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Seconda edizione «interamente riveduta e ampliata», in elegante veste editoriale, con belle fotoriproduzioni di opere. Saggio apprezzato dai futuristi. Cfr. Cammarota, Futurismo, 469.2; Diz. fut, p. 1183a-b. Esemplare in buono stato, sovracoperta restaurata.
Numerose illustrazioni in nero (opere di Giacomo Balla, Ardengo Soffici, Fortunato Depero, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Mario Mafai, Corrado Cagli, Mario Sironi, Massimo Campigli, et al.) . 8vo. pp. 236. . Ottimo (Fine). . . .
Mm 170x240 Catalogo della Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma. Volume rilegato di pp. 99+CIX tavole in bianco e nero, sovraccoperta editoriale illustrata a colori con piccoli strappi ai margini. In buono stato per il resto. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-8°, pp. XIX, 206, brossura editoriale figurata.
br. "È questo un testo capitale nella storia delle avanguardie artistiche del Novecento. È un testo che si pone con una propria fisionomia accanto a quelli di Kandinsky, Malevi?, Mondrian. Il senso generale che se ne può enucleare è quello, nello sfacelo dei valori ottocenteschi degenerati, alla cui rovina Boccioni stesso collaborò come ogni altro artista d'avanguardia, di un artista che ha saputo intuire il pericolo del frammentismo impressionistico da una parte e dell'arabesco della pittura pura dall'altra. Per questo il suo sforzo creativo e teorico ha coinciso con la ricerca di un centro che sostituisse il crollo dei vecchi valori con una concezione unitaria che rinsanguasse con un contenuto nuovo il puro plasticismo. Nel suo pensiero lo «stato d'animo plastico», rimedio al rischio di «perdersi nell'astrazione», doveva essere proprio questo centro: «Il riassunto definitivo di tutte le ricerche plastiche ed espressionistiche». Non solo quindi una sintesi dei valori formali divisionisti e cubisti, ma anche dei valori emozionali: «È l'emozione» egli scrive «che dà la misura, frena l'analisi, legittima l'arbitrio e crea il dinamismo». Come si vede siamo assai lontani da quell'«estetica della macchina» ch'era stata enunciata da Marinetti. La tendenza di Boccioni era più ricca e complessa. L'elemento alogico, intuizionistico di Boccioni, nelle sue opere più tipiche, si rivela come una sorta di ebbrezza drammatica che rompe i limiti angusti di una concezione positivistica, pur mantenendo un corposo rapporto con la realtà. Oltre le sue contraddizioni, in Boccioni era soprattutto viva l'urgenza di essere un artista presente nell'ansioso dramma della vita moderna, non in maniera esterna, estemporanea, ma come un lievito attivo. Questo era il modo per essere dentro la realtà in atto, un modo che poneva nuovi e più ardui problemi d'espressione. Ma questo, caduta ogni altra circostanza negativa, è appunto il nucleo più autentico e fruttuoso del primo Futurismo, che in Boccioni ha avuto senz'altro il suo esponente più alto." (Dallo scritto di Mario De Micheli)
Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco e pulito, intatto anche alle ampie unghiature della copertina: particolarmente raro così. Raro e fondamentale saggio militante futurista, prefato dal fratello Corra e pregiato da un bel disegno dell’autore nel testo e da una notevolissima copertina realizzata in xilografia da Ginna stesso: «Il tratto ruvido dell’incisione su legno offre qui il senso di un’esplosione, mentre motivi analoghi resi nel tratto pulito del disegno a china, come sulle altre copertine della collana diretta dalla moglie Maria Ginanni, risultano meno efficaci. Il dotato illustratore fiorentino, a quanto ne sappiamo, non tornerà a cimentarsi con le sgorbie e i bulini, e la copertina del suo pamphlet rimane un felice unicum nella pur densa e sfaccetta ta produzione editoriale riconducibile al genio dei Ginanni-Corradini» (Coronelli, L'incisione nell'editoria futurista, in: Il segno dell'avanguardia, 2018, p. 89b). Cammarota, Futurismo, 237.6 e ripr. p. IV n. 7; Il segno dell’avanguardia (cat. Lucca 2018), n. 115
