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brossura
br. Nell'anno 2011 si ricorda il centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia. Tra le persone che hanno operato al conseguimento di questo risultato dobbiamo annoverare anche il filosofo Antonio Rosmini-Serbati. Egli operò nel 1848-49 per alcune soluzioni politiche e diplomatiche le quali assicurassero agli Stati della Penisola la possibilità di unirsi in una Confederazione. Il realismo che dimostrò va apprezzato nella caotica situazione degli anni della "rivoluzione nazionale". Rosmini cercò di convincere papa Pio IX che la causa dell'unità d'Italia non era in contraddizione con il carattere spirituale dello Stato della Chiesa, e che la soluzione federale avrebbe favorito un lento disimpegno del Papato dal potere temporale, a vantaggio della missione di guida religiosa. L'esito della missione romana di Rosmini (raccontata da lui con efficacia nell'opera Della missione a Roma di Antonio Rosmini-Serbati negli anni 1848-49. Commentario, pubblicata integralmente nel 1998), non riuscì favorevole alle sue aspirazioni. Il fallimento del tentativo federale e il distacco del Papato dalla causa nazionale crearono per Rosmini una situazione di disagio, che si concretò nella condanna delle sue opere "riformistiche" sulla Chiesa, da parte della Congregazione dell'Indice. Il presente volume costituisce il primo contributo allo studio, documentato e circostanziato, di tutti gli aspetti dell'azione politica di Rosmini, nel generoso impegno per l'unità italiana.
br. "La recente pubblicazione del volume di Francesco Alfieri, Die Rezeption Edith Steins, testimonia che, offrendo una rassegna completa della bibliografia esistente, l'autore ha tessuto una vera e propria tela, ha creato uno spazio di incontro e di dialogo tra studiosi e lettori di Edith Stein, europei e extraeuropei, finora rimasti perlopiù sconosciuti gli uni agli altri. Dal lavoro di Alfieri è derivato in ma-niera sorprendente un effetto di rinnovamento degli studi steiniani. Si sono dischiuse, infatti, nuove prospettive di ricerca, sono stati scoperti inediti significativi, nuova luce è stata gettata su aspetti ancora oscuri della biografia intel-lettuale della santa patrona d'Europa. Il presente volume può essere considerato un'importante espressione di una nuova generazione di contributi che vogliono esplorare l'intensità con cui la figura di Edith Stein parla a chi vive nel nuovo millennio." (Dalla Prefazione di Laura Boella)
br. Questo libro è un classico per gli specialisti di Pascal e del XVII secolo. Nelle dense pagine di quest'opera, Jean Mesnard offre una lettura dei Pensieri destinata a rimanere di riferimento, come strumento capace di perlustrare la ricchezza e la complessità - lungamente sottovalutate - dei famosi frammenti pascaliani. Così l'illustre studioso francese ci guida in un'avvincente 'avventura pascaliana', esaminando nella prima parte il contesto storico-culturale in cui sorge e si sviluppa il suo disegno apologetico, nella seconda parte più propriamente l'importante problema della 'dialettica' dei frammenti pascaliani, e nella terza parte il significato dei Pensieri, quindi i temi dominanti: l'ironia, il tragico, la mistica. In appendice è riportata una analitica sezione sulla collocazione dei Pensieri all'interno dell'opera di Pascal, sulle diverse edizioni e sulle varianti. Una ricostruzione compiuta con rigoroso metodo critico: affermare il primato del testo rispetto agli arbìtri di non pochi editori e critici che, nel corso dei secoli, hanno arrecato confusione e danni nell'ordinare e nell'interpretare le carte di Pascal.
br. Elizabeth Michel presenta un programma di anatomia e allineamento, indispensabile per gli analisti bioenergetici, i conduttori di classi e per quanti lavorano con il corpo credendo nell'identità funzionale di corpo e mente. L'autrice ha scelto le informazioni essenziali sui distretti corporei da presentare a chi, non avendo una preparazione medica, approccia lo studio dell'analisi bioenergetica. La necessità è quella di conoscere il corpo umano nella sua anatomia e postura naturali, in modo da poterne riconoscere i disallineamenti causati dai vissuti emozionali sfavorevoli della fase evolutiva. Le molte illustrazioni sono di aiuto a seguire l'esposizione e aiutano i lettori a riconoscere questi disallineamenti prima di confrontarsi con i compagni di corso e poi con i pazienti. Piedi e gambe, busto - bacino, dorso, addome e torace - e braccia, spalle testa e collo sono gli argomenti della prima parte del libro che successivamente affronta il tema delle caratteristiche corporee delle strutture caratteriali loweniane: schizoide, orale, masochista, narcisista, rigido. È dunque un libro di anatomia emozionale, che organizza la descrizione delle caratteristiche corporee trattate da Lowen in relazione alle emozioni che determinano la formazione del carattere: organizzazione psicologica e corporea unica per ogni essere umano e nello stesso tempo riconducibile, per comodità didattica, ai cinque tipi già detti.
