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cm. 17 x 24, xxx-302 pp. Fondazione Luigi Einaudi. Torino - Studi Il volume raccoglie scritti editi e inediti di Luigi Einaudi nel periodo compreso tra l?inizio dell?esilio in Svizzera e la conclusione dei lavori dell?Assemblea Costituente. I caratteri propri del liberalismo e della democrazia liberale; la forma dello Stato, la scelta cio? tra monarchia e repubblica; il rapporto tra centro e periferia; la tensione verso l?unit? europea sono i temi che qualificano l?intensa attivit? giornalistica di Einaudi negli anni cruciali della formazione della democrazia repubblicana. A collection of Einaudi?s writings covering the period from the beginning of his Swiss exile to the conclusion of the work of the Constituent Assembly. The characteristics of liberalism and liberal democracy; the type of state, that is the choice between monarchy and a republic; the relationship between centre and periphery; the tension towards European unity are the topics that qualify Einaudi?s intense journalistic activity during the critical years of the formation of republican democracy. 603 gr. xxx-302 p.
br. Giuseppe Maria Fiamingo (Riposto 1875-Latina 1966) è un personaggio minore dell'Italia del Novecento. Sulle sue tracce, grazie ad atti parlamentari e giudiziari, a cronache mondane, a rapporti della polizia politica fascista, a lettere d'affari, a biglietti che svelano legami amorosi, ad articoli di giornali, a saggi scientifici, ci si imbatte in Rudinì, Luzzatti, Stringher, D'Annunzio, Albertini, Nitti, Bergamini, Bucarelli, Mussolini (e tanti altri), si ripercorrono fertilissimi, e a volte sconclusionati, anni del positivismo italiano di fine Ottocento e si rivivono il variegato e confuso ambiente dannunziano, alcune vicende del giornalismo e dei suoi intrecci con la politica e con il capitale dell'Italia prefascista, gli ultimi sussulti del parlamento dell'età liberale, il controllo capillare della polizia politica fascista, gli anni della transizione in cui un personaggio come Fiamingo è contemporaneamente considerato vicino al fascismo e antifascista, collaborazionista e avversario dei nazisti occupanti. E, ancora, l'insofferenza di un giovane brillante per la provincia siciliana, avvertita come troppo stretta, la curiosità e l'apertura verso il mondo, la passione per l'arte e i cavalli, il cinismo e la spregiudicatezza negli affari, il dolore per la morte della moglie, il complicato rapporto con la figlia e la tenerezza per una delle donne più affascinanti dell'Italia del Novecento.
2 VOLUMI GUIDA 1975-76 338 E 392 PP. FONDO DI MAGAZZINO: NEL CELLOPHANE EDITORIALE. LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Scienza e filosofia sono i poli costanti di riferimento delta ricerca diltheyana, che, secondo una prospettiva «etico-umanistica» privilegia la condizione storica come dato fondante del mondo umano e ritiene indispensabile anche allo sviluppo della vita politica l'apporto della cultura e della scienza. Intorno a questo fondamentalissimo nucleo tematico, la ricerca del Cacciatore analizza il rapporto dialettica-mente instaurato da Dilthey con il positivismo e con l'idealismo hegeliano, fornendo una rinnovata, complessiva lettura del pensiero diltheyano. La deliberata aderenza ai testi, il richiamo e la discussione continua delle fonti, la costante consapevolezza del contesto culturale tedesco indicano la precisa scelta di evitare l'esasperata esigenza di «collocazione» filosofica dell'opera di Dilthey, spesso fraintesa e talvolta contraddittoriamente riferita ora al soggettivismo della Lebensphilosophie, ora al sociologismo tipologico. Parole e frasi comuni analisi articolazione astratta base categorie compito comprensione concetto concettuale concezioni del mondo concreta condizioni connessione dinamica connessione psichica connessione strutturale conoscitivo contenuto coscienza storica costante critica definire definizione esperienza determinazione diltheyana elementi Erlebnisse ermeneutica espressioni Fichte filosofia fondamentale fondamento fondante fondazione forme atteggiamento funzione Geisteswissenschaften gnoseologica Hegel Husserl individuale Jakob Grimm Kant Leibniz livello logica metafisica metodo metodologia molteplicità mondo storico Nietzsche oggettivazioni oggettivo Dilthey panteismo pensiero posizione possibile presupposto problema problematica procedimento processo psicologia psicologistica rapporto realizzazione realtà relazione ricerca riferimento scientifica scienze spirito particolari senso significato Spinoza spirituale storia storico-sociale storiografia struttura psichica sviluppo teleologica tematica tendenza tentativo teoretica teoria conoscenza totalità Verstehen vitale Weltanschauung
Mm 150x215 Brossura editoriale di pp. 378, ritratto in antiporta, lacuna alla testa del dorso, strappi e piccole mancanze ai piatti, fioriture e bruniture alle carte. Opera in buone condizioni complessive. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
x + 724pp., publisher's hardcover, dustwrapper slightly used, very good, ISBN 978-0-300-10803-3, G101302
Un volume (22 cm) di 259 pagine. Brossura editoriale con sovracoperta. Condizioni molto buone.
