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br. Watsuji Tetsuro (1889-1960), allievo di Nishida Kitaro e membro periferico della "Scuola di Kyoto" incarna perfettamente il caso dell'intellettuale giapponese in prima fila negli anni compresi tra le due guerre, figura controversa per diversi decenni dopo. Il caso in questione è particolarmente significativo, dal momento che il sistema filosofico di Watsuji è stato in tempi più recenti "purificato" dalla responsabilità di un presunto geo-determinismo, riconoscendone invece il carattere pionieristico che guarda ad una sorta di costruttivismo sociale. Un processo lento di revisionismo storico, basato sulla reinterpretazione delle fonti originali (che erano state spesso ignorate), ha fatto infatti nuova luce sul pensiero del filosofo. La teoria della coesistenza relazionale è oggi studiata e ripresa in più aree epistemologiche, come espressione di un nuovo cosmopolitismo. La dimensione intersoggettiva della sua Etica, basata sull'idea di una "coesistenza relazionale" (o di mediazione tra il Soggetto e l'in-betweenness), è stata analizzata attraverso la teoria del ningen aidagara (inter-relazionalità) rintracciabile in Fodo ("Clima e cultura", 1935) e in Ningengaku toshiteno rinrigaku ("Etica come studio antropologico", 1935). L'etica dell'inter-essere e la ricerca di una nuova soggettività storica antitetica alla tradizione occidentale si rivela in grado di abbracciare l'idea occidentale del Dasein heideggeriano con quella di coesistenza relazionale del filosofo giapponese.
ill., br. Walter Benjamin è stato uno dei più importanti ed enigmatici intellettuali del ventesimo secolo. I suoi scritti, che sovrappongono filosofia, teoria letteraria, analisi marxiana della società e una sorta di sincretismo teologico, sfuggono a ogni tradizionale categorizzazione. E la sua esistenza randagia e spesso in fuga dal minaccioso incalzare degli eventi ha offerto terreno ideale a ogni forma di mitologizzazione. La sua parabola intellettuale muove dal brillante esoterismo dei primi scritti ai saggi che hanno fatto di Benjamin una voce centrale della cultura di Weimar, per arrivare agli anni dell'esilio con le pionieristiche teorie sui media moderni e la nascita del capitalismo di consumo nella Parigi del secondo Ottocento. Questo percorso ha avuto luogo nel corso dei più catastrofici decenni della moderna storia europea: l'orrore della prima guerra mondiale, la surreale instabilità della Repubblica di Weimar e l'incombente ombra del nazismo. Questa nuova biografia, a firma di due tra i più affermati studiosi dell'opera dell'intellettuale tedesco, getta, al di là dei miti e del carattere frammentario della sua opera, una nuova luce su uno straordinario protagonista della cultura contemporanea. Howard Eiland e Michael W. Jennings mettono a disposizione del lettore una ricca messe di informazioni che consentono di ricostruire in modo sorprendente una vita tragicamente straordinaria.
br. La nozione di un Essere equivoco fu suggerita a Benjamin da un profondo pessimismo storico. La storia è infatti, per Benjamin, caduta, mito. Benjamin, nondimeno, anziché rinserrarsi nel proprio pessimismo, intese abbracciare l'epoca e il tempo. Qui nascono le incomprensioni dei suoi amici e interpreti, i quali, avvertendo in lui un'infelicità ad essi consueta, credettero di potersi aspettare da lui la loro stessa impazienza del mondo. Benjamin sembrava invece voler traslocare dal mondo del mito raccogliendone ancora qualche ultimo pezzo, come se non volesse dimenticare nulla e non lasciare nulla indietro. Il concetto di ripetizione tiene insieme entrambe le cose: la condanna e l'assoluzione di un moderno infernale. Il tempo-ora escatologico ridice, attualizzandola, l'intera vicenda storica, e si costituisce pertanto come la ripetizione di essa. L'Essere contrae un nesso di somiglianza equivoca con il mondo, per quanto miticamente connotato questo possa essere. E proprio in ciò consiste l'autentica novità: che il passato torna a ripetersi. Il passato sopravvive nel futuro, conservandosi in esso e in esso attingendo però una superiore forma di vita (Über-leben), dove la miticità del mito resti esclusa per sempre e dove il contenuto del mito possa invece integrarsi nell'originaria costituzione di Senso. Questo nucleo teoretico si è riversato nel linguaggio di Benjamin, nel quale ogni categoria presenta sempre un referente salvifico - rivoluzionario ed utopico - e uno mitico.
