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br. Sorta nel cuore di una profonda esigenza rinnovatrice, la diffusione del sintagma bene comune interpella la contemporaneità verso inediti sentieri riflessivi. Il tentativo di una sua ricognizione teorica e giuridica sembra, tuttavia, scontrarsi con una serie di straordinarie difficoltà: l'estrema eterogeneità di contenuti e di contesti cui il bene comune viene fatto riferire, l'utilizzo del termine al singolare e al plurale, la discussa distinzione tra beni comuni materiali e immateriali, sembrano vincolare l'intenzione di ricerca ai soli settori specialistici di applicazione. Come intendere, allora, filosoficamente, la ricchezza, ma anche l'ambiguità semantica del sintagma bene comune? Il volume prova a rispondere al quesito attraverso le magistrali voci di Edmund Husserl e di Martin Heidegger che permettono di offrire visibilità a ciò che antecede, teoreticamente, il variegato prisma delle stesse proposte normative-culturali rivolte al bene comune, facendone affiorare i tratti descrittivi.
brossura L'omaggio a tre voci - e sono quelle di tre studiosi diversi tra loro per formazione, oltre ad essere esponenti di generazioni diverse - ribadisce in primo luogo l'ammirazione per l'originalità dello scrittore che smentì fin dalla giovinezza ogni presunta scissione tra le "due culture", l'umanistica e la scientifica. Se le pagine di Silvio Ramat, saldando a tre capitoli compatti una serie di pezzi brevi (alcuni di datazione abbastanza remota) rimasti finora "dispersi", forniscono la misura della sua "lunga fedeltà" al poeta di Montemurro, il saggio di Clelia Martignoni può considerarsi un punto fermo per la messa a fuoco di un "tutto Sinisgalli", non ricostruito in base a parametri astratti ma nel vivo della sua instancabile officina, di cui Luca Stefanelli isola un aspetto necessario e portante, la metrica, mai analizzata prima con altrettanto rigore. Ma il ruolo più significativo e trainante nella genesi di questa insolita iniziativa editoriale tocca alla passione per la poesia e alla libera convergenza di intese sull'estroso e sofisticato scrittore di Montemurro, che si vorrebbe più diffuso e conosciuto di quanto oggi non sia.
br. Attraverso un itinerario di ricerche condotto fra archivi pubblici e privati, l'Autore documenta il ruolo, tutt'altro che marginale, avuto dall'amministrazione delle Finanze nella storia dell'unificazione italiana. Dopo la prima fase, all'insegna della provvisorietà, gli interventi amministrativi divennero più incisivi, il modello organizzativo Piemontese fu integrato con soluzioni originali che, a livello periferico, ruotarono intorno alle Intendenze di finanza. Il nuovo assetto del Regno d'Italia fu completato in un lasso di tempo non breve poiché l'unificazione amministrativa doveva andare di pari passo con le leggi fiscali e finanziarie, ma in circa quindici anni la Destra seppe costruire una macchina organizzativa in grado di far fronte alle gravissime difficoltà economiche del Paese. I primi ministri delle Finanze del Regno d'Italia svolsero un compito straordinario, unificando gli apparati e le legislazioni dei nove sistemi finanziari presenti nelle varie province del Regno, lavoro reso arduo anche dalla difficoltà persino di catalogare il personale civile e militare che lavorava nell'amministrazione. La classe politica di governo si rivelò, sostanzialmente, all'altezza della sfida. Sella e Minghetti, in particolare, ministri per un periodo considerevole, svolsero un ruolo determinante circondandosi di uomini validi come Gaspare Finali e Giovanni Giolitti.
