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«A te e a tua moglie un “ciao” da Rio, viaggiando verso l’Antartide a caccia di Balene!». Segue il disegnino di una balena. Documento proveniente dalla collezione Sergio Cereda.
“ [...] E’ già un bel po’ di tempo che ti ho scritto chiedendoti di spedirmi delle foto di tuoi quadri, una tua biografia e qualche ritaglio di giornale che parlino della tua arte per poter scrivere un articolo su te - come ho fatto per Tosi, Salietti, Fumi, Bernasconi, Carrà, Depero [...] ma non ho avuto ad oggi una tua risposta. [...] Che fai di bello?Io mi devo fermare qui [La Plata - Argentina] ancora un po’ di tempo perché la mia vista non va bene [...]“. Pettoruti, tornato in Argentina nel 1924 dopo un lungo soggiorno in Italia, venne nominato direttore del Museo Provinciale di Belle Arti di La Plata e qui fondò la rivista “Martìn Fierro“ (1927-1930). Unito: Busta con indirizzo autografo, datata 4 maggio 1929, indirizzata al pittore Guido Ferroni. 135x160 mm. Manoscritto a penna nera. Busta in carta azzurra. Rimosso il francobollo. La busta conserva un catalogo di mostra di Pettoruti (4 cc. di biografia e lista dei 17 quadri esposti) - La Plata, Salones del Centro Literario Israelita y Biblioteca Max Nordau, 21-30 novembre 1926.
In 8 (cm 17 x 24), pp. 30 + (5) con 1 tavola iniziale su carta patinata con i ritratti fotografici di Marinetti, Luigi Scrivo, Piero Bellanova. Brossura editoriale illustrata. Edizione originale del romanzo sintetico futurista di Piero Bellanova preceduto dal 'Manifesto futurista del romanzo sintetico' apparso precedentemente il 25 dicembre 1939 sul "Giornale d'Italia". Presenti anche due scritti iniziali di Marinetti, dal titolo "Collaudo", e la Presentazione di Luigi Scrivo. Se il Manifesto futurista esigeva dal nuovo romanzo svecchiatore, novatore e velocizzatore dei testi "brevissimi, attualistici, avveniristici, dinamici, simultanei", Bellanova provo' a darne una personale interpretazione con capitoli brevi e fantasiosi accorgimenti tipografici. "Una partenza acrobatica d'aeroplano faceva vedere, non soltanto nelle parole, ma nelle lettere movimentate, l'alzarsi dell'aereo e i suoi 'capitomboli' e avvitamenti acrobatici, zig-zaganti; i personaggi erano descritti con intenzioni plastiche, quasi alla Prampolini; i colori erano evocati nel blu notturno del mare, nel fanale rosso della ferrovia o dell'Alfa Romeo, e i profumi nei capelli della protagonista. L'aeroporto vibra di 'prepotenti spavalderie di motori'. La cerimonia nuziale di Adriana e di Enzo diventa un aeroviaggio di nozze. Un dettaglio da non trascurare e' l'ironico 'Indice passatista' dell'autore, cioe' la descrizione in sintesi, capitolo per capitolo, dei vari episodi, gia' condensati in quindici pagine, come invece sarebbero stati stesi in 28 capitoli da uno scrittore tradizionalista che avrebbe potuto svilupparli in un romanzone analitico non inferiore alle 700 pagine... Bruno Corra definisce Bellanova 'potente creatore d'immagini di compenetrazioni liriche e di atmosfere spirituali'. Il libro appare ai suoi recensori come 'una vera marcia di giovinezza', 'il piu' veloce dei romanzi veloci'. Guido Mazzoni ne elogia la disposizione tipografica" (Verdone, Morano, "Drammaturgia e arte totale. L'avanguardia internazionale: autori, teorie, opere", 2005, p. 74).
Edizione originale. Ottimo esemplare. Rarissima cartolina che reca al recto una bella xilografia siglata in lastra «E.P.». Prodotta da una tipografia ecclesiastica di Vicenza e da collocare o intorno agli anni ’20, o nell’immediato secondo dopoguerra, ovvero i due periodi in cui Prampolini ricorse con maggiore assiduità alla tecnica della xilografia.
Si tratta di una pagina autografa del testo pubblicato da Oet con il titolo «Arte polimaterica (verso un'arte collettiva?)» (Roma 1944), in particolare i capoversi 2-4 di pagina 9. “[...] quanti secoli e quanti chilometri quadrati di pittura pesano su l'umanità? Da questa fine del sentimento del colore, nasce un nuovo sentimento: quello del lirismo della materia. L'arte polimaterica, non è una tecnica, ma — come la pittura e la scultura — un mezzo d'espressione artistica rudimentale, elementare, il cui potere evocativo è affidato all'orchestrazione plastica della materia [...]”. Minute varianti rispetto al testo a stampa.
