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ill., br. Perché il calcio è così amato, e in maniera così viscerale? Cosa lo rende così appassionante? Forse il fatto che dietro la superficie fatta di tifo sfrenato e affari miliardari, nasconda molto altro. Se infatti applichiamo al calcio gli strumenti della filosofia contemporanea scopriamo, per esempio, che nonostante tutto il pallone è fondamentalmente socialista. O che la partita è il vero rito catartico dei nostri tempi, più vitale e coinvolgente del teatro, che ha sostituito nella coscienza collettiva. O che Claudio Ranieri e Nietzsche hanno molte più cose in comune di quanto pensassimo. Questo pamphlet raffinato e accessibile ci accompagna passo passo in un'affascinante disamina fenomenologica dello sport più bello del mondo. E ci dimostra che il calcio non ha tanto a che fare con la vittoria e la sconfitta, quanto con il raggiungere - anche solo per un breve ma indimenticabile momento - uno stato di grazia.
br. Le relazioni pericolose tra uomo e donna di cui parla questo libro toccano l'esistenza nella sua ineludibile dimensione di scelta: quella tra una vita che asseconda la fluida e ingovernabile logica del desiderio e un'altra più rassicurante e continua, presieduta da una logica degli affetti. Logiche tra loro eterogenee che appaiono inconciliabili ai protagonisti della storia qui ricostruita (Kierkegaard e Kafka) e che talvolta inducono a un esito tragico (Kleist). In palese conflitto con la scelta della solitudine al fine di tutelare la propria singolarità, gli autori - in qualche modo personaggi concettuali o eteronimi di chi ha scritto questo libro - avvertono l'esigenza (per lo più disattesa) di una palpitante condivisione del loro universo interiore, mediante la presenza (non troppo invadente, s'intende) di una donna che appaia loro come vocativo o dedicataria di esclusive trame concettuali e di avventure esistenziali. Un saggio filosofico dai toni talvolta narrativi che ci pone al cospetto dei desideri e delle inquietudini che accompagnano ogni vicenda erotica e affettiva, orientata verso l'esperienza effimera della seduzione oppure consolidata nella forma del matrimonio.
br. Capita, a volte, di dire di sì, anche se questo, stranamente, contrasta con un profondo desiderio di dire di no. Ma quali sono i meccanismi che ci inducono a contrastare persino la nostra volontà? Sono interni o esterni a noi? Bisogna riconoscerli. L'autrice, S. Sperandio, sostiene che imparando a dire di no nei momenti dovuti, si ritrova l'equilibrio tra il senso di responsabilità, il dovere e le regole di comportamento da osservare da una parte, e il benessere, la serenità dall'altra. Dire di no, talvolta, è semplicemente permettersi di assumere la propria libertà di parola, di ascolto di sé e di scelta per essere davvero disponibili. La volontà, liberata da ogni condizionamento interiore ed esteriore, è un privilegio al quale abbiamo diritto per fare delle scelte veramente libere. È importante la conoscenza delle motivazioni che ci inducono a determinati comportamenti; ciò giova senz'altro alla costruzione di una personalità più libera, capace di auto-determinarsi senza subire dall'esterno pressioni di sorta.
br. Rendere i figli autonomi non significa rompere i legami con loro, al contrario è la base indispensabile per costruire un futuro soddisfacente per tutti, fornendo ai figli gli strumenti necessari per il loro percorso di vita e rinsaldando le basi della relazione di coppia tra i genitori. Questo semplice assunto, però, non è sempre facile da mettere in atto. Non è automatico, oggi, comprendere quale sia il giusto e proficuo distacco dai figli, e come l'atteggiamento di noi genitori debba evolvere con l'età per assecondarne lo sviluppo. I rischi sempre nuovi della nostra società, le nostre insicurezze, l'idea sempre più diffusa, ed erronea, che i genitori siano i custodi assoluti dei loro figli rendono uno dei compiti fondamentali dei genitori, quello di trasformare i figli in persone autonome, sempre più incerto. Spesso, il risultato è una diffusa ansia, per padri e madri, di anticipare ogni avversità, spianare la strada ai figli, eliminare gli ostacoli. Con risultati, sul lungo termine, problematici. In questo libro Marina Zanotta, psicoterapeuta dell'età evolutiva ed esperta di genitorialità, spiega quanto è importante che bambini (e genitori) imparino a diventare autonomi, e illustra come farlo in modo corretto, a casa e a scuola. Fornisce consigli passo passo e tabelle operative, dalla prima infanzia all'adolescenza, in modo da capire se l'evoluzione dei figli procede bene e guidarli nei cambiamenti (in particolare quello della preadolescenza) di fronte ai quali gli adulti si trovano spesso impreparati. Perché per crescere figli sereni e indipendenti servono genitori che già lo sono e tutti, partendo da questo libro, possono cominciare a impararlo.
