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In-4 p. (mm. 295x230), volantino a doppia pagina, titolo al verso, con anche elenco dei 19 “Manifesti del Movimento futurista”.. “Questo programma vincerà il programma clerico-moderato-liberale - il programma democratico-repubblicano-socialista”. "Prima edizione", in formato grande. Cfr. Tonini “I manifesti del Futurismo Italiano”, p. 47, n. 66.1: “Pubblicato in occasione delle elezioni politiche del 1913 svoltesi il 26 ottobre (1° turno) e il 2 novembre (ballottaggi) - Salaris, p. 84. Con ingialliture, tracce di scotch alla piega e picc. strappi, ma buon esemplare.
Edizione originale. Ottimo esemplare. Uno dei più rappresentativi manifesti futuristi. Una copertina (p. [1]), che ospita la scritta centrata «Programma politico futurista», precede il testo stampato in orizzontale su doppia pagina come per essere affisso: il programma («Elettori futuristi! col vostro voto cercate di realizzare il seguente programma: Italia sovrana assoluta. - [...] Abolizione dell’industria del forestiero, umiliante ed aleatoria») è seguito dalla mistificazione dei programmi avversari, il «clerico- moderato- liberale» e il «democratico- repubblicano- socialista», punto per punto. Inutile dire che entrambi gli altri programmi si concludono con il punto «Passatismo». In calce ai testi la firma «Per il gruppo dirigente del Movimento Futurista: / Marinetti - Boccioni / Carrà - Russolo». A p. [4], come quarta di copertina, l’elenco dei Manifesti del Movimento futurista. -- In una lettera del tardo ottobre 1913 Marinetti scrive a Soffici: «Sarò con Carrà a Firenze venerdì 24 ottobre alle cinque e un quarto pomeridiane. Vieni alla stazione con Papini e Tavolato. Abbiamo bisogno di molte braccia futuriste per lanciare d un’automobile per tutta Firenze innumerevoli programmi politici futuristi». Tonini, I manifesti, 66.1
In 4, cm 23 x 29, pp. (4). Edizione originale con data 11 ottobre 1913 e indicazione dello stampatore. Contemporaneamente usci' lo stesso manifesto in formato ridotto su carta verde e una versione a cura del gruppo futurista siciliano su carta rossa. Pubblicato in occasione delle elezioni politiche del 26 ottobre e 1 novembre del 1913. Le pagine 2 e 3 sono impaginate come manifesto a doppia pagina. A pagina 4 elenco di 19 manifesti futuristi pubblicati. '...la parola Italia deve dominare sulla parola liberta'. Tutte le liberta' tranne quella di essere vigliacchi, pacifisti...'. Tonini, Manifesti, 66.1.
Firenze, Soc. An. Editrice «La Voce», 1924, cm. 19,5 x 13,5 brossura, pp. 157, intonso, uniformemente brunito. "I problemi del fascismo" Collezione diretta da Curzio Suckert. Vedi : Cammarota, Futurismo, 491.4 - Echaurren, Futurcollezionismo, 111: «[L'A.] è passato attraverso la fantascienza per approdare alla fatiscenza mentale con il suo Programma della destra fascista, un infame libello ...
In 8°. Pagine VIII, 157. Brossura originale con testo di colore rosso e nero un po' macchiato. Lievi gore e bruniture. Stato di conservazione complessivamente buono. Volume facente parte di una collana diretta da Curzio Suckert (Curzio Malaparte). Volt, pseudonimo di Vincenzo Fani Ciotti, è stato uno scrittore e poeta italiano, vicino a Marinetti e al futurismo.
