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In-8 (2,30x145 mm.), pp. XXVII, 1, 427. Bella legat. in mz. pelle con tit. e fregi in oro di gusto romantico al dorso. 2 ex libris ai contropiatti, in bella carta marmorizzata con motivi "old deutch". Ottimo esemplare di questa pregevole edizione dell'occultista marsigliese, adornata da 23 tavole f.t. di Henry de Molvost, che destò, al suo primo apparire, l'interdetto delle autorità dell'indice ecclesiastico (decreto del 21 agosto 1896(. Vi si tratta diffusamente di pratiche magiche e occulte, quali il satanismo, i riti magici, le messe nere, il vampirismo, l'evocazione dei morti, la cabala, gli esorcismi. Vi si legge anche, in appendice, li IV libro della Filosofia Occulta dell'Agrippa, mai pubblicato prima: Bibliogr.: Caillet, 1345; Dorbon, 406; M.F. James, p.42 450.00
In-4 (243 x 194 mm), demi-veau de l'époque, dos lisse orné de roulettes dorées, pièce de titre de maroquin brique, tranches rouges, viij, 351 p. faux-titre et titre compris. Seconde édition "revue et augmentée par l'auteur". L'ouvrage a été composé à l'occasion des cours que Laplace donna en 1795 à l'Ecole Normale récemment créée. "Le livre qui couronne les intentions de Laplace comme scientifique et comme auteur: faire progresser la connaissance, la partager, et passionner les lecteurs pour la vision scientifique du monde et la recherche bien conduite. Véritable épitomé de l'esprit scientifique du siècle des Lumières, il ne s'agit pas d’un livre de vulgarisation mais d'un livre scientifique qui avait renoncé à employer le formalisme mathématique. Un livre dont les contenus recueillaient l'héritage des progrès menés par l'astronomie et la mécanique pendant le XVIIIe siècle et présentaient les contributions de Laplace à l'étude de la gravitation universelle" (cf. Marco Segala, 'l'Exposition du système du monde', Genesis, 34 | 2012, 123-134). "This book proved to be one of the most successful popularizations of science ever composed" (DSB, Suppl. p. 343). ('En français dans le texte', n° 201. Houzeau & Lancaster 8940. Sparrow,123). Importante restauration au dos et mors. Plats frottés, coins émoussés. Intérieur frais, grand de marges.
In -12°, pp. (22), 276, (10), 1 cb; pergamena, tagli spruzzati. Prima edizione. Questo trattato, in cui il predicatore gesuita condanna l’astrologia “giudiziaria” esprimendosi tuttavia a favore dell’astrologia “naturale”, costituisce il culmine del lavoro polemico al quale il Noceto deve la sua fama: la detrazione dell’astrologia, che perseguì fin dal 1649. In this work, the Jesuit preacher condemns the “judiciary” astrology, while approving the “natural” one. It’s the sum of the polemic work of Noceto against astrology.
un vol in 4 cm. 28,5x20,3 pp. (28)-176 Cartonato muto coevo con lacci al dorso. Traccia di tarlo al margine bianco da pag. (19)-(28) Nitida impressione con testalini, finalini, capilettera xilogr.; ampi margini. Buon esemplare solo minime tracce d'uso. Curioso e dettagliato regesto delle "Principesse di bellezza Impareggiabile", figure femminili mitologiche e storiche secondo un dettagliato calendario astrologico dall'area antica alla contemporaneità dedicato "alle Impareggiabili Principesse Panfilie"
Light wear and scuffing to covers. Interior pages clean and unmarked; tight bindings. Many color photos and illustrations. Each volume is around 150 pages 8 5/8"w x 12'H. Produced in consultation with the world's foremost authorities: more than 200 expert authors from all over the world. This enquiry into the supernatural "takes you deep into the wellsprings of the human mind, now as in the past. That is what a study of man and the supernatural is about, and that is why it matters." From Aberdeen Witches to Zurvan. Editorial Advisory Board: C.A. Burland, Glyn Daniel, E.R. Dodds, Mircea Eliade, William Sargant, John Symonds, R.J. Zwi Werblosky, R.C. Zaehner
In 16 (cm 12 x 19,5), pp. 107 + (1) con alcune illustrazioni astronomiche e tabelle intercalate al testo. Nome manoscritto al frontespizio e varie annotazioni con grafia coeva ai margini bianchi del testo. Brossura rifatta con carta d'epoca. Edizione originale di questo trattato con nozioni sui pianeti, le stelle fisse, il firmamento, lo zodiaco e l'oroscopo. Sono presenti tavole numeriche associate ai diversi pianeti. Raro. Il libro e' anonimo ma ascritto a Masson in "Catalogo poligrafico dei libri... che si trovano presso li fratelli Reycends, librai in Torino ed in Milano...", 1786, p. 73. Cantamessa, "Biblioastrology", 1150.