brossura Oggi le idee della psicoanalisi devono e possono essere rese accessibili a tutti quelli che vivono questa esperienza, terapeuti o pazienti. Il libro presenta le idee di quegli autori che, a partire da Freud, hanno contribuito a formare la fisionomia della psicoanalisi di oggi, attenta a cogliere l'esperienza delle persone reali. Appartiene a questa nuova psicoanalisi anche un nuovo modo di affrontare questioni teoriche e tecniche da sempre dibattute: l'origine della psicopatologia nel trauma reale o nelle fantasie, la femmilità e la mascolinità, le perversioni sessuali, la psicoanalisi come disciplina empirica, il privilegiare l'interpretazione o la relazione reale fra analista e paziente, il controtransfert, ecc.
br. Il volume offre una panoramica delle più recenti prospettive psicologiche sull'invecchiamento, ponendo particolare attenzione al benessere e alla qualità della vita con cui questo percorso può essere intrapreso. Contestualizzando la letteratura internazionale sui cambiamenti neurocognitivi, emotivi e sociali dell'età anziana, sono messi a fuoco gli interventi a sostegno della longevità attiva e dell'invecchiamento di successo che le professioni psicologiche e psicoeducative si troveranno ad affrontare in conseguenza dell'andamento demografico della popolazione italiana nei prossimi decenni. Il libro illustra inoltre argomenti teorici e metodologici connessi alla valutazione e alla gestione delle particolari fragilità dell'età anziana e all'insorgenza delle patologie neurodegenerative, dando avvio a una riflessione sulle differenti forme di decadimento funzionale e cognitivo (Mild Cognitive Impairment e demenze). Infine si approfondiscono i più innovativi approcci biopsicosociali centrati sulla persona, con lo scopo di assicurare un'ottimale qualità della vita e il massimo benessere psicologico anche, e soprattutto, nelle persone con demenza.
br. Nell'Estetica di Benedetto Croce si legge: «La filosofia toglie ogni ragione d'essere alla religione perché la sostituisce». Al contrario Amleto dichiara: «Ci sono più cose nel cielo e sulla terra, Orazio, di quante si possano immaginare nei sogni della vostra filosofia». Perché la religione possa venir accolta non basta la manifestazione del soprannaturale riproposta da testimoni umani; occorre ancora un pensiero attento alla compiutezza reale. A riprova della loro colpa contro la compiutezza, molti dei nostri filosofi mostrano, come nella nona bolgia dantesca, «quel forato suo membro e qual rotto...» (Inferno, XXXVIII, 19). Essi, troppo spesso, hanno limitato, diminuito o scarificato il reale: si può criticare la loro tendenza a ridurne l'immensa varietà a forme particolari, a restringere queste stesse forme agli aspetti più appariscenti, più controllabili, più lusinghieri dell'amor proprio o, forse, a quelli che sembrano soltanto più originali.