ill., br. Sarebbe difficile trovare, in tutto il Novecento, un rapporto intellettuale così alto, complesso e a volte drammatico come quello fra Scholem e Benjamin. In questo libro Scholem è riuscito a raccontarlo come "storia di un'amicizia", una storia che permette di accedere agli aspetti più segreti di Benjamin, che fa assistere al delinearsi delle sue idee e delle sue opere - a volte rimaste allo stato di abbozzo - nelle parole di un testimone lucido, partecipe, ma al tempo stesso radicalmente diverso e capace anche di opporsi duramente all'amico.
br. Questa monografia ripercorre il pensiero e la vita del saggista berlinese offrendo un'aggiornata ricognizione d'insieme della sua prismatica e proteiforme personalità, intrecciando vicenda biografica e riflessione concettuale, sulla base dei materiali resisi disponibili con il concludersi dell'edizione critica dei suoi scritti e della sua corrispondenza presso l'editore Suhrkamp di Francoforte, oltre che in seguito alla pubblicazione di documenti relativi soprattutto alle sue ultime tragiche ore di vita alla frontiera franco-spagnola nel vano tentativo di sfuggire alla Gestapo. Alla luce di un'inarrestabile tensione alla felicità, continuamente messa in scacco dalla sconfitta e dall'"oscurità" dell'epoca storica, si ricostruisce così il "passaggio" di Benjamin per le molte vie della cultura otto-novecentesca attraverso i vari campi del sapere. Se ne documentano la strabiliante rete di "incroci" e di contatti con personalità della cultura a lui contemporanea (da Scholem a Brecht, da Rosenzweig a Bloch e ad Adorno), la novità delle ricognizioni sul Moderno e sulla metropoli, l'interesse sperimentale per i media, le riflessioni sul linguaggio e sulla traduzione, l'attenzione per i mutamenti intervenuti nell'architettura, nella fruizione estetica e nell'arte di raccontare e narrare, l'intreccio fra teologia e marxismo, le passioni collezionistiche, l'amore per la letteratura infantile, le strategie critiche nell'accostarsi al Barocco, al Romanticismo e all'opera di grandi scrittori.
br. Il microcosmo italiano - vita, paesaggio, cultura, - costituì per Walter Benjamin un faro biografico e intellettuale, la meta costante di un'intensa frequentazione fisica e mentale. In questo volume, esito di una giornata di studi organizzata dall'Istituto di studi italiani dell'Università della Svizzera italiana, sono per la prima volta messe a tema le relazioni del celebre pensatore tedesco con la cultura italiana, con il contributo di studiose e studiosi provenienti da Svizzera, Germania e Italia.
br. Walter Benjamin (1892-1940), filosofo, letterato e teorico della cultura ebreo-tedesco, è oggi riconosciuto come uno dei più originali e acuti pensatori dell'intero Novecento. Le sue opere, da "Il dramma barocco tedesco" (1928) a "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica" (1936), sono altrettante pietre miliari nella riflessione critica ed estetica del secolo scorso. La sua vicenda personale, segnata dal fallimento accademico, dall'esilio a Parigi e infine dalla tragica morte sulla strada della fuga verso gli Stati Uniti, appare tipica di un certo tipo di intellettuale, emarginato in vita ma acclamato successivamente come uno "che apre il cammino", un precursore per eccellenza. Sulla base di una lettura ravvicinata non soltanto dei suoi scritti più noti, ma anche di alcuni dei suoi saggi e frammenti meno conosciuti, il volume di Gilloch fornisce una lucida introduzione alla figura e all'opera benjaminiana. Ne deriva così un'interpretazione originale dei suoi lavori, che mette in luce la fitta trama di interconnessioni che lega insieme una produzione apparentemente disparata.