In 4° (205×145 mm). (8), 6, (2), 371, (13). Bella legatura coeva in piena pergamena molle con titolo manoscritto al dorso. Il secondo libro inizia a p. 109 con proprio frontespizio. Con moltissimi diagrammi astrologici incisi in legno nel testo a metà pagina. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titoli manoscritti al dorso, un po’ allentata internamente. Seconda edizione, rara al pari se non più rara della prima, due soli esemplari censiti in ICCU. La seconda parte che inizia a pagina 109 analizza la situazione astrologica e l’oroscopo, illustrato da numerosissime tabelle, della vita e delle malattie di numerosi personaggi eccellenti dell’epoca tra i quali i pontefici Sisto V, Clemente VIII, paolo V, e ancora Enrico II, Odoardo farnese, Ferdianndo Gonzaga, Ranuccio farnese, card. Alessandro Orsini, Scipione Borghese, Federico Borromeo e ecc. Andrea Argoli (Tagliacozzo in provincia dell’Aquila, 1570 – Padova, 27 settembre 1657) fu un celebre matematico, astronomo e medico italiano. Studiò all’Università di Napoli medicina, matematica ed astronomia. Nel 1621 si trasferì a Roma e suo mecenate fu il cardinale Lelio Biscia. Nel 1622 ottenne la cattedra di matematica all’Università di Roma la Sapienza. A causa della sua passione per l’astrologia fu costretto a trasferirsi a Venezia. Nel 1632 ottenne la cattedra di matematica all’Università di Padova. Ebbe grande rinomanza tra i contemporanei per la sua erudizione, scrisse molte opere e fu detto l’Euclide dei Marsi. Il Senato Veneto fu tanto soddisfatto del suo insegnamento da conferirgli l’onorificenza dello “Stemma di San Marco”. Nel 1648, ancora vivente fu scolpita in suo onore una lapide nella Cappella del Tesoro della Basilica di Sant’Antonio di Padova che dice:”… Andreas Argolus S. C. Eques Divi Marci, et in Patavino ginnasio publ. mattheseos prof. pro familia sua inter Marsos jamdudum clarissitna, non magis quam pro republica astronomica…. pene laboribus per functus, animum aeternae quieti advertens V. S. L. M. anno aetatis 77 red. Mundi MDCL VIII…”.”la vera passione dell’A. fu l’astrologia giudiziaria. Nel 1639 ne pubblicò la prima opera, nella quale il contenuto era mascherato dal titolo, De diebus criticis et de Aegrorum decubitu libri duo (Patavii 1639): è un trattato di astrologia medica, nel quale si teorizza la soggezione delle interne ed esterne parti del corpo ai pianeti e ai segni zodiacali; sono dati anche gli oroscopi di personalità ragguardevoli tutte morte, papi e re, principi e cardinali. Opera analoga, ma non specificamente medica, è il citato Ptolemaeus parvus, ristampato più volte nel corso del secolo, preceduto da una prefazione in cui si esalta l’astrologia e si sostiene che essa non viola le leggi ecclesiastiche, né nega il libero arbitrio, perché il cielo “est sicut liber omnia futura in se scripta continens”, che tuttavia Dio può distruggere o variare a suo piacimento. I due trattati sono documenti della diffusione dell’astrologia nel XVII secolo”. “Il “cuore” dell’opera, la più importante di astrologia medica, tra quelle, numerose, pubblicate da Argoli, è rappresentato dal rapporto tra parti del corpo, relative malattie e astrologia. I 126 oroscopi hanno in effetti quale oggetto assolutamente prevalente l’identificazione, attraverso lo strumento astrologico, delle malattie (e del loro corso) dei soggetti esaminati da Argoli” (Biblioastrology). Rif. Bibl.: Biblioastrology; Thorndike VII, 122-4; Graesse I 194; Piantanida 2150; Caillet I 382.
