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br. Il libro raccoglie un saggio e due interviste che sono stati pubblicati per la prima volta sulla rivista svizzera "Schweizer Monat". Il dialogo tra il filosofo tedesco e René Scheu, direttore della rivista e curatore del volume, si è sviluppato in questi anni attorno ad alcuni nuclei concettuali fondamentali, come quelli di "crescita" e di "vita degna di essere vissuta". Si tratta di temi che sono protagonisti di quasi tutti i dibattiti politici ed economici che animano l'Europa al tempo della crisi, ma che illuminati dalle riflessioni di Sloterdijk ci appaiono in una veste del tutto nuova.
br. In bioetica ci si imbatte spesso nel problema del cognitivismo e del non cognitivismo e quindi nella legge di Hume. Che cosa implica per la bioetica conoscere la filosofia di David Hume? Ancora oggi molte figure di etica, anche in bioetica, sono collegate al pensiero di Hume, a cominciare dall'utilitarismo. In questo saggio si prendono in considerazione alcuni temi di fondo della filosofia di Hume per cercare di dare fondamento alle figure morali, che si rifanno alla tradizione humeana. Viene così compiuto un breve excursus, che, passando attraverso un particolare modello di scienza dell'uomo, attraverso i concetti di "impressione" e di "idea", nonché attraverso le condizioni del rapporto causale, l'uniformità della natura come postulato e la conoscenza, arriva a far dire che la ragione è e deve essere schiava delle passioni, non dando alla ragione alcun risalto. Venendo meno il logos ordinante, si ha la necessità di trovare un qualche "cemento" dell'universo, che Hume ha individuato nei principi di associazione, che si possono ritenere il cemento più duttile per tenere insieme e unito il mondo. Essi sono come un nostro schema mentale, reti, simili alle leggi newtoniane, ma più flessibili, quasi convenzioni evolutive, applicabili al mondo esterno, ai nostri pensieri, ai rapporti tra noi e gli altri, che ci consentono di scorgere l'uniformità del mondo, senza dover attingere ad un fondamento, né materiale né spirituale.
ril. Composto nel IV secolo a.C. da un anonimo che si riallacciava tradizionalmente alla scuola di Sun Tzu, "L'arte della guerra (Bingfa)" è il più antico, famoso e studiato fra i trattati militari della Cina antica. In tredici brevi capitoli, l'opera espone per principi fondamentali una dottrina bellica improntata al più schietto utilitarismo, fornendo preziose indicazioni su valutazioni preliminari e gestione logistica di un conflitto, manovre di attacco e ritirata, rapporti psicologici con le proprie truppe e con il nemico, conformazioni dei terreni e fattori atmosferici, peculiarità e strutturazione di una rete spionistica. Una sorta di Bibbia della guerra che ha ispirato i grandi condottieri e capi carismatici delle alte gerarchie militari cinesi ed estremo-orientali e non solo: le applicazioni che il Bingfa ha avuto nel campo delle strategie economico-aziendali moderne ne fanno una guida di grande valore e attualità. Premessa di Wu Ming.
br. Il mito di Edipo domina il discorso della psicanalisi sulla crescita del bambino. Ma chi era questa figura della cultura greca? Il grande interprete dell'antichità Jean-Pierre Vernant ce lo racconta senza ricorrere al discorso contemporaneo, così diffuso da Freud in poi. Questo libro ricolloca Edipo nel panorama della cultura greca. Col consueto stile narrativo e coinvolgente del grande Vernant, queste pagine danno l'opportunità di immergersi nel pensiero greco. Per abbandonarsi a quella dimensione o anche per riemergerne con più consapevolezza sulla forza e pregnanza della figura di Edipo.
brossura L'autore ha una sua speciale filosofia: il sublime, sentimento che apre i segreti dell'altro, spinge il cuore oltre il confine di una vita. Maria Zambrano racconta questa sua vita attraverso l'amore di tutti i giorni, l'amore che è filosofia. La più grande fenomenologa contemporanea ci accompagna all'interno di una straordinaria parte della sua autobiografia sentimentale.
