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NUOVO. LIEVISSIMA BRUNITURA DELLA COPERTINA. IL COMUNE DI ALPIGNANO MEMORIE STORICHE, DESCRITTIVE E STATISTICHE RACCOLTE E ORDINATE DA CARLO DANZERI SEGRETARIO COMUNALE. OPERA DEDICATA ALL'ONOREVOLE CORPO MUNICIPALE; TORINO, 1892 Ristampa anastatica a cura di Maria Luisa Tibone. - Alpignano: Comune, stampa 1995 (Torino: Tipolitografia Teca). - LV, 167 pagine, [1! c. di tav. : ill., 1 c. topogr. ; 20 cm. ((Ripr. facs. dell'ed.: Torino: Tip. S. Giuseppe, 1892. Titolo: Sulla strada di Francia. Storia di un paese: Il Comune di Alpignano. Memorie storiche, descrittive e statistiche raccolte e ordinate da Carlo Danzeri Soggetti: Araldica, Genealogia, Piemonte, Cultura, Torino, Dora Riparia, Savoia, Castello, Feudi, Consorzio di irrigazione, Revelli, Enea Coda, Robbio di Vargiliè, Sebastiano Gurlino, Natale Ferroglio, Liberalismo, Storia locale, Cronache Alpignanesi, Storia locale, Libri rari, Localistica, Geografia, Viaggio, Pianezza, Musinè, Piosacco, Regaldi, Quarini, Bacchelli, Caselette, Bodoni, Giovanni Coda
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Prima che la cultura politica prevalente nel Mezzogiorno assumesse quella curvatura risarcitoria contestata a lungo, a cavallo dell'Unità il mondo moderato meridionale elaborò una proposta politica e costituzionale che, pur nata all'interno della storia del Regno delle Due Sicilie, si misurò con i problemi di fondo aperti dall'unificazione e aspirò a dare una propria fisionomia alle nuove istituzioni. Nonostante la sua difficoltà a sciogliere il nodo della rappresentanza essa promosse un tentativo di comporre quei due termini, liberalismo e nazione, la cui divaricazione ha costituito a lungo una sorta di "anomalia" della storia nazionale. Di questo progetto Carlo de Cesare fu esponente di primo piano. Informazioni bibliografiche Titolo: Prima del meridionalismo: tra cultura napoletana e istituzioni unitarie, Carlo de Cesare Collana: Volume 5 di Storici e storia Autore: Ennio Corvaglia Editore: Napoli: Guida Editori, 2001 ISBN: 8871884701, 9788871884707 Lunghezza: 358 pagine; 23 cm Soggetti: Storia moderna, Storiografia, Meridionalismo, Mezzogiorno, Sud, Napoli, Biografie politiche, Liberalismo, Diritto, Letteratura, Cultura, Zanardelli, Giambattista Vico, Troya, Rattazzi, Scialoja, Carlo Poerio, Risorgimento, Patrioti Parole e frasi comuni Acerenza agrario amministrativo banche popolari Bari Basilicata borbonico capitale Carlo de Cesare Carte centrale ceto civile classe dirigente commerciali commercio commissione controllo corso forzoso costituzionale costituzione credito culturale d'Italia amministrazione democratici deputati diritto amministrativo economica esponenti Finanze fondo forze funzione giornale Giovanni Manna giudizio Giulio Petroni governo governo Minghetti gruppo industriali intellettuale interessi istituzioni italiana lavoro legge lettera libera liberale Luigi Dragonetti Luzzatti Manna Mezzogiorno Minghetti Ministero modello monarchia morale municipale napoletana napoletano Napoli nazionale nazione necessità paese parlamentare piemontesi politica popolo potere principio problema progetto proprietario province meridionali pubblica Puglia questione Raffaele de Cesare rapporto rappresentanza regionali Regno riflessione riforma rivoluzione ruolo Scialoja scienza Sella Silvio Spaventa Sindacato sistema sociale società Spagnoletti Spaventa Spinazzola storia storico successivo Torino trattato unitario uomini
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. All'uscita dalla guerra e con il ritorno dell'Italia nel consesso delle nazioni democratiche entro i nuovi equilibri della guerra fredda, la Democrazia cristiana elaborò una propria visione dell'identità del paese e del suo ruolo internazionale. Questa originale ricerca approfondisce l'intenso lavoro di costruzione di miti politici e ideologie svolto dal gruppo dirigente Dc con l'obiettivo di contribuire a un ordine nazionale e internazionale cristianamente fondato. Partendo dalla tradizionale immagine dell'Italia nazione cattolica e mediterranea erede della civiltà