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brossura Il libro - di agevole fruibilità anche per le dimensioni volutamente ridotte è composto da un ampio saggio, che dà il titolo al volume, e da un'appendice esemplificativa, nella quale si pubblicano due diverse partiture lettoriali scritte per un reading su Cartesio. Con spirito dichiaratamente prospettico e senza alcuna pretesa di assolutizzare, nel saggio si propone una definizione della struttura del reading filosofico e si individuano le finalità che quest'ultimo dovrebbe avere. Si descrivono, inoltre, alcune sperimentate modalità per la costruzione di testi destinati alla lettura pubblica e si suggeriscono possibili paradigmi per giustificare il collegamento delle varie componenti (immagini, filmati, musica) che vi possono essere coinvolte.
br. L'ebraico antico, nel descrivere un individuo, raramente conosce il singolare della parola volto. Di un individuo si parla spesso de "i volti" (Panim), che sono dunque manifestazione di un'identità plurale e collettiva. Di fronte alla manifestazione del silenzio l'uomo in cammino spirituale si copre dunque "i volti", in un commovente gesto di pudore e protezione. Ma "guardando e rimirando" l'armonia di quel gesto, mi sono sempre chiesto se la stessa non potesse anche significare un anelito all'unità, o quanto meno all'armonizzazione dei nostri "esseri". Il silenzio, specie quello biblico, è un richiamo all'elevazione e all'unità, e al contempo il silenzio è la memoria della perdita di quella stessa armonia.
brossura Come può una madre assassinare il figlio? L'infanticidio è un gesto impensabile, soprattutto se compiuto da chi ha il potere di donare la vita. Eppure accade e si cerca di comprenderne le ragioni da sempre. Basti pensare al mito di Medea, che uccide la sua prole per vendicarsi di Giasone, facendo prevalere il suo essere donna sul suo essere madre. Ma è possibile una lettura diversa di questo mito? Anne Dufourmantelle preferisce la moderna versione di Christa Wolf: Medea non uccide direttamente i figli, ma li abbandona in mezzo a una folla inferocita dopo aver scoperto il crimine su cui si fonda l'intera città. Lei sa di non essere in grado di salvarli; per lei sono già morti. Leggendo questa riscrittura della storia, la psicanalista francese ha intuito che spesso le madri uccidono i figli perché non riescono a sopportare il movimento di separazione dal bambino e per questo cedono alla pulsione di morte. Dufourmantelle restituisce anche parte della colpa alla società di consumo non assolta «dai suicidi che ammette e dalle innumerevoli sofferenze che genera». Introduzione di Marisa Fiumanò.
br. Le "Riflessioni sul dolore" di Umberto Eco percorrono un affascinante itinerario nella cultura filosofica, poetica, artistica, letteraria e teologica che, dalle origini ai giorni nostri, ha affrontato questo tema. Il dolore, quell'ineliminabile esperienza della natura umana, passione del corpo e dell'anima, è raccontato tramite espressioni capaci di descrivere i suoi molteplici aspetti: male da sconfiggere o strumento di redenzione da perseguire nella sua funzione salvifica. Soprattutto dolore come memento mori, nel suo rapporto intimo e ambivalente con la conoscenza e il pensiero, che ha caratterizzato ogni epoca e tradizione. Queste riflessioni conducono quindi il lettore a intraprendere un viaggio tra le poliedriche manifestazioni intellettuali legate al concetto di dolore e a porre le basi di un'educazione culturale per acquisirne una maggiore consapevolezza.
brossura Le "Riflessioni sul dolore" di Umberto Eco percorrono un affascinante itinerario nella cultura filosofica, poetica, artistica, letteraria e teologica che, dalle origini ai giorni nostri, ha affrontato questo tema. Il dolore, quell'ineliminabile esperienza della natura umana, passione del corpo e dell'anima, è raccontato tramite espressioni capaci di descrivere i suoi molteplici aspetti: male da sconfiggere o strumento di redenzione da perseguire nella sua funzione salvifica. Soprattutto dolore come memento mori, nel suo rapporto intimo e ambivalente con la conoscenza e il pensiero, che ha caratterizzato ogni epoca e tradizione. Queste riflessioni conducono quindi il lettore a intraprendere un viaggio tra le poliedriche manifestazioni intellettuali legate al concetto di dolore e a porre le basi di un'educazione culturale per acquisirne una maggiore consapevolezza.
