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ril. Alcune sue teorie furono confutate solo nel Settecento, altre ancora dopo. La biologia di Aristotele (Stagira 383/4 a.C. - Calcide 322 a.C.) è studio scientifico di tutti i viventi, espressa attraverso trattati e trattatelli costituiti da appunti, dispense, opere interne alle aule del Liceo, non di prima mano del maestro. D'altra parte, in tale veste ci sono giunte quasi tutte le opere aristoteliche, ben poco abbiamo di quelle rifinite, lineari, rivolte al pubblico esterno alla scuola. Dai trattati sui viventi dobbiamo aspettarci dunque un linguaggio a tratti aspro, ripetitivo, non sempre coerente, che molto fa rimpiangere l'assenza della voce di Aristotele che glossava, aggiungeva, spiegava. Siamo inoltre di fronte a due enormi novità: prima, non esisteva una scienza dei viventi, inoltre prima di Aristotele nessuna scienza era espressa in testi che non mescolassero diverse discipline, senza escludere la teologia e il sacro. Qui invece troviamo le "Ricerche sugli animali", che descrivono quasi seicento specie diverse di animali direttamente osservati, classificati nelle "Parti degli animali" con la distinzione fondamentale tra ovipari e vivipari, nonché per esempio l'attribuzione di balene e delfini ai mammiferi, per il loro respirare tramite polmoni e non tramite branchie. La "Riproduzione degli animali" descrive la riproduzione sessuale, intesa come l'infusione attiva della forma da parte del maschio nella materialità della femmina. A brevi opere sulla percezione, la memoria, il sonno, i sogni, la lunghezza della vita e la respirazione segue il trattatello sul Moto degli animali, movimento che viene ricondotto alla forza di un assoluto primo immobile, necessario a ogni forma di mobilità.
br. «Tutti i grandi pensatori marxisti hanno sentito il fascino enorme che emanava dal discorso cristiano sull'eguaglianza e la disuguaglianza» sostiene Bellinazzi. «Non hanno afferrato, però, nella maggior parte dei casi, che Marx non vietava assolutamente di credere in Dio. Egli negava l'esistenza di un Dio materiale, di un feticcio naturale, esterno agli uomini, che agiva dualisticamente dal di fuori sui loro destini, un Dio naturale, che, come un idolo e come il denaro, "reificava" il mondo». Intento dell'opera è mettere in luce la relazione tra la filosofia della storia di Hegel - e i concetti di Dio e di religione che ne costituivano i presupposti - e la filosofia della storia di Marx ed Engels. Il volume approfondisce il rapporto fra i tre filoni dottrinari, il marxismo, il materialismo dialettico e l'idealismo tedesco in materia di Dio e di cristianesimo, inteso come il cristianesimo luterano trasmesso ai posteri da Hegel e non, ad esempio, in veste di cristianesimo cattolico di Novalis, o di cristianesimo luterano di Kant, Schleiermacher e Schelling...
brossura In quest'opera Vincenzo Capparelli ripercorre le fonti dirette della tradizione pitagorica, così da permettere, attraverso di esse, di potere ricostruire il profilo storico ed ideale di quella che può considerarsi la massima scuola sapienziale dell'Occidente. Un profilo che tuttavia non è possibile attingere nella sua interezza, proprio per il carattere iniziatico di tale scuola, che comportava una rigorosa selezione, protetta dall'obbligo del silenzio.
