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ill., br. La comunicazione è alla base della vita: cosa si può fare, allora, perché sia una comunicazione sana ed efficace? Questo libro è una proposta che l'autrice, in base ad esperienze professionali sul territorio iniziate negli anni Settanta, intende offrire ai lettori, in particolare agli operatori psico-socio-educativi che a vari livelli sono chiamati a intervenire nelle e sulle relazioni umane, sia intra che inter-personali. In sintesi, è un itinerario formativo della persona verso apprendimenti utili per l'osservazione e l'educazione di se stessi e dell'altro, ai fini di una crescita personale attraverso riflessioni e osservazioni guidate in una prospettiva psicologica e grafologica. In particolare, il libro cerca di orientare lo studio della disciplina grafologica verso un'organizzazione didattico-formativa che punti non solo allo studio della traccia grafica, ma anche e soprattutto all'uso di essa nello studio della personalità, nell'ambito degli interventi educativi con la famiglia e la scuola e nell'impostazione di programmi a favore della prevenzione del disagio evolutivo.
ill., br. Vostro figlio non ha fiducia in se stesso? Insegnategli a usare un coltello o a rompere un uovo da solo. Ha difficoltà a concentrarsi? Mettetelo all'opera per sgranare i piselli. È affascinato dai numeri? Coltivate il suo interesse aiutandolo a prendere confidenza con le proporzioni nel dosare gli ingredienti. Ha problemi con la scrittura? Aiutatelo a sviluppare il coordinamento della mano facendogli impastare gli ingredienti per la pizza. Invitare vostro figlio in cucina permette di organizzare numerose attività ispirate al metodo Montessori e di coinvolgerlo attivamente nella vita familiare con incredibili benefici per la sua autostima e la sua crescita. In questo libro troverete: più di 70 attività Montessori illustrate passo dopo passo, organizzate per età e grado di difficoltà; più di 60 ricette appositamente ideate per la salute e il benessere dei più piccoli; più di 30 pagine di materiali Montessori da ritagliare, carte delle nomenclature, lettere, numeri, linee geometriche, libretti Montessori, tavolette dei colori; le più recenti scoperte delle neuroscienze sulle strategie da adottare per facilitare l'apprendimento dei bambini.
ill., br. Le vostre giornate sono corse senza sosta? Sognate di pranzare senza trattative o minacce? Vorreste passare serate tranquille in famiglia con i vostri bambini? Basandosi sulla pedagogia Montessori e sulle ultime scoperte delle neuroscienze, questo libro vi aiuta a organizzare le giornate dei vostri figli passo dopo passo, fornendo tantissimi consigli per aiutarli a sviluppare la loro autonomia, gestire le loro tempeste emotive, e creare un'atmosfera positiva e serena in famiglia. In questo libro troverete: rituali essenziali in ogni fase chiave della giornata per facilitare l'organizzazione della vita quotidiana; suggerimenti per ripensare gli spazi della casa e aiutare i figli a essere indipendenti; proposte di attività per sviluppare le potenzialità del bambino; consigli per una alimentazione positiva.
brossura Manuale di auto-aiuto per migliorare l'autostima, per volersi bene e per vivere pienamente. Il libro contiene considerazioni, riflessioni ed esercizi pratici ed è scritto con un linguaggio semplice. Nel titolo ironico e nel sottotitolo, il libro suggerisce che senza una buona stima di sé non si arriva da nessuna parte. Ma, soprattutto, non si inizia!
brossura Diario per annotare ogni sera (per 3 mesi) i propri piccoli e grandi successi personali. Questo diario è uno strumento per portare l'attenzione a ciò che è andato bene durante la giornata, per migliorare l'autostima ed il senso di auto-efficacia.
brossura Questo libro è un manuale di auto-aiuto, pratico, semplice, concreto. Un manuale che spiega i meccanismi sottostanti la paura, l'ansia, lo stress, che distingue il pensiero utile da quello inutile, spazzatura. Si tratta di una guida contenente diverse tecniche, esercizi, strategie per ritrovare la serenità. Il libro ha un linguaggio semplice, immediato e fornisce diversi esempi chiarificatori. Presenta anche un nuovo metodo, il metodo "DistesaMente Zucchelli", per liberare la mente dai pensieri disturbanti, spazzatura appunto. Il metodo "DistesaMente Zucchelli" è frutto della ventennale esperienza clinica dell'autrice, Elena Zucchelli, psicologa. Il metodo consiste di 5 esercizi, della durata di pochi minuti ciascuno, da praticare giornalmente. Il libro spiega esattamente gli obiettivi che si prefiggono i singoli esercizi, come eseguirli e in quali momenti della giornata eseguirli.