Prima edizione. Ottimo esemplare proveniente dalla Biblioteca Caproni di Vizzola (ex libris) e transitato quindi nella storica collezione futurista di Sergio Cereda (normali fisiologici segni del tempo: lievi fioriture alla copertina e ad alcune carte interne; dorso appena brunito). Prima di scomparire anzitempo, nel luglio 1927, falcidiato dalla tubercolosi che si trascinava fin da giovane età, l’aristocratico romano Vincenzo Fani Ciotti in arte Volt fece tempo a pubblicare: una raccolta di tavole parolibere di grande sperimentalismo (Archi voltaici, 1916); un romanzo anticlericale di fantascienza (La fine del mondo, 1921); questa raccolta di scritti nel solco del fascismo rivoluzionario, argomento sul quale l’autore intervenne a più riprese a partire dall’immediato dopoguerra, collaborando alle riviste “di settore” «La testa di ferro», «I nemici d’Italia», «L’Impero», «La conquista dello Stato». Fu proprio tramite quest’ultima testata, diretta da Curzio Suckert / Malaparte, che l’autore approdò alla collana «I problemi del fascismo», dove pubblicò il suo ultimo libro, silloge delle sue posizioni politiche estreme e non prive di interesse per l’originale mescolanza di nazionalismo, monarchismo, anticlericalismo e ribellismo variamente intransigente. Cammarota, Futurismo, 491.4; Echaurren, Futurcollezionismo, p. 111
Mm 245x230 Volume in copertina rigida, sovraccoperta policroma, 213 pagine, illustrazioni in nero e a colori. Introduzione e schede di Benito Recchilongo, postfazione di Luigi Tallarico. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Edizione originale. Più che buon esemplare, con alcune lacerazioni marginali senza perdite, che interessano entrambe le carte, e qualche sparso segno del tempo in copertina. Rarissima edizione stampata in pochi esemplari — «tiratura di 100 copie» per Cammarota — in occasione delle onoranze nazionali a Marinetti. Dedicatoria in testa alla copertina «A Benedetta autrice di “Forze Umane” omaggio futurista». Tra i pochi spartiti che Mix ebbe modo di pubblicare in vita — e che rappresentano i vertici sperimentali toccati dalla musica futurista — questo è il più rappresentativo, costituendo anche imprescindibile tassello di «marinettiana». Da una nota interna si apprende che la serie dei «profili sintetici musicali» fu «eseguita dall’autore nelle principali città d’Italia nella tournée del Nuovo Teatro Futurista (gennaio 1924)». Cammarota, Futurismo, 328.6
Il saggio sul MOVIMENTO in pittura occupa 15 pagine (da p. 304 a p. 318) con 20 illustrazioni. "I FUTURISTI affermano di essere all'avanguardia della sensibiità e dimenticano che l'intuizione della continuità molbile della materia è propria delle menti primitive e dei bambini". Il fasc. in-4° (cm. 27,3x20), brossura edit. ornata da G. MUZIO, è completo delle sue 56 pp. + 2 TAVOLE f.t. + 12 pubblicitarie (tra cui una a COLORI di CAPPADONIA) e contiene inoltre: 1) raffaele Calzini, "Giuseppe AMISANI", pittore (Mede Lomellina, 7 dicembre 1881 - Portofino, 8 settembre 1941), 11 pp. con 18 illustr. tra cui 2 a COLORI fuori testo. Amisani aveva appena partecipato alla Biennale di Venezia. 3) Mary Pittaluga. John RUSKIN critico del Tintoretto, 10 pp. con 6 ill. 49 A. L. Viaggio sentimentale a FIUME, 8 pp. con 17 ill. (tra cui tirtr. di D'Annunzio e di Lepne Sinigaglia).
