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Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare, pregiato da dedica autografa dell’autore «A Dino Mantovani | omaggio di | profonda amicizia | da | Paolo Buzzi | dal Palazzo Monforti di Milano | 24 · III · 913». Cammarota, Futurismo, 68.3.
in-16, pp. (6), 268, bross. edit. con cop. fig. di Sacchetti. Seconda ediz. Ottimo esempl. a fogli chiusi. [230]
Fascicolo in-4 gr. (mm. 350x252), brossura, pp. 12, con 1 xilografia originale di Ardengo Soffici, a piena pagina nel testo - “Piani e linee di una donna che si pettina (dal vero)”. Contiene testi di: PAPINI, “Marcia del coraggio” - PALAZZESCHI, “Pizzicheria” - MAX JACOB, “L’actualité lyrique. République et révolution chinoises” - DINAMO CORRENTI, “Paracarri” - RUSSOLO, “Conquista totale dell’enarmonismo mediante gl'intonarumori futuristi” - HELLMANN, “Della prostituzione” - SOFFICI, “Giornale di bordo” - CARRA’, “Bisogna sopprimere gl’imbecilli nell’Arte” (manifesto in prima edizione). Cfr. Tonini, I manifesti del Futurismo italiano, 67.1 - Bartolini, Ardengo Soffici. L’opera incisa, pag. 151, tav. XXXV (per la xilografia). Picc. strappetti marginali, altrimenti esempl. ben conservato.
Intera annata (1930) della prestigiosa rivista mensile statunitense di architettura e arredamento di interni "THE ARCHITECTURAL RECORD", rilegata in due grandi tomi (di dimensioni 22,5 x 30 cm circa). Si tratta di un'annata particolarmente interessante in quanto, al suo interno, oltre alle numerose immagini fotografiche, sono presenti anche tavole illustrate (alcune delle quali a colori). La rivista, di grande pregio e interesse, tratta numerosissime tipologie diverse di edifici: dai grattacieli, alle ville, agli appartamenti ma anche istituti penitenziari e prigioni, negozi, ponti, uffici, ospedali, testri, stezioni di servizio (per il rifornimento di benzina), aereoporti, ristoranti, scuole, banche e tanto altro. Si caratterizza per uno spelndido apparato iconografico davvero ricco e di prestigio. Lingua del testo: inglese. Stato di conservazione: i due volumi, in passato, appartenevano ad una biblioteca americana (e conservano, al loro interno, due belle etichette illustrate in carta (incollate sul retro dei piatti anteriori), il timbro, perforato ad aghi, sui due frontespizi e su quattro o cinque pagine interne dei due volumi e, sull'ultima pagina del primo volume sono presenti un foglio e una tasca incollate) un vistoso strappo ("riparato" con del nastro adesivo sul foglio ch contiene le due pagine 471-472 (del secondo volume), un piccolo strappo (senza mancanza) sul margine del foglio che contiene le pagine 477-478 (sempre del secondo volume) e un terzo strappo (anch'esso senza mancanza) sull'ultimo foglio di guardia (appartenente alla rilegatura e non alla rivista in sè) del primo volume. Il secondo volume presenta delle macchie bianche sul piatto anteriore. Nel complesso, comunque, si tratta di un'annata decisamente ben conservata. Priva di scritte o sottolineature. Completa.
Prima edizione. CON DEDICA Esemplare vissuto alla copertina, con mancanze perimetrali e al dorso; ben conservato all’interno. Firma autografa dell’autore. al’occhietto. Molto raro: tre sole copie nel catalogo SBN. Fittizia l’indicazione di «terza ristampa» all’interno del volume, presente in tutte le copie.