brossura Questo libro è un manuale di auto-aiuto, pratico, semplice, concreto. Un manuale che spiega i meccanismi sottostanti la paura, l'ansia, lo stress, che distingue il pensiero utile da quello inutile, spazzatura. Si tratta di una guida contenente diverse tecniche, esercizi, strategie per ritrovare la serenità. Il libro ha un linguaggio semplice, immediato e fornisce diversi esempi chiarificatori. Presenta anche un nuovo metodo, il metodo "DistesaMente Zucchelli", per liberare la mente dai pensieri disturbanti, spazzatura appunto. Il metodo "DistesaMente Zucchelli" è frutto della ventennale esperienza clinica dell'autrice, Elena Zucchelli, psicologa. Il metodo consiste di 5 esercizi, della durata di pochi minuti ciascuno, da praticare giornalmente. Il libro spiega esattamente gli obiettivi che si prefiggono i singoli esercizi, come eseguirli e in quali momenti della giornata eseguirli.
br. Il libro si occupa dei margini della filosofia, cioè dei punti in cui talvolta essa sconfina dal proprio territorio, o all'opposto subisce invasioni da parte di "non addetti ai lavori". A essere chiamati in causa sono, più specificamente, i rapporti che la filosofia instaura con letteratura e pittura. Si tratta di mostrare, attraverso esempi significativi, come i pensatori dell'ultimo secolo si siano relazionati alle opere di letterati e artisti visivi, o come questi abbiano manifestato interesse per filosofi antichi e recenti. Così, nella prima parte del volume, viene preso in esame il modo in cui Bataille ha reinterpretato Descartes, Char è divenuto amico di Heidegger, Deleuze e Derrida hanno scritto rispettivamente su Beckett e Celan, mentre Lacoue-Labarthe e Nancy hanno riletto i romantici tedeschi. Nella seconda parte, la trattazione verte su Lyotard alle prese con Duchamp, Deleuze commentatore di Cézanne e Bacon, Foucault interprete di Magritte, Derrida di Van Gogh e Nancy di Hantaï. Una fitta serie di interscambi, dunque, che hanno contribuito non poco ad approfondire e rinnovare il nostro modo di intendere sia la filosofia che le arti.
br. Questo volume comprende saggi sulle opere di due dei maggiori filosofi novecenteschi, Michel Foucault e Jacques Derrida. I testi vertono su temi che, In qualche caso, possono apparire inconsueti e lontani da quelli comunemente studiati dalla critica. Così di Foucault vengono esaminati i rapporti con Nietzsche, ma anche quelli con uno scrittore eccentrico come Roussel, la concezione della letteratura, ma anche quella dei sogni e disagi legati al corpo, mentre di Derrida si considerano gli scritti su Hegel o su Mallarmé allo stesso titolo di argomenti assai più insoliti, quali i geroglifici egiziani o la Qabbalah ebraica. In maniera fuggevole, transitano sullo sfondo di queste pagine altri classici del pensiero (Platone, Aristotele, Descartes, Spinoza, Kant, Heidegger), a dimostrazione della necessità di un costante confronto con i testi della tradizione. Foucault e Derrida non vengono considerati qui, l'uno rispetto all'altro, come alleati o come avversari. Ciascuno di essi, infatti, ha saputo creare un autonomo e originale ambito di pensiero, un terreno che, per via della sua vastità e della ricchezza del sottosuolo, resta in parte da esplorare. A tal fine, anche semplici e isolate prospezioni (nel senso geologico del termine) potranno forse risultare proficue.
brossura Attraverso i nostri sensi, e le esperienze percettive che l'esercizio dei sensi produce in noi, diventiamo coscienti del mondo circostante e ne conosciamo degli aspetti precipui. L'esperienza percettiva - sorgente primaria di conoscenza del mondo-ambiente - è un fenomeno tanto familiare dal punto di vista della nostra coscienza immediata, quanto enigmatico dal punto di vista della riflessione filosofica e scientifica: cosa determina la nostra capacità di essere in contatto percettivo col mondo? Cosa determina il contenuto di una percezione? Cosa è la coscienza percettiva e come può produrre conoscenza "razionale"? Quali sono gli oggetti della percezione e che relazione c'è fra percezioni e credenze, fra percetti e concetti, fra esperienza e ragione? E di cosa siamo consci nelle esperienze erronee, illusorie o allucinatorie? Al crocevia fra scienze cognitive, filosofia della mente, semantica, epistemologia e metafisica, il tema della percezione continua ad affascinare i filosofi. Il libro di Diego Zucca discute criticamente i maggiori nodi problematici della filosofia contemporanea della percezione, proponendo nel contempo una teoria d'insieme e offrendo infine una ricostruzione storica della concezione aristotelica della percezione.
