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16°, cm 20, pp. VIII, 133, brossura editoriale con titoli in blu e rosso al piatto, entro cornice. Ottimo esemplare, in barbe. Edizione originale. Scritti di Ugo Ancona, Alfredo Baccelli, Luigi Barzini, Antonio Campari, Gabriele D'Annunzio, Francesco Pastonchi e altri. Testo citato nella bibliografia Futurismo di Salaris.
RILEGATO IN MEZZA PERGAMENA CON TASSELLO TITOLI IN PELLE ROSSA, PIATTI MARMORIZZATI. AUTORE CONSIDERATO UN PRECURSORE FUTURISTA numero pagine: 318 formato: 20.4X12.8 stato conservazione: BUONO, LIEVI FIORITURE
Prima edizione. Ottimo esemplare, ex libris Caproni. Edizione originale in 1000 esemplari. Raccoglie i ritratti dei personaggi ufficiali del fascismo, tutti in stile futurista. La paginazione inizia dal recto della carta incollata al contropiatto anteriore, così da avere come p. 2 la prima di risguardo e via di seguito fino all'ultima incollata al contropiatto posteriore. Cfr. Cammarota, Futurismo, 454.1.
Seconda edizione. Più che buon esemplare (minimi difetti perimetrali alla copertina; firma d’appartenenza coeva alla prima carta). Ristampa su carta normale e più economica (l’originale era su bella carta ceruela), con in copertina la data all’anno successivo e l’indicazione di «3° migliaio». Il testo interno appare identico, compresa la data 1919 al frontespizio. Non comune. Salaris, Bibliografia, p. 36; Cammarota, Futurismo, 174.4
Edizione originale, prima emissione. Più che buon esemplare, internamente molto fresco e pulito, con difetti perimetrali alla copertina (piccole mancanze ai bordi, brunitura, particolarmente al dorso). Prima apparizione del libro di Dessy, molto rara. Pubblicato nella collana diretta da Maria Ginanni, a quest’altezza cronologica non più pubblicata a Firenze ma dall’editore Facchi di Milano, è uno dei titoli più difficili da trovare di queste edizioni. Fu ristampato con data 1920 su carta più povera. Cammarota, Futurismo, 174.1
Il futurismo attorno a Balla, Depero, Prampolini. Catalogo della mostra, Milano 2003. Saggio ''Il dominio della macchina'' di A. Masoero. Opere raccolte per temi: linee forza, la macchina, il paesaggio artficiale, la figura meccanica, l'animale metallico, sintesi meccanica. Tavole a colori. In appendice: schede e documenti . 8vo. pp. 94. . Perfetto (Mint). . . .
8° OBLUNGO (CM. 22X32), FASCICOLO DI PRESENTAZIONE CON INDICE E RIPRODUZIONE ANASTATICA DEI 5 FASCICOLI USCITI (DA APRILE A DICEMBRE 1920), BROSSURA FIRMATA GINNA DI DIVERSI COLORI, PG. (2) 19 (3)-48-48-48-56-79 (1), UNA TAVOLA A COLORI F.T. PER OGNI NUMERO (ECCETTO N.5-6), RIVISTA DIRETTA DA MARIO DESSY. TENTATIVO DI FAR RINASCERE LA FAMOSA RIVISTA FONDATA DA MARINETTI NEL 1905.
Manifesto di mm 440x160 stampato sia al retto sia al verso (che reca il catalogo delle “Edizioni Futuriste di Poesia”). Ottimo es. di scritto pubblicato in occasione dell’uscita de Le forze umane; ed orig. (SALARIS, 90). (lib) OK
Prima edizione. Lacerazione all’angolo alto di destra riparata, senza perdite; per il resto ottimo esemplare. Comunicato stampa, contiene un lungo articolo di Paolo Buzzi sul libro «Le forze umane» di Benedetta che sviluppa la tecnica parolibera della rappresentazione degli stati d’animo. «Volantino pubblicato successivamente alla conferenza di F.T. Marinetti alla Sorbona di Parigi il 10 maggio 1924» (Tonini). Tonini. I manifesti, 188.1
Edizione originale. Esemplare in stato di nuovo. Proveniente dalla collezione futurista di Giampiero Mughini. Layout e book concept dell’autore in stile futurista, con uso di caratteri diversi e di diversa dimensione, decorazioni geometriche, Aperitivo e Digestivo per intro e outro, una notevole Autosintesi caricaturale in chiusura di volume. -- «[In questo poema si] assume il macchinismo a tema fondamentale d'ispirazione. Le eliche dei motori, i cofani delle macchine, aerei e navi sono esaltati come i simboli per eccellenza del mondo moderno» (Diz. Fut. p. 174c) Cammarota, Futurismo, 62.3; Salaris, Bibliografia, p. 25b
Milano, 1966, in-4, br., pp. 55. Con 28 fra ill. e tavv. a col., 30 in b.n., biografia e bibliografia.