ill., br. Questo libro è il complemento di "Wabi-Sabi per artisti, designer, poeti e filosofi", uscito per la prima volta negli Stati Uniti nel 1994: era la prima volta che questo concetto filosofico appariva nel mondo occidentale. Da allora, il wabi-sabi è diventato un paradigma che ha incontrato grande consenso, non solo a livello teorico - si tratta di un vero e proprio sistema estetico, una visione del mondo - incarnandosi in molti manufatti, oggetti di design, architetture, stoffe, mode, acconciature. In queste pagine l'autore prova a indagare le sue antiche origini - da ricercare nella cerimonia del tè e in un'antologia di poesia giapponese, "Raccolta di diecimila foglie", - per coglierne appieno il significato profondo e filosofico: un rasserenante e necessario elogio dell'imperfezione e della sobrietà.
ill., ril. Wabi-sabi: uno stile di vita, un cammino spirituale, un modello filosofico, un ideale estetico, ma soprattutto un'esperienza interiore che cambia il nostro modo di vedere gli oggetti, di vivere gli istanti, di abitare la natura, che esalta la nostra capacità di trovare l'armonia anche nelle cose apparentemente più dismesse, nei riti più semplici. Un modo di pensare che investe tutti gli ambiti della vita e che porta la bellezza, l'eleganza e l'essenzialità nel quotidiano.
ill., ril. Abbraccia l'antica filosofia giapponese del Wabi Sabi e apprezza l'imperfetto, l'effimero, l'incompleto. Scopri la bellezza e l'armonia nell'incompiuto, nel fugace, nel modesto e nelle cose semplici della vita. Impara a sospendere il giudizio e a vedere le cose in maniera diversa.
br. Il termine giapponese wabi sabi è intraducibile. Composto da due parole che significano "semplicità" e "bellezza che deriva dallo scorrere del tempo", si riferisce a una sensibilità estetica che si è sviluppata nei secoli fino a diventare una filosofia di vita che può aiutarci a trovare serenità, ispirazione e libertà nella vita di tutti i giorni. Secondo questo approccio, nulla è eterno: ogni cosa è incompiuta e la chiave sta nell'imparare ad accettare la vita come si presenta, con l'imperfezione, l'incompiutezza e l'impermanenza. A partire da questi presupposti Tomás Navarro propone un metodo assolutamente concreto ed efficace, che lui stesso ha sperimentato in prima persona e poi ha applicato in vent'anni da psicologo clinico. Un metodo che indaga in profondità come funziona la motivazione e aiuta a trasformare i propositi in realtà, fissare le priorità, gestire le pressioni interne ed esterne, concentrare le energie sulle cose che si possono cambiare. Adottare un atteggiamento realistico, contestuale e rilassato ci consentirà di assaporare la bellezza umile, non convenzionale di tutti i giorni, per ampliare i nostri orizzonti e arricchire così la nostra vita.
br. Il wabi sabi è un'affascinante visione del mondo che deriva dall'estetica giapponese e che ci aiuta a cogliere la bellezza nell'imperfezione, ad apprezzare la semplicità e ad accettare la natura transeunte di ogni cosa. Affonda le sue radici senza tempo nella cultura zen e nella cerimonia del tè, ma oggi è importante più che mai, perché oggi più che mai siamo alla ricerca di un modo diverso di affrontare le sfide della vita e i limiti della società in cui viviamo. Il wabi sabi, infatti, è un antidoto efficace a un mondo che si muove sempre più velocemente e che è sempre più orientato al consumo: ci incoraggia a rallentare, a ripristinare un rapporto autentico con la natura, a semplificare la nostra quotidianità e a concentrarci su ciò che conta veramente per noi. Ci insegna a vivere al ritmo delle stagioni e a rendere accogliente la casa, a risollevarci dopo un fallimento e a invecchiare con grazia, a essere più indulgenti con noi stessi e, in definitiva, ad apprezzare la bellezza di una vita «perfettamente imperfetta»: la nostra.
