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brossura
ill., br. Gli antichi cinesi, nella loro saggezza e conoscenza, hanno sempre definito l'uomo come un'antenna tra la terra e il cielo. Partendo da questo concetto dell'uomo come antenna, ricevente ed emittente, possiamo comprenderne il funzionamento come rabdomante e radioestesista. In questo libro Tiziano Guerzoni ci illustra come tutti siamo radioestesisti e rabdomanti naturali, occorre solo allenare alcune caratteristiche insite in noi stessi. È anche un libro di geobiologia, che ci fa conoscere meglio le influenze del terreno sugli edifici e sugli abitanti, e illustra la Rete e i Piani di Benker (oltre alle più conosciute di Hartmann e Curry) come elemento di novità nel panorama dei libri che trattano l'argomento. Questa vera e propria guida illustra dettagliatamente i metodi di ricerca, gli strumenti usati, le tecniche per il loro utilizzo, le soluzioni ai problemi. E anche un manuale di autoconoscenza, per scoprire e imparare ad usare quella parte di noi, percettiva e poco conosciuta, che ci fa entrare in contatto in modo più dinamico con il mondo che ci circonda. Il libro fornisce anche 11 quadranti per l'indagine radioestetica ed è corredato di numerose immagini, grafici e tabelle.
brossura
ill., br. Quest'opera contiene una raccolta di usi, costumi e cerimonie di derivazione est-europea, come la predizione del futuro, la magia di guarigione, i filtri d'amore ed altre stregonerie, illustrate da molti esempi ed aneddoti tratti da opere poco note al lettore o da esperienze personali. Nel giro di pochi anni, da quando l'etnologia e l'archeologia hanno ricevuto grande ispirazione ed hanno allargato molto la loro indagine nel folklore popolare, tutto ciò che riguarda questa materia viene studiato con interesse e profitto molto maggiore di quando veniva trattato con spirito scettico e languido, più in maniera emotiva che ragionata. Ora che cerchiamo con decisione di scoprire l'intera verità, che sia basata sul materialismo, lo spiritualismo o la loro identità, siamo stupiti nel trovare che quel regno di meraviglia e mistero, di stupore e poesia collegato a ciò che chiamiamo vagamente "magia", lungi dall'essere spiegato interamente si allarga davanti a noi mano a mano che procediamo e non in una mera terra delle nuvole, una terra splendida, ma in un paese reale che gli uomini di scienza un tempo avrebbero sdegnato e in cui si sarebbero smarriti. L'ipnosi ha realmente rivelato meraviglie molto superiori a quelle mai dimostrate dagli antichi fascinatores o dai più recenti mesmeristi. La memoria, secondo Platone base del pensiero, che un tempo si pensava fosse una quantità determinata, è stato provato (la parola non è troppo audace) dalla recente fisiologia essere praticamente infinita e che il suo sviluppo è identico a quello dell'intelletto, così che ora vediamo chiaramente davanti a noi il potere di fare molte di quelle cose che venivano un tempo considerate miracolose. Non meno importante è che uomini di scienza o inventori pratici quali Darwin, Wallace, Huxley, Tyndale, Galton, Joule, Lockyer ed Edison hanno operato o operano insieme a teosofi, spiritualisti, studiosi di folklore e molti altri verso una grande soluzione dell'Inconosciuto.
br. Può sembrare incredibile, ma nell'antichità anche in occidente esistevano numerose forme e luoghi di spiritualità, proprio come in India: veri e propri ashram disseminati per l'Europa, corsi di meditazione nell'antica Roma, filosofi greci in viaggio attraverso l'India per motivi di studio e prime tracce di vegetarianismo. Sicuramente avrai già sentito parlare degli yogi indiani, ora è il momento di conoscere gli antichi saggi della tradizione occidentale, a cui anche tu appartieni: Pitagora, Empedocle, Plotino, solo per citarne alcuni. Linda Johnsen riporta in vita questi maestri perduti, riscoprendo gli uomini e le donne che hanno fondato la civiltà occidentale. Attraverso un approccio comparativo, il libro illumina di nuova luce spirituale il pensiero occidentale, da sempre ritenuto più materialista di quello orientale. Prefazione di Eckhart Tolle.
