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GUARINO P. Suonatori ambulanti. Sala Bolognese, Forni 1986, In 16°, bross., pp. 64. Ristampa anastatica dell'ed. di Roma, 1889 Buono (Good) . <br> <br> <br>
brossura Raccolta "semiseria" di proverbi, aforismi e soprattutto detti popolari pubblicati nell'omonimo gruppo Facebook. I proverbi, ordinati alfabeticamente, sono scritti nel dialetto calabrese parlato nel comprensorio aspromontano dei comuni di Caraffa del Bianco, Casignana e Sant'Agata del Bianco (RC).
MANGO F. Poesia popolare infantile in Calabria. Sala Bolognese, Forni 1977, In 8°, bross. con leggere fioriture. pp. 44. Ristampa anast. dell'estratto dall'Archivio per lo studio delle trad. popolari", s.d. Buono (Good) . <br> <br> <br>
81 p., molte ill. in nero n.t.; 23 x 23 cm. Cart. edit. con sovraccoperta. Molto buono
(Codice FK/0012) Non viaggiate, nuove. Come da foto. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
53, [3] pp.; 24 x 11 cm. Bross. edit. Qualche traccia d'uso e qualche fioritura in copertina, carta legg. ingiallita
PASCARELLA C. Sonetti. Ristampa riveduta e corretta dall'A.. Torino, Soc. Subalpina 1939, In 8°, bross., pp. 174 Buono (Good) . <br> <br> <br>
S.l., 1945, in-8, br., pp. (23). Estratto.
pp. 272, cm 20x11, brossura, tracce del tempo.
PITRÈ G. Meteorologia popolare siciliana. Estratto da "Archivio per lo studio delle tradizioni popolari". Sala Bolognese, Forni 1978, In 8°, bross. edit., pp. da 493 a 534. Ristampa anastatica Buono (Good) . <br> <br> <br>
PITRÈ G. Novelle popolari toscane. Estratto da "Archivio per lo studio delle tradizioni poplari". Sala Bolognese, Forni 1978, In 8°, bross. edit., pp. da 35 a 172. Ristampa anastatica Buono (Good) . <br> <br> <br>
Nouvelle édition du "calendrier des dictons" de Henri POURRAT (1887-1959), publié en 1960 sous le titre "Le Temps qu'il fait, almanach": dictons, proverbes, chansons populaires présentés par l'écrivain auvergnat dans une évocation des travaux des jardins et des champs au fil des mois; illustrations d'après des gouaches de Nicolas Rubio. Français
illustrazioni
brossura Una selezione di 1100 locuzioni latine con traduzione.
TRILUSSA Lupi e agnelli. Milano, Mondadori 1949, In 8°, bross., pp. 126. Dal 39° al 43° migliaio Buono (Good) . <br> <br> <br>
TRILUSSA Nove poesie. Milano, Mondadori 1949, In 8°, bross. con piccolo graffio, pp. 86 Buono (Good) . <br> <br> <br>
Tela c/sovr., cm14x22, pp 342.
Paper wrappers, 130 x 215mm., 152pp., illustrated in colour and b/w. Spanish text. In good condition.
24 X 16,5 CM., 191-(87) PP., MOLTE ILL. IN B.N. N.T., BROSS. EDIT. ILL. A COL., BIBLIOGRAFIA, NUOVO (M). FL 651
Mm 145x210 Brossura editoriale con bandelle di pp. 112, presentazione di Ernesto Gianmarco, con disegni nel testo. In ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-4 (cm. 30.10), brossura illustrata, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 103, (1), con illustrazioni, nel testo, in bianco e nero e a colori. Testi introduttivi di Adriano Prosperi e Alfonso Garuti. La ricerca è stata effettuata in collaborazione con gli studenti dell'indirizzo “Operatori sui Beni Culturali” dell'I.T.G Sperimentale “B. Pascal” e la FNALA - CNA di Reggio Emilia. In ottimo stato (nice copy).
In-8 (cm. 21.50), brossura editoriale verde, illustrata, pp. 510. Prima edizione. In buono stato di conservazione (good copy).
br. Partendo dal frutto tentatore del giardino dell'Eden fino ad arrivare al divino foie gras, una maliziosa e divertente carrellata di cibi proibiti che hanno definito le varie culture nel mondo. Associando ciascuno dei piatti tabù a uno dei sette peccati capitali, l'autore mostra che, quando un piacere primario come il cibo viene criminalizzato, la storia che ne nasce è a dir poco sorprendente. Ricco di storie incredibili e dei racconti di viaggio dell'autore in luoghi esotici, "Nel giardino del diavolo" è un libro che coniuga l'amore per il cibo e la curiosità per la cultura ed esprime un grande amore per l'arte del viaggiare.
brossura Maria Brandon Albini, una delle protagoniste di maggior rilievo della letteratura meridionalista del secondo dopoguerra, ci racconta il suo "Viaggio" nel Salento con una scrittura dall'andamento leggero e brioso, tanto che si ha quasi l'impressione di leggere degli appunti, delle notazioni di viaggio prese giorno per giorno. L'autrice s'immerge in un universo composito dove convivono antiche credenze e istanze della contemporaneità, dove le leggende s'incrociano con storie di santi e il mondo magico e rituale della cultura contadina non è in contraddizione con il sindacalismo e le leggi di difesa operaia. L'Albini si sofferma sulla condizione delle donne nel Sud, registra il persistere di tradizioni popolari che sopravvivono agli assalti della modernità, la pratica della lamentazione funebre, la lingua grika e il tarantismo, pagine queste ultime di estremo interesse da un punto di vista della documentazione storica: scopriamo infatti che un anno prima del suo viaggio in Salento, era stata proprio l'Albini a inviare nell'Italia del sud un amico francese, il fotografo Andrè Martin. In questa realtà variegata e complessa l'autrice si lascia orientare da guide sapienti, giovani studiosi, intellettuali e non solo: la sua, quindi, non è una conoscenza libresca, ma è un approccio critico che tiene conto delle situazioni e dei problemi reali. Questo breve resoconto di viaggio è redatto con uno stile a metà strada tra reportage e cronaca, storia e antropologia, politica e religione.
br. Il "Galateo ovvero de' costumi", trattato nel quale, sotto la persona di un vecchio idiota ammaestrante un suo giovanetto, si ragiona de' modi che si debbono tenere o schifare nella comune conversazione, così precisa il sottotitolo, fu pubblicato nel 1558 da monsignor Della Casa, nunzio pontificio a Venezia, temperamento mondano, autore di quello che sarà poi l'"Indice dei libri proibiti". Vengono esposte norme sul modo di vestirsi, enumerati tutti i gesti e le cose spiacevoli da evitarsi; è riprovato lo scherno, la beffa, la parola che morde e offende; si suggeriscono i modi del parlare, si consigliano i vocaboli da usare e quelli da evitare. Insomma, biasimando ogni eccesso, l'autore incarna il culto della proporzione proprio del Rinascimento.