ill., br. Un percorso di meditazione, semplice e originale, all'insegna della ricerca della bellezza e della felicità. Tutti i giorni facciamo i conti con le nostre imperfezioni, fragilità e vulnerabilità. Sopraffatti da dubbi e preoccupazioni, ci sentiamo spesso vittime delle situazioni, piuttosto che padroni delle nostre scelte. In questo libro, Selene Calloni Williams ci indica come cambiare, seguendo i principi dello stile di vita wabi sabi, centrale nella cultura giapponese. Capiremo cosa significa lasciarsi andare al naturale fluire dell'esistenza grazie alla forza della calma, alla semplicità, all'umiltà, all'essenzialità, all'amore. Impareremo, praticando, ad accettare la transitorietà e l'incompiutezza. Senza ansie né paure, avremo l'energia necessaria a comprendere la bellezza e la complessità del mondo e a sentirci tutt'uno con esso.
br. Il termine "wa" si può tradurre con "armonia", tuttavia porta con sé una molteplicità di significati la cui comprensione permette di cogliere ogni aspetto della cultura tradizionale giapponese, caratterizzata da un particolare senso della bellezza, della pazienza e della serenità. L'essenza di wa è percepibile ovunque in Giappone e si manifesta in molti contesti, per esempio nelle relazioni sociali, nella gestione degli spazi domestici e pubblici. In questa sola parola si può percepire lo spirito del Giappone, che è stato fortemente influenzato dai principi della filosofia buddhista in ogni aspetto nella vita quotidiana. Emi Onishi ci spiega come entrare profondamente in contatto con i valori della tradizione giapponese più autentica, introducendo wa nella vita quotidiana attraverso pratiche ed esercizi di semplice applicazione e arricchendo così la nostra vita quotidiana di pace, bellezza, armonia e benessere.
brossura Il volume presenta il pensiero dei tre grandi della psicologia della mente e dello sviluppo: Vygotskij, Piaget e Bruner. Di ciascun autore vengono delineati il quadro di riferimento culturale, la teoria della vita mentale e i metodi di indagine utilizzati. Si tratta di teorie che delineano quadri affascinanti della cognizione individuale, dello sviluppo mentale e del rapporto tra mente e cultura. Il volume espone inoltre i termini del dialogo che tra i tre autori, idealmente o realmente, si è intrecciato o si intreccia ancora oggi.
br. Il testo ha lo scopo di aiutare il lettore a comprendere l'importanza delle relazioni primarie nella formazione della personalità. Viene illustrata la teoria dell'attaccamento di John Bowlby, che mostra come la relazione madre-bambino sia alla base dello sviluppo della personalità. Attraverso esempi pratici questo testo vuole essere uno spunto per riflettere sulle modalità con cui ci relazioniamo al mondo e agli altri e perché alle volte rimaniamo bloccati in situazioni che creano sofferenza. Prefazione di Grazia Attili.