In-16 (cm. 20), brossura, pp. 254. Allo stato di nuovo (brand new copy).
br. The key to life is to build in the mental equivalents of what you want and to expunge the equivalents of what you do not want. How do you do it? You build in the mental equivalents by thinking quietly, constantly, and persistently of the kind of thing you want, and by thinking that has two qualities: clearness or definiteness, and interest.
br. «Cosa posso dire a un autore quale Matteo Galdi il quale con i suoi scritti mette il lettore a pensare. Questo lavoro non è un libro che dopo averlo letto hai acquisito la storia di qualcosa. Questo è un libro composto da pensieri, aforismi, metafore e altro. Ognuna di queste chicche dopo averla letta devi soffermarti e assimilarla. Non puoi sorvolare. Questo piccolo libretto è composto da 127 elementi diversi e il lettore ha ben 127 possibilità di soffermarsi. Il titolo: "Mezz'ora di relax" è giusto ... ma solo se si legge d'un fiato... ma poi bisogna tornare indietro e rileggere per capirne l'essenza. Alcune metafore, o aforismi, sembrano banali ma non lo sono affatto, anche le più semplici espressioni: "Le gemelle più fedeli tra loro sono le mani. Una aiuta sempre l'altra". Su questa espressione quante cose si potrebbero dire? Si potrebbe addirittura scrivere un trattato sull'amicizia, sulla fiducia verso l'altro... e volendo sui gemelli stessi o addirittura proprio sulle mani. Quello che riporto di seguito potrebbe essere un proverbio che ha coniato l'Autore Matteo Galdi: "Colui che per dispetto altrui denigrisce è un porcospino fino a che finisce". Tutti sappiamo che dietro un proverbio c'è un'esperienza di vita e molte volte, nel coniare un proverbio, ci sono esperienze di una moltitudine di persone. Matteo Galdi non è nuovo di queste cose ma nello stesso tempo, la sua esperienza da nuove sensazioni e nuove lezioni di vita in base a ciò che ha scritto anche perché non è una persona egocentrica ma una persona che ha dato molto alle giovani leve specie nel mondo dello sport, nel mondo del teatro e nel mondo della cultura in generale Ogni qualvolta Matteo si sofferma a dialogare con qualcuno dona a ognuno un po' della sua ricchezza del suo sapere.» Giuseppe Barra
ill., br. Il volume approfondisce il significato del numero sette. Leggendo questo volume di numerologia, il lettore si stupirà di quante informazioni possono dare i numeri. Essi sono una chiave di lettura di alcuni eventi e circostanze che caratterizzano la vita di ogni individuo. Il libro presenta il carattere tipico del numero, l'amore e l'amicizia, la compatibilità con altri numeri e il futuro che il numero prospetta.
ill., br. La depressione è spesso molto subdola. Anestetizza i sentimenti a poco a poco, finché si accetta come normale una vita grigia. I suggerimenti presentati in queste pagine esortano a recuperare l'autenticità dei propri sentimenti, da cui deriva la capacità di adattarsi ai cambiamenti e di superare le difficoltà.
br. Un Lacan come non si è mai visto, al di là delle ricostruzioni manualistiche o edulcorate, centrato sugli "Altri scritti" e accostato a un panorama estremorientale, attraverso lo Zen e il taoismo, ma non nei toni di una sterile comparazione. Tratti della teoria e della pratica clinica ne emergono in nuova luce. Un Lacan sempre meno sistematico, prevedibile e incasellabile.
br.