brossura A partire dalla cosiddetta "svolta linguistica" della filosofia, si sono imposte nel pensiero contemporaneo un'idea e una pratica dell'impresa filosofica come analisi semantica e chiarificazione di concetti, oltre che come argomentazione. Spesso però, nonostante i continui "ritorni ad Aristotele" invocati nella filosofia contemporanea entro i campi più svariati - dall'etica alla politica, dall'ontologia alla filosofia della mente e alla filosofia della vita - si trascura che è proprio Aristotele ad aver inaugurato l'approccio semantico-concettuale ai problemi filosofici, sì da poter essere considerato a pieno titolo il primo "filosofo del linguaggio ordinario". In questo libro Diego Zucca ripercorre la filosofia aristotelica mostrando i molti modi in cui il linguaggio ordinario, come sistema di strutture e collettore di contenuti, prestazione bio-cognitiva tipicamente umana, deposito sociale di norme, regole e intuizioni, sia scandagliato e valorizzato da Aristotele con una profondità e una sistematicità tali da fare del filosofo un potente anticipatore della sensibilità metodologica contemporanea.
brossura Non solo tante parole dette e scritte, perché il biliardo è anche arte e poesia. Il verde smeraldo di un tappeto dove le palle colorate sono profumate come i fiori: rosso come la passione, bianco come l'amicizia, arancio come il desiderio di vittoria. Birilli che al passaggio della palla, silenziosamente, con un piccolo fruscio, si coricano sul tappeto. Traiettorie dipinte come su una tela; fantasia, genio, talento, precisione. Rumori impercettibili in un silenzioso ambiente. L'eleganza degli interpreti in gilet e papillon. La mente pensante che parla con la sua immaginazione e l'immaginazione trasforma in realtà il colpo perfetto. "Il Tutto è biliardo perché il biliardo non può essere il nulla".
brossura Questo lavoro ha alcuni meriti indiscutibili che lo rendono unico nel panorama degli studi critici su Deleuze: in primo luogo si lascia alle spalle gli stereotipi che troppo spesso accompagnano qualsiasi discorso su Deleuze (filosofo dell'anarchia del desiderio, dell'antipsichiatria, dell'immaginazione al potere...) procedendo deciso, oltre la fascinazione deleuziana con il suo duplice effetto di seduzione o di repulsione, a interrogarne semplicemente e radicalmente i concetti. In secondo luogo segue con radicalità e coerenza quell'indicazione metodologica offerta da Deleuze che ne marca l'originalità e la distanza dalle varie declinazioni dell'ermeneutica del novecento: muovendo dall'assunto che la pratica filosofica non è altro che creazione di concetti e che tali concetti esauriscano nel loro viluppo speculativo tutto il senso di un pensiero, interpretare una filosofia esige lo sforzo e l'esercizio di una lettura "alla lettera" dei concetti. La lettura di questo Vocabolario di Deleuze vuole comprende il suo pensiero, svolgendo pazientemente e tenacemente concetti quali quelli di "rizoma", "taglio-flusso", "cristallo di tempo", "ritornello", "corpo senz'organi", che hanno inciso profondamente nella filosofia degli ultimi decenni e che ancora richiedono di essere accolti nella ricchezza e profondità sia della loro forza speculativa sia della loro effettualità etico-politica, entrambe tutt'altro che avulse dal nostro presente.