Edizione originale. Ottimo esemplare. Numero ricco della rivista d’avanguardia napoletana animata dai “liberisti” Titta Rosa e Moscardelli e dai dadaisti D’Arezzo, Tzara, Prampolini e altri. Oltre alla xilografia di Prampolini segnalata in titolo, contiene alcuni versi da «Gioielleria notturna» di Moscardelli, la presentazione «Mouvement Dada: Marcel Janco» di Tristan Tzara e alcune pagine con i «Disancoraggi» in prosa di Maria D’Arezzo.
Dattiloscritto originale. Il documento conserva lo scritto di Rognoni «Il Teatro Sintetico Futurista».
Edizione originale. Ottimo esemplare. Il celebre manifesto rumorista qui nel testo italiano (fu diffusa contemporaneamente anche una versione francese come «Art des Bruits»). Contiene un intervento parolibero di Marinetti. Tonini, I manifesti, 55.1
Edizione originale. CON DEDICA L’esemplare di Paolo Buzzi, con sua firma d’appartenenza vergata in grande alla testa della copertina anteriore; all’interno, un ritaglio di giornale in argomento («Il sesto senso per scendere nel labirinto delle anime», a firma Didimo) e sparsi segni di attenzione al testo vergati in leggera grafite. Eccezionale copia d'associazione: Buzzi e Russolo furono ottimi amici e lo scrittore milanese ritrasse l’inventore degli intonarumori nel personaggio di Marzio in «Cavalcata delle vertigini» (1924). Non comune saggio filosofico-esoterico sotto forma di dialogo tra Pirro e Mani. L’autore, celebre protagonista del futurismo eroico, fin dal principio del 1910 nel ‘triumvirato’ dei pittori futuristi e quindi inventore dell’«arte dei rumori», fu sempre attratto dalle tematiche trascendentali. Cammarota, Futurismo, 416.3
Prima edizione italiana, seconda tiratura. Ottimo esemplare, fresco e pulito. La nota biografica in calce al testo è qui preceduta dall’indicazione del lancio belga e parigino, rispettivamente 12 e 27 giugno 1912: segno distintivo della seconda tiratura del testo italiano. -- Valentine de Saint-Point conobbe Marinetti e i futuristi in occasione della mostra parigina dei pittori futuristi nel febbraio del 1912; ne rimase conquistata, ne approvò il programma, eccetto la punta misogina del manifesto, laddove dice «Noi vogliamo glorificare la guerra ... e il disprezzo della donna». Il suo manifesto si apre dunque con l’esergo incriminato dal «Manifesto del futurismo», per argomentare l’ambivalenza di mascolino e femminino nei grandi personaggi e individuare nel futurismo l’iniezione di virilità utile a un’epoca eccessivamente femminile; virilità che, per le donne, si deve tradurre in un abbandono del sentimentalismo a favore dello sviluppo di una propria forza. Tonini, I manifesti, 42.4
Prima edizione. Ottimo esemplare (minime fioriture alla copertina e alle prime e ultime carte; per il resto fresco, pulito e integro). Il saggio di Settimelli è accompagnato da altri scritti – saggistici e narrativi – di A.G. e B. Corradini (ovvero Ginna e Corra), R. Chiti e M. Carli. Due belle tavole di Ginna stampate rispettivamente in nero su carta blu e in rosso su carta verde.
Prima edizione. Ottimo esemplare, ex libris Caproni. Edizione originale in 1000 esemplari. Raccoglie i ritratti dei personaggi ufficiali del fascismo, tutti in stile futurista. La paginazione inizia dal recto della carta incollata al contropiatto anteriore, così da avere come p. 2 la prima di risguardo e via di seguito fino all'ultima incollata al contropiatto posteriore. Cfr. Cammarota, Futurismo, 454.1.
Stampa fotografica vintage. Timbro con titolo dell’opera e dati dell’artista verso. Timbro semisbiadito verso; in ottime condizioni; proveniente dall’archivio del futurista B.G. Sanzin. Rara fotografia originale formato cartolina.
Stampa fotografica vintage. Timbro con titolo dell’opera e dati dell’artista verso, e altro timbro con indirizzo dell’artista racchiuso nella classica cornice con lati a spigolo («studio di arte decorativa | 9 via Dante da Castiglione»). Timbri semisbiaditi verso; in ottime condizioni; proveniente dall’archivio del futurista B.G. Sanzin. Rara fotografia originale formato cartolina.
