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ill., ril. L'Astrologia è una compagna di viaggio che incuriosisce anche chi la ritiene una materia senza alcun fondamento. Rispetto a quanto la letteratura tematica ha divulgato fino ad oggi, questo libro offre una versione architettonica completamente nuova delle Case astrologiche, partendo dai Principi primi celesti dei quattro Elementi, per giungere ad individuare le finalità ultime terrene che Essi infondono nelle dodici stanze (Case) del quotidiano. L'opera, scientifica e divulgativa a un tempo, è espressamente calibrata per spiegare le implicazioni "funzionali" vigenti nelle singole Case, capirne "i perché", dedurne i significati costitutivi e consentire anche al lettore alle prime armi di individuare, di volta in volta, quale Segno possieda la delega specifica ad operare dietro le quinte negli ambiti teatrali di ciascuna Casa. L'obiettivo è rendere razionalmente chiare le dinamiche con le quali gli Elementi provvedono (mediante i Segni di loro appartenenza) alle finalità strumentali specifiche dei singoli Campi astrologici, per poter comprendere in quali Case tenderanno a manifestarsi concretamente le vocazioni dei Segni zodiacali.
ill., br. I Miti dei popoli della terra riconducono la creazione dell'universo a un suono. Con quel primo suono il caos primordiale, l'infinito campo di possibilità, venne scosso da una vibrazione e la prima "stringa" - per usare un termine della più recente fisica - prese a risuonare. II mistero dell'armonia cosmica è in quel suono primordiale che conferisce forma alle galassie e agli esseri più piccoli, ed è lo stesso straordinario segreto che permetteva ai Maestri d'Opera medievali di erigere le loro sacre costruzioni, reiterando il rito della creazione e modellando gli edifici secondo le leggi divine con cui il Grande architetto ha ordinato il creato. I Maestri costruttori avevano la conoscenza profonda del più grande dei Misteri e uno strumento semplice ed efficace: il Quadrato magico del Sator, che con la sua Matrix divina consentiva loro di rigenerare il cosmo attraverso l'Architettura. II Segreto appare custodito nel cuore di diverse tradizioni, dato che chiese romaniche e gotiche, sinagoghe, templi indù, moschee e persino le costruzioni del grande Federico II risultano realizzate con il Quadrato magico che racchiude i misteri del cosmo e che conferisce loro la valenza di musica pietrificata. L'autrice ha verificato, presso diverse tradizioni, la conoscenza dello strumento segreto dei Maestri costruttori ed è emerso, con meraviglia, che il percorso si traduce in un'avventurosa ricerca della conoscenza primordiale.
brossura Il testo concretizza l'esperienza di Aristide Viero di oltre 45 anni di lavoro operativo nel campo delle energie sottili ed extrasensoriali, con le descrizioni che riguardano il paranormale e l'impiego dei triskell. Descrive l'applicazione della radioestesia, della rabdomanzia e della geobiologia dedicate alla ricerca delle radiazioni emesse dai luoghi di culto e di ritualità megalitici più importanti d'Europa, iniziando dai dolmen, menhir ed obelischi, ai loro fenomeni vibrazionali e al loro impiego nei secoli. E si estende agli antichi templi di Stonehenge, Avebury, agli allineamenti di Carnac, alla cattedrale di Chartres, alla basilica del Vezelay, alla cappella di Rosslyn e all'abbazia di Melrose e alla sacra di San Michele. Definendone un rilievo completo delle vene acquifere profonde, delle linee sincroniche che nei loro punti d'incrocio sotto questi luoghi sacri formano dei punti di forza della terra. Questo libro è anche una guida per chi vuole verificare le sue capacità operative mediante le planimetrie riportate che evidenziano i rilievi tecnici del caso. Sono documentate inoltre fotografie scattate in questi luoghi nelle quali appaiono delle entità.
