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1919EDzz0038aBerlin, S.Fischer 1919. 317(3) S. Mit Portr. als Frontisp. OHLn., gut erhalten, im Text papierbedingt gebräunt.
1919EDzz0038bBerlin, S. Fischer 1919. 317(3) S. Mit Portr. als Frontisp. OHLn., sehr gut erhalten, im Text papierbedingt leicht gebräunt. Erste Ausgabe. WG² 18
In-8 gr., brossura orig. figurata (lieviss. fioriture), pp. 109,(13), con le belle xilografie originali, in rosso, di Edoardo Del Neri, stampato su carta azzurrina. "Prima edizione". Testo ben conservato.
ill., br. Dalla pittura alla scultura, dall'architettura e pianificazione urbana all'industrial design e alla grafica, fino alla letteratura e alla poesia, Le Corbusier ha lasciato un segno profondo e indelebile in molteplici campi. L'opera di Francesco Tentori ripercorre tutta la ricchissima esperienza dell'architetto svizzero, cogliendo i nessi fra i diversi aspetti e momenti di un maestro che ha vissuto tutti i valori e le illusioni del suo tempo. Un maestro che ha riassunto alla perfezione quel bisogno "mobile" e ansioso di rinnovamento della società e che è stato un formidabile "profeta dei nuovi tempi".
ill., br. Due anni dopo la morte di Baudelaire, avvenuta nel 1867, Charles Asselineau sente la necessità di scrivere la biografia dell'amico. Libro sulla vita, che mostra la genesi dell'opera, è questa la matrice di tutti gli studi successivi e la prima vera biografia del poeta dandy che ha fatto della propria vita un'opera d'arte. Asselineau osserva da vicino la sua performance, dando o fingendo di dar credito ad alcune invenzioni (ad esempio il viaggio fino a Calcutta) per la costruzione di un personaggio che vuole in ogni momento stupire e sbalordire. Mostra anche l'importanza di Poe, e del suo metodo di composizione sull'estetica di Baudelaire, per cui l'immaginazione è sempre accompagnata dal senso critico. Al centro della biografia, il processo ai Fiori del male, opera sconvolgente, e tutt'ora spesso mal compresa, che ha circondato a lungo l'autore di un'aura di "maledettismo". A seguire sono qui raccolti - sotto il titolo di Baudelairiana - una serie di aneddoti sul poeta che Asselineau non aveva mai riunito, e che sono apparsi postumi soltanto nel 1906.
In-4 p., tela editoriale, pp. 77. Il volume propone 33 poesie inedite del pittore Costetti (1874-1949) e 33 suoi disegni originali, pure inediti, qui riprodotti in tinta. Tiratura limitata di 500 esemplari. In buono stato (good copy).
br. Paolina Leopardi (1800-1869), la dimenticata "sorella", condusse per molti anni una vita triste e malinconica, ma riuscì in tarda età a spezzare le catene che la costringevano nel palazzo di famiglia e a "volare via" per vivere la sua «stagion lieta». Per la prima volta e su basi rigorosamente scientifiche se ne ricostruisce l'esistenza attraverso documenti e lettere perlopiù inediti, rintracciati negli Archivi e Biblioteche di tutta Italia, con il risultato di ricomporre nei minimi dettagli la figura e il pensiero di questa donna poco ricordata, ma fuori del comune e di alto spessore culturale. Soprattutto se ne ricostruisce l'attività intellettuale, l'aspetto forse più importante, e più trascurato, che dà ragione di quegli aggettivi «colta e forte», con i quali il famoso fratello l'aveva definita. Due destini, quello di Giacomo e di Paolina, che si intrecciano inevitabilmente, con risvolti mai indagati come in questo libro; in particolare, oltre la partecipazione della "sorella" all'esperienza intellettuale del poeta, emerge il loro difficile rapporto con i genitori, con gli altri fratelli, con i parenti, con la società recanatese. Ne risulta così il quadro di una vita e di un'epoca, sullo sfondo della storia della nobile famiglia di uno dei più straordinari protagonisti dell'Ottocento culturale europeo.