Catalogo originale. Ottimo stato di conservazione. Raro catalogo della collettiva 6–20 marzo 1931 al Circolo artistico di Trieste. Parteciparono Ballelica, Benedetta, Cocchia, Crali, Dalla Baratta, D’Anna, Depero, De Giorgio, Diulgheroff, Dormàl (il più rappresentato con 12 opere), Dottori, Fillia, Lepore, Lupieri, Müller Denes, Oriani, Peri, Pozzo, Prampolini, Sgaravatti, Tato, Voltolina. Sanzin è l’organizzatore e il curatore dell’apprezzabile veste grafica del catalogo. Contiene la parolibera di Sanzin «Programma di vita», il «Manifesto dell’aeropittura» (firmato dal solo Marinetti), 12 belle tavole b.n. (Tato, Lancio paracadute, Aeroplani; Dormàl, Acqua mossa, Solitudine mistica, Casa in costruzione; Dalla Baratta, Danza-Sensazione, Ritratto del pittore Dormàl; D’Anna, Salto in alto; Voltolina, Tram; De Giorgio, Garage con ascensori esterni, Studio per una villa; Sgaravatti, Guardia svizzera). «[...] l’iniziativa costituisce un importante momento d’incontro fra artisti del triveneto (significativa la presenza del gruppo padovano di Dormal) e nazionali (Tato, Dottori, U. Pozzo, Prampolini, Benedetta, Fillia, Diulgheroff)» (Diz. Fut.). Nuovi archivi del futurismo, I, 1931/6; Salaris, Storia, p. 244 (con ripr.); Diz. Fut., p. 1034a
ill., br. "Pippo Rizzo. Dialoghi futuristi" raccoglie saggi di illustri storici dell'arte sulla vita e l'opera di Pippo Rizzo (Corleone, 1897-Palermo, 1964), fondatore del futurismo siciliano, e sui suoi rapporti con i maggiori esponenti del futurismo italiano come Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Fortunato Depero. Impreziosisce il volume il contributo di Enrico Crispolti, uno dei più importanti critici d'arte italiani. Curato da Giulia Gueci e Sergio Troisi, in collaborazione con l'Archivio Pippo Rizzo e pubblicato in occasione della mostra palermitana promossa dalla Fondazione Sicilia (Villa Zito, luglio-settembre 2018), il libro è arricchito da tavole a colori, documenti autografi, opere, bozzetti decorativi e oggetti di arte applicata (di Pippo Rizzo, Giacomo Balla, Paolo Bevilacqua, Vittorio Corona, Fortunato Depero, Renato Guttuso, Filippo Tommaso Marinetti, Giovanni Varvaro) che ne rendono indispensabile la consultazione da parte di coloro che intendono approfondire l'opera di Pippo Rizzo, il futurismo siciliano e la stagione futurista in Italia. Saggi di Enrico Crispolti, Davide Lacagnina, Antonella Purpura, Eva di Stefano, Sergio Troisi, Federico Zanoner, Giulia Gueci.
(Codice BN/2796) In 4º (33,5X24 cm) 424 pp. La grafica sovietica nelle arti figurative e applicate, nell'architettura e nel design industriale. Rassegna illustrata con 1282 immagini a colori e in nero. Testo in russo. Brossura editoriale, ottimo stato. // First edition, scarce. Original printed wrappers. A fine copy, ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
ill., br. Nel 1931 viene pubblicato in Italia il Manifesto dell'arte sacra futurista. Dissacrante e tagliente, come sempre, fu presto attaccato per il contrasto con il corrente gusto estetico e per espressioni irridenti la devozione. Pur ribadendo Marinetti l'anticlericalismo, l'attenzione per il sacro rappresenta un allineamento al Concordato fra Stato e Chiesa del 1929. In realtà, l'arte sacra era già praticata da alcuni futuristi, caratterizzandosi per esempi di deciso rinnovamento di un linguaggio ormai obsoleto. Il Futurismo, la cui religione era stata per anni quella del progresso e della macchina, si accorge di essersi spinto oltre i confini del tempo e della materia, là dove solo lo spirito può aleggiare. La Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra e il Ministero degli Esteri italiano, anche in vista del Centenario della fondazione del Futurismo (1909), presentano questa mostra, la prima nel suo genere, che consente un'ampia rilettura di questo sviluppo futurista fino ad ora poco studiato e conosciuto, attraverso le opere dei maggiori esponenti del movimento attivi all'epoca, a partire da Giacomo Balla, Fillia e Gerardo Dottori.