br. "R.T. 6 gennaio 58. Ma Parma mi appariva così ravvivata oggi dal tuo desiderio; improvvisamente ritrovata nella luce struggente, verso le quattro del pomeriggio, sulle ultime pietre del Battistero, su calde pareti di cotto del Lurigoparma; e certe nubi sfilacciate e meravigliose, laggiù, verso Baccanelli e le colline. Ti basterebbe prendere .un treno, tu dici; ma devi poco a poco ritrovare la forza di fare tutto il viaggio che dalla tua prigione luminosa di Monteverdevecchio porta a quel treno che passa da. casa. A..B. 19-11-1966. Non so se alla decisione, non presa, di' vendere Baccanelli non darà una spinta l'essermici trovato, a Baccanelli, ultimamente quasi estraniato come qui? Oh non incolpo te, ,non incolpo nessuno: mi pareva che se sul piano delle idee esiste ancora una concordanza il "ritorno" non dovrebbe essere impossibile, dico un ritorno non nella favola, né nella provincia, ma nella vita più giusta e più vera: Dico giusta e vera anche con i peggiori inferni che la vita sempre può riservarci."
br. Vite parallele delle due Emily più note e ineffabili del panorama letterario, una narrazione biografica arricchita dall'approfondimento tematico dell'opera e da traduzioni più aderenti al testo originario, ricostruendo i collegamenti esistenziali e artistici, le consonanze dei profili di personalità e dell'ispirazione. Una singolare rilettura che svela perché la loro scelta di votarsi alla scrittura, rimanendo latenti e dietro le quinte del mondo, si sia tradotta in libertà morale e solida eredità culturale. Si scopre infatti che per i contenuti e gli accenti sono nostre contemporanee e che ci rianimano con un vocabolario dotato di eccezionale energia. Maestre di consapevolezza con domande sul dolore, la malattia e la morte, l'identità personale e sessuale, le prove dell'amore e della solitudine, la conoscenza dei fenomeni mentali e il rapporto con la natura. Storie esemplari, fondate sulla qualità della vita interiore e sulla distanza critica indispensabile per dialogare con sé stessi e gli altri. Un viaggio nel passato e nel futuro con tre parole chiave: poesia, memoria, eternità.
brossura L'opera di Alain Badiou, riconosciuta come una delle più consistenti nel panorama contemporaneo, sembra talora patire di un eccesso di compattezza. Che lo si identifichi come l'ultimo filosofo sistematico, per il suo approccio ontologico-matematico, o come l'ultimo filosofo maoista, per la sua fedeltà all'"ipotesi comunista", o, ancora, come l'ultimo filosofo platonico, per la sua strenua difesa dell'Idea, resta il fatto che Badiou seduce, intimidisce o indispone, secondo i casi, ma la sua opera sembra resistere a ogni tentativo di appropriazione trasformatrice. I dieci inviti che compongono questo volume intendono contribuire a una lettura obliqua, facendo apparire alcune zone di esitazione nella produzione speculativa del filosofo, in particolare attraverso la categoria di "anti filosofia", mutuata da Lacan, grazie alla quale trovano spazio, sotto la maschera platonica, questioni a prima vista proscritte nel suo pensiero, come quella del trauma, dell'angoscia, della pulsione di morte e dell'atto.
br. Questo libro raccoglie i più importanti saggi di Lauro Rossi, a lungo curatore presso la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma e studioso specializzato nella storia dei secoli XVIII-XX. Diviso in quattro parti, il volume ripercorre alcuni dei suoi principali ambiti di ricerca, ossia le vicende e i protagonisti dell'Italia giacobina, quelli della Restaurazione italiana, il patriottismo unitario, con particolare attenzione al caso romano, e la vicenda dei prigionieri militari nei campi tedeschi e austro- ungarici durante la Prima guerra mondiale. «Non è quello adottato da Lauro un modo usuale del lavoro storiografico: nel costruire la sua narrazione egli conferisce al testo una freschezza parlante, un qualcosa di vivo che coinvolge il lettore, lo studioso di storia oppure il semplice appassionato di vicende passate. [...] In generale, ogni documento che lo storico porta alla luce costituisce un arricchimento della conoscenza, ma se ci soffermiamo con attenzione sui documenti presenti nel libro non può sfuggire la loro particolarità, talora quasi una raffinatezza di natura storiografica, che se da un lato impreziosisce la narrazione, dall'altro ci conferma la stoffa di autentico storico di Lauro, il gusto tutto particolare che aveva per la cultura storica, e anche quanto si calasse con razionale passione dentro ciò che lo interessava» (dall'Introduzione di Paolo Bagnoli)
cm. 17 x 24, viii-168 pp. Biblioteca dell'?Archivum Romanicum? - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia Vengono esaminati alcuni dei momenti salienti della prosa letteraria tra Cinque e Seicento, con particolare riguardo alla sintassi. Ne ? il filo rosso un'idea di scrittura letteraria che, in polemica pi? o meno esplicita con il modello degli Asolani e delle Prose della volgar lingua del Bembo, valorizza la chiarezza, la progressione e in qualche caso l'oralit?, e pu? pertanto accogliere i tratti dell'irregolarit? e dell'asimmetria, privilegiando la funzionalit? e l'efficacia sull'eleganza classica. A study of some of the significant aspects of literary prose from the 16th to 17th centuries, with special attention to syntax. The recurrent theme of the book is a certain concept of literary composition that more or less directly defies the model established by "Gli Asolani" and Bembo's "Prose della volgar lingua". It favors clarity, progression and sometimes even orality, and yet is able to incorporate elements of asymmetry and irregularity, placing functionality and efficiency above classical elegance. 341 gr. viii-168 p.