ril. Si presenta qui, corredata dei testi a fronte nelle lingue delle prime edizioni, la prima traduzione integrale al mondo delle opere che René Descartes ha dato alle stampe dal 1637 al 1649. Edizione di riferimento è stata quella nazionale delle CEuvres de Descartes di Charles Adam e Paul Tannery integrata dalle più recenti edizioni. L'insieme di questi scritti, tutti programmati dallo stesso Descartes, presenta la filosofia cartesiana in tutta la sua considerevole pregnanza: mostra, infatti, quanto ampio sia stato l'arco degli interessi del filosofo, che spaziava dalle questioni di metodo, a quelle di matematica, musica, fisica, metafisica, morale, fisiologia, anatomia, medicina; dalla vivisezione alla costruzione di macchine per tagliare le lenti; dava visibilità ai diversi generi letterari che il filosofo coltivava, alle lingue che usava, ai progetti che realizzava, ultimo dei quali è stato il manuale in cui il nuovo sapere veniva presentato all'interno di un'impalcatura che era quella dei vecchi manuali. L'opera di Descartes emerge qui come un'enciclopedia del nuovo sapere nel momento preciso in cui esso viene a definirsi nella sua piena autonomia rispetto alla tradizione.
ill., ril. lusso Per Carl Gustav Jung l'arte fu l'amorosa compagna segreta di tutta la vita. Disegnò, dipinse, scolpì, intagliò il legno, progettò architetture con la maestria e la versatilità di un artista rinascimentale. Pochissimi, tuttavia, ne conoscevano il talento fuori del comune, perché egli decise di non rendere pubbliche le sue opere. Il mondo rimase quindi stupefatto quando nel 2009, a quasi cinquant'anni dalla morte, venne dato alle stampe il Libro rosso, l'inedito forse più strabiliante dell'intero Novecento, dove Jung calligrafò la sua potente visione dell'inconscio, illustrandola con tavole degne della migliore tradizione miniaturistica del Medioevo. Da allora, l'artista che non volle mai chiamarsi tale occupa il posto che gli spetta anche nella storia dell'arte, oltre che nel pensiero contemporaneo. Ma molto rimaneva da scoprire. Al desiderio di ammirare finalmente i tesori mai usciti dagli archivi risponde questo libro, curato dall'istituzione che custodisce il lascito junghiano. La sontuosa iconografia, in larga parte inedita, e i saggi che ne commentano ogni aspetto - dalle raffinate tecniche pittoriche all'uso dei colori, dalle figurazioni simboliche alle valenze meditative, fino alle scelte collezionistiche, che fecero della biblioteca di Jung una «stanza delle meraviglie» - integrano in modo sostanziale quanto si sapeva della psicologia analitica, della sua genealogia e dei suoi sviluppi. Spesso prologhi visivi degli scritti, gli abbozzi, gli acquerelli, i guazzi e le sculture esprimono quel pensare per immagini che rende riconoscibili i processi psichici: un esercizio in vivo, con esiti artistici alti, del metodo dell'immaginazione attiva. E di fronte al cromatismo che accende qualsiasi soggetto Jung raffiguri, paesaggio, demone o mandala, non sarà eccessivo parlare di capolavoro.
brossura Il dizionario contiene termini tecnici, segni grafologici, proprietà psicografologiche, espressioni idiomatiche, ed è destinato a coloro che sono interessati ad avere una cognizione della disciplina grafologica in generale e della grafologia morettiana in particolare, quindi anche agli studenti che intendono avvalersi di un nuovo strumento di studio e di ricerca; intende inoltre favorire la consapevolezza critica e apportare spunti opportuni per un ulteriore approfondimento della materia.
ril. Questo Dizionario si articola in quattromila voci relative a quattro ambiti disciplinari: la psicologia propriamente detta, la psicoanalisi, la psichiatria e le neuroscienze. Queste quattro discipline, che affondano le loro radici nella filosofia, presentano tra loro vari livelli di contaminazione teorica, e non di rado mutuano modelli concettuali da campi affini quali l'epistemologia, la fenomenologia, l'antropologia culturale, la sociologia, la pedagogia, lalinguistica e l'ermeneutica. Oggi questo perimetro si allarga fino alle nuove frontiere delle neuroscienze, di recente adiuvate dalle competenze via via acquisite dalla genetica e dalle verifiche sperimentali della diagnostica strumentale, senza trascurare i progressi compiuti nell'ambito delle teorie della mente, della psicometria, della statistica e della psicologia dei nuovi media. Questo "Dizionario d'autore", oltre a organizzare sistematicamente tali ambiti di conoscenza, consente al lettore di percorrere le oscillazioni di significato che la stessa parola assume attraversando i vari territori del sapere psicologico. Un simile risultato è stato ottenuto attraverso la citazione diretta degli autori che hanno introdotto il termine o ne hanno variato il significato. Il tutto documentato da un ampio apparato bibliografico seguito dall'Indice degli autori, segnalati con le voci in cui compaiono, e da un Indice delle voci.