br. L'amicizia fra Benjamin e Scholem spicca, nel Novecento, come una tra le più affascinanti e vitali. E quando nel 1980 Scholem pubblica questo carteggio, che copre gli ultimi otto anni della vita di Benjamin, vuole rendere giustizia a un rapporto complesso e non privo di contrasti, ma improntato a una profonda fedeltà. Grande studioso della Qabbalah e della mistica ebraica, Scholem è, nel 1932, già da tempo in Palestina e ormai a un passo dalla cattedra; la vita di Benjamin, cabbalista in incognito e profondo innovatore del pensiero, attraversa invece la sua fase più tormentata: ospite di volta in volta a Ibiza, Parigi, Sanremo e in Danimarca, è costantemente alla ricerca di una base di sussistenza. Tra i due, fortemente segnati dalla formazione nella Berlino di inizio secolo e subito attratti dalle ricerche l'uno dell'altro, si sviluppa un confronto incessante che investe l'attualità politica, i libri letti, le comuni conoscenze (da Buber a Bloch, da Brecht ai francofortesi), e che trova il suo fulcro nei densissimi scambi a proposito di Kafka. Un dialogo a distanza - se si esclude il breve incontro parigino dell'inverno del 1938 - e non di rado drammatico, intessuto com'è anche di malintesi, puntute allusioni, eloquenti silenzi, ma che resta una prova convincente delle parole con cui Benjamin definì il suo rapporto con Scholem: «fra Gerhard e me le cose stanno così: ci siamo persuasi a vicenda».
br. In questo volume Foucault affronta i nuovi scenari della comunicazione su scala mondiale, le forme di produzione della verità, e analizza i sistemi di controllo del potere sull'individuo. La decifrazione di forme inedite della produzione della verità e l'individuazione di straordinarie possibilità espressive per la libertà degli individui rovesciano le prospettive precedenti, caratterizzate dal predominio dei dispositivi di sapere/potere, e comportano la necessità per Foucault di proporre la questione dell'etica. Nel riprendere la lezione dell'Illuminismo e dell'etica antica, sostiene pertanto l'attualità di un'estetica dell'esistenza (fare dello stile di vita un'opera autonoma e consapevole) e di un'etica come le sole vie accessibili al soggetto nell'epoca dell'estrema instabilità degli ordini normativi (declino dei progetti politici, metamorfosi della religione, insignificanza della morale, impraticabilità del diritto). Con questo terzo volume si conclude la pubblicazione italiana del cosiddetto Archivio Foucault, che raccoglie interviste, colloqui e interventi di vario tipo, importanti per definire al meglio la personalità del grande filosofo francese.
br. Un'allieva, un professore, un incontro che segna l'inizio di un lungo e appassionato confronto. Charlotte Casiraghi e Robert Maggiori dialogano a tutto campo, guidati dalla curiosità e da un'immediata intesa intellettuale, ma un tema si impone naturalmente sugli altri: le emozioni che ci influenzano, i confini veri o presunti tra i sentimenti, la loro logica a volte evidente a volte tortuosa. Nasce così un libro che si legge come un piccolo trattato sulle nostre passioni - l'amore e la gelosia, l'amicizia e la vergogna, la gioia, il coraggio e molte altre - che invita a scoprire le invisibili connessioni che le collegano, attraverso la storia della filosofia antica e moderna e le nuove frontiere del pensiero contemporaneo. Le passioni ci circondano come le isole di un arcipelago, non possiamo evitare di attraversarle: questo libro è un atlante sentimentale che percorre la corrente invisibile che le intreccia ai nostri destini.
br. Il narcisismo abita i nostri amori e tutte le relazioni. Può essere fragile o contundente. Finché cerchiamo di rinchiuderlo in una definizione, non lo capiremo. Occorre una bussola psichica per navigare nei mari insidiosi della stima di sé, tra isole che si chiamano Insicurezza, Egocentrismo, Rabbia, Invidia, Vergogna. Narciso era un giovane di grande bellezza, nella quale annegò dando vita a un fiore. Ovidio lo raccolse e ne fece un mito, Freud una realtà psichica: il narcisismo. Abita i nostri amori, attraversa i nostri discorsi, seduce politici e artisti, ma anche criminali. Funambolo dell'autostima, Narciso cammina sul filo teso tra un sano amore di sé e la sua patologica celebrazione, che può diventare una diagnosi: il disturbo narcisistico di personalità. Finché cerchiamo di rinchiuderlo nella gabbia di una sola definizione, non lo conosceremo: ci serve un sestante per navigare tra gli scogli della stima di sé. Ci sono narcisisti arroganti oppure timidi, con la pelle spessa o sottile. Tutti nuotano in un arcipelago di possibilità: saziati dalla prepotenza, circonfusi dal carisma, baciati dal successo, afflitti dalla depressione, tormentati dall'insoddisfazione, abitati dal vuoto, suicidi per frustrazione. Possono avvelenare una relazione fino al sadismo e manipolare gli altri fino alla psicopatia. Sono braccati da cinque fiere: l'egocentrismo, l'insicurezza, la rabbia, l'invidia e la vergogna.
