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br. Classico della storiografia filosofica. Testo imprescindibile sull'ultimo periodo di Nietzsche, ovvero quello pruriginoso e assai mitizzato della follia. Capolavoro di satira e stile. Ecco in breve che cos'è La catastrofe di Nietzsche a Torino. Verrecchia non solo vi raccoglie una documentazione definitiva sull'argomento ma la presenta in una forma letteraria unica, tanto che il libro appare nelle bibliografie di qualunque studio nietzscheano serio, sia italiano che estero. Per oltre quarant'anni la Catastrofe ha trovato frotte di lettori entusiasti come per esempio Giuseppe Prezzolini o - attraverso la versione tedesca - Karl Popper, il quale confessava d'averla letta due volte. È dunque l'opera migliore per rileggere Anacleto Verrecchia a dieci anni dalla sua scomparsa. Rispetto alle precedenti, questa edizione commemorativa incorpora la Catastrofetta dei nicciani in Italia di Marco Lanterna, che è una storia della Catastrofe scritta nei modi antiaccademici e briosi cari al Verrecchia.
br. "Il più grande epigono di Schopenhauer è stato indubbiamente Wagner, anche in campo strettamente filosofico". Con gesto inconfondibile, Verrecchia sgombra l'orizzonte da annosi errori e luoghi comuni, costringendo Nietzsche - finora l'unico erede "riconosciuto" di Schopenhauer - in "un cantuccio piagnucoloso". L'ammirazione per Wagner traspare bene da tutti gli scritti di Verrecchia, ma egli aveva dedicato un intero saggio al musicista filosofo, innovativo interprete di Buddha e Schopenhauer. Quel saggio - pimpante e dottissimo - è rimasto rocambolescamente inedito e secretato fra le carte della sua biblioteca. Nel darlo oggi a nuova luce sono stati aggiunti, a mo' di medaglione wagneriano, alcuni elzeviri apparsi su "La Stampa" affini per tema e sfolgorio stilistico. Così - dopo Bruno, Schopenhauer e Nietzsche Verrecchia chiude con piglio magistrale il giro delle proprie passioni di studio: culmine di pessimismo e libero pensiero.
br. Questo libro prende in esame il periodo che Schopenhauer passò in Italia e descrive le avventure amorose del filosofo. Uno dei suoi amori italiani sarebbe stato una veneziana di nome Teresa Fuga, ma sembra che egli abbia avuto come amanti anche altre donne italiane e tedesche. Ne emerge un ritratto nuovo del filosofo, non più dunque "il salice piangente della filosofia" ma una "natura demoniaca o dionisiaca a seconda delle circostanze".
ril. Il volume offre un'ampia scelta degli scritti di argomento hegeliano pubblicati da Valerio Verra, uno dei massimi studiosi e interpreti del filosofo tedesco. Muovendosi fra gli approcci più diversi - la storia delle idee in senso lato, l'analisi lessicale e la ricognizione filologica e lessicografica delle fonti hegeliane - l'autore offre un prezioso contributo per l'approfondimento di importanti aspetti e momenti del pensiero di Hegel, dal confronto con la filosofia antica (Aristotele, Plotino) a quello con grandi protagonisti della sua epoca (Goethe) o con i termini centrali della filosofia della natura e dell'estetica (arte e vita, poesia e pittura).
br. Questa "Introduzione a Hegel" offre gli strumenti critici essenziali per intendere l'opera del filosofo alla luce delle più recenti prospettive storiografiche.
br. Sono ancora nelle mente di tutti alcuni casi che hanno turbato l'Italia: il caso Englaro, il caso Welby: casi in cui il diritto alla vita è sembrato scontrarsi col diritto alla cura, la libertà col dovere terapeutico. Su questi temi così controversi si confrontano in questo libro due voci diverse: quella di un laico - Umberto Veronesi - e quella di un credente - Giovanni Reale -, quella di un medico, impegnato nella cura del corpo, e quella di un filosofo, preoccupato per definizione dello spirito. A unirli, nel confronto dialettico delle ragioni dell'uno e dell'altro, la convinzione che la moderna medicina debba recuperare il fattore umano, come avveniva nella medicina antica, debba tenere in debito conto le sofferenze psicologiche prodotte dai mali fisici e, soprattutto, debba rispettare la libertà della scelta. Nessuno può decidere sulla vita di un uomo, e meno che mai può decidere lo Stato, per legge. L'autodecisione, per guanto riguarda la vita, è irrinunciabile. Togliere all'uomo l'autodecisione significa negargli la libertà, ossia il bene più grande che Dio gli ha dato. E per questo laici e credenti possono concordare.