Prima edizione autonoma. Ottimo esemplare (normale uniforme e lieve brunitura, segno di piega orizzontale al centro). Comunicato stampa futurista molto raro, uno tra i primi rilasciati dalla «redazione di “Poesia”» Pubblica la favorevole recensione apparsa sul «Mercure de France» del primo luglio 1910 (21.86, pp. 116-7). Diversamente da altri comunicati (p. es. la versione italiana di questo stesso), non reca avvisi pubblicitari a sinistra in verticale, né l'introduzione «pregasi di pubblicare». Tonini. I manifesti del futurismo, 18.1
Prima edizione. Ottimo esemplare, parzialmente a fogli chiusi. Non comune prima edizione nell’interessante collezione «Documenti» delle Edizioni d’Italia dirette dal giovane e brillante Armando Ghelardini, con grafica editoriale di Vinicio Paladini. Reportage del viaggio in Russia compiuto da Pietro Maria Bardi quale membro di una commissione di urbanisti, arricchito da prezioso materiale iconografico: «Le fotografie e gli schizzi di questa inchiesta sono stati riprodotti dalla collezione fotografica e dagli album realizzati dall’autore durante il suo viaggio in Russia, nel settembre dell’anno XI». L’ottica di Bardi (co-fondatore e direttore di «Belvedere» e «Quadrante») è quella di un intellettuale moderno, vicino al gusto e alle teoriche del razionalismo; nel dopoguerra, già collezionista d’arte, Bardi fondò e presiedette il Museu de arte de São Paulo.
Bergamo, Off. Ist. D’Arti Grafiche. 330x447 mm. Splendido diploma di partecipazione rilasciato a Ernesto Michaelles - “Thayaht“ per l’evento tenutosi alla Villa Reale di Monza nel maggio ottobre 1923. Firmato in calce dal Direttore genenerale Guido Marangoni e dal presidente facente funzione. Grafica liberty in blu e oro di Ugo Ortona. Ottimo stato.
Catalogo originale. Esemplare con il raro inserto di «Elenco delle opere» conservato, in più che buone condizioni di conservazione (minimi difetti al piatto superiore della copertina). Catalogo della prima collettiva futurista alla Galleria Pesaro, in cui — tra le altre cose — esordisce Munari con la ceramica «L’elefante». Opere di F. Azari, L. Balestrieri, G. Balla, Benedetta, U. Boccioni, U. Brescia, A.C. Caligaris, A. Caviglioni, Chitoccapac, G. Costantini, P. Curtoni, M.G. Dalmonte, L. De Amicis, R. De Angelis, F. Depero, G. Dottori, Farfa, L. Fattorello, B. Ferdinando, Fillia, D. Gambetti, A. Gaudenzi, A. Maino, A. Marasco, B. Munari, U. Pozzo, E. Prampolini, P. Rizzo, L. Russolo, F. Sabattini, A. Sassu, M. Sturani, G. Vespignani, M. Zucco. La prefazione – senza titolo e firmata Marinetti, Benedetta, Azari e Fillia – è alternata alle belle riproduzioni da Fillia, Azari, Depero, Prampolini, Balla, Russolo, Boccioni, Dottori: dopo un cappello introduttivo apparentemente inedito, che aggiorna sull’attività futurista del 1927 (Panthomime futuriste, Novatore dancing, palazzo del Corriere Padano a Ferrara, libreria futurista in via Montenapoleone decorata da Baldessari...), il testo corrisponde al manifesto di Benedetta «Sensibilità futurista» (presentato al primo congresso futurista, pubblicato su «L’Ambrosiano» 10.12.1924 e poi in Vetrina futurista 1927). «Prima delle grandi rassegne futuriste milanesi organizzate dalla Galleria Pesaro, fondamentali occasioni per fare di volta in volta il punto sull’evoluzione della ricerca futurista dall’ambito dell’immaginazione ‘meccanica’ (qui prevalente) a quello della proiezione ‘aeropittorica’ e ‘cosmica’» (NAF). Nuovi archivi del Futurismo, I, 1927/11
Prima edizione. Esemplare appartenuto al quadriumviro Cesare Maria De Vecchi, con ex-libris «Conte di Val Cismon», in gradevole legatura ottocentesca; qualche normale segno del tempo, ma ottimo esemplare ad ampi margini. Oltre a Foscolo, Monti e Pindemonte si trovano componimenti di Berchet, Saffi, Torti... «il [nome di Lorenzo Mascheroni], affiancato a quello del Monti, riappariva però [...] in una silloge di rime patriottiche, l’“Antologia repubblicana” del marzo 1831, che reca l’indicazione di Bologna [...]; ma anche in questo caso si dovrà pensare ad un’origine ticinese del volume. In quella raccolta, che aggiornava alle recenti insorgenze politiche la più importante delle miscellanee di inizio secolo, il “Parnasso [...]” del 1801, la mascheroniana “Canzone all’Italia” [...] si aggiunge a una dozzina di testi del Monti; il repertorio [...] ripercorre i momenti più alti dell’epopea [...] e ben rappresenta [...] il rilancio di quel bonapartismo patriottico e libertario, allegorico e classico, che allora alimentava molte speranze» (Spaggiari). Spaggiari, «Tipografie di frontiera» (in: Geografie letterarie, Milano 2015), p. 258-s; Motta, Le tipografie del Canton Ticino (Lugano 1964), p. 15; Agliati, Le edizioni Vannelli e Ruggia (Lugano 1988), p. 22 n. 12
Fotografia originale vintage, sali d'argento, formato cartolina, cm 14 x 9. Alcune pieghe di cui una trasversale e 2 all'angolo sinistro inferiore. Al verso didascalia manoscritta a penna: Montecatini 1933. Pirandello - Trilussa - Bontempelli - Marinetti - Civinini. Fotografia originale scattata durante la fiera del 1933 a Montecatini, che ritrae 18 tra i piu' importanti scrittori italiani della prima meta' del XX secolo. Dei 18 personaggi che compongono il gruppo, oltre a quelli indicati nella didascalia, sono anche riconoscibili Paola Masino e Silvio D'Amico.
