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Prima edizione. Esemplare numero 662 (di 5000), in ottime condizioni di conservazione, con timbro di provenienza «LM» dalla biblioteca di Luce Marinetti, figlia dell’autore. Rara raccolta di prose e poesie d’avanguardia, pregiata dalla bella copertina e dall’impaginato modernissimo. Cammarota, Marinetti, 179
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. LIEVI SEGNI DEL TEMPO. FIRMA A PENNARELLO IN ANTIPORTA; PER IL RESTO PERFETTO. Per documentare i rapporti intercorsi in passato tra cinema e cultura - tema che gli è familiare fin dalla pubblicazione di "Gli Intellettuali e il cinema" - Mario Verdone presenta, in questo saggio, oltre cinquanta testi inediti o rari del periodo dell'avanguardia storica. Informazioni bibliografiche Titolo: Poemi e scenari cinematografici d'avanguardia Collana: Volume 2 di Officina tre Curatore: Mario Verdone Editore: Roma: Officina, 1975 Lunghezza: 399 pagine; 24 cm; ill. Peso: 700 gr. Soggetti: Cinema, Movimenti d'avanguardia, Saggi, Zavattini, Pierre-Albert Birot, Rafael Alberti, Guillame Apollinaire, Nicolas Beauduin, Carlo Belli, Francesco Cangiullo, Remo Chiti, Egische Ciarenz, Bruno Corra, Salvador Dalì, Gabriele D'Annunzio, Fortunato Depero, Sergej Esenin, Robert Desnos, Moussinac, Ivor Montagu, Alberto Cavalcanti, Cineasti, Novecento, Futurismo, Sperimentalismo, Arte, Moholy-Nagy, Marinetti, Majakowskij, Rolland, Rognoni, Federico GARCIA Lorca, Anna Gobbi, Masereel, Pippo Oriani, Critica, Spettacolo, Teatro, Poesia, Letteratura, Prévert, Picabia, Dziga Vertov, Scaparro, Shiffer, Serandrei, Hindemith, Settimelli, Soupalt, Vann'Antò, Vasari, Veronesi, Méliès, Eisenstein, Munari, Ruttmann, Prampolini, Sartoris, Balazs, Montagu, Pabst, Alexandrov, Indipendenti, Film, Storia, Critica cinematografica, Melomane, Poemi nello spazio, Prosa, Parole in libertà, Parolibere Parole e frasi comuni Alberto Sartoris alza Anna Gobbi arriva automobili avvicina Babaou bacia bianca Bruno Corra Bruno Munari Buster Keaton casa cerca Charlot cinema città colori Congresso corre d'avanguardia davanti dietro donna dramma Dziga Vertov Eisenstein Elena fanciulla film films finestra folla fondo Fortunato Depero francese futurista Georges Méliès getta Gioconda giornale giorno girare guarda guardie bianche Inquadratura Jacques Prévert Keaton L'AMMIRAGLIO l'uomo lavoro letto Luigi Veronesi luna Mac Rebour macchina Maiakovski Manichino MARIA TERESA Marinetti Masereel meccanica mente mezzo Miss Gonej Mister Mac-donald Mister Snowden Mistress Snowden Molotov Moussinac movimento Mulay Bey musica Natascia Nazarov nero Nina Sereni notte nuovo occhi operai passa piccolo Pierre Albert-Birot pittore poeta porta Prampolini pubblico pulce quadro ragazza Rapido passaggio Raun realizzato Roberto rosso Rybintzev Rybintzeva Sacar Sakhovoj sale salta Sarraz scena scenario schermo Sedora Settimelli signora sorriso Sportiva STANISLAO strada tavola teatro testa uomini uomo uova vede velocità verso Volan Walter Ruttmann zione
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare, eccezionalmente pulito all’interno e ben conservato anche alla copertina (uniforme brunitura; dorso rinforzato con supporto in carta simile; piccole mancanze a testa e piede) e pregiato da bella dedica autografa dell’autore vergata in grande alla terza pagina: «a G. Perinello | con affetto | Aldo Palazzeschi | Firenze 31 Dicembre 1913». Si tratta probabilmente del compositore Carlo Perinello (1877-1942), che nel 1939 musicò «Tre canzoni su parole di Aldo Palazzeschi». «Caro collega, ho ricevuto con vivissimo piacere i vostri poemi, e, guidato da un infallibile istinto, ne ho intrapresa immediatamente una lettura attentissima. | I vostri poemi mi hanno vivissimamente interessato per tutto ciò che rivelano in voi di non ancora espresso e di sicuramente originale. Vi è — nel vostro volume — [...] un odio formidabile per tutti i sentieri battuti, e uno sforzo, talvolta