Mm 175x250 Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 390 pagine con tavole in nero fuori testo. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Edizione originale. Esemplare in più che buone condizioni (piccola mancanza al dorso; firma di possesso d’epoca al frontespizio; normale uniforme brunitura alle pagine interne). Romanzo d’avanguardia steso in forma in parte diaristica, in parte epistolare, in parte parolibera. Straordinario documento sulla malattia e sulla questione femminile e la percezione della donna al principio degli anni ’20 in Italia, composto dall’attrice Enif Angiolini sposata Robert, di Prato, che aveva fatto il suo esordio sulle colonne de «L’Italia futurista». -- La tiratura fu legata con due brossure: una prima emissione con la tipica grafica elaborata da Venna per i titoli Facchi (vedi Isola dei baci prima ed.; Madrigali e grotteschi di Corra ecc.), stampata in rosso; la presente emissione, caratterizzata da un notevolissimo disegno di copertina a colori sempre del Venna (con uno stile e un’impaginazione che ricordano da vicino l’analogo caso della seconda edizione de «L’isola dei baci»). Cammarota, Marinetti, 72
Seconda edizione. Ottimo esemplare. Ristampa a un anno scarso dalla prima edizione (aprile ’32), a differenza di quella in brossura semplice senza sovracoperta, ma con lo stesso bel disegno di Vinicio Paladini stampato questa volta sulla brossura.
Prima edizione nella rara prima tiratura. Ottimo esemplare a fogli chiusi (leggerissimo foxing alla brossura, quasi invisibile). Raccolta di racconti in raffinata confezione editoriale, con la preziosa art direction di Paladini per le Edizioni d’Italia (senza indicazione di collana, poi come collezione de «I libri del giorno»).
Edizione originale. Ottimo esemplare (minime fioriture in copertina). Raro saggio contro Giuseppe Villaroel, pubblicato dalle edizioni di F.T. Marinetti. Cammarota, Futurismo, 61.5.
Prima edizione. Ottimo esemplare, parzialmente a fogli chiusi. Non comune prima edizione nell’interessante collezione «Documenti» delle Edizioni d’Italia dirette dal giovane e brillante Armando Ghelardini, con grafica editoriale di Vinicio Paladini. Reportage del viaggio in Russia compiuto da Pietro Maria Bardi quale membro di una commissione di urbanisti, arricchito da prezioso materiale iconografico: «Le fotografie e gli schizzi di questa inchiesta sono stati riprodotti dalla collezione fotografica e dagli album realizzati dall’autore durante il suo viaggio in Russia, nel settembre dell’anno XI». L’ottica di Bardi (co-fondatore e direttore di «Belvedere» e «Quadrante») è quella di un intellettuale moderno, vicino al gusto e alle teoriche del razionalismo; nel dopoguerra, già collezionista d’arte, Bardi fondò e presiedette il Museu de arte de São Paulo.
Buon esemplare, leggermente consunto al mezzo dei fogli causa piegatura, ma senza perdite evidenti. Milano, in “Il Fascio. Organo dei fasci italiani di combattimento“ Anno I - N. 9 (Stab. Tip. Fed. Sacchetti), 1919 (18 ott.). 433x600 mm, un fascicolo di pp. 4 numerate stampate e illustrate in nero. -- Settimanale con gerente D. De Amicis. Bella testata illustrata da Firradini. Numero monografico sull’“Adunata nazionale di Firenze consacra lo sviluppo del movimento fascista. Impressioni e commenti“, tra cui la testimonianza dell’abilità oratoria di Marinetti - in una lunga colonna non firmata a pagina 2, che ’fiancheggia’ il “Discorso di Mussolini”. -- L’articolo condensa i temi toccati dalla conferenza marinettiana nel periodo dell’impegno politico futurista: anti-bolscevismo, “svaticanamento“, sostituzione del Senato con un “consiglio dei giovanissimi“, riforma della scuola in direzione non-professorale, “istituzione di mostre libere e gratuite del genio creatore [per] salvare così il dimenticato proletariato dei geniali che devono governare l’italia di domani“. A confermare quest’ultima asserzione marinettiana segue “La rivelazione di un oratore operaio“, incentrata sulla figura di tal Sommovigo. -- Interessante documento sulle origini del fascismo tra i transfuga del socialismo, gli arditi, gli interventisti e i futuristi. L’articolo precede il testo pubblicato in “Roma Futurista“ II, 45 (2 novembre 1919) e l’opuscolo elettorale a stampa “2 improvvisazioni di Marinetti” per le edizioni dell’ “Ardito” nel novembre ’19. Cammarota, Marinetti, 73.
