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ill., br. Nello spirito di una ricerca a più voci, il volume prende in esame le vicende storico-artistiche che hanno attraversato Ferrara dai primi anni Sessanta alla fine del XX secolo. È una narrazione che ruota intorno alla "stagione d'oro" del Palazzo dei Diamanti, ma non solo. L'occasione è stata infatti, per la curatrice, quella di restituire tale momento attraverso una visione organica dell'arco temporale considerato, aprendo un cono d'attenzione sul progetto culturale della città. Ferrara, nei decenni in questione, ha rappresentato per certi versi un unicum che qui viene riletto da molteplici angolature, incrociando le ragioni dell'arte con il profilo storico, sociale, di costume e mettendo in luce alcuni nodi essenziali che hanno fatto di essa un volano di energia e una fucina formativa. Le pagine documentano con ricchezza di contenuti tale esperienza e la collocano in un ampio contesto di relazioni, chiamando in causa situazioni e protagonisti affrontati con uno sguardo lungo che si proietta oltre il perimetro cittadino.
In-8 (cm. 28), sovracoperta in cartonato, brossura, pp. 159, con illustrazioni in bianco e nero e a colori. Texte en Français; Deutscher Text; English text. In buono stato di conservazione (good copy).
br. Ogni opera d'arte è composta da materiali in cui si trasferiscono le idee e si incorporano le immagini, attraverso specifici procedimenti esecutivi. Le scelte degli artisti e gli stimoli della cultura industriale e postindustriale hanno portato, dall'inizio del secolo XX e fino ai nostri giorni, profondi cambiamenti nei metodi e nelle materie, contribuendo a mutare la configurazione e la nozione stessa di opera: da statica ad animata, da unicum a ripetibile, da compiuta a instabile ed effimera, da immodificabile a processuale e manipolabile, da oggetto di contemplazione a oggetto di partecipazione. Tanto che non si può comprendere la storia dell'arte contemporanea senza riflettere sulle invenzioni tecniche che l'attraversano, via via modificandosi in molteplici diramazioni. Il libro ripercorre i momenti più importanti di questa storia, addentrandosi nelle vicende e nelle esperienze del rapporto tra arte e tecnica, e indicando a studenti e studiosi una serie di percorsi e interpretazioni.
brossura Facendo seguito alle numerose richieste, è stato pubblicato questo testo che racchiude i tre precedenti, dello stesso autore sull'arte contemporanea. È frutto di 3 anni di lavoro d'équipe. Non è un libro di storia dell'arte nè di critica ma solamente un mezzo per donare una chiave di lettura ad opere che sembrano incomprensibili a molti visitatori di un'esposizione d'arte contemporanea cercando di fornire una spiegazione che possa essere letta e compresa da tutti. L'autore ha inserito nel testo alcuni tra i pareri dei critici più affermati come Luca Beatrice, Francesco Bonami, Achille Bonito Oliva, Jean Clair, Philippe Daverio, Gillo Dorfles, Massimiliano Gioni, Bartolomeo Pietromarchi, Vittorio Sgarbi, Angela Vettese, da artisti e intenditori d.arte fino ai pareri del pubblico. Per capire meglio come siamo arrivati alle manifestazioni odierne completa il volume una sintesi degli ultimi movimenti artistici che si sono succeduti fino ai giorni nostri. "Questo scritto nasce dal fatto che ho sentito spesso intorno a me frasi sul tipo: ... le chiamano opere d'arte, non riesco a capire perché valgano milioni quando saprei fare anche io, magari anche meglio, le stesse cose...". Vi chiedete perchè oggi l'arte non è più quella (bella) di una volta? Non riuscite a capire cosa significhi? Non si comprende la maggior parte delle opere che oggi vengono esposte o addirittura vi sentite presi in giro? Allora forse le righe di questo libro sono state scritte anche per voi.
br. Un dossier dedicato all'arte contemporanea. In sommario: L'arte contemporanea diventa globale; Gli artisti; I luoghi dell'arte contemporanea. Come tutte le monografie della collana Dossier d'art, una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.
