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ril. In questa nuova edizione, da Napoli, padre Zanotelli tocca tematiche scottanti come quelle dei rifiuti della Campania, dei referendum a tutela dell'acqua pubblica, della corruzione politica, dei potentati economico-finanziari. Come afferma l'attore Marco Paolini nella sua Prefazione Zanotelli è "uno che usa le parole, le lingue come ponti, mai come ostacoli, uno che sa essere messaggio evangelico, rinunciando alla sua voce per darla ai poveri, uno che ti ricorda che non servono i soldi per dare o restituire dignità, né ai ladri, né ai derubati. Un Francesco d'Assisi solido come un faggio trentino, capace di farsi carico del peso della disperazione altrui senza esserne schiacciato".
br. Le prese di posizione di padre Alex Zanotelli sulla Chiesa e, ancor più, su temi di carattere sociale, politico, economico, e gli incontri pubblici cui prende parte, sempre affollatissimi, hanno fatto dell'ex direttore di "Nigrizia" un leader spirituale. Dall'esperienza di "Nigrizia", appunto, dove condusse inchieste sulla malacooperazione e sui traffici illeciti di armi, a quella di "pellegrino sulle strade d'Italia", questo volume ripercorre, lontano da ogni autocelebrazione, il cammino di una delle figure più rappresentative della cultura cattolica contemporanea.
brossura Lettura attualizzata e sferzante del capitolo 16 di Luca, la pagina più "economica" dei Vangeli. Alla luce dell'odierna situazione di crisi, dell'importanza data al debito e di una macroeconomia che si avvita nei programmi di "risanamento", l'A. fa risuonare la voce di Gesù, che chiama a decidere fra Dio e mammona, a disonorare il denaro e a inaugurare un'economia di condivisione.
1380columns, 28cm., text printed in 2 columns, cart.cover (marbled plates, leather spine with gilt lettering, some use), 2 stamps, some foxing in text, text in good condition, [text in Latin or French], [contains: Disputationes de festis et sectis Judaeorum col.5-144 (Zanolini), Tractatus de festis domini nostri Jesu Christi et beatae Mariae virginis col.144-659 (Benedictus XIV), De immaculata seu de ratione congruentiae pro immaculata conceptione col.659-693 (Delorme), De ritibus sacris col.697-721 (Assemanus), De vero ecclesiae sensu circa sacrarum caeremoniarum usum col.857-911 (Perrone), De traditionibus non scriptis, earumque necessitate et auctoritate, ubi et Riveti tractatus de Patrum Auctoritate et Dallaei libri duo de vero Patrum usu refelluntur coL;919-1061 (Noël Alexandre), Introduction à la théologie col.1067-1192 (De la Chambre), Méthode pour étudier la théologie col.1193-1295 (Du Pin), Discussions théologiques et liste des meilleurs ouvrages sur chaque branche de la science religieuse col.1207-1320 (Vitasse, Du Pin, Dinouart)], R76472
ill. La storia di Sr. Erminia, delle Figlie di San Paolo. Una testimonianza di G. Zannoni che si estende alle linee fondamentali della vita interiore e dell'apostolato di questa protagonista. Un racconto agile per la ricchezza di episodi significativi e ignorati anche da chi è vissuto a lungo accanto a lei. Donna con una squisita sensibilità verso i sacerdoti, animata di amore materno, con un cuore proteso a cogliere e discernere le miserie dell'umanità.