brossura Quando ci imbattiamo in una nostra fragilità o in esperienze indesiderate generalmente ce ne rammarichiamo, ci sentiamo deboli e vulnerabili; ma quando intraprendiamo un cammino antifragile tutto questo cambia, perché comprendiamo che le nostre debolezze sono le pietre più preziose che possediamo, risorse impareggiabili e non qualcosa da gettare via. È come trovare un diamante grezzo: se siamo inesperti lo scambiamo per un inutile sasso che intralcia il nostro percorso, ma quando diventiamo degli intenditori sappiamo riconoscerlo, raccoglierlo e raffinarlo. Finché troviamo in noi fragilità, troviamo anche risorse. Gli antifragili sono coloro che hanno compreso tutto questo. E non solo. Nel cuore della fragilità ci sono le chiavi della nostra vera forza, perché la forza che non ha incontrato la fragilità è debole e può crollare in qualsiasi momento. Invece, la forza che ha conosciuto e accolto la fragilità acquisisce un immenso potere: quello dell'invulnerabilità. E se il punto di vista andasse capovolto? Se quelle che noi consideriamo disgrazie fossero in realtà le più grandi opportunità che la vita ci offre? Se nel caos e negli intralci che si pongono lungo il nostro cammino si nascondesse la straordinaria possibilità di riorganizzare la nostra vita e di farla evolvere in meglio? Seguendo la guida unica dello "psicologo della Juventus", che conosce i segreti per predisporsi e puntare a grandi vittorie, e della coach che ha indagato la fragilità in tutte le sue declinazioni, raggiungeremo la forza della vera invulnerabilità.
br. Il libro raccoglie i passi più che celebri in cui Hegel parla della tragedia di Sofocle, della sua eroina e di come questa si scontri con le leggi. Passi che hanno dato il via a numerose interpretazioni che hanno tenuto in vita la giovane tebana.
br. La figura di Antigone, figlia di Edipo e sorella di Eteocle e Polinice, è stata al centro della grande riflessione filosofica otto e novecentesca: a lei, e alla tragedia di Sofocle che tratta della sua storia, hanno dedicato pagine memorabili autori come Hegel, Hölderlin, Kierkegaard, Heidegger e Bultmann. In questo volume, Pietro Montani riunisce per la prima volta gli episodi fondamentali della moderna riflessione filosofica sull'Antigone: ciascuno di questi classici contributi, decisivi per la comprensione del pensiero dei rispettivi autori, è seguito da un saggio che contiene gli elementi necessari per affrontarne la lettura con un appropriato corredo di precisi presupposti teorici e chiare informazioni critiche. In tal modo il libro può aspirare a raggiungere un pubblico altrettanto vasto di quello che si suppone possa raccogliersi nell'ascolto delle parole di Sofocle. Completano l'opera quattro ampi saggi che fanno il punto su altre importanti letture filosofiche dell'Antigone: quelle di Nussbaum, Lacan, Zambrano, Irigaray, Cavarero, Ricoeur, Derrida. La ricognizione non è certo completa, né avrebbe potuto ambire ad esserlo, tanto è pervasiva la presenza di Antigone nel pensiero filosofico moderno.
brossura Perché ancora Antigone? Perché la sua autorità nell'immaginario dell'Occidente? Dopo aver analizzato alcune soluzioni offerte dalla filosofia il testo mostra la circolarità ermeneutica dell'"Antigone" in tempi come i nostri di crisi e di inquiete domande. In particolare ai nostri giorni è significativo re-interrogare l'"Antigone" proprio in uno dei suoi temi centrali: l'individuo di fronte a uno Stato e ad istituzioni più o meno autoritarie. Dall'"Antigone" può emergere un modo nuovo di concepire l'etica e la politica, grazie ad una sorta di rivoluzione morale e antropologica, che giustifica l'ipotesi qui presentata: la figlia di Edipo quale figura della diversità e paradigma del conflitto, in vista di una prassi politica altra.
brossura L'origine politica dell'Occidente è la dissoluzione giuridica del conflitto tragico tra le Giustizie. La legge, però, non risolve le tensioni che tormentano la polis. È Platone che prova a sciogliere questa inquietudine, allevando un cittadino virtuoso per natura, immediatamente adeguato al bene della comunità. Il volume verifica l'applicabilità di una nozione resa celebre da Michel Foucault, la "biopolitica", oltre la sua tradizionale determinazione storica.