In 4, cm 23 x 29, pp. (4). Edizione originale della versione italiana, 29 giugno 1913 di questo importante manifesto scritto da Guillaume Apollinaire ma, probabilmente, impaginato da Marinetti. Infatti, dai ricordi di Carra', risulta che fu Marinetti, ricevuto lo scritto, a dargli la forma grafica definitiva, in seguito approvata entusiasticamente dall'autore. Il proclama che ebbe grande forza dirompente e fu modello per molti altri manifesti d'avanguardia costruisce una partizione tra il passatismo a cui Apollinaire offriva merda e le avanguardie, rappresentate da Marinetti, Picasso, Boccioni, Braque, Severini ecc. ecc. a cui offriva fiori. Tonini, Manifesti, 60.2. Salaris, 1988, p. 83
Edizione originale. CON DEDICA Eccellente esemplare, molto fresco e pulito anche alla copertina (rara condizione). Con bella dedica del 1962 a Siro Conforti «che sa amare i libri del futurismo anche quando contengono dei lirismi astratti». Il toscano Siro Conforti è stato un bibliofilo e libraio antiquario: notevole la sua collezione di Novecento italiano, con ampio spazio al futurismo. Romanzo amoroso, in parte epistolare. Cammarota, Futurismo, 32.3
In 8, pp. 277 + (1b) +(3) + (3b). Bruniture ai p. Br. ed. Non comune ed. orig. di questa silloge poetica fra le piu' rappresentative di Paolo Buzzi. L'autore (Milano, 1874 - ivi, 1956), fu poeta e scrittore di impronta futurista. Dopo aver conosciuto Marinetti, e' uno fra i primi a firmare il Manifesto del Futurismo. Partecipa alla fondazione della rivista 'Poesia' di cui cura la critica letteraria. Le sue poesie sono inserite nell'antologia 'I poeti futuristi' (Milano, Edizioni Futuriste di 'Poesia', 1912), e le sue sintesi teatrali sono incluse nel 'Teatro futurista sintetico' (Milano, Ist. ed. italiano, 1915). Massimo Bontempelli, nel 1935, include alcuni suoi componimenti nell' 'Antologia di poeti fascisti' (Roma, Ist. Grafico Tiberino). Gambetti Vezzosi, p. 146.