riuscitissimo, per rivelare in modo assolutamente nuovo un’anima indubbiamente nuova». Così Marinetti, al principio del 1909 (il curatore del carteggio data presuntivamente a maggio), risponde all’invio dei «Poemi» da parte di Palazzeschi: stampato in sole 250 copie a spese dell’autore, sotto le cure fittizie del «Cesare Blanc» che era poi il nome del suo gatto, rappresenta di fatto la raccolta d’inaugurazione della stagione futurista dell’autore, arruolato definitivamente nell’ottobre dello stesso anno e da lì fino al 1914 colonna portante del gruppo dei ‘poeti futuristi’. Impaginato con gusto preraffaelita, ricorda moltissimo nel formato e nella concezione l’opera prima, quei «Cavalli bianchi» tirati in sole cento copie e così acerbi sotto il profilo poetico. Nei «Poemi», invece, c’è già un Palazzeschi piuttosto maturo, apprezzato, tra gli altri, da Marino Moretti («Ci sono delle poesie in questo libro per le quali io vado pazzo addirittura», ) e Corrado Govoni, la cui poetica è mirabilmente sintetizzata nel componimento d’apertura «Chi sono?» (uno dei più antologizzati della storia della letteratura italiana del Novecento): l’autore nega di essere poeta mentre pubblica una raccolta di «Poemi»; nega di essere pittore mentre illustra la suddetta raccolta con un suo disegno; conclude dunque col saltimbanco, aprendo la strada che culminerà nel manifesto futurista del «Controdolore». -- «Sulla copertina naïve, disegnata dallo stesso Palazzeschi, si accampano come in un libro di fiabe tutti gli oggetti del suo surreale repertorio poetico» (Dal Vate al Saltimbanco, p. 187). Echaurren, Futurcollezionismo, p. 21-ss; Gambetti, Preziosi del Novecento, p. 35; Dal Vate al Saltimbanco, p. 187-90 n. 209
In 4° piccolo; 175, (1) pp. Brossura editoriale con piccolo restauro al margine basso del piatto anteriore e al dorso. Prima edizione di questa raccolta poetica del celebre poeta, critico, teorico dell'arte e drammaturgo polacco, nato a Cracovia il 3 maggio 1891, morto a Varsavia il 9 novembre 1969. Fondatore della rivista Zwrotnica (Lo scambio) si oppose alla poetica del gruppo Skamander (che pubblicava l’omonima rivista), fu tra i massimi teorici del movimento poetico dell’avanguardia costruttivista polacca influenzando notevolmente l’opera di Julian Przybos, Jan Brzekowski e Jalu Kurek. Nato da una famiglia di avvocati ebrei si convertì in giovane età al cattolicesimo passando diversi anni della sua giovinezza in Spagna. “Muovendo da una visione ottimistica della civiltà moderna, P. ha elaborato una concezione razionalistico-costruttivista della poesia, intesa come rigorosa organizzazione intellettuale del materiale linguistico, in cui occupano un posto chiave la metafora, una funzione nuova del ritmo e della rima”. La sua poesia è incentrata sulle le “3xM” città, masse e macchine (in polacco miasto, masa, maszyna) che divenne, fra l’altro, il motto dei costruttivisti. La sua teoria della poesia respinse la linea melodica, il versetto sillabato ed il verso libero era consentito solo per quelle metafore che potevano essere interpretate in modo chiaro. Peiper, come i futuristi, si allontanò dalla tradizione poetica, perché a suo avviso, l'incontro con la nuova realtà non poteva avvenire usando i vecchi schemi. Difese un difficile linguaggio nella poesia, perché il poeta non può chiamare direttamente stati ed emozioni, come fa la prosa. Quella qui presentata è la prima edizione della raccolta completa dei lavori costruttivisti di Peiper e contiene oltre alle tre opere “Z”, “Zywe linie” e “Raz”, una serie di componimenti apparsi su “Zwrotnica”, “Telegram” e “Almanach Nowej Sztuki”. Di grande importanza è il testo critico che Peiper antepose alla raccolta, qui pubblicato per la prima volta che raccoglie la teoria estetica e poetica di Peiper. Il testo è a volte stampato in orrizontale a volte in verticale. Rif. Bibl.: NuNukat, Katalog zbiorow Polskich Bibliotek Naukowych, n° zz2002920499.
