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br. Il corpus delle lettere che Paolo Volponi scrive a Pier Paolo Pasolini fra il 1954 e il 1975 rappresenta un documento di grande importanza, attraverso cui è possibile ricostruire lo sviluppo dell'opera poetica volponiana nel cruciale passaggio da una fase in cui sono ancora predominanti (per usare un'espressione dello stesso Volponi) le suggestioni post-ermetiche a un'altra in cui si fa sentire l'influenza di Pasolini e, più in generale, del neo-sperimentalismo di "Officina". Il risultato sarà la pubblicazione nel 1960 della raccolta "Le porte dell'Appennino" e il primo importante riconoscimento con la vittoria del Premio Viareggio. Oltre che mediatore con l'ambiente culturale romano (Bertolucci, Bassani, Moravia, Morante, Gadda), Pasolini è in questi anni una figura centrale per Volponi, amico e maestro al tempo stesso a cui sottopone le proprie poesie e richiede pareri e consigli. La presenza di stesure preparatorie e intermedie di alcuni testi poetici allegati alle lettere consentono di ripercorrere l'itinerario variantistico di numerosi componimenti presenti ne "Le porte dell'Appennino" e di valutare appieno la portata dei cambiamenti intervenuti.
In-8, cartonato editoriale, pp. 260. Prima edizione. In buono stato (good copy).
In-16 gr., tela edit., sovracoperta (picc. manc.), pp. 308,(4). Prima edizione. Pagine lievemente ingiallite ai margini per la qualità della carta, altrimenti ben conservato.
In-8, cartonato editoriale, pp. (8), con 174 illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Edizione di 1000 esemplari numerati. In ottimo stato (fine copy).
numerose illustrazioni in bianco e nero
brossura È fatale che nel nostro Paese le nebbie di fatti oscuri che ne hanno cambiato la storia quasi mai approdino a una visione nitida, se non cristallina, del proprio tempo. A fronte di questa coscienza collettiva che annaspa, ecco il racconto fedele, interrotto talvolta da giorni e settimane di silenzio, di Marisa Volpi che annota incontri, letture, cose viste e concerti ascoltati; che tenta di dare uno spazio di comprensione ai fatti della propria vita, il rapporto con la madre, col fratello, col marito; le amicizie e le persone che invecchiano, gli oggetti della casa, i viaggi e le malinconie di chi si vede sempre un po' straniero in questo mondo. Così la trasparenza del vetro si rivela, en reverse, uno specchio opaco, dove l'autrice, fra ombre e inquiete rappresentazioni, trattiene dalla disgregazione molecolare del ricordo i cristalli di sabbia che cadendo lungo l'imbuto della clessidra ritmano il tempo della maturità interiore.
br. Crisi della ragione, perdita del centro, decadenza dei valori: il nichilismo si è presentato a volte con il proprio nome, a volte sotto altre sembianze. Ma che cos'è propriamente il nichilismo? Da dove viene quest'"ospite inquietante" - come Nietzsche lo definisce - che si aggira ormai ovunque in casa nostra e che nessuno può mettere alla porta? Attraverso un'analisi storico-concettuale, Volpi risale alle radici del fenomeno, ne illustra il manifestarsi nel pensiero del Novecento e prepara una prospettiva "oltre il nichilismo".
brossura All'indomani della guerra e della Resistenza, la ribellione "senza motivo" degli adolescenti si sostituisce alla rivoluzione e alla partecipazione politica, diventando uno stile di vita che ha segnato la prima vera, netta frattura generazionale, e alimentando una dimensione giovanile originale e omnicomprensiva. I giovani degli anni Cinquanta emergono per la prima volta come soggetto sociale. Nascono così la musica per i giovani, la stampa per i giovani, la letteratura per i giovani, i fumetti per i giovani, l'arte per i giovani, che avevano il loro tratto distintivo proprio nell'utilizzo del linguaggio ribellistico, tanto affascinante quanto privo di contenuti riconducibili ai vocabolari del passato arrivando a comprendere i termini della disobbedienza. I ribelli degli anni Cinquanta nel loro edonismo, nella loro protesta senza giusta causa, nel loro consumismo esasperato e persino nella loro violenza senza senso, non anticipavano in alcun modo le rivolte degli anni Sessanta, in cui la prospettiva comunitaria era largamente prevalente su qualsiasi istanza individuale e, soprattutto, non avevano nulla a che fare con la ventata ideologica del 1968, di cui certo non costituirono in alcun modo la preparazione.
