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ill., br. Il fil rouge di questo libro che illustra battaglie combattute in Africa e in Asia, a migliaia di chilometri e a secoli di distanza tra loro, è - come sintetizza Corrado Augias nella sua prefazione - la tragica inutilità della guerra. L'imperialismo delle potenze vincitrici di alcune delle battaglie qui descritte è stato sconfitto dalla storia; le nazioni che si sono fronteggiate a El Alamein sono oggi alleate; il Giappone che nell'atroce campo di Sandakan ha violato ogni regola internazionale e di umanità è oggi una nazione pacifica e civile; la guerra insomma è violenza e sopraffazione, ma è soprattutto un inutile esercizio di un potere destinato a venir meno. Oltre al suo valore di testimonianza storica, questo libro ha anche pregi puramente narrativi. Le caratteristiche dei campi di battaglia qui descritti sono tre: sono stati teatri di scontri spesso non molto noti in Italia, a esclusione naturalmente di El Alamein; hanno avuto luogo al di fuori dell'Europa; e infine hanno conservato, agli occhi dell'autore che li ha personalmente visitati, l'eco e il peso degli eventi che in quei luoghi si sono consumati. Ne risulta una dolente e inedita contemplazione della follia della guerra.
brossura Il romanzo incompiuto di Novalis "Enrico di Ofterdingen", pubblicato postumo nel 1802, vuole essere - in voluta polemica nei confronti degli "Anni di apprendistato di Guglielmo Meister" di Goethe - un percorso di formazione alla poesia: non all'ars poetica, bensì a quella forza sommersa che, sepolta nell'animo del protagonista, deve essere risvegliata anche nella natura. Se la tipologia iniziatica del romanzo corrisponde all'idea di una poesia ispirata dall'alto, essa è altresì funzionale a suggerire, per via intuitiva, ciò che è ineffabile, ossia la poesia stessa. Oltre a una serie di indicazioni esplicite su come debba intendersi la poesia, l'"Enrico di Ofterdingen" ha anche un livello più riposto - e forse più interessante - da cui si può ricavare una poetica implicita ricca di suggestioni (in particolare l'autoreferenzialità dell'arte e lo straniamento come principio fondante dell'opera letteraria) che saranno raccolte, a distanza di decenni, nella letteratura tedesca e europea.
brossura Di cosa tratta lo Zibaldone? Questo libro propone una nuova lettura del pensiero di Giacomo Leopardi fondata sull'idea che il suo testo principale tratti di analogie tra le cose, e lo faccia per mezzo di analogie. Questa nuova lettura prende come punto di partenza l'analisi di alcune occorrenze esplicite del termine analogia nel testo, e di qui arriva a mostrare come la struttura di molti altri pensieri di Leopardi presupponga, a diversi livelli, proprio l'analogia. Essa compare infatti nello Zibaldone sia esplicitamente che, soprattutto, implicitamente: una sua definizione analitica consente di distinguerne due aspetti principali, uno retorico e uno logico, e di comprendere quanto entrambi gli aspetti siano cruciali per lo sviluppo dei pensieri di Leopardi. Qui si mostra infine come sia la forma retorica che quella logica dell'analogia abbiano un ruolo fondamentale nei meccanismi più interni del suo stile filosofico, per esempio determinando la fine o l'inizio di un pensiero. Seguire questo percorso significa così non solo comprendere meglio aspetti specifici dello Zibaldone, ma anche avvicinarsi alla mente del suo autore e aprire un discorso sugli usi possibili dell'analogia, condotto con e attraverso le parole di Giacomo Leopardi.
br. Di cosa tratta lo "Zibaldone"? Questo libro propone una nuova lettura del pensiero di Giacomo Leopardi fondata sull'idea che il suo testo principale tratti di analogie tra le cose, e lo faccia per mezzo di analogie. Questa nuova lettura prende come punto di partenza l'analisi di alcune occorrenze esplicite del termine analogia nel testo, e di qui arriva a mostrare come la struttura di molti altri pensieri di Leopardi presupponga, a diversi livelli, proprio l'analogia. Essa compare infatti nello Zibaldone sia esplicitamente che, soprattutto, implicitamente: una sua definizione analitica consente di distinguerne due aspetti principali, uno retorico e uno logico, e di comprendere quanto entrambi gli aspetti siano cruciali per lo sviluppo dei pensieri di Leopardi. Qui si mostra in fine come sia la forma retorica che quella logica dell'analogia abbiano un ruolo fondamentale nei meccanismi più interni del suo stile filosofico, per esempio determinando la fine o l'inizio di un pensiero. Seguire questo percorso significa così non solo comprendere meglio aspetti specifici dello "Zibaldone", ma anche avvicinarsi alla mente del suo autore e aprire un discorso sugli usi possibili dell'analogia, condotto con e attraverso le parole di Giacomo Leopardi.