br. Già nella cultura dell'antico Egitto è possibile rintracciare un'idea di libertà intesa come possibilità di giocare creativamente con i vincoli. A partire da qui Giorello ripercorre le tappe salienti del pensiero scientifico moderno: attraverso Bruno, Galilei, Keplero, Newton e altri eminenti uomini di scienza rappresenta la tensione costante fra la libertà degli scienziati e l'autorità politica, mostrando come ogni nuova scoperta sia frutto di una riduzione dell'arbitrario nella descrizione dei fenomeni e del riconoscimento di alcuni limiti. In un audace parallelo tra scienza e politica l'autore sottolinea inoltre il valore delle eterodossie, individuando il frutto migliore della democrazia nella capacità di opporsi a qualunque potere che si pretenda assoluto. Così il vincolo, non più imposizione che opprime, diventa lo spazio di gioco di una nuova libertà.
ril. In questo denso scritto René Guénon espone, nei limiti concessi dalla natura «inesprimibile» dell'argomento, l'essenza di quella conoscenza metafisica che costituisce il fulcro, esplicito o sottinteso, di tutta la sua opera. Ma perché parlare di metafisica «orientale» se questo sapere, come spiega lo stesso Guénon, è necessariamente universale? Perché la metafisica, in Oriente, è ancora viva e immutata, mentre in Occidente si è ormai eclissata, sostituita da un sapere di altro ordine - scientifico, filosofico, psicologico, in ogni caso puramente fenomenico e materiale. Non si tratta, però, di rigettare l'Occidente, sostiene Guénon, ma di salvarlo da sé stesso, di «restaurare la civiltà occidentale con l'aiuto dell'Oriente».
br. Àgnes Heller ripercorre alcuni degli eventi più significativi della sua vita con uno sguardo all'attualità europea. In questo dialogo vibrante, la riflessione si snoda seguendo il filo della relazione tra filosofia e politica a partire dal concetto di libertà. "Libertà" non significa solo assenza di abusi e violenze, ma anche la possibilità di essere cittadini responsabili e attivi, godere di un'uguaglianza effettiva, essere padroni della propria vita e delle proprie scelte. In questa prospettiva, la libertà diventa la cornice imprescindibile di qualsiasi impresa individuale o collettiva. I filosofi hanno il compito di riconoscere di volta in volta il grado di "vera" libertà della società, tenendo però presente che mentre il pensiero filosofico si basa su un concetto assoluto di verità, il pensiero politico si confronta con un ambito pluralistico di riflessione sempre aperto, che deve cercare di convogliare la diversità di opinioni verso una serie di norme condivise. Questo significa che il filosofo, quando è libero, si impegna nella società per stimolare la continua produzione e discussione di idee e favorire la convivenza civile.
br. La sensazione di essere traditi è una confessione di impotenza: l'impotenza degli oppressi, degli assoggettati, ma anche l'impotenza dei codardi. La costituzione delle libertà e la disponibilità dei cittadini a farne uso presuppongono una costante insoddisfazione, la consapevolezza delle contingenze e della fallibilità, e la virtù del coraggio civico. Finché hai il diritto di dire "no" ed eserciti questo diritto, non sei tradito dalla tua rivoluzione.
br. Come vive la sua esperienza una persona transessuale in Iran? E come è ostacolato o favorito un cambio di genere in un paese dove l'omosessualità è condannata? La psicoanalisi si è mossa da un approccio riduzionista e patologizzante ad una visione conformistica e acritica lontana dal sovversivo discorso psicoanalitico sulla differenza. L'autrice Homayounpour si muove verso la considerazione di "un'etica dell'ambiguità" che sostenga la possibilità di sopportare il perturbante di questa condizione. Come pure è richiesta una grande capacità di tolleranza dell'estraneità per poter accettare un organo da un'altra persona nell'esperienza dei trapianti o per una donna che offre il proprio utero ad altre coppie per portare avanti la gestazione dei loro bambini nel proprio corpo. Wolff Bernstein si interroga su come il senso di estraneità e alterità debba essere superata o desiderata per permettere che una parte interna di un Altro possa diventare parte di se stesso/stessa e si interroga sul significato anche psichico del commercio ormai usuale di parti del corpo.
ill., ril. Questo piccolo libro sulla pace interiore può aiutarti a cambiare la tua vita. Contiene preziosi segreti che ti verrà voglia di condividere con gli altri. In ogni pagina troverai una verità che può aiutarti a liberare il potere nascosto dentro di te.
brossura
br. Il tema è affrontato da differenti punti di vista con uno sguardo all'antichità e al presente. Mentre i filosofi antichi impostavano la loro esistenza come una "vita pensata", ricca di riflessione e consapevolezza, oggi la cura del pensiero non è una pratica diffusa nelle famiglie, nella scuola. Il pensiero viene anzi bloccato, trascurato o ridotto a strategia e interazione con i media. Questa pigrizia intellettuale produce una certa povertà di linguaggio e un'accettazione dell'immagine mediatica del mondo con la conseguente perdita del senso della realtà concreta.