Edizione originale. Esemplare stampato in inchiostro sanguigna (ne esiste anche una variante stampata in blu), con stampigliato di traverso al margine destro: «cinematofuturista», e al retro, in taglio basso: «cinematofuturista | torino | città | FUTURISTA». In ottime condizioni di conservazione, quasi interamente integro. Poster réclame di grande impatto visivo per l’evento del primo film ufficiale del movimento futurista: «Si tratta senza dubbio del reperto di cinema futurista più iconico e impressionante dal punto di vista grafico: un poster di cm 64 x 44 a stampa cubitale solo recto, con grafica di grande impatto e modernità. Il poster è noto in due tirature pressoché identiche ma una stampata interamente in vivace inchiostro sanguigna, l’altra in inchiostro blu elettrico» (Coronelli). -- Elementi stilistici e contenutistici hanno portato recentemente a metter in dubbio la datazione al 1916, usualmente attestata nei cataloghi antiquari e nel repertorio dedicato da Paolo Tonini ai «Manifesti del futurismo italiano», oppure la versione leggermente diversa attestata da Giovanni Lista nel suo libro sul «Cinema futurista» del 2010 («manifesto per una tournée del film “Vita futurista” progettata all’inizio del 1917»): «Le caratteristiche tecniche del reperto ben si combinano con una collocazione primonovecentesca: carta satinata — molto usata, quindi completamente caduta in disuso nel corso del secondo Novecento — e stampa tipografica a caratteri di legno. L’aspetto grafico porterebbe a escludere gli anni Dieci, collocando piuttosto il documento nella decade intermedia 1925- 1935 – senza scartare aprioristicamente l’eventualità che il poster possa essere ricondotto a un progetto-revival del dopoguerra» (Coronelli). -- «“Vita futurista”, lungo 900 metri, con la partecipazione di Marinetti, Corra, Settimelli, Chiti, Balla, Nerino, Nannetti, Venna, Spina. [...] il film conteneva diverse trovate dell’arte d’avanguardia: una sequenza di “cinema diretto”, l’ingrandimento e il distanziamento degli oggetti, alcune immagini astratte di ombre e linee in movimento, il ricorso agli specchi deformanti, ecc. [...] per il loro film, i futuristi adottarono il modello della scena del varietà, con i suoi numeri ritmicamente concatenati nella più assoluta eterogeneità di forma e contenuto. [...] si trattava della stessa scelta che alimentava la rivoluzione teatrale futurista con le “sintesi”, le “sorprese” e le improvvisazioni sceniche. [...] in modo generale, il film rifletteva così il connubio dei futuristi con il mondo del teatro di varietà (Petrolini, Spadaro) e del cinema comico popolare (Polidor, Ridolini) […]» (Diz. Fut., p. 272a-b). Tonini, I manifesti del futurismo italiano, n. 103.2; Lista, Il Cinema futurista (2010), illustrazione dopo p. 64; Coronelli, Reperti cartacei del cinema futurista sul mercato antiquario: il poster “Primo film futurista” (Convegno internazionale nei cento anni del Manifesto della cinematografia futurista, Bologna 2015: 157-167)
Edizione originale. Esemplare nella rara variante in inchiostro blu, in condizioni più che buone (quasi ottime), con sfrangiature e piccole perdite marginali che non toccano il testo. Poster réclame di grande impatto visivo per l’evento del primo film ufficiale del movimento futurista: «Si tratta senza dubbio del reperto di cinema futurista più iconico e impressionante dal punto di vista grafico: un poster di cm 64 x 44 a stampa cubitale solo recto, con grafica di grande impatto e modernità. Il poster è noto in due tirature pressoché identiche ma una stampata interamente in vivace inchiostro sanguigna, l’altra in inchiostro blu elettrico» (Coronelli). -- Elementi stilistici e contenutistici hanno portato recentemente a metter in dubbio la datazione al 1916, usualmente attestata nei cataloghi antiquari e nel repertorio dedicato da Paolo Tonini ai «Manifesti del futurismo italiano», oppure la versione leggermente diversa attestata da Giovanni Lista nel suo libro sul «Cinema futurista» del 2010 («manifesto per una tournée del film “Vita futurista” progettata all’inizio del 1917»): «Le caratteristiche tecniche del reperto ben si combinano con una collocazione primonovecentesca: carta satinata — molto usata, quindi completamente caduta in disuso nel corso del secondo Novecento — e stampa tipografica a caratteri di legno. L’aspetto grafico porterebbe a escludere gli anni Dieci, collocando piuttosto il documento nella decade intermedia 1925- 1935 – senza scartare aprioristicamente l’eventualità che il poster possa essere ricondotto a un progetto-revival del dopoguerra» (Coronelli). -- «“Vita futurista”, lungo 900 metri, con la partecipazione di Marinetti, Corra, Settimelli, Chiti, Balla, Nerino, Nannetti, Venna, Spina. [...] il film conteneva diverse trovate dell’arte d’avanguardia: una sequenza di “cinema diretto”, l’ingrandimento e il distanziamento degli oggetti, alcune immagini astratte di ombre e linee in movimento, il ricorso agli specchi deformanti, ecc. [...] per il loro film, i futuristi