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112858Age d'Homme Avant-Gardes L'Age d'Homme, Avant-Gardes, 1975, 157 p., broché, un reste d'étiquette sur le second plat, bon état néanmoins et intérieur bien propre.
2 VOLUMI, 8° (CM. 22), M. TELA CON SOVR. FIG. A COLORI-BROSSURA FIG., COFANETTO RIGIDO TELATO NERO CON FACSIMILE FIRMA BOCCIONI IN GIALLO, PG. XXII (2) 475 (1)-109 (3), A CURA DI Z. BIROLLI, PREFAZIONE DI M. DE MICHELI, CON OLTRE 110 ILL. B.N. E 10 A COLORI N.T., ALCUNE FIGURE B.N. E FACSIMILI D'AUTOGRAFI ANCHE NEL VOLUME D'APPENDICE, SEGNALIBRO CON FACSIMILE AUTOGRAFO DI BOCCIONI, OTTIMO STATO. PRIMA EDIZIONE ITALIANA.
5974 pages in 4.Milan le 11 avril 1912. Edition originale RARE avec son rare supplément de 4 pages in 4 du 11 août 1912 une légère trace de pliure.sinon Très bon état
In-8°, pp. XIX, 206, brossura editoriale figurata.
16° (CM. 19,5), BROSSURA FIG. A COLORI, PG. XIX (1) 206 (2), "INVITO ALLA LETTURA" DI L. VINCA MASINI, BUONO STATO. (C)
ill., br. Questa raccolta di tutti gli scritti di Umberto Boccioni riporta delle memorie fondamentali per la storia dell'arte contemporanea. Questi saggi, manifesti, lettere e diari con la propria fisionomia, estetica e poetica, concorsero a delineare uno di quei movimenti, il Futurismo, che si definirono grazie ai testi di Kandinsky, Malevic, Delaunay e Mondrian col nome di Avanguardie artistiche. Non solo ne emergono i particolari del percorso creativo e umano di un grande protagonista dell'arte contemporanea, qual è stato Umberto Boccioni, ma anche l'infatuazione positivista, il concetto di azione, modernità e rischio, nonché la fiducia nel progresso che hanno informato le riflessioni del primo Novecento italiano. Una società piena di aspirazioni rigenerative e speranze che tuttavia si dimostrano disattese dall'avanzare della guerra: "Da questa esistenza io uscirò con un disprezzo per tutto ciò che non è arte", scriveva Boccioni dal fronte in una lettera del 1916 pochi giorni prima della sua morte. Da qui scaturisce l'originalità del pensiero boccioniano teso al rinnovamento della sensibilità estetica del suo tempo a partire dalla vita, dalla realtà attuale, in un connubio arte-vita che rappresenta il nucleo più autentico e genuino del primo futurismo, ma che non manca di aneliti molte volte tragici e disincantati.
16° (CM. 15), BROSSURA A DUE COLORI, PG. 149 (3), BUONO STATO. (CU)
60361Lingua italiana, Feltrinelli, 1972, 109 pp., brossura editore, annotazione in prima pagina, condizioni buone.
4331Milan, Poligrafia Italiana-Milano, 11 avril 1910. 4 pages.
Bifoglio, prima edizione ma seconda tiratura e prima con la dicitura "Direzione del Movimento Futurista". In questa variante viene soppressa la frase"Noi non invochiamo certo la materiale distruzione dei musei, come grossolanamente capirono gli stupidi detrattori del futurismo" e dove, fra i sottoscrittori, compaiono Balla e Severini al posto di Bonzagni e Romani che avevano sositutito la firma dopo la pubblicazione della prima versione. in ultima pagina del manifesto compare l'organigramma della "Direzione del Movimento Futurista" così suddiviso: Poesia, Pittura, Musica, Scultura, Azione Femminile e Arte dei Rumori. Ottima conservazione. (Disponibili altri manifesti futuristi). Sc. E.
5954 pages in 4.Milan le 11 avril 1910.une légère trace de pliure.sinon Très bon état RARE Edition originale
[Milano], Istituto Editoriale Italiano, [1916], in-32, cartonatura editoriale con figura in rilievo di Cambellotti sulla copertina anteriore, pp. 355, [1]. Seconda edizione non integrale degli scritti di Boccioni. Cfr. Cammarota, Futurismo, 40.2. Collana "Breviari intellettuali". Dorso un poco usurato.