brossura Un piccolo volume per pensare la filosofia attraverso il giardino e il giardino attraverso la filosofia. Il giardino è un libro che si sfoglia per pagine, non un progetto che si stabilizza in un piano finale e mai un miraggio che tenda a un punto di equilibrio. Il giardino è un sogno più volte ruminato, un vortice dinamico steso nel cielo come una macchia di storni, fluttuante di piccole evoluzioni imprevedibili. Il giardino è un laboratorio dove osservare l'atelier darwiniano. Il giardiniere passeggia sempre al suo interno con un misto di stupore e riverenza, incapace di non azzardare progetti a venire. Il giardino è attesa e, al contempo, il saper cogliere il piacere della parzialità dell'istante, non solo perché si proietta in un futuro distonico rispetto all'immaginazione, ma anche per il suo svolgersi e dissolversi, quel mettere in gioco piani differenti del dialogo ideativo in tempi diversi. Così il prato erboso sarà lucente e forte quando ancora le siepi stentano e gli alberi altro non sono che fantasmi sorretti da rigidi tutori...
ill., ril. Nina, la piccola narratrice vestita di rosso, interpreta una raccolta di aforismi dedicata un po' a tutti noi. A noi che viviamo in un mondo veloce, esigente, a volte incomprensibile. Nello spazio intimo delle sue pagine, Nina ci invita a rallentare, a ridimensionare, e a fare un respiro profondo. Con delicata ironia, Nina sussurra ai nostri occhi come dissolvere il filtro oscuro dello stress e vivere con più leggerezza.
ill., ril. Amori sognati, amori vissuti, amori a senso unico, amori corrisposti, amori immaginari, amori incompresi, amori spezzati, amori passionali, amori incondizionati, amori nascosti, amori platonici, amori finiti, amori infiniti. Nina, la piccola narratrice vestita di rosso, interpreta con garbo una raccolta di aforismi di "amori imperfetti". Uno a uno, Nina li sfiora tutti, con delicatezza e... un po' di ironia.
ill., ril. Un attimo, una situazione, una persona, un luogo, una vita possono cambiare sulla base delle nostre scelte. Per questo, a volte, nel trovarci davanti a un bivio, proviamo incertezza, ci sentiamo persi e vorremmo scappar via, e sappiamo quanto la paura sia un meschino trabocchetto. Nina, la piccola narratrice vestita di rosso, in queste pagine ci illustra con grazia e ironia i nostri ''forse''.
br. L'incontro con la perdita, l'esperienza dell'assenza, l'evidenza della mancanza dell'Altro portano inevitabilmente con sé lo smarrimento del senso del mondo: per chi resta, nulla è più come prima. In queste pagine, Massimo Recalcati intreccia la propria esperienza clinica di psicoanalista alla sapiente rilettura dell'articolo Lutto e malinconia di Sigmund Freud, guidando il lettore attraverso le possibili risposte alla domanda fondamentale: come si può essere in rapporto con l'Altro, se l'Altro ha assunto la forma dell'assenza?
br. La storia delle idee, letta come drammatizzazione della tensione tra vero e falso, fa da sfondo a una fenomenologia della coscienza incline tanto alla lotta contro l'errore quanto a stringere pericolosi patti con l'inganno, dalla menzogna intenzionale all'autosuggestione di quanti si piegano deliberatamente alle promesse dell'ideologia. Quando poi cade la maschera dell'ipocrisia, l'inganno precipita nel cinismo e nasce la "falsa coscienza illuminata" moderna. Peter Sloterdijk convoca figure centrali del conflitto tra verità e inganno, da Platone all'ascetismo antico, dal cristianesimo alla critica dell'ideologia di Adorno, fino ai protagonisti del cinismo moderno. Anche oggi, il cinismo continua a presentarsi come abdicazione alle convenzioni che gli imponevano di camuffarsi da idealismo, ma il suo habitat sono ora apparati mediatici intrinsecamente incapaci di sacrificare l'espansione dell'informazione alla selezione di contenuti veridici. Il cinismo contemporaneo prospera nella reazione, dal basso, al "sensibilismo" del politicamente corretto, si concretizza nel terrorismo (e in parte nella lotta allo stesso) come pratica eminentemente cinica e diviene, nella prospettiva di Sloterdijk, il perno stesso su cui ruota la cultura post-fattuale dei nostri giorni.
brossura I Quaderni di Salvatore Veca sono appunti di viaggio. Testi brevi che hanno accompagnato e scandito la riflessione di Salvatore Veca, note di lavoro che hanno avuto il merito di porre problemi e aprire una riflessione pubblica. Beni comuni globali per fare uguaglianza; diritti umani e sostenibilità per fare domani; giustizia sociale e amicizia per fare cittadinanza. Sono alcune delle parole-chiave che con questi Quaderni ci proponiamo di rilanciare per continuare a pensare. Insieme.
In-16 p., brossura, pagine 96. Allo stato di nuovo (brand new copy).