brossura Cosa chiedono gli adolescenti nell'epoca in cui le grandi istituzioni come la Famiglia, la Scuola, la Chiesa, i partiti politici, hanno perso prestigio, fascino, autorità e sono state sostituite dalla televisione, da internet, dai centri commerciali? Genitori e insegnanti, pur nella difficoltà e nella solitudine in cui si trovano a far passare un messaggio educativo, non devono cedere e devono continuare a rendere possibile la trasmissione ai figli e agli allievi di un'esperienza fondamentale, come quella dell'incontro con il proprio desiderio, con la propria passione, con ciò che li tiene "vivi e svegli". Questo libro è dedicato soprattutto agli adulti che sono alle prese, a vario titolo, con l'adolescenza, e che hanno deciso di accettare una sfida nuova. È un libro dedicato anche ai ragazzi, che a partire dal titolo e da quello che leggeranno, potranno il loro contributo, lanciare proposte o muovere critiche.
ril. Presentazione di padre Raniero Cantalamessa.
ill., br. Nei passaggi cardine della nostra esistenza, nei momenti che ci sembrano difficili da superare, quando non vediamo la direzione da prendere e pensiamo che ci manchi la terra sotto i piedi, possiamo rivolgerci alle tecniche di aiuto dell'Astronomologia che creano un ponte di armonia per migliorare la qualità della vita. Le energie planetarie astronomologiche portano la parola di Chi ha creato i pianeti, la voce eterna del Creatore di tutte le cose che, come una pioggia d'Amore, trascende ogni negatività. L'Astronomologia diventa una scienza per la cura del Sé che interviene fisicamente ed energeticamente sui disagi personali. È già attiva e disponibile per chi voglia avere una spinta evolutiva e agganciarsi alla vibrazione del Cuore, nella semplicità divina.
br. «Questo scritto nasce da alcune riflessioni che nel tempo si sono proposte alla mia attenzione attraverso l'esercizio della meditazione. Vogliono essere come un distillato, che si vuol condividere con gli amici nei momenti di festa, o nell'ora in cui i pensieri ci assalgono e ci interrogano con prepotenza! Non un nepente, ma un caffè che con il suo retrogusto amaro rinvigorisce e aiuta ad assaporare meglio la giornata.» (Dalla Premessa dell'autore)
br. Siamo di fronte a una sorta di testamento spirituale di questa figura di biblista, professore, traduttore, uomo di confine. Servendosi di un'ermeneutica marrana, il rabbi di Asti riflette su "La memoria di Dio", ove il genitivo è oggettivo e insieme soggettivo: è la memoria di Dio nei confronti dell'uomo e dell'uomo nei confronti di Dio. Un rapporto da leggersi in chiave bilaterale e che già è preludio del dialogo tra il Creatore e la sua creatura. Di qui il darsi della Sacra Scrittura in termini di un racconto ove gli attori sono Dio e l'uomo e insieme l'esplicazione della storia ebraica in quanto toledot.
br. Siamo di fronte a una sorta di testamento spirituale di questa figura di biblista, professore, traduttore, uomo di confine. Servendosi di un'ermeneutica marrana, il rabbi di Asti riflette su "La memoria di Dio", ove il genitivo è oggettivo e insieme soggettivo: è la memoria di Dio nei confronti dell'uomo e dell'uomo nei confronti di Dio. Un rapporto da leggersi in chiave bilaterale e che già è preludio del dialogo tra il Creatore e la sua creatura. Di qui il darsi della Sacra Scrittura in termini di un racconto ove gli attori sono Dio e l'uomo e insieme l'esplicazione della storia ebraica in quanto toledot.
br. Noi - sostiene Deleuze - apparteniamo a dei dispositivi e agiamo in essi. La novità di un dispositivo rispetto a quelli precedenti, la chiamiamo la sua attualità, la nostra attualità. Il nuovo è l'attuale. L'attuale non è ciò che siamo, ma piuttosto ciò che diveniamo, ciò che stiamo divenendo, cioè l'Altro, il nostro "divenir-altro". In ogni dispositivo, bisogna distinguere ciò che siamo (ciò che non siamo già più) e ciò che stiamo divenendo.