adottarono il modello della scena del varietà, con i suoi numeri ritmicamente concatenati nella più assoluta eterogeneità di forma e contenuto. [...] si trattava della stessa scelta che alimentava la rivoluzione teatrale futurista con le “sintesi”, le “sorprese” e le improvvisazioni sceniche. [...] in modo generale, il film rifletteva così il connubio dei futuristi con il mondo del teatro di varietà (Petrolini, Spadaro) e del cinema comico popolare (Polidor, Ridolini) […]» (Diz. Fut., p. 272a-b). Tonini, I manifesti del futurismo italiano, n. 103.2; Lista, Il Cinema futurista (2010), illustrazione dopo p. 64; Coronelli, Reperti cartacei del cinema futurista sul mercato antiquario: il poster “Primo film futurista” (Convegno internazionale nei cento anni del Manifesto della cinematografia futurista, Bologna 2015: 157-167)
Edizione originale, prima emissione. Esemplare in prima emissione con copertina cartonata e fogli di guardia verdi, completa di una rarissima cedola libraria per l’acquisto dell’opera, su carta intestata della «Casa editrice G. Morreale», della misura di 290 x 230 millimetri, stampata in blu solo al recto, riservata alle aziende aeronautiche: «La Ditta ... acquista N.° ... copie del Primo Dizionario Aereo portanti nel verso della copertina una dicitura di propaganda [...]» (cedola riprodotta nel celebre «Le livre futuriste» di Giovanni Lista). Dorso appena scurito e minime mancanze alle cerniere, senza perdite di testo: un esemplare in condizioni molto buone, assai raro a trovarsi così. Primo libro con Fedele Azari in qualità di autore, il «Primo dizionario aereo italiano» fu pubblicato in due emissioni a oggi non correttamente registrate negli usuali repertori specialistici: la presente, di maggior pregio, con una vera e propria rilegatura professionalmente eseguita a regola d’arte, completa di fogli di guardia in carta verde; un’emissione più economica con una finta legatura ottenuta incollando al dorso la carta rosa, come una normale brossura, ma con i piatti rinforzati da un inserto di cartone incollato tra la carta rosa e la prima e ultima carta. Non solo gli esemplari in emissione economica mancano delle sguardie originali in carta verde; dal momento che prima e ultima carta sono incollate al cartone dei piatti, cambia anche la collazione interna: ne risulta un volume che apre con l’occhietto a stampa «Primo dizionario aereo italiano», invece della prima carta bianca (non torna conseguentemente il conto delle pagine iniziali, poiché improvvisamente ne vengono a mancare ben due, e dopo sole 6 pagine non numerate si ha la pagina numero 9), e chiude con l’«Indice» applicato alla terza di copertina. -- Segnalava Glauco Viazzi (Marinetti collaudatore, p. 196 nota 2) che fin dal 1912 Marinetti preferiva «leva di direzione» piuttosto che «cloche» (La battaglia diTripoli, p. 46); un’attenzione assai precoce all’italianizzazione del gergo aviatorio, che lo porta nel 1919 a cominciare un vero e proprio lemmario per gli aviatori, stampato sulle colonne della «Testa di ferro» (il giornale fiumano diretto da Mario Carli). È da qui che dieci anni dopo riparte, portando a compimento l’opera grazie all’aiuto decisivo del geniale Azari, aviatore, editore dell’imbullonato, teorico della flora futurista e del macchinismo, che si tolse la vita nel gennaio 1930. L’intervento marinettiano non va solo in direzione dell’«autarchia della lingua» (per citare un libraccio fascisticheggiante pubblicato nel 1940, e pure prefato da Marinetti), ma anche, e soprattutto, di una risemantizzazione che porti il linguaggio verso nuove frontiere di chiarezza, tecnicismo e vivacità (sono i punti 2-4 del manifesto di presentazione): è declinazione pratica «di quelle (ri-)nominazioni metaforiche del reale, che tanta parte hanno avuto nella strategia futurista» (Viazzi, p. 195). Ne risulta un vero e proprio manualetto tascabile evidentemente destinato, di primo acchito, al pubblico in crescita dell’aeronautica (piloti, tecnici, personale aeroportuale ed aziendale — da cui la cedola che qui alleghiamo), e come tale venne preso molto su serio (si veda la dettagliata recensione su «L’Aerotecnica» n. 10,8, agosto 1929, p. 647-s, firmata nientemeno che dal direttore, l’ingegnere Ettore Pistolesi, pioniere degli studi aerodinamici e tribologici). Ma naturalmente, come pressoché tutti i libri realizzati da Marinetti e dal futurismo, il Dizionario aereo è innanzitutto un libro d’artista, il prodotto di un tipo di comunicazione intrinsecamente ambigua, multilivello, che non solo accetta ma anzi incoraggia molteplici letture: gesto artistico, preparatorio al lancio del «Manifesto dell’aeropittura» — prontuario d’aeropoesia «per contrastare il gergo dannunziano sull’aviazione (per cui l’aereo sarebbe “Il velivolo”)» (Salaris, Futurismo e mito del volo, p. 73) — necessario innesco della celebre frase «noi interveniamo nelle polemiche di stracittà e strapaese col “Primo Dizionario Aereo”, al grido di stracielo!» (Mostra di trentatré artisti futuristi, Milano 1929).
