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Milano, Longanesi, 1965, in-16, br. edit., pp. 260, [8]. "I Libri Pocket", n. 305.
br. Tra i gerarchi del regime Italo Balbo è probabilmente quello maggiormente studiato. Eppure, ogni qualvolta ci si avvicina alla sua figura, ci si rende conto che ancora molto rimane da fare. Tanto più che, specie se lo si guarda avendo come obiettivo quello di raggiungere una più profonda conoscenza dei meccanismi di funzionamento del regime, dell'ambiguità del rapporto tra centro e periferia o dell'importanza del mito quale strumento dell'agire politico, l'analisi della vita e dell'opera di Italo Balbo appare forse ancor più decisiva di quella dello stesso Mussolini. Insomma, se indagato ponendosi domande nuove, il gerarca nato a Quartesana può rappresentare una sorta di passe-partout per accedere alle stanze rimaste in penombra: la ripresa d'interesse per Balbo promette di riservare molte sorprese. Il volume intende essere il punto di partenza per l'avvio di un nuovo cantiere di ricerca, potenzialmente in grado di offrire scoperte molto fruttuose.
br. Tra i gerarchi del regime Italo Balbo è probabilmente quello maggiormente studiato. Eppure, ogni qualvolta ci si avvicina alla sua figura, ci si rende conto che ancora molto rimane da fare. Tanto più che, specie se lo si guarda avendo come obiettivo quello di raggiungere una più profonda conoscenza dei meccanismi di funzionamento del regime, dell'ambiguità del rapporto tra centro e periferia o dell'importanza del mito quale strumento dell'agire politico, l'analisi della vita e dell'opera di Italo Balbo appare forse ancor più decisiva di quella dello stesso Mussolini. Insomma, se indagato ponendosi domande nuove, il gerarca nato a Quartesana può rappresentare una sorta di passe-partout per accedere alle stanze rimaste in penombra: la ripresa d'interesse per Balbo promette di riservare molte sorprese. Il volume intende essere il punto di partenza per l'avvio di un nuovo cantiere di ricerca, potenzialmente in grado di offrire scoperte molto fruttuose.
Da Rivista Storica, 1941. In 8°pp.19n. cop. Muta.
brossura Sport, gioventù, virilità e mascolinità furono concetti chiave nella visione utopica e nella costruzione dell'uomo nuovo durante il regime fascista. Attraverso l'unione, apparentemente contraddittoria, di nostalgia per un passato glorioso e di proiezione verso un futuro evoluto, l'Italia di Mussolini fu programmaticamente permeata da un senso di ipervirilità simbolica, rituale e allo stesso tempo concreta, onnipervasiva e totalizzante. Con lo scopo di modellare le menti e i corpi dei giovani fascisti il regime dispiegò una fitta rete di dispositivi disciplinari, norme igieniche e comportamenti codificati in stretta connessione con l'architettura razionalista di strutture come il Foro Mussolini a Roma, la cui "mistica" non solo rifletteva l'ordine sociale ma lo formava in ogni sua parte. A partire dall'analisi di questi elementi lo studio di Marcello Barbanera mette in luce fonti e modelli, protagonisti e vicende di un piano di ingegneria sociale che trasformò ad un tempo il corpo proprio e il corpo politico degli italiani.
br. Era il 28 maggio del 1974. A Brescia, piazza della Loggia era piena. I sindacati e la città del movimento operaio e democratico era scesa in strada per manifestare contro il terrorismo fascista che, in quegli anni, aveva già insanguinato l'Italia stendendo un velo oscuro di morte e di omertà su numerosi attentati. Ma quella mattina, a Brescia, l'eversione nera voleva colpire ancora. Fu uno scoppio fortissimo quello che devastò la piazza, uccidendo otto persone e ferendone oltre cento. Tutto nacque da una bomba nascosta in un cestino di rifiuti, ma l'indagine su quanto accaduto fu immediatamente resa faticosa dall'allucinante decisione di lavare il sangue dalla piazza con potenti getti d'acqua, rendendo impossibile compiere i normali rilievi. Paolo Barbieri, bresciano e presente in piazza il 28 maggio, parte proprio da questi concitati momenti di lutto per raccontare la storia della strage: una lunga vicenda umana e giudiziaria in cui il depistaggio sembra la regola, la reticenza degli apparati dello stato normale e le protezioni di cui i fascisti godono in seno alle istituzioni un fatto acclarato. Per questo, prima di ogni altra cosa, la strage di Brescia rappresenta una ferita all'ordinamento democratico destinata a non rimarginarsi mai.
Broch?. 126 pages.
Paperback, 264 pages, illustrations, 8vo, 20 cm. In Hebrew. SUBJECT (S) : Holocaust, Jewish (1939-1945) -- Latvia. Jews -- Latvia -- History -- 20th century. Note(s) : Includes bibliographical references and index. Other Titles: Unichtozhenie evreev v Latvii, 1941-1945. Good condition. (Holo2-15-4)
in 8° leg. edit. con sovrac. fig. a col. pp.200 con foto f.testo
In 8° leg. edit. fig. col. pp. 201, ben tenuto
Milano, Rusconi, 1982, 8vo (cm. 21,5 x 14) tutta tela con fascetta editoriale e sovraccoperta illustrata, pp. 197 con 64 tavole fotografiche fuori testo. Quarta edizione.