ill. Un convento sperduto nella campagna romagnola avvolto da un alone di mistero riguardante la morte di una piccola educanda. Chi era la fanciulla in questione? Allegra, la figlia illegittima del poeta Byron. Perché la bambina si trovava nel convento di S. Giovanni Battista in Bagnacavallo? Quali furono gli avvenimenti che portarono Lord Byron e la sua figlioletta in Romagna? Chi era la madre di Allegra e perché vennero separate? Come la figlia del famoso Pari d'Inghilterra trovò la morte nel monastero bagnacavallese, lontana da entrambi i genitori? Il libro cerca di dare risposte a queste e ad altre domande, in cui viene raccontata la vita di Allegra Byron, dalla sua nascita, fino alla prematura morte, attraverso lettere e documenti inediti presenti in questa biografia.
Samuele Smiles Vita e lavoro. Studio sugli uomini insigni per operosità, cultura e ingegno.. , G. Barbèra 1909, Copertina: in mezza tela. Originale excursus sul modo di vivere di uomini illustri. Molto dettagliato: razze, eredità. amori, vita intellettuale, genio, ecc. Raro. Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
br. Waterloo e la definitiva caduta di Napoleone, deluso dall'atteggiamento della Francia della Restaurazione nei confronti dell'imperatore in esilio, il trentaquattrenne Stendhal decise di scriverne una biografia, cui lavorò a più riprese a Milano fra il 1817 e il 1818, ma che lasciò incompiuta, ferma agli accadimenti del 1815. La Vita di Napoleone è ben lontana dal rigore documentario e dall'oggettività degli storici di professione, ma ha il pregio della vivacità e dello stile avvincente di chi nel narrare le imprese militari e gli episodi della vita privata del grande generale prende sempre le mosse da un fatto concreto, da un aneddoto ascoltato dal vivo. L'aspetto più affascinante di questo resoconto sta nel fatto che la più importante personalità politica del tempo è giudicata da un testimone diretto degli avvenimenti destinato a diventare un grande scrittore. La biografia di Napoleone è anche, in qualche misura, l'autobiografia di Stendhal: un congedo dalla giovinezza, un omaggio ai propri ardenti ideali bonapartisti, il rimpianto di un'epoca eroica irrimediabilmente perduta. Introduzione di Lanfranco Binni.
ill., ril. L'infanzia nella prima metà dell'Ottocento è stata studiata dagli storici solo in maniera episodica e frammentaria, indice questo anch'esso della condizione secondaria riconosciuta ai bambini in tale epoca. Universalmente considerata come una semplice fase dello sviluppo verso l'età adulta, da attraversare il più rapidamente possibile, la sua natura effimera appariva troppo insignificante per meritare di essere analizzata e tramandata. Rare sono pertanto le fonti primarie, ed ancor più rari i documenti di mano degli stessi bambini. Le illustrazioni dipinte dai piccoli Drummond offrono, pertanto, uno scorcio unico del mondo nel quale essi vissero: la stanza degli studi, con la sferza e il backboard in dolorosa mostra; i giuochi turbolenti; o una semplice danza in salotto. Le scene e le persone raffigurate dai bambini, assieme a vari scritti della loro cugina Fanny Drummond, ci permettono di cogliere alcuni degli atteggiamenti allora prevalenti nei confronti dell'infanzia, e di afferrare come gli stessi bambini percepissero il proprio mondo. Al tempo stesso, le illustrazioni ci offrono una grande ricchezza di dettagli, dalla foggia degli abiti alle abitudini della servitù, rivelatori di come questi piccoli contemporanei della Regina Vittoria siano stati educati a divenire tipici protagonisti dell'età che da ella prese nome.