ril. Il libro ha un carattere composito che motiva la definizione del titolo; presenta scritti in parte inediti, in parte di difficile reperibilità, suddivisi in quattro sezioni: I. Varia; II. Dialoghi morali; III. Lingua e riforma scolastica; IV. L'affare delle Decretali con Appendice sull'Avvocato del Re. Il volume completa e conclude il progetto editoriale relativo alle opere di Antonio Genovesi.
ril. L'interesse di Heidegger per Aristotele, testimoniato da questo corso universitario che il filosofo tenne nel 1924, si colloca nel periodo cruciale dell'elaborazione dell'analitica ontologico-esistenziale di Essere e tempo. In particolare, nell'analisi della Retorica aristotelica compaiono già, in nuce, alcuni 'concetti fondamentali della filosofia heideggeriana' - come "Dasein" (esserci) , "In-der-Welt-sein" (essere nel mondo) e "Befindlichkeit" (il sentirsi situato, la situatività, e anche la situazione emotiva) - destinati a lasciare un segno indelebile nella filosofia del Novecento. Ma, soprattutto, Heidegger si impegna qui - come raramente in seguito - in una brillante fenomenologia dei "pàthe", delle «passioni», e del ruolo determinante che esse svolgono nella vita e nell'esistenza dell'uomo. La messa in questione del tradizionale privilegio accordato agli atti intellettivi superiori che questo implica suggerisce l'idea che siano costitutivi dell'uomo, allo stesso titolo della ragione, anche gli elementi 'inferiori', quali la sensibilità, le affezioni e le passioni.
ril. Quest'opera dall'aura esoterica - stesa tra il 1936 e il 1938 sull'orlo di una drammatica crisi filosofica e personale, ma pubblicata solo nel 1989 - è il tentativo più organico e coerente compiuto da Heidegger per riorganizzare il suo pensiero dopo la cosiddetta "svolta". Prende dunque forma un universo speculativo nuovo e sorprendente rispetto a quello di "Essere e tempo": entrano in scena l'interpretazione della metafisica come oblio dell'Essere, la diagnosi storico-epocale del nichilismo e della tecnica, il confronto con Nietzsche e con Hölderlin, la dottrina dell'"ultimo Dio" e di un "altro inizio" della storia. In realtà già alla fine del capolavoro del 1927 si profilava l'esigenza di rovesciare la teoria quasi trascendentale dell'Esserci per considerare non solo il suo puro autoprogettarsi, ma anche l'immemoriale e insondabile provenienza della sua finitudine dalla storia dell'Essere. Con il pensiero della "svolta", cui quest'opera dà corpo, Heidegger teorizza la coappartenenza di Essere ed Esserci in quell'"evento-appropriazione", "l'Ereignis", con cui l'Essere si affida all'Esserci in un'alternanza di donazioni e sottrazioni, concessioni e rifiuti, manifestazioni e occultamenti, che ritmano le "epoche" della storia.