br. Il tradimento attraversa la cultura occidentale con profonde ramificazioni e antichissime radici. Adamo, rompendo i patti con Dio, precipita l'umanità nel peccato a cui Cristo rimedia attraverso l'infedeltà di Giuda, antonomasia del traditore. Accusa infamante come nessun'altra e crimine meritevole di morte, il tradimento prolifera nella vita politica e allunga la sua ombra inquietante sulla vita quotidiana, non risparmiando la sfera dei sentimenti tra familiari, amanti e amici. Il traditore, figura esecrata, si ammanta tuttavia di un fascino ambiguo per la potenza del segreto che custodisce, il gioco coperto e pericoloso che conduce con astuzia e abilità teatrali fin quasi sulla soglia della follia. Il cattolico Manzoni coglie con drammaticità la diffusione generalizzata del tradimento nella storia, lo sviamento che crea nei disegni stabiliti dall'alto, l'inutile retorica che si accompagna alla ridda dei punti di vista. Pronto a usarlo quale strumento estetico di svolta nelle narrazioni, si confronta soprattutto con la sua portata morale. Ci offre così, sempre affondando il bisturi dell'analisi, figure complesse di traditori in trame aggrovigliate, cercandovi con fatica una via d'uscita che ristabilisca, infine, l'ordine violato.
br. Come si distingue il vero dal falso? C'è una sola verità o ce ne sono tante? La verità si scopre o si costruisce? È assoluta oppure relativa? Queste sono soltanto alcune delle questioni che sorgono quando si tenta di fare i conti con questa proprietà familiare ma al contempo elusiva. La domanda fondamentale, tuttavia, è: "Che cos'è la verità?". Molti filosofi hanno ripreso questo interrogativo, rielaborando le risposte tradizionali o formulando soluzioni totalmente nuove. Presentando criticamente i loro contributi, il volume ricostruisce in maniera chiara e accurata, senza tecnicismi superflui, le principali teorie della verità discusse nell'ambito della filosofia analitica contemporanea.
illustrazioni
183312436Paris, Lebigre, 1833. 2 Bl., 585 S. Mit Porträt, illustriertem Titel und 3 Tafeln (davon 2 Faltkarten), alles in Lithographie. 12°. Leder des 19. Jahrhunderts mit Rückentitel.
ill., br. Come scrive Ugo Volli nell'introduzione, "questo studio, pubblicato nel 1960 da La Rassegna Mensile di Israel, ha avuto il merito di riportare dopo un secolo all'attenzione del pubblico un episodio che suscitò, moltissima emozione pubblica quando avvenne, fra il 1858 e il 1860. Ma in seguito esso cadde per molti decenni nel silenzio e nell'oblio. Questi sono i fatti: Edgardo Mortara nacque a Bologna il 27 agosto 1851 da Salomone Momolo e Marianna Padovani. La sera del 23 giugno 1858 la polizia dello Stato pontificio, per ordine dell'inquisitore di Bologna, si presentò presso l'abitazione dove i coniugi Mortara vivevano con i loro otto figli per prelevare Edgardo affermando che il bambino era stato battezzato all'insaputa dei genitori. Una giovane domestica aveva raccontato all'inquisitore che durante il periodo in cui era stata a servizio presso la famiglia Mortara aveva fatto battezzare Edgardo, allora di circa un anno, preoccupata del grave stato di malattia in cui il bambino si trovava. Secondo le leggi dello Stato pontificio, il bambino non poteva quindi continuare a vivere in una famiglia ebraica. La comunità ebraica di Roma, subito contattata dai Mortara, si attivò per aiutare la famiglia bolognese a recuperare Edgardo. La notizia rimbalzò in tutto il mondo. La pressione su Pio IX per la liberazione del bambino si fece sempre più intensa. Nonostante i ripetuti appelli, Pio IX si oppose al suo ritorno in seno alla famiglia.