br. Le rapide e complesse mutazioni, che per necessità si tendono a riassumere entro il fenomeno globalizzazione, hanno provocato e provocano, in ogni luogo, lo sfaldarsi di stili di vita, oltre che effetti di sradicamento, di spaesamento, di insicurezza individuale e collettiva, tali da farci diventare un po' tutti "migranti in casa nostra", costringendoci, di fatto, a ripensare il senso del nostro abitare, del nostro far comunità, del nostro far lingua. Sono questioni decisive che, come tende a dimostrare questo saggio, informano le ragioni poetiche, i movimenti e i "gesti" dello stile complessivo di Andrea Zanzotto, in particolare nell'"operazione" che il poeta solighese produce per "Il galateo in bosco". In quest'opera l'esperienza dell'attraversare e sostare in bosco si propone quale intensa e necessaria metafora di un abitare che chiede ad ognuno di noi di partecipare ad una perenne venuta al mondo dei territori. È una nascita che, in Zanzotto, ha il ritmo dell'originarsi stesso di quella parola poetica attraverso cui passa la rinascita del soggetto, così come del suo più intimo abitare le lingue, i luoghi e il mondo.
br. Infrante le consuetudini di Ancien régime, Napoleone e le sue riforme posero anche in Italia le premesse per rinnovare la scuola, che venne sottoposta a mutamenti radicali e duraturi, mantenuti poi dai governi restaurati. Per estendere l'istruzione primaria, gli interventi fecero perno sul libro di testo, merce editoriale al crocevia di istanze educative, politiche e commerciali, avviata in quei decenni a sviluppare una definita e moderna fisionomia. A Bologna, città dall'antica vocazione didattica, si calarono in quell'appetibile mercato pressoché tutti gli stampatori, gli editori e i librai: un mondo quasi sconosciuto, ora riscoperto con il ricorso a documenti inediti. Loro preziosi alleati furono gli insegnanti elementari, che firmarono manuali in tirature crescenti, rivolti a lettori in progressivo aumento. Il volume ripercorre appunto la produzione tipografica destinata a maestri e allievi della variegata rete scolastica di una città e del suo territorio, indaga la storia del libro scolastico-educativo nel tornante decisivo che vede nascere l'idea moderna dell'istruzione pubblica, mostra le contraddizioni e lo spirito innovativo di una classe politica.
brossura
In-8 gr., tela editoriale, sovracoperta, pp. 115, con numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo, anche a piena pagina. In buono stato (good copy).
