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In-8 p., bross., pp. 59 con ill. Catalogo della mostra.
In-16 gr., brossura, pp. 124,(2), con 4 disegni nel testo di Marcello Mascherini. Prima edizione. Edizione di 1000 esemplari numerati. Ben conservato.
cm. 17 x 24, xx-326 pp. con 57 figg. f.t. 775 gr. xx-326 p.
br. Un pensiero sulla Beat Generation, analizzandone le cause e il significato, sognando i viaggi di Kerouac attraverso una breve storia, quella di un ragazzo che trova un libro che lo aiuterà ad aprire il cuore e la mente attraverso una serie di poesie e riflessioni su temi importanti come religione, politica, uguaglianza e sesso. Un libro per chi vuole accettare pensieri diversi dai propri.
br. «I saggi qui raccolti sono variazioni sul tema della frattura che si apre nell'esistenza e nella cultura quando l'essere umano non può aprirsi al mondo e quindi al presente. I vari tipi di crisi, dell'autorità, della libertà, dell'istruzione, persino del pensiero, sono riportati alla fondamentale lacuna dell'agire. Questa assume l'aspetto decisivo di una interruzione della tradizione. (...) Un aforisma di René Char fa da epigrafe ideale di questo libro: "La nostra eredità non è preceduta da alcun testamento". Non c'è modo migliore di illuminare il paradosso tipicamente moderno, per cui ogni generazione, in una cultura educata nella storia più di ogni altra, dimentica le motivazioni di quelle che l'hanno preceduta.» (Introduzione di A. Dal Lago)
br. Fra il 1998 e il 2003, con l'intensificarsi delle sue collaborazioni a giornali e riviste, Roberto Bolaño accumula una quantità rilevante di discorsi, interventi, recensioni. Sembra un effetto collaterale dell'idea compulsiva di scrittura a cui da sempre pagava il suo tributo. In realtà, come i lettori avranno modo di scoprire, Bolaño stava dando vita a qualcosa di diverso e imprevedibile: un autoritratto per frammenti d'occasione. Tale infatti si rivela subito "Tra parentesi": i testi che vi sono radunati alcuni ancora inediti - sono tutti dedicati a temi o a personaggi niente affatto incidentali nella carriera di Bolaño: il Cile, l'esilio, la poesia latino-americana, la vita e le opere - reinventate in poche frasi - di Philip K. Dick e Burroughs, Nicanor Parrà e Gombrowicz, Borges e Rodolfo J. Wilcock. Una divagazione alla volta, un'incursione dopo l'altra in territori noti a lui solo, questo libro diventa proprio il genere di opera che Bolaño pretendeva di odiare sopra ogni altra: un'autobiografia - qualcosa che, come lui stesso dice delle memorie di Ellroy, "finisce con un uomo solo che rimane in piedi... Vale a dire, non finisce mai". Difficile immaginare un epitaffio più conseguente e più lusinghiero.
br. Questo numero dei Quaderni del Conservatorio "G. Verdi" di Milano offre al lettore diverse novità, che corrispondono alla decisione di scegliere alcune tra le significative prove di tesi degli allievi afferenti sia alla scuola di Musicologia, sia a quella di Composizione. Ciò ha ampliato lo spettro degli interventi non più prefigurati secondo il carattere monografico dei primi due numeri, ma regolati secondo diverse declinazioni che vanno dal punto di vista storico e analitico dell'opus conclusus, a quello costruttivo della composizione musicale in fieri. Tale intendimento ha comportato una trasversalità cronologica dei contributi e un diverso approccio metodologico che è dovuto alla specificità, a volte persino semantica, delle forze in concorso. È quello di un itinerario scandito dalla varietà della ricerca, sempre sorvegliata dal rigore nel controllo e nella scoperta di nuove fonti da un lato, e rigore nell'analisi dei meccanismi generativi dell'opera musicale dall'altro, che la lettura di questo Quaderno esibisce.