in 16, pp. 355, (1), broch edit. riquadrata a due colori con fregio. Prima edizione di questo poema dal titolo originario: ''Rettangoli di pellicole sonore''. L'autore, dopo aver conosciuto Marinetti, fu tra i primi a firmare il Manifesto dei Futuristi. Esemplare intonso, in perfetto stato di conservazione, con lunga dedica autografa dell'A. all'occhietto datata ''Al caro ed eletto vicino Maestro Lino Ennio Pelilli...Natale 1940''.. Cfr. Cammarota, Futurismo, 68.33. Gambetti-Vezzosi, Rarità bibliografiche del Novecento italiano, p. 149. Spaducci p. 68..
Prima edizione di questa raccolta. Cfr. Cammarota, Futurismo, 68.33. Esemplare intonso, in stato di nuovo.
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare n. 66 per Nelson Morpurgo, ben completo della firma autografa dell’autore. In condizioni più che buone, è lievemente scolorito ai piatti, brunita ai bordi e con residuo di ruggine alla graffetta. Rarissima placchetta tirata in soli 150 esemplari ad personam numerati e firmati dall'autore, stampate su carta azzurra. Cammarota, Futurismo, 68.32.
Edizione originale. Ottimo esemplare. Rarissimo. «Edizione fuori commercio stampata dalla Centrale Futurista per la distribuzione di aeropoesie di guerra ai ‘combattenti di terramarecielo’, a cura del Gruppo Futurista Savarè di Corrado Forlin» (Cammarota). Notevolissimo reperto del tardo futurismo, ancora vivace come al tempo di Zang tumb: paroliberismo guerresco in formato volantino (come le ‘gloriose’ Notti filtrate di Mario Carli). Uso disinvolto ed efficace di maiuscoli, onomatopee, assenza di punteggiatura, spaziatura: «Alla platea dei trinceroni si uniscono i palchi delle caverne in pendio e i loggioni dei fortini / Gdannnn vvv la fanteria cerca cerca reticolati con piccole armi diaboliche gdannnn vvvvv gdannnn vvvvv non trovarli ricominciare gdannnn vvvvv saltano ad un tratto i cavali di frisia vanno in paradiso tra piccole nuvole gialle [....] Dalla vallata si levano preghiere di madri spose bimbi musica penetrante che IMPONE la sua potenza alle bocche di fuoco canalizzate». -- Al verso l’immagine/firma dello Scurto, quella specie di giullare stilizzato che sorride triangolarmente e strizza l’occhio, opera di A. Rubino. In calce di p. [2] l’annuncio pubblicitario “Leggete il nuovo romanzo di IGNAZIO SCURTO di prossima pubblicazione: - ‘UOMO CHE VOLEVA AMARE’ -“. Cammarota, Futurismo, 433.9
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare n. 197/500, in più che buone condizioni, dalla collezione futurista di Giampiero Mughini, pregiato da lunga dedica autografa dell’autore alla prima carta: «II copia per Lavagna Don nonché al traduttore nordamericano cioè Newyorkese vero? FARFA» (tracce di sporco tipografico in copertina, normale brunitura delle carte interne). Rara edizione tirata in sole 500 copie numerate: si contano cinque esemplari nel censimento ICCU, cui OCLC aggiunge altre due copie negli Stati