br. L'interesse per il sogno come testimonianza dell'esistenza dell'inconscio è inseparabile dal pensiero di Jung, e spesso costituisce il fondamento empirico della sua teorizzazione. Il sogno è il tema attraverso il quale Jung elabora le più sostanziali fra le sue critiche della concezione freudiana. "Il materiale onirico non consiste solo di ricordi, ma racchiude nuovi pensieri che non sono ancora coscienti". "L'analisi dei sogni, cioè la scoperta di questi 'nuovi pensieri', deve avvenire all'interno di una relazione fra due individui. Su questo punto, Jung anticipa le idee odierne circa la natura fondamentalmente paritaria della relazione tra paziente e analista, con la necessità che quest'ultimo tenga sempre presente e metta in gioco la propria soggettività. Il volume contiene la trascrizione di appunti presi in cinquantuno sedute seminariali tenute a Zurigo dal 7 novembre 1928 al 25 giugno 1930. Il lettore ha modo di conoscere la tecnica junghiana di analisi dei sogni, e anche di incontrare il personaggio Jung, con la sua chiarezza espositiva, il suo senso dell'umorismo, il suo lasciarsi andare ad affascinanti divagazioni.
brossura
ril. Molto tempo prima che venisse coniato il semplicistico termine di "globalizzazione", Carl Schmitt aveva visto, con lucidità profetica, come "l'universalismo dell'egemonia anglo-americana" fosse destinato a cancellare ogni distinzione e pluralità spaziale in un "mondo unitario" totalmente amministrato dalla tecnica e dalle strategie economiche transnazionali, e soggetto a una sorta di 'polizia internazionale'. Un mondo spazialmente neutro, senza partizioni e senza contrasti - dunque senza politica. Per Schmitt non il migliore, ma il peggiore dei mondi possibili, sradicato dai suoi fondamenti tellurici. Fedele alla 'justissima tellus', Schmitt persegue invece l'idea che non possa esservi 'Ordnung' (ordinamento) mondiale senza 'Ortung' (localizzazione), cioè senza un'adeguata, differenziata suddivisione dello spazio terrestre. Una suddivisione che superi però l'angustia territoriale dei vecchi Stati nazionali chiusi, per approdare al 'principio dei grandi spazi': l'unico in grado di creare un nuovo 'jus gentium', al cui centro ideale dovrebbe tornare a porsi l'antica terra d'Europa, autentico 'katechon' di fronte all'Anticristo dell'uniformazione planetaria nel segno di un unico "signore del mondo". Certo è che la prospettiva di Schmitt, già delineata ottant'anni fa, appare oggi più attuale che mai, e il suo pensiero si conferma come essenziale per la lettura della nostra epoca.
ill., br. "Genio e follia nel percorso creativo" è un libro, che attraverso esempi e storie di uomini al di sopra della massa, entra nel mistero della mente e accompagna il lettore a comprendere il rapporto tra genio e follia, un enigma che ha stimolato e incuriosito filosofi dell'antica Grecia come Platone e Aristolele fino ai giorni nostri coinvolgendo studiosi non solo di neuroscienza ma di molteplici altre discipline. Secondo l'autore la creatività è necessaria per dare un significato profondo alla vita, così da favorire il passaggio dall'ego al vero sé, recuperare la saggezza dell'anima e vivere l'esistenza come esperienza straordinaria con l'opportunità di dare al mondo un prodotto artistico, una scoperta luminosa in qualsiasi campo, che aiuta l'evoluzione ed è una dimostrazione altissima dell'homo sapiens... e soprattutto di essere e diventare se stessi, esprimendo tutte le proprie potenzialità nel percorso di vita, considerando che ognuno di noi è "unico". Nella dualità esistenziale la follia è una possibilità umana che è dentro di noi, nel percorso di trasformazione interiore, il creativo può lasciarsi andare e può esplodere nelle sue potenzialità cognitive ed emozionali non solo in modo costruttivo ma anche distruttivo per sé e per gli altri.