br. Da quell'angolo sordido che può diventare il corpo (Bonacchi) il libro esplora il freudiano misterioso salto dalla mente al corpo quando accade di tenere a corpo qualcosa in attesa che possano compiersi mentalizzazioni che rendano mentalizzabile il non mentale, poiché pur dimenticate, queste cose continuano a esistere in un qualche modo arcaico nella nostra mente, a operare, a farsi sentire (Bion). Filosofi, traduttori, psicoanalisti indagano come e cosa avvii la traduzione-trasformazione che consente all'incomprensibile di diventare pensiero, al simbolo metafora e all'inerte cosa psichica. In tale luce il testo esplora l'inquietudine prodotta dall'alterità, quando questa minaccia l'identità soggettiva (Levinas), poiché sia l'inconscio che il nuovo che s'impone con le biotecnologie possono essere vissuti come alterità perturbante per l'identità e come una minaccia per il pensiero. Dal momento che la matrice di corpo, cosa e parola è comune, che accade se le parole non indicano più significati ma sono la cosa che indicano?
ill., ril. In questo mondo turbolento, molti di noi hanno ricominciato ad affidarsi alle stelle per trovare una guida. Stella Andromeda vi spiegherà tutto quello che c'è da sapere sulla vostra vita astrologica, insegnandovi come imbrigliare l'antico potere dello zodiaco e aprire la vostra mente all'universo.
br. In questa conferenza, tenuta il 5 febbraio 2003 presso l'Università di Heidelberg in memoria di Hans-Georg Gadamer, Jacques Derrida ricorda la "strana interruzione" che ha segnato il loro primo incontro a Parigi nel 1981. La riflessione sulla morte dell'altro, sull'interruzione ultima, pur nella sua incommensurabilità, evoca la questione della cesura del dialogo, della difficoltà della traduzione e dell'interpretazione, sviluppandosi lungo la traccia di un celebre verso di Paul Celan: "Il mondo non c'è più, io debbo portarti". La morte è la fine del mondo, il mondo dopo la fine del mondo. Ma cosa significa "portare"? Cosa significa portare l'altro e il mondo scomparsi? È solo attraverso il confronto con il pensiero di Freud, Husserl e Heidegger che Derrida riuscirà a precisare il significato di questa parola, in direzione di un'interiorizzazione del ricordo alla quale occorre la malinconia per scongiurare il pericolo dell'oblio, il rischio dell'inclusione dell'altro in se stessi.
br. In questa conferenza, tenuta il 5 febbraio 2003 presso l'Università di Heidelberg in memoria di Hans-Georg Gadamer, Jacques Derrida ricorda la "strana interruzione" che ha segnato il loro primo incontro a Parigi nel 1981. La riflessione sulla morte dell'altro, sull'interruzione ultima, pur nella sua incommensurabilità, evoca la questione della cesura del dialogo, della difficoltà della traduzione e dell'interpretazione, sviluppandosi lungo la traccia di un celebre verso di Paul Celan: "Il mondo non c'è più, io debbo portarti". La morte è la fine del mondo, il mondo dopo la fine del mondo. Ma cosa significa "portare"? Cosa significa portare l'altro e il mondo scomparsi? È solo attraverso il confronto con il pensiero di Freud, Husserl e Heidegger che Derrida riuscirà a precisare il significato di questa parola, in direzione di un'interiorizzazione del ricordo alla quale occorre la malinconia per scongiurare il pericolo dell'oblio, il rischio dell'inclusione dell'altro in se stessi.