Uniti, al MoMa e alla Beinecke Library di Yale. Raffinato libro d’artista composto graficamente da Giovanni Acquaviva e ornato da una bella composizione testuale di Farfa in copertina: il testo è stampato in color sanguigna al solo fronte delle pagine, con i versi separati da una spaziatura verticale amplissima (da un minimo di 4 a un massimo di 12 per pagina) e la raffigurazione stilizzata di una palma sintetica futurista che ricorre come ornamento sfalsato su apposite pagine vuote. Contiene il poemetto di Farfa, una delle sue opere più importanti dopo la raccolta-opera omnia «Miliardario della fantasia» (1931), che gli valse il premio di «poeta-record nazionale». Con il «Poema» Farfa concorse al Premio Pallanza, poi vinto da Renzo Pezzani, ma alla cerimonia di assegnazione fu Farfa il vero mattatore della serata, riuscendo a conquistare l’intera platea, assolutamente passatista, grazie alla geniale teatralità e potenza della propria declamazione, al punto da spingere più d’un membro della commissione a chiedere la revisione del verdetto o almeno l’assegnazione ex aequo (si veda G. Farris, Per un epistolario Farfa-Acquaviva, in «Resine» 119-121: Noi miliardari della fantasia, I-III trimestre 2009, pp. 187-236). Il volume reca una dedica a stampa in epigrafe «A Giovanni Acquaviva | ad Angelo Barile | con me | cercatori di poesia». Cammarota, Futurismo, 195.4; Fanelli e Godoli, Il futurismo e la grafica, p. 20 img 12
Edizione originale. Ottimo esemplare. Raccolta di poesie: «Queste diciannove Sinfonie psichiche, sognate prima e compiute durante la guerra, escono solamente ora. Le pubblico sotto l’egida dell’antica gloriosa bandiera di “Poesia”. La quale, dirò quarantottescamente, da buon lombardo, è sempre stata la più bella. Io ho troppo scritto in versi e in prosa: lo riconosco [...]» (dalla prefazione). Cammarota, Futurismo, 68.18
1906Y93692Milano, 1906 48 + [12] pp., original 1906-edition, original softcover illustrated by Alberto Martini, stapled, few foxing on cover and edges, in oblong (26x28cm.), text and interior clean and bright, good condition, [contains a.o. MAUCLAIR Camille: Harmonies en gris et noir (pp.1-4) // MARINETTI F.T.: A la mémoire glorieuse de Jean Lorrain le voilier condamné (pp.14-17) // and other poems by Arthur Symons, Stuart Merrill, Diego Angeli, Salvador Rueda, Jules Bois, Neera, Albert Boissière, etc.], This rare periodical was founded and directed by Marinetti, founder of the futurist mouvement, and was published from 1905 till 1909, Y93692
Edizione originale. Ottimo esemplare in barbe. Saggio letterario e appendice di versi satirici. Salaris, Bibliografia, p. 106b
Firenze, Editore l'Autore, 1933, in-8 piccolo, br. edit., pp. 42, [6]. Invio autografo dell'autore al verso della cop. ant.: "Al prof. Arnaldo Bonaventura futurista simpatizzante. Firenze Dicembre [1]932". Il volumetto è una filippica contro il futurismo. Ottime condizioni.
