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ril.
ill., br. È un'isola consacrata alla luce e al sole: una balconata sul mare. Di qui ci son passati tutti: greci, romani, arabi, normanni. È qui che potrete incontrarli di nuovo. Nei sapori, nelle forme, nei profumi, nelle leggende. Gli strati della storia si sono affastellati e l'Ortigia di oggi vive di Aretusa e funk, anciove e Federico II, mixology e iconografia sacra. Quella che avete tra le mani non è una guida: piuttosto, un taccuino di viaggio con gli aneddoti tante volte raccontati e mostrati ai tanti amici in visita. Intrecciando le testimonianze storiche con le dicerie popolari, i miti greci con i nomi delle persone che tutti i giorni quest'isola la fanno, abbiamo imparato da Ortigia, mescolato la malta di ogni cosa, nel tentativo di restituirvi lo sguardo di chi quest'isola la vive tutti i giorni.
br. Il Piemonte è una terra ricca di castelli, laghi, montagne e boschi: in questi luoghi, quando cala la nebbia e il buio ammanta ogni cosa, se si ha un po' di fortuna - si fa per dire - è possibile incontrare spiriti di donne senza pace, congreghe di masche e demoni danzanti, diavoli tentatori che costruiscono ponti, processioni di monaci senza testa, spettri di cavalieri inquieti. Qui magia, storia e leggenda si fondono dando vita a racconti da brivido, che traballano continuamente tra realtà e suggestione. In questo libro l'autore ci conduce alla scoperta di una regione che rappresenta un baluardo del mistero, presentandoci le vicende di streghe e diavoli, di fantasmi di principi e regine, di cavalieri sciagurati e arcangeli vittoriosi.
br. ...da un po' di tempo in qua, sentendo ogni tanto da amici e parenti (quei pochissimi che parlano ancora piemontese) espressioni dialettali desuete o anche detti simpatici, ho deciso di raccoglierli ed annotarli, prima che si fossero del tutto perduti nelle nebbie del modernismo galoppante. Poi, da queste semplici espressioni, seguendo la via del ricordo mio e altrui, ho tracciato in punta di penna tante piccole storie, non so quanto spiritose o patetiche: ecco spiegata in breve la genesi di questo libro. Non è, né vuol essere, il solito volumetto di proverbi risaputi in cui il vecchietto ritrova la saggezza del suo popolo. Solamente una serie di modi di dire famigliari che ho tentato di salvare dall'oblio, probabilmente con lo stesso successo che ebbe a suo tempo Don Chisciotte con i mulini a vento. Però, con spirito assolutamente decoubertiniano, non si può dire che non ci ho provato...
br. Da più di un anno in qua per noi tutti non è stato un gran bel vivere, ammettiamolo! I giorni si sono susseguiti monotonamente, e solo ora si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. La rabbia accumulata è tanta, per cui ho pensato di rendermi utile ai miei preziosi lettori, con la creazione di questo «piccolo manuale» di pronta consultazione. Qui possono trovare parolacce, contumelie, frasi offensive, improperi (tutti piemontesi DOC) utili per dare sfogo alla frustrazione e liberarsi dalla tensione e dallo stress. Muniti dunque di questo rinforzo lessicale, essi potranno trovare con facilità l'insulto ad personam per ogni situazione. Scherzi a parte, questo «piccolo manuale» non ha certo pretese terapeutiche, ma vuole contribuire a far ritrovare a qualcuno un briciolo di buonumore, il che nella vita non guasta mai.
br. La copertina di questa mia ultima fatica (si fa per dire) letteraria ritrae parte di una tavolata di personaggi non proprio giovanissimi fra cui spiccava, se non altro per età, un fanciullo munito di un discreto paio di orecchie a sventola, nonché di un terribile farfallino, il cui elastico si era ammosciato prima ancora dell'inizio del pranzo. Ebbene, anche se stenterete a crederlo, le fattezze di quel pupetto sono proprio le mie, alla fi ne degli anni Cinquanta. E per completare il parterre des rois della foto, alla mia destra sedeva nonna Ernesta, alla mia sinistra nonno Gioanìn, e al suo fi anco mia madre. Insomma, alcuni dei personaggi che da sempre sono protagonisti dei miei racconti, anche nei libri precedenti. Qualcuno si sarà chiesto il perché del mio atteggiamento sorridente, in un consesso così estraneo alla mia età. Devo confessarvi che già allora, quando c'era da buté le gambe sota la tàula (qualunque fosse la compagnia) ero felice, perché mi auguravo, quasi sempre a ragione, che sopra quel tavolo si sarebbe servito qualcosa di buono. E ancora oggi, malgrado quanto assaggiato in viaggi ed esperimenti vari, ritengo che la cucina della mia terra sia una delle migliori, se non la migliore in assoluto. Perciò sono ben felice di dedicarle questo libro, condito con le solite amenità spicciole e auguro a tutti una lettura veramente «appetitosa». (Ugo Revello)
br. Speruma bin... Incipit perfetto per il nuovo volume di Ugo Revello che completa una trilogia. Dopo i primi due titoli "A va bin parei" e "Suma bin ciapà", ecco le nuove storie che il nostro raccontatore, con tenerezza e un velo di nostalgia, estrae dai ricordi famigliari: modi di dire, aforismi e giochi di parole di un tempo appena passato. Quando i detti in lingua piemontese assumevano significati talvolta umoristici, sarcastici, molto spesso ai limiti dell'impertinenza. Istruttivi di una cultura che il tempo sta frantumando e sembra non più appartenerci.