br. La labilità dei confini tra le cure di fine vita ("lasciar morire"), il suicidio assistito ("aiutare a morire") e l'eutanasia ("provocare il morire") non ha permesso finora di affrontare in modo adeguato l'enorme e delicatissimo problema - irto di implicazioni etiche, giuridiche, umane e perfino religiose - di come rispondere a quei pazienti che, affetti da una malattia inguaribile e irreversibile, invocano il "permesso" di morire, o meglio di interrompere una vita "torturata e non più voluta". Umberto Veronesi tratta temi di bruciante attualità, come l'eutanasia e il testamento biologico, presentando le diverse forme di "buona morte" attraverso il racconto di storie eloquenti e strazianti di malati terminali (alcuni molto noti, come Terri Schiavo, Giovanni Nuvoli, Piergiorgio Welby, Eluana Englaro) a cui è stato a lungo negato l'aiuto che avrebbe consentito di risparmiare loro atroci sofferenze. Tali argomenti vengono analizzati alla luce delle differenti posizioni assunte dai vari paesi del mondo, sia i molti in cui l'eutanasia non è permessa sia i pochi (Olanda, Belgio e Lussemburgo) in cui è stata di fatto depenalizzata, pur rimanendo un atto praticabile unicamente da personale medico e a condizione che si tratti di una richiesta motivata, reiterata e consapevole, ovvero dotata di tutti i requisiti che ne attestino la "legalità".
br. Pubblicato anonimo in francese nel 1637, il Discorso sul metodo di René Descartes è universalmente giudicato un testo spartiacque nella storia della filosofia, in quanto proprio qui «Cartesius segna un nuovo inizio in tutti i campi. Il pensare, il filosofare, il pensiero e la cultura moderna della ragione iniziano con lui» (G.W.F. Hegel). Il suo messaggio era da un lato un invito ad abbandonare il sistema della filosofia scolastica e dall'altro un richiamo ad applicare universalmente un metodo razionale, che avrebbe consentito di ottenere nelle scienze e nella filosofia i grandi risultati che l'epoca nuova si attendeva. La lettura di Paolo Veronesi prende avvio dalle note autobiografiche contenute nel Discorso e prosegue approfondendone le numerose tematiche attraverso un'appassionata immersione nel pensiero cartesiano, dispiegato tra razionalità rigorosa e inattese spinte emotive.
ill., br. Vivi nel momento presente, trova il tuo equilibrio e raggiungi la felicità. Questi sono alcuni dei benefici che ti offre la mindfulness e in queste pagine scoprirai com'è semplice ed efficace praticarla giorno per giorno. Un percorso illustrato e graduale con meditazioni step-by-step da mettere in pratica facilmente durante la giornata. Per esplorare i meccanismi della mente e modificare gli atteggiamenti inutili, ristabilire una relazione sana e amichevole con noi stessi, sentirci meno alienati e isolati e riconnetterci con la nostra profonda saggezza intuitiva e con il nostro spirito creativo.
br. La PsicoPittografia è la scienza dell'assorbimento delle immagini mentali che forniscono alla mente una guida potente e accurata. Una volta ricevute nella vostra mente, esse lavorano senza sforzo per elevare tutta la vostra vita. Non hai bisogno di sforzarti con loro; diventano i tuoi servitori silenziosamente fedeli che lavorano per te giorno e notte. La meravigliosa nuova vita che troverete in questo libro è già stata scoperta da migliaia di uomini e donne. Hanno usato i principi della PsicoPittografia, anche se non l'hanno chiamata con questo nome. Tu hai il vantaggio di usare il primo libro per organizzare e presentare le Immagini Mentali come una scienza pratica per l'auto-arricchimento. La Psicopittografia può cambiare istantaneamente la vostra vita nel momento stesso in cui le permette di lavorare per voi. Quali che siano le circostanze, l'età o i vostri problemi personali, questa scienza vi trasporterà nell'atmosfera purificata di una vita che s'innalza fino ai cieli. Allo stesso modo con cui potete innalzarvi nell'aria per mezzo di un aereo, così potete innalzarvi al di sopra delle vostre preoccupazioni. La psicopittografia vi eleva verso altezze insospettate, dove il fallimento e la cattiva sorte non sono più avversari temibili. Voi vi chiederete certamente: "Che cos'è la psicopittografia e in che modo può elevarmi"? Nel primo