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in 16°, bross. edit. ill. con bandelle, lieve scoloritura al dorso - prima edizione
1st edition. Original Wraps. 4to. 16 pages. 30 cm. First edition. In English and German. Austrian labor information: Anti-Hitler-Magazine. Monthly publication of the Austrian Labor Committee, according to holdings at IISH, 37 issues total were published. Publication of the Austrian Social Democrats (second and a half internationale) in exile in New York. Contains reportage and editorials and includes important announcements of developments, public talks, and the shaping of the german speaking socialist exile milieu in New York, Philadelphia, Los Angeles, and elsewhere. Subjects: Labor - Austria. World war, 1939-1945 - Labor Austria. Exile literature. OCLC lists 9 copies. Light wear Very Good condition. (HOLO2-113-41)
Berlin, Gedruckt in der Reichsdruckerei, 1939, in-8, br. editoriale, pp. 488. Documenti sulle premesse e prime fasi della seconda guerra mondiale, pubblicato dal Ministero degli Esteri del Terzo Teich. Dall'indice: Entwicklung der Deutsch-Polnischen Beziehungen, Deutschlands Bemühen um eine Verständigung mit Polen, 1933-1939, Die Englische Kriegspolitik, Deutschlands Bemühungen um Sicherung friedlicher Beziehungen zu seinen Nachbarländern, ecc. Lievi tracce d'uso.
Berlino 1939). In 8°gr.pp.XXVII+488n. bross.originale. Piccoli restauri al Frontespizio.(Tutto In Lingua Tedesca).
(nazismo-1933-Francia)[AUTORI VARI.]Livre Brun sur l'incendie du Reichstag et la terreur hitlŠrienne. PubliŠ par le ComitŠ international d'aide aux victimes du fascisme hitlŠrien. President: Lord Marley. PrŠface de Me De Moro-Giafferi. Paris, Editions du Carrefour, 1933, in 8, 286 pp, numerose tav.f.tetso con fotografie dell'epoca, br. (comprende "Liste de crimes du III Reich": dal 3 mars al 29 juillet) ("Requisitoires") (molto interessante e bello per il periodo di pubblicazione) [Euro 40,00]
A oltre vent'anni dalla pubblicazione dei due principali lavori sulla Resistenza tedesca disponibili in lingua italiana, quello di Claudio Natoli (1989) e quello di Peter Hoffmann (1994), il presente volume si propone di mettere a confronto tra loro diverse generazioni di studiosi italiani e tedeschi. E, per questa via, aspira a compiere un ulteriore passo avanti nella direzione di un'interpretazione che nella Resistenza tedesca veda non solo un capitolo cruciale della storia europea del Novecento, ma anche un tema di straordinaria rilevanza ai fini di una più accurata analisi dei processi di nazificazione della società tedesca tra 1933 e 1945. Sullo sfondo delle più recenti acquisizioni storiografiche, gli autori dei diversi contributi si misurano così con la complessa galassia delle 'Resistenze tedesche', prendendo in esame sia le modalità attive di opposizione politica (Widerstand), sia le modalità passive di opposizione civile al regime nazionalsocialista (Opposition). Curatori: Federico Trocini.
IL SAGGIATORE 1968 235 PP. INTERVENTI, TRA GLI ALTRI, DI NOAKES VITAL ROSKILL ROGGER WILLIAMS GROTH... FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO E INTONSO, CON ANCORA LA FASCETTA EDITORIALE, COME DA FOTO.
LA ROSA DI NESSUNO 2/2007 CULTURA NAZISTA? CULTURE NAZIE? LA TENTAZIONE LETALE DEGLI INTELLETTUALI DEL NOVECENTO LA TENTATION LéTALE DES INTELLECTUELS DU XXE SIèCLE, A CURA DI ANDREA CAVAZZINI MIMESIS 2007 309 PP. FONDO DI MAGAZZINO, ALLO STATO DI NUOVO. Le ralliement à la politique meurtrière du nazisme de la part de plusieurs penseurs incontournables comme Martin Heidegger ou Carl Schmitt reste aujourd'hui à penser. Les discours et les interrogations à l'égard de ce fait indéniable et "scandaleux" ne cessent pas de proliférer : pour cette raison, il faut à tout prix soustraire le traitement de ce sujet au journalisme policier et à la censure moralisatrice, qui ne s'attaquent aux égarements de la pensée radicale que pour jeter le marque du scandale sur la pensée elle-même. Les enjeux réels soulevés par ce sujet sont multiples : d'abord, la signification et la valeur de la radicalité dans la exercice de la pensée ; deuxièmement, l'"essence" de l'Etat National-socialiste et de sa politique exterminatrice ; enfin, les liens de notre présent avec l'âge des exterminations de masse. Tout cela peut être traité à partir de l'étude des tentations létales qui unirent plusieurs représentants de la pensée et du savoir au destin du cauchemar bio-politique national-socialiste. Il ne s'agit que de traiter ces enjeux au-delà des scandales préfabriqués, en essayant de comprendre si la radicalité intellectuelle recèle-t-elle une complicité structurelle avec l'horreur et les catastrophes, et quelle place faut-il attribuer à la rationalité économique et scientifique dans les pratiques génocidaires du nazisme. Par là, on pourra (du moins, espérons-le) jeter un peu de lumière sur le jeu entre radicalité et aveuglement qui est inhérent à toute pensée guidée par la "passion du réel" - ce qui aidera peut-être à reconnaître les dangers qui habitent notre présent, non pas à cause d'un excès de radicalité, mais plutôt à cause de l'emprise étouffante d'une passion meurtrière pour la normalisation.