br. Da qualche tempo ho ripreso a frequentare il vecchio e un po' trascurato solaio dei ricordi, e con una certa sorpresa, da ogni armadio, ogni cassapanca, ogni stipetto che ho aperto, sono uscite tante piccole cose forse non preziose, che però mi è sembrato doveroso riportare dal dimenticatoio alla luce del sole. Così, riprendendo il filo di un discorso iniziato col mio primo libro, ho provato a ricreare le atmosfere che mi suggerivano i vari motti, divagando il giusto come mio solito. Non aspettatevi di trovare, neppure questa volta, perle di saggezza. Ma posso assicurare che lo spirito iniziale è rimasto intatto, così come la voglia di raccontare le mie piccole storie, cercando di non perdere mai il filo della tenerezza.
br. Il volume, attraverso la struttura a test e i numerosi riferimenti alla vita quotidiana, offre una seria occasione di imparare divertendosi. Potrete riconoscere l'eredità della tradizione mitica nell'arte, nei libri, nei film, nelle canzoni, nei fumetti; confrontare elementi comuni alle mitologie di tutto il mondo con quelli specifici della nostra cultura; ricordare il come e il perché di quel che già sapete e, ovviamente, scoprire molto altro.
Rilegatura in tutta tela con titoli in bianco al dorso e al piatto, sovraccoperta lucida illustrata con bandelle. Corredato di custodia contenitore in cartoncino semplice. Riccamente illustrato con immagini in bianco e nero e a colori con didascalie. Buonissimo lo stato di conservazione con pagine perfettamente tenute di colore candido come i tagli. Numero pagine 237. USATO
Monografia antologico-tradizionale, interno ed esterno, illustrati da riproduzione fotografiche a colori tratte dalle molteplici manifestazioni comunali. Brossura oversize con bandelle, copertina con minime tracce da conservazione, severe striature di polvere e abrasioni al patinato, fogli avorio, puliti e ben preservati, velo di pulviscolo ai tagli. N. pag. 137. USATO
Volume brossurato in cartoncino flessibile, dalla copertina illustrata in entrambi i piatti, leggermente annerita. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, velate da tonalità seppia, come i tagli, ricche di fotografie in bianco e nero e stralci di pentagramma musicale, nel testo. Stampato in 1000 esemplari, con la firma di autentica dell' Autore. Copia n. 709. Numero pagine 315. USATO
Brossura filo refe, volume di seconda mano con conservazione molto buona, n. 7 di collana, copertina segnata da comuni impronte di manipolazione e leggera alterazione cromatica, fogli puliti e molto ben preservati, striature di ossidazione ai tagli. N. pag. 101. USATO
br. "Angeli bianchi. Diario di un giovane siculo" è una raccolta di detti e indovinelli antichi (i numinagghi o miniminagghi) scritti in dialetto siciliano, raccontate da alcuni anziani ad un giovane volontario a cui stanno a cuore le sue origini e che vuole portare avanti la propria cultura che va perdendosi negli anni.
Ristampa anastatica dell'edizione di Roma 1885, brossura dalla copertina pastello illustra da composizione grafica, segnata alle estremità da compressione, pigmento sbiadito e ombrato da densi aloni di polvere, fogli intonsi, in calda tonalità avorio, pulviscolo si annida ai tagli. N. pag. 142. USATO
I edizione, n.212 della collana, dedica con firma appartenenza alla prima bianca, introduzione di Marcello Teodonio, rilegatura in tutta tela editoriale, rigida, rossa con titoli neri al solo dorso, minuto segno d'urto alla cima, sovraccoperta illustrata, con tracce di polvere, usura al piede e piccolo strappo alla cima, pagine avorio ottimamente conservate, leggermente ingiallite ai bordi. Numero pagine 684 USATO
Brossura editoriale in cartoncino flessibile, illustrata in entrambi i piatti, ingiallita al dorso, a tratti scolorita e con segni di usura per scaffalatura, pagine ingiallite ai bordi causa tempo, con illustrazioni in nero fuori testo. Numero pagine 125 USATO
Legatura in cartoncino rigido ruvido, con titolo in oro al piatto e al dorso, protetto da sovraccoperta illustrata, con bandelle, leggermente annerita e lisa. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, velate da tonalità seppia, come i tagli, ricche di tavole illustrate, a colori e in bianco e nero, nel testo. Numero pagine 188. USATO
disegni nel testo
Mostra tenutasi presso Museo di Roma, Palazzo Braschi, 10 febbraio - 5 aprile 2010. Brossura editoriale in cartoncino flessibile, dalla copertina illustrata con bandelle. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, velate da tonalità avorio, come i tagli, ricche di tavole illustrate a colori e in nero, nel testo. Numero pagine 127. USATO