capitolo troverete i dettagli completi a proposito di questa scienza prodigiosa, ma possiamo esaminare ora qualche elemento. Psico vuol dire mente, e Pittografia è l'impiego delle immagini per esprimere un'idea. Psicopittografia è quindi l'impiego delle immagini mentali per esprimere le verità spirituali e psicologiche che liberano l'uomo. La Psicopittografia è l'arte di assorbire le immagini mentali che forniscono alla mente delle direttive sicure e precise. Quando la mente le ha ricevute, esse lavorano senza sforzo. Voi non dovete costringerle; esse diventano le vostre schiave silenziose e fedeli che giorno e notte lavorano per voi. La nuova e prodigiosa vita che incontrerete in questo libro, migliaia di uomini e donne l'hanno già scoperta. Essi si servono dei principi della Psicopittografia senza chiamarla con questo nome. Voi avete il vantaggio di disporre di questo libro che per primo ordina e presenta le immagini mentali come una scienza pratica destinata al vostro arricchimento. La Psicopittografia ha in sé allo stesso momento una saggezza secolare ed una tecnica ultra moderna. Essa unisce le verità universali con le recenti scoperte della psicologia. Ne risulta un sistema appassionante, che agisce realmente. La scienza della Psicopittografia è stata creata dall'autore di questo testo dopo numerosi anni di studio assiduo e pratico. L'arricchimento della vostra persona comincia dal momento in cui voi assorbite queste immagini mentali ma dovete dar loro il tempo di lavorare per voi. Applicatevi, leggete e rileggete questo libro; fatene il vostro compagno inseparabile per tre settimane almeno; vi renderete conto di questo nuovo movimento dell'anima, annunciatore d'una trasformazione del vostro io. Troverete facile e interessante l'assimilazione delle immagini mentali. Distendetevi quando leggete. Uno dei grandi segreti di questa scienza consiste nell'ignorare lo sforzo che vi impongono le vostre lotte personali ed a lasciarvi cullare leggermente nelle nubi. Ed ora, avviamoci insieme verso l'avventura di questa nuova vita.
br. Il pensiero è un'attività di tutti, ma la sua organizzazione riguarda solo alcuni. C'è chi si fa travolgere dalle idee, chi se le fa sfuggire, chi le sopravvaluta e chi cerca di trarne il meglio. Le idee possono essere taciute o urlate, dimenticate o annotate con diligenza. L'avvento dei social ha invertito il rapporto pensiero-parola o, nella peggiore delle ipotesi, ha cancellato il primo elemento. La pagina, al contrario, materiale o immateriale, resta una custodia, uno scrigno; dentro di essa pensiero e parola sono ancora in dialogo. Nella pagina è possibile trovare rifugio dalla tempesta delle opinioni. Con il suo «taccuino», Stefano Vernocchi condivide le sue riflessioni. La «sua» filosofia ragiona sulla contemporaneità, sulle tendenze economiche e sociali, sulle abitudini e sulle isterie dei cittadini di oggi, sul valore dello yoga e della pace. Alterna ironia e considerazioni aspre, ma non rinuncia mai alla pacatezza e non cede ai luoghi comuni. Le «supposte filosofiche», seppur provocatorie, sono un tentativo di dialogo, pagine dove incontrarsi e, se si vuole, trovare riparo.
ril. Illustra la ricca eredità associata all'arte della divinazione e mostra come puoi interpretare il tuo futuro e quello dei tuoi amici. Fornisce una guida a oltre 40 metodi di divinazione dal più familiare all'insolito, tra cui astrologia, chiromanzia, rune, tarocchi, oniromanzia (interpretazione dei sogni) e tasseomanzia (lettura delle foglie di tè).
brossura Per un greco dell'antichità, cosa significa essere se stesso di fronte agli altri? Perché negli occhi dell'essere amato è la propria immagine che l'amante vede riflessa in uno specchio? Come è possibile scoprire la propria identità senza perdersi nel desiderio dell'altro? E come mai si ritrova lo stesso corpo a corpo nella guerra come nel sesso? Vernant conduce il lettore tra i duelli sotto le mura di Troia, con Ulisse sedotto da Calipso, tra i giovani spartiati educati a frustrate e fra perplessi ateniesi che cominciano a gustare il gusto proibito della filosofia. Sospeso tra le Parche e la gloria dell'eroe, tra Eros e annientamento, l'uomo greco scopre le premesse dell'individualismo moderno.