br. Uno dei maggiori poeti del Novecento testimonia la crisi drammatica della prima guerra mondiale, vissuta attraverso una vigilia tumultuosa e poi un'esperienza personale tragica "tra melma e sangue" che lascia una ferita indelebile. Nelle incandescenti lettere Rebora parla di "esperienza non dicibile", di "mostruoso intontimento", di "Calvario d'Italia" e di "ammazzatoio di Barbableu" usando parole come "orrore", "tanfo", "imbestiamento". La guerra è abisso, è "inghiottitoio" e le poesie di Rebora (qui per la prima volta commentate) ne richiamano la natura vorace, la desolazione assoluta. "Però se ritorni / Tu uomo, di guerra/ A chi ignora non dire; / Non dire la cosa, ove l'uomo / e la vita si intendono ancora".
br. Fitto di quasi trecento lettere e disposto lungo un arco cronologico non amplissimo ma singolarmente denso di eventi (1794-1808), il dialogo epistolare tra il poligrafo mantovano Saverio Bettinelli, allora autorevolissimo patriarca della nostra letteratura, e il nobile lendinarese-padovano Giovanni de Lazara, collezionista d'arte e dilettante' d'erudizione, corre lungo un doppio binario. Da un lato, e in primo luogo, gli interessi storico-artistici, dall'altro, il gusto, anche e inevitabilmente aneddotico, per la cronaca letteraria coeva.
In-8 p., tela editoriale, titolo oro al dorso, sovracoperta, pp. 238 con XX tavv. in b.n. fuori testo. In buono stato (good copy).
In-4 p., cartonato, sovracoperta, custodia, pp. 210, con numerose illustrazioni fotografiche a colori nel testo. Studio critico e presentazione dei progettisti e decoratori degli edifici piu' significativi: Terme Berzieri, Grand Hotel des Thermes, villa Fonio, Poggio Diana. In ottimo stato (nice copy).
br. Durante la sua lunga vita Padre Clemente Benedettucci (1850-1949), sacerdote e importante figura pubblica di Recanati, intrattenne fitte corrispondenze con studiosi, critici ed editori del suo tempo. Tra le pagine di questo corpus spiccano i materiali leopardiani: Benedettucci fu infatti acuto critico dell'opera di Giacomo, mantenendo ottimi rapporti con la famiglia Leopardi. Ciò gli permise di consultare fonti e manoscritti originali e di portare avanti negli anni un lungo lavoro di trascrizione e analisi dell'opera leopardiana, sfociato in diversi commenti ed edizioni critiche. Tre studiosi, sotto la direzione di Daniele Silvi, hanno rinvenuto e analizzato, all'interno della Biblioteca Benedettucci, materiali inediti che ci restituiscono, attraverso i testi di Padre Clemente, un Leopardi diverso, più "familiare" e "autentico". Saggi di Daniele Silvi, Lorenzo Demma, Daniele Guadagno e Marco Parolari.
br. "Toccare è toccarsi", afferma Merleau-Ponty in una nota a "Il visibile e l'invisibile", configurando la struttura auto-affettiva del puro sentirsi. Il testo ripercorre geneticamente i rimandi al tatto presenti nell'opera di Merleau-Ponty e rintraccia in quest'ultima il continuo ricorso all'esperienza del reciproco toccarsi delle mani come metafora e matrice della relazione chiasmatica tra il sensibile e il senziente. La metafora auto-tattile che orienta tale fenomenologia si discosta dal modello husserliano che l'ha originata e procede verso un'ontologia della carne come dimensione originariamente confusionale. Indagando l'indistinzione carnale e gli snodi problematici del discorso merleaupontiano, questo testo rileva la spettralità irriducibile che travaglia la pura auto-affezione e disarticola la supposta simmetria tra le mani.
ill., br. Cosa possono dirci i racconti di Lovecraft della maniera in cui il pianeta si sta ribellando al genere umano? Come può il black metal aprire uno spiraglio su una realtà fatta di pandemie e disastri ambientali? E se vogliamo capire un mondo diventato inconoscibile, quale insegnamento possiamo trarre dagli antichi trattati di demonologia? È da questi spunti fascinosi e terrificanti che prende le mosse "Tra le ceneri di questo pianeta", il testo di riferimento dell'odierno «horror filosofico». Facendo dialogare Schopenhauer e il cinema di Mario Bava, Dante e i manga di Junji Ito, Bataille e i dischi dei Darkthrone, Thacker ha firmato un esempio di sintesi tra riflessione sugli immaginari di massa e lucida, rigorosa profondità.
