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Mm 140x210 Volume nella sua brossura originale, 275 pagine con illustrazioni in nero nel testo. Opera in buone condizioni. Testo in portoghese. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura Dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo alle battaglie per l'allargamento del suffragio a fine Ottocento, alla creazione del welfare state, Hirschman rilegge due secoli di storia alla ricerca dei meccanismi retorici in atto nello scontro fra spinte riformatrici e controspinte reazionarie. Individua così tre tipi di argomentazioni usate dal pensiero conservatore: le tesi della perversità (il cambiamento genererebbe effetti perversi), della futilità (non avrebbe alcun effetto) e della messa a repentaglio (provocherebbe danni). Ma anche la retorica progressista non è immune da analoghi vizi retorici. Come sottrarsi a questa retorica dell'intransigenza che non consente il dialogo?
br. Nell'imminenza del decennale della scomparsa di Giano Accame, Carlo Gambescia dedica un libro allo scrittore, giornalista, intellettuale più importante della rive droite italiana. La retorica della transigenza, cui si accenna nel titolo, riflette una forma argomentativa aperta, imperniata sulla tolleranza, che si oppone alla retorica della intransigenza, forma chiusa, innervata dalla rigidezza ideologica. Di regola, gli intellettuali di destra sono considerati dogmatici. La ricostruzione di Carlo Gambescia, quanto meno a proposito di Giano Accame, sembra provare il contrario.
235 pages. Index. Footnotes. "Makes the translator's activity more visible by using recent critical theory in its many aspects. Examines the selection of the foreign text and the implementation of translation strategies; the reception of the translated text, and the theories of translation offered by philosophers, critics and translators themselves." - from iii. Usual library markings. Average wear. Binding intact. A sound working copy of this important reference. Book
Anonimo Responsabilità di Graziani nel ripiegamento libico del dicembre 1940. , Quaderni liberi 1944, Buono stato. Brossura editoriale ombrata e leggermente macchiata. Pagine brunite. Quaderno terzo: Roma 20 gennaio 1944. Storia. Fascismo. Fascismo Nazismo Anonimo Responsabilità di Graziani nel ripiegamento libico del dicembre 1940 Quaderni liberi 1944 Fascismo Nazismo Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
br. Henry David Thoreau non fu mai l'eremita dei boschi che viene dipinto in certi ritratti frettolosi. Nel grande filosofo americano, la difesa della natura è strettamente connessa alla riflessione politica. Si potrebbe dire infatti che la sua intera produzione abbia un carattere essenzialmente politico, essendo votata allo studio dei mezzi concessi all'uomo per migliorare la civiltà, non solo per sopravvivere al suo interno. In questa serie di saggi - che completano e approfondiscono la teoria espressa in "Disobbedienza civile" - Thoreau denuncia i rischi di un riformismo blando e poco coraggioso, incapace di vincere le tendenze conservatrici e di determinare un vero cambiamento. La politica morbida non è politica, e in "Resistere" Thoreau lo sostiene con forza, esaltando il valore di un impegno radicale per la difesa dell'individuo e dei suoi diritti, un impegno da mantenere, se necessario, fino all'estremo sacrificio.
Ein gutes Exemplar. - Englisch. - Konrad Talmont-Kaminski (born 1 January 1971 in Chojnice, Poland) is an analytic philosopher and cognitive scientist, dealing with epistemology, philosophy of science, philosophy of mind and the theory of rationality. His work is also influenced by psychology, biology, history, anthropology and other disciplines. ... (wiki, engl.). - "A philosophical naturalist's delight, this book - crisply written and carefully argued - weaves together insights about evolution, mind, and society to explain how religions work and how secularisation threatens them." - ROBERT N. Mccauley, Emory University / Religion as Magical Ideology examines the relationship between rationality and supernatural beliefs arguing that such beliefs are products of evolution, cognition and culture. The book does not offer a false rapprochement between reason and religion; instead, it explores their interrelationship as a series of complex adaptations between cognitive and cultural processes. Exploring the nature of the tension between religious traditions and reason, Religion as Magical Ideology develops a dual inheritance theory of religion and analyses the connection between the function of a belief and the degree of protection it gets from potential counter-evidence. With discussion ranging from individual cognitive mechanisms, general functional considerations, to the limits of evolutionary and cognitive processes, the book offers readers a systematic account of how cognition shapes religious beliefs and practices. … (Verlagstext) // INHALT : Acknowledgements ------ Introduction ------ Superstitious reeds ------ The superempirical ------ Magic as cognitive by-product ------ Religion as magical ideology ------ Religion as ancestral trait ------ Bibliography ------ Index.