br. Il mito di Edipo domina il discorso della psicanalisi sulla crescita del bambino. Ma chi era questa figura della cultura greca? Il grande interprete dell'antichità Jean-Pierre Vernant ce lo racconta senza ricorrere al discorso contemporaneo, così diffuso da Freud in poi. Questo libro ricolloca Edipo nel panorama della cultura greca. Col consueto stile narrativo e coinvolgente del grande Vernant, queste pagine danno l'opportunità di immergersi nel pensiero greco. Per abbandonarsi a quella dimensione o anche per riemergerne con più consapevolezza sulla forza e pregnanza della figura di Edipo.
br. Pochi temi hanno occupato Jean-Pierre Vernant lungo tutto l'arco della sua carriera quanto quello dell'immagine e del suo statuto teorico. L'apertura dell'antropologia in direzione della psicologia storica gli ha consentito di riconoscere che il concetto di "rappresentazione figurata" non è un dato semplice e immediato, acquisito una volta per tutte, univoco e permanente, ma costituisce, al contrario, una categoria mentale con una sua specifica storia, anzi con tante specifiche storie che riflettono, e al contempo incentivano, i cambiamenti delle società. Concentrandosi sul suo terreno d'indagine elettivo, quello della grecità, Vernant tratteggia una storia dell'immagine che prende le mosse dalle svariate, spesso aniconiche forme di idoli e simboli religiosi per giungere alle soglie del V secolo, quando la rappresentazione degli dei in forma umana segna l'avvento dell'immagine in senso proprio, cioè della resa figurativa del reale. È l'alba dell'arte: il simbolo si libera dalla sua dimensione religiosa e ritualistica e si fa rappresentazione, vale a dire apparenza, imitazione, somiglianza. Indagando la paradossale compresenza di visibile e invisibile, di dato materiale e stratificazione simbolica, di elemento percettivo e piega immaginativa, Vernant delinea una vera e propria fenomenologia dell'immagine, capace di interessare - e non di rado di provocare - non solo l'antropologia e la storia delle religioni, ma anche e forse soprattutto l'estetica.
br. Pochi temi hanno occupato Jean-Pierre Vernant lungo tutto l'arco della sua carriera quanto quello dell'immagine e del suo statuto teorico. L'apertura dell'antropologia in direzione della psicologia storica gli ha consentito di riconoscere che il concetto di "rappresentazione figurata" non è un dato semplice e immediato, acquisito una volta per tutte, univoco e permanente, ma costituisce, al contrario, una categoria mentale con una sua specifica storia, anzi con tante specifiche storie che riflettono, e al contempo incentivano, i cambiamenti delle società. Concentrandosi sul suo terreno d'indagine elettivo, quello della grecità, Vernant tratteggia una storia dell'immagine che prende le mosse dalle svariate, spesso aniconiche forme di idoli e simboli religiosi per giungere alle soglie del V secolo, quando la rappresentazione degli dei in forma umana segna l'avvento dell'immagine in senso proprio, cioè della resa figurativa del reale. È l'alba dell'arte: il simbolo si libera dalla sua dimensione religiosa e ritualistica e si fa rappresentazione, vale a dire apparenza, imitazione, somiglianza. Indagando la paradossale compresenza di visibile e invisibile, di dato materiale e stratificazione simbolica, di elemento percettivo e piega immaginativa, Vernant delinea una vera e propria fenomenologia dell'immagine, capace di interessare - e non di rado di provocare - non solo l'antropologia e la storia delle religioni, ma anche e forse soprattutto l'estetica.