brossura Cosa pensano in sintesi i critici d'arte attuali i quali spesso determinano la fortuna dell'artista e il valore di un'opera d'arte? Beatrice, Bonami, Bonito Oliva, Clair, Daverio, Dorfles Gioni, Pietromarchi, Sgarbi e Vettese vengono confrontati dall'autore in uno scontro appassionato di pareri spesso contrastanti. Quali sono stati i presupposti che hanno contribuito a sviluppare l'arte contemporanea a partire dall'impressionismo fino ai giorni nostri? A cosa volevano opporsi i dadaisti? Cosa volevano manifestare i futuristi con il dinamismo? Quale atmosfera creava la metafisica? Come il cubismo supera le due dimensioni della superficie del quadro? Cosa voleva esternare al pubblico la pop art? Quale rivoluzione si manifesta con l'arte concettuale? Perché la transavanguardia torna alla pittura? Potremo pretendere di capire un'opera d'arte contemporanea senza sapere quali siano i presupposti storici che l'hanno preceduta e cosa ne pensa la critica d'arte?
ill., br. Il primo tratto del Duemila è stato segnato da una serie di avvenimenti che hanno ridefinito l'assetto sociale e culturale internazionale. I confini linguistici e operativi che separavano i diversi ambiti territoriali si sono sgretolati, in un processo inarrestabile che ha nella multiculturalità e nel crollo delle ideologie i propri elementi propulsori. Le arti figurative hanno risposto a tale stato di cose mettendo in moto una spiccata poliedricità sintattica ed espressiva da cui deriva un generale eclettismo che costituisce la nota dominante del periodo: in sintesi, una Babele linguistica. L'autore riflette sui principali orientamenti che hanno caratterizzato gli ultimi anni tentando di avviarne una prima, possibile storicizzazione, aperta a futuri approfondimenti.
ill., br. Che cosa è accaduto nell'arte nell'ultimo secolo? Quali movimenti, teorie artistiche, scuole e tendenze si sono succedute nel mondo delle arti visive dal 1900 a oggi? Quali i codici delle idee generatrici delle varie opere o la corretta comprensione dei diversi momenti storici? Il volume di Loredana Parmesani, critico d'arte e autrice di numerose pubblicazioni sull'arte contemporanea, raccoglie e documenta la nascita, lo sviluppo e il tramonto dei movimenti artistici del XX secolo, in Italia e nel mondo: dall'Espressionismo al Surrealismo, da Cobra a Fluxus, dalla Pop Art alla Body Art, dal Postmoderno al graffitismo, alla fotografia, alla computer art. Il volume si pone come un piccolo dizionario-vademecum, un utile manuale che introduce al mondo dell'arte di XX secolo, risultando un utile strumento di conoscenza per gli appassionati di arte contemporanea e il grande pubblico.
ill. Il lavoro nasce dalle interviste fatte agli artisti della Valle Intelvi, tutti scagliolisti, con lo scopo di testimoniare questa pratica professionale e artistica che consiste nell'imitare superfici marmoree (piani di tavoli, altari, cornici, ecc.) con un tipo di stucco a base di gesso misto a sostanze colorate. Il testo è suddiviso in quattro sezioni: la prima a carattere storico, la seconda specifica delle testimonianza, la terza che riguarda la parte più propriamente tecnica, la quarta che vuole dare un'idea su cosa si poteva realizzare con l'utilizzo di questa tecnica.
br. Questo libro di saggi osserva con disposizione fenomenologica il modificarsi di conformazioni e comportamenti dell'arte di questo mondo in relazione ai mutamenti della sfera sociale, tecnologica, più generalmente culturale. Vengono indagati alcuni fenomeni estetici e linguistici che attraversano quest'ultimo secolo in tutta la sua irriducibile, anche drammatica, complessità: gli esiti del divorzio tra parola poetica e mondo, le miserie e gli splendori della lingua, la fisionomia della parola nel mondo dell'immagine. Si esplorano teorie (il ruolo della visione e della tattilità, intese come forme del sapere, nell'attività artistica) ed esperienze di fruizione (la lettura contesa tra la pagina e il display), poetiche esemplari (nel cinema di pittura), pratiche dell'arte negli spazi pubblici (lo status del museo contemporaneo e il destino della memoria collettiva) e in quelli individuali (il gesto della citazione). Nel percorso, vengono rimessi in questione alcuni nodi teorici ritornanti che hanno contribuito ad allestire il cantiere concettuale critico ed estetico di questi ultimi cento anni.
