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cm. 24,5 x 34,5, xxiv-230 pp. Lessico intellettuale europeo 1700 gr. xxiv-230 p.
cm. 17,5 x 25, xvi-286 pp. Corpus philosophorum medii aevi - Subsidia 635 gr. xvi-286 p.
ill., ril. Umanesimo come scuola di retorica, culto dei latini e dei greci, nascita della filologia? Cacciari ci fa capire come le cose sono più complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada in realtà inserita in un progetto culturale più ampio nel quale l'attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. Dunque una filologia che è intimamente filosofia e teologia. E i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest'ottica non iniziano con Petrarca o con i padovani, ma con lo stesso Dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del Rinascimento. C'è un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente "anti-dialettico", in cui le polarità opposte non si armonizzano né vengono sintetizzate... Tra gli autori antologizzati: Petrarca, Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Lorenzo Valla, Leon Battista Alberti, Marsilio Ficino, Cristoforo Landino, Pico della Mirandola, Poliziano, Savonarola, Leonardo da Vinci, Machiavelli. Con un saggio di Massimo Cacciari.
ril. I poeti e i pittori a lui contemporanei lo ritraevano come un novello Orfeo che aveva saputo scendere nei recessi dell'antichità per riportare alla luce la vera sapienza. Marsilio Ficino è l'intellettuale più influente della famosa cerchia medicea intorno a Cosimo (che Marsilio considerava un secondo padre) e poi a Lorenzo il Magnifico. Punto di riferimento imprescindibile, prima da emulare poi da contrastare, per Pico. Spesso associato al neoplatonismo, che grazie a lui in effetti diventò la «moda» filosofica degli anni Settanta-Ottanta del Quattrocento in tutta Italia, Ficino ha un percorso molto piú variegato e complesso. Questa antologia dei suoi scritti (opere e lettere) prova per la prima volta a dar conto dell'evoluzione del suo pensiero. A partire dall'epicureismo degli anni giovanili, quando il filosofo fiorentino faceva della voluptas il vero motore del mondo, alle più originali sintesi di platonismo e aristotelismo, fino al pensiero magico-ermetico dell'età matura. Compresa l'iniziale infatuazione savonaroliana e la furiosa invettiva finale contro il frate domenicano finito sul rogo. Un percorso punteggiato da un apparato iconografico che presenta alcuni capolavori della pittura tardo-quattrocentesca, tutti strettamente legati alla biografia o ad alcuni passaggi delle opere di Ficino.
ill., ril. Fortemente nutrito di letteratura, con una giovanile vocazione alla scrittura, Freud fa i conti tutta la vita con l'arte della narrazione. La storia dei suoi "casi clinici" è una progressiva messa a punto di tecniche del racconto, dove diario, fiction, resoconto memoriale, racconto realistico e racconto polifonico in senso bachtiniano si alternano fra avanzamenti e ripensamenti continui. Freud era legato a un'idea classica di narrazione, compiuta, ordinata per successioni temporali. Ma quando arriva ai casi clinici della maturità, come "L'uomo dei lupi", il montaggio del suo racconto analitico risulta qualcosa di molto diverso. Come scrive Lavagetto nel suo saggio introduttivo, "Freud si trova preterintenzionalmente in sintonia con gli esiti di quella rivoluzione estetica che aveva messo in crisi la possibilità di organizzare le storie in base al sistema della verosimiglianza, al gioco di cause ed effetti, all'alternarsi di aspettative, sorprese, riconoscimenti e scioglimenti. Quella letteratura, quella venuta dopo la rivoluzione estetica e che trova la propria trionfale affermazione nei primi anni del Novecento, può legittimamente vedere nella psicoanalisi un prodotto e un sintomo del declino irreversibile di un mondo. Verranno a galla nuovi personaggi, una nuova figura di narratore e, soprattutto, nuove modalità di narrazione nel progressivo e inesorabile dissolversi delle forme classiche". Se Freud è uno dei padri del pensiero novecentesco, lo è come teorico e come scrittore.