Mm 170x245 RARO - Brossura editoriale di 89 pagine. Lacune al dorso incollato e segni di usura ai margini di copertina, bruniture alle carte, nel complesso esemplare in buon ordine. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Editions du Centre Paul Hymans, 1964, 525 + 605pp.
In 16, pp. 13 + (1b). Br. ed.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. La figura di Giovanni Manna (1813-1865) è stata spesso confinata dalla storiografia nella dimensione del grande amministativista (il "Romagnosi dell'Italia Meridionale"); ovvero collocata all'interno di una corrente di un pensiero "autonomista", assai debolmente unitaria. Appaiono invece dimenticati - e non solo per la morte precoce - l'ampio respiro liberale della sua cultura e la qualità del suo impegno politico (fu Ministro nel '48, nel '60, e poi tra il 1862 e il '64 nel ministero Farini-Minghetti, allorché provò a ridare forza al progetto cavourriano). Questa sotto valutazione non è stata casuale. Da un lato la sua riflessione politica, maturata dopo l'esperienza quarantottesca, era approdata ad un disegno che fondava su una lunga transizione in grado di garantire la coesione territoriale della nuova nazione: smentendo il diffuso presupposto di un'omogeneità del paese resa incerta solo dal malgoverno borbonico. Un'idea che, messa in crisi prima dalla rapidità inaspettata degli eventi del '60, si scontrò successivamente con la volontà piemontese di estendere a tutto il paese le istituzioni amministrative delle antiche province. Quel disegno, dall'altro lato, concepito come una nuova storia nazionale cui avrebbero dovuto contribuire paritariamente tutte le parti del paese, si svolgeva nel quadro di un liberalismo economico e politico ampio e corrispondente ai tempi di quella "rivoluzione commerciale" che aveva rappresentato lo sfondo e la vera cifra degli avvenimenti unitari. Informazioni bibliografiche Titolo: Le due Italie: Giovanni Manna e l'unificazione liberale Collana: Volume 9 di Storici e storia Autore: Ennio Corvaglia Editore:: Napoli: Alfredo Guida, 2012 ISBN: 8866661406, 9788866661405 Lunghezza: 396 pagine, 23 cm Soggetti: Risorgimento, Storia Moderna e contemporanea, Storiografia, Biografie politiche, Ottocento, Liberalismo, Rattazzi, Sella, Banca d'Italia, Trattati, Unità, Costituzione, Regno d'Italia, Pietro Calà Ulloa, Enrico Cenni, Federico Persico, Napoli, Minghetti, diritto amministrativo, Carlo Troja, CHABOD, GALASSO, MAZZINI, CAVOUR, FARINI, MASSARI, TORINO, Piemonte
In folio, pp. 32-36. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. la rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: Mario Fubini, Henri Barbusse; Bernardo Giovenale, L'agricoltura piemontese; ecc...
In folio grande, pp. 47-50. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. la rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: Mario Missiroli, La monarchia socialista; Giuseppe Stolfi, I braccianti rurali in Basilicata; ecc...
In folio, pp. 51-54. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. la rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: B. Giuliano, Polemica nazionalista; Augusto Monti, Attivo e passivo della burocrazia; ecc...
In folio, pp. 59-62. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. la rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: C. E. Suckert, Il dramma della modernita'; Polemica fascista; ecc...
In folio, pp. 107-110. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. la rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: Natalino Sapegno, De monarchia; Novello Papafava, Caporetto. il 27o corpo d'armata; ecc...
In folio, pp. 111-114. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. la rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: Giovanni Ansaldo, Ceti medi e operai; Luigi Emery, Il congresso socialista; ecc...
In folio, pp. 139-142. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: N. Sapegno, Sorel e la disperazione eroica; C. Spellanzon, G. Sorel in Italia; S. Caramella, Bibliografia delle opere di Sorel; ecc...
In folio, pp. 4. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Mosca, Il materialismo storico; U. Ricci e P. Gobetti, Liberalismo e democrazia; G. Prato, Ferrara contro Cavour per la liberta' del credito bancario; ecc...
In folio, pp. 13-16. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Ansaldo, La democrazia tedesca nel pensiero di Weber; Stolfi, Scuole basilicatesi; P. Gobetti, Il trionfo della diplomazia: ecc...
In folio, pp. 17-20. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: P. Gobetti, la nostra cultura politica; G. Sorel, Quand Israel est roi; G. Fortunato, Il realismo di un pessimista; ecc...
In folio, pp. 37-40. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: A. Monti, Il liberalismo e le masse; L. Limentani, A. Monti, P. Gobetti, Polemica scolastica; L. Einaudi, Esegesi delle fonti; ecc...
In folio, pp. 45-48. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Berneri, Il liberismo nell'internazionale; M. Vinciguerra, Les demi-soldes; C. Rosselli, Contraddizioni liberiste, ecc...
In folio, pp. 81-84. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: L. Salvatorelli, Il problema della politica estera italiana; Bergeret, La politica di Luigi XVIII; ecc...
In folio, pp. 85-88. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Ansaldo, O la proporzionale o il polizzino del parroco; Auditor tantum, Lo spaccio della bestia trionfante; ecc...
In folio, pp. 89-92. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Ansaldo, Cittadini o gladiatori; G. Nicoletti, La politica dei blocchi; V. Porri, Note di economia. Il ministero dell'economia nazionale; ecc...