In-8° pp. 167. Bross. edit. a col
(Codice LL/1262) In 8º (25 cm) 25 pp. Stralcio, copertina in carta, ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. «Ci sono forze spirituali diffuse e persistenti nel nostro Paese - scrive Eraldo Affinati nella Postfazione a questo volume -, quasi sempre invisibili, che agiscono nel profondo senza pretendere udienza né riconoscimenti». Ed è proprio lungo le tracce di «emozioni soddisfatte», «inquietudini risolte» e «crisi superate» che si snoda l'itinerario proposto da Roberto Italo Zanini nel libro D'amore, di silenzio e di altre follie. Un viaggio in Italia diverso da tutti gli altri, perché qui le tappe sono rappresentate da eremi e monasteri, da comunità di famiglie e da angoli della metropoli trasformati in luoghi di raccoglimento. Un'indagine inedita sui riferimenti di una spiritualità alternativa, ma che rimanda all'essenzialità della fede: una nuova geografia del credere, appunto, troppo poco rappresentata e nello stesso tempo vivacissima. Si compone così una galleria di testimoni che vivono la loro esperienza al confine tra mistica e impegno, tra l'azione e il silenzio.
br. Giovane sposa e madre di tre bambini, Maria Cristina muore di tumore a soli 26 anni, lasciando un'eredità spirituale di autentico spessore umano e cristiano. Il libro ripercorre le tappe della breve esistenza di Maria Cristina facendo ricorso a molte testimonianze di familiari, amici e conoscenti, raccolte dall'autore, compagno di scuola e amico di Maria Cristina, e agli scritti lasciati da questa giovane donna, che propone una modalità viva e attuale di vivere il Vangelo nella società di oggi. Il 30 agosto 2021, Cristina è stata dichiarata Venerabile.
In-16° gr. pp. 175. Bross. edit. ill. a col.
2 volumi, 18 cm, rilegatura posteriore in mezza tela, p. 365; 392, mancano le copertine originali, rinforzo al frontespizio e in fine, un antico appunto a penna, due segni a pastello
br. Come si istruisce il rapporto tra iniziazione cristiana e Comunità? È ancora possibile fare iniziazione cristiana nel contesto post moderno? E se sì, secondo quali modelli va ricompresa? Quali attenzioni sono dovute oggi per l'elaborazione di un progetto di iniziazione cristiana rivolto ai ragazzi? Quali i soggetti e le esperienze che lo debbono comporre? Queste domande istruiscono la ricerca di alcuni «elementi criteriologici», ricavati dai contributi di teologi, liturgisti e catecheti presenti nel panorama italiano che, mentre aiutano ad evidenziare la complessità dell'iniziazione cristiana, divengono un utile riferimento per attuare una verifica sul campo.
brossura Non è semplice trascorrere 23 anni sulla croce ma credo in Dio. Lo amo intensamente e Lo ringrazio per avermi donato la vita, perché ogni nuovo giorno che mi offre è un'occasione in più che ho per amarlo e servirlo". (Daniela Zanetta)
In 8, pp.18. Br. ed. Con documenti in latino. Padre Francesco Sanson fu consigliere di Federico III, insegno' filosofia e teologia a Siena, Brescia gli fu larga di ogni concessione e lo raccomando' al Doge perche' gli ottenesse la porpora, ed entrambe le citta' si contesero il vanto di avergli dato i natali. Visse nel XV secolo, ma non si e' mai saputo con esattezza dove nascesse e quale ne fosse il casato.
br. La prima volta che Nadia mette piede in Giappone, nell'estate del 2013, si sente stranamente a casa. Il Sol Levante è sempre stato nel suo cuore, sin da quando era bambina. Non può certo immaginare che quel viaggio diventerà un tassello fondamentale per il suo incontro con Dio. Nadia è una giovane fashion designer con due grandi amori: Pietro e il Giappone. Un primo viaggio, regalo di laurea, le fa scoprire un Paese e una cultura che l'affascinano, fino a pensare di avviare un'attività che la porterebbe a trasferirsi là per diversi anni. Lo sbocciare di quell'amore accade mentre il rapporto con Pietro sembra giunto al capolinea. E comunque una scelta sembra inevitabile. Nadia non è battezzata, non crede all'esistenza di Dio. La rottura e il successivo riavvicinamento con Pietro fanno sorgere in lei inquietudini che la aprono a nuovi incontri e le destano la domanda su Dio. Fino a quella sera in cui ne sente improvvisamente l'abbraccio «come un'onda potente e io ne fui totalmente avvolta. Sentii finalmente il mio cuore a casa, aveva dimora. Stavo bene, qualcosa dentro di me non era più come prima». Prefazione di Gianluigi Cottarelli. Introduzione di Giuliva Di Berardino.