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare pregiato da bella dedica autografa dell’autore vergata in grande alla prima carta bianca: «A Maria Napolitano primaverile artista pentagrammata!», datata Napoli e firmata con il profilo stilizzato del Vesuvio. Mende alla copertina (mancanza al piede del dorso e distacco ricomposto alle cerniere; interno pulito con minime occasionali e leggerissime fioriture). «[...] essenziale per la conoscenza del futurismo [...]. il Materiale di fondo è stato abbozzato nel periodo in cui l'autore è ancora all'interno del movimento [...]. Complessivamente, il libro poggia su una griglia densa di particolari, di scorci d'ambiente, di compenetrazioni di memorie e di cronaca, che trasformano il tutto in una specie di riassunto di vicende proverbiali scritto da un naïf» (Diz. Fut., p. 196c s) Cammarota, Futurismo, 76.24
Manifesto cm 23 x 29, stampato al recto e al verso. Edizione originale con data 14 ottobre 1916 che pubblica 2 lettere inviate a Marinetti (Cotronei e Giovesi) per celebrare l'eroica morte dell'architetto futurista Sant'Elia: '...noi lo vedevamo a pochi passi... d'un tratto sul declivio del monte, quasi a ridosso dei reticolati nemici, lo vedemmo fermarsi: mirava gli occhi al cielo immobile. Ma fu un istante: quasi subito cadde riverso...'. Al verso annuncio della prossima esposizione del pittore e scultore futurista Umberto Boccioni (tenutasi poi a Palazzo Cova tra il dicembre 1916 e il gennaio 1917). Tonini, Manifesti, 104.1. Cammarota, Futurismo, 101
Edizione originale. Uno dei primi saggi storico-critico sul movimento ultraista. Cfr. Bonet, Diccionario, p. 227. Esemplare in buono stato, brossura leggermente usurata.
Manifesto cm 14,5 x 44, stampato al recto e al verso. Edizione originale rara, non datata (ma aprile 1921) che pubblicizza e recensisce il romanzo di Marinetti, appena pubblicato da Vitagliano e in seguito ritirato a causa della scandalosa sovraccoperta disegnata da Renzo Ventura. Al verso elenco delle edizioni futuriste di Poesia. La sigla G. M. in calce sembra essere quella di Giacomo Macchi. Cammarota, Marinetti, 83. Tonini, Manifesti, 157.1
Edizione originale. Esemplare pregiato da lunga dedica autografa dell’autore «Al vecchio Wien, con sempre nuova amicizia e fraternità Armando Ghelardini Roma giugno 1934 XII». Fioriture all’inizio e alla fine del volume (compresa la sovracoperta, che ha una piccolissima mancanza al piede del piatto posteriore, senza perdite di testo); per il resto ben conservato. Proveniente in ultimo passaggio dalla storica collezione futurista di Sergio Cereda. Unita una copia della seconda edizione, senza sovracoperta e senza occhietto ma con il foglietto di errata applicato a pagina 6. Primo romanzo di Armando Ghelardini, raro nella prima tiratura (ne fu stampata una seconda nell’agosto dello stesso anno). Notevole grafica di copertina dell’artista immaginista-futurista Vinicio Paladini. Ghelardini aveva esordito con la raccolta di racconti «Spettacolo con farsa finale», uscito nel 1931 per i tipi delle Edizioni di Italia, raffinata casa editrice di letteratura contemporanea (pubblicò anche il mensile «Occidente»)fondata e diretta proprio da un Ghelardini appena ventenne, e animata dal gruppo dei modernisti romani transfughi de «La Bilancia» e «La Ruota dentata». Oggi completamente — e ingiustamente — dimenticato (non trova posto nemmeno nell’Enciclopedia Treccani!), gli ha dedicato alcune pagine Giampiero Mughini nel suo classico «A via della Mercede c’era un razzista» (1990 e 2019). Cammarota, Futurismo, 229.5
In 16o (cm 13 x 17,5), pp. 103 + (7) con ritratto fotografico dell'Autore all'antiporta. Dedica autografa al primo foglio con l'occhietto. Brossura editoriale. Edizione originale, arricchita dalla dedica dello scrittore, di questa raccolta di meditazioni in prosa del futurista triestino Giovanni Tummolo, scrittore eclettico, che molto piacque a Umberto Eco che scrisse "Un autore di cui possiedo, credo, l'opera omnia, e' Giovanni Tummolo, di Trieste, autore di opere come 'Luce sepolta', 'Il divoratore di se stesso', la riduzione drammatica di 'Sangue romagnolo', le 'Meditazioni diaboliche', e di vari libretti in cui diffonde la sua dottrina, il Misticateismo, come il vivace 'Come evitare la terza guerra', ricco di invettive contro i cittadini poco comprensivi (Umberto Eco, La memoria vegetale e altri scritti di bibliofilia, La Nave di Teseo, 2018). Tummolo - sottolinea Umberto Carpi - non rinuncio' a "raccogliere le sue sparse prove futuriste in un volumetto di Meditazioni diaboliche" (Carpi, "L'estrema avanguardia del Novecento", 1985, p. 161). "Another Triestine Futurist of some repute was Giovanni Tummolo who published the collection of lyrical prose 'Meditazioni diaboliche' (1927), the long poem 'Donora' (1929) and the essay 'Misticateisino' (1934). Close friend of Tummolo was Aristide Mattiussi who published 'Bandiere sulle Antenne' (1930) and the biography 'Giovanni Tummolo' (1931)" (K. Pizzi, A City in search of an Author. The Literary Identity of Trieste", 2001, p. 125). Cfr. anche Passamani, Carpi, "Frontiere d'avanguardia. Gli anni del Futurismo nella Venezia Giulia...", 1985.
