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In 8, pp. XXVIII + 71 + (1) con tavv. sinott. n.t. e 2 tavv. f.t. Leggera gora al marg. inf. int. delle cc. Danni rip. al d. Br. ed. Notizie storico-statistiche relative all'Albergo dei poveri di Genova fondato nella seconda meta' del Seiecento dal patrizio genovese Emanuele Brignole: 'principii costanti furono non dar ricovero che ad assolutamente bisognosi e riconosciuti incapaci di provvedersi il sostentamento o per eta' o per difetti fisici: l'ammaestramento in qualch'arte dei ragazzi d'ambi i sessi, l'insinuare alle classi povere l'amore, il dovere, la dignita' del lavoro, lo spirito di risparmio e di previdenza, la vilta' del mendicare'. Con il passare dei secoli, il numero medio dei ricoverati raddoppio' arrivando ad oltre 1700, anche a causa dei 'rovesci di fortuna' che 'riescono frequenti ed inevitabili' nei luoghi d'industria, mentre appaiono meno instabili le condizioni di chi vive nei 'paesi di ben ripartita possidanza agraria'. Innumerevoli le domande di accoglienza che giungono all'Istituto: 'miserando spettacolo si e' quello che presentasi allorquando gli Amministratori sono adunati per sentire le istanze dei poveri che implorano asilo. Ragazzi di tenera eta' scrofolosi, rachitici, vecchi cadenti, dalla morte o dall'ingratitudine altrui lasciati soli sulla terra, storpi, malsani, coperti di luridi cenci con aspetto ove stanno dipinti i patimenti e la fame, o piuttosto cadaveri che creature viventi'. Gli Amministratori, 'angustiati dalle strettezze dei redditi', esercitano 'l'amaro incarico di pronunciare un presso che inumano giudizio tra miseria e miseria, scrutarne i gradi, porre a calcolo i piu' o men prossimi pericoli di morte per isfinimento. Il vecchio di settanta anni vede a se preferito quello di ottanta: la vedova con quattro figli vede ricusato il suo per raccogliere il quinto o sesto figlio di un'altra ammalata o derelitta'. Numerose le tabelle presenti nel testo con dati statistici fra i quali: movimento numerico dei poveri nell'ultimo quinquennio, stato sanitario dei ricoverati, quadro dei poveri che caddero ammalati, nomenclatura delle malattie sofferte dai poveri, movimento numerico e stato sanitario dei ragazzi accordati presso i villici della divisione di Genova, punizioni inflitte ai poveri per mancamenti commessi (cattivi costumi e parlar sconcio, mancanza di subordinazione, alterchi e percosse, ebrezza).
In-8, demi-percaline chagrinée, dos lisse orné de filets dorés, titre doré, tranches mouchetées, plats de papier marbré, xl, 463 p. "Deuxième édition revue, corrigée et considérablement augmentée" de cet état complet de l'assistance en Belgique, réalisé à la demande du gouvernement belge et édité par les soins de l'administrateur général des établissements de charité et des prisons de Belgique. La préface est signée "Ch. S. de N." = Charles Francois Soudain de Niederwerth. Bon exemplaire.
Petit in-folio oblong (410 x 280 mm), percaline vert bronze éditeur orné de motifs rocaille dorés et à froid, titre doré, 21 lithographies sur fond teinté, dont le titre. Edition originale de cet album conçu lors d'une assemblée générale des fondateurs de Mettray, le 12 mars 1843, "véritable opération de communication" pour promouvoir, sous forme d'une visite en images, la célèbre colonie agricole pour jeunes délinquants fondée Frédéric-Auguste Demetz en 1839. Les planches ont été confiées pour le dessin à Jean-Alexandre Thierry, élève de l'architecte de la colonie Abel Blouet et à Sauvé et Faivre pour la lithographie. L'album comprend le titre dans un encadrement architectural et allégorique, suivi de 20 vues de la colonie et des activités des détenus: vue générale des bâtiments, vue bucolique du village, intérieur et aménagements, salle de classe, réfectoire, dortoir, infirmerie, atelier des cordiers, exploitation de la carrière, horticulture, gymnastique, école de natation, etc. En un siècle (1839-1937), la colonie de Mettray tenta de "redresser" par le travail plus de 17.000 jeunes âgés de 6 à 21 ans, en les arrachant à la prison. Nichée au coeur de la Touraine, l'institution philanthropique sans mur, aux allures de jardin, se transforma rapidement en véritable bagne pour enfants. L'écrivain Jean Genet, y passera près de trois ans et Michel Foucault l'érigera en modèle de l'archipel carcéral. Cf. J. Bourquin et E. Pierre, 'Une visite à Mettray par l'image: l'album de gravures de 1844', in "Sociétés & Représentations", 2004/2 (n° 18), p. 207-216. Cartonnage légèrement frotté, coins émoussés, piqûres et rousseurs, soutenues sur certaines planches.