br. Alle passioni dell'anima la filosofia occidentale ha dedicato nel corso della sua storia un interesse discontinuo, fino a cederle quasi interamente, nel corso dell'ultimo secolo, al dominio della psicologia clinica. In tempi recenti si è però assistito a una decisa inversione di tendenza. La pratica ormai diffusa del counseling filosofico dimostra che un impiego nuovo e mirato dell'argomentazione filosofica è in grado di intervenire sulla sfera emotiva e decisionale spesso in modo più efficace della stessa analisi psicanalitica. Terapia del desiderio è una delle opere che più hanno contribuito a rendere persuasivo questo nuovo orientamento e a modellare una metodologia al tempo stesso raffinata e applicabile. Scavalcando i confini convenzionali fra filosofia, storia, letteratura e scienze sociali, Martha Nussbaum guida il lettore-paziente a un dialogo interattivo con i principali esponenti delle filosofie ellenistiche, convinta che mai come nell'Epicureismo, nello Scetticismo e nello Stoicismo si sia arrivati a porre le basi di una terapia cognitiva dei mali dell'anima mediante una filosofia capace di illuminare, attraverso l'esercizio della logica e della ragione, temi impellenti e quotidiani come la paura della morte, l'amore e la sessualità, la collera e l'aggressività. Ma una filosofia che vuole comprendere le vicissitudini dell'anima, e con questo migliorare la vita degli uomini, deve saper parlare con chiarezza, pur senza rinunciare al rigore e alla precisione che la contraddistinguono. è con tale intento di immediatezza che Martha Nussbaum sceglie come protagonista del suo libro Nikidion, una giovane donna della Grecia ellenistica nella quale ogni lettore può in qualche modo identificarsi. In cerca della pace dello spirito, Nikidion frequenta le diverse scuole filosofiche del suo tempo, riflettendo e imparando di volta in volta ciò che occorre capire nel cammino che conduce a 'vivere bene'. Ne risulta un percorso che intreccia discussioni impegnative e puntuali con momenti di fine e delicata meditazione e ci restituisce una 'filosofia viva', dotata di parola per gli uomini del nostro tempo, e per quanti, in ogni tempo, sono alla ricerca dell''arte del vivere'.
br. In questo volume Martha Nussbaum torna ad occuparsi del liberalismo politico e della teoria del contratto sociale nella versione attualizzata di John Rawls, alla cui memoria il libro è dedicato. L'assunto principale è quello di utilizzare la propria teoria delle capacità, già messa alla prova in "Diventare persone" con le tematiche di genere, per risolvere tre punti deboli della teoria politica di Rawls, fonte di forti asimmetrie sociali: come trattare le persone con disabilità fisiche o psichiche e garantire la loro piena realizzazione come esseri umani, come estendere la giustizia a tutti gli abitanti del pianeta prescindendo dal posto in cui vivono e non discriminandoli per la provenienza, e come conciliare i propri standard di giustizia con il maltrattamento inflitto, soprattutto nella catena alimentare e industriale, agli animali per soddisfare i propri bisogni consumistici. In tutti tre i casi si tratta di soggetti che, contrattualisticamente parlando, non sono "liberi, eguali e indipendenti" né incarnano quella razionalità che il modello del contratto presuppone.
br. L'anoressia e la bulimia sono disturbi del comportamento alimentare in crescente espansione. Diffuse soprattutto tra gli adolescenti, prevalentemente di sesso femminile, esse esprimono, però, una sofferenza che va al di là del puro problema nutrizionale, e coinvolge la sfera psicologica e quella relazionale. Il libro vuole, appunto, restituire a questi disturbi il significato di "fenomeni complessi", in cui si intrecciano molteplici componenti, sempre strettamente collegate: influenze socio-culturali che si riferiscono alle profonde trasformazioni del ruolo della donna, in una società che mette in vetrina corpi eternamente giovani ed efficienti; aspetti psicologici individuali che, nel problematico rapporto col corpo, esprimono una complessiva difficoltà di crescita; dinamiche familiari che, nelle rigidità delle interazioni dei legami e dei miti condivisi, evidenziano un "corpo familiare" che sembra arrestarsi nelle proprie capacità evolutive. C'è dunque un filo conduttore che attraversa le molteplici componenti in gioco in questi disturbi: il tentativo impossibile di sospendere il tempo dello sviluppo e della crescita. Di questo "tempo sospeso", il corpo anoressico e bulimico offre una suggestiva metafora, di cui vanno pazientemente ricostruiti i significati. Il libro fornisce al lettore una guida essenziale in questo percorso.