AA. VV. Relazione del Comitato Provvisorio. Associazione italiana degli insegnanti. - Sezione Media (A.I.D.I.).. , Anonimo 1944, Copertina: cartacea, con gore, con segni d'umidità, ingiallita. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> <br>
Mm 155x210 Brossura originale con copertina figurata, 79 pagine con illustrazioni e disegni nel testo. " Uscito nel Marzo del 1973, questo numero di Recherches, una rivista che aveva pubblicato una serie di numeri monografici, di quaderni dedicati soprattutto all'analisi della devianza e alla ricerca di forme di prassi istituzionale alternativa, aveva potuto giovarsi della collaborazione dei più disparati esponenti dell'intelligentsia francese ( da Gilles Deleuze a Daniel Guérin, da Felix Guattari a Jean Genet, da Jean-Jacques Lebel a Michel Foucault, oltre all'immancabile Jean-Paul Sartre ), di numerosi militanti del Fhar ( Gilles Chatelet, Laurent Dispot, Guy Hocquenghem e tanti altri ) e di tutte quelle persone che ruotavano attorno ai progetti di aggregazione promossi da Deleuze e Guattari ( L'Anti-Edipo era uscito nel 1972), centri di ricerca, l'ospedale di Laborde ecc. ed infine della partecipazione straordinaria di Marie-France, all'epoca il più famoso travestito di Francia.............". Rivista monografica assai scabrosa, qui tradotta in italiano, fu immediatamente sequestrata nella sua edizione originale francese il giorno stesso della sua pubblicazione. Libro in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 135x215 Brossura editoriale di 123 pagine, copertina figurata in nero, ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1 Vol. In-16 pag. 182 PROG 14246 CATT_ATT 44
Mm 190x205 Quaderni razionalisti n.1, dicembre gennaio 1981/1982. Brossura editoriale di pp. 146. Opera in buonissime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE
br. Con le sue battaglie Marco Pannella ha caratterizzato sia la Prima che la Seconda Repubblica italiana. Battaglie che hanno visto al centro le libertà e la nonviolenza: diritti civili, rappresentanza politica, legalizzazione delle droghe, divorzio, aborto, eutanasia, abolizione del finanziamento pubblico ai partiti politici, disobbedienza civile. Ha anticipato e rivoluzionato modi, contenuti e metodi con i quali la politica può comunicare con i cittadini. La filosofia è un utile mezzo per pensare il presente e con gli strumenti che questa possiede il volume offre alcuni ragionamenti sull'eredità che Pannella, e con lui il Partito Radicale, lascia agli albori della Terza Repubblica. Quante di quelle battaglie sono ancora incompiute? Quanto la società del nostro paese è debitrice nei suoi confronti? È evidente che senza Pannella la storia politica d'Italia sarebbe stata molto diversa, visto che ha cambiato il verso del sentire comune di una parte consistente della società italiana. Con lui si sono dischiusi nuovi mondi possibili.
M. Bonicoli, dir. Raccolta Voci storiche. Anno II - Supplemento al n. 11. 20 Giug. 1960. Vol. I. , Rotocolor Roma 1960, Discreto stato. Discorsi dal 1935 al 1938. Brossura editoriale. Copertina cartacea ombrata e macchiata, molto usurata, con piatto superiore quasi staccato dalla brossura. Pagine sporche con macchie sparse. Mancanza di un disco dei cinque contenuti all'interno, con portadischi molto usurati. FASCISMO (cod. mag: MA - 2086) Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> <br>
br. Vera Aleksandrova, titolare per circa 40 anni della rubrica di critica letteraria del giornale menscevico dell'emigrazione "Socialisti?eskij Vestnik" e autrice di studi pionieristici sul rapporto tra letteratura, società e vita sovietiche, ha rievocato in queste memorie gli anni della sua formazione politica, gli incontri con i militanti delle organizzazioni operaie che lottavano per affermare la propria indipendenza, le scelte compiute da una giovane intellettuale nella Mosca dei primi anni post-rivoluzionari. Il testo di Aleksandrova è introdotto da un saggio di Agnese Accattoli, "Una fanciulla nella rivoluzione: l'apprendistato menscevico di Vera Aleksandrova", sul contesto storico e sul punto di vista delle donne che si trovarono a decidere della propria vita in quell'epoca. Chiude il volume una nota bio-bibliografica sull'autrice.