ill., ril. È lecito maltrattare gli animali? E mangiarli? Molto del dibattito odierno sulla natura e sui diritti degli animali ha avuto prodromi antichi, anche se con categorie diverse dalle nostre. Pietro Li Causi e Roberto Pomelli ci propongono una selezione di testi chiave sul tema, ritradotti per l'occasione e accompagnati da un commento storico-filologico, aprendo suggestive connessioni con la modernità. Il volume raccoglie l'ottavo e il nono libro della "Historia animalium" di Aristotele, i frammenti degli stoici sugli animali, i tre trattati di Plutarco sul vegetarianismo e sulla "questione animale" (De esu carnium, Bruta animalia ratione uti e De sollertia animalium) e infine il "De abstinentia" di Porfirio. Il volume si apre con Aristotele perché sono stati proprio gli studi di questo pensatore e dei suoi allievi a inaugurare una forma di discorso autonomo sugli "zoa". Un discorso non più occasionale e sporadico che, a partire dalle osservazioni sulle differenze fra gli uomini e gli altri animali, risulta seminale e fondativo per gli sviluppi ulteriori del pensiero greco. Dopo Aristotele, uno snodo fondamentale è costituito dagli stoici, paladini del depotenziamento delle funzioni "mentali" degli animali e della deresponsabilizzazione etica degli umani nei loro confronti. Una risposta ferma e decisa alle posizioni stoiche viene dal versante del medio e neoplatonismo, con Plutarco e soprattutto con Porfirio.
br. Nella sua "Autobiografia" Vico ripercorre fedelmente la genesi cronologica del "Diritto universale". Nell'ottobre 1719, in un'orazione inaugurale espone l'idea di base, «de divinarum atque humanarum rerum notitia haec agam tria: de origine, de circulo, de constantia; et ostendam origines omnes a Deo provenire, circulo ad Deum redire omnes, constantia omnes constare in Deo». Ai primi di luglio 1720 distribuisce ad amici e studiosi un 'saggio' dell'opera che sta completando, epitome intitolata "Sinopsi del Diritto universale". Tra luglio e agosto, o ai primissimi di settembre, pubblica il "De uno universi juris principio et fine uno", cuore di tutto il lavoro. Ancora fra agosto e settembre dell'anno successivo dà alle stampe il "De constantia jurisprudentis", sorta di 'appendice' al precedente e dimostrazione delle teorie lì sviluppate. Infine, nella seconda metà di agosto 1722, raccoglie e pubblica nelle "Notae in duos Libros" il complesso delle correzioni e delle aggiunte da apportare ai due volumi, che il nostro autore costantemente vuole intendere come un'opera unitaria («liber prior», «liber alter»). Si tratta della prima stesura della "Scienza nuova", testimonianza insostituibile - oggi riproposta in edizione critica - delle prime «discoverte» fondamentali, nonché delle ricerche fervide, complesse e vivaci che portarono Vico dalle posizioni giovanili a quelle della maturità.
In-16° pp. 191, bross. edit. con mancanze al dorso. Bruniture della carta dovute al tempo.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. L'opera nasce con l'intento di fornire un panorama ampio e approfondito delle vicende che hanno segnato, nel corso dei secoli, lo svolgimento della Scuola napoletana non solo nella città partenopea ma, più estesamente, nella Campania e in molta parte del Mezzogiorno. Un'appendice sulla letteratura artistica napoletana fornisce ulteriori elementi per seguire la storia della pittura partenopea. Corredano il volume più di duecento immagini a colori. La rivalutazione significativa della pittura napoletana è il risultato concreto d’interventi di studio e di rivisitazioni critiche che hanno consentito di far luce su periodi e su personalità ingiustamente velati dal tempo. Tale processo rivalutativo, avvenuto attraverso studi e approfondimenti, campagne di restauro, mostre, aste, meritava, tuttavia, di essere inquadrato in una griglia metodologica unitaria, che fornisse le ragioni generali d’un processo proponendo, in sostanza, un profilo storico, un quadro sistematico del divenire della «Scuola» napoletana di pittura. In questo volume l’autore analizza con rigore filologico