Erette in ente morale con Decreto Reale 16 settembre 1896, Torino, Via Arsenale 11. Statuto organico. Esemplare perfetto. Brossura editoriale cartacea a stampa, pp. 24, in 8°
In-8°, pp. 25, (2). Bross. edit., ombre da polvere in cop., ottimo l'interno. La presentazione è del Presidente della Commissione Ezio VIGORELLI (Lecco, 1892 - Milano 1964), partigiano nell'OSSOLA; socialista moderato, Ministro del lavoro e della previdenza sociale dal 1954 al 1957, fautore dei "Decreti Vigorelli" sui contratti di lavoro. Di sicuro interesse, tra l'altro segnala l'anomalia riguardante gli illegittimi, auspica semplificazioni per le adozioni ecc.
In-8, cartonnage vert amande à la Bradel, pièce de titre de maroquin rouge, titre doré en long, tranches mouchetées (rel. Laurenchet), 31 p. Compte-rendu de la mission d’enquête effectuée par Charles Lucas au cours de l'année 1838 dans différents lieux de détention pour hommes et femmes. L'auteur relate ses rencontres avec les directeurs d'établissements et avec des détenus sans rien dissimuler: la sexualité en prison, la violence et les meurtres, les malades mentaux et les traitements qui leur sont infligés, les conséquences dramatiques de l'isolement absolu... Dans le rapport, les membres de l'Académie des Sciences morales et politiques: Mignet, Blanqui, Villermé, lord Brougham, se montrent admiratifs vis-à-vis du travail effectué, mais regrettent, qu'au niveau de la forme, Ch. Lucas soit rentré dans des "tableaux qu'on devait se dispenser de retracer, afin qu'un voile de pudeur soit tiré sur de honteuses turpitudes". Rousseurs. Tiré à part de la "Revue de législation et de jurisprudence".
In 8, pp. 68. Br. ed. Qualche danno al d. Storia e regolamenti di questa antica confraternita sorta intorno al 1585 su ispirazione di Gaetano Tiene.
In-8° (cm. 24,3), pp. 82, (1). Bross. edit. Lievi mancanze al pur ben cucito dorso. All'occhiello DEDICA AUTOGRAFA FIRMATA "Al carissimo avv. NISSIM... Dissertazione di laurea". Dunque OPERA PRIMA, e, parrebbe, unica di FOA, avvocato; nel web un Moise Foa risulta consigliere a vita della fondazione Ebrraica De Levy, 1950 (torinoebraica.it) e segretario della Comunità di Torino (archivioterracini.it). Opere pie, inizi, regime anarchico, intervento della Chiesa, del potere laico, riordinamento di Vittorio Amedeo II, teoria del Vasco, proscrizione della mendicità (1717), dominio francese, ritorno dei Savoia, editto 1836, del 1850. Censito in 9 biblioteche.
Un volume in 8vo grande (24 cm) di VIII-507 pagine. Atti del congresso internazionale di beneficenza di Milano – Sessione del 1880 – Legatura del tempo in tela blu, cornice a secco ai piatti con STEMMA DELLA CASA SAVOIA in oro al piatto anteriore. Dorso liscio ornato e dorato. Un po' SCOLORITO il piatto anteriore, qualche angolo liso, ma nel complesso interessante legatura. Interessante anche il contenuto: viene dibattuto tra l'altro in particolare il trattamento dei detenuti ed il lavoro nelle carceri e dopo la fine della pena. Al passaggio dai lavori forzati ai concetti più moderni di pena.