br. La "grande domanda" sul senso della vita di ogni uomo e di ogni donna, della storia umana e dell'universo intero è ineludibile e interseca quella sull'esistenza di Dio di fronte allo scandalo del male innocente. Siamo "assediati" dall'esigenza di rispondervi, «il che spiega - scrive Norberto Bobbio - la forza della religione». Lo hanno fatto grandi autori classici e contemporanei - da Pascal a Kant, da Kierkegaard a Wittgenstein - e queste pagine sono una più estesa articolazione delle loro riflessioni. Sulle "cose più alte" la scienza tace e la filosofia pone solo domande, senza risposte ultime. Siamo quindi costretti a scegliere tra l'assurdo e la speranza. È in questo preciso senso che siamo tutti fideisti.
br. Il presente volume raccoglie in maniera integrale lo scambio epistolare, costituito da cinquantatré missive, intercorso tra Emil Cioran e George Balan nel periodo 1967-1992. In pieno regime comunista, nell'agosto del 1965, Balan si imbatte per caso nella lettura dell'opera giovanile di Cioran "Cartea amagirilor" (1936). Nonostante questi sia considerato un pensatore "sospetto" dall'intellighenzia della Repubblica Socialista di Romania, finanche un "traditore", per le posizioni critiche espresse dall'esilio parigino verso la nazione che gli ha dato i natali, Balan, affascinato dalla sua prosa, decide di approfondire la conoscenza dell'autore e di riabilitare la sua figura in patria. Inizia così tra i due intellettuali un intenso scambio epistolare, che si protrae negli anni e che lascia trasparire, al di là dell'amicizia, una diversa, opposta concezione riguardante il rapporto tra inquietudine e fede. La fervida spiritualità cristiano-ortodossa di Balan si scontra spesso con il profondo scetticismo di Cioran. Malgrado ciò, Balan è costretto a riconoscere nel pensatore di Ra?inari "uno degli spiriti più religiosi del secolo" e, al tempo stesso, un autentico "maestro" nell'evoluzione del proprio percorso esistenziale.
brossura Questo volume raccoglie le recensioni, in ordine di uscita, ad alcuni volumi (unica eccezione, un numero della rivista torinese "Offerta Speciale"), pubblicati dall'autore in riviste e periodici negli anni 1990-2010. Sono state raccolte in volume perché alcune di esse sono state pubblicate su riviste di scarsa diffusione e di difficile reperibilità. Quasi tutte, originariamente, sono state pubblicate con un titolo. Pur tenendo fede alle versioni originali, sono state ritoccarle con qualche aggiunta e leggere riscritture, ad esempio note, aggiunte di testi creativi (sia che si tratti di un volume di poesia, sia che si tratti di volumi di prosa), per contenere al minimo il taglio recensivo. Ad ogni recensione è stato inserito un breve carteggio riguardante il volume in questione, per meglio evidenziare il panorama e i retroscena che si nascondono dietro il mondo letterario. Gli autori recensiti sono: Paolo Ruffilli, Claude Roy, Franco Cavallo, Corrado Costa, Emilio Villa, Donata Passanisi, Giovanni Matteo Allone, Mirko Servetti, Tiziano Salari, Lucio Zinna, Inisero Cremaschi, etc.
br. Il presente volume racconta un nuovo percorso formativo in filosofia inaugurato nel biennio 2005-2007 come Master universitario di II livello in Consulenza Filosofica presso l'allora Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze dell'Università Ca' Foscari di Venezia, con il coordinamento di Umberto Galimberti e Luigi Perissinotto. Il percorso del Master COFIL è raccontato qui attraverso i testi di molti dei corsisti del primo ciclo, testi preparati per l'esame finale, che sono stati rielaborati poi dagli autori per questa pubblicazione. Essi rilanciano spunti di riflessione teorica al dibattito sulla consulenza filosofica, offrendo assieme testimonianze dell'esperienza pratica di tirocinio per il Master in contesti vari, in particolare nella scuola, nell'ospedale, nell'azienda. Con la follia, la malattia, la dipendenza, la formazione aziendale e scolastica, la rieducazione, e come attività di uno sportello, la consulenza filosofica è stata messa in opera come pratica individuale e di gruppo basata sul dialogo, tra il dire e il fare.