(Codice BN/3468) In 24° (14x10 cm) Foglio di carta oleata, stampato a due colori da un solo lato e ripiegato in quattro. Con 2 disegni (uno inedito), breve testo di Aldo Palazzeschi. Edizione di 500 copie. Ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
4330Milan, Stab. A. Taveggia-Milano Via Ospedale 3., 11 avril 1912. 4 pages.
br. "È questo un testo capitale nella storia delle avanguardie artistiche del Novecento. È un testo che si pone con una propria fisionomia accanto a quelli di Kandinsky, Malevi?, Mondrian. Il senso generale che se ne può enucleare è quello, nello sfacelo dei valori ottocenteschi degenerati, alla cui rovina Boccioni stesso collaborò come ogni altro artista d'avanguardia, di un artista che ha saputo intuire il pericolo del frammentismo impressionistico da una parte e dell'arabesco della pittura pura dall'altra. Per questo il suo sforzo creativo e teorico ha coinciso con la ricerca di un centro che sostituisse il crollo dei vecchi valori con una concezione unitaria che rinsanguasse con un contenuto nuovo il puro plasticismo. Nel suo pensiero lo «stato d'animo plastico», rimedio al rischio di «perdersi nell'astrazione», doveva essere proprio questo centro: «Il riassunto definitivo di tutte le ricerche plastiche ed espressionistiche». Non solo quindi una sintesi dei valori formali divisionisti e cubisti, ma anche dei valori emozionali: «È l'emozione» egli scrive «che dà la misura, frena l'analisi, legittima l'arbitrio e crea il dinamismo». Come si vede siamo assai lontani da quell'«estetica della macchina» ch'era stata enunciata da Marinetti. La tendenza di Boccioni era più ricca e complessa. L'elemento alogico, intuizionistico di Boccioni, nelle sue opere più tipiche, si rivela come una sorta di ebbrezza drammatica che rompe i limiti angusti di una concezione positivistica, pur mantenendo un corposo rapporto con la realtà. Oltre le sue contraddizioni, in Boccioni era soprattutto viva l'urgenza di essere un artista presente nell'ansioso dramma della vita moderna, non in maniera esterna, estemporanea, ma come un lievito attivo. Questo era il modo per essere dentro la realtà in atto, un modo che poneva nuovi e più ardui problemi d'espressione. Ma questo, caduta ogni altra circostanza negativa, è appunto il nucleo più autentico e fruttuoso del primo Futurismo, che in Boccioni ha avuto senz'altro il suo esponente più alto." (Dallo scritto di Mario De Micheli)
formato 16X12. Edizione originale. Brossura editoriale pagine 32. Prima Mostra dei Pittori Futuristi Italiani all estero (Parigi 1912) alla Galleria Bernheim Jeune. Testo in francese di Russolo, Balla, Severini. Con 8 riproduzioni in B/N delle opere esposte (due per artista). Comprende anche un opera di Balla non presente nella esposizione. Segue la redazione in francese del manifesto dei Pittori Futuristi a firma degli stessi. Ottimo esemplare. FINE CONDITION
Milano, Direzione del Movimento Futurista (A. Taveggia), 1910 (11 feb.) [ma: maggio 1913]. 4°, cm. 29x23, un bifolio per pp. [4] di cui la seconda bianca. minuscole macchiette, bella copia. Seconda edizione ma prima pubblicata sotto le insegne della «Direzione del Movimento futurista».
Edizione originale. Ottimo esemplare. La stampa, molto rara, è uno dei pochi esemplari noti della serie delle «Famiglie Olandesi» realizzata da Umberto Boccioni nel 1904. Il set, stampato dall’editore svizzero Clement Tournier, costituisce la serie 282 dell’editore, stampata nel 1904, e composta da due pezzi. La litografia qui presentata è il primo numero della serie. La datazione del set al 1904 è resa possibile dalla indicazione dell’edizione al retro: il numero di serie 282, infatti, riconduce a quell’anno grazie alla presenza di un ulteriore set, realizzato dall’illustratore Castell, che segnato col numero di serie 281 reca la data 1904. L’ideazione dei pannelli, dunque, si colloca tra il 1903 ed il 1904. -- Del set completo sono noti, attualmente, soltanto tre esemplari: due, uno dei quali reca la firma autografa del pittore oltre al monogramma, si trovano in collezione privata (Calvesi Coen 1983; Bellini 2004; Baradel 2006; Calvesi Damburoso 2016, D’Agati 2018), un terzo è conservato – sebbene attualmente identificato come opera di un seguace di Henri Cassiers a causa del mancato scioglimento del monogramma – presso il Sincfala Museum van de Zwinstreek di Knobbe-Heinst, Belgio (inv. SCHPRXX50171- SCHPRXX50172). -- «Famiglie Olandesi» costituisce un importante documento che testimonia in maniera esemplare l’ampia conoscenza e l’aggiornamento del pittore sulle più moderne tendenze dell’illustrazione europea e, al contempo, testimonia l’ampia diffusione delle realizzazioni giovanili di Boccioni che, lungi dal costituire un semplice ripiego per fini economici, sono da leggere quale vera e propria attività di ricerca in un campo fondamentale della produzione artistica di inizio secolo, come quello delle stampe e del disegno commerciale. -- La realizzazione di questa serie si colloca nel periodo giovanile della produzione di Umberto Boccioni. Agli inizi della sua carriera, infatti, il pittore svolse un’ingente attività di illustratore a Roma lavorando per l’editore e commerciante romano Cesare Racah e la sua impresa Ulderico Bossi. Recenti studi (D’Agati 2018; D’Agati 2019) hanno ricostruito questa fase poco nota dell’attività di Boccioni evidenziando non solo la complessa trama di rapporti commerciali che legavano l’editore romano al circuito internazionale dell’illustrazione europea, motivo che spiega l’edizione del set in svizzera da parte della casa Clement Tournier, ma la complessa e stratificata conoscenza delle punte più avanzate della grafica nordeuropea da parte di Umberto Boccioni. Il pittore, infatti, nelle sue realizzazioni, che spaziano da soggetti di caccia alla volpe a tematiche automobilistiche e a soggetti di genere, come ciociari o, appunto, scenette olandesi, deriva il suo tratto dagli esempi inglesi di Cecil Aldin, Harry Eliott, John Hassall e, nello specifico, di Henri Cassiers, tra i più significativi illustratori belgi tra XIX e XX secolo. (Scheda di Nicolò D’Agati)
197316633DBMailand., Palazzo Reale., 1973. 24 x 23 cm. 293 S. Illustrierter OPappband., 16633D Erste Auflage. Einbandkanten mit Bereibungenm oberer Rücken ca. 1 cm aufgeplatzt, insgesamt etwas gebrauchsspurig, Ordentliches Exemplar.