Book is in excellent condition, as new in every respect. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Dust jacket shows the slightest signs of shelf wear only, no tears, wrapped in clear protective cover. b&w photos throughout, 353 pages.
ril. A ogni generazione spetta il compito di reinventare i classici. Ogni generazione deve assumersi la responsabilità di questa reinvenzione, cioè di attingere dal passato qualcosa che permetta di decifrare il presente, che consenta di cogliere, sotto la superficie del flusso inarrestabile degli eventi e delle informazioni, ciò che ci riguarda direttamente, ci chiama in causa. Per farlo è necessario sottrarsi al brusio assordante della modernità e prestare ascolto a quanto hanno ancora da dirci gli antichi, i Greci in particolare. Perché la tragedia greca, a duemilacinquecento anni di distanza, continua a parlarci con forza, ponendoci di fronte questioni ineludibili: dà voce al dolore e alla sofferenza, racconta i conflitti che lacerano le comunità e squassano i rapporti familiari, ha molto da dirci riguardo alle nostre origini, mette a nudo la precarietà della nostra esistenza. E soprattutto descrive la zona grigia in cui si dispiega l'agire degli uomini, costretti a vivere in un mondo dominato dall'ambiguità e dall'incertezza, dove la ragione spesso si rivela una guida insufficiente a dissolvere l'opacità che li avvolge e le parole non sono altro che un vuoto gioco di prestigio che occulta la verità. Una «terra di mezzo» sospesa tra libertà e necessità, fra autonomia e dipendenza, dove il passato sembra condizionare ogni decisione e il futuro assume le sembianze del fato, cioè di una realtà che pare al di fuori della nostra portata ma che tuttavia ha bisogno di noi per potersi realizzare. La tragedia, quindi, ci rivolge in maniera pressante una domanda cruciale: che cosa dobbiamo fare? Di fronte ai drammi del nostro presente - le guerre, le ingiustizie, la violenza, la povertà - come dobbiamo agire? Qual è il nostro grado di coinvolgimento? Possiamo davvero considerarci non responsabili? Fino a dove può spingersi la nostra inazione o la nostra indifferenza? "A lezione dagli antichi" ci invita a trovare una risposta a questi interrogativi, una risposta che è essenzialmente «politica», perché attiene al nostro essere cittadini, parte attiva di una comunità che di fronte ai drammi degli altri non distoglie lo sguardo ma li riconosce come propri. Non è un caso, infatti, se la tragedia è nata nell'Atene democratica del V secolo a.C., se in essa «la città si fa teatro» e si mette in scena. Se vogliamo capire chi siamo, se vogliamo scoprire quale ruolo possiamo svolgere nel mondo, allora dobbiamo tornare al palcoscenico della vita che i tragici greci hanno allestito per noi.
br. Il linguaggio arcano e misterioso dell'alchimia, così ricco di evocative metafore, ha sempre esercitato un grande fascino su tantissime persone. Questo libro, che è un vero corso di alchimia, offre le chiavi necessarie per comprendere questo linguaggio e penetrare nei segreti nascosti di questa antica arte, rivelandone così tutta la sua attualità.
br. Qual è il segreto che custodisce un libro? Quali sono i libri che non abbiamo dimenticato e perché? Come può un libro essere un incontro? Cosa significa leggere un libro? In che modo l'inconscio può aprire un libro? Tutti questi interrogativi tracciano le vie lungo le quali Massimo Recalcati ci accompagna verso una nuova teoria della lettura con il racconto dei libri che hanno segnato la sua formazione umana e intellettuale, dall'Odissea agli "Scritti" di Lacan. Ne scaturisce un'opera teorica e intima insieme, uno spaccato autobiografico di cosa può significare per una vita l'esperienza della lettura, un elogio del libro in un'epoca che vorrebbe decretarne la morte.
br. Avete mai osservato le vostre mani? Apritele adesso e osservatene i palmi. Mani Vuote. Sembrano non dire niente e invece hanno molto da raccontare. A Mani Vuote, così mi sentivo quando è cominciato il mio viaggio. Pensavo di non possedere niente. La mia Anima con un salto mi ha spinta fuori nel mondo a cercare qualcosa che ho trovato in me, il respiro. Il più grande atto di manifestazione dell'Universo nascosto in una monade. L'Inspiro e l'Espiro. Ed è con questa cadenza, a questo ritmo che ho camminato e ho sperimentato il Qui ed Ora, scoprendo con meravi - glia la Gioia del Meno. Allora A Mani Vuote, apre un altro scenario dove il protagonista sei tu e il mondo da scoprire è dentro di te. La disciplina dello yoga ti regala questo, un sentiero di montagna che attraversa, respiro dopo respiro, il buio per portarti verso la luce e rivelarti, in realtà, che splendevi da sempre senza accorgertene. Il volume, inteso come un pellegrinaggio, si dipana in una prima parte dove si assapora l'esperienza personale e intima dell'autrice per poi incontrare i pilastri da cui partire per immergersi nell'immensità di questa antica disciplina.