ill., ril. Il Novecento è stato percorso dalle più tragiche guerre della storia dell'umanità. In particolare, il ventennio intercorso fra le due guerre mondiali ha vissuto crudeli dittature: fascismo, nazismo, stalinismo. L'oppressione tirannica esercitata dal potere ha contribuito a trasformare l'arte dell'epoca in uno strumento di glorificazione personale e di persuasione dei popoli sottomessi. Questo libro ripercorre quel tragico periodo con una eccezionale documentazione visiva, accompagnata da testi che permettono di comprendere ogni aspetto dell'arte sviluppatasi nei tre paesi protagonisti di quelle dittature: l'Italia di Mussolini, la Germania di Hitler e l'Unione Sovietica di Stalin. È appunto in questi paesi che si sviluppano le più raffinate e allo stesso tempo violente tecniche di asservimento delle arti e dell'architettura agli interessi e ai fini dei dittatori e del loro culto della personalità. Ciascun paese mostra modi specifici di gestire la propaganda. Tutti si servono di campagne propagandistiche di massa mai viste prima. Ma se l'arte, come già accaduto nel passato, è elemento di apporto fondamentale alla politica e all'immagine del potere, stavolta i regimi dittatoriali possono avvalersi di nuovi e inediti mezzi artistici: non solo pittura, architettura, scultura, ma anche fotografia e cinema.
In-8 gr., brossura, pp. 352,(4), con numerosissime illustrazioni in b.n. e a colori nel testo. Catalogo della mostra sulla produzione artistica nel territorio di Pesaro e provincia. Ben conservato.
ill., br. Nell'Europa fin de siècle una diffusa sensibilità 'spiritualista' favorì l'interesse per gli antichi culti misterici e per le filosofie orientali, diffondendo un nuovo repertorio di miti che ammaliò artisti, intellettuali, scrittori, filosofi, viaggiatori. Il propagarsi di questo clima culturale coincise con la scoperta dell'inconscio e delle teorie sulla psicanalisi, confluendo nelle ricerche dell'arte simbolista e delle prime avanguardie: artisti come Vasilij Kandinskij, Franz Marc, Johannes Itten, ma anche Giacomo Balla, Arnaldo Ginna e Julius Evola superarono le formule ormai omologate dell'Art Nouveau elaborando nuove iconografie. Il volume offre una rassegna inedita sull'influenza che l'esoterismo ebbe sulle arti figurative europee dal 1880 al 1925 attraverso un vasto repertorio di visioni mistiche e fantastiche che, attingendo anche a suggestioni letterarie, misero in scena diavoli e streghe, demoni misteriosi e animali notturni. Dal movimento francese della Rose+Croix alla Boemia del gruppo Sursum, fino alle allegoriche sculture di Boleslaw Biegas, il libro testimonia un clima culturale che si riflesse anche in alcune esperienze sociali utopiche come quella di Monte Verità ad Ascona.
In-8 p. (mm. 205x205), brossura orig., di circa 150-200 pp. ogni numero, con illustrazioni in b.n. e a colori. nel testo. Di questa rivista bimestrale, poi trimestrale, offriamo le prime 2 annate complete, in 6 fascicoli: dal n. 1 (gennaio 1969) al n. 9/10 (dicembre 1970). Fra i collaboratori: Parronchi, Venturoli, Bilenchi, Cecchi, Grillandi, Sereni, etc. Buon esemplare.