Edizione originale. Eccellente esemplare a fogli ancora chiusi. Raccolta di poesie pubblicata in proprio in elegante confezione editoriale. Il poeta Josef Urba, non altrimenti segnalatosi per ispirazione avanguardista, sceglie qui di rifarsi precisamente al futurismo per rendere i suoi versi più congruenti alle tematiche strettamente contemporanee («una sorta di volo aereo intorno al mondo», nelle parole di Salaris): dalla copertina di Josef Skupa che risente delle ricerche meccanico-costruttiviste di quegli anni (in Italia il riferimento sarebbe a Vinicio Paladini e alla sua copertina per «Inferno», 1929) fino a «S.o.s.», ultima poesia della raccolta, in stile parolibero. Salaris, Futurismi nel mondo, pp. 202-3
Edizione pre-originale. Ottimo esemplare. Prima edizione italiana, numero monografico della rivista «Teatro» dedicato alla sintesi tragica di Vasari, con belle illustrazioni delle scene disegnate da Vera Idelson. Introduzione di Gino Gori. Cfr. Cammarota, Futurismo, 480.5 (che tuttavia parla erroneamente di «terza edizione», posponendola a quella in volume – la quale è del novembre 1925); Diz. Fut., p. 1161c.
formato 16X12. Edizione originale. Brossura editoriale pagine 32. Prima Mostra dei Pittori Futuristi Italiani all estero (Parigi 1912) alla Galleria Bernheim Jeune. Testo in francese di Russolo, Balla, Severini. Con 8 riproduzioni in B/N delle opere esposte (due per artista). Comprende anche un opera di Balla non presente nella esposizione. Segue la redazione in francese del manifesto dei Pittori Futuristi a firma degli stessi. Ottimo esemplare. FINE CONDITION
Prima edizione. CON DEDICA Ottimo esemplare. Dedica autografa dell'autore. Raccolta di poesie e prose liriche di impianto molto classico. Piuttosto raro: sei copie nel catalogo SBN, di cui soltato una fuori dalla Puglia. Il libro compare raramente sul mercato. Cammarota, Futurismo, 358.3
In-8, brossura editoriale, pp. 143(1); illustrazione di copertina di Enrico Prampolini. Normali tracce del tempo, piccole diffuse macchie e aloni alla copertina. Dorso e tagli bruniti. Legatura allentata. Minuscolo timbro al piatto posteriore.
Prima edizione. Ottimo esemplare. Raccolta di scritti e discorsi futuristi che attingono in particolare a Guerra sola igiene del mondo (1915, futurismo) e Democrazia futurista (1919, fascismo). Cammarota, Marinetti, 107
in-16, pp. 182, bross. edit. con cop. fig. a colori di Prampolini. Con musica e 4 tavv. scenografiche a colori e foto-ritratto dell’A. Ediz. orig. Picc. dif. al d. con etichetta di scaffale ma bell’esempl. [229]
Mm. 88 x 138, cartolina postale illustrata a colori in rosso, bianco e verde, viaggiata, con bollo e timbro postale. Edizione originale. Al recto la scritta: “La Bandiera futurista” seguita dal motto “Marciare non marcire”. Al verso, l'intestazione tradizionale del Movimento in inchiostro rosso. Cfr. Scudiero M., Futurismi postali, n. 5: “Verso la primavera del 1915, in pieno clima interventista vengono editate le due famose cartoline tricolore. Cronologicamente la prima è la "Cartolina Futurista Tipo-Cangiullo" con la sottotitolazione ufficiale del "Movimento". La bandiera italiana vede alterati gli equilibri cromatici a causa dell'accentuata sproporzione che assume la campitura in rosso e in sovrimpressione orizzontale la scritta "La bandiera futurista", seguita dal motto "Marciare non marcire". Al verso torna l'intestazione tradizionale del Movimento in inchiostro rosso.. Il connubio del tricolore con il motto "Marciare non marcire", rendono la cartolina molto popolare e non è raro, nelle foto al fronte, vederla infilata accanto alla penna sul cappello degli alpini". Ben conservata.
191211278Paris, chez M.M. Bernheim-Jeune et Cie. Paris, Imprimerie Moderne, 1912 ; in-16 agrafé ; (2), 32, (2) pp., couverture orange imprimée ; 8 reproductions hors-texte de tableaux.
Prima edizione. Più che buon esemplare. Rarissima strenna «a vantaggio della Lega Nazionale». Marinetti partecipa con la poesia “Volando” (da “I poeti futuristi” 1912). Tra gli altri, contributi di Silvio Benco, Giulio Caprin, Camillo Antona Traversi, Marino Marin.
Seconda edizione. Ottimo esemplare. Ristampa a un anno scarso dalla prima edizione (aprile ’32), a differenza di quella in brossura semplice senza sovracoperta, ma con lo stesso bel disegno di Vinicio Paladini stampato questa volta sulla brossura.