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Contemporary dark cloth bdg. in its period with ornamental art-nouveau embossing on board. Title gilded on spine in Turkish with Latin alphabet, probably in ca. 1930s. Foxing on pages and edges. Several notes b pencil in Ottoman script by ex-owner. Otherwise a good copy. Demy 8vo. (21 x 14 cm). In Ottoman script (Turkish with Arabic letters). 141, [2] p., [blank pages]. This book generally describes the types of "Ilm-i nücum", using the letter symbolism of worshiping the stars, making sense of the positions and movements of the stars, and looking at fortune-telling with the zodiac. In addition, the book, which uses the mawâlid (prophecy by looking at the position of the star in the zodiacal zone during human birth) and ihtiyârât (deciding by choosing the times that are considered auspicious and ominous), mentions a system based on seven planets, twelve lunar months and twelve signs. For those who want to learn about the future from the stars, the book tells that each of the seven days of the week is under the influence of a star according to classical teaching and counts these stars: Sun, Moon, Mercury, Venus, Mars, Jupiter and Saturn. OCLC 33196122, 780209495.; Özege 23441. First Printed Edition.
Opera completa in quattro volumi (uno di soli indici), brossure editoriali figurate (con otto diverse illustrazioni, una per ogni piatto anteriore e posteriore), titoli al piatto ed al dorso, sguardie, occhielli, frontespizi, 3313 pp., oltre ad alcune carte n.n., e numerose illustrazioni a piena pagina n.t.. Questa splendida opera fa seguito ad Astrologia, pubblicato da Leo S. Olschki Editore nel 2007, ma deve considerarsi opera autonoma. Da un lato l’arco temporale è ampliato di 34 anni e, dall’altro, sono stati descritti e commentati anche lavori che soltanto sfiorano i temi dell’astrologia. Quest’ultima, antica, disciplina è dunque trattata quale fil-rouge che traversa altre, anche lontanissime, scienze, inoltre i commenti alle singole opere sono numerosissimi e in buona parte dei casi leggibili in sé, quali pièces dotate di vita propria. E’ la prima e la sola bibliografia che ha quale oggetto esclusivo opere di astrologia, e opere che ne trattano passim, pubblicate dall’inizio della stampa fino al 1930. Le descrizioni dei testi sono per quanto possibile complete e in ogni scheda sono indicati i riferimenti bibliografici e le biblioteche sul web che posseggono la relativa edizione. In perfetto stato, rara e preziosa.
in-12° (132x70 mm), leg. moderna in piena pergamena; pp. [24], 477, [3]. Insegna xil. dei Gesuiti sul frontespizio. Testatine, iniziali e finalini ornati incisi in xilografia. Prima edizione in volgare, tradotta da quella latina stampata a Colonia nello stesso anno, di questo curioso lunario secentesco scritto dal gesuita francese Caussin (1583-1651), teologo, mistico, confessore di Luigi XIII, accanito divulgatore delle teorie neoplatoniche. Per ogni mese viene riportata l'effemeride astrologica con il sorgere del sole, il sorgere e il tramonto delle stelle; numerosi riferimenti storici di ogni sorta sono contenuti nell'opera (tra gli altri, a Paolo II, all'Imitazione di Cristo, al rogo di 38 ebrei in Germania nel 1510, ecc.). L'opera presenta chiose e note manoscritte nel testo ed è integrata con numerosissime pagine, con antiche annotazioni, integrazioni e commenti manoscritti, successivamente legate nel volume, che impreziosiscono e rendono unico e raro questo esemplare. Rif.: IT\ICCU\BVEE\032541. OCLC, 14322599. Cond.: Carte leggermente brunite. Esemplare di studio, in condizioni generali molto buone. -- First edition in Italian, translated from the Latin one printed in Cologne in the same year, of this curious seventeenth-century lunar, written by the French Jesuit Caussin, with handwritten notes in the text and numerous pages, with ancient annotations, additions and manuscript comments, later bound in the volume, which embellish and make this copy unique and rare. VG copy.