Seconda edizione non integrale degli scritti di Boccioni. Cfr. Cammarota, Futurismo, 40.2. Esemplare in ottimo stato, completo di segnalibro in tela. Disponibile anche nella variante con copertina in cartonato editoriale ill. a sbalzo da Cambellotti.
Edizione originale. Ottimo esemplare (da segnalare appena leggerissime evanescenti gore al piatto superiore). Raro catalogo della mostra inaugurale della «Galleria Futurista Permanente» di G. Sprovieri nel dicembre 1913, la prima personale di Boccioni in Italia sulla falsariga della personale parigina alla Galerie Boëtie (giu.-lug. 1913). Scritto introduttivo dell’autore, cui segue il Manifesto tecnico della scultura futurista (Milano, 11 apr. 1912). Esposti gli «Insiemi plastici»: Muscoli in velocità, Sintesi del dinamismo umano, Espansione spiralica di muscoli in movimento, Testa + casa + luce, Sviluppo di una bottiglia nello spazio (mediante la forma), Forme-forze di una bottiglia, Vuoti e pieni astratti di una testa, Antigrazioso, Sviluppo di una bottiglia nello spazio (mediante il colore), Forme uniche della continuità nello spazio, Forme umane in movimento (quest’ultimo non presente a Parigi). Esposti inoltre 46 disegni senza titolo (praticamente raddoppiata la selezione parigina) suddivisi nei gruppi «Voglio sintetizzare le forme uniche della continuità nello spazio», «Voglio fissare le forme umane in movimento», «Voglio dare la fusione di una testa col suo ambiente», «Voglio dare il prolungamento degli oggetti nello spazio», «Voglio modellare la luce e l’atmosfera». Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 39; Nuovi archivi del futurismo I, 1913-1914/2
Prima edizione così. Ottimo esemplare, conserva la rara fascetta editoriale con fotografia di Boccioni e testo: «L’essenza di un movimento artistico rivoluzionario, i contrasti tra futurismo e cubismo analizzati e discussi in una sintesi completa di originale chiarezza. Edizione a cura di Massimo Carrà Massimo Carrà, che con la collaborazione del padre e di un ristretto gruppo di intellettuali produsse un interessante catalogo tra arte, architettura, musica e letteratura 1944-1964 (cfr. Piombo, Il Balcone, in: La fabbrica del libro 1, 2010, pp. 21-24). Secondo Cammarota si tratta di una «ristampa acritica di ‘Dinamismo plastico’». Cammarota, Futurismo, 40.5
194666945ABMilano., Casa Editrice "Il Balcone"., 1946. 24 x 17 cm. 193 S., 1 Blatt. OPappband., 66945AB Prima edizione. Sehr gutes und frisches Exemplar. Mit schützendem Pergaminumleger. Testi e documenti d arte moderna, V.
Edizione originale. Ottimo esemplare. Catalogo della prima mostra postuma al Palazzo Cova, 28 dicembre 1916 - 14 gennaio 1917, registrato da Domenico Cammarota quale libro postumo di Boccioni. Il geniale pittore futurista era morto sotto le armi, ma per un banale incidente a cavallo, il 17 agosto di quell’anno. Commovente scritto prefatorio originale di Marinetti, segue intero «Il dinamismo plastico», denso articolo punto di arrivo della teorica boccioniana, uscito per la prima volta su «Lacerba» (I,24, dicembre 1913) quindi architrave del «Pittura scultura futuriste (dinamismo plastico)»; seguono i giudizi della stampa, 22 riproduzioni b.n. di opere, elenco delle opere. Due fotografie di Boccioni alle prima pagine, un primo piano e l’artista in divisa a cavallo. «La più grande esposizione di opere di Boccioni (quasi 350) è inopinatamente anche la prima retrospettiva della sua opera. [...] un orgoglioso primo atto di autostoricizzazione della creatività futurista» (NAF) Cammarota, Futurismo, 40.3; Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 50-s; Nuovi archivi del futurismo I, 1916-1917/1
Mm 120x200 Collana "Strumenti". Brossura editoriale di 20 pagine, 63 tavole in bianco e nero fuori testo. Copia molto buona. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.