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Ellipse, Polis, 1999, 144 pp., broché, légères traces d'usage, bon état.
A vent'anni di distanza dalla fine del blocco sovietico, la polvere alzatasi col crollo del Muro non si è depositata a punto tale da consentire di leggere con compiuta serenità quegli avvenimenti. La memoria di quell'evento non può essere disgiunta dal tentativo di analizzare l'eredità ancora presente di quei regimi e l'esito prodotto dalla sfida vincente di quelle forze sociali che hanno portato al tracollo del totalitarismo sovietico. Riflettere oggi su quegli eventi non rappresenta allora un mero gesto commemorativo o uno sforzo volto a chiarire i dettagli di un particolare momento storico. È qualcosa di più. È riflettere sulla società contemporanea. Su una società definita a partire da tanti "post" (materialista, industriale, moderna, comunista) forse proprio in virtù dell'assenza di adeguate chiavi interpretative capaci di contrassegnarla in positivo. Se la storia sempre meno viene proposta come 'magistra vitae', quei "post" la ripongono al centro della riflessione non solo per far memoria, ma per interpretare l'eredità così rilevante di oltre un quarantennio di mondo diviso in due. Gli interventi raccolti in questo volume partono dalla memoria del passato interpretando i processi che hanno condotto all'instaurarsi dei regimi totalitari ed al loro crollo interrogandosi, poi, sul presente di una difficile transizione che interessa sia l'oriente che l'occidente europeo. Curatori: V. Bova.
br. Lo sterminio fisico del nemico è sempre stato uno dei mezzi della politica: eppure nell'ultimo secolo ha assunto un carattere particolare. Questo perché sono cresciute le vittime? In assoluto può darsi, statisticamente no. In ogni caso non è il numero che fa la differenza. Ciò che colpisce sono le motivazioni, i modi, i risultati. Nazismo e comunismo si propongono come un messaggio di salvezza: per la razza germanica il primo, per l'umanità il secondo. Contro il nemico il nazismo ha avuto poco tempo e ha concentrato i suoi sforzi sugli ebrei e pochi altri. Il comunismo ha finito presto col ritorcersi contro se stesso; poi è divenuto un puro mezzo di conservazione del potere per i privilegiati. Ma come mai, nonostante sia scomparso completamente da più di mezzo secolo, il nazismo è l'oggetto di una esecrazione che non accenna a diminuire, mentre il comunismo, che pure è caduto di recente, fruisce di un'amnesia e di un'amnistia che raccolgono un consenso quasi unanime? E poi: in che misura la Shoah, nell'immensa carneficina del '900, deve essere classificata come una cosa a parte? Si può annoverarla come una tomba fra le altre tombe nel cimitero comune? E se non è possibile farlo, per quale motivo? Proprio a questi interrogativi cerca di rispondere questo penetrante saggio di Alain Besançon.
Dopo l'espulsione di Dio dal mondo. La novità del totalitarismo, che secondo la Arendt "non ha precedenti", rimanda in prima istanza alla novità della crisi di senso diffusa nella società di massa del Novecento; è una novità, che pretende di essere un convincente superamento di quella crisi di senso, restituendo alla politica il compito elevato di risolvere i problemi dell'esistenza umana, in precedenza affidati alla pratica religiosa. All'ipotesi sulla difficoltà dell'uomo di esperire il mondo senza una causa e un progetto definiti, e dunque di rispondere alla domanda fatidica sui motivi del vivere, il totalitarismo risponde trasformando la politica in religione e dunque declinando la militanza politica in pratica dai contorni religiosi -, e conferendo agli individui, organizzati in masse, il compito di realizzarne gli ideali supremi (la Nazione, la Razza, la Classe). La religione diviene in questo modo un affare mondano che ha registrato la precedente espulsione di Dio dal mondo. Autori: Francesco Germinario.