In-8° (cm. 20,4x14,7), pp. 21/da p. 3 a p. 17 del fasc. 2, da p. 33 a p. 39 del fasc. 4).. Fasc. edit. a graffa, emblema del sarchiatore in cop. Il n. 4 ha tracce di gore e bruniture sparse.Il saggio critico di Prezzolini sul primo anno della mitica LACERBA occupa in tutto 21 pagine. Parrebbe dover continuare, ma nei fascicoli seguenti non se ne trova la continuazione!. I due fascicoli sono completi delle loro pagine pp. 68 e pp. 76, (4) e contengono inoltre: 1) Augusto MONTI. Ginnasio-Liceo Moderno (17 pagine). 2) Sciocchezzaio, Intelligenzaio, di PAPINI ecc. e i vari acuminati corsivi editoriali, 3) Giuseppe DE ROBERTIS. Da De Sanctis a Croce. 4) testi di Enrico RUTA, Adolfo OMODEO, vaste recensioni di libri di Gentile, I due fascicoli, inseparabili
5090Cahiers Dada Surréalisme, Publication de l'Association internationale pour l'étude de Dada et du Surréalisme, n° 2, Minard, Paris, 1968. In-12, broché sous couverture illustrée, 263 pp. Sur Jean Arp : I. Jean Arp ou l'enfance de l'art, par Marcel Janco. - 2. Arpanniversaire, par Michel Seuphor. - 3. Arp et la poésie, par Jacques Bersani. - 4. "Unser guter Kaspar ist tot", Leonard Forster - Dada ...
In 8°(22x17); (2), 39, (1), pp. Brossura editoriale illustrata con titoli in bianco al piatto. Numerose illustrazioni a colori. Catalogo della mostra tenutasi a bologna dal 16 settembre al 12 ottobre 2006 presso la Galleria d'arte Stefano Forni. Umberto Mastroianni (Fontana Liri, 21 settembre 1910 - Marino, 25 febbraio 1998) è stato uno scultore e partigiano italiano. Era figlio di Vincenzo Mastroianni e della seconda moglie Luigia Maria Vincenza Conte. Umberto era lo zio dell'attore Marcello Mastroianni: infatti suo padre Vincenzo aveva avuto dalla prima moglie - Concetta Conte, sorella della seconda - un figlio di nome Ottone, futuro padre di Marcello. Umberto nel 1924 arriva a Roma, dove frequenta, contemporaneamente allo studio di suo zio Domenico, i corsi di disegno dell'Accademia di San Marcello. Si trasferisce nel 1926 a Torino dove affina il "mestiere di scultore" nell'atelier di Michele Guerrisi. Nel 1930 arriva il primo riconoscimento ufficiale, il "Premio del Turismo" offerto dal Ministero della Pubblica Istruzione e, di lì a poco, le prime mostre a livello nazionale ed europeo, tra cui nel '35 la Quadriennale di Roma e l'anno seguente la Biennale di Venezia. Chiamato in guerra, parteciperà poi alla Resistenza nelle formazioni del canavese con un tale impegno che rifletterà poi nelle sue opere successive, caricandovi le istanze partorite da quella concreta lotta in nome della libertà, per arrivare alla formulazione di quella "poetica della Resistenza" riconosciutagli da Giulio Carlo Argan. A Torino riesce velocemente a trovare i primi amici e i compagni di avventura a cui resterà legato per tutta la vita: il pittore Luigi Spazzapan, lo scrittore e pittore Guido Seborga, il musicista Massimo Mila, che hanno con lui un certo fastidio verso l'élite chiusa della città, ma anche la convinzione che nella Torino industriale e casoratiana si combatteva in quel momento, la battaglia per il rinnovamento dell'arte e della cultura italiana. Per promuovere una linea alternativa tanto al "classicismo" di Casorati quanto alla posizione culturale del gruppo dei Sei di Torino ha dato vita nel 1947 insieme a Luigi Spazzapan, Mattia Moreni, Ettore Sottsass jr, Piero Bargis, Corgnati, Oscar Navarro, Vincenzo Ciaffi, Massimo Mila, Maria Luisa Spaziani, Guido Seborga al Premio Torino. Il premio i cui vincitori furono Emilio Vedova, Bruno Cassinari, Pericle Fazzini suscitò scandalo in città e durò un solo anno. Dopo la liberazione è tra i promotori di un superamento soprannazionale della cultura italiana secondo le indicazioni delle "avanguardie storiche". Nella prima metà degli anni cinquanta