismo e socialismo? Perché rivendicare la sovranità nazionale non implica regredire ai nazionalismi del secolo scorso? A questi e altri interrogativi cercano di rispondere i dieci autori - Pierluigi Fagan, Carlo Formenti, Carlo Galli, Manolo Monereo, Piero Pagliani, Onofrio Romano, Raffaele Sciortino, Alessandro Somma, Alessandro Visalli e Andrea Zhok - che hanno collaborato alla stesura di questo volume sugli scenari ipotetici di un futuro che potrebbe ridisegnare la geopolitica mondiale e rivoluzionare i rapporti di forza tra classi sociali, popoli e nazioni.
br. A partire da una lunga ricerca di campo nel fertile e dinamico contesto della Provincia Nord in Nuova Caledonia, la monografia invita a cogliere le relazioni, le connessioni, i significati e le emozioni integrate nel nichel, risorsa non meramente economica ma intimamente legata alla storia politica, sociale ed economica di questo arcipelago oceaniano. L'esperienza socio-economica kanak, non si presenta come un'alternativa al capitalismo ma anzi, si pone in una relazione dialettica con esso, negoziando le proprie specificità e ripensandolo a partire dall'intima relazione essere umano-ambiente. Prefazione di Adriano Favole.
br. Il riscaldamento globale è la sfida più formidabile della nostra epoca. Non si tratta di salvare il pianeta, che sopravviverà qualunque cosa facciamo. Il punto è preservare un livello di vita accettabile per gli esseri umani sulla Terra, e se possibile migliorarlo. Ne va della nostra civiltà. Perché, allora, la maggior parte delle persone agisce come se si potesse ignorare una minaccia di questa gravità? I pericoli che il cambiamento climatico porta con sé appaiono astratti, sfuggenti, estranei alla vita quotidiana, e tendono a passare in secondo piano rispetto a problemi più immediati. Ma se per attivarci concretamente attendiamo di essere scossi da catastrofi e tragedie macroscopiche, a quel punto la situazione sarà già irreversibile. "La politica del cambiamento climatico" fornisce gli strumenti analitici per superare questo drammatico paradosso. Anthony Giddens passa in rassegna le alternative, gli interessi e le opportunità in gioco, smascherando i contraddittori luoghi comuni che imperversano nel dibattito pubblico sui temi ambientali, dallo sviluppo sostenibile al principio di precauzione, dal capitalismo verde alla decrescita. Non basta immaginare un mondo diverso, o indicare soluzioni tecniche e buone pratiche: le ricette devono essere effettivamente applicabili, democratiche e generalizzate. Per questo i nodi da sciogliere sono soprattutto di natura politica. Sensibilizzare le persone senza eccedere in allarmismi...
br. "Prima dell'Olocausto, il sionismo non raccoglieva il consenso di tutti gli ebrei, ma persino dopo il genocidio di molti milioni di noi, godette solo di un sostegno ambiguo. Benché a gran parte della nostra gente sia stato insegnato che i sopravvissuti dell'Olocausto, raccolti nei campi profughi, non desideravano altro che rifarsi una vita in Eretz Israel, ora, al contrario, emerge che molti di quei superstiti, pur essendo favorevoli alla creazione di uno Stato ebraico, alla fine scelsero di non andarci. Gli attivisti sionisti ritenevano di conoscere quale fosse l'interesse dei sopravvissuti meglio di loro, li manipolarono e in alcuni casi li costrinsero a emigrare in Palestina e prestare servizio nell'esercito." (Rabbi Michael Lerner)
ill., br. La terra è un organismo vivo, dispensatore generoso di cibo, non un supporto inerte su cui affaticarsi a ricavare una produzione: è questo il messaggio di Emilia Hazelip, ideatrice dell'agricoltura sinergica. Questo libro, nato dalla passione e dalla dedizione dei membri della Libera scuola di agricoltura sinergica, raccoglie gli scritti e l'esperienza di questa donna straordinaria, rendendoli finalmente disponibili per il grande pubblico. Mantenendo l'approccio pratico di un prontuario di orticoltura, vengono esposti i principi cardine dell'agricoltura sinergica: dalla rinuncia alla lavorazione del suolo all'uso sistematico della pacciamatura e delle aiuole rialzate, suggerendo in modo dettagliato come ottenere produzioni abbondanti e di qualità con il minimo intervento e nel massimo rispetto dell'ambiente naturale. Oltre alla descrizione pratica dei criteri e delle tecniche dell'agricoltura sinergica, vengono illustrati approfonditamente i concetti filosofici e scientifici che ne hanno ispirato l'elaborazione. Emilia Hazelip invita il lettore ad avvicinarsi al lavoro nell'orto come alla cura di un sistema vivente in continua evoluzione, trasmettendo la meraviglia per l'incredibile complessità di relazioni che sono alla base della vita vegetale. Nella parte finale del volume sono raccolte le testimonianze di chi ha messo in pratica questi insegnamenti coltivando con successo un orto sinergico nella propria terra o comunità e negli ambiti sociali e professionali più disparati.
br. Terrorismo, fondamentalismo, antiamericanismo, odio contro l'Occidente, complicità con l'Islam e gli antisemiti: sono le accuse che l'impero americano brandisce come armi affilate. In un clima mondiale di mobilitazione totale contro i barbari alle porte, e anzi già insediati nella cittadella occidentale, chiunque non sia con l'America è automaticamente nemico della pace e della civiltà.
ill., br. In un decennio, quello degli anni ottanta, così complesso e incerto per lo Stato italiano, Giovanni Goria emerge dalla compagine democristiana come esponente equilibrato e lucido, dalle posizioni decise e lungimiranti. Presidente del consiglio dei ministri, più volte ministro egli stesso, Goria è personaggio centrale in un discorso che coinvolge politica ed economia, partiti e governo. Con il suo operato affronta e disamina questioni tuttora di enorme attualità, quali la riduzione del debito, il taglio alla spesa, le privatizzazioni. In un momento di crisi e di passaggio, il politico astigiano coglie i punti di snodo e le evoluzioni della società, i suoi mutamenti, le sue incertezze. Non solo: dalla fine degli anni ottanta Giovanni Goria comincia a proiettarsi in Europa, proponendo un'idea di politica moderna e non più rinserrata in se stessa, bensì in costante dialogo. Il presente volume vuole essere l'analisi di un'opportunità di riforma del sistema politico, riforma proposta con acume da Goria negli anni della sua attività. Francesco Marchiano e Paolo Giaccone s'interrogano sul lascito e sul ruolo di questa importante figura della fine della prima Repubblica, ricostruendone la vita e le oculate iniziative. Prefazione di Marco Damilano.