cm. 17 x 24, 474 pp. Polinnia Il poema in prosa Paolo s?impone per l?alta cifra di oscurit? che riguarda non solo una prismatica galleria di ?facce? oniriche ma anche i rilanci di una chiusa di difficile interpretazione, dove ? soprattutto il personaggio di Gh?sola a testualizzare la portata dei futuri svolgimenti. Sottoposte a un?attenta decodifica, le ?facce?, nella centralit? di Con gli occhi chiusi, elaborano cos? un modello di riconoscimento e autobiografico e di soluzioni narrative, vagliato nella sua genesi. The poem in prose Paolo is characterized by a deep obscurity that concerns not only a prismatic gallery of oneiric ?faces? but also the raise of a difficult epilogue, where the character of Ghisola mainly expresses the extent of future developments. Carefully interpreted in the light of Con gli occhi chiusi, the ?faces? draw up a model of autobiographical recognition and narrative solutions, that the book analyses at its beginning. 840 gr. 474 p.
cm. 17 x 24, xxiv-304 pp. con 15 tavv. f.t. Fondazione Carlo Marchi - Quaderni Si analizza la cultura psicologica di Tozzi e il rapporto profondo che intercorre tra l?opera dello scrittore senese e la speculazione scientifica del pragmatista americano William James. Il materiale critico, in gran parte inedito, risulta fondante per un definitivo riconoscimento della modernit? tozziana. A corredo un sintetico ?Glossario? di voci jamesiane che rende fruibile il fascino di un binomio moderno come quello tra letteratura e scienza psicologica. A study of Tozzi's psychological culture and the profound relationship between this Sienese writer's work and the scientific speculation of the American pragmatist William James. The material collected together proves fundamental towards the definitive recognition of Tozzi's modernity. A synthetic Glossary of James's vocabulary makes the fascination of a modern coupling like that between literature and psychology enjoyable. 740 gr. xxiv-304 p.
brossura In una breve ma memorabile prosa di Persone Federigo Tozzi propone come unica alternativa alle "grandiosità della Bibbia" l'opera di Fëdor Dostoevskij: "Perché leggere, nel nostro tempo, è specialmente esistere. Ed esistere con tutta la nostra anima e con qualche fede". Tenendo costantemente presente questo implicante assunto, Elena Gori articola con sicurezza la sua indagine in tre fasi: la ricostruzione del dibattito critico svoltosi attorno al binomio Tozzi-Dostoevskij dai tempi di Tre croci ai giorni nostri; un'importante ricerca d'archivio che restituisce in tutta la sua imprevista ampiezza l'intero scaffale di letteratura russa nella biblioteca tozziana di Castagneto; un vasto e serrato confronto fra testi, tale da consentire una persuasiva individuazione di temi ed elementi strutturali e stilistici condivisi. La soverchiante figura paterna, il senso di colpa, la condizione di escluso e di "umiliato e offeso" rappresentano così le tappe fondamentali di un percorso letterario parallelo e spesso convergente: un percorso che modernamente si dipana, per Tozzi come per Dostoevskij, nel "sottosuolo" dell'animo umano.
This is a very good x-library copy in the original olive green bevelled cloth boards, elaborately decorated with an architectural scene in black and gilt. Library book plate on endpaper. Small faint handstamp to top right corner of all the plates. Preface and 43 pages of text and 5 pages of plate titles and descriptions + 30 full-page lithograph plates in black & white. The plates include full-page elevations, plans, and interior views of the panelling, fenestration, staircases, etc. All the mansions illustrated are large scale grand buildings in the Queen Anne, and other well known European styles:Jacobean, Louis XVI, Adams style, etc. The book has a new cloth spine, with a white printed paper title label on the spine. Inside the blue endpapers and many of the pages are chipped around the edges, but the binding is very tight. Paper tape repair to hinges. Page-edges gilt. 15" high X 10 1/2" wide. This book will be securely wrapped and packed in a sturdy box and shipped with tracking.
In-24, brossura orig. figurata a colori, pp. IV,608, con una tav., più volte ripieg., che riproduce “Tavole corografiche dei depositi di Benzina e di Lubrificanti del Touring C.I.”. Il volume II° è relativo a: “Indicazioni speciali pel turista in Italia”. Ben conservato.
In-16, bross., sovracoperta, pp. 46 con una tavola a colori nel testo e 32 tavv. in b.n. f.t. In buono stato (good copy).