brossura Che cosa rende un bambino di otto anni diverso da uno di quattro, una trentenne da una ventenne, o una persona di ottantacinque anni da una di settanta? Psicologia dello sviluppo mette in evidenza come i processi di sviluppo si dispiegano nell'arco della vita e adotta insieme due approcci, cronologico e tematico, per trovare risposta a queste domande. I temi principali alla base della scienza dello sviluppo emergono in tutto il libro, ma, dal momento che lo sviluppo di una persona si svolge nel corso del tempo, il libro si legge anche come una storia. Con uno stile narrativo e colloquiale, l'autrice ci accompagna in modo naturale da un capitolo all'altro, in un flusso che restituisce la forte interconnessione tra i capitoli, proprio come avviene nel passaggio da una fase della vita a un'altra. Ogni capitolo inizia con un breve racconto e i personaggi di queste storie di apertura sono seguiti in ogni parte del libro, la cui scansione copre l'intero arco dell'esistenza e lo articola stadio per stadio. Il testo è incentrato sulla persona e sulla partecipazione attiva del lettore, a più riprese chiamato a ragionare sulla propria vita, per mezzo di domande, e sollecitato a mettersi nei panni degli altri, attraverso interviste a persone di diversa età e situazione esistenziale. Una simile impostazione crea tra il libro e chi lo legge un dialogo intenso, che sollecita il pensiero critico e invita a uno sguardo attento all'influenza delle pratiche sociali, del contesto politico-economico e della fase storica nello sviluppo dell'esistenza umana. Psicologia dello sviluppo è quindi un libro dal respiro davvero globale, scandito dal ricorrere della domanda «Come viene affrontato questo tema in altre società?» e da paragrafi centrati su Il contesto. All'impostazione storica e globale, si unisce una visione ecologica della teoria dei sistemi evolutivi, nella quale sono tenute presenti ed esplorate le numerose influenze che interagiscono in ogni tappa fondamentale della vita. Infine, se da un lato questo si presenta come un manuale pratico, in grado di attivare quegli strumenti di sensibilità personale e spirito critico così importanti in una persona che si avvia alla professione, dall'altro offre un panorama delle più recenti scoperte scientifiche e propone numerosi collegamenti con le neuroscienze, la genetica e l'economia, immergendo chi legge nel mondo della ricerca e delle sue sfide, descritto nelle rubriche Come sappiamo... e nelle schede Temi caldi nella scienza dello sviluppo.
br. La Scala sintetica per la valutazione della scrittura in età evolutiva è l'adattamento italiano della BHK, lo strumento più conosciuto e utilizzato nella pratica clinica per la quantificazione della disgrafia evolutiva nelle sue componenti di cattiva qualità del segno grafico (analisi morfologica) e disfluenza (velocità nella produzione di grafemi). L'analisi della scrittura si articola in 13 parametri che descrivono le caratteristiche dell'atto grafico e permettono l'identificazione del segno «disgrafia». In questa edizione rivista e aggiornata si propongono due nuovi capitoli che orientano sulle tipologie di cattiva scrittura e sull'utilizzo della Scala BHK nella diagnosi del disturbo evolutivo specifico della funzione motoria e del disturbo dell'espressione scritta. Neuropsicologi, neuropsichiatri infantili, neurologi, terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, fisioterapisti e logopedisti possono utilizzare la Scala per la valutazione dei disturbi evolutivi specifici e più in generale per la rilevazione dei disturbi della motricità fine.
ril. Dopo i primi e più celebri testi sulla tecnica della psicoanalisi, quello di Glover e quello di Fenichel, in pochissimi hanno osato affrontare uno studio sistematico di tale argomento. Questo libro di Etchegoyen è un'impresa che ha l'intento di abbracciare tutti i problemi della tecnica. "Il mio proposito - scrive l'autore - è offrire al lettore un quadro completo della materia nella sua problematica attuale, con le linee teoriche che la percorrono dal passato al presente e uno sguardo al possibile futuro". Un libro concepito e scritto da una sola persona ha vantaggi evidenti, in esso però si nasconde un pericolo: l'autore ha una sua concezione teorica che potrebbe privilegiare rispetto alle altre, o per lo meno, che capisce meglio di tutte, e ciò lo espone al rischio dell'unilateralità. Questa è la sfida. Etchegoyen ne è consapevole e ritiene di poterla accettare: "Quanto più leggo e rileggo, quanto più penso e osservo il paziente sul divano, tanto meno mi sento incline a posizioni estreme e univoche, e più mi mantengo lontano sia dall'eclettismo compiacente sia dalle posizioni scolastiche". D'altronde Etchegoyen non rinuncia a far conoscere al lettore le proprie convinzioni, ma lo fa esplicitamente, mantenendo sempre nettamente distinti il piano dell'esposizione da quello delle valutazioni personali.