Breit-8°. 159 SS. mit 48 farb. Taf. Orig.-Lwd. mit farb. illustr. Orig.-Umschl.. Lizenzausgabe für die Buchgemeinschaft Donauland, Wien; die Bertelsmann GmbH, Gütersloh; die Europäische Bildungsgemeinschaft, Stuttgart; die Deutsche Buch-Gemeinschaft, Berlin. - Kopfschnitt schwach stockfleckig. Umschlag minimal berieben. Sonst sauber und frisch. SW: Volkskunst, Volkskunde, Erzgebirge, Niederbayern, Österreich, Südtirol, Böhmen, Trentino, Vorarlberg, Museumsobjekte, Bildband, nach 1945 Bücher Deutsch
189825592BBerlin:, Grunert., 1898. Gr.8°. VIII,303 S. Halbleinwand der Zeit mit Leinwandecken und marmorierten Deckeln. Neue vermehrte Auflage. Einband berieben, Ecken etwas bestoßen bzw. gestaucht, Vorsätze mit Tintenflecken, Reste eines eingeklebten Kuverts auf Vorsatz vorn, Eigenvermerk jeweils auf fliegendem Vorsatz vorn und Titel, im Text auf S.V und vereinzelt Anstreichungen, einige Seiten
XI, 143 S. Halbleinwand der Zeit mit Leinwandecken und goldgeprägtem Rückentitel. (= Encyklopädie der Photographie, Heft 16). Einband leicht berieben, Schnitt etwas stockfleckig, S. X und XI (Inhaltsverzeichnis) mit Anstreichungen, sonst in gutem Zustand. Mit einem Vorwort, Quellenangaben, Autoren- und Sachregister. Frontispiz und im Anhang 3 weitere Tafeln in Photogravüre.
1941701212Marburg, Elwert, 1941. 125 Seiten, 1 Blatt. Illustrierter Orig.-Karton. Bis auf die papierbedingte Bräunung und Namenseintrag auf Titel tadelsfrei.
192222411(München), Stern-Presse, 1922. Doppelblatt (Titel und Einführung). Mit 10 signierten Original-Radierungen, jeweils lose unter Passepartout. 4° (32,5 x 24,5 cm). Original-Halbleinwand-Mappe mit Deckelschild.
190321699-yl4106Dresden und Leipzig: E. Pierson's Verlag ( R. Lincke) 1903. 254 und 263 Seiten. Private Halbleinwand (berieben und bestoßen, Buchblock etwas verzogen [krummgelesen], Buchblock einmal angeplatzt, sonst gutes und sauberes Exemplar). 8°. fest gebunden
4898Fernand Hazan, abc, Petite encyclopédie de l'art, 52, Paris, 1963. In-12, broché sous couverture illustrée en couleur, s.p. [12 pp. - pl.]. Kandinsky 1922-1944. - Eléments biographiques. - Table des planches.
1334148171.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
19161249502Jena, Diederichs, 1916. 2 Bl., 108 S., 2 Bl. Mit zweifarb. Titelillustr. u. zahlr. Zier-Initialen. Illustr. OPpbd (Einbd u. Papier etwas gebräunt, Widm. auf Vorsatz).
19110211-14Wien,Verein "Deutsche Heimat" [vermutl. 1911]. 62 S.,1 Bl. mit 15 ganzseit. Bildern auf Taf. [v. Clara Haßlwander]. Oln., Schnitt etw. fleckig, innen stellenw. etw. (finger)fleckig, einige kleine Anstreichungen, insges. gut erh. - (Deutsche Heimatbücherei Bd.3)
1847R1347-MWien,Strauß & Sommer 1847. [3.Aufl.]. (10),89 S. Mit dem gestoch. Titel der EA (Wien,Haas 1845) u. 12 ornament. Initialen. Etw. späteres priv. Hln. mit Rückentitel, etw. berieben, Exlibris eingekl., durchgehend etw. (meist aber nur gering) stock- u. fingerfleckig, einige hs. Anmerkungen v. alter Hand, insges. aber noch gut erh. - Original Gratis-Beigabe des österreichischen Morgenblattes
1854R1708-MWien,Sommer 1854. kl.4°. 26 nn. Bl. Mit Illustr. Titel u. zahlr. Abb. nach Stichen von Cohn. Neuer Ppbd. mit marmor. Überzugspapier u. Deckelschildchen, Prägung etw. abgerieben, innen stellenw. leicht geknittert, angestaubt u. fingerfleckig, insges. aber noch gut erh.