br. Ancora Antigone, nel Terzo Millennio? Questo saggio mostra quanti e differenti motivi ci inducano a rileggere e ripensare la tragedia di Sofocle, testo sempre moderno che nella storia è stato oggetto di diverse interpretazioni filosofiche e riscritture teatrali - da Hegel a Zambrano, da Anouilh a Brecht - e che resta capace di proporre differenti piani di racconto dell'umano: quelli della libertà, della disobbedienza civile, della cittadinanza e dell'identità individuale. Antigone, del resto, non cessa di essere attuale: fiera e reattiva malgrado il dolore che la polis le infligge, di fronte a una legge che reputa ingiusta la giovane tebana rivendica, per sé come per gli altri, di disobbedire al tiranno e al suo editto 'sbagliato'; come pure, sorprendentemente, rivendica il 'diritto di piangere' e di portare il lutto pubblicamente, per denunciare l'ingiustizia subita, come 'donna' e come 'cittadina', in una città diventata di colpo disumana. Un saggio per riflettere, ancora oggi, ma mai abbastanza, sugli effetti rovinosi di una ragione di Stato dispoticamente applicata, che batte la coda negli interstizi del male banale, spingendoci ogni volta più lontano dalle leggi degli dei, dai diritti umani e dall'uomo stesso. Il lettore si trova, allora, a interrogarsi sull'obbligo morale del 'restare umani', a esplorare il problema del 'riconoscimento reciproco' e della necessità di recuperare, in prima persona, la 'perduta umanità'.
ril. A quattordici anni dalla morte (2005) d'uno dei filosofi più importanti d'Italia, Antimo Negri, il cui svolgimento teoretico è lungi dall'essersi esaurito, riteniamo doveroso un momento riflessivo su quello che è stato e lo è a tutt'oggi, un pensiero che ha segnato nuove vie di ricerca non solo in campo epistemologico ma, anche, in quello umanistico e pedagogico. Lo studioso di Mercato S. Severino, nel corso di tutta la vita, ha saputo tracciare nuove vie di ricerca con apporti originali, quantitativamente rilevanti, sempre caratterizzati da confronti, mai pregiudiziali, con tematiche che la moderna filosofia pone. La sua indagine storiografica e teoretica, mai condotta in modo dilettantistico o lungi dall'ubbidire a mode speculative, ingloba studi che vanno dalla filosofia classica tedesca, all'attualismo gentiliano; dal pensiero filosofico e scientifico del '900, alle numerose pubblicazioni su Nietzsche; dalla filosofia del lavoro, alle indagini leopardiane. Il tutto, accompagnato da una vastissima produzione esplicitata in numerosissimi volumi, testi enciclopedici e su giornali e riviste anche internazionali.
br. Che cosa accomuna l'antipedagogia di Ferdinand Deligny al cinema astratto di Stan Brakhage e all'arte aleatoria di John Cage, e tutti e tre al giardino in movimento di Gilles Clément? Per rispondere a questa domanda, il libro prende in esame tali esperienze, e altre affini, cogliendovi la volontà di superare il rapporto tra il Mondo (che costruiamo) e la Terra (che abitiamo) inteso come conflitto e contrapposizione. Ciò che in esse prende vita è una coscienza critica nei confronti di quanto, come uomini, abbiamo realizzato, nonché una visione della realtà e della natura in cui si placa qualsiasi proposito di controllo coercitivo e di dominio. Si tratta di esempi rimasti, con poche eccezioni, quasi tutti nell'ombra e largamente misconosciuti, perché fuori dal gioco codificato delle istituzioni sociali e culturali. Il loro messaggio, privo di compiacenze e concessioni - al pari della malerba che cresce in libertà, incurante di ogni divieto - deve diventare oggetto di riflessione, soprattutto in un momento, come quello attuale, nel quale si pone drammaticamente la questione della salvezza del pianeta.