latina, la Dc si spostò in quegli anni sul nascente ideale di una nuova patria europea e sull'appartenenza dell'Italia a una comunità atlantica, dove nell'antagonismo con l'Europa orientale comunista l'accento era posto sulla comune radice "occidentale". Paolo Acanfora è ricercatore all'Istituto Sturzo e insegna all'Università Lumsa di Roma. Ha pubblicato «Un nuovo umanesimo cristiano. Aldo Moro e Studium (1945-1948)» (Studium, 2011). Descrizione bibliografica Titolo: Miti e ideologia nella politica estera Dc. Nazione, Europa e Comunità atlantica (1943-1954) Autore: Paolo Acanfora Editore: Bologna: Il Mulino, 2013 Lunghezza: 253 pagine; 22 cm ISBN: 8815247300, 9788815247308 Collana: Volume 661 di Studi e ricerche Soggetti: Società, Scienze sociali, Scienza Politica, Destra, Comunicazione, Governo, Ideologie politiche, Liberalismo, Centro, Democrazia Cristiana, DC, Storia repubblicana, Novecento, Politica estera, Relazioni internazionali, Geopolitica, Dottrine, Dopoguerra, Europa, NATO, Patto Atlantico, Difesa, Civiltà europea, Internazionalismo, Dossetti, De Gasperi, Nazionalismo, Mito, Patria, Unità, Cristianesimo, Patriottismo, Sinistra, Martin Bull, Vera Capperucci, Daniela Saresella, Maria Chiara Mattesini, Antonio Varsori, Daniela Preda, piano Schuman, Bruxelles, Studi di Storia Contemporanea, Altiero Spinelli, Guerra fredda, Mediterraneo, De Michelis, Mario Scelba, Giuseppe Pella, Aldo Moro, Andreotti, Kissinger, crisi di Suez, Integrazione, Medio Oriente, Formigoni, Pietro Nenni, anni Cinquanta, Diritto romano, Chiesa, Cristianesimo, Alleanza Atlantica, Storia d'Italia, Society, Social Sciences, Political Science, Right, Communication, Government, Political Ideologies, Liberalism, Center, Christian Democracy, Church, Republican History, Twentieth Century, Foreign Policy, International Relations, Geopolitics, Doctrines, Postwar Period, Atlantic Pact, Defense, European Civilization, Internationalism, Nationalism, Myth, Motherland, Unity, Christianity, Patriotism, Left, Studies of Contemporary History, Cold War, Mediterranean, Integration, Middle East, Fifties, Roman Law, Christianity, Atlantic Alliance, History of Italy, Political Science
Mm 130x210 Collana "Filosofia dello spirito" - Brossura originale, xxvi-423 pagine. Sommario: Parte I: Il concetto puro, il giudizio individuale e la sintesi a priori logica; parte II: La Filosofia, la storia e le scienze naturali e matematiche; parte III Le forme degli errori e la ricerca della verità; parte IV: Sguardi storici. Opera in buone-ottime condizioni, solo una firma con data in apertura. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALL'ORDINE.
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. VIII, 376, collana "Biblioteca Universale Laterza 578", nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
In 16o, pagg. 276, bross. Prima edizione. Un' analisi del liberalismo in Italia, Germania, Inghilterra, Francia tra gli anni 1962-1965, con accenni a Sun Tzu, Togliatti, Krusciov. (12/ LIBERALISMO - STORIA CONTEMPORANEA)
br. Una società liberale è una società in cui dominano la supremazia dell'individuo isolato, l'ideologia del progresso e dei diritti dell'uomo, l'ossessione della crescita, lo spazio dominante attribuito ai valori mercantili. Il liberalismo è all'origine della mondializzazione, la quale non è altro che la trasformazione del Pianeta in un immenso mercato, e ispira quello che oggi si chiama "pensiero unico". E come ogni ideologia dominante, è anche l'ideologia della classe dominante. Il liberalismo è una dottrina filosofica, economica e politica e deve essere studiato e giudicato in quanto tale. Il vecchio spartiacque destra-sinistra è a questo riguardo inutile, poiché la sinistra dei costumi - dimenticando le ragioni sociali - ha aderito alle logiche del mercato, mentre la destra del denaro - alimentando il capitalismo - distrugge sistematicamente tutto ciò che andrebbe conservato. Questo libro si propone di andare all'essenziale, al cuore dell'ideologia dell'Homo oeconomicus, criticandone i fondamenti antropologici: l'individualismo e il materialismo pratico.