In 4°; (56), 384 pp. e antiporta allegorica incisa in rame dalla celebre artista Isabella Piccini. Bella legatura coeva in tutta pergamena rigida con titolo impresso in oro al dorso. Frontespizio in rosso e nero. Piccolo stemma nobiliare al frontespizio. Qualche lieve foxing ai margini esterni della alla prima e alle ultime 4 carte, ininfluenti e nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Non comune edizione, nessun esemplare censito in ICCU, che porta sempre la traduzione del grande intellettuale originario di Cortona, Francesco Baldelli, della più celebre opera del grande umanista urbinate naturalizzato inglese, Polidoro Virgili (Urbino, 1470 - Urbino, 18 aprile 1555). Polidoro Virgili (o Virgilio, noto pure come Polydore Virgile o ancora Polydore Vergil) è stato un sacerdote, storico ed umanista italiano naturalizzato inglese. È anche conosciuto come PV Castellensis o Castellesi. Precursore della storiografia scientifica, è noto particolarmente per aver pubblicato, su commissione prima del re Enrico VII e poi di Enrico VIII, la storia delle isole britanniche come pure una storia delle invenzioni. William Shakespeare si avvale delle sue opere per inquadrare storicamente le sue piéces teatrali ambientate in Inghilterra. De Inventoribus (Parigi, 1499). Scritta in soli tre mesi tratta dell'origine di ogni cosa. Autentica opera enciclopedica, in essa l'autore sviluppa numerosi aneddoti sull'origine delle scienze, l'astrologia, la musica, la divinazione, i giochi, lo sport, la religione, le eresie. Una parte riguarda l'agricoltura, il frumento, la frutta, i cibi, la selvaggina la scoperta dell'uva e l'arte di produrre il vino ecc. Originalmente consisteva di sette volumi, fino ad aumentare ad 8 nel 1521. Questo secondo libro è dedicato al tutore Guido, Lodovico Odasio, di Urbino. Quest'opera diventa molto popolare ed è presto tradotta in francese (1521), tedesco (1537), Inglese (1546) e spagnolo (1551). Tutte le edizioni, però, eccetto quelle che seguono il testo sanzionato da Gregorio XIII nel 1576, vengono messi all'indice dei libri proibiti. Nel libro primo tratta l'origine degli dèi e investiga il significato della parola "dio". Discute, inoltre argomenti come la creazione, il matrimonio e la religione. Il secondo libro copre, fra l'altro, la legge e la scienza militare, ma anche il denaro ed i metalli preziosi. Il terzo libro procede nella trattazione del commercio in agricoltura, architettura ed altre attività. Dato che questo libro conquista grandissima popolarità, Virgili aggiunge cinque ulteriori libri dedicati a le initia institorum rei Christianae. Questo libro serve pure uno scopo importante: è una concessione alla Chiesa che aveva dichiarato la sua opera eretica e depravata, non criticandola ma analizzandola con metodo scientifico. Virgili, così, anticipa di molto i tempi. Egli stesso considerava Inventoribus e Adagia come i suoi capolavori. Sono questi, più che l'Anglica Historia che fanno di Virgilio una celebrità, sia in Inghilterra che nel continente. Pure la sua fama posteriore è basata su queste opere. Rara edizione in bella legatura coeva.
ONE OF ONLY 50 COPIES PRINTED OF THE FIRST EDITION OF THIS CLASSIC BOOK ON ASTROLOGY BY AN IMPORTANT FRENCH WRITER. 299 pp. Edition limited to 50 numbered copÏes printed on fine wove paper. 8vo. Loose as issued in original wraps. Entirely uncut. FINE AND BRIGHT. Housed in original (and slight worn) chemise and slipcase. VERY RARE.
Cm. 13, pergamena rigida antica ma rimontata, pag. (16) 316. Mancano due carte di indice. Frontespizio foderato, per il resto buon esemplare. Fortunata opera che ebbe numerose ristampe. Molto interessante la parte riguardante la medicina astrologica con tabelle astrologiche delle ore planetarie e tavole perpetue. Edizione sfuggita al Riccardi, I, pag. 58.
Barcelone, chez l'auteur, 1978-1979. Ensemble de quatre volumes de format in 8° de 150, 212, 170 et 158 pp.; nombreux graphiques, schémas... Couverture bleu, brique, noir et blanche selon les volumes. Bel état. Rare, édité par l'auteur de façon artisanale. Texte en espagnol.
In 8° (20,5x14 cm); 20, (36) pp. e una carta di tav. astronomica più volte ripiegata. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All’interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L’opera raccoglie le “Effemeride Astronomica” del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) per l’anno 1794. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l’autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno..., Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso... astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio... sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A PSenza titolo-7arma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). L’opera qui presentata riporta le effemeridi per l’anno 1794 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell’anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell’astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBOE\119236.