fa costruire, su progetto dell'amico Enzo Venturelli, la propria casa-atélier di Cavoretto (Torino). Nel 1945 vince, con la collaborazione dell'architetto Carlo Mollino, il concorso per il Monumento al Partigiano: l'opera, di considerevole dimensione, verrà successivamente collocata nel Campo della Gloria del cimitero Generale di Torino. Nel 1951 tiene la sua prima mostra personale alla Galerie de France di Parigi, la più importante in Europa. La critica straniera si rende subito conto della qualità della sua produzione e del suo significato. Il riconoscimento più alto lo consegue alla XXIX Biennale di Venezia del '58, quando ottiene il Gran Premio Nazionale per la scultura. Nel 1960 terrà un'altra mostra personale a New York alla Kleeman Gallery e nello stesso anno l'artista espone al Dallas Museum of Art. Nel 1962 Mastroianni si dedica all'incisione approntando anche le lastre per l'illustrazione di alcuni volumi come: Poeti sovietici (1964) e Vento furente (1972). Ancora nel 1962 partecipa, insieme ai più importanti scultori internazionali dell'epoca, alla mostra Sculture nella città organizzata da Giovanni Carandente nell'ambito del V Festival dei Due Mondi a Spoleto. Presenta tre sculture in bronzo: Hiroshima del 1960, Il sole del 1961 e Invasioni del 1962. Nel '64 il Comune di Cuneo gli affida l'esecuzione del Monumento alla Resistenza italiana, cui lavora per cinque anni, dal 1964 al 1969. Nel 1969 realizza a Cuorgnè (TO) il monumento alla Resistenza canavesana, collocato davanti al municipio della cittadina piemontese. Nel 1971 la città di Frosinone gli commissiona il Monumento ai Caduti di tutte le guerre (la cui idea è del 1970), eseguito in acciaio e collocato nel 1977. Nel frattempo ottiene anche l'incarico dalla città di Cassino di elaborare un Mausoleo della pace (collocato nel 1987). In ordine di tempo viene il Monumento alla Resistenza della città di Urbino del 1980, che dialoga con l'eccezionale complesso urbanistico del capoluogo dall'alto del parco della Resistenza. Titolare della cattedra di scultura all'Accademia di belle arti di Bologna, ne tiene anche la direzione dal 1961 al 1969; da Torino si trasferisce nel 1970 a Marino, insegnando prima all'Accademia di belle arti di Napoli, quindi in quella di Roma. Nel 1973 l'Accademia dei Lincei gli conferisce il Premio Feltrinelli. Nel 1974 il Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris ripropone tutta l'attività scultorea di Mastroianni, aprendo un ciclo dedicato alla scultura italiana del dopoguerra. Nel 1977 Mastroianni espone alcune sue opere monumentali a Charleston, nell'ambito dell'edizione statunitense del "Festival dei due mondi". Nel '79 quasi a dimostrazione della sua inesauribile vocazione sperimentale esegue per il Teatro dell'Opera di Roma la scenografia del Coro dei morti su testo di Giacomo Leopardi e musica di Goffredo Petrassi. A cui farà seguito l'anno seguente il lavoro sull'Uccello di fuoco di Igor Stravinskij. Nel 1985 gli viene conferito a Tokyo "The 4th Henry Moore Grand Prize Exhibition the Utsukushigahara Open Air-Museum". Lo stesso Museo d'Arte Moderna, poco distante dalla capitale nipponica, gli dedica una sala permanente con una dozzina di opere, tra le quali ha assoluto spicco il bronzo Hiroshima del '60. Nel 1987 regala allo Stato italiano 26 opere per lo più del periodo informale, il nucleo più importante della sua collezione: il valore artistico e morale di questo lascito è documentato dalla mostra allestita al San Michele di Roma. A coronamento di una prodigiosa carriera, e dopo i premi Biancamano e la Ginestra d'oro del Cònero, il 27 ottobre del medesimo anno gli viene consegnato a Tokyo il "Praemium Imperiale", una sorta di Nobel del Sol Levante. Un altro Monumento resistenziale viene inaugurato nella città di Poggibonsi