br. Pubblicato nella primavera del 1945, "Per la comunità cristiana. Principi dell'ordinamento sociale" a cura di un gruppo di studiosi amici di Camaldoli ha segnato il percorso di maturazione democratica del cattolicesimo italiano. Seguendo il magistero di Pio XII, gli intellettuali del Movimento Laureati di Azione Cattolica, in particolare Sergio Paronetto e Pasquale Saraceno, diedero in quelle pagine una compiuta forma dottrinale all'ansia di rinnovamento sociale che attraversava il paese. Nel "Codice" furono travasate eterogenee esperienze - l'attivismo spirituale dei giovani cattolici, la scuola marginalista anglosassone, l'aziendalismo dell'IRI, la riflessione sulla programmazione economica - convergenti nel tracciare una "terza via" sociale allo sviluppo, mediana fra Stato e mercato. Il volume ricostruisce la storia di questa proposta, partendo dalle sue radici culturali negli anni Trenta e allargando successivamente l'orizzonte alla sua ricezione nel secondo dopoguerra, dalla rinascita repubblicana del paese durante la fase dell'Assemblea Costituente fino alla fine della Prima Repubblica. Rapidamente dimenticato dopo la vittoria dell'aprile 1948, di fronte alla crisi del modello di economia mista e alla crescente divaricazione fra politica e società civile, alla fine degli anni Settanta "Per la comunità cristiana" fu riscoperto quale momento dottrinalmente genetico del partito cattolico, un utopico ritorno al passato...
br. Viene fornita una prospettiva nuova sui percorsi culturali e politici di due grandi personalità della storia della nostra Repubblica: percorsi tra loro intrecciati, dal comune impegno nell'Assemblea Costituente alla nascita del centrosinistra, dalla guerra del Vietnam alla distensione in Europa e nel mondo, percorsi caratterizzati da convergenze e divergenze ma sempre improntati a reciproca stima e a profonda amicizia. Il volume racchiude un ricco carteggio di oltre 100 lettere, quasi tutte inedite, trascritte e annotate da Eugenia Corbino con la supervisione di Pier Luigi Ballini. I saggi, di Alfonso Alfonsi, Renato Moro, Giulio Conticelli, Augusto D'Angelo e Massimo De Giuseppe, fanno riflettere sulle esistenze dei due uomini politici sotto il profilo della comune formazione montiniana, della riflessione giuridica nell'elaborazione della Costituzione, dell'impegno per l'allargamento della base democratica in Italia, delle tensioni nel mondo ecclesiale, dei problemi di politica estera e di costruzione della pace.
br. Arnaldo Alberti è un uomo di cultura, uno dei pochi intellettuali del cantone (il Canton Ticino, Svizzera) impegnato da decenni nel dibattito politico e nella denuncia implacabile dell'appiattimento e dell'imbarbarimento del confronto delle idee. Un personaggio rispettato ma scomodo. La sua retorica è senza fronzoli, diretta, talvolta brutale, spesso appare eccessiva, ma sempre coerente con le verità che richiama alla nostra attenzione. Un fedele, tuttavia. Instancabile e spesso spietato critico delle derive del PLR (Partito Liberale Radicale), rimane fedele al partito contrariamente ad altri che se ne sono andati delusi e stanchi di combattere. Alberti non abbandona, non tace, dice ad alta voce ciò che molti altri pensano, rimane liberale radicale. È il PLR che è cambiato, afferma. Lui è rimasto fedele agli ideali, non così i recenti amministratori del partito che hanno soffocato il dibattito nel nome di un unanimismo, asserita premessa di efficacia. Disturba al punto che certi media "indipendenti" non pubblicano i suoi contributi, anteponendo la preoccupazione di non infastidire la quiete dei propri abbonati alla libertà di espressione così spesso celebrata solo a parole. Prefazione di Dick Marty.