Catalogo della mostra tenutasi presso l' Estorick Collection, Londra 26 settembre - 23 dicembre 2007. Testi di Renato Miracco, Massimo Duranti, Christopher Adams. Schede delle opere a cura di Antonella Pesola, Andrea Baffoni e Matilde Galletti. 45 illustrazioni a colori, alcune in bianco e nero. Catalogo delle opere esposte. Biografie e Bibliografia. Edizione in italiano e in inglese . 4to (cm 30 x24). pp. 128. . Molto buono (Very Good). . . .
Edizione originale. Ottimo esemplare (piccole ma diffuse fioriture alle pagine interne, che non pregiudicano la complessiva ottima conservazione del volume) Raro libro d’artista e capolavoro assoluto del paroliberismo figurativo. Nella «Bibliografia di Francesco Cangiullo» (2007) Domenico Cammarota precisa: «[...] tiratura di 1500 copie, e non di 20000 come scritto in quarta di copertina». Qualche anticipazione era apparsa l’anno precedente sulle «Due pagine futuriste» di «Vela latina». L’autore, geniale napoletano arrivato al futurismo dalla gavetta nella tradizionale canzone pop campana, con questo libro arriva ad esiti figurativo-concettuali di chiara portata dadaista — indipendentemente da quanto andavano elaborando i veri e propri dadaisti in Francia e in Svizzera, proprio in questi anni. «Nella storia letteraria, non solo italiana, del secolo, Francesco Cangiullo rimarrà protagonista e innovatore di primissimo piano per quattro tappe fondamentali, tre poetiche — “Piedigrotta”, “Caffèconcerto”, “Poesia pentagrammata”, di fondamentale peso per lo sviluppo della poesia sia visuale che sonora — e una teatrale in collaborazione con Marinetti, il “Teatro della sorpresa”. [...] Con questo grande poema parolibero Cangiullo sviluppa, quasi in simultanea col Marinetti di “Zang-Tumb-Tumb”, gli assiomi della poetica futurista […] approdando alla costruzione della pagina poetica in “tavola parolibera”, struttura a diversi piani realizzata con acutissimo spiritato senso plastico-grafico […]. Così. la grafica esplode in fonemi pirotecnici rispecchianti la festa napoletana in perfetta analogia visuale. Ma tale pur eccezionale risultato verbotettonico si risolve in rigorosa optofonia, in spartito sui generis per l'esecuzione declamata. […]. Non a caso esso fu il centro di due famose serate al salone dell’Esposizione Futurista Permanente in Roma, il 29 marzo e il 5 aprile 1914, serate che anticiparono nello spirito e nei risultati quelle dadaiste al Cabaret Voltaire del 1916. […] “Pedigrotta” è il poema più bello mai dedicato da un poeta a Napoli. Ove fallirono Di Giacomo e Benedetto Croce, Cangiullo riesce a farne il capolavoro della folla napoletana, protagonista ossessiva nella sconcertazione di odori rumori sapori, una sorta di futurista carme fescennino» (Arrigo Lora Totino, Francesco Cangiullo, Gall. Martano, Torino 1979, s.n.p.). Cammarota, Futurismo, 76.11; Id, Bibliografia di Francesco Cangiullo, n. 25 (che data con sicurezza 11 marzo 1916)
Firenze, ristampa Libreria Salimbeni, 1978, 8vo pp. (28)-XII. Copia n° 101.
In 8 (cm 18,5 x 27), pp. (2) + (24) numerate con le lettere dell'alfabeto + (2). Piccoli danni restaurati ai piatti. Timbro al piatto anteriore. Brossura editoriale illustrata da Cangiullo. Ritratto fotografico dell'A. a pagina 8 con dedica a Marinetti. Edizione originale del poema-partitura futurista di Francesco Cangiullo, costruito sull'universo acustico dell'omonima e chiassosa festa napoletana in chiave di provocatoria ironia avanguardista, restituito sulla pagina attraverso un'esplosione di tavole parolibere. Prima dell'uscita in volume nel 1916, nella galleria Sprovieri di Roma, nel marzo 1914, si era tenuta una delle piu' memorabili serate futuriste culminata proprio nella lettura di Piedigrotta da parte di Marinetti. Una sala illuminata da luci rosse esaltava il dinamismo di una tela sullo sfondo dipinta da Balla. Gli artisti portavano fantastici cappelli di carta: Balla aveva sulla testa un variopinto vascello, Cangiullo sedeva di tanto in tanto al pianoforte, gli altri suonavano strumenti tipici della tradizione napoletana, Marinetti declamava in una bagarre vertiginosa e caotica. Francesco Cangiullo (1884-1977) fu definito da Paolo Buzzi "re degli scugnizzi" che sposa "l'ode al lazzo". Per il critico Ugo Piscopo e' "folkloristico, clownesco, canzonettistico in chiave napoletana", il "pazzariello" che porto' la monelleria nella compagine futurista e insceno' nel 1914 i funerali di Benedetto Croce prendendo a schiaffi la grande testa del filosofo napoletano modellata in creta portata sulle spalle in processione. Cammarota, in "Bibliografia di Francesco Cangiullo", scrive "tiratura di 1500 copie, e non di 20000 come scritto in quarta di copertina". Gambetti-Vezzosi, p. Salaris, Bibliografia del Futurismo.