Edizione originale. Esemplare rilegato con il frontespizio figurato applicato al piatto superiore, a mo’ di copertina. Interno ottimamente conservato, molto fresco e pulito. Raro secondo libro di Corrado Govoni, segue di pochi mesi l’esordio con «Le Fiale». È probabilmente l’opera del ferrarese più vicina alla poetica e agli stili dei crepuscolari. Tipograficamente, il libro si compone di 206 pagine tirate su una bella carta di alta grammatura in barbe, racchiuse da due carte diverse, tendenti a scurirsi in maniera sensibilmente diversa dal resto del libro, sulle quali sono incise in rosso le xilografie di De Carolis; il tutto rilegato in una brossura in carta verde anch’essa stampata in xilografia dal maestro marchigiano. Cammarota, Futurismo, 249.2
Edizione originale. Ottimo esemplare. Rielabora il raro volantino «Manifesto futurista per le rappresentazioni classiche di Siracusa» (distribuito in occasione della messinscena delle «Coefore» curata da E. Romagnoli a Siracusa, il16 aprile 1921). Firmato dal folto gruppo dei futuristi siciliani (Jannelli, Nicastro, Carrozza, Shrapnel, Etna, Lo Presti, Drago, Calderone, Perroni, Attardi, Sortino, Cimino, Fiandaca, Raciti e Vann’Antò). Al recto il testo «Il futurismo italiano nel 1921», con le notizie relative al tattilismo, alla mostra di avanguardia in Ginevra (successo di Boccioni), all’«Officina» d’arte decorativa di Balla e di Depero, all’esposizione dei futuristi a Parigi (Place Vendome), ai concerti degli Intonarumori al Théatre des Champs Elysées, alla pubblicazione de «L’alcova d’acciaio» di Marinetti. Assente dai repertori specialistici consultati (che registrano solo la seconda edizione, di qualche mese seguente, con titolo «Utilizziamo il teatro greco di Siracusa»).
In 8° (cm 20,5 X 14,5) br edit pp 72-8. 8 ill n.t. del pittore Umberto Bonetti. Mancante della prima carta bianca. Brossura con alcune fioriture
Prima edizione. Ottimo esemplare. Manifesto inzialmente lanciato sul n. 9 de «L’Italia Futurista», 1 novembre 1916. L’autore fu commilitone di Marinetti e Folgore a Bracciano, dove ha modo di partecipare a una plaquette goliardica (Attendamento Bracciano III° Artiglieria...). «Come atto di adesione formale, scrive l’incrediabile manifesto Moltiplichiamo i sardi ...» (Cammarota in Diz. Fut., p. 700a). La distribuzione del manifesto in formato volantino avvenne nel febbraio 1917, come testimonia una lettera di Marinetti a Mazza spedita appena prima che il capo del futurismo venga richiamato al fronte (Boni, Armando Mazza, p. 123). Dalla stessa fonte si apprende che ne era previsto un seguito, non realizzato. «È una trattazione delle condizioni economiche, politiche, finanziarie, umane dell’isola, i cui problemi, sempre più gravi e urgenti, sono stati rimandati continuamente [...] segue l’esaltazione della grandezza, del coraggio, delle qualità del suo popolo [...] “un enorme deposito di munizioni per la inevitabile futura guerra [...] il materiale-uomo sardo è eccellente e bisogna assicurarne la riproduzione rapida, sicura, precisa”» (Papini, L’Italia futurista, Roma 1977, p. 151). Tonini, I Manifesti, n. 105.2
Romanzo di particolare pregio del famoso autore futurista - Con dedica autografa dell'Autore ed in edizione originale. La brossura è di colore bianco con stampa in verde. L'esemplare, pur se mancante della sopraccoperta, risulta di straordinario interesse collezionisco per la presenza della dedica autografa dell'Autore.