br. Erede di una delle più importanti dinastie industriali d'Italia, Giovanni Pirelli (1918-1973) rifiuta il ruolo di imprenditore nell'azienda di famiglia per intraprendere un'altra strada, e dedicarsi alla scrittura. L'esordio narrativo è del 1952, con "L'altro elemento"; seguono la raccolta "L'entusiasta" (1958) e il romanzo di fabbrica "A proposito di una macchina" (1965). Intellettuale complesso e affascinante, Pirelli imbocca percorsi insoliti e mai scontati, a cominciare dalla pubblicazione delle "Lettere di condannati a morte della Resistenza" (italiana ed europea, 1952 e 1954), curate insieme a Piero Malvezzi. Ricostruendone la vita, il volume - frutto di una lunga ricerca condotta in numerosi archivi, in particolare nell'archivio personale di Pirelli, accessibile in tutta la sua ricchezza, e attraverso molte testimonianze orali - illumina aspetti originali, a tratti tormentati e controversi, del suo lavoro e dei suoi posizionamenti politici, dalla militanza nel Partito socialista alle esperienze nella Nuova sinistra. Al centro di molteplici iniziative culturali e politiche, curioso ed eclettico, sperimenta teatro, musica e cinema. Dai primi anni Sessanta la sua attenzione si focalizza sui movimenti anticoloniali: mediatore delle opere di autori come Frantz Fanon in Italia, intrattiene rapporti con altri leader ed esponenti di quei movimenti, come Cabral, Neto e Franqui, e viaggia molto, in Africa, a Cuba, negli Stati Uniti, in Cina. Un instancabile impegno, un'incredibile rete di relazioni con alcuni tra gli intellettuali più influenti del suo tempo. La morte improvvisa interrompe bruscamente le attività di Pirelli. Da subito l'eterogeneità dei suoi interessi e rapporti si traduce in una memoria polifonica e contesa: ed è a questa molteplicità di voci e di sguardi che il volume dà spazio, evitando di irrigidire una figura così complessa in una maschera, e proponendo invece al lettore, in maniera originale e feconda, nuove scoperte e nuovi interrogativi.
br. Dalla natia Polonia come da Vienna, da Parigi come da Londra, Chopin ci offre attraverso queste lettere un dettagliato racconto della sua vita e delle sue frequentazioni, disegnando anche un prezioso profilo della società europea della prima metà dell'Ottocento. Ciò che però più rileva e sorprende è l'involontario ritratto che dà di sé stesso, assai lontano dallo stereotipo del musicista romantico e appassionato. Chopin si rivela piuttosto, in queste pagine, come un uomo equilibrato e malinconico, segnato da un virile pessimismo, ma capace anche di un'ironia corrosiva. Fryderyk Chopin nacque il 22 febbraio 1810, in un piccolo centro nei pressi di Varsavia, Zelazowa Wola. A poco più di vent'anni lasciò la Polonia per Vienna, prima tappa di un inquieto peregrinare per l'Europa. Il 17 ottobre 1849 morì a Parigi, dove riposa nel cimitero del Père Lachaise.
Rizzoli, 1960. In-8, cartonato editoriale, sovracoperta (piccolo strappo), pp. 219. In buono stato.
In-16, brossura, sovracoperta illustrata dalla riproduzione di una litografia dell’A., pp. 89,(5). Cfr. Gambetti-Vezzosi, p. 823: “Raccolta di testi editi e inediti tra cui la traduzione di "Les Chants de la Mi-Mort. Non comune, abbastanza ricercato”. Ben conservato, stampato in 1000 copie numerate.
In-16 gr. (cm. 19.30), brossura originale figurata a colori, pp. 71, (5). Prima edizione della Collana “Lo Specchio - I Poeti del Nostro Tempo”. Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 937: “Comprende le 6 poesie di ‘Piccola Roma’, 17 apparse in ‘Primato’ nel 1942 e 9 apparse in altri periodici. Piuttosto ricercato”. Pagine lievemente ingiallite per la qualità della carta, altrimenti ben conservato. In buono stato (good copy).
In-8 (cm. 22.30), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 176, (8). Prima edizione. In buono stato (good copy).