br. A cento anni dalla sua comparsa sulla scena scientifica, l'autismo trova posto sempre più spesso sotto i riflettori. Non solo se ne occupano medicina, psicologia e servizi sanitari, ma è tema ricorrente nella letteratura, al cinema e nella cultura in generale. Occuparsi di autismo vuol dire interrogarsi sulle condizioni necessarie alla costituzione dell'Io, di ogni Io, e sull'apporto dell'Altro in quel precocissimo intendersi tra neonato e figure di accudimento, necessario alla composizione del moto umano e alla fondazione della vita psichica. Il soggetto autistico, come ogni individuo, è infatti alle prese con la questione del proprio moto, nonostante tutti i suoi sintomi sembrino deporre per un radicale programma di evitamento dell'umanità, propria e altrui. Con l'aiuto della psicoanalisi abbiamo voluto raccontare come e che cosa pensa un soggetto autistico, quali ostacoli incontra nella sua prima costituzione, ma anche quali inattese traiettorie possono essere delineate dal lavoro di cura. Tenendo conto delle ricerche neuropsicologiche, dopo un secolo di elaborazioni teoriche, tra scoperte e controversie, riteniamo che la psicoanalisi abbia molto da offrire alla comprensione e al trattamento del pensiero dei soggetti autistici e possa favorire la costruzione di orientamenti alla guarigione, utili a chi ? genitore, docente, educatore o terapeuta ? non voglia rinunciare a entrare in relazione con loro.
br. Il vastissimo arco temporale abbracciato (dalla metà del primo millennio a.e.v. fino ai nostri giorni) e l'estensione culturale pressoché smisurata ricoperta rendono da soli ragione dell'importanza del sanscrito, a buon diritto definibile l'unica lingua di cultura panindiana. In essa si è espressa la cultura indiana classica, elaborando un lessico nel quale risulta sovente complesso tracciare una linea netta di demarcazione tra filosofia, teologia e religione. Questo dizionarietto propone una guida per orientarsi in questo contesto linguistico, nel quale feconde relazioni etimologiche si rivelano strumento imprescindibile di analisi. Rifugge, quindi, dalla tentazione di stabilire salde e univoche connessioni con termini filosofici della tradizione occidentale. Il lettore, tuttavia, può scoprire convergenze semantiche di respiro indoeuropeo (come per deva, "dio", che si ricollega al sostantivo div, "luce diurna", "cielo"). Un dizionarietto che, nel suo rigore, è una festa della mente: invita a scoprire differenze, analogie.
brossura La 'tradizione' cristiana, che pure, rispetto a tante altre, non rinuncia a confrontarsi con il 'presente' religioso, caratterizzato da molteplici e variegate opzioni, antiche e moderne, nasconde e mantiene, quale 'eredità' ricevuta dal suo passato 'cristiano-centrico', dietro le riflessioni teologiche, improntate 'progressisticamente' al pluralismo e alla tolleranza, la convinzione profonda dell'in-sensatezza 'in-sé' delle altre religioni e della necessità che esse riconoscano la propria legittimità solo 'in relazione' al cristianesimo. Quest'ultimo, dal punto di vista morale, e particolarmente in una proposta anglicana approfondita nella presente ricerca, è stato capace invece di valorizzare l'alterità e la pluralità religiose, ponendo il dialogo 'co-relazionale' e 'globalmente responsabile' tra le religioni come condizione irrinunciabile per far fronte alla sfida etica planetaria che insiste anche e soprattutto sulle religioni, considerate 'geneticamente' capaci di immaginare e di impegnarsi per una realtà diversa e migliore. Attraverso l'analisi critica delle posizioni di studiosi di primo piano e di personalità eminenti del mondo cristiano, soprattutto cattolico, prende lentamente forma il pensiero dell'Autore, imperniato sulla necessità di riconoscere all'alterità religiosa una sua autonomia e di porre la parità e l'incommensurabilità tra le tradizioni religiose come condizioni primarie di possibilità per un dialogo fecondo tra loro.
brossura This collection of essays, most of which are previously published in distinguished scholarly journals, explores the possible or necessary intersecting points between the concept of ius (the juridical phenomenon, in the broadest sense) and the concept of good. These intersections are first researched from the standpoint of Thomistic juridical realism. The author presents how these intersecting points establish the legal-philosophical framework for an analysis of topics such as the goodness of rights, the law's goodness, the juridicity of the common good, and the ecclesial juridical goods. The essays then bring into dialogue the Thomistic focal meaning of the concept of ius-namely, rights understood as rei-centric juridical goods-and other foundational accounts of the essence of the juridical phenomenon presented by scholars in the field of legal philosophy, Catholic social teaching, and canon law.