br. Aristotele, "il maestro di color che sanno", secondo la celebre formula dantesca, per molti secoli è stato considerato il Filosofo, e quasi il simbolo stesso della ragione umana. Ancor oggi, le prospettive aperte dallo stagirita mantengono un'intatta vitalità: se la sua logica e la sua epistemologia sono state riscoperte nella loro grandiosa architettura, le sue analisi ontologiche sono tornate al centro del dibattito filosofico. Varie correnti dell'etica contemporanea hanno posto in luce la straordinaria attualità del pensiero pratico di Aristotele, mentre un'attenzione sempre più viva si proietta anche sulle sue indagini di filosofia naturale. In tale quadro, la presente introduzione alla filosofia aristotelica "può essere collocata sullo stesso piano degli studi più importanti su Aristotele degli ultimi decenni" (H. Flashar) e rappresenta uno strumento prezioso per quanti cercano un accesso filologicamente rigoroso e filosoficamente affidabile ai testi dello stagirita. Emerge dal libro la complessa immagine di un filosofo criticamente aperto a tutte le vie del pensiero e attento, in parallelo, a coniugare l'ispirazione strutturale con un approccio fortemente problematico ai temi di volta in volta affrontati.
br. Un ritratto complessivo di uno dei pensatori dell'antichità, la cui prodigiosa attività di ricerca, dalla metafisica alla biologia e alla fisica, dalla psicologia all'etica, dalla politica alla poetica, dalla retorica alla logica, ha rappresentato una vera e propria "enciclopedia del sapere" destinata a esercitare un'influenza duratura sul pensiero occidentale.
br. Aristotele, insieme a Platone, è il pensatore dell'antichità le cui idee sono a fondamento della storia stessa della filosofia. A lui e alle sue opere ci si è rivolti per ogni riflessione riguardante la logica, le scienze, la metafisica, l'etica e i fondamenti stessi della convivenza civile. È stato una vera enciclopedia dello scibile che ha influito sulla cultura occidentale per duemila anni, e ancora oggi possiamo constatarne la straordinaria attualità. Introduzione di Armando Torno.
br. Pubblicato nel 1911, Aristotele e la sua visione del mondo è l'ultimo scritto di Franz Brentano su Aristotele. Il volume costituisce il bilancio complessivo di più di cinquant'anni di ricerche, presenta e discute gli elementi fondamentali della filosofia di Aristotele. Con uno stile agile e con una argomentazione scorrevole, Brentano si concentra in maniera particolare sui concetti di essere, sostanza, Dio e intelletto attivo (nous poietikos). La discussione della teologia di Aristotele e quella dell'"ottimismo aristotelico" costituiscono spunti significativi per presentare il complicato problema del creazionismo aristotelico, e per valutare la relazione del pensiero dello Stagirita con le grandi costruzioni filosofiche dell'età moderna (Locke, Leibniz, Kant). Aristotele e la sua visione del mondo può essere dunque considerato come una sorta di "guida alla lettura di Aristotele". Nello stesso tempo, però, il volume può essere impiegato per un primo accostamento al pensiero dello stesso Brentano, soprattutto per quanto concerne la relazione tra metafisica e psicologia e i problemi metodologici e metateorici della ricerca storico-filosofica.
cm. 17 x 24, 204 pp. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi Attraverso lo studio dei commentatori antichi e medievali di Aristotele si dimostra che la logica comparativa ? stata considerata nei secoli il fondamento della filosofia. Viene inoltre ricostruito il modo in cui Galileo ha interpretato tale logica per confutare la cosmologia e la teoria aristotelica del movimento. Infine l?autore dimostra che la logica comparativa ? il fondamento della quarta via di Tommaso D?Aquino. A study of antique and mediaeval commentators of Aristotle demonstrates that comparative logic has over the centuries been considered the basis of philosophy. Furthermore it reconstructs the way in which Galilei interpreted this logic to confute cosmology and the Aristotelian theory of movement. Last but not least it shows that comparative logic was fundamental for Tommaso D?Aquino?s ?quarta via? 389 gr. 204 p.