brossura Vi è uno scolio barocco e sconcertante nella Quarta parte dell'Etica di Spinoza nel quale aleggia l'ombra della morte e si evocano inquietanti possibilità di mutazione d' identità: «Avviene talvolta, infatti, che un uomo subisca mutamenti tali che non direi facilmente che egli è lo stesso, come ho sentito narrare di un poeta spagnolo che era stato colpito da una malattia e che, sebbene ne fosse guarito, rimase talmente dimentico della sua vita passata da non credere che fossero sue le commedie e le tragedie che pure aveva composto. In verità avrebbe potuto essere considerato un bambino adulto se avesse dimenticato anche la lingua materna. E se questo sembra incredibile, che cosa diremo dei bambini? Un uomo di età avanzata crede la loro natura tanto diversa dalla propria da non potersi persuadere di essere mai stato bambino, se non formulasse riguardo a sé tale congettura a partire dagli altri». Di questo testo perturbante, che ha portato scompiglio tra i commentatori dell'Etica, François Zourabichvili, uno dei più acuti e originali studiosi di Spinoza, fa il filo conduttore per una compiuta rilettura delle relazioni complesse che legano la metafisica spinoziana alla sua antropologia e alla sua politica, mantenendo come centro la questione della trasformazione come «oblio», ovvero amnesia di una forma anteriore e desiderio, emendato dall'immaginazione chimerica, di una nuova attitudine del corpo. Ne emerge una corrispondenza profonda che, da un capo all'altro dell'opera spinoziana, associa il tema dell'uscita dall'infanzia a quello dell'emancipazione dall'immaginario monarchico. Di contro alla lettura ingenuamente «rivoluzionaria» dello spinozismo, affiora quella di un conservatorismo paradossale, laddove Spinoza insegna lo slancio verso una vera conservazione di sé che non vuol dire preservare lo stato di cose esistente quanto piuttosto imparare a neutralizzare morte e servaggio.
brossura Questo testo di François Zourabichvili accetta con coraggio teoretico la sfida posta dal divenire, di cui troppo spesso la filosofia ha neutralizzato la carica altamente problematica e concettualmente indomabile. Assumere le provocazioni del divenire in tutte le loro serie conseguenze comporta, per Zourabichvili, fare i conti con un concetto, non nuovo ma ben poco frequentato nella nostra tradizione di pensiero, di contro spesso associato a saperi morti o marginali come l'alchimia e la magia: il concetto di "trasformazione". Non è questa l'unica originalità di questo testo bello e difficile, qui presentato nella rigorosa traduzione di Franco Bassani, perché il filosofo che Zourabichvili elegge a propria guida nella sua costruzione dei lineamenti di una filosofia della trasformazione è Baruch Spinoza per Hegel filosofo della staticità della Sostanza. Zourabichvili, di contro, sconfessa totalmente la vulgata di uno Spinoza parmenideo per mostrare di contro, con un lavoro testuale di grande cura e profondità, la radicalità con cui Spinoza ha pensato il divenire, accettando di esso l'esito forse più sconcertante: la trasformazione, per l'appunto. Affrontare con rigore il pensiero della trasformazione in Spinoza vuol dire confrontarsi con una nozione di "forma" del tutto inedita che diviene il cuore cruciale dell'intera indagine. Presentazione di Crisina Zaltieri.
br. In questo saggio viene messo in luce il nucleo centrale del pensiero di Gilbert Ryle: il rapporto tra linguaggio e filosofia. In particolare, viene sottolineato l'aspetto demistificatorio della critica ryleana al linguaggio filosofico, spesso viziato da errori e malformazioni quali espressioni sistematicamente fuorvianti, errori categoriali, ipostatizzazioni e ideologie più o meno consapevoli. L'originalità di questo pensiero emerge soprattutto dal confronto con le concezioni analitiche del linguaggio. Infatti, per la sua particolare concezione dell'analisi, risulta evidente la difficoltà di includere Ryle a pieno titolo in quel movimento filosofico chiamato "filosofia analitica". Più precisamente, l'analisi ryleana approda al tentativo di correggere, riformulandolo nei termini di un parlare comune, il linguaggio spesso fuorviante della filosofia, attraverso una sorta di zelo occamiano in grado di far crollare miti filosofici, afferrare concetti elusivi e spezzare dicotomie.
br. A diciotto anni fece la sua prima seduta spiritica che gli cambiò la vita. Il tavolo cominciò a sobbalzare, a volare nella stanza fino a quando Home non ne uscì. Dall'Europa agli Stati Uniti, il più grande spiritista della storia ha messo in campo i suoi poteri, convincendo alcuni scettici incalliti, dando filo da torcere ai sacerdoti del razionalismo. Non fu mai smascherato e mai accettò denaro per le sue esibizioni. Un parapsicologo olandese ne ricostruisce la vita avventurosa, le prove controverse.
br. Mentre da un lato sembra non esserci alternativa al capitalismo liberista su scala globale, dall'altro problematiche sempre più complesse e di vasta portata come quelle a cui stiamo assistendo (la pandemia, il riscaldamento atmosferico, le ondate migratorie) rendono sempre più urgente un ripensamento del sistema produttivo. La lezione di Marx ritorna qui attuale in quanto ci permette di cogliere il principio di alienazione dietro a questa situazione: siamo consapevoli che il nostro stile di vita non è compatibile con le risorse del pianeta, ma allo stesso tempo non riusciamo a intravedere alcuna concreta via d'uscita. Le cose seguono il loro corso naturale senza alcuna interferenza da parte dei cittadini, processi in atto da secoli agiscono sotterraneamente senza una direzione o uno scopo ben precisi, crisi periodiche spezzano l'illusione di una qualsivoglia forma di progresso lineare. Di fronte all'evidenza dei fatti più recenti, un punto rimane da chiarire: in che misura può dirsi libera una società votata all'autodistruzione che preferisce sacrificare se stessa invece che correggere i propri distorti meccanismi?