br. Il libro di Raffaele Cammarota è un manuale pratico-filosofico-spirituale su come provare a raggiungere l'armonia di mente, corpo e anima. Su come avere una mente lucida e positiva; un corpo in salute e pieno di energia; un'anima libera di seguire il proprio fine e giungere alla piena realizzazione di sé. Suggerisce chiavi fondamentali per aprire porte da sempre chiuse dentro di noi, e riuscire finalmente a vivere in armonia con noi stessi e con il mondo. Per smettere di lottare contro tutto e tutti, imparare ad accettare noi stessi, gli altri e gli eventi senza giudicare, far crescere spontaneamente il seme unico che è in ognuno di noi. Un libro illuminante che, alternando sapientemente linguaggio metaforico a consigli pratici, accompagna il lettore verso la scoperta e l'accettazione di sé. Come un buon sarto propone la stoffa migliore da usare, per poter poi lasciare a ciascuno il compito di ritagliarsi l'abito su misura più idoneo per sé. Per capire finalmente che la vita vera e la felicità vera sono quelle cose che scorrono sotto i nostri occhi mentre siamo occupati e distratti a raggiungere altro.
brossura Quello che avete fra le mani non è un comune libro sul come attivare la legge dell'attrazione e roba simile. Quello che vi apprestate a leggere è un racconto particolare, un racconto che vi metterà nella condizione di poter fruire di quello che l'autore vuole trasmettere, non proprio l'esattezza dei fatti, ma piuttosto le emozioni legate a questi. Un racconto che vive di vita propria e che vuole emozionare chi legge, senza la pretesa di ricalcare fedelmente dei fatti di vita vissuta. Un racconto nel quale la scoperta e il progressivo avvicinamento a tematiche quali "la legge dall'attrazione" e le "teorie quantistiche", ne costituiscono una parte importante, ma non certo l'unica. A parlarcene è un artista: Massimiliano Cammarata. Ma siccome dietro l'artista c'è "l'uomo", con tutti i suoi vissuti di vita (artistica e non), con tutti i suoi tormenti interiori, le sue paure (perché no?), le sue inquietudini, i suoi dispiaceri, ma anche le sue gioie, ecco che da questo viene fuori l'idea di scrivere quello che vi apprestate a leggere. Un "segreto" che viene svelato a poco a poco, da chi ormai ha col tempo sviluppato il suo sentire in toto.
br. Differenza e vulnerabilità sono due voci costitutive del paradigma onto-relazionale dell'esistenza umana e della vita in tutte le sue dimensioni. Ma l'essere con gli altri è un crinale sul quale camminiamo in bilico e da cui sporgiamo sull'ex-sistere fin dalla nostra venuta al mondo, e che ci induce a considerare la soggettività nella sua concreta situazione vitale e incarnata, tra relazione originaria con se stessi e relazione con l'altro. Tematizzare questa consapevolezza e cercare di tradurla in una risposta etica in ambito giuridico, politico e sociale è il focus comune alle tre linee tematiche del presente progetto. Un percorso concettuale ed ermeneutico che, attraverso il ripensamento della vulnerabilità e delle sue connessioni con le dimensioni della differenza e con la relazione di cura, intende anche saggiare una via di riumanizzazione della politica, del rapporto tra diritto e morale, e della risposta delle istituzioni alle sfide della società interculturale e globale.
br. L'esperienza della pandemia ci ha fatto toccare con mano la nostra vulnerabilità e ha reso ancora più evidente quanto questa condizione accomuni tutti e tutte, benché sia sempre soggetta a regimi diversi di tutela. Ci ha inoltre mostrato l'ineludibilità del tema dell'interdipendenza e l'importanza del prendersi cura reciproco. Proprio la nozione di cura, che in anni recenti ha ispirato pratiche e concezioni etiche e politiche innovative, soprattutto in ambito femminista, appare oggi come quella da cui ripartire per ripensare le nostre pratiche morali e politiche e le forme della convivenza umana. L'etica della cura si presenta infatti come un'etica che premia la capacità umana di riconoscere e sostenere, nella loro fragilità, le reti di relazioni, più limitate e più ampie, in cui ci troviamo tutti e tutte immersi.