16 tavole in bianco e nero fuori testo
Grafiche Pettorali, 1938. In-8, brossura, pp. 264. In buono stato
br. Alla fine gli anni macinano coincidenze. Siamo a quarantanni dall'addio di Luciano Bianciardi al mondo. A quasi venti dalla prima edizione di questo libro che gli tolse la polvere della dimenticanza, restituì un posto ai suoi romanzi e luce al suo viaggio solitario, scoperto da migliaia di nuovi lettori, incantati dalla sua ironia, dalla sua rabbia, ma anche dalla sua eccentrica preveggenza. Con questa nuova edizione, Luciano torna a casa, più o meno dove tutto cominciò, casa editrice Feltrinelli appena nata, anno 1954, lui redattore fresco di Maremme e minatori, sceso da uno dei tanti treni che in quei mesi, in quegli anni, stavano portando le braccia e le teste che avrebbero fabbricato a Milano il miracolo economico. Era il tempo giovane del dopoguerra. Il futuro declinato per una volta al presente. Nascevano non solo i palazzi e le fabbriche dalle macerie. Ma anche le case editrici, i giornali, le agenzie di pubblicità e naturalmente la televisione, che in una decina di anni avrebbero svezzato l'italiano medio dandogli uno specchio, una lingua, quattro ruote, una cucina americana, e qualche volta persino una rotonda sul mare. Tutti (o quasi tutti) ne cantavano le lodi, tranne lui. Il provinciale, il guastafeste che di tante addizioni conteggiava quel che andava perduto, a cominciare dai sogni per una Italia diversa, un po' più giusta, non arresa alla religione del conformismo, del guadagno, dell'arrivismo, del piccolo e del grande potere.
ill., br. Catalogo della mostra tenuta presso il Museo della città di Livorno dal 31 ottobre 2020. Oggetto dell'esposizione più di cento opere della Collezione Alberto della Ragione - oggi custodite stabilmente presso il Museo Novecento di Firenze - e della Collezione Giovanni Iannaccone, conservate a Milano. Due importanti collezionisti, di epoche diverse ma assai affini, accomunati da una straordinaria sensibilità e occhio critico, che ha permesso loro di raccogliere opere dall'importanza straordinaria di artisti molto noti al pubblico tra cui Carrà, Morandi, Guttuso e Vedova, senza tralasciare gli esponenti della Scuola di via Cavour (Mafai, Raphaël e Scipione) e altri protagonisti la cui opera ha segnato profondamente la nostra storia, come de Pisis, Rosai, Guidi, Birolli e tanti altri. Volume corredato da saggi critici e schede tecniche che aiutano a inquadrare il contesto storico e che accompagnano il visitatore in un vero e proprio viaggio alla scoperta dei Maestri che hanno reso grande e senza tempo l'arte italiana del Novecento, un viaggio reso possibile dalla profonda passione per l'arte dimostrata dai due collezionisti Dalla Ragione prima e Iannaccone poi. "Perché" come sottolinea il curatore Sergio Risaliti "di passione e di vita si tratta, come ci spiega Walter Benjamin quando, citando Balzac, afferma che i collezionisti sono "gli uomini più passionali che esistano al mondo". E "vissi d'arte" sottende questa passione univoca per l'arte e, in essa, una altrettanto convergente esperienza per peculiari produzioni artistiche".
19404033BBWien, um 1940. 10 x 10 cm., Neue Galerie - Visitkarte
2933Connaissance des Arts, n° 207, Paris, mai 1969. In-4, broché sous couverture illustrée en couleur, 177 pp. [Delvaux paginé 79-85]. L'action culturelle - Pisanello à nouveau - La légende de Tristan - Du nouveau au château de Vaux - Visite à Delvaux - Vasarely 1969 - Une caverne blanche - Osaka c'est raté - Vasarely et chorégraphie.
17671138344London, J. Dodsley, 1767. Gestoch. Frontisp. von Grignion nach Wale, 141, (3) S. Ldrbd d. Zeit m. linearer Deckel- u. Rverg. (gering bestoßen, vorn zwei kl. Fleckchen).