br. Sovraccarico di stress, tristezza, burnout, attacchi di panico, fame nervosa: a chiunque nella vita capita di attraversare momenti bui, più o meno frequenti e di varia intensità. Lo stress e le malattie a esso legate sono un flagello per milioni di persone e una sfida per tutti, a prescindere dall'età. E se ci fosse un modo semplice per affrontare lo stress, un metodo efficace che consiste solo nel leggere un libro? Un libro scorrevole e avvincente, in grado di innescare un autentico choc motivazionale? E se fosse proprio quello che avete in mano ora? Il dottor Gourion, psichiatra, grazie alle scoperte delle neuroscienze e a una solida esperienza clinica, ha sviluppato un metodo progressivo e accessibile a tutti che vi insegnerà, passo dopo passo, a disattivare i meccanismi che generano stress e ad allenare la mente a regolarlo. In sette sedute vi mostrerà come spegnere i vortici di pensieri negativi e le dolorose elucubrazioni che vi rovinano la vita. Il libro contiene anche quattro protocolli personalizzati per prevenire le conseguenze psicologiche più frequenti dello stress cronico: attacchi di depressione, ansia, manie e fame compulsiva.
br. Il terzo capitolo della Muqaddimah dedicato al potere politico, qui presentato in forma antologica ma molto ampia, ha come obbiettivo quello di rispondere ad alcune domande di fondo: come nascono le dinastie al potere? Come lo conquistano rispetto ad altri gruppi concorrenti? Quale ruolo ha lo spirito di corpo in questo sviluppo? E l'elemento religioso? L'autore parte dall'analisi delle forme in cui si costituisce il potere, mettendo in rilievo due elementi fondamentali: spirito di corpo e religione; tutto il testo sviluppa il rapporto dialettico tra questi due elementi. L'opera di Ibn Khallin è di una straordinaria modernità, prova ne sono le moltissime letture e interpretazioni che la riprendono per proporre analisi delle società arabe contemporanee. Ma è allo stesso tempo profondamente inserita nel contesto storico in cui nasce, una summa di sapienza islamica medievale che abbraccia il fenomeno sociale oggetto dell'indagine, prendendo in considerazione gli aspetti geografico-demografici, politici, economici e culturali, con costanti riferimenti alla dottrina islamica. Prefazione di Massimo Campanini.
br. Emanuele Severino ripropone le pagine più significative dei pensatori della filosofia occidentale in un'ampia ed esauriente antologia, ripartita cronologicamente in tre sezioni. L'antologia si snoda attraverso i brani dei filosofi antichi, moderni e contemporanei, dai presocratici a Bacone a Heidegger, con un aggiornamento dedicato a pensatori "atipici", come Leopardi, e alla filosofia moderna, in particolare di Hobbes, Bacone, Galilei, Spinoza, Vico e dell'Illuminismo.
br. Trovate la conoscenza e l'ispirazione che cercate in questa antologia di incantesimi, saggi e rituali di Scott Cunningham, raccolti dai suoi migliori contributi al Magical Almanac della Llewellyn. Godetevi la saggezza senza tempo di Cunningham su argomenti popolari come i Sabbat, la protezione magica, gli incantesimi della luna e i rimedi erboristici. Gli appassionati, vecchi e nuovi, ammireranno la capacità di Cunningham di dare una vita magica a temi come il tatuaggio, la divina storia dello starnuto, gli abiti di potere, gli oracoli greci, gli uccelli degli dei e altro ancora. Ben noto per la sua capacità di perfezionare i suoi incantesimi e rituali attraverso la sperimentazione prima di pubblicarli, Cunningham ha vergato queste pagine con semplicità. Le sue parole in questa raccolta ispireranno sicuramente i suoi fan nel loro percorso verso una vita vissuta all'insegna della magia. Prefazione di Raymond Buckland.
br. Un'antologia di scritti, interviste e corsi, che si propone come primo accostamento al progetto filosofico di Foucault. Lo stesso autore descriveva l'intero suo lavoro come caratterizzato da tre "spostamenti teorici" e in questo volume essi sono rappresentati in tre principali sezioni. La prima lo porta a interrogarsi sulle pratiche discorsive in cui si articola il sapere: follia e linguaggio, sistema, discorso. La seconda, che prende corpo negli studi genealogici, lo spinge a porre al centro della propria riflessione le relazioni multiple in cui si articola l'esercizio dei poteri e affronta la società disciplinare, il bio-potere, guerra e razzismo, e la medicalizzazione indefinita. L'ultima lo fa approdare all'analisi delle forme e modalità del rapporto con se stesso attraverso le quali l'individuo si costituisce e si riconosce come soggetto: tecnologie del sé e sessualità, critica e lotta, libertà e identità. Si tratta di un lavoro contraddistinto da una mole impressionante di analisi e che non si lascia leggere né attraverso le lenti di una rigida separazione cronologica e concettuale tra i temi trattati, né attraverso quelle di un'evoluzione lineare tra fasi diverse di uno stesso procedimento dialettico. Nei contributi raccolti in queste tre sezioni, come in tutta l'opera di Foucault, indagine storica e riflessione filosofica sono strettamente connesse, realizzando così un quadro il più possibile completo del suo pensiero.