br. Il presente volume racconta un nuovo percorso formativo in filosofia inaugurato nel biennio 2005-2007 come Master universitario di II livello in Consulenza Filosofica presso l'allora Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze dell'Università Ca' Foscari di Venezia, con il coordinamento di Umberto Galimberti e Luigi Perissinotto. Il percorso del Master COFIL è raccontato qui attraverso i testi di molti dei corsisti del primo ciclo, testi preparati per l'esame finale, che sono stati rielaborati poi dagli autori per questa pubblicazione. Essi rilanciano spunti di riflessione teorica al dibattito sulla consulenza filosofica, offrendo assieme testimonianze dell'esperienza pratica di tirocinio per il Master in contesti vari, in particolare nella scuola, nell'ospedale, nell'azienda. Con la follia, la malattia, la dipendenza, la formazione aziendale e scolastica, la rieducazione, e come attività di uno sportello, la consulenza filosofica è stata messa in opera come pratica individuale e di gruppo basata sul dialogo, tra il dire e il fare.
br. È la primavera del 1853, quando l'esercito dei ribelli Taiping, sotto la guida di un profeta che si proclama fratello di Gesù, conquista Nanchino. La città diventa così capitale del "Regno Celeste della Pace Suprema", una teocrazia di matrice cristiana che si propone come alternativa politica alla dinastia imperiale di Pechino. Dopo aver assistito allo sterminio della sua famiglia da parte dei "banditi cantonesi", Li Gui, all'epoca appena diciottenne, trascorre quasi tre anni come prigioniero dei rivoltosi, lottando per sopravvivere in una situazione in cui la vita umana ha perso ogni valore. Questo volume di memorie, pubblicato nel 1880 e fino a oggi mai tradotto in lingua occidentale, costituisce un prezioso frammento di micro-storia, una rara voce che si leva a ricordare una delle guerre civili più cruente della storia moderna. Un conflitto durato quindici anni, che lasciò sul campo milioni di morti, villaggi svuotati, città in rovina, segnando profondamente le coscienze. "Di fatto, prima di essere riabilitati da una nuova classe di rivoluzionari di professione e additati come precursori delle due grandi rivoluzioni cinesi del secolo scorso, quella nazionalista e quella comunista, i Taiping erano uno spauracchio ricorrente nella memoria popolare."
ill., br. È la storia di un rivoluzionario, l'autobiografia di Leo Lionni: una sequela di "capriole cosmiche", come scrive lui stesso. Questo artista poliedrico ha sperimentato le più diverse forme espressive - grafica pubblicitaria, design, pittura, scultura, illustrazione per l'infanzia, scrittura -, spinto dal bisogno di esplorare le potenzialità narrative delle immagini e del loro intreccio con le parole. Un intento sovversivo che ha mostrato tutta la sua forza dirompente nei libri per bambini, a cominciare da "piccolo blu" e "piccolo giallo" (1959), vero e proprio spartiacque nel genere, non solo dal punto di vista formale. "Si dice che per scrivere per i bambini devi essere il bambino, mentre è vero l'opposto. Scrivendo per i bambini, bisogna fare un passo indietro e guardare al bambino dalla prospettiva di un adulto". I bambini reclamano attenzione e serietà, e soprattutto pensiero e tensione ideale. Ad animare ogni scelta di Lionni è infatti un forte senso di responsabilità, cui richiama tutti gli artisti e in primo luogo se stesso. "Sono un pittore che fa anche grafica e scultura", si definisce, e aggiunge: "scrivere è un'altra storia". E tuttavia Lionni si rivela anche scrittore eccezionale. "Tra i miei mondi" è il racconto, gioioso e amaro, commovente e ironico, di una vita lunga e affascinante.