brossura A partire dalla pubblicazione di testi inediti di Anselmo d'Aosta e della sua cerchia, il volume porta nuova luce sulla costellazione di scritti e di autori - Lanfranco di Pavia, Guitmondo d'Aversa, Bosone del Bec, Eadmero ed Elmero di Canterbury - legati alla sua ricerca e al suo insegnamento al Bec e a Canterbury. Il saggio si addentra nel settore ancora poco esplorato della produzione filosofico-teologica del mondo monastico medievale anglo-normanno dei secoli XI e XII, proponendo un'ampia ricognizione della ricchezza dei suoi contenuti e le peculiarità della loro trasmissione e rielaborazione, che manifestano la fecondità tanto delle idee quanto del metodo teologico di Anselmo. Alla luce di questi orizzonti stimolanti e promettenti, il libro colma, pertanto, una lacuna negli studi e nella recensione critica dei testi anselmiani finora pubblicati da studiosi come André Wilmart, Franciscus Salesius Schmitt, Richard William Southern e Jean Leclercq.
brossura Il titolo di questo "pamphlet" può suonare strano e potrebbe ingenerare l'impressione che si voglia trattare di argomenti seri con superficialità. Ma non è così. L'uomo si è sempre interrogato sul significato della vita, e purtroppo senza risposta, perchè ciò fa parte del gioco. E gioco sia, allora. Quindi perché non discorrere di argomenti definitivi con leggerezza? Questo atteggiamento contribuisce a "edulcorare" la vita che, nelle sue accezioni più consuete, é ammantata di un tenue ma impenetrabile velo di malinconia. I grandi pensatori del passato e del presente (meno) hanno tentato di costruire un edificio razionale che desse conto dei significati nascosti del nostro essere qui. Quindi perché non consentire anche all'ultimo arrivato di dire la sua? A suo modo, s'intende. Cioé considerando tutto un gioco. "La vita, disagio autoreferenziale".
br. "II fondamento dei fondamenti e il pilastro delle scienze consiste nel sapere che c'è un Esistente primo, e che Egli fa esistere tutto ciò che esiste; e tutte le cose esistenti nei cieli, sulla terra e tra di essi non esistono se non in virtù della verità della Sua esistenza. Se si arrivasse a pensare che Egli non esiste, non potrebbe esistere nessuna altra cosa. Se invece si arrivasse a pensare che, a parte Lui, non esiste nessuna delle altre cose esistenti, Egli solo esisterebbe e non si annullerebbe per il fatto che quelle cose si annullano; tutte le cose esistenti hanno bisogno di Lui; e Lui, sia benedetto, non ha alcun bisogno di esse, nemmeno di una" (Maimonide).
br. La terminologia filosofica tra il 500 e il 1000 d.C., mostra una straordinaria continuità, che mette in relazione culture e tradizioni filosofiche apparentemente molto distanti. Il presente volume rappresenta il tentativo di seguire questo filo conduttore, con i contributi presentati alla Giornata internazionale di studi sullo stesso tema svoltasi presso la Sapienza Università di Roma il 4 novembre 2015 e organizzata dalla cattedra di Storia della filosofia ebraica.
br. Il coraggio del pessimismo si propone di raccogliere in un unico volume i principali scritti teorici e interventi più direttamente politici di Danilo Zolo, grande giurista e filosofo del diritto italiano. Dalle prime due sezioni, emerge un realismo politico vivido, capace di mettere in luce le aporie dei sistemi democratici, le patologie della globalizzazione, la sottomissione del diritto internazionale agli interessi delle grandi potenze e alle logiche della guerra, cui l'affermazione del pensiero e delle politiche neoliberali ha purtroppo dato giustificazione etica e giuridica. Nella terza sezione sono invece raccolti alcuni dei dialoghi tenuti da Zolo con intellettuali come Bobbio, Beck, Lukes, Negri, de Benoist e Cassese, che rafforzano il senso di una ricerca intellettuale radicale, aperta e non conformista, ma sempre ispirata dalla responsabilità verso le sofferenze degli oppressi e le tragedie della contemporaneità.