br. La seduzione è vista dai più come un campo etereo, dove chi è "portato" riesce, mentre chi non è naturalmente dotato non potrà mai avere successo. In questo libro Massimo Taramasco - autore del fortunato manuale «Ingegneria della seduzione» e uno dei personal coach italiani di maggiore successo dimostra che non è così: la sottile arte della conquista può essere appresa da chiunque, ma occorre innanzitutto migliorare l'opinione che si ha di sé e relazionarsi con gli altri con consapevolezza e senza paura. Taramasco accompagna i lettori alla scoperta di una tecnica che "decifra" gli innumerevoli piccoli segnali che il nostro corpo trasmette all'esterno nelle circostanze più diverse e che tradiscono le nostre emozioni, il gradimento per chi ci sta di fronte, un senso di disagio come di benessere, un'attrazione come una chiusura. Umettarsi le labbra, grattarsi un orecchio, sfregarsi il collo, toccarsi il naso sono solo alcuni di questi gesti significativi, spesso fraintesi o ignorati. L'obiettivo della crescita personale di cui parla in questo volume Taramasco non è però "solo" quello di sedurre sul piano sentimentale, ma è molto più grande: diventare una persona realizzata e soddisfatta, in grado di ottenere il meglio dagli altri e dalle differenti situazioni della vita.
br.
br. Da tanti anni Daniela Lucangeli si occupa di capire come supportare bambini in difficoltà. Sono bimbi con vulnerabilità del neurosviluppo e dell'apprendimento: piccoli che soffrono, che non si sentono compresi. Il suo lavoro consiste nell'aiutare a far emergere il loro potenziale neuro-psico-comportamentale, che si tratti di contare oppure di guardare un altro soggetto negli occhi. Nel libro racconta le storie di questi bambini e risponde a quelle domande che, mentre la sospingevano a progredire nella sua ricerca, le mostravano anche inediti percorsi di vita.
br. Il libro è una raccolta di saggi pubblicati da Bennington dopo la morte del maestro e amico Jacques Derrida. In ognuno di essi la morte del filosofo diventa l'occasione per riflettere in modo chiaro, agile ed elegante sul lascito dell'opera di Derrida. In particolare Bennington riprende la nozione chiave di "différance", da un lato per liberarla da certi equivoci interpretativi (Nancy), dall'altro per mostrarne la portata decisiva nell'elaborazione derridiana di temi quali la vita, la morte, la sopravvivenza, l'auto-immunità, le pulsioni di morte l'elaborazione del lutto, riportando così in primo piano il rapporto decisivo tra decostruzione e psicanalisi. Bennington permette di comprendere come l'affermazione della vita - nozione passata al vaglio della decostruzione nella sua semplice esteriorità e opposizione alla morte - costituisca il lascito maggiore dell'opera derridiana, smentendo così quelle interpretazioni correnti secondo le quali il limite della filosofia di Derrida starebbe proprio nel valore fondante attribuito alla morte.
br. La libertà interiore è la naturale estensione della saggezza. Colui che raggiunge la saggezza gode di una grande libertà interiore, e colui che si libera dalle sue delusioni è sulla sua strada verso la saggezza. Come progredire, dunque, verso la libertà interiore, quella condizione che ci consente di affrontare tranquillamente gli alti e bassi dell'esistenza e di liberarci dalle cause della sofferenza? Fin dall'infanzia, siamo ostacolati da paure, pregiudizi e incertezze che ci impediscono di essere felici. Intraprendere l'avventura della libertà interiore vuol dire demolire una ad una tutte queste convinzioni, quelle che abbiamo creato noi stessi e quelle che la società del consumo e della competizione ci impone. Questo libro, scritto a tre voci da uno psichiatra, un filosofo e un monaco, ci invita a un itinerario gioioso per sfuggire alle nostre prigioni e avvicinarci agli altri.