Foxing/dustsoiling to top of textblocks with faint foxing passim. Scholar's bookplate to inner covers (G. P. Goold). Faint soiling to boards. ; Reprint of 1879-82 edition ; Roman History Series 4 Vols In 2; Vol. 1/4/2022; 9.3 X 6.8 X 3.5 inches; 1616 pages
in-8°, 168x112 mm, leg. coeva in pergamena rigida con titolo manoscritto al dorso, tagli a puntini rossi colorati a spruzzo; pp. XVI, 223, [1]; frontespizio a caratteri neri con vignetta. Rara edizione di questa opera di carattere medico e astrologico, suddivisa in quattro libri: nei primi tre si tratta rispettivamente di segreti in campo medicinale, segreti su diverse materie e segreti in campo chimico, mentre nel quarto libro si tratta dell'astrologia medicinale, con le tavole perpetue del sorgere del sole, del mezzogiorno, della posizione zodiacale della Luna e con una descrizione esplicativa dei segni zodiacali. L'opera comprende anche il "Trattato bellissimo per conservarsi in sanità. Utile, e necessario per ogni sorte di persone" e il "Trattato della vita sobria di Luigi Cornaro nobile veneto". Rif.: IT\ICCU\RMLE\014699 (5 copie). OCLC, 14825986. Cond.: Leggere tracce d'uso alla legatura (alcune macchie, piccola mancanza di pergamena al dorso). Presenza di lievi bruniture e fioriture ad alcune carte. Esemplare nel complesso molto buono.
In 8° (20,5x14 cm); 24, (36) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All’interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L’opera raccoglie le “Effemeride Astronomica” del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) per l’anno 1792. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l’autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi ann i dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno..., Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso... astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio... sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). L’opera qui presentata riporta le effemeridi per l’anno 1792 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell’anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell’astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PARE\068657.
Reveu, & augment? en quatri?me Edition, de plusieurs Remarques, & Figures - L'Autheur au Lecteur - Le Libraire au Lecteur - Table des Longitudes...principales villes de l'Univers, avec leursblongitudes & latitudes - 1 15,2x9,2 cm., legatura ottocentesca in mezza pelle, piatti marmorizzati, fregi e titolo in su tassello, pp. (10) 324. 79 tavole fuori testo, di cui 10 tabelle, (numerazione si ferma a 70 per che alcune son contrassegnate con stesso numero ma con lettera), altre numerose tabelle nel testo, testatine, capilettera e finalini, in lingua francese, segni d'uso, strappo con mancanza ad una tavola, manca l'antiporta, discreto esemplare, ex libris
<p>tre parti in un volume, in 8°, 16 cm, rilegatura coeva in piena pergamena; pp. 230, 106, (16); 78 incisioni silografiche e una tabella nel testo. La seconda e la terza parte iniziano con proprio frontespizio. Qualche brunitura, piccola abrasione con perdita di 3 lettere. La terza parte riguarda giochi e fuochi d'artificio. Qualche traccia del tempo, ma buon esemplare</p>
In 4° (24,8x18,3 cm); (8), 282, (2) pp. e 5 c. di tav. fuori testo ripiegate ed incise da Nicola Orazi (le stesse che illustrano la prima edizione latina napoletana del 1752). Legatura degli inizi del XIX° secolo in cartoncino rigido foderato con bella carta a ricchi motivi in rosso e blu. Tassello in pelle rossa al dorso con titolo in oro. Esemplare in barbe. Testatine, finalini e iniziali riccamente ornati. Qualche insignificante brunitura in alcune pagine dovute alla qualità della carta napoletana utilizzata e per il resto nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Rarissima, nessun esemplare censito in ICCU, prima ed ultima edizione latina nella sua versione definitiva ed emendata di questa celebre raccolta di scritti del grande medico britannico Richard Mead (Stepney, 11 agosto 1673 - Londra, 16 febbraio 1754). La sua opera A Short Discourse concerning Pestilential Contagion, and the Method to be used to prevent it (1720), fu di storica importanza per comprendere le malattie contagiose. Il suo trattato Mechanical Account of Poisons venne pubblicato nel 1702, e l'anno successivo venne ammesso alla Royal Society, alla quale contribuì alla stesura di un documento sulla natura parassitaria della scabbia. Nello stesso anno, fu eletto medico del San Thomas Hospital e nominato a leggere lezioni anatomiche alla Surgeon's Hall. Alla morte di John Radcliffe nel 1714, Mead divenne il capo riconosciuto della sua professione. Egli assistette la regina Anna sul letto di morte e nel 1727 divenne medico di Giorgio II, che in precedenza era già suo paziente quando era principe di Galles. Mentre era al servizio del re, Mead venne coinvolto nella creazione di una nuova opera umanitaria, l'Ospedale degli Innocenti, sia come fondatore che come consulente medico. L'opera contiene oltre ai celebri scritti sul vaiolo, il morbillo e la Peste anche il curioso studio sull'influsso della luna e del sole sulla salute umana, un'opera di interesse numismatico sulle monete coniate nell'antichità greca a Smirne dedicate a celebri medici (tre delle tavole fuori testo sono di interesse numismatico) ed il noto trattato sui veleni diviso in sei parti dedicate al veleno di Vipera, di Tarantola, Dei cani idrofobi (l'autore considera l'idrofobia come una malattia causata da un veleno), veleni di origine minerale e vegetale, l'Oppio, Veleni di terra aria e acqua (due tavole fuori testo illustrano uno la struttura ossea di una vipera e l'altra una scolopendra, una tarantola, uno scorpione e tre licheni velenosi). Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione stampato a Napoli da Domenico Terres.