cm. 17 x 24, 224 pp. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi In questo secondo volume l?autore dimostra che le teorie relative alla distribuzione del Bene negli enti avevano come fondamento tale logica. Attraverso i commenti di Alberto Magno alle opere di Aristotele, Luca Sorbi dimostra che la logica comparativa ha costituito il fondamento delle analisi attorno al concetto di Uno dei filosofi medievali. In this second volume the author demonstrates that the theories on the distribution of Good in beings were based on logic. Through Alberto Magno?s comments on the works of Aristotle, Luca Sorbi shows how analysis of the Medieval philosophers? concept of One has its roots in comparative logic. 420 gr. 224 p.
br. Questo corso di lezioni, tenuto presso l'Università di Friburgo i. B. nel semestre estivo 1931, non è dedicato semplicemente all'interpretazione dei primi tre capitoli del libro IX della Metafisica di Aristotele, ma mira, attraverso tale interpretazione, alla comprensione del concetto greco dell'essere. Il titolo sotto il quale era stato originariamente concepito, Interpretazioni della filosofia antica, definisce tematicamente l'ambito della ricerca: con i concetti di dynamis ed energheia, Aristotele ha inteso rispondere alla domanda originaria sull'essere come presenza. Aristotele ha mostrato che c'è un modo di essere presente della capacità (forza) di produrre e che quindi la presenza della forza non presuppone un ente cui apparterrebbe, ma al contrario l'ente trova nella forza il suo a priori (Heidegger si richiama a Leibniz e al suo concetto di una vis primitiva, cfr. § 10 a). Nell'ambito della concezione greca dell'essere come presenza, Aristotele ha dunque cercato di stabilire quale sia la verità dell'essere come presenza: non è casuale, secondo Heidegger, che il capitolo finale del libro IX, che nei capitoli precedenti si occupa appunto della dynamis e dell'energheia, tratti nuovamente dell'essere come vero e come falso (sull'interpretazione di questo capitolo, Heidegger si era già soffermato negli anni precedenti). Mostrare che per Aristotele la forza ha un'essenza e una realtà indipendenti dall'esecuzione di ciò cui la forza dà capacità, significa per Heidegger accedere a quello che si sono chiesti i Greci chiedendosi dell'essere come presenza, significa cioè accedere alla domanda originaria della filosofia.
br. Per Dante Aristotele era «il maestro di color che sanno» e il filosofo per eccellenza. Eppure nell'antichità una simile ammirazione non fu condivisa da tutti e, nei secoli successivi, il filosofo riuscì a imporsi solo dopo molto tempo, alla fine di un contrastato processo di assimilazione. Questo libro offre al lettore un resoconto delle complesse vicende della presenza e fortuna della filosofia di Aristotele dalla sua morte, nel 322 a.C, fino alla tarda antichità. Il volume, che combina divulgazione e ricerca avanzata, si sofferma su alcuni aspetti fondamentali, quali l'apparente assenza della filosofia aristotelica dai dibattiti dell'età ellenistica, il ritorno ad Aristotele nel I secolo a.C, l'aristotelismo di Alessandro di Afrodisia, l'appropriazione e integrazione del pensiero di Aristotele nel platonismo tardoantico. Tra i temi esplicitamente affrontati vi sono il presunto declino del Peripato ellenistico, il ruolo di Andronico di Rodi nella formazione e trasmissione del corpus aristotelico, la presenza del grande filosofo negli scritti pseudo-pitagorici e il contributo di Porfirio alla trasmissione di Aristotele alla tarda antichità. Ne emerge non solo la ricchezza della filosofia che ci ha lasciato Aristotele, ma anche la singolarità del suo progetto, che non ha precedenti né veri e propri successori nel mondo antico.
Falcon, Andrea Aristotelismo. Torino, Einaudi 2017 italian, 150 Opera con copertina morbida in brossura . IX, 150 p. ; 21 cm
cm. 17 x 24, 136 pp. con 4 tavv. f.t. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi 300 gr. 136 p.
br. Una serie di appunti, con regole e teoremi sui numeri che, partendo dal loro aspetto di simboli aritmetici, divengono via via gli elementi di un linguaggio iniziatico complesso.