Mm 140x220 Volume cartonato rigido, sopracoperta figurata a colori, 200 pp. con 64 tavole in nero non comprese nel testo. Libro in buone-ottime condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Book is in excellent condition. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Dust jacket shows the slightest signs of shelf wear only, no tears, small chip at upper front corner. Previous owners name and addres at inside cover, 358 pages, 15 page section of b&w photos, contents include Murder of the institutionalized patients, Postwar Germans and thier church in the East and West, Church/Nazi ideology, Martin Niemoller, Dietrich Bonhoeffer, Compromising or overthrowing Nazism, etc.
8vo. 56 pages. First edition. Reprinted from American Jewish year book, vol. 63, 1962. SUBJECT (S) : Jews Europe history. Baron (1895-1989) was a professor at Columbia University, and was appointed the Nathan L. Miller Professor of Jewish History, Literature, and Institutions there in 1929, making Columbia the first university to provide a true academic milieu for Jewish studies. During his incumbency, Baron denounced the "lachrymose conception of Jewish history" as a story of individuals and persecutions, flawed by undue emphasis on events, texts and idealism. He used universal categories and scholarly research to place Jewish history in a larger comparative context, while placing equal emphasis on the vibrancy of Jewish religious culture. (columbia.edu) Promotional flyer laid in. Very good condition. (HOLO2-8-6)
br. Attraverso un'analisi storica scientificamente curata e dettagliata, l'autore mette in luce le contraddizioni e le prove oggettive che rendono la "storica versione" sulla morte di Mussolini di Audisio & co. inattendibile, e quindi riapre interrogativi che ancora anelano di essere sciolti definitivamente.
In 4, cm 23 x 30, pp. 432 con molte illustrazioni nel testo. Importante studio dedicato agli artisti tedeschi ed europei, fuggiti dalla dittatura hitleriana: Kokoschka, Mondrian, Kertesz, Albers, Feininger, Grosz, Breuer, Mies Van der Rohe, Massin, Matta, Leger, Tanguy, Ernst ecc.
Mm 110x180 Brossura editoriale con bandelle, pp. 46. Nuovo
bross. edit. ill., lievi tracce d'uso e minime erosioni in cop. e al dorso
tela edit. con titoli al dorso e sovrac. ill., timbro d'appartenenza - prima edizione it. - trad. di Valeria Zini - illustrazioni in b.n. fuori testo
Le grand livre du mois, 1999. In-8 relié plein cartonnage souple éditeur de 317 pages. Rares passages discrètement soulignés au crayon de papier sinon bon état
ill., br. Il volume raccoglie dieci saggi sul tema generale dell'ampliamento del governo pubblico dell'economia durante il corporativismo fascista. Alcuni scritti affrontano il problematico rapporto tra intellettuali (come Luigi Einaudi, Attilio Cabiati, Ugo Spirito, Nino Massimo Fovel) e dittatura mussoliniana. Altri saggi discutono criticamente le scelte di politica fiscale del periodo e i vari aspetti connessi alla riforma della finanza pubblica. Alcuni autori indagano poi sui rapporti tra diritto amministrativo e diritto corporativo, dedicando un commento puntuale alle due leggi del 1939 sulla tutela del paesaggio e dei beni artistici. Occupano un posto a sé all'interno del volume uno scritto sull'interscambio tra pensiero economico italiano e tedesco dal 1918 al 1945, e quello di cui è autore Sabino Cassese, che, partendo dai suoi numerosi studi, riflette sul senso generale della vicenda storica del fascismo.
br. Il volume raccoglie nove saggi su rilevanti vicende della politica, dell'economia e del diritto in Italia durante il fascismo. Alcuni di questi scritti fanno emergere gli obiettivi del corporativismo, che ambiva al rinnovamento della politica, delle istituzioni e della cultura, ma che non raramente scadeva in posizioni illusorie e retoriche. Sul fronte economico si illustrano la discussa abolizione dell'imposta di successione nel 1923 e le proposte degli economisti per uscire dalla Grande Depressione del 1929. Si indaga il rapporto del legislatore fascista con la giustizia amministrativa, dedicando anche attenzione al tema del linguaggio giurisdizionale. Una specifica riflessione investe il rapporto tra meridionalismo e fascismo; e l'influenza della filosofia del corporativismo sull'economista matematico Bruno de Finetti. A ispirare una parte del titolo del libro, viene presentato infine il pensiero di Carlo Rosselli, che pagò a caro prezzo la sua dissidenza.
ill., br. Inviato da Roma alla guida del giornale del PNF di Massa Carrara per portare in provincia la "rivoluzione antropologica" del regime, Stanis Ruinas, proveniente dall'"Impero" dei futuristi Settimelli e Carli, impostò un giornale "di battaglia", che in nome dello "stile fascista" condusse campagne verso le banche, i commercianti, la stampa. Assai violenta fu quella contro gli industriali elettrici, mentre verso gli industriali del marmo locali fu condotta una campagna di moral suasion, secondo le direttive di governo e partito. Ruinas pose l'impronta dell'intransigentismo fascista sui temi di rilevanza nazionale: la missione della stampa, corporativismo e sindacalismo, la questione femminile, la politica estera, i rapporti con la Chiesa, le politiche del regime di fronte alla crisi economica...