br. Al di là delle parole, la nostra voce esprime una verità che racconta una marcatura e una storia che ci riguardano: la sua melodia ci canta, dice qualcosa di noi, delle nostre provenienze, dei bagni sonori in cui fin dall'origine siamo stati immersi e dei flussi vocali che ci hanno allattato, così come rivela gioie ricevute e sofferenze patite. La vita psichica soggettiva, infatti, lascia sedimentazioni sul timbro, sulla pasta, sul tessuto, sulla materia stessa della voce, rendendola, per questo motivo, inconfondibile e unica. La voce non può mentire, neppure quando le parole lo vorrebbero. Noi tutti siamo, dunque, a nuda voce.
brossura Dall'antichità ha sempre rappresentato, anche nel mondo dei sogni, un importante punto di riferimento per chiunque. Artemidoro di Daldi, un letterato greco vissuto nel II sec d.C., ravvisava in essa varie parti del corpo: le finestre sono gli occhi, la bocca è la porta, la facciata il viso. Per la psicanalisi essa è messa in relazione simbolicamente al mondo femminile e mentre per Freud essa è correlabile all'individualità femminile, nei sui vari aspetti della psiche. Per altri studiosi, come ad esempio il francese Aubin, essa rappresenta la madre, intesa come elemento archetipico primordiale. In essa possiamo cogliere il corpo centrale che sarebbe l'io, il tetto e la soffitta sono espressione della vita mentale e della spiritualità e in questo labirinto di significati diversi, potremo cogliere alcuni aspetti emozionali del bambino che la rappresenta. Decine d'anni di raccolta, studi e ricerche, oltre diecimila disegni analizzati e una intensa passione per il mondo dell'infanzia e dell.adolescenza hanno indotto gli autori a realizzare questa opera che non vuole essere un semplice manuale di consultazione, bensì uno strumento d'approccio alla conoscenza reale del mondo del bambino e soprattutto dello stretto rapporto che s'instaura tra lui e il suo ambiente familiare. Occorre, infatti, recuperare il valore profondo e fondamentale della famiglia per favorire una crescita armonica nel mondo sociale.
br. Il concetto di libero arbitrio è essenziale per le nostre relazioni interpersonali e le pratiche morali e giuridiche. Se risultasse che nessuno è mai libero e moralmente responsabile, che cosa vorrebbe dire per la società, la moralità, la vita di tutti i giorni? Daniel Dennett e Gregg Caruso presentano le loro argomentazioni pro e contro l'esistenza del libero arbitrio e ne discutono le implicazioni. Dennett sostiene che il genere di libero arbitrio richiesto per la responsabilità morale è compatibile con il determinismo. Caruso è di parere opposto: per lui, quel che siamo e ciò che facciamo rappresentano, in ultima analisi, il risultato di fattori che sono al di là del nostro controllo, e per questo non siamo mai moralmente responsabili delle nostre azioni nel senso che ci renderebbe davvero meritevoli di biasimo o di lode, di punizione o di ricompensa. "A ognuno quel che si merita" introduce i concetti centrali del dibattito sul libero arbitrio e sulla responsabilità morale mediante un dialogo filosofico coinvolgente, rigoroso e talvolta acceso tra due eminenti pensatori.
br. La vita che oggi fanno molti bambini non è adatta alle loro esigenze. Troppo sedentaria, isolata, sottoposta a ritmi frenetici. La crescita disordinata delle nostre città ha portato alla scomparsa di quegli spazi verdi in cui un tempo i bambini potevano incontrarsi e organizzare liberamente i loro giochi. I "bambini di città" raramente vanno a scuola da soli, scendono a giocare in cortile o per strada: più spesso restano in casa, davanti al televisore o alla play station. Ma fino a quando si può fingere che questo sia un modo sano di crescere?
br. L'intimità della voce umana ci permette di riconoscere l'individuo non meno del suo aspetto fisico, svelandosi come espressione della sua unicità. Ciononostante, la tradizione filosofica ha reso la vocalità una "grande assente", fondando l'ontologia sul concetto astratto di Uomo e tralasciando il dato reale della differenza sessuale dei soggetti, riducendo il femminile a una sotto-categoria del maschile. La storia della voce costituisce così il rovescio delle grandi questioni che sin dall'inizio hanno attraversato la filosofia. Cavarero ripercorre le origini di questa rimozione, ricostruendone le molteplici implicazioni linguistiche, filosofiche e politiche.
#350 of 700 facsimile copies of the 1759 first edition specially reprinted in 1969. xxxviii, [2], 60, [4], 49 [plates] pages. This work "formed the basis on which the drill of the Continental Army was prepared." - dust jacket. Armorial bookplate upon front free endpaper, otherwise book clean, bright and unmarked with light wear. Average wear to dust jacket which is now preserved in archival-grade Brodart. Book