nel giugno del '90 e in ottobre si apre in Giappone, al "The Hakone Open Air Museum", l'imponente rassegna "dal Caos alla materia, dall'informe al Cosmos". Ordinata da Costanzo Costantini, essa raccoglie la produzione più significativa degli ultimi vent'anni. Circa dieci anni dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria di Arpino, Mastroianni ottiene nel luglio '91 quella di Chiaravalle. Nel marzo-aprile 1992 si inaugura ad Alessandria, nella Sala d'Arte di Palazzo Guasco, un'antologia di ori e d'argenti, un'esperienza singolare lungo tutto il cammino mastroianneo. Nel prosieguo dell'anno sono da registrare altri due avvenimenti di ragguardevole interesse: la collocazione, durante l'estate, del Belfagor davanti al Palazzo Ducale di Genova nell'ambito delle manifestazioni sulle Colombiadi e il Guerriero nella scalinata del Palazzo delle Esposizioni di Roma quale simbolo dell'attuale edizione della Quadriennale. Nel dicembre del 1993 gli viene conferito il "Premio Michelangelo". Sempre nel '93 dona a Fontana Liri, sua città natale, una scultura monumentale in ricordo delle sue radici e in onore di tutti i cittadini del luogo, in particolare suo padre. Nel 1994 a Torino si inaugura l'imponente lavoro della Cancellata del Teatro Regio e gli viene conferita la Cittadinanza onoraria. Nel 1995 viene progettato ed inaugurato nella città di Cumiana il bassorilievo in bronzo a ricordo dei caduti nella Resistenza. Nello stesso anno a Pieve di Cento, in onore a Guglielmo Marconi, viene inaugurata la scultura monumentale Elettra e, presso il Palazzo dell'Arte in occasione della Triennale di Milano, Umberto Mastroianni espone nei giardini, tre sculture monumentali: Guerriero del 1970-1988, Fantascienza del '71 e Macchina Sacrale dell'88. Nella notte del 25 febbraio 1998, all'età di ottantotto anni, dopo una lunga e dolorosissima malattia, Mastroianni muore nella sua casa-museo di Marino, presso i Giardini Colonna. Viene sepolto nel cimitero di Carmagnola (Torino). Esemplare in ottimo stato di conservazione.
IN 8, c.80, COPERTINA EDITORIALE ILLUSTRATA A COLORI CON TITOLO SU FONDO ROSSO.<BR>NUMEROSE ILLUSTRAZIONI in b/n/col. VI SONO RIPRODOTTE LE AEROPITTURE DI VOLTERRA, VIAREGGIO, VICOPISANO, CATANIA, NAPOLI, TERRACINA, TAORMINA, SIRMIONE, <BR>ORBETELLO, GROSSETO, VERONA, VENEZIA, SABAUDIA, GUIDONIA, MUSSOLINIA, APRILIA, TRENTO e TRIESTE, PALERMO, REEGGIO CALABRIA, ORTIGLIA, VARESE, PREDAPPIO, PISTOIA, LIDO DI VENEZIA, BARI, BORGO LA SERPE, CASTEL DEL MONTE, PISA ( 7 ), <BR>CALAMBRONE ( 2 ). CATALOGO DELLA MOSTRA TENUTASI A CALAMBRONE ( PI.),NELLA EX COLONIA ROSA MALTONI MUSSOLINI DAL 10 LUGLIO AL 6 SETTEMBRE 2009. UMBERTO BONETTI ( VIAREGGIO 1909 - 1993 ), PITTORE ITALIANO. STUDIA ALL'ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI LUCCA SOTTO LORENZO VIANI. NEL 1931 DISEGNA LA MASCHERA CARNEVALESCA DI VIAREGGIO"BURLAMACCO". NEL 1932 ADERISCE ALL'AEROPITTURA FUTURISTA INFLUENZATO DA DEPERO. FAMOSE LE AEROVISTE ITALIANE, UNA SERIE DI AEROPITTURE TRA IL 1932 E IL 1940, ESPOSTE NELLA MOSTRA DI CALAMBRONE.OTTIMA CONSERVAZIONE.<BR> id 4190
Con 26 illustrazioni in nero e biografia. Testo in tedesco di Carla Schulz-Hoffmann . 8vo. pp. 36. . Molto buono (Very Good). . . .
Mm 235x275 Volume in copertina rigida, sovraccoperta editoriale illustrata, 304 pagine con numerose figure in nero e a colori nel testo redatto in lingua italiana e tedesca - italian german text - italienische-deutsche Sprache. Libro in perfette condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Catalogo di mostra, Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, maggio - giugno 1979. A cura di Mercedes Garberi. Numerose riproduzioni in nero di disegni. Bibliografia essenziale relativa alle grafica . 4to. pp. 170. . Molto buono (Very Good). . . .