br. Arnaldo Alberti è un uomo di cultura, uno dei pochi intellettuali del cantone (il Canton Ticino, Svizzera) impegnato da decenni nel dibattito politico e nella denuncia implacabile dell'appiattimento e dell'imbarbarimento del confronto delle idee. Un personaggio rispettato ma scomodo. La sua retorica è senza fronzoli, diretta, talvolta brutale, spesso appare eccessiva, ma sempre coerente con le verità che richiama alla nostra attenzione. Un fedele, tuttavia. Instancabile e spesso spietato critico delle derive del PLR (Partito Liberale Radicale), rimane fedele al partito contrariamente ad altri che se ne sono andati delusi e stanchi di combattere. Alberti non abbandona, non tace, dice ad alta voce ciò che molti altri pensano, rimane liberale radicale. È il PLR che è cambiato, afferma. Lui è rimasto fedele agli ideali, non così i recenti amministratori del partito che hanno soffocato il dibattito nel nome di un unanimismo, asserita premessa di efficacia. Disturba al punto che certi media "indipendenti" non pubblicano i suoi contributi, anteponendo la preoccupazione di non infastidire la quiete dei propri abbonati alla libertà di espressione così spesso celebrata solo a parole. Prefazione di Dick Marty.
brossura Nel panorama politico-istituzionale dell'Italia repubblicana, Cesare Merzagora simboleggia l'immagine di uno statista senza dubbio atipico poiché, pur tra i padri della rinascita del paese dopo il secondo conflitto mondiale, fu certamente tra coloro che denunciarono con veemenza la corruzione governativa. Personalità libera, non esitò mai a biasimare le gravi manchevolezze del sistema; antifascista, criticò sempre un certo tipo di antifascismo viscerale e di maniera. Il suo complesso percorso istituzionale di uomo liberale, liberista, europeista e anticomunista, fu contraddistinto dall'intransigente difesa dello Stato e dalla perentoria condanna del sistema partitocratico. Queste furono, accanto all'impegno per la costruzione di un'Europa politicamente unita, le direttrici perseguite da Merzagora nel corso di tutta l'esistenza, con tenacia e continuità, nelle quali confluirono le sue esperienze di economista, di industriale, di politico, di diplomatico, di giornalista, di musicista, di scrittore, di scultore, in una sintesi armonica ed equilibrata. Fedele agli insegnamenti di Alcide De Gasperi e dunque contrario a ogni forma di nazionalismo, ritenne essenziale, per il paese, un ruolo da protagonista nel processo di integrazione europea. Nel ridimensionamento dell'assemblea parlamentare, Merzagora scorgeva un grave pericolo per la democrazia del paese e si rammaricava che buona parte delle stesse forze antifasciste non sembrassero avvertire tale rischiosa situazione. Le sue preferenze furono sempre espresse per la costituzione di un governo centrista ed europeista, direttamente appoggiato dai partiti laici, in grado di dimostrarsi sensibile alle richieste del mondo produttivo e della borghesia, capace di accogliere al suo interno un elevato numero di tecnici.
brossura Nel panorama politico-istituzionale dell'Italia repubblicana, Cesare Merzagora simboleggia l'immagine di uno statista senza dubbio atipico poiché, pur tra i padri della rinascita del paese dopo il secondo conflitto mondiale, fu certamente tra coloro che denunciarono con veemenza la corruzione governativa. Personalità libera, non esitò mai a biasimare le gravi manchevolezze del sistema; antifascista, criticò sempre un certo tipo di antifascismo viscerale e di maniera. Il suo complesso percorso istituzionale di uomo liberale, liberista, europeista e anticomunista, fu contraddistinto dall'intransigente difesa dello Stato e dalla perentoria condanna del sistema partitocratico. Queste furono, accanto all'impegno per la costruzione di un'Europa politicamente unita, le direttrici perseguite da Merzagora nel corso di tutta l'esistenza, con tenacia e continuità, nelle quali confluirono le sue esperienze di economista, di industriale, di politico, di diplomatico, di giornalista, di musicista, di scrittore, di scultore, in una sintesi armonica ed equilibrata. Fedele agli insegnamenti di Alcide De Gasperi e dunque contrario a ogni forma di nazionalismo, ritenne essenziale, per il paese, un ruolo da protagonista nel processo di integrazione europea. Nel ridimensionamento dell'assemblea parlamentare, Merzagora scorgeva un grave pericolo per la democrazia del paese e si rammaricava che buona parte delle stesse forze antifasciste non sembrassero avvertire tale rischiosa situazione. Le sue preferenze furono sempre espresse per la costituzione di un governo centrista ed europeista, direttamente appoggiato dai partiti laici, in grado di dimostrarsi sensibile alle richieste del mondo produttivo e della borghesia, capace di accogliere al suo interno un elevato numero di tecnici.