Mm 190x265 Esemplare n. 39 della ristampa del raro volume realizzato da Cangiullo per le Edizioni Futuriste di Poesia, Milano, 1916 - Brossura editoriale con spessa velina protettiva opaca, 28 pagine numerate dalla A alla Z + XII di presentazione a firma di Lucio Caruso, illustrazioni ed estrose soluzioni grafiche nel testo. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Collezione dei primi due numeri pubblicati. Ottimi esemplari: il primo numero intonso al taglio alto; il secondo numero con invio manoscritto a Giuseppe Prezzolini, Firenze. La brevissima esperienza di “Pickwick” — soli cinque fascicoli pubblicati dal 10 marzo al 10 maggio 1915 — rappresentò il polo del modernismo siciliano alternativo al futurismo di Jannelli, Nicastro e della “Balza”, pubblicata invece a Messina in soli tre fascicoli nel medesimo frangente, da aprile a maggio. -- Il quindicinale — animato dai «pickwickiani» Antonio Bruno (motore dell’iniziativa), Giovanni Centorbi, Giacomo D’Artemi e Mauro Ittar — si presenta come un semplice foglio delle dimensioni della mitica “Lacerba” fiorentina. Sebbene tutti i redattori sostanziano con loro contributi i fascicoli della rivista, l’autentico mattatore è Bruno, che compare anche dietro lo pseudonimo di Pierrot. I suoi «Balocchi» in formato aforis-diaristico (lo stesso stile dei «Quaderni» pubblicati postumi da Vito Sorbello per Sellerio) sono forse tra gli apici della sua produzione. Degne di nota anche le traduzioni: «Brivido d’inverno» da Mallarmé e «Giornali intimi» da Baudelaire. Tra le collaborazioni, Giuseppe Villaroel con due liriche, versi di Francesco Meriano e caricature di Telesio Interlandi. -- «I tre redattori di “Pickwick” [...] tengono sì in gran cale quelli che reputano i loro antenati letterari, da Giacomo Leopardi ai catanesi Giovanni Verga e Federico De Roberto, ma sanno che è il tempo di andare oltre e di sperimentare altro. Ritte ritte le loro antenne sono puntate spasmodicamente su quel che succede a Parigi o in “continente”. I nomi di Stéphane Mallarmé e di Arthur Rimbaud compaiono già nella prima pagina del primo numero di “Pickwick”. Al che uno dei loro abbonati, uomo colto e personaggio ben noto a Catania. si avvicina a uno dei redattori e chiede chi dei tre si celi sotto lo pseudonimo esotico di Mallarmé» (Giampiero Mughini, La collezione, p. 28).
Due volumetti 13x10 in astuccio, br. ed muta con sovrac., pp. 131 e 153, fig. in n. n.t., Strenna del Pesce d'oro per il 1974, copie numerate 1018 e 1796; volumi in buono stato, minimi segni del tempo, astuccio polveroso e con abrasioni al taglio inf.
24°, BROSSURA BIANCA MUTA CON SOVR. FIG. A COLORI, PG. (2) 131 (3), XII TAVOLE F.T. CON ILL. B.N., ALCUNE RIPRODUZIONI N.T. DI MANIFESTI E DOCUMENTI FUTURISTI, TIRATURA DI 2000 COPIE NUMERATE (NS. 1162), OTTIMO STATO, SECONDA EDIZIONE (LA PRIMA E' DEL 1958).