br. La laurea in psicologia si rivela sempre più spesso una tappa intermedia in un processo formativo che sembra non finire mai. Esami di Stato, selezioni per l'ammissione in scuola di specializzazione, esami di concorso anche per un semplice incarico, richiedono di rivedere e aggiornare di continuo la propria preparazione. Il taglio accademico dei tradizionali testi universitari in questi casi non serve. Occorre piuttosto un testo unico, aggiornato, non dispersivo, che consenta un approfondimento mirato delle materie di base e di quelle specialistiche della nostra disciplina. La nuova edizione di questo volume è profondamente rivista e aggiornata nella forma e nei contenuti anche alla luce della nuova classificazione del DSM-5. Inoltre nel sito web ateneonline.it/moderato-rovetto4e dedicato al volume sono disponibili ulteriori importanti risorse di supporto.
cm. 17 x 24, vi-328 pp. Lessico intellettuale europeo 594 gr. vi-328 p.
cm. 17 x 24, viii-452 pp. Lessico intellettuale europeo Soprattutto nella seconda parte di questo secolo la nozione di segno ha assunto, nel campo delle scienze umane come della riflessione filosofica, un rilievo del tutto particolare. Spaziando su un arco cronologico che va dall?antichit? classica a Wilhelm von Humboldt i contributi raccolti indagano i principali snodi del suo sviluppo, ponendosi da un punto di vista lessicografico e storico-filosofico. Especially in the latter part of this century the knowledge of signs has assumed particular importance in the field of Humanities as in philosophical reflection . Over a chronological span of time ranging from the Ancient Classics to Wilhelm von Humboldt the contributions collected together in this volume investigate the crucial points of its development from a lexicographical and historic-philosophical point of view. 822 gr. viii-452 p.
cm. 16,5 x 22,5, 298 pp. con un grande albero genealogico e 1 tav. f.t. Opuscoli filosofici - Testi e documenti inediti o rari 490 gr. 298 p.
brossura Il volume raccoglie contributi di studiosi, collaboratori, amici, maestri e allievi di Fabio Minazzi, in occasione del suo sessantesimo compleanno, come atto di riconoscimento e di omaggio per il suo straordinario impegno scientifico, culturale, editoriale e civile nell'alveo della tradizione della Scuola di Milano a sostegno dei principi del razionalismo critico e del neoilluminismo. Gli studi di Minazzi si sono concentrati soprattutto su autori come Preti, Geymonat, Dal Pra, Popper, Petitot, Vasa, Enriques, Vailati, Cattaneo, Kant e Galileo. A questo filone di ricerca ha aggiunto quello sulla Scuola di Milano, su Antonio Banfi e le tradizioni filosofiche del razionalismo critico, del neopositivismo, del pragmatismo, del neoilluminismo e del realismo critico. Ha poi esteso questo ambito di studi al più ampio panorama epistemologico, filosofico e storico-culturale in cui si articolano le varie forme della razionalità scientifica moderna, con particolare attenzione ai secoli XIX e XX e alle vicende del razionalismo critico europeo e del mondo della prassi. Ha infine promosso la realizzazione dell'Archivio e della Biblioteca del Centro Internazionale Insubrico, che raccolgono, per lo più, carteggi e manoscritti di autori del razionalismo lombardo otto-novecentesco e Biblioteche d'autore di protagonisti della Filosofia della scienza e del pensiero.