ill., ril. Nel 1994 ,Tony Blair sale alla ribalta come leader del Labour inglese: è l'inizio di un vero e proprio terremoto politico. Nel giro di pochi anni, trasforma radicalmente il partito e raduna attorno a sé un vasto consenso nel Paese, ottenendo la più grande vittoria laburista di tutti i tempi alle elezioni del 1997 dopo 18 anni di governo conservatore. Un viaggio è il racconto in prima persona della vita politica, durante e oltre gli anni vissuti da Primo ministro inglese, di uno dei leader centrali degli ultimi decenni, rieletto al governo con tre successivi mandati in anni turbolenti. Per la prima volta, Blair parla del suo ruolo nei grandi eventi della storia recente, dalla morte della principessa Diana alla guerra contro il terrorismo. Spiega le decisioni strategiche necessarie a reinventare un partito e ad affrontare le battaglie sull'istruzione e la salute, avviando la maggior riforma dei servizi pubblici dal secondo dopoguerra. Descrive le relazioni con colleghi come Gordon Brown e con altri leader mondiali come Mandela, Clinton, Putin, Bush, Berlusconi. E analizza l'aspetto etico di decisioni difficili come l'intervento in guerra: in Kosovo, Sierra Leone, Afghanistan e la più controversa di tutte, l'Iraq. "Un viaggio" è anche il libro sulla natura e sugli usi del potere politico. Tony Blair ripercorre gli alti e bassi della sua carriera con uno stile franco, coraggioso e non privo di ironia, offrendo una riflessione sull'uomo che sta dietro al politico e allo statista.
br. Questo libro parte dalla definizione di "liberale" quale sostantivo e non aggettivo. In Italia quasi tutti coloro che si definiscono liberali intendono il termine come aggettivo, ma spesso sono tutt'altro che liberali. L'abuso da parte di coloro che si spacciano per liberali, ha prodotto una confusione pericolosa, che rischia di legittimare ambienti opposti e nemici delle democrazie liberali. Gli autori ripercorrono la diffusa regressione della società occidentale e la degenerazione politica e culturale degli ultimi decenni, che, come indicato da Sir Graham Watson nella sua prefazione, ha trasformato i cittadini in consumatori. Prefazione di Sir Graham Watson.
br. "Storia del liberalismo europeo" di Guido de Ruggiero non è solo un prezioso contributo alla comprensione e allo sviluppo delle idee e dei partiti liberali in Europa tra Settecento e Novecento, ma anche e soprattutto una veemente protesta contro la distruzione dello stato liberale italiano compiuta dal fascismo e quasi una solenne sistemazione di un patrimonio da salvare, da ripensare e da rendere di nuovo fruttuoso. La carica di protesta che ebbero queste pagine durante il periodo fascista non va sottovalutata, né il valore che quest'opera ebbe nell'educazione delle nuove generazioni e la sua costante presenza in quel fronte culturale che cercò un terreno comune nella "religione della libertà". Si tratta dunque di un capitolo importante della resistenza degli "intellettuali" tra il 1925 e il 1940 e un testo fondamentale per intendere la storia delle idee liberali non solo in Italia. Prefazione di Corrado Ocone.
br. Il liberalismo sottolinea il valore positivo della libertà individuale, l'autonomia del singolo, l'opposizione al conservatorismo sociale. Sorto come una giustificazione teorica della necessità della limitazione del potere statale, il liberalismo non è però riuscito a declinare in termini universalistici il suo discorso ideologico. Come per ogni movimento storico, si tratta di indagare sì i concetti ma anche in primo luogo i rapporti politici e sociali in cui esso si è espresso. E la storia dei paesi in cui il liberalismo ha gettato radici più profonde risulta inestricabilmente intrecciata con la storia della schiavitù e dello sfruttamento.
brossura Filippo Ugolini è qui considerato soprattutto nella sua qualità di uomo politico, caratterizzato da sinceri sentimenti religiosi e sensibile al progresso economico e sociale delle classi più disagiate. Dopo una fallimentare parentesi carbonara e dopo una momentanea, e poco convinta, iscrizione alla Giovine Italia, si orientò verso un liberalismo di tipo moderato, scelta che non gli avrebbe impedito di collaborare con la Repubblica Romana del 1849. Esiliato, ebbe stretti legami di amicizia con il migliore ambiente culturale toscano, impegnandosi attivamente con il circolo di Giovan Pietro Vieusseux. Solo in vecchiaia poté infine far ritorno nelle Marche, sua terra d'origine, a ridosso dell'unificazione nazionale. La figura dell'Ugolini emerge da questa ricerca come modello esemplare per ricostruire in un'area periferica dello Stato Pontificio la travagliata evoluzione del sentimento nazionale nella coscienza di un cattolico liberale, verificata nel mutare dei tempi e ripensata nelle diverse contingenze della politica.