[In Venetia, per Giouanni de Farri & fratelli, 1545], in-4, privo di legatura, pp. numerate da 2 a 76, [1]. Prima edizione. Esemplare privo delle prime 5 carte (front. compreso). Strappo restaurato alla carta h1. Riccardi, II/col. 148: "Raro e poco noto. La bellezza dei caratteri ricorda le edizioni aldine". Cantamessa, n. 2813.
In-16° (cm. 8,4 x 15,4), legatura piena pelle marmorizzata, dorso a cinque nervi con titoli in oro, pp. (24), 520, esemplare in buone condizioni, ex-libris a p. 1. Frontespizio in rosso e nero. Bella impresa tipografica e armi di Lord Chesterfield incise in rame. Prima edizione francese del poema astrologico di Palingenius, pseudonimo di Pietro Angelo Manzolli, alchimista, il cui cadavere fu forse riesumato e bruciato per empietà, autore controverso di un testo sulla pietra filosofale, la cui opera du messa all'Indice dal Concilio Tridentino soprattutto per i contenuti audaci dello Zodiacus Vitae. Brunet IV, 317. Caillet, 7097. Biblioteca magica della Bibl. Casanatense, per l'ediz. latina.
Bulino misure: mm 83 x 58 Pittore, tipografo e incisore tedesco, assai prolifico anche nel settore dell’illustrazione, molto noti sono i legni per le Metamorfosi di Ovidio. Mescolando con equilibrio lo stile italiano a quello tedesco, oltre alle lastre da lui stesso incise, creò una quantità di modelli decorativi poi incisi dalla sua bottega che trovarono impiego in tutti in campi dell’artigianato quali oreficeria, arredi, armi, architettura. In questa stampa che fa parte della serie Le sette Arti Liberali, viene raffigurata l’Astrologia. Attraverso forti contrasti chiaroscurali essa è rappresentata a figura intera come una donna seminuda avvolta da un turbinio di nuvole che riempiono il cielo notturno. La figura si avvolge su sé stessa vivificando la scena, la gamba destra formale, il busto rivolto a destra, la testa di profilo girata a sinistra, avvolta in un abito panneggiato e svolazzante minuziosamente descritto. Con la mano destra regge una stella, nella sinistra tiene una sorta di nastro che si intreccia e si snoda nel cielo stellato. Alle sue spalle due amorini che tra le mani hanno gli strumenti necessari allo studio di quest’arte, un compasso e un goniometro. Ai suoi piedi sotto le nubi, una grotta, profili di case, colonne e rovine avvolte da vegetazione. Firma "VS" intrecciata in basso a sinistra, titolo nel riquadro in alto sopra la figura e numero 7 in alto a sinistra. Impressione eccellente, dal tratto deciso. Ottimo stato di conservazione. Esemplare rifilato alla battuta. Bibliografia: Hollstein, no. 448
RHEA.. 1921. In-8 Carré. Broché. Etat d'usage. Tâchée. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 75 pages augmentées de nombreuses figures en noir et blanc dans le txte - Palts , 1ere et dernieres pages tachés. 2 PHOTOS DISPONIBLES - NOTA : Oswald Wirth ( 5 août 1860 à Brienz, Suisse - 9 mars 1943 à Mouterre-sur-Blourde, France) a été le secrétaire de Stanislas de Guaïta, et dessina en collaboration avec lui un Tarot édité aujourd'hui sous le nom de Tarot de Wirth. Ce Tarot est expliqué et commenté dans son ouvrage Le Tarot des imagiers du Moyen Âge....