br. Questa edizione unisce, in un unico tomo, i due volumi de "La società aperta e i suoi nemici", uno dei grandi classici del Novecento e una difesa appassionata della democrazia dai suoi nemici, quali Platone, Hegel e Marx. Secondo Popper, Platone fu un grande uomo. Ma i grandi uomini possono commettere grandi errori. E il grande errore di Platone fu quello di aver teorizzato la "società chiusa": «Platone fu costretto a combattere il libero pensiero e il perseguimento della verità; fu indotto a difendere la menzogna, i miracoli politici, la superstizione dei tabù, la soppressione della verità e, alla fine, la violenza brutale». Per tutto ciò, «la lezione che noi [...] dovremmo apprendere da Platone è esattamente l'opposto di quanto egli vorrebbe insegnarci. È una lezione che non deve essere dimenticata. Per quanto eccellente fosse la sua diagnosi sociologica, lo sviluppo stesso di Platone dimostra che la terapia che raccomandava è peggiore del male che tentava di combattere». Anche nei confronti di Marx, Popper è stato forse il più acuto e tenace critico. Le sue argomentazioni hanno devastato il materialismo storico e quello dialettico ed hanno inoltre dimostrato che il pensiero marxista contraddice il canone principale della ricerca scientifica: quello di accettare confutazioni. «Il marxismo, oggi, non è più scienza; e non lo è poiché ha infranto la regola metodologica per la quale noi dobbiamo accettare la falsificazione, ed ha immunizzato se stesso contro le più clamorose confutazioni delle sue predilezioni. Da allora esso può venir descritto solo come non-scienza, come un sogno metafisico, se volete, congiunto con una realtà crudele».
br. Scienza e filosofia, per uscire dalla crisi, tentano una ricerca, per ora senza chiare soluzioni, su alcuni problemi chiave. Il confronto Popper-Eccles crea il primo collegamento tra la filosofia dell'io e la neurobiologia. Trattando dell'io, infatti, i filosofi sono finora sfuggiti da serie considerazioni sulla conoscenza scientifica del cervello; gli scienziati, da parte loro, hanno rinunciato, per tradizione, a collegarsi con la filosofia, preferendo ricorrere a prove puramente materiali. J.C. Eccles (neurobiologo) e K.R. Popper (filosofo), entrambi sostenitori del dualismo e dell'interazionismo, concordano invece nel considerare l'esistenza della coscienza uno dei più grandi enigmi della cosmologia.
ril. Il filo rosso che collega gli scritti raccolti in questo volume è la scienza matematica. Porfirio utilizza l'isagoge o introduzione, genere letterario che serve a iniziare i suoi allievi a un'opera del matematico alessandrino Claudio Tolemeo dal titolo "Tetrabiblos o Quadripartitum", cioè un trattato in quattro libri che spiega gli effetti prodotti dai corpi celesti sulla Terra. E, giacché lo scritto di Tolemeo si presenta in più punti oscuro per la complessità degli argomenti trattati, Porfirio scrive l'introduzione al ''Trattato sugli effetti prodotti dalle stelle'' per chiarire ai suoi discepoli, o ai neofiti, gli argomenti e i passaggi considerati di più difficile comprensione. L'opera - qui tradotta per la prima volta in italiano - pervenuta in modo parziale e corredata degli scolî di Demofilo, un dotto bizantino attivo intorno al X secolo, chiarisce alcuni argomenti quali le figure che i pianeti assumono in cielo e il conseguente influsso che hanno sulle realtà materiali, l'importanza della luce negli effetti prodotti tra le stelle e la realtà terrestre, i calcoli matematici per computare un oroscopo, il ruolo dei segni zodiacali e il potere che essi hanno su particolari punti del corpo umano. In quest'opera Porfirio espone numerosi argomenti provenienti dalla tradizione astrologica caldea, egizia e greca, e li confronta in modo critico con il pensiero di Tolemeo, apportando a sua volta importanti innovazioni. Gli altri scritti raccolti all'interno di questo volume trattano alcune testimonianze e frammenti su opere di aritmetica e geometria. Sugli studi di aritmetica rimangono solo poche testimonianze, mentre sulla geometria rimangono cinque frammenti, in cui Porfirio, esponendo alcuni enunciati di Euclide, ne riporta le dimostrazioni geometriche.