Grand in-8, demi-veau à long grain violine de l'époque, dos à nerfs, titre doré, étiquette en pied, 480 p., cachet. Nombreuses et importantes contributions sur la santé publique et la lutte contre les maladies endémiques dans les colonies françaises, illustrées de statistiques. Divisé en trois sections : Médecine - Hygiène - Assistance médicale- Prévoyance sociale. Président du Congrès : Le docteur Paul Gouzien, médecin inspecteur général des troupes coloniales et président du Conseil supérieur de Santé des colonies. Importante source de documentation sur la santé publique dans les colonies avant la deuxième guerre mondiale.
In 16, cm 10 x 15,5, pp. XVI + 168. Cartonatura moderna. Edizione originale e unica di questo studio di questo erudito modenese. Considerazioni su cosa sia la poverta' e la mendicita'; Sforzi dei laici e sacerdoti per mettere ordine nel fatto dei poveri; condizione del corrente secolo; Argomenti posti per muovergli a soccorso della poverta'...solo la cattolica religione opera ogni bene; alcune regole a riguardo de' poveri e de' ricchi nell'uso della beneficenza; alcuni mezzi da prevenire la poverta'; intorno al luogo e alla materia de' sovvenimenti; Istituzione di una Compagnia della carita' ecc.
In 8, pp. 39 + (1). Intonso. Br. ed. dec. Considerazioni relative alle cause e alla diffusione della pellagra nel Polesine. Scrive l'A.: 'la costituzione corporea degli abitanti del Polesine e' generalmente robusta [...]. Ne' paesi pero' inferiormente situati, in cui giacciono per molta parte dell'anno le morte acque stagnanti [...] s'incontrano individui di temperatura infelice, ne' quali lo sviluppo degli organi e de' sistemi si e' fatto tardissimo, ovvero non giunse al pieno complemento'. L'ininterrotto consumo di farina di mais, la mancanza di alimenti azotati, la fatica nei lavori campestri, l'abuso di alcool sono cause che contribuiscono a determinare l'insorgenza della malattia.
In 8, pp. 113 + (1b) + (1) + (1b) con tavv. sinottiche n.t. Br. ed. Fa parte della 'Biblioteca della Rivista Pellagrologica Italiana' [vol. I]. Studio medico sulla pellagra fatto a partire dalle analisi delle urine del malato. L'A. esclude che sia la dieta basata soprattutto sul granoturco a causare la malattia: 'si capisce che ha gli inconvenienti di ogni dieta vegetale, cioe' gli albuminoidi meno assimilabili, l'eccessivo volume e l'esuberanza dei carbodrati; puo' quindi preparare l'organismo specie in certi individui predisposti all'intossicazione maidica, ma per se stessa non sara' mai causa di pellagra'. Oltretutto il pellagroso 'clinicamente non puo' essere paragonato che ad un caleidoscopio; si puo' affermare senza esagerazione, che ogni individuo intossicato presenta una sindrome fenomenica sua propria'.
Quaderno manoscritto in 8 grande, vergato con chiara grafia al recto e al verso, di 8 cc. (16 pp.) comprendente anche un fascicolo di Estratto delle primiere costituzioni degl'orfani per l'ordinaria pratica in case, anch'esso manoscritto, di 9 cc., con il regolamento dell'orfanotrofio di Ravenna in nove punti. I fanciulli ammessi devono essere di preferenza orfani di padre e madre, senza parenti che li possano mantenere, con un attestato che certifichi la sana e robusta costituzione. All'eta' di diciotto anni devono essere congedati: 'e' preciso dovere d'ogni orfano l'ubbidire e rispettare i superiori ed il ricevere con rassegnazione e umilta' le ammonizioni, ed i castighi [...] Guai a quegli orfani che ardiscono con parole, con atti, gesti, mancare al rispetto e alla subordinazione dovuta ai loro superiori. Guai a quelli che dovessero rifiutarsi di ricevere le punizioni, i castighi'. Se l'orfano dovesse rifiutare la punizione, gliene sara' inferta' una ancora piu' grave e potra' persino essere cacciato dall'orfanotrofio e sottoposto 'alle misure terribili che la legge prescrive in propositi di discoli, vagabondi, oziosi, disutili'. E' poi descritto il modo in cui deve svolgersi la giornata dell'orfano con l'uscita mattutina per recarsi al lavoro nella bottega in cui e' impegnato: qui 'ubbidira' al rispettivo superiore, e padrone di bottega, onde procacciarsi il suo amore, ed impegnarlo maggiormente ad insegnargli con carita' quell'impiego od arte a cui si applica'. Non potra' trattenere per se' la paga che gli spetta ma consgnarla nelle mani del rettore dell'orfanotrofio.