In-16 (Cm 19,9 x 13,8), pp. 42-4, brossura editoriale. Cfr. Salaris p. 106. Millimetrico strappetto alla br. Firma di possesso all'ultima p. OTTIMO
19 cm, br. edit; pp. 119, bella dedica autografa dell'Autore all'occhietto
MOVIMENTO FUTURISTA PLASTICA MURALE PER L'EDILIZIA FASCISTA IN ITALIA E IN AFRICA. , EDIZIONI FUTURISTE DI POESIA 1936, Edizione originale della rivista sulla 2?? Mostra Nazionale Di Plastica Murale per l'Edilizia Fascista in Italia e in Africa, catalogo originale dell'esposizione ott-nov 1936-XV ai Mercati Traianei di Roma. In copertina cartonata ruvida rosa stampata in nero ai piatti con dorso lievemente scolorito, pinzatura con accenni di ruggine, caratteri in stile futurista, antipagina con dedica scritta e firmata dal Presidente della Reale Accademia d'Italia F.T. Marinetti. Interni puliti privi di segni o marcature, pagine imbrunite ma fruibili, rilegatura integra. In Direttorio Prampolini e De Filippis, Presidente F.T. Marinetti. Contiene il Manifesto "La Plastica Murale Futurista" sottoscritto da Marinetti e da una lista numerosa di futuristi; "Funzionalit?? architettonica del polimaterico" di Prampolini; il Regolamento dei Concorsi di Plastica Murale; Il Salone delle Realizzazioni di Plastica Murale alla cui pag. 14 ?? applicata la striscia integrativa che annota l'opera "Sintesi del Dopolavoro" di Monachesi-Tano riprodotta alla pagina 15; Il Catalogo per ordine alfabetico dei trentotto artisti futuristi partecipanti au quattro temi dei due concorsi; Sala dei pittori futuristi combattenti in A.O. Presenti numerose riproduzioni di opere di Fillia, Prampolini-Oriani-Mino-Rosso, Benedetta-Ambrosi-Tato, Andreani-Favalli, Monachesi-Tano, Carmassi. La rivista si conclude con la riproduzione di una serie di 15 tavole reclamizzanti le ditte partecipanti agli allestimenti della Mostra. Esemplare non comune in pi?? che buone condizioni Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 49<br>
ABE-1751797653145TIRAGE ARGENTIQUE NOIR ET BLANC-9,7 CM X 14,5 CM-VERS 1930-DOS MUET-FAIT PARTIE D'UN ENSEMBLE CONSACRE A CET ARTISTE-(DG625)
Milano, Galleria "L'Annunciata", 9 giugno - 1 luglio 1962, in-8, br., pp. (7). Con 6 ill. in b.n.
16° (CM. 19,5), BROSSURA FIG. A COLORI, PG. XIX (1) 206 (2), "INVITO ALLA LETTURA" DI L. VINCA MASINI, BUONO STATO. (C)
Edizione originale. Più che buon esemplare, quasi ottimo, appena brunito ai piatti, normalmente scurito al dorso e segnato lungo i fascicoli, con la usuale sfrangiatura all’unghia di copertina; pagine normalmente brunite ma integre e pulite; indicazione di «5° migliaio» in quarta di copertina. Unico libro pubblicato in vita da Boccioni, opera capitale e summa della pittura futurista nel suo momento “eroico”. Marinetti era solito regalare una copia di questo libro ai giovanissimi futuristi, come fosse la Bibbia del movimento; nel 1924 indicava a una di queste nuove leve, inviando il volume: «Conservalo con cura (Edizione quasi esaurita)». Imponente l’apparato iconografico: 51 opere nelle nitidissime fotografie in bianco e nero dello stabilimento fotografico “Achille Ferrario” — storico fotografo milanese specializzato in opere d’arte (tra le altre cose documentò il restauro del cenacolo leonardiano del 1906-1908). L’iconico ritratto fotografico di Boccioni su carta patinata in apertura del volume è invece opera del grande ritrattista Emilio Sommariva. Sull’ultimo numero dell’anno I di «Lacerba» (I,24, 15 dicembre 1913) era uscito l’articolo di Boccioni sul «Dinamismo plastico», che è l’argomento all’ordine del giorno tra gli artisti futuristi: Boccioni ne parla in molte conferenze tra fine 1913 e inizio 1914, mentre costruisce assieme al suo editore, Marinetti, «Pittura scultura futuriste», la raccolta degli scritti teorici, tutti convergenti verso il dinamismo plastico. Il libro è già fuori nel febbraio 1914, reclamizzato su «Lacerba» e sugli altri organi di comunicazione del movimento (tra i quali il catalogo della mostra Roma: Sprovieri, febbraio-marzo 1914). Cammarota, Futurismo, 40.1