br. Da dove vengono le idee sulle quali è stato costruito lo Stato moderno? Qual è la vera origine di ideali come uguaglianza e libertà? In che punto della nostra storia, e perché, abbiamo iniziato ad adorare la crescita economica come se fosse una divinità? Con "L'invenzione dell'individuo", Larry Siedentop fa piazza pulita delle teorie storiche precedenti, e presenta una nuova, radicale prospettiva sulle sorprendenti origini delle credenze e delle convinzioni che ci hanno reso ciò che siamo. In un racconto che attraversa 1800 anni di storia europea, Siedentop presenta un rifiuto netto del consueto resoconto sulle origini del liberalismo occidentale - ossia sul suo emergere in opposizione alla religione nella prima età moderna. "L'invenzione dell'individuo" racconta come un nuovo ruolo sociale egualitario, l'individuo, sorse e prese gradualmente il posto della famiglia, della tribù e della casta come base dell'organizzazione sociale. Un lavoro intellettualmente provocatorio e una richiesta a ciascuno di noi di ripensare e riconsiderare le idee stesse sulle cui basi le società e i governi occidentali sono stati costruiti. Prefazione di Marco Ventura.
xix + 363pp., 23cm., 2nd edition
486pp., met een portret, linnen uitgeversband, geïllustreerde stofwikkel, 27cm., B89475
br. Critica liberale è da più di quarant'anni la voce del liberalismo progressista in Italia. Nata negli anni '60 come agenzia stampa della sinistra interna al Partito Liberale Italiano di quel tempo, la testata è dal 1974 una rivista liberale del tutto indipendente da ogni forza politica italiana; dal 1994 Critica liberale è anche una fondazione che, assieme alla rivista, cerca di dare espressione e continuità a una tradizione politica e di pensiero che ha le sue radici nel liberalismo europeo, nella tradizione laica e illuminista, nell'impegno per i diritti civili e per l'integrazione federale dell'Europa democratica. È fra le organizzazioni che hanno dato vita al Forum Liberale Europeo, network di fondazioni e centri studi liberali che fanno riferimento all'ELDR (l'organizzazione che raggruppa tutti i liberali europei). Critica liberale segue il filo rosso che tiene assieme protagonisti come Amendola e Croce, Gobetti e i fratelli Rosselli, Salvemini ed Ernesto Rossi, Einaudi e il "Mondo" di Pannunzio, gli "azionisti" e Bobbio.
br. Critica liberale è da più di quarant'anni la voce del liberalismo progressista in Italia. Nata negli anni '60 come agenzia stampa della sinistra interna al Partito Liberale Italiano di quel tempo, la testata è dal 1974 una rivista liberale del tutto indipendente da ogni forza politica italiana; dal 1994 Critica liberale è anche una fondazione che, assieme alla rivista, cerca di dare espressione e continuità a una tradizione politica e di pensiero che ha le sue radici nel liberalismo europeo, nella tradizione laica e illuminista, nell'impegno per i diritti civili e per l'integrazione federale dell'Europa democratica. È fra le organizzazioni che hanno dato vita al Forum Liberale Europeo, network di fondazioni e centri studi liberali che fanno riferimento all'ELDR (l'organizzazione che raggruppa tutti i liberali europei).
ill., br. Un centinaio di scatti provenienti dall'Archivio fotografico di Giovanni Spadolini ricostruiscono la carriera politica del grande statista a partire dal 1972, anno dell'elezione al Senato della Repubblica, fino agli ultimi anni di vita. Le fotografie, divise in sei sezioni, raccontano i diversi aspetti della sua figura: la carriera politica, i viaggi e gli impegni sulla scena internazionale e gli incontri con i grandi della terra, il rapporto col mondo della cultura e delle istituzioni, la vita in società e nella residenza di famiglia di Pian dei Giullari."La gioia e l'orgoglio di essere italiano", scrive Cosimo Ceccuti nell'introduzione, "è il sentimento che più caratterizza Giovanni Spadolini, uomo pubblico, nel suo impegno politico e civile ed è quanto emerge sfogliando questo album, pagina per pagina. Lo stesso entusiasmo, lo stesso sorriso, la stessa voglia di risolvere i problemi del Paese, di portare una ventata di fiducia e di ottimismo fra i ragazzi delle scuole o fra le vecchiette di un paesino del Sud colpito dal terremoto.