personalità ed eventi, soffermandosi non solo sulle figure di spicco ma avendo altresì cura di far emergere la fitta trama del tessuto connettivo della «Scuola», fatta anche di personalità cosiddette «minori» ma preziose per comprendere nessi e relazioni, interferenze e determinazioni di contesto. Opportuno rilievo è stato riservato agli anni più recenti e alla produzione d’arte contemporanea. Il corredo d’immagini presenta opere spesso del tutto sconosciute o almeno poco note, commentate da analisi dettagliate. Un indice dei nomi dei pittori e uno delle personalità di rilievo vanno a completare questo testo che s’arricchisce anche d’una nutrita bibliografia e di un’appendice sulla letteratura artistica napoletana. Informazioni bibliografiche Titolo: La pittura napoletana: storia delle opere e dei maestri dall'età antica ai nostri giorni Collana: Volume 5 di Voci del tempo Autore: Rosario Pinto Editore: Napoli: Liguori, 1998 ISBN: 8820728311, 9788820728311 Lunghezza: 649 pagine, 24 cm; illustrato Peso: 2 Kg Soggetti: Arte, Pittura, Napoli, Storia, Discipline artistiche, Bibliografia, Preistoria, Catacombe, Età Fridericiana, Tusciano, Miniatura, Pietro Cavallini, Giotto, Angioini, Cappella Leonessa, Senesi, Cavarretto, Simone Martini, Amalfi, Niccolò di Tommaso, Tardo-gotico, Aragonesi, Pietà, Sant'Anna de' Lombardi, Eboli, Rinascimento, Riforma, Controriforma, Tolentino, Seicento, Michelangelo Merisi da Caravaggio, Ribera, Naturalismo, Beltrano, Sellitto, Stanzione, Palumbo, Battistello Caracciolo, Pittoricismo, Colantonio, De Rosa, Marullo, Somer, Passante, Carbone, De Montis, Fusco, Girard, Kincaid, Saaty, Ferdinando Fuga, Napoli, Berardo Galliani, Milizia, Argan, Scuola Di Posillipo, Salvator Rosa, Vedutisti, Gemito, Fiamminghi, Realfonso, Settecento, Solimena, Vaccaro, Ottocento, Anton Smith Pitloo, Giacinto Gigante, Stazione Zoologica, Novecento, Emilio Notte, Grafica cartellonistica, Isole, Futurismo, Crisconio, Curcio, Cangiullo, Pansini, Gruppo Sud, Colucci, De Simone, Ruotolo, Izzo, Capasso, Dopoguerra, Pop, Desiato, Graffitismo, Artmatica, Videoarte, Gallerie, Estetica della comunicazione, Moderna, Contemporanea, Polvere di piselli, Carlo Alfano, Capua, Vanvitelli, Bernardo Cavallino, Bracco, Rizzo, Ceppaloni, I sopravvissuti, Tommaso Cardillo, Neoclassicismo, Art, Painting, Naples, History, Artistic Disciplines, Bibliography, Prehistory, Catacombs, Age of Frideric, Miniature, Angioini, Cappella, Senesi, Amalfi, Late-Gothic, Renaissance, Reformation, Counter-Reformation, Seventeenth Century, Nauralism, Pictorialism, Naples, Militia, Posillipo School, Vedutists, Renaissance, Flemish, Eighteenth Century, Nineteenth Century, Zoological Station, Twentieth Century, Cartographic Graphics, Islands, Futurism, South Group, Survivors, Neoclassicism, Paintings, Barocco, Seicento napoletano, Libri illustrati, Avanguardie, Graffitismo metropolitano, Street Art, Donne, Estetica, Dopoguerra, Novecento, Biografie, Bibliografia, Baroque, Neapolitan seventeenth century, Illustrated books, Avant-gardes, Metropolitan graffiti, Women, Artistic, Aesthetics, Postwar, Twentieth century, Biographies, Bibliography
#350 of 700 facsimile copies of the 1759 first edition specially reprinted in 1969. xxxviii, [2], 60, [4], 49 [plates] pages. This work "formed the basis on which the drill of the Continental Army was prepared." - dust jacket. Armorial bookplate upon front free endpaper, otherwise book clean, bright and unmarked with light wear. Average wear to dust jacket which is now preserved in archival-grade Brodart. Book
brossura
cm. 17 x 24, 402 pp. 710 gr. 402 p.
cm. 17 x 24, 466 pp. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi Il percorso di Felice Tocco dalla scuola di Spaventa al tormentato rapportocon il nascente attualismo di Gentile. La posizione assunta da Felice Tocco-studioso di Platone, Bruno del criticismo kantiano e dei movimentireligiosi- nel contesto del neokantismo italiano ed europeo tra 800 e 900. 908 gr. 466 p.
cm. 17,5 x 25, 308 pp. Corpus philosophorum medii aevi - Testi e studi 1003 gr. 308 p.