br. Un libro inconsueto, non un diario o un'autobiografia, anche se qui dentro c'è tutta una vita in cui molti potranno riconoscersi. Piuttosto un viaggio a ritroso, dietro ai fallimenti e alle delusioni della grande utopia comunista. Ma anche dietro a quel patrimonio di idee e di sentimenti di quanti - e Tito Barbini tra loro - si sono spesi generosamente per un'idea che prometteva giustizia, eguaglianza, libertà. Come in un romanzo, in queste pagine si intrecciano la Storia maggiore e quella minore. I grandi personaggi come Mitterrand, Berlinguer, Gorbaciov e le persone che solo gli affetti custodiscono nel ricordo, come il padre, operaio comunista. I ricordi personali - dall'infanzia a Cortona al Sessantotto, dall'impegno nel Partito ad Arezzo al Comitato Centrale del PCI - e i grandi scenari nazionali o i misteri di Italia, a partire dalla Loggia P2 di Gelli." Una miniera di vicende e di ritratti in punta di penna. Cinquant'anni di vita politica e istituzionale nel filo di un racconto che mette testa e cuore. Il viaggio più difficile e più emozionante di un uomo che non ha smesso di gonfiare le vele verso nuovi orizzonti.
Paris, Flammarion Champs 1979. In-12 broché de 268 pages. Très bon état
Desclée 1967, In-8 broché de 295 pages. Trés bon état.
Seuil 1968. In-8 broché de 88 pages. Collection Jean Moulin. Très bon état
ill., br. Al civico 14 di via della Chiosa Nuova, a due passi da piazza Navona e da Montecitorio, c'è un elefante palazzo con le persiane in legno laccato e un portoncino a volta. In apparenza, uno dei tanti edifici del centro storico di Roma; in realtà, luogo di ritrovo di uno dei più straordinari cenacoli del dopoguerra: la Comunità del porcellino. Tra fine anni quaranta e inizi anni cinquanta, il periodo delle grandi speranze della neonata Repubblica italiana, alcuni fra i massimi rappresentanti del cattolicesimo politico italiano trovarono in quel palazzo la calorosa accoglienza delle sorelle Portoghesi. Nella Comunità del porcellino transitarono molti protagonisti dell'irripetibile stagione dell'Assemblea costituente: da Giuseppe Dossetti a Giorgio La Pira, da Laura Bianchini ad Amintore Fanfani, che nella casa di via della Chiesa Nuova viveva con moglie e figli. Nella Comunità del porcellino si poteva passare per mangiare un piatto di pasta e fagioli, essere ospitati a lungo, discutere, programmare, dissentire, proporre. E fare la Costituzione. Il libro è il ricordo appassionato - e privato - di quella singolare comunità, il ritratto degli uomini che ne fecero parte e il resoconto di una delle esperienze più influenti e meno conosciute della nostra storia politica. Attraverso ricordi, testimonianze, lettere e foto d'epoca, Telemaco Portoghesi Tuzi, nipote delle sorelle Pia e Laura Portoghesi, rievoca insieme alla figlia Grazia quegli anni straordinari.
COME NUOVO solo copertina usurata dal tempo. Con un inserto fotografico fuori testo. 1944-1969 Uomini e storie del comunismo italiano.