br. Nella ricca bibliografia sui rapporti tra produzione visiva e politica nel Risorgimento mancava un approfondimento sulla situazione calabrese. "Arte e politica in Calabria. Opere e immagini del Risorgimento e dell'Italia unita" riflette sulle potenzialità del ruolo avuto dalle immagini nella costruzione dell'identità nazionale. Nei saggi qui raccolti, infatti, studiosi di diverse generazioni si interrogano sul rapporto tra episodio figurativo e racconto storico, analizzando le fonti e la tradizione iconografica. A partire dalla personalità del pittore e patriota Andrea Cefaly, è emersa una condivisione di ideali in cui hanno avuto un ruolo importante anche le vicende artistiche coeve. L'obiettivo è, quindi, quello di portare l'attenzione critica su opere esemplari ed episodi meno noti, oggetto di studi recenti - dalla pittura alla fotografia, dall'illustrazione al monumento celebrativo -, suggerendo momenti particolarmente eloquenti per tracciare un novero di itinerari possibili. Il volume offre uno spaccato delle vicende di quegli artisti, attivi in Italia meridionale, tra la Calabria e Napoli, che condivisero un impegno civile in uno stretto legame tra arte e politica.
br. Quali sono, se esistono, le continuità sociali e culturali, in Italia, nel passaggio tra fascismo e Repubblica, in un momento dunque di profonde discontinuità politico-istituzionali? E come si collegano tra loro, oppure si disgiungono, il primo e secondo Novecento; gli anni trenta e gli anni cinquanta o sessanta? Quali le «rimozioni» della storiografia postbellica o successiva con cui una nuova generazione di studiosi è oggi chiamata a confrontarsi? In questo suo libro, dedicato ai temi della «liturgia politica» considerati sotto profili specificamente storico-artistici, Michele Dantini si sofferma in modo ampio e dettagliato su alcune figure di artisti, critici, intellettuali che sembrano trovarsi ideologicamente agli antipodi nel corso degli anni venti e trenta: Edoardo Persico, ad esempio, la cui attività è ricostruita non solo con riferimento all'arte e all'architettura, ma anche in relazione alla cultura giuridica, storica e religiosa; o Giuseppe Bottai, delle cui politiche a favore dell'arte contemporanea e del patrimonio è proposta un'interpretazione in larga parte inedita. «Organizzatori» di cultura tra i più noti, da Marinetti a Carli, da Gobetti a Suckert-Malaparte, da Soffici a Croce; un poeta come Montale; e studiosi come Lionello Venturi o il giovane Argan ricevono qui nuova luce, mentre artisti considerati «minori» salgono improvvisamente in primo piano - è il caso di Tullio Garbari. D'altra parte nel saggio su Persico, che si conclude con un attento esame dei progetti per allestimento, Dantini pone le premesse per una comprensione più diramata e molteplice di Lucio Fontana, cruciale trait-d'union tra le due metà del secolo se considerato dal punto di vista dell'«arte sacra» e del suo rinnovamento. Nel far questo l'autore intreccia intimamente, poggiando su basi documentarie rigorose, storia dell'arte, storia politica e storia culturale; e dà conto dell'importanza degli studi di Renzo De Felice e scuola per la storia dell'arte. Vengono riprese così, da punti di vista storiografici e critici insieme, le fila di un dialogo interrotto tra discipline.
brossura
In-8, brossura, pp. 652 con 8 tavole a colori fuori testo e 300 tavole in b.n. nel testo. In buono stato (good copy).
In-4 (cm. 31)., cartelletta editoriale (lievi mancanze al dorso) contenente un fascicolo, pp. (20), interamente illustrato in bianco e nero. Vi sono riprodotte xerografie originali di: Aldo Codoni, Gianni Colombo, Silvio Coppola, James Fallon, Alan Fletcher, Colin Forbes, Mervyn Kurlansky, Bruno Munari (presente con 8 immagini), Esta Nesbitt, Joel Schwartz, Pino Tovaglia. Edizione di 1000 esemplari numerati fuori commercio. Fascicolo in ottimo stato di coservazione.
259 illustrazioni nel testo 10 tavole fuori testo