La Regione Toscana ha organizzato le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia mettendo al centro il ruolo svolto dalla Toscana nella costruzione dello stato unitario e i complessi passaggi che hanno poi condotto la società italiana alla conquista della democrazia e alla Costituzione repubblicana. Questo volume offre una vasta ricognizione critica sulla peculiarità e la ricchezza dei contributi dati dalla Toscana al processo di definizione dell'identità nazionale. During the celebrations of the 150th anniversary of the Unification of Italy, Tuscany Region focused on the role played by Tuscany in the construction of a united state and the complex passages that led Italian society to conquer democracy through the attainment of the republican Constitution. This book offers a comprehensive critical survey on the special characters and richness of Tuscan contributions to the process of definition of a national identity. Biblioteca di storia toscana moderna e contemporanea - Studi e documenti 58 cm 15 x 21, viii-338 pp. con 12 figg. n.t. e 1 pieghevole.
cm. 17 x 24, x-350 pp. Biblioteca storica toscana - Serie I Un?interessante lettura della recente storiografia sulla Toscana in et? moderna, da cui emerge il variegato paesaggio di temi e problemi storiografici che segnano a fondo il modo recente di leggere la storia della Toscana. Profili istituzionali, forme ed esercizio del potere, archivi, storia della chiesa, assistenza, giustizia, nobilt?, citt?: per ognuno di questi temi si apre uno spaccato che non solo indica le piste percorse dalla ricerca ma apre a possibili sviluppi storiografici futuri. An interesting survey of recent historiography on Tuscany in the modern age, from which emerges the wide range of historiographical themes and problems that deeply characterise the most recent way to read Tuscany?s history. Institutional profiles, forms and exercise of power, archives, history of the Church, assistance, justice, nobility, town: for each of these themes an overview is given which not only indicates the paths walked by researchers but opens up possible future historiographical developments. 650 gr. x-350 p.
cm. 17 x 24, 672 pp. con 1 tav. f.t. Biblioteca storica toscana - Serie II 1240 gr. 672 p.
ill., br. Per la prima volta la storia di Toro Seduto viene raccontata da un suo diretto discendente, Ernie LaPointe, pronipote del famoso capo dei Lakota Hunkpapa. LaPointe ci svela i racconti di famiglia e i ricordi che gli sono stati trasmessi sul bisnonno. Non solo trascrive la ricca storia orale della sua famiglia (i racconti sull'infanzia di Toro Seduto, la reputazione di guerriero coraggioso e saggio capo del suo popolo, il tradimento che portò al suo assassinio), ma ci spiega anche che cosa significasse essere un Lakota all'epoca di Toro Seduto e cosa significhi esserlo oggi. La tradizione orale differisce in molti punti da quella che è stata la versione più accreditata della biografia di Toro Seduto. LaPointe spiega le discrepanze, come sono nate, e perché ha voluto raccontare la sua versione della storia di Tatanka lyotake. Un libro forte: la vita di un nativo americano narrata da un nativo americano, per tutti coloro che vogliono comprendere meglio una cultura, un leader, un uomo.
Breit-4°. 33,5 : 28,5 cm. 173 SS., 1 Bl. mit 154 (93 tls. doppelblgr. farb.) Abb. OLwd. mit farb. illustr. Orig.-Umschl. Erste amerik. Ausgabe. - Behandelt Schmerz, Gewalt und Märtyrertum, Folter und Hinrichtung in der Europäischen Malerei und Graphik des 12. bis 19. Jahrhunderts in Werken von Pisanello, Jean Fouquet, Hans Memling, Mantegna, Dürer, Correggio, Lucas Cranach d. Ä., Peter Brueghel d. Ä., Tintoretto, Tizian, El Greco, Caravaggio, Rubens, Rembrandt, Murillo, Nicolas Poussin, Franz maffei, Johann Michael Rottmayr, Goya und Edouard Manet u. a. - Widm. auf Vors. Sonst gutes Exemplar. SW: Kunst 12.-19. Jahrhundert, Malerei, Druckgraphik, Kupferstich, Europa, Bildmonographie, Bildband, Italien, USA, nach 1990 Bücher Englisch