Mm 170x240 Collana "Storia e Politica" - Volume nella sua brossura originale, 194 pagine. Copia come nuova, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Diceva MacMillan che la morale si chiede all'arcivescovo e non al politico. Ma nell'esasperazione di questo pragmatismo risiedono i germi dell'eversione armata, della crescita del divario fra paese legale e paese reale, della perdita di credibilità delle istituzioni. Effetti che ci autorizzano a ripetere che la sfera della politica indipendente è diversa da quella della morale; ha con questa un moto parallelo che, come ha detto André Malraux, non si fa politica con la morale, ma non si fa meglio senza. La totale indifferenza verso l'etica è incompatibile con l’impegno politico, non meno dell'incapacità. Una democrazia è libera quando è possibile anche la collaborazione fra forze nettamente diverse tra loro. È una lezione antica che parte da Machiavelli fino a Weber. Croce l'ha resa accessibile a tutti nelle pagine sull'onestà politica. È anche una sconfitta del fanatismo, perché non c’è niente di più pericoloso di colui che crede di possedere la virtù e la verità. Ogni sistema politico è perfettibile grazie a nuove capacità progettuali. Ma è nella dinamica del cambiamento che si aprono le vie che segnano l'avanzamento della società. Del resto, il dinamismo è prerogativa di democrazia, mentre la staticità è sinonimo di dispotismo. Una maggioranza inamovibile, che non corre il pericolo di divenire minoranza neppure con la riduzione dei consensi, anche se perde parte della sua identità, tende inevitabilmente al mantenimento dello status quo. È un testo che considera la politica non solo come corretta gestione della cosa pubblica ma come difesa di ciò che si ritiene giusto e come volontaria partecipazione al continuo processo di trasformazione della società. In definitiva un problema che tocca tutti e non solo chi è investito da un mandato di rappresentanza ai quali tocca semmai la colpa di avere svilito la dialettica politica in un semplice strumento per la contesa del potere e di aver allontanato quindi i cittadini dall'esercizio del confronto. Roberto Cortese, Avvocato penalista, Giornalista pubblicista. Collabora con il quotidiano «Il Sole 24 Ore»; ha pubblicato: ’Il Nuovo Codice di Procedura Penale’ edito dal «Il Sole 24 Ore Libri» (1° ed. marzo 1989; 2° ed. Ottobre 1989) Descrizione bibliografica Titolo: Quale liberalismo Autore: Roberto Cortese Editore: Napoli: Alfredo Guida Editori, 1990 Lunghezza: 120 pagine; 23 cm ISBN: 8871880978, 9788871880976 Collana: Focus Soggetti: Politica, Saggi, Ideologie politiche, Attualità, Correnti, Partiti, Scienze sociali, Giornalismo, Storia, Sociologia Parole e frasi comuni Achille Occhetto Alberoni Aldo Bozzi amnistia base cambiato capacità capitalismo capitalistica cittadini classe coalizioni comunista italiano condono fiscale confronto consentito contestabile contribuente controllo Costituente costituzionale costituzione crisi Dahrendorf decisioni democrazia democrazia rappresentativa deputato diritto economica Einaudi elettorale elettori finanza forze politiche funzione garantire Gattopardi Giacomo Mancini Giovanni Sartori governo intervento istituzioni alternativa Laterza lavoro legge legislativa Lenin liberale libertà maggiore mercato metodo muro di Berlino norme Parlamento partecipazione Patto di Varsavia penale pluralismo poli potere Presidente principio problemi processo produttivo proposta pubblico questione rapporto rappresentanza referendum regime regola Repubblica responsabilità riforme risorse risultati rivolta ruolo scelta servizio significa sinistra sistema politico sociale società stabilità sviluppo Unione Sovietica URSS valenza positiva valori voto
br. Come combattere il fascismo? Come ripensare la politica nel vortice della crisi che sconvolse la società italiana ed europea degli anni trenta? Come progettare un nuovo ordine post-fascista, a partire dalla cesura della Grande guerra e delle sue tragiche conseguenze? A queste e altre domande Giustizia e Libertà offrì risposte tanto originali quanto radicali nel panorama dell'antifascismo internazionale, intrecciando in forme innovative le tradizioni socialiste e liberali. Il gruppo, fondato da Carlo Rosselli in esilio a Parigi nel 1929 e scioltosi nel 1940, rivendicò diverse concezioni della nazione e dell'Europa e maturò una riflessione lucida sulle tirannie, senza rinunciare a molteplici (e talvolta contraddittorie) prospettive rivoluzionarie. Il volume propone la prima lettura complessiva della vicenda di Giustizia e Libertà e delle sue reti transnazionali nell'emigrazione e nella cospirazione. I percorsi e i dibattiti dei giellisti sono inquadrati nella storia politica e intellettuale del Novecento italiano ed europeo, seguendone le sotterranee e controverse eredità fino a oggi.