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br. Osservare e governare le emozioni proprie e degli altri: a questo vi porterà Bernhard Moestl con le strategie di pensiero che ha appreso direttamente dai monaci del monastero Shaolin, noti per la loro capacità di vincere senza combattere e la cui filosofia sta alla base di tutte le arti marziali orientali. Condensandola in sette passi essenziali, Moestl mostra una via da seguire a quanti vorrebbero avere il controllo della propria vita, non essere dominati e manipolati nella propria quotidianità da sentimenti come la paura, la frustrazione o la rabbia, raggiungere i propri obiettivi con equilibrio e chiarezza di pensiero. Con gli insegnamenti contenuti in questo distillato della tradizione orientale reinterpretato in chiave occidentale, riuscirai a ragionare in modo lucido, sereno e vincente, senza perdere la testa. Imparerai a: essere il solo ad avere il controllo sulle tue emozioni; liberarti dalle aspettative altrui; porre fine alle battaglie prima ancora di iniziarle; distinguere la tua azione da quella dell'avversario; non-agire, come forma di attacco e difesa; dare spazio alle tue convinzioni; evitare che il nemico ti sconfigga utilizzando la tua stessa forza.
ill., br. Un libro che parla di nonviolenza e della inefficacia della violenza per costruire un futuro degno per tutta l'umanità. Parla di storia, di archeologia, di antropologia, colorando tutto con un pizzico di filosofia e di scoperte scientifiche. È un libro dedicato ai giovani, perché il futuro è di loro.
br. A metà degli anni Ottanta fu pianificato un volume dei "Cahiers de L'Herne" dedicato a Blanchot. Il progetto, tuttavia, naufragò in seguito alle risposte negative - più che altro imbarazzati dinieghi - di coloro che erano stati invitati a partecipare. La scoperta dell'"oscuro" passato di Maurice Blanchot, in particolare la sua affinità con i gruppi parigini della giovane destra "non conformista" negli anni Trenta, rendeva il progetto troppo controverso e scottante. Nel presente volumetto Jean-Luc Nancy, curatore insieme a Philippe Lacoue-Labarthe di quel "Cahier" mai apparso, contestualizza le vicende legate a quel fallimento sulla scorta di una lettre-récit di Blanchot del 1984, in cui il grande critico tentava di ripercorrere gli eventi personali e collettivi negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale. La ricostruzione storica di Nancy e la lettera-racconto di Blanchot, seguite da una breve lettera coeva di Dionys Mascolo, offrono l'occasione per riflettere sui possibili modi di vivere il rapporto con il proprio passato, sulla responsabilità della memoria che incombe su tutti noi e sull'intreccio tra istanza autobiografica e quell'écriture posthume teorizzata da Blanchot.
br. A metà degli anni Ottanta fu pianificato un volume dei "Cahiers de L'Herne" dedicato a Blanchot. Il progetto, tuttavia, naufragò in seguito alle risposte negative - più che altro imbarazzati dinieghi - di coloro che erano stati invitati a partecipare. La scoperta dell'"oscuro" passato di Maurice Blanchot, in particolare la sua affinità con i gruppi parigini della giovane destra "non conformista" negli anni Trenta, rendeva il progetto troppo controverso e scottante. Nel presente volumetto Jean-Luc Nancy, curatore insieme a Philippe Lacoue-Labarthe di quel "Cahier" mai apparso, contestualizza le vicende legate a quel fallimento sulla scorta di una lettre-récit di Blanchot del 1984, in cui il grande critico tentava di ripercorrere gli eventi personali e collettivi negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale. La ricostruzione storica di Nancy e la lettera-racconto di Blanchot, seguite da una breve lettera coeva di Dionys Mascolo, offrono l'occasione per riflettere sui possibili modi di vivere il rapporto con il proprio passato, sulla responsabilità della memoria che incombe su tutti noi e sull'intreccio tra istanza autobiografica e quell'écriture posthume teorizzata da Blanchot.
br. Sciogliere i blocchi psicologici che impediscono di dimagrire e mantenersi in forma. Dieta: un'epidemia dei tempi moderni, dei Paesi sviluppati, delle società opulente. Chi non si è mai cimentato almeno una volta nella vita in un regime alimentare per perdere qualche chilo di troppo? E quindi, tutti sappiamo quanti risultati fallimentari si raccolgono mettendosi su questi binari punitivi, in cui si cerca di tenere sotto controllo un istinto primario come quello della fame. In generale, le diete non funzionano per due semplici ragioni: o non si seguono fino in fondo o si portano a termine, ma poi si recuperano i chili perduti. Un grande psicologo ci spiega le ragioni del nostro faticoso rapporto con il cibo e, attraverso stratagemmi che possono sembrare irragionevoli, ci insegna come recuperare una relazione sana ed equilibrata con il piacere di mangiare.
br. Stare al mondo. In altre parole, definire e possedere una condotta umana. O ancora: rinunciare a sopravvivere per riguadagnare un senso di marcia, una direzione. C'è una sorta di emergenza morale in questo "stare al mondo". C'è un'opposizione ferma allo spaesamento e a tutto ciò che di analgesico questo comporta. Con lo "stare al mondo" si evocano insieme un'identità geografica (il posto che occupiamo nell'esistenza) e un'identità etica (qual è il nostro orizzonte di valori? Esiste? Come lo possiamo conoscere?). Un nuovo "governo di sé" emerge necessario e possibile, compreso fra il vissuto individuale e il panorama dinamico della collettività.