Strenna del pesce d'oro 1959 a cura di Vanni Scheiwiller, impresso dalla Stamperia Valdonega di Verona in 2000 copie 1 13x9,7 cm., legatura in piena pelle, 4 nervetti e titolo in oro al dorso, taglio superiore in oro, conservate copertine originali, pp. 131 (3), 12 tavole in nero, scritti di 16 autori, da Marinetti (Fondazione e Manifesto del futurismo, ecc. Parole in libert? ecc...), Critica e Informazioni, Bibliografia scelta dei Poeti futuristi, in italiano, edizione a tiratura limitata, piccole mancanze al dorso, ma buon esemplare, n. 953/2000. RARO
Mm 105x135 Edizioni limitate di 2000 esemplari numerati (nss. 975 e 637). Strenna del pesce d'oro per il 1974 - Due volumi in brossura editoriale con sovraccoperta illustrata, cofanetto rigido rivestito in velluto verde, pp. 131 +. 153 con diverse illustrazioni a piena pagina nel testo. Esemplare in condizioni eccellenti. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Due voll. in 16° (cm. 13,5) brossura bianca muta con sovracoperte in carta lucida illustrate, rispettivamente, da una Natura morta di Giorgio Morandi e da una tempera di Diulgheroff; pp. 131 (3); pp. 153 (5) entrambi con diverse ill. a piena pag. n.t. Edizioni originali di 2000 esemplari numerati (nss. 38 e 1733) ottimamente conservate. Manca il cofanetto di carta originale di custodia dei due volumi.
Mm 105x135 Strenna del pesce d'oro per il 1959. Edizione di 2000 copie numerate, il nostro è il n. 1805 - Brossura editoriale con sovraccoperta, 131 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Roma, Unione Editoriale d’Italia, 1940. In 8vo grande (cm. 24); bella copertina illustrata con “Aereo parolibero”; carte 30 + 2 + una tavola su carta patinata con ritratti fotografici di Marinetti, Scrivo, Bellanova. Lunga DEDICA autografa di Piero Bellanova “... questo irrequieto volo di collaudo futurista...”. Axs
Edizione originale, opera prima. Bell’esemplare proveniente dalla collezione Mughini. Notevole e provocatorio libro d’artista in forma di romanzo sintetico parolibero (lungo solo 15 pagine!) preceduto dal Manifesto futurista del romanzo sintetico - di cui è prima applicazione - e seguito da un Indice passatista teso a dimostrare come il romanzo sia veramenre ridotto ai minimi, essenziali termini. Cammarota, Futurismo, 26.1
In 8 (cm 17 x 24), pp. 30 + (5) con 1 tavola iniziale su carta patinata con i ritratti fotografici di Marinetti, Luigi Scrivo, Piero Bellanova. Brossura editoriale illustrata. Edizione originale del romanzo sintetico futurista di Piero Bellanova preceduto dal 'Manifesto futurista del romanzo sintetico' apparso precedentemente il 25 dicembre 1939 sul "Giornale d'Italia". Presenti anche due scritti iniziali di Marinetti, dal titolo "Collaudo", e la Presentazione di Luigi Scrivo. Se il Manifesto futurista esigeva dal nuovo romanzo svecchiatore, novatore e velocizzatore dei testi "brevissimi, attualistici, avveniristici, dinamici, simultanei", Bellanova provo' a darne una personale interpretazione con capitoli brevi e fantasiosi accorgimenti tipografici. "Una partenza acrobatica d'aeroplano faceva vedere, non soltanto nelle parole, ma nelle lettere movimentate, l'alzarsi dell'aereo e i suoi 'capitomboli' e avvitamenti acrobatici, zig-zaganti; i personaggi erano descritti con intenzioni plastiche, quasi alla Prampolini; i colori erano evocati nel blu notturno del mare, nel fanale rosso della ferrovia o dell'Alfa Romeo, e i profumi nei capelli della protagonista. L'aeroporto vibra di 'prepotenti spavalderie di motori'. La cerimonia nuziale di Adriana e di Enzo diventa un aeroviaggio di nozze. Un dettaglio da non trascurare e' l'ironico 'Indice passatista' dell'autore, cioe' la descrizione in sintesi, capitolo per capitolo, dei vari episodi, gia' condensati in quindici pagine, come invece sarebbero stati stesi in 28 capitoli da uno scrittore tradizionalista che avrebbe potuto svilupparli in un romanzone analitico non inferiore alle 700 pagine... Bruno Corra definisce Bellanova 'potente creatore d'immagini di compenetrazioni liriche e di atmosfere spirituali'. Il libro appare ai suoi recensori come 'una vera marcia di giovinezza', 'il piu' veloce dei romanzi veloci'. Guido Mazzoni ne elogia la disposizione tipografica" (Verdone, Morano, "Drammaturgia e arte totale. L'avanguardia internazionale: autori, teorie, opere", 2005, p. 74).