br. È successo all'improvviso, un virus ha sconvolto il mondo intero e, in un attimo, ci ha tolto la nostra libertà. Tutto è cambiato, ci hanno detto di rimanere a casa e lì abbiamo scoperto quanto sia difficile convivere, resistere, mantenere viva la speranza. Dopo la fugace euforia dei canti dai balconi, abbiamo scoperto una paura collettiva che in qualche caso è diventata panico, terrore. Sono vacillate le nostre certezze e, insieme alla quotidiana conta dei morti, anche le nostre speranze. La parte del mondo più avanzata, l'Occidente tecnologico e scientifico, è improvvisamente diventata frangibile e imperfetta. Ma non tutti i mali vengono per nuocere: alcuni, segnando, insegnano. L'epidemia ci ha costretti tra quattro mura, è vero, ma così facendo ci ha permesso di rallentare e tirare il fiato, di riscoprire abitudini e sogni abbandonati in un cassetto durante la forsennata corsa quotidiana e, dunque, di conoscerci di più. Abbiamo scoperto di essere molto meno forti di quello che pensavamo. Abbiamo scoperto di essere vulnerabili. Ma è proprio da questa vulnerabilità che dobbiamo e possiamo partire, accettando le nostre debolezze e i nostri limiti, sperando che il virus abbia ucciso l'arroganza e la protervia. Il delirio di onnipotenza che ci aveva annebbiato le menti, che ci aveva resi incuranti del cambiamento climatico, dell'inquinamento, delle sperequazioni economiche e sociali, forse, è caduto per sempre. In questo libro Paolo Crepet analizza cosa è accaduto durante i mesi di lockdown e la lenta ripartenza, e cosa ci aspetta in un presente ancora minacciato dal virus. E si concentra sulla necessità del cambiamento, che per lui significa «non uccidere la speranza di poter avere un futuro diverso da quello che ci eravamo meritati». Non solo un saggio, ma anche un viaggio dentro di noi, per scoprire cosa dobbiamo salvare dell'umanità e quali cambiamenti sono necessari per salvaguardare il domani.
500315605Marabout Sans date. Guide pratique pour les parents d'enfants de 1 à 3 ans écrit par une psychologue spécialiste de la petite enfance. L'ouvrage aborde les questions quotidiennes du développement de l'autonomie des jeux et de la discipline avec une approche visant l'épanouissement personnel de l'enfant
brossura Se il problema della filosofia, come sosteneva Wittgenstein, sta nell'evitare di porsi falsi quesiti, uno sguardo nell'intimità e nell'universo familiare del pensatore austriaco può contribuire a rivedere certi giudizi che si sono andati formando attorno alla sua fi gura, per molti versi ancora misteriosa. Ultimo di cinque fi gli, Wittgenstein fu legato visceralmente ai fratelli, come ben traspare dallo scambio epistolare durato oltre quarant'anni e qui riproposto. Non essendo state pensate per un utilizzo pubblico, queste lettere presentano senza censure e con grande onestà tutte le debolezze, le fragilità e i sogni del filosofo austriaco. Un'opera essenziale per comprendere il "lato umano" dell'enigma Wittgenstein.
br. Quando si parla di fecondazione assistita si parla di coppie infertili e della loro difficoltà a concepire naturalmente. La scienza e le tecnologie che accompagnano questo percorso hanno un ruolo importante nella realizzazione del profondo desiderio femminile di poter dare alla luce un figlio. Altrettanto importante però è la dimensione psicologica che guida la coppia durante tutto il tragitto, che è fisico ma soprattutto mentale ed emotivo. Il libro è idealmente diviso in tre parti. La prima espone quali sono gli aspetti psicologici che condizionano coloro che si trovano di fronte alla diagnosi di sterilità, puntando l'attenzione su come l'intervento psicologico possa aiutare i partner nella gestione dell'emotività. La seconda analizza la fisiologia e la fisiopatologia legate alla riproduzione umana e presenta le tecniche cliniche. Nell'ultima vengono riportate alcune interviste fatte alle coppie inserite nel percorso di fecondazione assistita nei reparti di fisiopatologia della riproduzione.