ril. Due delle maggiori religioni politiche del Novecento, il fascismo italiano e il comunismo sovietico, si fondano su corpi defunti, eletti a sacre reliquie. Nello stesso anno 1924, infatti, Mussolini poneva le spoglie di Alfredo Oriani (morto nel 1909) in un sarcofago di pietra, creando un luogo cerimoniale al Cardello (dov'era nato) e la figura del "precursore" del fascismo; Stalin invece patrocinava l'immortalizzazione di Lenin, appena deceduto, ponendolo in un mausoleo sulla Piazza rossa a Mosca. Il culto del capo era impersonato da due vivi: la retorica intorno a Oriani parava il culto di Mussolini; l'imbalsamazione di Lenin quella del culto della personalità di Stalin. I totalitarismi ponevano così la loro legittimazione non sulle elezioni ma sulla pubblica condivisione dei corpi sacri dei "fondatori". Ne discendeva l'indiscutibilità delle ideologie ridotte a catechismi, un modello di leadership di tipo mistico, il primato dei dirigenti sui militanti. Un "lutto" prolungato impregnava sotterraneamente due morali sociali antindividualistiche, al fine di impedire che la formazione dell'io, propria della modernità, potesse scivolare verso l'individualismo e il corpo "edonista" dell'Occidente liberale. Questo libro ripercorre, attraverso l'attenzione alla sacralizzazione della politica, il ruolo del corpo del capo nella formazione del consenso.
br. L'ideologia del terrore ha caratterizzato l'affermazione tragica dei sistemi totalitari nel corso del Novecento. La follia rigeneratrice per la costruzione dell'uomo nuovo, per il trionfo delle leggi della storia o della natura ha animato una dimensione ferocemente spietata del potere. Questo libro tiene conto di quella vicenda, ma si concentra sulla possibile esistenza di una nuova versione del totalitarismo o, meglio, della tendenza totalitaria che attraversa le società cosiddette democratico-liberali. Quali forme assume l'attuale totalitarismo postideologico? Si tratta di un totalitarismo senza un centro identificato ma socialmente diffuso, intrecciato alla potenza del mercato globalizzato e allo scientismo tecnologico, con le sue pretese di misurazione e di controllo dell'esistenza. Un totalitarismo che, pur in un contesto storico-politico profondamente diverso, conserva il nocciolo della versione originaria, ovvero l'incidenza del potere, nella sua variante biotecnologica, sulle condizioni di possibilità della vita stessa.
br. Quale eredità ci ha lasciato il XX secolo? Da un lato ha fatto affiorare gli aspetti peggiori dell'essere umano. Ha visto la tragica affermazione del totalitarismo, con le sue due varianti, il nazismo e il comunismo, e gli errori di una democrazia pronta a usare le bombe atomiche contro i propri nemici o a intraprendere "guerre umanitarie" senza curarsi della contraddizione. Insieme con il male, il XX secolo ha però conosciuto anche il suo opposto. Alcuni individui dal drammatico destino e dall'implacabile lucidità hanno illuminato questa epoca oscura con il loro esempio e i loro scritti: Vassilij Grossman, Margarete Buber-Neuman, David Rousset, Primo Levi o Romain Gary hanno dimostrato che è possibile resistere al male.
ill., br. Giancarlo Vigorelli viaggiò a Mosca fra l'11 e il 21 aprile 1966 per cercare di scoprire "quello che bolle in pentola". Non era la prima volta che si recava nella capitale dell'allora Unione Sovietica, in piena Guerra fredda, in qualità di segretario della Comunità europea degli scrittori (COMES) presieduta da Giuseppe Ungaretti. Questa volta, però, il clima appariva diverso, incandescente: si era appena concluso con una pesante condanna detentiva il processo agli scrittori Julij Daniel e Andrej Sinjavskij. Il Gulag saliva agli onori della cronaca come isola di espiazione. Saranno giorni di trattative estenuanti, di umiliazioni, di giochi sottili di potere, di rotture, di mandolinate e sotterfugi d'inferno. "Mi pregano di non urlare. Rispondo che urlerò fino in fondo - e continuo nelle contestazioni". Così scrive Vigorelli nel diario di quei giorni che viene ora svelato e pubblicato per la prima volta. 116 pagine di un quaderno, riempite con bella grafia, ma quasi con furia, e comunque nell'immediatezza, per non dimenticare gli incontri e le sensazioni che si susseguivano a ritmo necessariamente frenetico con gli "altissimi" esponenti conservatori del socialismo reale, delle lettere e della politica. La negazione di una Russia nella sua più alta dimensione europea e alla quale guardavano clandestinamente gli intellettuali dissidenti. Arricchiscono e incorniciano il testo un ricordo personale e intensamente umano del cardinale Gianfranco Ravasi e un'ampia introduzione di Giovannelli.