ril. Il volume offre un'ampia scelta degli scritti di argomento hegeliano pubblicati da Valerio Verra, uno dei massimi studiosi e interpreti del filosofo tedesco. Muovendosi fra gli approcci più diversi - la storia delle idee in senso lato, l'analisi lessicale e la ricognizione filologica e lessicografica delle fonti hegeliane - l'autore offre un prezioso contributo per l'approfondimento di importanti aspetti e momenti del pensiero di Hegel, dal confronto con la filosofia antica (Aristotele, Plotino) a quello con grandi protagonisti della sua epoca (Goethe) o con i termini centrali della filosofia della natura e dell'estetica (arte e vita, poesia e pittura).
br. Questa "Introduzione a Hegel" offre gli strumenti critici essenziali per intendere l'opera del filosofo alla luce delle più recenti prospettive storiografiche.
ill., br. La Maestra di poesia e la biografa. La poetessa candidata al Nobel e l'amica che le dà voce per farle raccontare, senza filtri, da donna a donna, la sua vita. Fitto di pensieri, insegnamenti, sentenze, storie d'amore, accompagnato da poesie inedite e da esilaranti dialoghi, "£idevamo come matte" è l'elaborazione del lutto di Luisella Vèroli per la perdita inaspettata della sua "Sirena dei Navigli". Solo dopo un anno l'autrice riesce a riaprire il baule dove ha conservato vecchie fotografie, librini fatti a mano, buffi regali che Alda Merini le ha donato negli anni e i manoscritti per il progettato "Reato di vita" continuato ed aggravato. Se in "Reato di vita. Autobiografia e poesia" si avvertiva la discrezione della biografa che cura i materiali restando in ombra, Luisella Vèroli, in questo secondo volume, recupera parole profonde e preziose testimonianze ma anche aneddoti divertenti, storielle umoristiche, battute sarcastiche. "Ridevamo come matte" racconta di due donne che ironizzano su se stesse e su chi si prende troppo sul serio. Luisella ci fa gustare una Merini che si diverte mentre trasforma episodi di vita in letteratura, fantasmi in personaggi inoffensivi e ci rende partecipi delle prove che ha dovuto superare per trasmettere fedelmente lo spirito vitale di quella che fu per lei maestra di scrittura, di vita e di autoironia.
This is a fine softcover copy with no wear at all. Completely clean inside and out. Text in Russian. 10 pages of text followed by 110 pages of color plates of playing cards, usually 20 or so per page. This is the visual record of the A. S. Perlman Collection of playing cards, including recent acquisitions for 2000- 2002. 10" high X 8" wide, 120 pages. This book will be securely packed and shipped with tracking.
Verne Jules Le Volcan d'Or. Illustrations par George Roux. Nombreuses photographies.. , Generic 1906, Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
[Perugia-Etruschi] (cm.19) Brossura recente ¿pp12 con grande tavola f.t. in rame più volte ripiegato che riproduce lo specchio finemente delineato. Raro e perfetto.[f58] Libro
[PERUGIA-GIOCHI E TORNEI] (cm. 18,5) bross. moderna.-- pp. 16. Rara narrazione inedita di questo combattimento tratta da manoscritti dal 1506 al 1563 di Cesare Bontempi Perugino. E' allegato un disegno originale a lapis (cm. 18x6,5) su carta raffigurante un soldato romano con elmo e spada, di ignoto autore ma ben delineato e coevo dell' opuscolo. Esemplare perfetto.[f39] Libro
[Perugia- Etruschi] (cm.18,7) Brossura recente ¿pp 14. Edizione originale di questa erudita trascrizione etrusca. Ottimo esemplare *Menichetti- Bianchi n° 1517.[f58] Libro
br. Narratore, saggista, sceneggiatore, drammaturgo, scrittore di costume, collaboratore instancabile di giornali, riviste e rotocalchi tra Ventennio e Italia repubblicana, Vitaliano Brancati (1907-1954) ha combattuto gli idoli polemici con l'arma della fantasia e della comicità, incorrendo più volte nei rigori della censura. Il volume ne indaga il percorso intellettuale dal fascismo alla democrazia postbellica attraverso i racconti del "Vecchio con gli stivali", i saggi delle "Lettere al direttore", dei "Piaceri" e dei "Fascisti invecchiano", il romanzo "Paolo il caldo", il "Diario romano" e la scrittura per il cinema (per Monicelli, Steno, Rossellini), culminata nella trilogia "Anni difficili" (1948), "Anni facili" (1951) e "L'arte di arrangiarsi" (1954) diretta da Luigi Zampa.