br. La metodologia della decisione morale in bioetica è un aspetto cruciale che percorre trasversalmente i vari modelli in questo campo. Tradizionalmente, un approccio alla verità e al valore come quello kantiano, uno dei più percorsi dalla riflessione etica, si concentra sull'inconoscibilità della metafisica e sull'universalità della legge morale, risultando spesso poco spendibile nell'ambito bioetico. In questo volume, l'autrice intende rispondere al problema esplorando gli spazi di applicabilità del giudizio riflettente di ispirazione kantiana. Scopre così la fecondità che il giudizio estetico e il giudizio teleologico possono avere nell'identificare sia il requisito di concretezza delle situazioni bioeticamente rilevanti, sia l'esigenza oggettiva di tutela della vita umana nelle condizioni più disparate.
ill., br. L'errore per molti è un atto da dimenticare, una colpa da castigare o comunque un evento sgradevole da non ripetere. Ma se approfondiamo sulla funzione che compie e assaporiamo la sua essenza scopriremo una preziosa risorsa per l'evoluzione umana.Tra serietà e ironia si instilla un dubbio: e se l'errore fosse un regalo divino? "L'amore comincia quando ci accorgiamo di aver sbagliato ancora una volta..." (E. Flaiano).
brossura A 9 anni il ragazzo ritiene di conoscere un mondo di cose. Vuole badare a se stesso e si risente se i genitori lo controllano troppo. Per questo è necessario che gli adulti trovino un modo attento ed equilibrato per proteggere i ragazzi di quell'età dai rischi a cui li espone la loro nuova libertà, senza però impedire loro in alcun modo di sperimentare la loro indipendenza.
br. Straordinario interprete della filosofia, della letteratura, della società Ortega y Gasset è una delle personalità più interessanti della cultura del Novecento. In questo libro inedito in Italia affronta un maestro della sapienza antica, con un punto di vista originale. Platone era discepolo di Socrate, il filosofo che nulla scrisse. Ortega y Gasset interroga Platone, il suo celebre "Convivio", immergendosi nelle differenze tra linguaggio parlato e scritto. Lo scritto è diminuzione della forza, della potenza espressiva dell'uomo. A partire dalla viva lingua dei greci, dal logos della democrazia, questo libro riesce a far riflettere sugli usi del linguaggio, sulla sua infinita potenza. Un grande classico della filosofia come Platone viene riletto e fatto rivivere da un interprete insuperato del nostro tempo.
br. Che cos'è la filosofia? Perché gli uomini si pongono domande filosofiche? Chi è il filosofo? La filosofia è una cosa da folli, cercando di rispondere a queste domande, sfata i pregiudizi più comuni sulla materia e si scontra con i pensatori che, più o meno consapevolmente, la trasformano in una speculazione astratta fine a se stessa, opponendo loro un modello vivo e dinamico di vita filosofica, in grado di trasformare l'esistenza del filosofo che, in virtù della sua follia, vede cose che agli altri sfuggono.
br. Il tema della Misericordia è stato al centro del Giubileo appena concluso. Al di là degli aspetti prettamente religiosi il libro analizza la misericordia da un punto di vista psicologico come una "grande controvirtù per nutrire il nostro cuore". La misericordia a un primo giudizio potrebbe sembrare una debolezza, un sentimentalismo L'uomo quando esprime un giudizio o prende una decisione è portato naturalmente a sostenerla, anche indurendosi quasi per non venir meno alla propria serietà di adulto. La misericordia è un allargamento del proprio cuore per andare oltre se stessi, incontro all'altro per ricreare nuove relazioni. Perdono, compassione e pietà sono sorelle della misericordia.
br. "Odio le parole enfatiche": questa l'ultima frase de "L'arte di persuadere", che si conclude con una lacuna dovuta a un copista o allo stesso Pascal, ma che comunque suona come un'adesione al pensiero di Montaigne, il grande critico dell'amor proprio e della vanità delle cose mondane. Ma là dove lo scettico Montaigne si ferma dopo aver fatto tabula rasa, l'apologeta cristiano, che non può essere indifferente al risultato di una disputa, deve fare un passo avanti, sostenere che, stabilite le buone regole del ragionamento, sia possibile convincere e convertire l'interlocutore. Scritto verso il 1660, "L'arte di persuadere" si riallaccia alla polemica fra giansenisti e gesuiti, importante disputa teologica che stava molto a cuore a Pascal; ma è al tempo stesso una sorta di essenziale e limpido "discours de la méthode" di Pascal stesso, che troviamo poi applicato nell'altro testo qui riunito, la prima delle famose "Lettere provinciali" scritte in quello stesso periodo.
br. Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni che hanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testo originale nell'edizione di John Burnet, traduzione e note di Manara Valgimigli, introduzione di Anna Maria Ioppolo, note aggiornate di Anna Maria Ioppolo.
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br. Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le tradizioni che hanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testo originale nell'edizione di John Burnet. Traduzione e introduzione di Francesco Adorno.
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br. I primi scritti di Platone - cui appartengono Apologia e Critone - rispecchiano il pensiero di Socrate e sono appunto noti come dialoghi socratici. La prima delle opere qui presentate espone l'autodifesa che Socrate pronunciò di fronte al tribunale che lo giudicava per empietà e corruzione dei giovani, mettendo sotto accusa i suoi insegnamenti spregiudicati. La seconda spiega il motivo per cui Socrate rifiutò il piano di fuga dal carcere preparatogli dagli amici. La caratterizzazione psicologica dei protagonisti e il dibattito, ossia la ricerca di una verità che non ha la sua legittimazione in un oracolo, ma nel libero confronto di idee contrapposte, sono gli elementi culturali nuovi che contraddistinguono l'opera del grande filosofo ateniese e hanno segnato la storia della cultura occidentale. Introduzione di Enzo Savino.