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In-8 (cm. 20.90), cartonato editoriale (tracce d’uso), pp. 296, (4). Prima edizione. Etichetta al piatto posteriore, pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato (good copy).
ril. Con questo lavoro vorrei mettere a disposizione del lettore un tentativo di accostarmi alla neuroestetica di Semir Zeki abbozzato in occasione di un convegno organizzato da Gian Franco Frigo e Fabio Grigenti del Dipartimento di Filosofia dell'Università di Padova. Il convegno svoltosi nei giorni 9 e 10 giugno del 2006 portava come titolo: 'Anthropos: origine, sviluppo (e fine?) di un concetto'. Elaborato sulla scia di una precedente ricerca, 'Che cosa può un uomo? Potenzialità biologica, selezione naturale e cervello da Paul Valéry a Gerald M. Edelman' (Torino, 2005), il mio intervento cercava di interrogarsi criticamente sulla neuroestetica a partire non solo dalla relazione fra estetica filosofica e neuroestetica, ma anche dalla genesi neuronale della nostra poliedrica potenzialità estetica.
In-8, brossura, pp. 85, con numerose illustrazioni in bianco e nero fuori testo. In buono stato (good copy).
In-8, brossura, pp. 105. Con numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori fuori testo. In buono stato (good copy).
In-8 (cm. 22.40), primi 2 (su 5) volumi, cartonati editoriali, sovracoperte trasparenti, cofanetto (tracce d’uso, taglio), pp. 218, (6); 274, (6). Prima edizione. In buono stato (good copy).
In-16, tela editoriale, sovracoperta (leggere tracce d’uso), pp. 195. Prima edizione. In buono stato (good copy).
In-8 p., cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 1074, con 36 tavole in bianco e nero fuori testo. In buono stato di conservazione (good copy).
In-8 (cm. 21), cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 274. Prima edizione italiana. In buono stato di conservazione (good copy).
In-8 p., cartonato editoriale, pp. 477, con 32 tavole in bianco e nero fuori testo. In buono stato (good copy).
In-16 gr., brossura, pp. 68,(4). Prima edizione in 2000 copie numerate. In buono stato (good copy).
ill. Uno sguardo al percorso artistico di uno dei grand maestri della seconda metà del XX secolo, capace di raggiungere la sensibilità più recondita dell'individuo con immagini emblematiche della violenza e dell'angoscia caratteristiche della nostra epoca. La sua opera, dai piccoli intensissimi ritratti ai monumentali trittici, risulta contraddistinta da valenze simboliche del tutto personali, ricche di allusioni cinematografiche, letterarie e religiose, ed è sostenuta da un'eccezionale perizia esecutiva e da una profonda partecipazione emotiva.
ill., br. La presente pubblicazione è dedicata a Giorgio De Chirico (Volo, 1888 - Roma, 1978). Una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utile quadro cronologico e di una ricca bibliografia.
ill., br. La presente pubblicazione è dedicata a Bonnard (Fontenay-aux-Roses, 1867 - Le Cannet, 1947), pittore francese appartenente al gruppo dei Nabis. In sommario: Dipingere la vita e l'assenza. Il periodo nabi; I connotati di un'avventura creativa; I soggiorni a Vernonnet; Nudi e vasche da bagno; Le Cannet. Ritorno alla luce del Sud. Come tutte le monografie della collana Dossier d'art, una pubblicazione agile, ricca riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.
ill., br. Berthe Morisot (Bourges 1841 - Parigi 1895) apparteneva a una famiglia agiata: era la pronipote di Fragonard e la sua casa era frequentata da artisti e scrittori. Il suo precoce accostarsi alla pittura quindi fu agevolato da una situazione favorevole, seppure in un mondo che difficilmente era disposto ad aprire a una donna le porte della professione artistica. I maestri non le mancarono, ma Berthe rimase tuttavia colpita soprattutto da Manet, ricambiata. In breve diventò una protagonista delle attività del gruppo impressionista. Ammirata e rispettata realizzò opere dai colori leggeri e luminosi, dal tratto sicuro, che solo i pregiudizi sociali del tempo cercarono di relegare a un contesto "femminile" e domestico.