ill., br. «Jacques Derrida legge la vastissima opera di Artaud nel segno del "superamento" della metafisica così come lo intende Heidegger, indicando nello "stare sul limite" il luogo stesso che, rispetto alla storia della metafisica, "non è né dentro né fuori". Leggere Antonin Artaud al di qua di questo desiderio di riappropriazione di sé (di qualsiasi retorica del "corpo proprio") e della condanna di tutto ciò che egli identificava come l'improprio che investe, come si sa, la filosofia, la politica, la tecnica e, più in generale, le protesi, i derivati, i supporti, l'artificiale insomma, contro cui si scaglia in "Pour en finir avec le jugement de dieu". Leggerlo così, allora, ma salvaguardando nel contempo la tensione dell'impossibile che attraversa tutta la sua opera - è questo lo "stare sul limite" in cui si pone Derrida, e beninteso lo spazio rispetto al quale si leva ogni eccesso che l'opera stessa di Artaud sembra essere costantemente sul punto di provocare.» (dallo scritto di Alfonso Cariolato)
<p>31x22 cm, foglio con tre stemmi e capolettera ornato. "Con tutto che la disubbidienza, e massime dè Soldati nelle cose Militari sia così perniciosa al servizio di Nostro Signore, che non dovrebbe permetter dilazione al severo castigo". Segno di bruciatura all'estremo margine inferiore, lontano dal testo</p>
br. Il principale motivo di interesse che questo testo, scritto nel 1975, è ancora in grado di suscitare, è nella freschezza dell'approccio ai Quaderni gramsciani, che Fergnani leggeva nella edizione critica da poco pubblicata da Einaudi. Essi erano fatti liberamente dialogare con le posizioni del Marxismo occidentale, al fuori di qualsiasi preoccupazione di ortodossia (o anche di "nuova ortodossia", come allora si iniziava a sospettare). Ad essi Fergnani si rivolgeva come ad un classico della letteratura filosofica europea, di cui era recente la riscoperta (significativi erano i costanti richiami alla Francia e al libro di Maria Antonietta Macciocchi). Per questo, è apparso opportuno riproporne l'attenta e scrupolosa esegesi, in un'epoca distratta da eccessive ansie pragmatiche, e che si illude che la fin troppo conclamata "fine delle ideologie" possa giustificarla, dal colpevole oblio delle proprie migliori tradizioni.
br. Antonio Gramsci è, più di ogni altro, autore fecondamente "inattuale", dissonante rispetto allo spirito del nostro presente. A caratterizzare il rapporto che l'odierno tempo del fanatismo dell'economia intrattiene con Gramsci è, infatti, la volontà di rimuoverne la passione rivoluzionaria, l'ideale della creazione di una "città futura" sottratta all'incubo del capitalismo e della sua mercificazione universale. Risiede soprattutto "nell'attuale inattualità" della sua figura la difficoltà di ogni prospettiva che aspiri oggi a ereditare Gramsci e ad assimilare il suo messaggio: ossia ad assumere come orientamento del pensiero e dell'azione la sua indocilità ragionata, fondata sulla filosofia della praxis dei "Quaderni". Essa trova la sua espressione più magnifica nella condotta di vita gramsciana, nel suo impegno e nella sua coerenza - pagata con la vita - nella "lotta per una nuova cultura, cioè per un nuovo umanesimo". Critica glaciale delle contraddizioni che innervano il presente e ricerca appassionata di un'ulteriorità nobilitante costituiscono la cifra del messaggio dell'intellettuale sardo: l'ha condensato lui stesso nel noto binomio del "pessimismo dell'intelligenza" e dell'"ottimismo della volontà". Ereditare Gramsci significa, di conseguenza, metabolizzare la sua coscienza infelice e non conciliata, la passione durevole della ricerca di una felicità più grande di quella disponibile.