Editions Quart Monde, 2004. In-8 broché, couverture à rabats de 48 pages. Bon état
In 4, pp. (2) + (2b). Stemma e capolettera figurato xilogr. alla prima p. Ordinanza con cui si stabilisce la possibilita' di alienare fondi 'per lo piu' di poco valore' il cui ricavato sara' destinato alla Congregazione primaria generalissima di carita' di Torino.
Manifesto (cm. 30,5 x 39). Stemma e capolettera fig. xilog. Piega nel mezzo. Alcune mancanze ai margg. sup. e inf. della c. Ordinanza con cui si vieta a qualunque cittadino di insultare od oltraggiare le Guardie degli Ospedali di Carita' quando queste vanno alla ricerca dei mendicanti e questuanti, tanto meno di dar loro 'impedimento nel loro Uffizio ne' di togliergli dalle mani con forza, o con minacce, ne' di contribuire in qualunque altro modo alla fuga di detti questuanti'. Allo stesso modo i locandieri e i proprietari di case non potranno impedire alle guardie l'accesso alle abitazioni durante la caccia ai mendicanti stessi.
In-8, demi-veau glacé de l'époque, dos à faux nerfs soulignés de filets à froid, pièces de titre de maroquin rouge et vert, (2) f., xi, 492 p., auréoles et rousseurs soutenues. Édition originale. Historique de la législation - Examen détaillé des diverses institutions de prévoyance, d'assistance et de secours - Le paupérisme, ses causes et ses remèdes. L'auteur qui était préfet de la Nièvre, avait transformé son département en laboratoire de ses idées. Il défendait l'assistance publique contre les partisans de la charité privée. Sur Magnitot et son œuvre, cf. A. Thuillier, 'Économie et société nivernaise', p. 237-255). (Manque à Granier et à N. Dada. Say & Chailley, I, 83). ((C43 : Harmoniser cette fiche avec l'autre ouvrage du même auteur))
Ensemble de 62 pièces reliées en 4 volumes in-8°, 3 de demi-chagrin vert, dos à nerfs et un de demi-maroquin vert, dos lisse orné d'un décor romantique doré (reliures de l’époque). Précieux recueil de 62 pièces (dont 15 en double), composé en partie de ses propres œuvres, constitué par Charles Lucas pour sa bibliothèque personnelle. Chaque volume est précédé d'un index de sa main. Charles Lucas (1803-1899) est l'homme "qui, sans conteste, pendant le XIXe siècle, a le mieux incarné les ambitions et les ambiguïtés de la réforme pénitentiaire (...) et a fondé la Science des prisons" (J.G. Petit). Il personnifia le libéralisme pénal de la Restauration, jetant les bases d'un système pénitentiaire qui récusait l'emprisonnement perpétuel. Guizot le nomma inspecteur des prisons dès le changement de régime, en 1830. Il demeura trente-cinq ans à ce poste. À partir de 1830, l'engouement pour l'amélioration du système pénitentiaire suscita des centaines d'ouvrages. Charles Lucas se constitua une très riche bibliothèque spécialisée, augmentée des nombreuses brochures que l'inspecteur général des prisons recevait. On trouve ici une importante réunion de 21 plaquettes traitant de la colonie agricole du Val d'Yèvre qu'il avait fondée, en 1841, pour recevoir des jeunes délinquants. Après avoir acheté 140 ha de marais au Val d’Yèvre près de Bourges, Charles Lucas soumit son projet au ministère de l’Intérieur qui ne le retint pas. En 1846, il décida de se lancer personnellement dans "l’aventure". La construction coûta 450.000 francs et l’Etat alloua 80 centimes par jour et par colon qui furent transférés de la prison de Fontevraud dès 1847 : 100 en 1850 puis 400 en 1860. En 1865, Charles Lucas devenu aveugle fut remplacé par son fils docteur en droit. En 1872, la colonie fut louée, puis acquise par l’Etat et "nationalisée". La loi de 1912 sur les tribunaux pour enfants entraîna une réduction progressive des effectifs jusqu’en 1924 pour le Val d’Yèvre ferma définitivement.