br. Quando escono I dialoghi con Leucò nel 1947, Pavese ha alle spalle un ventennio di lavoro tra liriche, racconti, romanzi e traduzioni. Affiancando la vita alla letteratura, sempre intrecciati in Pavese, si vedrà che alla sconfitta nell'una segue il ripiegamento nell'altra, in un'eclettica parabola poetica che culmina nella via mitica come salvezza dalla realtà. Questo lavoro si propone di delineare dei percorsi di continuità - per lo più tematici e diacronici - all'interno dell'intera produzione, con lo scopo di mettere in luce l'esistenza di un "Pavese solo", ossia di un'unica poetica in fieri che confluisce poi nei Dialoghi. Proprio Calvino, nella prima recensione, aveva usato questa espressione per avvertire che non si era in presenza di quel "quarto di luna", come fu recepito da molti nel clima neorealista dell'epoca, ma che "questo Pavese è sempre esistito accanto all'altro" e che "anzi senza questo l'altro non sarebbe possibile". Vengono affrontati alcuni poli tematici oppositivi e compresenti, l'utilizzo del dialogo, il passaggio dal simbolo al mito, e ancora la rielaborazione e riscrittura di quest'ultimo con lo scopo di tracciare un percorso di continuità poetica da cui I dialoghi con Leucò non sono esclusi.
ill., br. A Venezia gli Zoldani erano noti soprattutto come costruttori di gondole. Ma in questa arte, nella quale raggiunsero livelli di eccellenza, si specializzarono solo in seguito all'emigrazione forzata dalle loro terre, che ebbe il suo apice tra Sette e Ottocento. Per oltre tre secoli, da metà Trecento a metà Seicento, la storia economica e sociale della val di Zoldo era stata invece caratterizzata dalla prevalenza dei settori minerario e metallurgico, con le connesse attività meccaniche e fabbrili. Questo volume raccoglie undici contributi - già pubblicati in varie sedi tra il 1988 e il 2018 - fondati sulle fonti e sulla ricerca documentaria in una materia, quella della storia zoldana.
Societa' Editrice Internazionale, 1956. In-8, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 246. In buono stato.
In-8 p., bross., sovrac. (picc. spacchi), pp. (4),228,(6), con 36 disegni nel t. di Mario Vellani Marchi, una carta geografica ripieg. e 106 ill. fotografiche inedite dell’A., in bianco e nero, f.t. Seconda edizione. Testo ben conservato.
In-16 gr., brossura orig., sovraccoperta (picc. manc.), pp. (16), con 48 tavole di cui 19 a colori e 48 in b.n. f.t. che riproducono opere del pittore ravennate Alberto Salietti (1892-1961). Ben conservato.
In-8 p., brossura figurata, pp. (6),208 con disegni di Novello nel t., anche a piena pag. Prima edizione. Ben conservato.
In-8 gr. (mm. 254x133), mz. pelle con ang., dorso a cordoni con filetti e titolo oro, conservata cop. originale, pp. 84,(10), stampate “secondo il sistema giapponese a pagine doppie, da non tagliarsi”. Presentazione di Leonardo e Guido Vergani. Vi sono contenuti i seguenti scritti di Orio Vergani: “Locomotiva vecchietta - Toscanini prova - Ricordo di Savinio - Grazie, gentile - Pirandello proibito - Un’udienza di guerra”. Cfr. Pellizzari,110: “Sui due piatti della copertina vi è stampato in inchiostro azzurro il brano iniziale dello scritto "Grazie, gentile", che ritroviamo intero nel testo da pagina 49 a pagina 58. E’ una delle opere più tipiche di Tallone; l’oblungo slanciatissimo delle pagine”. Edizione di 575 esemplari numer. Il ns., 153, appartiene alla tiratura di 560 su carta Magnani. In ottimo stato.
In-8 p., brossura, pp. 142 con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. In buono stato (good copy).
In-16 gr., tela editoriale, pp. 370. Prima edizione. In buono stato (good copy).
In-8 p., bross., pp. 47,(3), con ill. nel t. Testimonianze di vita ed arte dagli archivi della Casa Ricordi, nel centenario della morte di Giovanni Ricordi. Tiratura di 500 esemplari numerati. In buono stato (good copy).