viii + 166pp., 1st edition, 27cm., original stiff wrappers, text in English, published in the series Mededelingen en verhandelingen van het Vooraziatisch-Egyptisch Genootschap Ex Oriente Lux" vol.19, good condition, C104164
In-8° pp. XIV-185. Leg. edit. con sovrac. ill. a col.
br. L'inatteso evento della risurrezione del Signore, qualunque siano state le forme con cui i discepoli ne hanno goduto, sta all'origine sia "della Scrittura", come memoria dei fatti concernenti la vicenda di Gesù, sia "della liturgia", come sistema rituale destinato a rendere quella memoria esperienza di una presenza vivente. Questo comune fondamento della Scrittura e della liturgia negli eventi della risurrezione trova la sua principale testimonianza nei "racconti di apparizione" che costellano le parti finali dei quattro Vangeli, in particolare nel Vangelo di Luca e nel Vangelo di Giovanni.
br. Il Discorso della montagna ci parla di una giustizia più grande. Essa in ultima istanza riguarda Dio, poiché solo Dio è veramente giusto. Questa giustizia più grande però non viene presentata come una cosa diversa e altra rispetto alla piccola giustizia delle cose quotidiane. Al contrario, la sollecita e la permette. Alimenta il senso di quella giustizia di cui va in cerca l'esistenza personale di ciascuno di noi. Bisogna partire da qui per comprendere il Discorso della montagna. Quello della «giustizia» è anzitutto un bisogno che appartiene in profondità al desiderio che anima la nostra vita. Ogni gesto, ogni decisione, ogni parola sono animati, seppure quasi sempre in modo implicito, dal bisogno di sentirsi «giusti». Assumere la mitezza, la misericordia, la pace, la tenacia e la povertà come forma della vita e verità delle sue affezioni non significa solo mostrare il profilo della giustizia più grande che anima il regno di Dio, ma realizzarne la sostanza già in questo tempo, come segno della sua credibilità.
In-8 (cm 21x14,5), pp. 125, brossura edit. (con alette) ill. a col., ill. a colori nel testo. Collana tra Arte e Teologia. Minimi segni d'uso, ottimo.
br. Questo breve volume, pensato per chi si affaccia per la prima volta sulle questioni trattate dalla teologia cristiana, non cerca la completezza dell'esposizione, ma si limita a esporre alcuni temi di fondo, i primi e quelli essenziali che consentono di farsi un'idea di ciò che la teologia vuole essere, in quanto disciplina in cui il credere, che resta un'esperienza, cerca di qualificarsi nella forma di un sapere. Nel cristianesimo parlare di Dio resta una pretesa insormontabile se non si dà credito all'evento storico determinato dalla storia umana di Gesù Cristo. Non si parla di Dio, senza credere in Gesù. Tutto questo deve fare i conti con le forme che il sentimento religioso ha assunto nella nostra civiltà postsecolare e con il pregiudizio che continua a circondare il credere come atto alternativo alla ragione. Intrecci molto stimolanti, in cui si finisce sempre per chiedersi che cosa sia l'essere umano. Si potrà scoprire così quanto i discorsi della teologia attraversino continuamente le questioni più vitali per l'esperienza di ognuno.