cm. 17,5 x 25, xxii-320 pp. Corpus philosophorum medii aevi - Subsidia Le descrizioni dei manoscritti di interesse filosofico conservati nelle seguenti biblioteche: Biblioteca Capitolare di Santa Maria a Novara, Biblioteca Comunale di Palermo,Biblioteca Universitaria di Pavia, Ecc. 730 gr. xxii-320 p.
cm. 24,5 x 34,5, 252 pp. con ill. Lessico intellettuale europeo Opera collettiva di ampie dimensioni, basata sullo spoglio (in parte manuale, in parte elettronico) di 55 testi filosofico-scientifici appartenenti al periodo in questione, dal ?Sidereus nuncius? di Galilei (1610) alla ?Dissertatio? di Kant (1770). Nelle varie voci, articolate in base a criteri sia morfologici sia semantici, vengono dati i passi pi? significativi in cui compare la parola in entrata. Questo fascicolo conclude il primo volume dell?opera. A copious collective work based on the examination (in part manual, in part electronic) of 55 philosophic-scientific texts pertaining to the period in question, from ?Sidereus nuncius? by Galilei (1610) to ?Dissertatio? by Kant (1770). In the various terms, articulated on the grounds of both morphological and semantic criteria, the most significant passages are given in which the opening word appears. This number concludes the first volume of this work. 1030 gr. 252 p.
cm. 18 x 25,5, xvi-292 pp. con 1 tav. f.t. Corpus philosophorum medii aevi - Testi e studi 645 gr. xvi-292 p.
cm. 17 x 24, xx-472 pp. Lessico intellettuale europeo Corpus Cartesianum, vol. III. Terzo volume della serie del ?Corpus cartesianum? del Lessico Intellettuale Europeo. Segue infatti, a molti anni di distanza, l'?Index des Regulae ad directionem ingenii?, pubblicato a cura di J.-R. Armogathe e J.-L. Marion nel 1976 e l'?Index du Discours de la m?thode?, a cura di P.-A. Cahn?, pubblicato nel 1977. Strumento utile per la conoscenza del Descartes latino lo ? anche per lo studio del latino moderno. The third volume of the series ?Corpus Cartesianum? of ?Lessico Intellettuale Europeo? After an interval of many years in fact it follows on from the ?Index des Regulae ed directionem ingenii? edited by J. R. Armogath and J. L. Marion in 1976 and from the later ?Index du Discours de la m?thode? edited by P. A. Cahn? in 1977. Indispensable to improve ones knowledge of the Latin of Descartes as well as for the study of modern Latin. 886 gr. xx-472 p.
cm. 24,5 x 34,5, 220 pp. con ill. Lessico intellettuale europeo 907 gr. 220 p.
cm. 17 x 24. Ciascuna annata. Sono disponibili le annate arretrate dal 1979 al 1984.
ril. Il volume raccoglie una settantina di testi di Bobbio definibili - per occasione, contenuto e stile - come "scritti d'impegno civile": quelli cioè in cui con maggior nettezza emerge il problematico rapporto tra l'etica e la politica. Frutto di una selezione estrema, i testi sono raggruppati in tre grandi sezioni: "Compagni e maestri", "Valori politici e dilemmi etici", "Le forme della politica". All'interno di esse gli scritti si dispongono secondo uno schema binario, per coppie antifrastiche o contigue, secondo un caratteristico modo di procedere del pensiero di Bobbio: cultura e politica, libertà ed eguaglianza, democrazia e dittatura, pace e guerra, socialismo e comunismo, destra e sinistra. Saggio introduttivo di Marco Revelli.
ril. A lungo considerate dagli studiosi come oggetto misterioso che non si sapeva in quale modo trattare, le opere mnemotecniche di Bruno si sono rivelate, soprattutto dopo il libro di Frances Yates, L'arte della memoria, come il centro e il motore occulto dell'intera sua opera. Ma non per questo hanno perso il loro aspetto cifrato, che non finisce di stupire. Gli equivoci insorgono subito, già dalla definizione della disciplina. Nata come tecnica utilissima agli oratori per esercitare la memoria, la mnemotecnica è diventata nel corso dei secoli, e soprattutto nel periodo fra Raimondo Lullo e Bruno, che segna il culmine dell'arte, un nuovo regime delle immagini - intese come fantasmi mentali. Questo secondo tomo include testi che, sotto vari profili, possono essere considerati fra i momenti più elevati dell'intera speculazione di Bruno. In particolare, il "Sigillus sigillorum" inizia a porre, attraverso una serrata discussione con i massimi esponenti della tradizione filosofica antica e rinascimentale - a partire da Marsilio Ficino -, le basi dell'ontologia della materia-vita infinita, da cui trarrà origine la cosmologia dell'universo infinito e dei mondi innumerabili, mentre il "De imaginum composizione", vero punto d'arrivo di tutta la riflessione mnemotecnica di Bruno, sfocia in uno stupefacente uso delle immagini, che ripropone in termini nuovi e originali il problema del rapporto fra mente, figura e parola.