n. 1651 bross. edit. ill.
br. Alla fine degli anni Trenta, con la conquista dell'Etiopia e la proclamazione dell'Impero, l'Italia fascista sente il bisogno di affiancare alla nuova coscienza imperiale degli italiani anche una coscienza razziale. Ben presto dal "razzismo africano" si passerà all'antisemitismo, e nel 1938 in pochi mesi si arriverà alle fatidiche leggi razziali che equivalsero alla "morte civile" per gli ebrei, banditi da scuole, luoghi di lavoro, esercito, ed espropriati delle loro attività. Tutti gli italiani "ariani" aderirono, dai piccoli balilla che non salutavano più i compagni, a gente comune e alti accademici che volsero le spalle agli ex amici. La bella gioventù dell'epoca (universitari, giornalisti e professionisti in erba) rappresentò l'avanguardia del razzismo fascista. Molti di loro avrebbero costituito l'ossatura della classe dirigente della Repubblica, ma quasi tutti in quel quinquennio furono contagiati dal virus antisemita. Ecco perché per circa sessant'anni c'è stata una sorta di autoassoluzione nazionale che gli storici non hanno pienamente rivisto. Per restituirci un'immagine più veritiera dell'atteggiamento della popolazione di fronte alla persecuzione dei connazionali ebrei, Avagliano e Palmieri hanno scandagliato un'enorme mole di fonti.
br. Nel dopoguerra gli ex deportati si trovarono "immersi in un dolore che rifiuta l'espressione narrativa, nel tentativo di rimuovere un'esperienza inquietante". Alla paura di non essere creduti e al senso di colpa per essersi salvati, si aggiungono il rifiuto degli editori, storici, mass media di ascoltare e di far conoscere quanto era accaduto nei campi di concentramento. Ciò ha determinato un vuoto di conoscenza soprattutto per quanto riguarda i deportati politici e i lavoratori coatti, ai quali è dedicata questa ricerca. Eppure, i deportati politici italiani furono oltre trentamila, il 90% dei quali non tornarono; mentre altri centomila italiani civili (ignari cittadini, sospettati di antifascismo, renitenti alla leva, detenuti comuni) furono precettati o rastrellati e trasferiti nel Reich dopo l'armistizio e utilizzati come manodopera nella produzione bellica. Dopo il lavoro di "Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945", Mario Avagliano e Marco Palmieri ricollegano le memorie individuali per restituire un'altra pagina di storia italiana al pubblico dominio.
Milano, Sperling & Kupfer, 2011, 8vo (cm. 23 x 15,5) cartonato con copertina e sovraccopertina illustrata a colori e fascetta editoriale, pp. 329 (I volti della storia, 221) .
Roma, Newton Compton, 2011, 8vo (cm. 23 x 15,5) cartonato con copertina e sovraccopertina illustrata a colori e fascetta editoriale, pp. 332 (I volti della storia, 221) . In ottimo stato.
Una storia vera."Era il 1944, sono entrato ad Auschwitz di mia volontà". Una storia che ha commosso milioni di lettori in tutto il mondo. Denis Avey è un prigioniero di guerra inglese che volontariamente si è introdotto in un campo di concentramento nazista scambiando la sua divisa militare con gli stracci a righe di un ebreo di nome Hans.
Una storia vera."Era il 1944, sono entrato ad Auschwitz di mia volontà". Una storia che ha commosso milioni di lettori in tutto il mondo. Denis Avey è un prigioniero di guerra inglese che volontariamente si è introdotto in un campo di concentramento nazista scambiando la sua divisa militare con gli stracci a righe di un ebreo di nome Hans.
MONDADORI, 1967. Mondadori, collana I Record 1967 in prima edizione; br. ed. ill, in 16°, pp.196 + (12). Traduzione di Liliana Magrini. In cop. dipinto di D. Cantatore. Rar. (Fascismo, Nazismo, Resistenza), OTTIMO stato.
2008184738Perrin Grand livre du Mois, 2008. Grand et fort In-8 cartonnage éditeur noir de 543 pages. Avec photos. Trés bon état.
Perrin Grand ivre du Mois 2008, grand et fort In-8 cartonnage éditeur noir, 543 pages. Avec photos. Trés bon état.
330233Perrin Paris 2008 In-8 carré ( 270 X 180 mm ) de 543 pages, cartonnage imprimée. Illustrations dans et hors-texte. Intérieur très frais. Très bel exemplaire.
1998166615Seuil Paris, Seuil, 1998. In-12 broché de 434 pages. Bon état
Paris, Seuil, 1998. In-12 broché de 434 pages. Bon état
in-16 broché. Bel exemplaire. [LP-4]
1979184749Vernoy Vernoy 1979, In-8 relié cartonnage éditeur sous jaquette. 246 pages + photos. Très bon état.
Vernoy 1979, In-8 relié cartonnage éditeur sous jaquette. 246 pages + photos. Très bon état.