2 voll. in 8, pp. XIII + (3) + 504 con tavv. sinott. n.t. e 1 tav. f.t. piu' volte rip.; 550 con tavv. sinott. n.t. Intonsi. Alcune cc. presentano leggere gore marginali. Br. ed. Seconda ed. dello stesso anno della prima pubblicata a Parigi di uno dei piu' importanti e completi trattati sulla storia dell'indigenza considerata nei suoi rapporti con l'economia sociale, la storia e la statistica. L'A. si sofferma sulla nascita delle istituzioni volte a porre un argine al fenomeno in Francia e nelle altre nazioni europee con un'analisi dettagliata delle diverse legislazioni. Gerando mette a frutto la lunga esperienza in qualita' di direttore degli ospizi parigini, delle case per sordomuti, e di altre istituzioni previdenziali. Il suo approccio ai problemi sociali deriva sicuramente dal fatto che egli dedichi i suoi primi studi all'antropologia, pubblica infatti una guida all'osservazione dei popoli selvaggi ed e' considerato come il primo antropologo francese. Con Le visiteur du pauvre, apparso nel 1824, Gerando fa dell'osservazione la condizione stessa dello studio degli indigenti: la 'visita' non ha piu' solo una funzione caritatevole ma una funzione di osservazione. Manca a Kress.
In-8, demi-veau rouge de l'époque, dos romantique orné de 4 faux nerfs plats guillochés or, d'un grand décor à froid, de fers au noir, palettes en tête et en pied, titre doré, tranches marbrées, 431 p., rousseurs. Edition originale de cet ouvrage pionnier, l'un des premiers parmi ses contemporains, à remettre en cause la charité comme remède à la misère ouvrière. Duchâtel se penche sur la condition économique des populations ouvrières autrement que sous l'angle de la mendicité, de la délinquance ou de la surpopulation urbaine et constate, sans état d'âme, le rapport d'inégalité fondamental dans lequel se trouve l'ouvrier sur le marché du travail. Comme remède, il propose un malthusianisme conforme à la doctrine de Malthus et non aux interprétations erronées qui ont été tirées de son oeuvre. L'ouvrage eut un grand retentissement. Ministre du Commerce, Duchâtel avait composé cette étude en réponse à un concours de l’Académie des sciences morales et politiques. (Aynard, p. 76 sq. Rigaudias-Weiss, 'Enquêtes ouvrières', p. 252. Granier, 95). Exemplaire bien relié.
Grand in-8, demi-percaline violine de l'époque, (4), 664 p., qqs rouss., 2 cartes et un tableau dépliant hors texte. Edition bruxelloise publiée la même année que l'originale parisienne, illustrée de 2 cartes statistiques sur la prostitution en France et dans la région parisienne et d'un tableau statistique. "Parent-Duchatelet est celui qui joua le plus grand rôle dans la recherche de l'unité des conséquences matérielles et morales de l'expansion urbaine et qui eut la plus grande influence sur l'opinion (...). Un grand livre" (L. Chevalier, 'Classes laborieuses', p. 99-100). (Coquelin & Guillaumin, II, 329. M. Perrot, 'Enquête sur la condition ouvrière', p. 61). Reliure. légèrement défraîchie. Bon exemplaire.
In-8, demi-veau havane de l'époque, dos à 4 nerfs filetés or, pièce de titre de veau vert, tranches mouchetées , (4), vii, (3), 21, (1), 290 p., (2) f. d'index (rousseurs). Edition originale. Au lendemain de la Révolution de Juillet, Léon Faucher fut nommé par François Guizot, alors ministre de l'Intérieur, inspecteur Général des Prisons, avec pour mission de mettre en place une réforme du régime pénitentiaire. Très hostile à Tocqueville et Gustave de Beaumont, l'ouvrage contient la principale attaque contre le système de Philadelphie et "résume tous les arguments des adversaires du tout-cellulaire" (cf. G. Petit, ‘Ces peines obscures’, p. 235 et passim). Nombreuses pièces justificatives en annexe, statistiques, statuts, rapports, règlements, etc. (Goldsmiths, 30592). Accrocs aux coiffes, qqs épidermures, un mors fendillé.
Volume in 8° piccolo legato in mezza pelle, titolo al dorso, sguardie, frontespizio, indice, 188 pp. Dalle fonti più antiche e dai testi esegetici della Compagnia un lungo saggio sulla povertà dovuta della Compagnia di Gesù. Importante testo, con una messe di citazioni bibliche, esegetiche e dai Canoni gesuitici. Raro, in ottimo stato