ill., br. Riflessioni geopolitiche di Alberto Negri, che si allargano dalla figura del nuovo sultano della Turchia attuale alla situazione dell'intero scacchiere mediorientale, introducono il racconto di Deniz Yu?cel in cui si narrano le differenti anime del Movimento Gezi, le sue diverse componenti politiche, i volti e le storie delle persone che hanno in qualche modo partecipato alla rivolta e che ora assistono alla trasformazione della Turchia di Erdogan in un regime sempre più autoritario e repressivo. Chiude il volume una sezione a cura di Murat Cinar: un'analisi che ripercorre i fatti principali dalla rivolta popolare più grande della storia della Repubblica di Turchia, esaminando i risvolti politico-economici in un paese piagato dalla manipolazione dell'informazione, dalla censura e dalla propaganda. Una ricostruzione dei meccanismi degli interessi legati agli appalti edili truccati e alla gentrificazione di alcune aree della città, e del sostegno delle comunità religiose al regime, per giungere fino al tentativo di colpo di stato del 2016. Prefazione di Alberto Negri.
Book shows light wear to covers only. Binding is solid and square, text/interior is clean and free of marking of any kind. 416 pages, contents include: Concordat between Germany and the Holy See, The Church and Hitler's foreign policy, The Church goes to war, The Jewish question, the German Resistance, Church and totalitarianism, etc.
Mm 145x225 Collana "Le Scie" - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 457 pagine. Copia eccellente, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 155x235 Brossura editoriale di 286 pagine, numerose illustrazioni in nero nel testo e a colori fuori testo. Copia molto buona. Testo in lingua francese - french text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
19483343877New York, Knopf, 1948. 238 S. OLwd.
19733343022New York, Praeger, 1973. XIII, 623 S. Mit Abbildungen. OLwd.
(Milano), Mondadori, (1980), cart. edit. con sovraccoperta, pp. 512 (4). Con bibliografia.
19473100749Zürich, (1947). 415 S. OLwd. Mit geringen Bleistiftanstreich.
Mm 150x210 Brossura editoriale di pagine 279 con alcune tavole in bianco e nero, etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta, alcune fioriture ai piatti. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
52413N° 10 - 4e trimestre 1978 - Revue trimestrielle illustrée - Broché - 164 pages
1970173309Leiden, Sythoff, 1970. 307 S. Kart.
Il volume ricostruisce, mediante una vasta ed inedita documentazione, la dinamica sociale che condusse il fascismo a diventare totalitario e lo scontro, non solo ideologico, che accompagnò un dibattito cruciale per la vita del paese. Autori: Ferdinando Cordova.
ril. Hanno vissuto in epoche diverse, fronteggiando senza violenza i loro nemici. Hanno scelto di rinunciare a un'esistenza tranquilla in nome di un amore incondizionato per la verità. Hanno rifiutato di sottomettersi tanto all'aggressore venuto da lontano quanto al demone interiore della vendetta. Con "Resistenti", Tzvetan Todorov racconta la passione civile e i destini di otto dissidenti esemplari, di otto indomiti ribelli: Etty Hillesum, la giovane deportata ad Auschwitz, l'oppositrice antinazista Germaine Tillion, i grandi scrittori russi Boris Pasternak e Aleksandr Solzenicyn, i paladini dei diritti dei neri Nelson Mandela e Malcolm X, il pacifista israeliano David Shulman, Edward Snowden, l'informatico che ha svelato l'attività di intrusione e spionaggio dell'Amministrazione americana. E muovendo dai ricordi della sua personale esperienza vissuta sotto l'opprimente regime sovietico, fa rivivere sulla pagina uomini e donne che incarnano la scelta di privilegiare la felicità comune, la fede senza confini nella giustizia, il valore della forza di volontà. Otto vite straordinarie diventano così, nelle riflessioni di un grande maestro, l'occasione di un'analisi lucida e appassionata delle questioni politiche più significative dei nostri giorni, e una fonte di continua, attualissima ispirazione.
HIST5062M2008 chez Robert Laffont. In-8, broché, 1088p. Texte seulement. Exemplaire en très bon état.
2008121394Éditions Imago 2008 In-8 broché 22,7 cm sur 14,2. 231 pages. Bon état d’occasion.
19811212591981 Editions Gallimard, Collection "Folio" - 1981 - In-12, broché, couverture illustrée - 307 p.