Edizione originale. Ottimo esemplare. Raro scritto sull’«arte moderna» datato in calce «Marina di Pisa, 27 luglio 1918», con numerosi ed acuti riferimenti all’arte contemporanea e all’avanguardia, soprattutto futurista. Ebbe a dirne l’autore, ricordano l’evento nel 1947: «Posso vantarmi di essere stato uno dei primissimi a parlare con rispetto e con comprensione di artisti come De Chirico e Carrà [...]. In una specie di conferenza tenuta al Casino di Viareggio (io entrai alla ribalta in abito grigio e camelia rossa all’occhiello dopo che era uscito dalle quinte Spadaro) illustravo l’opera di pittori che avevano esposto al foyer del teatro, allora ignoti o quasi e ora celebri e ricercatissimi, De Chirico e Carrà fra gli altri. Nel loggione con gli altri pittori era il povero Lorenzo Viani, che venne ad abbracciarmi, brillo più che mai, fra gli applausi del pubblico. Questa conferenza, ora introvabile, fu stampata in opuscolo col titolo di “Pittura Moderna”» (Prose e articoli di Filippo De Pisis, Milano 1947, p. 7). -- «A Firenze, il 25 agosto 1918, De Pisis tenne una conferenza all’Università Popolare di commento alla mostra allestita al Teatro Casino di Viareggio a cui erano presenti De Chirico, Enrico Prampolini, Primo Conti, Carrà, Lorenzo Viani e Fortunato Depero, che aveva contribuito con un numero ingente di opere, tra le quali “Costumi dei balletti russi”, “Ritratto di Clavel” e le Illustrazioni per una novella di Clavel. Riferendosi alle opere esposte, delle quali si accingeva a fornire una carrellata, egli individua alcuni saggi di artisti che reputa riconducibili alla corrente futurista» (Picello, Ricezione del futurismo nella Ferrara di Filippo De Pisis, in Sinestesieonline n. I/2, set.-ott. 2012: 93-106, p. 104s.).
In-8°, legatura in brossura editoriale, pp. 318 e 8 di catalogo editoriale. Piccole rincollature al dorso senza perdite e altre tracce del tempo alla brossura. (Non comune e ricercato)
in-16, pp. 318, (2), 8; broch. edit. (dorso abilmente restaurato). Quest'opera rappresenta un'evoluzione della poetica metafisica di Carrà, che si risolve in una estrema semplificazione formale fino a un reale prosciugamento degli elementi compositivi. Carrà fu pittore italiano tra i più significativi della prima metà del '900, aderì al Futurismo e poi alla corrente metafisica. Il distacco dal Futurismo avvenne nel 1916, quando diede avvio con De Chirico alla pittura metafisica, è pertanto curioso notare come in quest'opera De Chirico non venge menzionato poiché l'A., dopo il breve sodalizio iniziale, entrò in rotta con lui. Edizione originale; qualche restauro al dorso ma nel complesso esemplare ben conservato, intonso.. Asor Rosa p.126; Falqui p.. 92..
In-8°, pp. 318, 8 di cat. editoriale, brossura ediotoriale. Edizione originale. Piega e leggero strappo all'angolo inferiore esterno bianco di pag. 141 e 143. Esemplare in barbe. La Pittura Metafisica è uno dei grandi contributi dell'Italia alle avanguardie storiche del '900, passaggio indispensabile per la nascita del Surrealismo. In quegli anni si stava affermando il Futurismo e la Pittura Metafisica era l'esatto contrario. Nel futurismo è tutto dinamismo e velocità; nella metafisica predomina l'immobilità più assoluta. Nella pittura Metafisica c'è una evidente carica di suggestione, ricca di atmosfere magiche ed enigmatiche, dove si "vede" il silenzio più assoluto. Il primo a seguire l'esempio Metafisico è Carlo Carrà che, appassionato futurista, incontra De Chirico nel 1917.
Prima edizione. Buon esemplare, bruniture sparse. Celebre saggio, summa teorica del pensiero post-futurista dell’artista. Diz. Fut., p. 224b