brossura
br. "Non era forse un po' troppo azzardato pretendere di delineare in pochi capitoli le origini del pensiero greco, ossia di abbozzare il quadro delle mutazioni intellettuali che si producono tra il Dodicesimo secolo prima della nostra era, quando crollano i reami micenei, e il Quinto secolo, il momento in cui si colloca il fiorire di una città come Atene? Settecento anni da sorvolare, la massima parte dei quali, dal Dodicesimo all'Ottavo secolo, rappresentata dal periodo battezzato dagli storici dell'antichità come "secoli oscuri" giacchè, scomparsa in quell'epoca la pratica della scrittura, non disponiamo per conoscerla di nessuna fonte grafica, di nessun testo. Su un'estensione temporale di questo genere non era dunque possibile procedere come uno storico o un archeologo che mobilitano per la loro indagine tutte le risorse della loro disciplina. Nella forma di un semplice saggio, la cui ambizione non era chiudere il dibattito con una ricerca esaustiva ma rilanciarlo orientando la riflessione su una nuova strada, ho così tentato di ridisegnare le grandi linee di un'evoluzione che, dalla monarchia micenea alla città democratica, ha segnato il declino del mito e l'avvento dei saperi razionali. Di questa rivoluzione intellettuale ho proposto un'interpretazione globale che mi sembrava, nella sua coerenza, conforme ai principali dati di fatto di cui disponiamo. Qual è, mi sono dunque chiesto, l'origine del pensiero razionale in Occidente?" (Jean-Pierre Vernant)
brossura
brossura I conflitti, la solitudine, la paura di non piacere, dell'esclusione, di disturbare gli altri sono temi frequenti in terapia. Adesso come in passato riflettono i timori legati alle relazioni, al rapporto con gli altri. La paura di essere traditi se ci si fida, sfruttati, invasi, se ci si dimostra disponibili. La paura di venire criticati, giudicati. Oggi a queste sofferenze se ne aggiungono altre. Il "male di vivere" che incontriamo sta prendendo delle coloriture molto diverse da quelle che nel tempo ci eravamo preparati a trovare ed affrontare. La sofferenza che si fa disagio è spesso legata al vuoto, ad una svalutazione delle relazioni e dei legami più difficili per tutti nonostante le possibilità di essere sempre connessi e raggiungibili ovunque. La domanda vera è: ma l'altro dov'è? Cosa sta avvenendo nella società e cosa stiamo trasmettendo alle nuove generazioni? Cosa abbiamo fatto bene? E dove abbiamo fallito? Come cambiare rotta? Sono moltissime le domande di questo libro. Sono molto simili ai dubbi, agli interrogativi che si pongono genitori, insegnanti, educatori, sociologi e altri ancora. Come lavorare con quello che non c'è? Con queste nuove forme di disagio? Potrebbero essere anch'esse strumenti per la sopravvivenza psichica, come spesso lo sono i sintomi in psicopatologia? Il miglior equilibrio possibile per non perdersi del tutto? Possiamo immaginare che questo essere "senza centro" non sia la causa del nostro malessere, ma l'escamotage che abbiamo inventato...
ill., br. A tutti è capitato di constatare come modi diversi di pensare a una brutta situazione sortiscono effetti diversi sulla persona: l'inguaribile ottimista riesce sempre a cavarsela senza troppi danni, mentre il pessimista che vede sempre e solo nero è spesso quello che deve subire le conseguenze più disastrose. Questo libro insegna come si fa a pensare colorato, a cambiare le emozioni negative (come la rabbia, l'ansia, la depressione, la vergogna) in emozioni positive. Storie di gatti, canguri, tartarughe che vivono un emozione o un sentimento negativo, ma che riescono a reagire e a trasformare il malessere in benessere emotivo.
br. La temporalità è una questione che innerva la filosofia di Gilles Deleuze nel suo complesso. Il tempo è implicato pressoché ovunque nel suo corpus di opere, talvolta in forma più esplicita, talora più allusiva. Ma la temporalità è strettamente correlata alla radicale rivisitazione che il filosofo parigino attua del concetto kantiano di trascendentale. Attraverso l'analisi comparata di questi due orizzonti concettuali, si può osservare come, a priori rispetto all'ordinaria scansione cronologica mediante la quale l'uomo ordina la propria esperienza, si dia un tempo genuinamente puro, che coincide, considerato nella sua dimensione autenticamente trascendentale, con il carattere virtuale del divenire. Tuttavia, quel che è ancor più rilevante, è l'intima relazione che unisce il progetto deleuziano di rivisitazione del trascendentale, con la tematizzazione di una temporalità complessa, che consente di prospettare la filosofia di Deleuze come quel sostrato teoretico di fondamentale importanza per provare a superare il paradigma epistemologico di un antropocentrismo dominante e tentare così di pensare oltre l'umano.
br. La temporalità è una questione che innerva la filosofia di Gilles Deleuze nel suo complesso. Il tempo è implicato pressoché ovunque nel suo corpus di opere, talvolta in forma più esplicita, talora più allusiva. Ma la temporalità è strettamente correlata alla radicale rivisitazione che il filosofo parigino attua del concetto kantiano di trascendentale. Attraverso l'analisi comparata di questi due orizzonti concettuali, si può osservare come, a priori rispetto all'ordinaria scansione cronologica mediante la quale l'uomo ordina la propria esperienza, si dia un tempo genuinamente puro, che coincide, considerato nella sua dimensione autenticamente trascendentale, con il carattere virtuale del divenire. Tuttavia, quel che è ancor più rilevante, è l'intima relazione che unisce il progetto deleuziano di rivisitazione del trascendentale, con la tematizzazione di una temporalità complessa, che consente di prospettare la filosofia di Deleuze come quel sostrato teoretico di fondamentale importanza per provare a superare il paradigma epistemologico di un antropocentrismo dominante e tentare così di pensare oltre l'umano.
brossura