br. Che ci troviamo di fronte a una svolta epocale nella civiltà umana, tutti lo avvertiamo, più o meno lucidamente. Una sorta di mutazione antropologica sta cambiando le strutture profonde dell'umano, esito sempre più appariscente della postmodernità. Di fronte a questo sogno estremo di emancipazione, la coscienza cristiana si sente profondamente turbata. Essa oscilla tra un rifiuto arroccato sulle vestigia di un passato glorioso e una resa spesso inconsapevole allo spirito del tempo. La grande bussola del Concilio Vaticano II, che negli anni Sessanta aveva restituito slancio e idealità a un cattolicesimo alle prese con le sfide moderne, sembra aver perso le sue capacità magnetiche. Eppure il credente sa di non poter restare umano separandosi dalla storia. Semplicemente perché il Dio di Gesù Cristo ad essa si è legato per sempre. I discepoli pertanto accompagneranno queste "prove tecniche di manutenzione umana" con una cordialità non acritica, mettendo in gioco la propria antica sapienza a proposito dell'umano: "La presenza cristiana", ci ricorda Zanchi, "è chiamata, proprio mentre la civiltà sembra impegnata in un lungo esodo verso mete ancora incerte, a riaffermare la sua irrinunciabile affezione per una forma comunitaria della vita evangelica impiantata nel cuore dell'esistenza comune, umilmente a fianco della costruzione umana collettiva, decisa a scegliere sempre per propria dimora il luogo dove gli umani hanno le loro case, la loro vita, le loro speranze".
br. Come ha efficacemente sintetizzato papa Francesco, non ci troviamo in un'epoca di cambiamento, ma in un cambiamento d'epoca. Un intero scenario di paradigmi e valori, nel quale la cultura cristiana ha potuto radicare le proprie forme pastorali, sembra di colpo svanito. Lo stato d'animo di molti credenti è esposto ai rischi dello smarrimento, dell'accidia o dell'attaccamento risentito al passato. Ma i cristiani, almeno in Occidente, sono come rimessi in viaggio sulle strade di una storia nella quale testimoniare, senza acrimonia e senza pigrizia, il Dio di Gesù in compagnia di questa umanità irrequieta. Anche oggi, come in ogni tempo, il cristianesimo è possibile. Il complesso panorama di questo passaggio storico esige però lucida consapevolezza e acuto discernimento, condizioni per essere all'altezza del compito pastorale che lo Spirito chiede alle Chiese. Le linee maestre e le prospettive spirituali tracciate dal Concilio si stanno rivelando ancor più preziose, e attendono di essere compiutamente acquisite nella mentalità comune dei credenti. Le concrete pratiche della cura pastorale hanno bisogno di essere creativamente riprese e ripensate attorno ad alcuni nuclei essenziali: la liturgia, la parola, la carità, la trasmissione, la responsabilità. In ognuno di questi ambiti si può immaginare come, passo dopo passo, senza fughe in avanti e senza volgersi indietro, si può stare accanto agli uomini di oggi perché siano toccati dal mistero della grazia di Gesù.
br. La lunga vicenda del legame tra storia cristiana e il potere delle immagini non si lascia facilmente rinchiudere dentro la comoda definizione di «arte sacra». Essa riguarda quel segmento di produzione artistica a soggetto religioso che ha trovato la sua più compatta codificazione dottrinale nei secoli della controriforma cattolica. Un diffuso riflesso mentale della cultura credente ha elevato questo specifico momento storico a forma permanente e quasi immutabile del secolare legame tra arte e fede. Per questo il suo declino moderno viene vissuto come un lutto che ha qualcosa di irreparabile. Nella storia cristiana il rapporto fra la vita credente e il potere delle immagini non si è dato in un modo univoco e secondo modalità immutabili, ma sempre in modo dinamico e secondo modelli diversi. A lungo il cristianesimo si è tenuto lontano dalla seduzione idolatrica delle immagini per poi assegnare loro un potere molto vicino a quello del sacramento. In altre stagioni esse sono state separate da un potere che appariva eccessivo per essere ricondotte a un compito di rappresentazione del sacro. Nel nostro tempo le immagini sono a servizio di una potente cultura visiva che rende difficile il loro rapporto coi tradizionali bisogni dell'esperienza credente. Insomma, quella tra il potere delle immagini e la vita cristiana è da sempre un'amicizia inquieta. Una reciproca attrazione fatale che deve continuamente trovare i suoi punti di equilibrio.