ril. Il "Commento al Cratilo" di Proclo è una raccolta di appunti o di estratti (probabilmente di un allievo) dalle lezioni che il filosofo neoplatonico tenne su questo articolato e complesso dialogo di Platone. Si tratta di un testo significativo per comprendere la concezione tardo-neoplatonica relativa alla natura dei nomi e del linguaggio nel suo insieme. In esso s'intrecciano considerazioni di vario genere, di carattere non solo "linguistico" e "etimologico", ma anche e soprattutto concezioni teologiche desunte dall'interpretazione dei teonimi. La riflessione sulla natura della realtà divina, nelle sue diverse articolazioni, è strettamente connessa in questo commentario a una ripresa e rielaborazione di arcaiche concezioni mitico-sacrali sulla natura dei nomi divini, cui fa eco un'ampia serie di riferimenti a quella particolare forma di "magia filosofica" nota come teurgia. In questo testo, la riflessione di natura logico-razionale sul linguaggio viene così a fondersi, in modo affascinante e suggestivo, con prospettive di matrice magica e mistica, anche attraverso una fitta serie di citazioni e rimandi agli oscuri versi degli "Oracoli Caldaici", considerati come il prodotto della diretta comunicazione divina.
br. "L'errore umano" è ormai un classico che non smette di essere citato come riferimento di primaria importanza in tutti i settori nei quali la ricerca degli errori umani, nonché degli errori latenti ed organizzativi, assuma un'importanza preminente. Questo lavoro del Prof. Reason ha costituito un importante punto di riferimento in ambiti come il trasporto aereo, navale e terrestre, la diagnosi e terapia medica, la chirurgia, la progettazione dei sistemi di sicurezza di impianti a rischio come centrali chimiche e nucleari, ed altri ancora. In questo lucido testo, il Prof. Reason propone una classificazione degli errori (di Reason e Rasmussen) che è rimasta classica per gli autori che si sono susseguiti e che hanno ulteriormente sviluppato ed indagato le tracce di ricerca proposte in questo testo. Dopo aver analizzato i meccanismi cognitivi che spiegano l'insorgenza degli errori dovuti alla deviazione dell'azione dalla volontà cosciente (slips e lapses), e quelli legati a una scelta volontaria sbagliata (mistakes), il testo del Prof. Reason si spinge sino ad esaminare la genesi delle violazioni (ovvero degli errori intenzionali) e degli errori latenti.
ril. La parola "emozione" è ormai presente in ogni mezzo di comunicazione: libri, televisione, internet... Ovunque siamo a contatto con chi esprime, comunica e tratta emozioni. Ma perché le emozioni esercitano un tale fascino? Cosa c'è nelle emozioni? Qual è la loro funzione? Perché sentiamo il bisogno di condividerle? E quando diventano traumatiche? Questo volume presenta una panoramica delle emozioni sia nella loro funzione e definizione sia nella loro dimensione sociale. L'autore fornisce così una interpretazione della teoria delle emozioni finora considerate solamente nel loro aspetto individuale e soggettivo. Rime ne sottolinea la funzione sociale e pone attenzione al ruolo fondamentale della dimensione interpersonale nell'espressione, regolazione e comprensione delle medesime. Un testo completo, aggiornato e innovativo rispetto a un tema attuale e di grande interesse nella psicologia.
br. Gli studi qui raccolti testimoniano una parte dell'attività di ricerca dell'Autore nell'ambito della filosofia e teologia medievali nell'arco di quasi un decennio. Dal trouvère, poi monaco cisterciense, Elinando di Froidmont, alla mistica e beghina Hadewijch di Anversa, fino ai maestri della Scolastica dei secoli XIII e XIV: Bonaventura da Bagnoregio, Ulrico di Strasburgo, Giovanni Duns Scoto, Gerardo da Bologna, Alessandro di Alessandria, Gerardo da Siena, Pietro Aureolo, Ugolino da Orvieto. I temi più ricorrenti sono quelli connessi alla teoria della conoscenza e alla metateologia. Si potranno, però, trovare anche delle divertite scorribande nell'ambito della mistica, dell'estetica e della teologia sacramentaria, alle quali si aggiunge l'edizione critica di due questioni del Prologo del Commento alle Sentenze del francescano Alessandro di Alessandria dedicate al problema della scientificità della teologia. Chiude il volume un saggio sulla figura del sapere teologico in Bonaventura negli scritti di Marco Arosio.
br. Due le sfide del libro: mostrare la matrice capitalistica del nazismo e della filosofia di Heidegger e la distanza siderale tra questa e la letteratura di Pasolini. Lo si fa tematizzando direttamente i testi attraverso i quali i due autori vanno lasciati parlare.