Milana, Silvana Editoriale d'Arte, (1974), in-8, cartone edit. nero con sovracc. trasparente ed astuccio (questo difettoso), pp. 191, (1). Con 49 ill. in b.n. nel t., 155 a col. e in b.n. f.t. e bibliografia essenziale.
Milano, Silvana Editoriale d'Arte, 1974, in-8 quadrato, tela editoriale con sovraccoperta trasparente (questa con leggera mancanza), cofanetto, pp. 191, [1]. Con 49 illustrazioni in b.n. nel t., 155 a colori e in b.n. f.t. e bibliografia essenziale. Invio autografo di Primo Conti sulla prima carta bianca.
Firenze, Edizioni Galleria Michaud, 1968, in-8, br., pp. 64. Con illustrazioni in b.n., 11 tavole a colori e 3 in b.n. (Testo bilingue: italiano/inglese). Allegati due articoli della "Nazione" del 1968 e 1969 a firma rispettivamente: T. Paloscia e C. Marsan).
Catalogo di mostra, 9 giugno - 15 luglio 1983. Ill. a colori e un testo di Italo Mussa . 8vo. pp. 64. . Ottimo (Fine). . . .
Fiesole, Sala del Consiglio, 1 - 30 luglio 1965, in-8, br., pp. (12). Con 7 tavv. in b.n.
Catalogo edito in occasione della mostra n. 276 alla Galleria Peccolo di Livorno, Febbraio 2004. Riproduzione delle opere in nero . 8vo. pp. 46. . Ottimo (Fine). . . .
Torino, Edizioni d'Arte Fratelli Pozzo, 1967, in-8 grande quadrato, tela editoriale, sovraccoperta a colori, custodia in cartone, pp. [200]. Con 178 illustrazioni, in nero e a colori. Invio autografo di Primo Conti sulla prima carta di guardia. Ottime condizioni.
Testi critici e documentazione di Enrico Crispolti, Lamberto Pignotti, Cesare Vivaldi. Biografia e bibliografia essenziale. Numerose ill. in nero e colori. Biografia e bibliografia . 8vo. pp. 120 circa. . Molto buono (Very Good). . . .
In 8, cm 22 x 21, pp. (120) con moltissime illustrazioni nel testo in nero e colori. Importante la documentazione dell'attivita' editoriale e culturale in particolare legata al periodo futurista (Il Centone, Dinamo Futurista, La raccolta ecc.). brossura editoriale con mancanza dell'angolo inferiore al piatto anteriore.
Catalogo della mostra di Firenze, Palazzo Strozzi, aprile 1962. Con 52 tavole di cui 13 a colori . 8vo. pp. 136. . Ottimo (Fine). . . .
Roma, Galleria "Il Babuino", 6 - 26 marzo 1965. Pieghevole in cartoncino marrone (+ invito) con tasca interna in cui è inserito il testo su 4 facciate. Con una tav. a col. applicata.
In 4, cm 30 x 28, pp. (22) con 178 tavole fuori testo in nero e a colori, (18). Tutta tela editoriale con sovraccoperta e cofanetto. Elegante catalogo dedicato alla produzione di questo artista futurista a partire dal 1914 fino agli ultimi lavori del 1965.
In 8, cm 21 x 27,5, pp. (24) con 55 tavole fuori testo in nero e a colori. Brossura editoriale con sovraccoperta. Catalogo della mostra tenutasi a Firenze a palazzo Strozzi nell'aprile 1962