ill., ril. Eccentrico già agli occhi dei contemporanei, Pico è sempre stato un pensatore difficile da collocare. Ricco, esibizionista, uomo di mondo e "dilettante di genio", il Conte della Mirandola è, a più di cinque secoli, una sorta di ospite illustre e scomodo della cultura italiana. Lorenzo de' Medici, tra i pochissimi che riuscirono a confrontarsi con lui (quasi) alla pari, lo definì "istrumento di sapere fare il bene e il male" e Pico, di cui tanto si è parlato e scritto, ci appare ancora come un enigma. L'"Orazione" sulla dignità dell'uomo è considerata uno dei testi più rappresentativi del Rinascimento, ma il resto della sua opera - in tutta la sua lussureggiante erudizione - rimane quasi inaccessibile, tanto ricca da sconcertare e confondere. Con questo libro, viene per la prima volta individuata una chiave interpretativa forte, che pone al centro delle riflessioni pichiane la qabbalah e il pensiero mistico ebraico, da Pico conosciuto grazie a moltissime traduzioni latine da lui stesso commissionate. Il Millennio è organizzato come un dizionario, per lemmi, e ad ogni lemma corrisponde una selezione di brani di Pico sul tema. Un'antologia eclettica e affascinante, per esplorare il pensiero vertiginoso di un "irregolare" che, pagina dopo pagina, ha saputo creare un cocktail esplosivo di filosofia, matematica, magia e astrologia, finendo - non a caso con l'essere accusato di eresia dai tribunali vaticani.
ril. Denis Diderot (1713-1784) è un pensatore che ha conosciuto un controverso destino di oblio o di sottovalutazione della portata della sua opera filosofica. Relegati nel limbo dorato dei morceaux choisis («pezzi scelti»), fino alla metà del secolo XX i suoi scritti vennero considerati anzitutto nella prospettiva settoriale o dell'enciclopedista, o del romanziere, o del critico d'arte e dell'autore teatrale, o del brillante scrittore (B. Croce). Negli ultimi trent'anni la pubblicazione delle nuove Ouvres complètes in edizione critica (Hermann, Paris) ha permesso di mettere meglio a fuoco la figura a tutto tondo del Philosophe. Degno di essere confrontato con i suoi compagni di battaglia contemporanei, Rousseau, Montesquieu, Voltaire, Hume, Kant, Diderot, pensatore certo poliedrico, ha tuttavia espresso in maniera coerente e unitaria, al più alto livello, una posizione filosofica critica nei riguardi della tradizione metafisica, dalla prospettiva di un materialismo vitalistico - eterodosso ed eversivo - che appare oggi in tutta la sua importanza teoretica. In questo volume sono raccolte tutte le Opere filosofiche, per lo più postume o di recente scoperta, alcune inedite in italiano, come le Osservazioni su Hemsterhuis, ritrovate nel 1964, o la Confutazione dettagliata di Helvétius, di cui si presentano qui le traduzioni integrali, con accompagnamento filologico di commento. Ne viene fuori l'immagine di un Philosophe che si è occupato dei maggiori problemi epistemologici e gnoseologici sollevati dalle diverse correnti della filosofia illuminista europea, affrontati in un serrato dibattito critico, attraverso il quale prendono rilievo la complessità e la ricchezza delle soluzioni materialiste proposte. Risposte di grande originalità, in ordine al problema dei rapporti tra l'anima e il corpo, ereditato dalla lunga tradizione cartesiana; al problema dell'origine delle conoscenze umane; al ruolo del soggetto nella costruzione della conoscenza ecc. Temi infine sviluppati e illustrati, in concreto, nei Romanzi e racconti.