ill., br. Un dossier dedicato all'Arte americana dal 1620 al 1913. In sommario: Un primato faticosamente conquistato; Dai Padri pellegrini alla Rivoluzione; L'Hudson River School e le accademie; Verso il trionfo dell'arte americana: da Whistler al gruppo degli Otto, all'Armory Show. Come tutte le monografie della collana Dossier d'art, una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.
ill., br. Un dossier dedicato a Fontana. In sommario: Tra Argentina e Italia: a scuola di scultura; La scoperta di un gusto europeo; L'arte spaziale come sintesi tra luce, colore, suono, movimento; La svolta degli anni Sessanta: le attese.
ill. Un dossier dedicato a Manzù. Nel sommario: "Un'arte senza maestri", "Gli esordi a Milano", "Gli anni della consacrazione", "La maturità felice". Come tutte le monografie della collana "Dossier d'art", una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.
ill., br.
ill., br. Nel marzo del 1985, intervistato dal giornalista tedesco Paul Assall, Emil Cioran tenne presso la sede dell'emittente radiofonica "Südwestfunk" (Baden-Baden) un'importante conversazione, focalizzata sui temi della speranza, della storia e dell'utopia. In disaccordo con le voci imperanti del pensiero filosofico-teologico, moderno e contemporaneo, l'intellettuale rumeno illustra le principali linee guida della propria tragica Weltanschauung, fondata sul nichilismo e sul rifiuto totale di ogni prospettiva storicistica (ideologica, escatologica). All'idea di "progresso ", egli sostituisce il "regresso", all'"utopia", il "disinganno". La storia, secondo l'eretico Cioran, da sempre magistra vitae, insegna come l'uomo sia ontologicamente macchiato, e quindi condannato ad un inesorabile "cammino verso il peggio". In tal senso, inutile attendersi un miglioramento morale del genere umano o un'evoluzione della società. L'unica forma di "salvezza", forse, è rassegnarsi al divenire assurdo del mondo, accettando la "caduta" e il "fallimento" come un'imperscrutabile fatalità.
br. Il presente volume raccoglie in maniera integrale lo scambio epistolare, costituito da quattordici missive, intercorso tra Emil Cioran, Linde Birk e Dieter Schlesak negli anni 1969-1986. Esso rappresenta una preziosa testimonianza per comprendere l'evoluzione psicologica di Cioran in Francia e per chiarire il suo rapporto di amore-odio verso la Romania. Afflitto da un'"ineffabile nostalgia", lo scrittore transilvano ritorna col pensiero alle origini e rimpiange, come pochi altri, le proprie radici e la propria terra natia. Nell'esilio parigino, la lontananza dalla patria è vissuta come incommensurabile perdita e ricordo struggente di un passato immemore, al di là del tempo. Ma è proprio attraverso quest'incessante anelito della memoria che l'humus balcanico e il retroterra valacco, originariamente rinnegati, riaffiorano alla coscienza e prepotentemente si rivelano nell'esercizio della scrittura. Un retaggio gravoso, misto di fatalità e disincanto, che inevitabilmente segna l'uomo e il filosofo di Ràsinari, alla perenne ricerca di "un'altra verità'.
ill., br. La presente pubblicazione è dedicata a Amedeo Modigliani, con la sua vita breve e tormentata, un pugno di capolavori e il mito di ''Modì'' nella bohème parigina del primo Novecento.
ill. La presente pubblicazione è dedicata a Umberto Boccioni (1882-1916), il principale esponente del futurismo insieme a Marinetti. Pittore, scultore e teorico del movimento, fonda la sua arte sui concetti di simultaneità e dinamismo, e la sua poetica sulla rappresentazione di stati d'animo. Tra i suoi capolavori, La città che sale, La risata, Forme uniche nella continuità dello spazio.
ill., br.
ill., br. La presente pubblicazione è dedicata all'elegante cadetto della decadenza viennese: Egon Schiele. Una vita estremamente breve, nel 1918 si spenge a ventotto anni dopo una vita incandescente, il successo, il rovello di un tormento oscuro come un presagio. La sua mano virtuosa resta memore degli arabeschi e delle geometrie viennesi dell'epoca e ciò rende singolare il suo espressionismo. Insieme ai suoi contemporanei esplora in ambiti diversi la fragilità del linguaggio e gli oscuri sedimenti che abitano la psiche.